Antonio “Rigo” Righetti – Solo Ep (Rigo Records)

Qualcuno potrebbe parlare di conflitto di interessi, visto che il nostro Rigo è ormai una presenza abituale su Blogfoolk con il suo immancabile Taglio Basso, ma poco importa, soprattutto se ci troviamo di fronte ad un lavoro come l’ultima sua creazione, che non ha affatto bisogno di aiuti ed aiutini di politichese memoria, vista la qualità della sua proposta personale da solista, a cui da tempo ormai ci ha abituato. Dopo aver lasciato, infatti, la band di Ligabue Rigo si è dedicato anima e corpo ad un suo percorso artistico personale, nel quale ha dato alle stampe un Ep, un mini cd, due dischi e lo splendido libro Autoscatto in 4/4. Sorprende però la nuova direzione che ha imboccato la sua carriera con il nuovo Ep, Solo, nel quale sono contenuti cinque brani in italiano con testi scritti dall’autrice napoletana, Sara D, e che vedono Rigo destreggiarsi tra basso, chitarra e voce, affiancato da Roby Pellati alla batteria ed Elisabetta Gagliardi ai cori. Inciso tra il 9 e il 12 Gennaio 2012 presso gli ML Recording Studios Viguzzolo (AL) e missato nel mese di Febbraio a Los Angeles presso Ameraycan Recording & Wyman Records da Andrea Lepori, assistito da Josh Berg e Tip Wyman, questo Ep è anche il primo disco per la neonata Rigo Records, piccola ma già attivissima indie label che lo stesso Rigo ha messo su insieme ad un team solidissimo di collaboratori. Durante l’ascolto appare chiaro sin da subito, che a parte la non riuscitissima copertina (ahi Rigo!!!), siamo di fronte ad un progetto davvero interessantissimo nel quale ritroviamo la sua voce in forma come non mai, dopo l’incursione strumentale di Profondo Basso. Si parte subito alla grande con Non Puoi Cambiare, un grintoso rock blues in levare nel quale si apprezza non solo la splendida ritmica ma anche l’ottima melodia chitarristica. Si prosegue con la dolce noi, mentre il primo acuto arriva con la title track, un brano sospeso tra roots music e canzone d’autore nel quale brilla l’ottima prova vocale di Rigo. Con Quante Volte si rialza il tasso energetico ma è con Sguardi, che si tocca il vertice del disco, grazie allo splendido ritornello che ben si sposa con la particolare struttura del brano. Solo è, dunque, una scommessa vinta che ci lascia intravedere quali saranno forse gli sviluppi futuri della carriera di Rigo, ormai sempre più lontano dall’etichetta di “bassista di Ligabue” e sempre più concentrato su quelle che sono le sue ispirazioni ed emozioni. 



Salvatore Esposito