Suoni: Le Novità

Le novità discografiche segnalate da Blogfoolk...

FELMAY
le novità 

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TAMIKREST - KIDAL
Glitterbeat's most renowned band returns with a stunning 4th album, that perfectly balances their rocking and meditative elements. The recordings took place in Bamako, Mali with Mark Mulholland from Tony Allen's Afro-Haitian Experimental Orchestra producing. It was mixed by David Odlum who won a Grammy for his work with Tinariwen. Tamikrest are at the top of their game and show again that their reputation as one of West Africa's most innovative bands, is well-deserved. Restless, experimental, heartbroken, rebellious. "Angry rebel rock from the edge" - Mojo. ”A stunning realisation of Tamikrest's potential... Kidal is first and foremost a kick-ass, spirited rock 'n' roll album" - The Line of Best Fit. “A defiant statement of resistance...what is there not to like?" - fRoots.

BARGOU 08: TARG
Lying between the mountains of northwest Tunisia and the Algerian border, the Bargou valley has developed its own culture that had never been documented until Nidhal Yahyaoui began the task. Born in the valley, he was determined that the music and traditions shouldn't slip away into obscurity. With Targ, the album he's made with his band Bargou 08, Yahyaoui has perfectly fused the past and the present to place Bargou on the map.

BABA ZULA: XX 
Formed by Osman Murat Ertel and Levent Akman in 1996, Baba Zula took Turkish psychedelic pioneers of the 1960s as their inspiration and foundation for what they called Istanbul psychedelia, the fathers of a scene that's since grown up around them. Baba Zula have played all over the world, won awards for their work in film and theatre, often been rewarded at the Turkish Billboard awards, and had their albums counted among the most prestigious ever released in Turkey.

EL LEOPARDO: EL LEOPARDO b/w EL ACONTISTA
Glitterbeat doesn't release many 12” singles (this is the second), but this two-song beauty is so good we couldn't pass up the chance to put it out. El Leopardo brilliantly morph urban dub textures together with sparse Colombian percussion, spoken incantations and deep, hypnotic bass. Produced by Dani Boom (Systema Solar) and Felipe Alvarez (from Bogota's Polen Records), the tracks feature percussionist Juan Carlos Puello (‘El Chongo').
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Dulce Pontes, la regina della world music, torna con "Peregrinaçåo", il nuovo disco in uscita il 10 marzo

“Peregrinaçåo” è il nuovo doppio disco di Dulce Pontes, cantante, polistrumentista, compositrice, arrangiatrice e produttrice portoghese, in uscita il prossimo 10 marzo per Edel Italy. Nota per aver perpetuato la memoria del fado, la musica popolare portoghese, ha negli anni collaborato con artisti del calibro di Ennio Morricone, Caetano Veloso, Andrea Bocelli e molti altri. Il suo stile musicale fonde le sonorità del fado con quelle più moderne del pop e del folk, dando nuova vita alla musica tradizionale del suo paese, diventando negli anni uno dei punti di riferimento della world music in tutto il mondo. Oltre che dai suoni tipici della penisola iberica, Dulce Pontes attinge anche da quelli arabi, africani, brasiliani e bulgari e canta, oltre che in portoghese, anche in spagnolo, galiziano, mirandese, italiano, inglese e greco. La sua hit “Canção do mar” è stata inserita nella colonna sonora del film hollywoodiano del '97 “Schegge di Paura”. Uno degli ultimi album, "Focus", è il frutto della collaborazione con il musicista premio oscar alla carriera nel 2007 Ennio Morricone, e una sua reinterpretazione del tema di “C'era una volta il West”, dal titolo “Your Love”, è stata scelta dall'Enel a partire dal 2010 per i suoi spot istituzionali. Nel 2007 canta il brano “La Luz Prodigiosa” contenuta nell'album “We All Love Ennio Morricone”. Nel 2009 festeggia i vent'anni di carriera pubblicando un album doppio dal titolo “Momentos” che contiene alcuni importanti esibizioni dal vivo e alcuni brani inediti. Torna oggi con un disco che narra del bisogno dell'essere umano di intraprendere un viaggio, una ricerca, un pellegrinaggio appunto, fuori dalla confusione del mondo moderno, per ricollegarsi con le sue emozioni. Nel primo disco “Nudez” Dulce Pontes suona piano e percussioni accompagnata a volte dall’orchestra e canta poesie in fado in portoghese. Il suo viaggio cambia linguaggio in “Puertos de Abrigo” il secondo disco, prevalentemente in spagnolo: un mix di flamenco e tango, con forti radici argentine. Anche i luoghi di registrazione rappresentano il pellegrinaggio emotivo della Pontes: Bragança, che si trova nella regione a nord est di Tras-os-Montes, in Portogallo è l’epicentro della sua vita.  Lo studio della sua casa chiamato “Catacumbas” e un altro nella capitale spagnola Madrid, sono diventati il suo rifugio creativo. I monolocali Namouche di Lisbona e il mitico ION di Buenos Aires hanno reso poi questo pellegrinaggio di Pontes un’esperienza unica, come tutto ciò che viene fatto con la verità.
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OGNI GOCCIA: IN DISTRIBUZIONE IL NUOVO 
LAVORO DISCOGRAFICO DEL PROGETTO ADRIA

