Lepistö & Lehti - Radio Moskova (Aito Records)

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Dopo aver contribuito al portentoso ensemble Accordion Samurai, l’organettista finnico Markku Lepistö si ripropone nella solida intesa con Pekka Lehti al contrabbasso, nata ai tempi della comune militanza nei Värttinä. Markku porta i sui mantici oltre i confini della tradizione popolare, pur possedendone pienamente la grammatica, il visionario Pekka si muove con agilità tra piglio rock, jazz e improvvisazione. Nel 2008 il loro album di debutto Helsinki aveva colto nel segno per effervescenza esecutiva congiunta ad inventiva ed espressività simbiotica. Eccola, la seconda avventura in otto tracce: superba mescolanza temperamenti sonori. Il titolo del disco lo spiega Pekka, che da ragazzo, negli anni ’70, si emozionava sintonizzandosi sulle emittenti radio straniere, specialmente dell’Unione Sovietica (chi è nato nell’era del web, non è detto che comprenda pienamente il fascino di quegli ascolti sulle onde corte). In seguito, quella stessa radio divenne amplificatore per il suo basso da punk-rocker, con quali conseguenze per l’apparecchio è facile immaginarlo. Cosicché la title-track evoca l’atmosfera di quelle trasmissioni, ma la partenza è superlativa con il chiaroscuro raffinato di “Waltz for Eino”. "Skrubu" è un tango dalle reminiscenze piazzolliane e rotiane. Corre che è un piacere l’organetto in “Lokakuu”, mentre il dialogo tra corde e mantice si mantiene serrato in “Kaksi”, altro brano avvincente per destrezza e virtuosismo. Il contrabbasso detta legge nella tensiva “Artsi”, ancora sopraffina la combinazione strumentale in “Raudanselkä“, più riflessivo e nostalgico l’andamento di “Snadina” con le sue virate jazz e un fischio di aroma morriconiano: altro ricordo di un’infanzia di boschi da attraversare sulla via di casa. Possiede solenne linearità l’inno tradizionale "Vasulaisten Juhlamarssi", ancora proveniente dalla memoria del fanciullo Markku, tema che chiude questo magnifico esempio di matura musica acustica che si produce in terra finnica. 



Ciro De Rosa