Indice 02/2011



Questo numero è dedicato alla memoria di Ernesto De Pascale


L’importanza di essere Ernesto.

Ho ancora in mente la prima volta che le nostre strade si incrociarono. Bastò una e.mail. Potere e magia della comunicazione. Poche parole per capire che chi avevo ammirato come vivace e brillante conduttore di Satisfaction su RaiSat, era una persona speciale. Entusiasmo e carisma magnetici, un’intelligenza vivace, travolgente come un blues forsennato o un crescendo soul. Una mia timida richiesta di intervista per Maggie’s Farm, e poi fu lui a coinvolgermi in quella splendida avventura che è Il Popolo del Blues. Quante lunghe chiacchierate al telefono, a parlare del mio lento scoprire prima il blues e poi il folk rock inglese, passioni che silenziosamente mi aveva trasmesso, consigliandomi questo o quel disco. E si andava avanti per ore mentre lui in bici girava per le vie di Firenze. Come poter dimenticare le sue riflessioni sempre acute, profonde, le sue analisi impietose ma dense di quella schiettezza che lui ti metteva sotto al naso, senza preoccuparsi di passare per il cattivo della situazione. Io imparavo l’arte, osservandolo silenziosamente. E lui maestro vero, non solo di giornalismo ma di vita, era un vero punto di riferimento. A me piace ricordarlo nella sua Firenze, mentre dalla sua casa in via Passavanti raggiunge il bar Giurovich, la sua sede operativa, il luogo di incontro con lui per eccellenza. Non un'altra parola, il silenzio e le note della sua Working Underground, là oltre l’arcobaleno, dove Ernesto è di nuovo al lavoro…

Caserta, Roma, Firenze 13-15.02.2011


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