Il disco della formazione salentina composta da Claudio Prima, Emanuele Coluccia, Rachele Andrioli e Francesco Pellizzari è disponibile in download e in streaming sui principali store digitali e in vendita sul sito adriatik.it. È da pochi giorni in distribuzione nei principali store digitali e in vendita sul sito adriatik.it, Ogni goccia, nuovo progetto discografico degli Adria. La formazione salentina nasce dall’idea di Claudio Prima ed Emanuele Coluccia, già collaboratori in numerosi progetti di indagine sulle musiche cosiddette ‘di confine’ (BandAdriatica, Tukrè, Giovane Orchestra del Salento) e autori della colonna sonora di Versoterra – a chi viene dal mare, progetto teatrale dell’attore, autore e regista Mario Perrotta. Al loro fianco Rachele Andrioli, una delle voci più belle del panorama salentino, e Francesco Pellizzari, batterista di grande talento, già protagonista, con il progetto Bija, di numerosi riconoscimenti nazionali. Il lavoro discografico autoprodotto - che arriva a oltre sei anni di distanza dal precendete Penelope - contiene undici tracce frutto di un nuovo percorso creativo all’interno della tradizione "d'autore" riscritta con piglio moderno da Claudio Prima. Fra i brani, principalmente inediti, anche le dediche a Mia Martini, Chico Buarque (Valsinha), Hermeto Pascoal (Garrote) e un brano tradizionale salentino rivisitato (Quantu me pari beddha te luntanu). “Riscrivere la tradizione con i piedi nell’acqua, a volto scoperto. Farsi scompigliare le idee e restituire forma e lezione al mare, pazienza e distacco, sale e fortuna”, sottolinea Claudio Prima. “Le canzoni di Adria nascono con il piglio curioso di chi non è stanco di mettersi in cammino, con mani attente. Le dita inumidite che indicano la rotta. Sono canzoni che hanno imparato il trucco del marinaio, mescola ardita di riso e pianto. L’organetto si fa bandiera delle tradizioni di tutti i venti, aria spinta a forza, che geme e germina. La voce di Rachele è la voce di tutte le donne del Sud. Col sax a cercare incessantemente un approdo e le percussioni a scandire il passo. Adria è musica nuova, intrigo d’Adriatico, nutrimento dell’attesa”.
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PEPPA MARRITI BAND – Ajëret 


