Lassociazione – A Strapiombo (URP/Edel)

Lassociazione sono una sorta di supergruppo nato dall’incontro di alcuni musicisti reggiani ovvero: Marco Mattia Cilloni (voce, chitarra), Giorgio Riccardo Galassi (voce, armonica), Gigi Cavalli Cocchi (batteria), Francesco Ottani (voce, chitarra), Filippo Chieli (violino, viola), Enzo Frassi (basso elettrico), Massimo Guidetti (tromba, flicorno), Marcello Ghirri (banjo), e Gianfranco Fornaciari (tastiere), tutti accomunati dalla passione per la loro terra d’origine e per la musica folk-rock. Il loro primo album, Aforismi Da Castagneto, nonostante la scarsa distribuzione è stato un piccolo successo, in quanto ha permesso di farli conoscere e soprattutto di rodare il loro sound dal vivo. A distanza di due anni dal disco di esordio, recentemente hanno dato alle stampe il loro secondo disco, A Strapiombo, che sta raccogliendo numerosi consensi dalla critica, non solo per la loro affinità all’approccio musicale di Davide Van De Sfroos ma piuttosto per la loro capacità di essere originali e soprattutto di mescolare canzoni in dialetto ed italiano. Nonostante ognuno di dei componenti vanti curriculum prestigiosi, ciò che emerge è senza dubbio la totale mancanza di accademicità al loro sound, che brilla in tutta la sua artigianalità ben lontano dalla spocchia o dai tecnicismi fine a se stessi. Il disco suona infatti caldo ed avvolgente come accade pochi volte in Italia, quasi avessero volontariamente cercato un atmosfera confidenziale in cui far crescere le loro canzoni. L’opera compiuta da questi musicisti è un vero e proprio viaggio dell’anima attraverso l’appennino reggiano, riscoprendo quelle atmosfere antiche, poetiche e quasi magiche che quella terra riesce a regalare, e in questo senso anche l’uso del dialetto non nasce assolutamente dal seguire una moda, ma piuttosto per riscoprire quella lingua della gente comune, quella lingua che ancora oggi si parla nei bar e nelle osterie. Registrato in una antica pieve tra i boschi, il disco mette in fila dieci brani tra cui una bellissima versione di Fuochi Nella Notte (di San Giovanni) dei C.S.I., gruppo nel quale suonava una delle anime di questo supergruppo ovvero l’impeccabile Gigi Cavalli Cocchi. Ad aprire il disco è l’accorata Santa Maria, un brano sentito ed intenso in cui brilla una scrittura genuina e allo stesso tempo raffinata in perfetto equilibrio tra folk e rock. La sincopata e riflessiva Valentino e la toccante Vorrei Cantare La Vita ci introducono al trascinante bluegrass in salsa reggiana di Me I Sun C’Me Sun, uno dei brani più interessanti di tutto il disco. Se la musica da ballo caratterizza la sinuosa Zichin, la successiva Vustida è una ballata campestre di grande intensità. La già citata Fuochi Nella Notte (di San Giovanni), ci conduce verso il finale in cui brillano due dei vertici del disco ovvero Me I Sun C’Me Sun e Via Di Bandita, entrambe caratterizzate da eccellenti arrangiamenti. A Strapiombo è, dunque, un disco molto riuscito che non mancherà di sorprendere quanti lo ascolteranno con attenzione, soffermandosi sulla poesia che caratterizza i testi e sul bel sound creato dal supergruppo. 



Salvatore Esposito