Strings: Intervista a Gabor Lesko

In occasione del Lakewood Clinic Tour abbiamo intervistato Gabor Lesko, apprezzato chitarrista fingerstyle. Con lui abbiamo ripercorso la sua carriera soffermandoci non solo sulla intensa attività didattica ma anche sulla sua produzione discografica e sul recente libro Poesie Fingerstyle… 

Com'è nata la tua passione per la chitarra ed in particolare per il fingerstyle? 
Da piccolo ho sempre amato la chitarra, ho iniziato con la chitarra classica a 11 anni, mi ricordo che già suonavo e componevo le mie prime canzoni. In seguita verso i 14 anni mi sono innamorato della chitarra elettrica, cominciando a suonare il blues ed il rock. La passione per il fingerstyle è arrivata più tardi, ho sempre suonato la chitarra acustica accanto all'elettrica, nei miei pirmi dischi di fusion ci sono brani acustci , alternati con l'elettrica... Ho cominciato così. 

Quanto hanno pesato i tuoi studi di conservatorio e di musica orchestrale nel tuo stile? 
Beh io ho sempre amato il suono dell'orchestra , ho studiato l'armonia classica e quella jazz, così mi sento libero di muovermi attraverso mentalità e linguaggi molto diversi. Mi piace molto mischiare, contaminare gli stili, credo che la mia concezione musicale sia un po' a metà tra Classica ed improvvisazione Jazz. 

A partire dal tuo debutto datato 1997 hai realizzato diversi dischi come si è evoluto il tuo stile e il tuo approccio compositivo? 
Nei primi album ero più attratto dalla ricerca e dal desiderio di creare cose nuove, volevo anche mettere in pratica i miei studi di arrangiamento e composizione: così sono nati Album come "Just for sensitive People" e " Colors", dove possiamo ascoltare brani molto arrangiati, con batteria, tastiere, fiati ed episodi orchestrali. 

Quali sono i tuoi riferimenti principali e le tue ispirazioni? 
Questi album sono insipirati a chitarristi come Al di Meola o Lee Ritenour, e forse un pochino risentono del mio amore giovanile per Satriani e Steve Vai . La tecnica chitarrisrtica è messa in risalto, anche se ho sempre cercato di metterla al servizio della composizione, senza abusare di passaggi ultra veloci, che comunque sono presenti. 

Quanto è importante per te l'attività live? 
L'attività Live ha modificato e caratterizzato il mio stile degli ultimi anni! Quando dovevo portare sul palco album come "Just For sensitive People" o "Colors", oltre alla band, ricorrevamo a sequenze computerizzate per riproporre tutti gli strumenti degli arrangiamenti (Fiati, Archi, percussioni ecc... )e non sempre c'erano le location adatte ad un tipo di spettacolo così mastodontico. Inoltre ho cominciato a fare concerti anche all'estero, e spesso diventava impossibile portarmi dietro la band, così ho fatto di necessità virtù ed ho cominciato a studiare uno stile che mi permettesse di suonare gli accordi , la ritmica e la melodia da solo. Ho cominciato ad usare loop station, ed ho sviluppato il fingerstyle, per poter gestire basso e melodia insieme sulla chitarra, ho cercato di usare tutti gli strumenti che avevo a disposizione: battendo sul corpo della chitarra per usarla come una conga o altra percussione, a volte usando il piede per tenere una sorta di cassa ( con uno strumento che si chiama Stomp Box ), ed infine è stato naturale usare anche la voce. 

Da anni sei impegnato anche nell'attività didadittica ci puoi parlare di questa esperienza? 
La didattica è una professione ed una passione, insegno da quasi vent’anni (Ho iniziato da ragazzo con i compagni di scuola) e la ritengo una missione. E' molto gratificante per me poter dare un esempio ai miei allievi, insegnare loro dei valori, oltre al linguaggio della musica, far loro capire che nella cominicazione e nell'educazione del genere umano risiede il progresso e la via per essere felici. 