Dopo l'uscita del videoclip e del singolo omonimo la Peppa Marriti Band pubblica "Ajëret", 12 tracce eterogenee ma con la lingua Arbëreshë come comune denominatore. "Ajëret" (in italiano “i venti”) è un insieme di pensieri, considerazioni ed emozioni che siamo portati a vivere ogni giornorapportandoci con il quotidiano. Le sofferenze vissute nel vedere la terra subire catastrofi ambientali, guerre e stravolgimenti dell'ecosistema dovuti ai danni provocati dall'incuria e dalla superficialità dell'essere umano. "I venti" continuano a soffiare alimentando le speranze di chi ha deciso da che parte stare, vivendo nel rispetto della natura, dei suoi equilibri e delle sue regole. Un percorso in bilico tra contaminazione e tradizione, i canti tradizionali (vjershë) rielaborati e filtrati dalle note della Peppa Marriti Band. Rock Arbëresh è il genere/non-genere al quale appartiene la band di Bobo, Pino & C. Dagli incubi di 'Pepparabia' all' inno alla bellezza di 'Habiane & Dellfine' ai tradizionali albanesi come '25 Gërsheta' o i vjershë come 'Holqa një shërtimë' (canto bi-vocale antichissimo). Nella nuova fatica discografica della band arbёreshë trova spazio una "Poezia" dedicata a tutti coloro che muoiono tragicamente nelle guerre del mondo. Sono dedicate agli ultimi 'Një harofull te një dorë', 'Putora' e 'Si Cingra', la strada, il mare, la vita sotto i ponti e l’emigrazione si incrociano e trovano, nei solchi delle composizioni della Peppa Marriti Band, sfogo e riscatto. 'Pektat' è un testo del 1800 rielaborato in chiave moderna insieme a 'Ka Vreshta', una storia d'amore d'altri tempi, quando i social network erano le piazze, i messaggi whatsApp erano bigliettini ripiegati e inviati con tempi molto più lunghi e gli incontri erano furtivi e veloci, ma l'amore molto più saldo e duraturo.  Tradizione e modernità convivono nelle opere della band Italo-albanese, "non si ha davvero bisogno di modernità per esistere totalmente e completamente" – dice la band – "si ha bisogno di un mix bilanciato di modernità e tradizione". "Una vera tradizione non è la testimonianza di un passato concluso, ma una forza viva che anima e informa di sé il presente" (Ígor Stravinskij)
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Grande ritorno di NADA TRIO 
"LA POSA"

“La Posa” è il titolo del nuovo album del Nada Trio in uscita il 7 aprile 2017 per Warner Music Italia. Tutto è nato nel 1994 da una collaborazione fra Nada, Fausto Mesolella e Ferruccio Spinetti,  rispettivamente chitarrista e contrabbassista degli Avion Travel. Dal quel loro incontro nasce un progetto che viene documentato in un album dal titolo “Nada Trio”. All'interno, oltre ad alcuni classici successi di Nada come “Ma che freddo fa”  e  “Amore Disperato”, ci sono anche dei tradizionali della musica popolare italiana. L'album ottiene innumerevoli apprezzamenti che culminano con il conseguimento della Targa Tenco e del premio Premio Musicultura, seguiti da un intenso tour  in Italia e in Europa. Dopo “Nada Trio”  gli incontri tra i tre artisti continuano parallelamente ai loro noti progetti individuali, proseguendo con l'attività live insieme, sia in trio che in duo, Nada e Mesolella.  Con “La Posa” il Nada Trio continua lo stesso percorso artistico, partendo dalla fine del precedente per documentare quella che è la grande e innovativa scrittura di Nada di questi ultimi anni, abbinata alla classe e alla maestria di due musicisti come Mesolella e Spinetti.  Il risultato è sorprendente e unico. Oltre ai brani di Nada “Luna in Piena”, “Senza un Perché”, “Guardami negli occhi” e altri, l’album raccoglie un omaggio a due poeti della musica italiana: Piero Ciampi con “Sul porto di Livorno” e Gianmaria Testa con “Dentro la tasca di un qualunque mattino”. Nel disco troviamo anche una bellissima canzone di Marlene Dietrich tratta da L’Angelo Azzurro “Falling in love again” e un disperato canto popolare salentino “Malachianta”. La peculiarità del Nada Trio è proprio la capacità di mettere insieme brani così diversi tra loro rendendoli omogenei, questo grazie alla spigolosa e calda voce di Nada che si fonde armonicamente con le preziose sonorità della chitarra di Fausto Mesolella e del contrabbasso di Ferruccio Spinetti. L’unico brano inedito è “La Posa”: una canzone scritta per musica e parole da Nada e ritenuta dal Trio la più adatta a rappresentare questo nuovo progetto tanto da dare il titolo all’intero album, che contiene anche “Senza Un Perché”, che è stata inserita anche nella colonna sonora della serie TV “Young Pope” con la regia di Paolo Sorrentino. Lista brani: Ti troverò (Nada); Senza un perché (Nada); Guardami negli occhi (Nada); Luna in Piena(Nada); L’estate sul mare (Nada); La posa(Nada); Dentro la tasca di un qualunque mattino(Gianmaria Testa); Malachianta (Rina Durante); Falling in love again (Lerner/Hollander); Sul porto di Livorno (Ciampi/Marchetti); Una pioggia di sale(Nada); Grazie (Nada).
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URTOVOX rec.
È lieta di presentare
Il nuovo album di
CESARE BASILE
"U Fujutu su nesci chi fa ?"
CD LP Digital
In Uscita il 24 Febbraio 2017

