L'Estate dei Concerti: Speciale

Dario & Manuel Big Band, 26 Agosto 2011, Secret Gig, Vernante (Cn)


Uno dei momenti più belli e sorprendenti di questo agosto 2011 è stato senza dubbio il concerto a sorpresa tenuto dalla Dario & Manuel Big Band in un minuscolo locale di Vernante, splendido paesino della provincia di Cuneo noto non solo per i particolari affreschi ispirati al Pinocchio di Collodi ma anche per essere un centro particolarmente vivo dal punto di vista musicale. Sebbene si trovi all'interno della parte italiana di Occitania, i vernantini storcono un po' il naso di fronte alle etichette preferendo definirsi "diversamente settentrionali" a sottolineare tutto l'insieme di tradizioni che li unisce sia all'Italia sia alla Francia da cui distano pochi chilometri. Vernante è anche uno dei paesi in cui si è conservata intatta la tradizione musicale da ballo della Curenta e del Balet, di cui attualmente depositari Dario & Manuel, un duo composto da Dario Avena e Manuel Aime, di cui abbiamo avuto modo di parlare recensendo entusiasticamente Ribota - Registrà dar viù ad Aisun, e proprio come in occasione del disco live, ad accompagnare il gruppo c'era la Big Band ovvero Michele Gazich (violino), Fabrizio Carletto (basso), Marco Lamberti (chitarra) e il giovane figlio di Manuel anche lui alla fisarmonica. L'atmosfera molto intima e familiare, condita da corpose dosi di birra rigorosamente gelata, ha contribuito non poco alla riuscita della serata, protrattasi poi fino a tarda notte con Dario & Manuel in gran spolvero non solo nei panni dei musicisti ma anche di abili intrattenitori.
L'intesa del duo con la Big Band è assolutamente impeccabile con il basso di Fabrizio Carletto, a fare da motore e scandire in modo eccellente i tempi e le pause tipiche delle musiche da ballo, la linea melodica costruita sul dialogo tra la fisarmonica di Manuel e il clarinetto di Dario è arricchita ed impreziosita dal violino di Michele Gazich, che dimostra di essere a proprio agio anche con la musica tradizionale. Il concerto è così un crescendo nel quale curente e balet si alternano in un fluire continuo di grandi spaccati sonori che ben presto conducono al ballo tutti i presenti. Nella migliore tradizione locale la serata si è chiusa con il canto Se Chanto, una canzone d'amore per la propria terra, che ascoltare dal vivo cantata in coro da tutto il pubblico e i musicisti è un'emozione davvero non da poco.




Michele Gazich e La Nave dei Folli, 28 Agosto, Villa Caccia Dominioni, Oggiono (LC)

Nella splendida cornice di Villa Caccia Dominioni ad Oggiono (LC), a pochi chilometri dal lago di Annone, è approdata il 28 agosto la Nave dei Folli di Michele Gazich per un "irrituale" quanto splendido concerto pomeridiano, che segna una ulteriore tappa del Dove Fiorisce La Rosa Tour 2011, che ha toccato numerose città italiane ed estere riscuotendo un grandissimo successo di pubblica e critica. Gazich e il suo gruppo sono davvero in grande forma e anche in una dimensione più intima e familiare, non hanno disdegnato di sfoderare una performance di grande spessore. Il musicista bresciano, come da sua abitudine, pur non occupando mai il centro del palco, riservato quest'ultimo ad Anna Petracca, si mostra perfetto nei panni del trascinatore ed affabulatore, infatti introduce ogni brano con grande cura, spiegandone la genesi, le ispirazioni e questo consente agli spettatori di calarsi a fondo nell'atmosfera di ogni singola canzone interpretata.
Il repertorio preso in esame spazia nei tre dischi dellla trilogia ovvero l'omonimo del 2009, Dieci Esercizi per Volare e Il Giorno Che La Rosa Fiorì, e ciò che sorprende è come rispetto ai brani in studio la magia e le suggestioni non solo rivivano ma riescano addirittura a svelare un di più sottilmente nascosto. E' il caso ad esempio della splendida L'Angelo di Saorge da Dieci Esercizi Per Volare, che dal vivo svela a pieno tutta la sua forza poetica, o ancora la struggente Scene Da Un Matrimonio, che dal vivo sembra ancor più profonda ed intensa. Brillano poi le splendide Fuoco Nero Su Fuoco Bianco, Dieci Esercizi Per Volare o ancora quel gioiellino che è L'Ultima Estate, ma è con la bella versione di Ultima Canzone D'Amore che arriva il vertice del concerto, cantata dallo stesso Michele Gazich. Sugellano un concerto magnifico due piccole sorprese ovvero Danza Finchè C'è L'Amore, eccellente traduzione in italiano di Dance To The End Of Love di Leonard Cohen ad opera dello stesso musicista bresciano e la bella resa di Jack A-Roe, traditional folk anglo-americano.