Hai da poco pubblicato Poesie Fingerstyle come è nata l'idea di questo libro? 
E' nato dall'esigernza di creare un repertorio di brani per i miei allievi, che non sono in grado di affronatre nei primi anni i brani troppo compilicati della tradizione americana ( Chet Atkins, Tommy Emmanuel ecc...). Ho scritto quindi una serie di miniature non troppo difficili, ma al contempo con una forte attrattiva estetica, mettendici il pathos che uso nelle composizioni più serie. Non è stato facile rimanere tecnicamente semplice, ma prima di uscire con il libro ho testato i brani su diverse fascie di età, ed ho avuto un buonissimo riscontro. I brani non solo piacciono, ma creano entusiasmo e voglia di suonare la chitarra. Per me come insegnante è fondamentale, in primo luogo screare degli stimoli positivi ai miei studenti, portarli ad amare la musica e la chitarra. Con questo libro ho cercato di fare questo. 

Da fine marzo è partito il Lakewood Clinic Tour nel quale sei presente nelle migliori scuole italiane di musica puoi parlarcene? 
Si mi è sembrata la cosa più naturale fare dei concerti nelle scuole , dove suonavo i brani del libro e dove gli studenti potevano farmi delle domande... Così ho chiesto aiuto ad Aramini strumenti musicali , che da anni mi sponsorizza con le chitarre Lakewood, ed abbiamo organizzato questo Tour. 

Come definisci il tuo approccio stilistico al fingerstyle? 
Io provengo dalla chitarra classica, e come ti ho già detto amo mischiare gli stili e sperimentare sempre cose nuove... Ho fatto così anche per il fingerstyle, ho approfondito le basi della tecnica di Chet Atkins, contaminando i brani con suoni di percussione, ottenuti battendo su varie parti della chitarra. E' affascinante perchè ogni punto dello strumento produce suoni diversi, quindi ho cercato il suono della Conga, del bongo, e di altre percussioni...Ed ho indeato un modo di suonare che incastra lo strumming alle percusiioni, traendo inspirazione da Michael Hedges, Andy Mc Kee, ed altri chitarristi maestri di questa tecnica. Questo stile mi offre anche un ottimo supporto armonico ritmico per cantare le mie canzoni, ed nei concerti è molto spettacolare, mi aiuta molto a costruire delle performances interessanti da vedere oltre che da ascoltare. 

Quanto è importante lo studio nell'apprendimento della chitarra? 
Ogni strumento musicale richiede disciplina e dedizione costante, io ho dedicato la vita alla musica ed alla chitarra, sacrificando tanto, ma ricevendo anche tanto. La musica è un fantastico modo per sentirsi vivi. 

Puoi parlarci del tuo recente album Share The World? 
Share the world è stato il mio primo album di "canzoni", in cui ho affiancato brani cantati ad alktri strumentali, come ti dicevo è stato il frutto degli ultimi anni di vita a fare concerti in giro per il mondo, in cui ho affrontato la musica in maniera più semplice ed ermetica, sono brani che funzionano bene anche solo chitarra e voce e sono nati spesso mentre ero in viaggio, per cui non avevo con me computers e studio di registrazione, ma solo dalla chitarra e dai momenti di vita vissuta in questo periodo. 

In questo disco debutti anche come voce, com'è nata quest'idea di approccio al cantautorato?
Esattamente, da questi momenti è nata l'esigenza di descrivere le sensazioni anche con le parole... In maniera molto spontanea, ho scritto testimoniando momenti dei mei viaggi, senza voler ostentare la tecnica o altro... Penso di avere fatto una crescita verso una maniera più intima e semplice di vivere la musica ed di condividerla con gli altri... da quì il titolo : share the world. 

Concludendo, so che hai in lavorazione un'altro libro puoi darci qualche anticipazione? 
Si i progetti per il futuro sono un nuovo libro, che in realtà è già finito, ed un nuovo album, questa volta con testi in italiano. Il libro è per chitarra elettrica e si intitola "Diventa Veloce", una sorta di Dvd/ Libro per fare ginnastica aerobica con la chitarra... Ho girato le riprese in una palestra, simulando delle Training section di Fitness... solamente che si fanno con la chitarra !!! Per quanto riguarda il nuovo album, cercherò di farmi aiutare nei testi, perchè fino ad ora ho sempre fatto tutto da solo nella composizione, e sento l'esigenza di provare delle collaborazioni.