"Non è invece in mio potere restare costantemente rivolto verso il mare e confrontare la sua libertà con la mia. Verrà il tempo in cui dovrò volgermi verso la terra e affrontare gli organizzatori della mia oppressione."  Stig Dagerman. "Questa è la storia della Dannata, la città in cui per sortilegio gli offesi sono grati a chi li offende. La storia della tromba d'aria che viene a distruggerla, la storia che si racconta quando una donna si fa scuro e tempesta per giustizia o per  vendetta. La vigilia, la sorte imprevista, i passi di un bastone che ruota nella quiete, il gioco dell'oca della rivolta, il fuoco dello sconfitto deriso e beffato financo dal demonio. È storia narrata agli angoli delle piazze dalla voce consumata di un vecchio cuntista. Ed è la paura, il nostro insoddisfatto bisogno di consolazione." Cesare Basile  Dicembre 2016. A quasi due anni di distanza dal precedente "Tu prenditi l'amore che vuoi e non chiederlo più" che è valso una Targa Tenco per il miglior disco dialettale del 2015, ecco tornare Cesare Basile con un nuovo album di storie e canzoni. E' un canto dell'anima buia e profonda quello di Cesare Basile. Ancora una volta la scelta ricade sul dialetto siciliano, che si fa lingua e suono, oscuro e vivo, arcaico e contemporaneo al tempo stesso. Ancora una volta l’autore dà forma e sostanza a un pugno di canzoni che si materializzato immediatamente in altrettanti pugni nello stomaco di chi ascolta. E' il suono del disco a marcare un fluire musicale totalmente inedito: un Mantra mediterraneo fatto di blues e di musica africana, di brani ipnotici spesso basati su uno solo accordo, di polifonie vocali e di controcanti femminili, di ossessive poliritmie percussive. Il nuovo capolavoro di Cesare Basile.

"Lijatura" con testi e traduzione.

L’album verrà pubblicato sia su CD Vinile e digitale da Urtovox rec con distribuzione Audioglobe/The Orchard
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ALESSIO LEGA - "MARE NERO" (Autoprodotto)
Ritratto di un inferno bello mosso
Data di uscita: 6 giugno 2017