Francesco De Gregori, 5 Settembre 2011, Piazza Alberto Bizzarri, Visciano di Calvi Risorta (Ce)

Dopo il grande successo di Work In Progress con Lucio Dalla e mentre prende il volo il nuovo progetto Dress Reahrsal, Francesco De Gregori e la sua Band continuano il tour 2011, che si protrarrà anche durante l'autunno e l'inverno, un segno ormai evidente che il cantautore romano ha fatto propria l'idea di un Neverending Tour in pieno stile dilaniano. Dopo esser passato con disinvoltura dai palazzetti ai teatri, fino a toccare i rifugi in alta montagna e le piazze, Francesco De Gregori è approdato per un concerto gratuito in provincia di Caserta a Calvi Risorta nella piccola frazione di Visciano. Ad accompagnarlo c'è la sua classica band guidata dal "capobanda" Guido Guglielminetti (basso), e composta da Alessandro Valle (chitarra elettrica), Stefano Parenti (batteria), Lucio Bardi (chitarra elettrica), Alessandro Arianti (tastiere), Paolo Giovenchi (chitarra elettrica) nonchè la new entry Elena Cirillo (violino e seconda voce). Il concerto, anticipato da un breve sound check nel quale De Gregori ha suonato una bella versione di Battere e Levare, ha visto una sorprendente partecipazione di pubblico che ha letteralmente invaso il grande piazzale della cittadina calena. Ad aprire le danze è una sorprendente versione di Ninetto e La colonia, purtroppo penalizzata da una scarsa cura nei livelli sonori, e ciò condiziona anche i brani successivi come Vai In Africa Celestino, che nonstante tutto, si svela in tutta la sua potenza dal vivo, e una Niente Da Capire in una versione dalla melodia completamente stravolta.
Il suono migliora sensibilmente con Numeri da Scaricare, impreziosita dal violino della Cirillo, che sembra vestire i panni della Scarlett Rivera di Dilaniana memoria, ma è con Finestre Rotte che i livelli mixer trovano il loro set-up più giusto. Il concerto così decolla e Francesco De Gregori, snocciola splendide versioni di brani che pescano dal repertorio più recente come la struggente Gambadilegno A Parigi o la visionaria L'Aggettivo Mitico, entrambe suonate magistralmente dalla band ed interpretate ancor meglio dal cantautore romano. E' però Non Dirle Che Non è Così che rappresenta la cartina tornasole di tutto il concerto, appare ormai chiaro che De Gregori non nasconda più il suo amore per Bob Dylan, infatti il sound sembra rimandare molto da vicino a quello della Rolling Thunder Revue, e non solo per la presenza di una violinista, ma proprio per l'approccio che lo vede assolutamente rilassato nel vestire molto comodamente i panni di un cantautore libero di esprimersi e di sperimentare, e questa è anche l'idea che emerge dai video in anteprima di Dress Reharsal. Il Principe si siede poi al piano e mentre la sua band lo circonda regala al pubblico campano due perle ovvero una bella versione de La Storia e una dolcissima Sempre e Per Sempre.
Una magmatica versione rock della caustica Tempo Reale rilaza il tasso di elettricità sul palco con le chitarre elettriche di Giovenchi, Bardi e lo stesso De Gregori a dialogare con il violino di Elena Cirillo. Verso il finale arrivano poi Atlantide, Compagni Di Viaggio, Bellamore e una divertente Titanic con tanto di intro dixieland, ma il vertice del concerto lo si tocca prima con la poetica Il Vestito Del Violinista e poi con una strabordante Sotto Le Stelle Del Messico in una travolgente versione country-rock. Il concerto si conclude sulle note di Rainy Day Women No. 12 & 35 di Bob Dylan sulla quale De Gregori cuce alla perfezione il testo di Buonanotte Fiorellino, che senza dubbio è la sorpresa della serata. I bis finali sono dedicati ai classici con La Donna Cannone, Generale ma sopratutto una bella versione di Rimmel con la prima strofa cantata solo con l'accompagnamento dell'ukulele. Insomma quello di Calvi Risorta è stato un concerto eccellente nel quale Francesco De Gregori ha dimostrato ancora una volta di essere un grande performer in grado di unire rock, poesia e canzone d'autore come davvero pochi in Italia sono in grado di fare.



