Mimmo Cavallaro, Cosimo Papandrea & TaranProject con Marcello Cirillo – Rolica (CNI Music)

Rolica è una termine arcaico del dialetto calabrese della zona di Locri, che indica una cosa così preziosa da nascondere gelosamente. Non ci sorprende così che questa parola antica sia diventata il titolo del nuovo disco di Mimmo Cavallaro, Cosimo Papandrea & TaranProject, che giunge a meno di due anni di distanza dal precedente Hjuri di Hjumari, con il quale hanno raccolto ampi consensi in tutta Italia. Pur non essendo un disco di inediti, ma piuttosto il documento del fortunato incontro con Marcello Cirillo, Rolica mette insieme tre anime differenti ovvero alcuni brani live registrati nel corso la XIII edizione del Kaulonia Tarantella Festival dello scorso anno, che tra l’altro sono un assaggio del Dvd di prossima pubblicazione, alcune tarantelle, un brano tradizionale salentino e un paio di esperimenti pop d’autore. L’ascolto è assolutamente coinvolgente con brani live come Citula e Cioparella a risaltare in modo particolare per la loro energia esecutiva, tuttavia di ottimo livello sono anche la Tarantella D’Amuri, in cui è evocata la rolica del titolo, ma anche Lu Stessu Cielu, che rimanda a certe atmosfere tipiche di Eugenio Bennato. Non manca anche una bella riproposizione di Stilla Chjara in una versione più ritmata e l’intensa Stafanazzu in una versione nostalgica e toccante. Rolica è senza dubbio un documento importante perché fotografa i TaranProject in una fortunata fase creativa, tuttavia il risultato sarebbe potuto essere ancora migliore privilegiando magari i brani dal vivo rispetto a qualche riempivo di troppo come l’inutile, ennesima riproposizione de Lu Ruciu De Lu Mare, che con la Calabria, come è noto, ha ben poco a che fare. Mimmo Cavallaro e i suoi TaranProject hanno certamente dalla loro parte il crescente successo che sta caratterizzando il loro percorso, tuttavia prima che si brucino a causa della sovraesposizione, è bene che nel prossimo futuro il gruppo si concentri al massimo sul prossimo lavoro di inediti, magari puntando maggiormente alla ricerca sulla tradizione e meno agli ammiccamenti alla musica di massa e alle sonorità etno-facilone.



Salvatore Esposito