Giuliana Soscia & Pino Jodice Italian Tango Quartet - Il Tango da Napoli a Buenos Aires (Alfa Music/EGEA)

Dopo il successo dei suoi primi due dischi Latitango ed Antiche Pietre, la fisarmonicista jazz Giuliana Soscia, accompagnata dal pianista e virtuoso del vibrandoneòn Pino Jodice, torna con un nuovo disco nel quale la tradizione musicale napoletana si mescola a quella del tango argentino, il tutto riletto attraverso la chiave dell'improvvisazione jazz. Il disco, nato da un progetto realizzato nel 2008 per un concerto presso il teatro dell'Opera di Ankara, vede così intrecciarsi le anime di due grandi compositori come Roberto De Simone e Astor Piazzolla, con le loro Villanella di Cenerentola e Obliovion diventare la base per la costruzione di un percorso di ricerca e sperimentazione di grande suggestione. Ad avere un ruolo primario sulla scena ovviamente sono le melodie, su cui si innesta un eccellente interplay tra la fisarmonica della Soscia e il piano di Jodice suppoertati magnificamente dalla sezione ritmica composta da Aldo Vigorito e Francesco Angiuli (Contrabbasso) ed Emanuele Smimmo (Batteria), i quali mettono in evidenza timbriche sempre originali improntate ora al tango-jazz ora al nuevo tango. Durante l'ascolto emerge il grande lavoro di Jodice agli arrangiamenti, che puntano a valorizzare al massimo le strutture dei brani come nel caso della splendisa Suite Napili Antica, con il jazz pronto a inserirsi tra le trame sonore, consentendo all'ascoltatore di cogliere echi di sonorità mediterranee ed orientali. Il vertice del disco arriva però con l'intensissima Serenata di Bovio in cui il piano di Jodice duetta in modo elegantissimo con la fisarmonica della Soscia. Molto belli sono anche i brani in cui più marcata l'influenza del tango argentino come nel caso di Migration o Milonga Mediterranea, in cui brilla l'apporto di Angiuli al contrabbasso che si fa carico di reggere l'intera struttura ritmica, riuscendoci con grande eleganza ed efficacia. Il Tango da Napoli a Buenos Aires è un disco di grande spessore non solo strettamente musicale ma anche artistico e non ci sorprende che anche il grande Roberto De Simone abbia voluto manifestare il suo apprezzamento per questo lavoro nel quale la sperimentazione e l'eleganza esecutiva vanno di pari passo. 



Salvatore Esposito