Uscirà il prossimo 6 giugno in completa autoproduzione “Mare Nero”, il nuovo disco di Alessio Lega a quattro anni dall'ultimo lavoro di canzoni proprie “Mala Testa” e dopo il progetto “Bella Ciao” insieme a Riccardo Tesi, Ginevra Di Marco, Lucilla Galeazzi e Elena Ledda, disco e concerto che continuano tutt'oggi a girare in Italia e in Europa. “Mare Nero” – che verrà prossimamente anticipato dal singolo con video “Ambaradan” – è la prima opera senza un tema dominante di Alessio Lega, eppure si ha l'impressione che un legame fra i brani ci sia. Questo legame è nella capacità del cantautore di far tornare la Storia materia viva. La facilità con cui da essa estrae e distilla storie, quelle che è necessario (ri)raccontare, riportandole magari al presente della cronaca. Così in questa “antologia alluvionale di brani personalissimi, che proverei quasi vergogna a interpretare in pubblico” a unire un brano all'altro è la Storia. Fatta di eroismi, opposizioni, resistenze, libertà cercate e non sempre ottenute, che Alessio Lega rende carne viva, accadimento da condividere. Grazie alla forza intensa di un musicista con l'esperienza raffinata e popolare dello studioso (ovvero del ricercatore, del divulgatore, dell'innamorato) e l'accoratezza di chi non può fare altro che scrivere, raccontare, cantare. Dipingere il “ritratto di un inferno bello mosso” come recita il sottotitolo del disco. “Mare Nero” è il terzo disco da autore di Lega (in totale ad oggi se ne contano otto, fra dischi di traduzioni, rifacimenti, live). Nasce da due anni di lavoro ed è un'opera di “avanzi”, di canzoni rimaste fuori dalle uscite precedenti per vari motivi o riproposte in nuove versioni. Ma “avanzi” non significa “canzoni buttate via”. Insomma, non è un disco minore, anzi, è con tutta probabilità il miglior biglietto da visita dell'Alessio Lega songwriter sempre sospeso sul filo sottile che separa il passato nobile della canzone d'autore storica e impegnata da un presente confuso dove le contraddizioni non mancano e c'è dunque bisogno di narratori veri, in grado di mettere in fila i fatti e le parole come si deve. Questo fa da sempre Alessio Lega e “Mare Nero” lo testimonia, così come testimonia la tendenza – riscontrabile sin dal debutto del 2004 “Resistenza e Amore” (Targa Tenco per il miglior esordio) – a non sedersi sugli allori di un “fare canzoni da cantautore”, cioè solo chitarra e voce, per esplorare invece le rotte sonore più disparate, a volte lasciando che a suggerire la direzione sia il brano stesso, altre volte “sorprendendo” la canzone con scelte sonore imprevedibili. E ciò avviene anche grazie alla direzione artistica di Rocco Marchi (Mariposa, Hobocombo) e Francesca Baccolini (Hobocombo). Ogni brano vive di un'invenzione sonora diversa e ciò vale anche per le due riletture presenti nel disco: “Fiore di Gaza”, firmata da Paolo Pietrangeli, e “Hanno ammazzato il Mario in bicicletta” di Dario Fo e Fiorenzo Carpi, di cui ricorre una citazione dal tema di Pinocchio. E se la title-track è un autentico inno politico anarchico fra il serio, l'ironico e il postmoderno, “Zolletta” è la canzone che Alessio Lega ha dedicato a Enzo G. Baldoni, già pubblicata in un introvabile live del 2004 e qui riproposta in una versione ancora più dolce e sognante. Si chiude così “Mare Nero” prima della “Petizione per l’affidamento dei figli alle coppie omosessuali”. Non male per un disco di “avanzi”. Ma d'altra parte, come ci ricorda Alessio, “si è trattato di cucinare una cena con quello che era rimasto in frigo dal cenone di capodanno: riuscirci pare che sia il privilegio dei cuochi migliori.”
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Nuovo Canzoniere Partigiano
s/t 
(21/04/2017 -  Autoprodotto)