Carmen Consoli, 7 Settembre 2011, Settembre al Borgo 2011, Teatro della Torre, Casertavecchia


Carmen Consoli non è nuova ad incroci con la musica popolare e già in passato collaborando con Alfio Antico e i Lautari aveva dimostrato di saper maneggiare con cura la musica tradizioanle e soprattuto di esserne una raffinatissima interprete. Nel corso della Quarantunesima Edizione del Settembre al Borgo, che annualmente si tiene nella incantevole cornice del Teatro della Torre di Casertavecchia, la cantautrice siciliana ha dato vita ad una sorta di concerto/intervista con alcuni eccellenti rappresentanti della musica tradizionale e di riproposta in Italia. Si parte dalla Sicilia, con Carmen Consoli che sale sul palco ed interpreta due canti dal repertorio di Rosa Balestrieri tra cui una splendida Cuntu e Cantu, che assume i tratti di una sorta di manifesto programmatico per quello che sarà un vero e proprio viaggio attraverso la nostra penisola.
Sale poi sul palco il vulcanico Alfio Antico, esponente di spicco della musica tradizionale siciliana, che con la Consoli da vita ad un interessante scambio di battute sui diversi tipi di tamburo a cornice e del diverso uso che se ne fa nelle varie regioni italiane. Ci racconta della Tambura Fimmina, dello Zimurru e dell'uso che ne veniva fatto dai chiangitori durante i funerai. Nelle sue spiegazioni si materializza letteralmente il suono diverso dei vari tipi di tamburo, in un susseguirsi di sorprendenti similitudini come quelle della suddaca e del violo. Alfio Antico canta poi due brani con Carmen Consoli che dimostra di essere una eccellente chitarrista nonchè un ottima interprete di brani tradizioanli. Si prosegue attraverso le radici della musica tradizionale siciliana con Puccio Castrogiovanni dei Lautari, che parla delle radici nobili nelle quali affonda le radici la musica tradizionale siciliana, che rimanda direttamente alla Scuola Siciliana del XIII Secolo e alla corte di Federico II, sovrano illuminato che accolse sotto la sua protezione poeti come Cielo D'Alcamo, Giacomo Da Lentini e Pier Delle Vigne.
Dalla Sicilia si passa poi alla Toscana con Riccardo Tesi che dopo una breve presentazione ci regala una splendida versione per soli chitarra ed organetto de Il Trenino che parte e va di Caterina Bueno, con Carmen Consoli che regala una interpretazione davvero sorprendente. Si riscende a sud della penisola e precisamente in Calabria, quando sul palco sale Peppe Voltarelli, che dopo un divertente scambio di battute con la cantautrice siciliana sui suoi trascorsi con Il Parto delle Nuvole Pesanti e la rivoluzione copernicana dello scoprire la scrittura in dialetto, si lancia in una travolgente versione di Onda Calabra spinto dai tamburi a cornice di Alfio Antico e Puccio Castrogiovanni e con l'organetto di Riccardo Tesi ad arricchire la linea melodica. Voltarelli interpreta poi il tradizionale calabrese Palummeddha Russa e alla fine non manca di ricordare i suoi punti di riferimento da Otello Profazio a Bob Dylan passando per Woody Guthrie.
Il viaggio musicale attraverso l'Italia prosegue con Ambrogio Sparagna, il quale dopo aver raccontato la sua esperienza di ricercatore e quella come Maestro Concertatore della Notte Della Taranta, accompagna Carmen Consoli in una bella versione del canto d'amore in griko Aremu Rendimeddha, già interpretata dalla cantautrice siciliana durante il Concertone nella piazza di Melpignano. Sul finale sale sul palco Francesco Barbaro, che sottolinea come il problema della musica popolare sia essenzialmente la scarsa conoscenza che si ha di essa e di come difficilmente raggiunga un grande pubblico. Riccardo Tesi dopo aver sottolineato che ai musicologi spetta il compito di studiare le tradizioni e ai musicisti quello di emozionare ed emozionarsi sottolinea come il problema vero che pone in pericolo la musica popolare è la mancanza dei contadini, ovvero coloro che erano il cuore pulsante della tradizione. Dopo la consegna del Premio Settembre al Borgo a Carmen Consoli da parte del direttore artistico Casimiro Lieto, al gruppo di musicisti si è unita una ronda di musicisti campani che hanno regalato alla cantautrice siciliana un aggiunta di Campania al suo viaggio musicale in Italia. Il concerto tenuto da Carmen Consoli, che in mattinata si era intrattenuta nel Borgo casertano per un istant movie prodotto da RAI5, è senza dubbio un work in progress meritevole di essere sviluppato, e senza dubbio rappresenta una delle idee più originali ed interessanti per avvicinare il grande pubblico alla musica tradizionale italiana.



Salvatore Esposito