Il Nuovo Canzoniere Partigiano nasce da un lavoro di ricerca e attualizzazione dei canti della Resistenza italiana. Canti di lotta su nuovi percorsi sonori per ricordare, dopo più di 70 anni, uno dei momenti più importanti della storia del popolo italiano. Atmosfere che vanno dal post-rock al punk e al folk per dare una nuova vita canzoni che fanno parte del bagaglio culturale del paese. "Con queste canzoni vogliamo provare ad avvicinare i giovani di oggi ai coetanei di allora per salvaguardare un pensiero di giustizia e libertà, un germoglio di condivisione e impegno civile". Il disco, dal titolo omonimo, raccoglie sei canzoni, registrate in presa diretta da Maurizio Baggio a La Distilleria  durante lo scorso inverno. 5 canti tradizionali e una canzone inedita, "Marola", frutto del lavoro di ricerca del gruppo, che ha scovato un testo, originariamente un canto legato alla tradizione orale dell'alto vicentino e ne ha riscritto la musica (storicamente il testo veniva cantato sull'aria de Lo Spazzacamino). "Marola" racconta dell'eccidio ad opera dei soldati tedeschi avvenuto sulle colline tra i paesi di Zugliano e Chiuppano (Vi). Il Nuovo Canzoniere Partigiano è formato da Silva Cantele (Phill Reynolds, Miss Chain & The Broken Heels), Andrea Grigolato (Il Buio), Francesco Cattelan (Il Buio), Alberto Brunello (Hexn, Hartal!), Alberto Zordan (Il Buio) e Maurizio Baggio (produttore di band come The Soft Moon, Merchandise, Death Index, etc). Il disco sarà pubblicato in CD e digitale ed è già disponibile il preorder: https://nuovocanzonierepartigiano.bandcamp.com. È importante sottolineare che il ricavato del progetto (live, dischi) verrà destinato alla raccolta fondi per la ricostruzione di un ospedale nella regione curda di Rojava. A quest'indirizzo si possono reperire informazioni sul progetto e, ovviamente, contribuire: http://www.mezzalunarossakurdistan.org/un-ospedale-per-il-rojava/. La band pubblica oggi un primo estratto dal disco e si tratta proprio dell'inedita "Marola”.
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DA OGGI 31 MARZO  FINALMENTE NEI NEGOZI IL CD E IL VINILE DI “UN MONDO RARO” IL NUOVO PROGETTO DI  ANTONIO DI MARTINO E FABRIZIO CAMMARATA DEDICATO A CHAVELA VARGAS   
IL 4 APRILE PARTE IL TOUR TEATRALE DA PALERMO 

Dopo l'uscita su tutte le piattaforme digitali, da oggi 31 marzo sarà disponibile in cd e vinile “Un Mondo Raro” l’album di Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata dedicato a Chavela Vargas in uscita per Picicca Dischi/ Believe. Un appassionato omaggio alla straordinaria artista messicana sviluppato attraverso la scrittura e la musica dei due cantautori siciliani, fra i nomi più rilevanti della scena musicale italiana, tradotto in un album e un romanzo. “Un mondo raro” è un progetto doppio nato da un viaggio da Palermo al Messico che nell’album si traduce in 10 tracce. Sono reinterpretate in italiano le canzoni più conosciute di un’artista definita da Pedro Almodovar “la rude voce della tenerezza”, registrate a Città del Messico insieme ai Macorinos, gli ex chitarristi della Vargas.  Il 4 aprile partirà dal teatro Santa Cecilia di Palermo il tour teatrale di Un mondo Raro, non solo un concerto ma un vero e proprio spettacolo in bilico tra narrazione, musica e performance che metterà alla prova i due musicisti. Quello che verrà instaurato sul palco è un dialogo continuo fra Città del Messico e Palermo attraverso il quale i 2 cantautori siciliani rendono omaggio alla “Edith Piaf messicana”.  Nello spettacolo Chavela, Frida e “La Llorona” diventano pupi siciliani e il 2 novembre, commemorazione dei defunti che ricorre tanto nelle memorie della Vargas quanto in quelle dei due artisti, si trasforma nel filo transoceanico che collega quei due posti in cui la Morte ha una sua “festa”. Una vita fra tequila, canzoni d’amore, passioni impossibili e magia, Chavela Vargas (1919-2012) è stata una delle voci più importanti dell’America Latina, arrivando, dopo gli ottant’anni, alla fama mondiale. In Italia non esiste nessuna pubblicazione su questa Edith Piaf messicana, che è stata amante di Frida Kahlo, musa di Almodòvar e icona omosessuale che ha infranto gli schemi di un intero secolo. Una carriera iniziata negli anni ’40, arrestatasi dopo tre decadi e, dopo vent’anni di alcolismo e oblio, ricominciata grazie a un incontro misterioso, che ha riportato la cantante alle scene mondiali, già anziana. Con il passo, la voce e la partecipazione emotiva di un romanzo, questo lavoro, nato da una passione comune e da un viaggio in Messico di due dei più stimati giovani cantautori italiani, sulle orme della cantante, ricostruisce la vita avventurosa di Chavela Vargas, dall’infanzia dolorosa in Costa Rica alla scoperta del Messico, dai concerti nelle bettole, all’Olympia di Parigi. Una vita di solitudine ed euforia raccontata attraverso le canzoni e il rapporto con autori, artisti e celebrità, tra iniziazioni sciamaniche e amori travolgenti bagnati da litri di tequila, come quello con la pittrice Frida Kahlo.  Dopo Palermo “ Un Mondo raro” sarà il 19 aprile a Roma (Teatro Quirinetta), il 22 a Firenze (Sala Vanni), il 23 a Napoli (Teatro Piccolo Bellini) e il 9 maggio a Terni (Anteprima Encuentro).
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Luftig: esce il primo disco "Erdring", spazio immaginario nella world music
"Non abbiamo mai pensato di riproporre alcuna tradizione, ci siamo adoperati per ritrovare un senso della tradizione tra i tanti possibili."

VIDEO SINGOLO "VOAR" https://youtu.be/vXJ0IiHpO8U

Esce il 13 febbraio con l'etichetta discografica 49 Records il primo album del trio Luftig, composto dalla cantante e polistrumentista Simona Di Gregorio (voce, organetto, chitarra, kalimba, percussioni), dal contrabbassista Giovanni Arena e dal tablista Riccardo Gerbino. Nella formazione, nata a Catania nel 2014, confluiscono i percorsi individuali e la visione musicale dei tre componenti, da sempre impegnati nella musica popolare e nella world music. Un progetto originale non ancorato ad alcuna tradizione specifica che, grazie all'assenza di quest'ancora, esprime una forte volontà di "salire": il termine "luftig" in tedesco vuol dire, difatti, "arioso". Sempre dal tedesco, il titolo del disco "Erdring" può essere tradotto in "anello che circonda la terra": uno spazio immaginario dove la poliedricità del progetto, meccanismi e mondi sonori differenti - dal tabla indiano con le strutture ritmiche tradizionali, al contrabbasso, alla kalimba, all'organetto, alla voce mutevole - possono risuonare, mescolandosi tra loro, in un'unica melodia. Nella tracklist, 10 brani di cui otto originali scritti da Simona Di Gregorio e due brani popolari, le cui melodie provengono da diversi radici musicali; i testi sono scritti in italiano e dialetto siciliano ma anche in tedesco, spagnolo, portoghese, inglese: lingue diverse, talvolta coesistenti all'interno di uno stesso brano, attraverso cui scorrono testi intensi e sinestetici. Riccardo Gerbino: "Quando ci approcciamo ad un brano musicale, sia esso originale o popolare, lo facciamo cercando di contribuire al suono del brano attraverso il nostro bagaglio musicale, in un confronto costante, aperto, e allo stesso tempo “leggero”, altro sinonimo del termine "luftig"."  Il 19 febbraio alle 18 il trio sarà live all'Avantgarde Music School di Messina per il primo showcase dedicato al disco, il 4 marzo alle ore 22 sarà in concerto allo spazio culturale "Rivendita Carne Locale" di Ragusa, il 9 aprile alle 21:30 al Teatro Sangiorgi di Catania per un miniset all'interno dell'evento "Catania RiSuona", il 4 maggio alle ore 10 per uno showcase al Castello di Aci Castello, il 18 maggio alle 21 ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, il 18 giugno alle 18.30 a S. Venera di Mascali (CT) per un concerto a Bagol'area. Tracklist: 1."Voar" 2."La Musica" 3."Furtuna" 4."L'Eveniente" 5."Libellula" 6."Salt Drops" 7."La Tarara" 8."'U Giardinu" 9."Papel de Plata" 10."Mein mutiger Mann". Il disco è prodotto dalla 49 Records ed è stato registrato nello Studio 49 di Frascati. 

Simona Di Gregorio, cantante e polistrumentista. È compositrice delle musiche per il film “Acqua fuori dal ring” di Joel Stangle. Canta ed elabora gli arrangiamenti in “Dedicato a Rosa Balistreri”, inciso dal gruppo I Beddi.  Ha collaborato e ha inciso per: Matilde Politi e Compagnia Bella, Biagio Guerrera, Rita Botto, Terrae, Luigi Di Pino, Miriam Palma, ‘Na Maravigghia, I Beddi, Secoli Bui. Ha suonato in numerosi concerti in Italia, Europa e Africa. Conduce laboratori di canto tradizionale siciliano. Giovanni Arena, contrabbassista, arrangiatore e compositore.  Dounia, Libertango, Bastione degli ‘Nfetti, Pocket  Poetry Orchestra sono alcuni dei progetti a cui prende parte, e sono varie le collaborazioni in diversi ambiti come strumentista, produttore musicale, arrangiatore e compositore. Ha  realizzato musiche di scena per il teatro, reading, musiche e arrangiamenti per produzioni discografiche. Tra le tante collaborazioni vanno ricordate quelle con: Paolo Buonvino, Alessandro Mannarino, Tony Canto, Pilàr, Mario Incudine, Riccardo Tesi, Carlo Muratori, Cecilia Pitino, Rita Botto, Mukhtar Ahmad, Marta Collica, Hugo Race, Gianni Bella, Juri Camisasca, Eyal Maoz.  Riccardo Gerbino, percussionista. Oltre ai progetti Dounia e Pocket Poetry Orchestra, ha collaborato in studio e dal vivo con vari musicisti, tra i quali: Eyal Maoz, Juri Camisasca, Carlo Muratori, Carmen Consoli, Brando, Flor, Paolo Buonvino, Amato Jazz Trio, Vincenzo Spampinato, Cecilia Pitino, Marta Collica, Hugo Race,  Sepiatone, Gen Rosso. Ha partecipato a numerosi festival in Italia, Slovenia, Portogallo, Grecia, Turchia, Tunisia, Inghilterra, Venezuela, e Brasile.   
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Materiali Sonori
Le novità

DAVID RIONDINO - Bocca baciata non perde ventura 
Il cantautore, poeta ed eclettico attore toscano reinterpreta, fra ballate e canzone d’autore, alcune immortali storie dal Decamerone di Giovanni Boccaccio. Spirito moderno e atmosfere da bardo medievale, cabaret e bella musica, accompagnato da un ensemble di eccellenti musicisti guidati dal trombettista Mirio Cosottini. Un disco piacevole, intelligente e intrigante (e stranamente contemporaneo… d’attualità) che si fa ascoltare. Nel booklet una lunga e puntuale presentazione del prof. Maurizio Fiorilla dell’Università di Roma. A quasi quarant’anni dall’uscita del leggendario “Non Vi Mettete A Spingere” del Collettivo Victor Jara, questo album segna il ritorno a una importante collaborazione di David Riondino con la Materiali Sonori. file under: canzone d’autore

INVENTIONIS MATER - Zapping 
Originale rilettura di alcune straordinarie pagine di Frank Zappa (“G-Spot Tornado”, “Igor’s Boogie”, "Son Of Mr. Green Genes”…), Edgard Varese, Igor Stravinsky e composizioni dedicate di Pierpaolo Romani. Fra musica da camera, suoni e intrecci inconsueti, pop obliquo. Essenziale. Bella musica e ironia. Con Pierpaolo Romani (clarinetto, clarinetto basso); Andrea pennati (chitarre, seta); Nazareno Caputo (vibrafono, percussioni). file under: Frank Zappa / new music / new classics

THE LOVE THIEVES - Soft
Nove tracce in lingua inglese, nelle quali emergono sonorità ed influenze pop ed elettroniche direttamente dagli anni '80, che sfiorano a tratti il rock e lo shoegaze. Band livornese che si rifà alla scena new wave degli anni '80, anche se reinterpretata e riletta in chiave più moderna e con un nuovo spirito. Il risultato è un disco con un'anima prevalentemente pop, con un suono leggero e particolare, da cui viene in riferimento il titolo, “Soft”, che trasmette questa sensazione di leggerezza e morbidezza. Un disco intenso che porta l'ascoltatore in una dimensione dolcemente parallela.

MAURIZIO GERI, JACOPO MARTINI, NICOLA VERNUCCIO - Djambolulù Swing Trio
Un trio di sole corde all’insegna dello swing-manouche nostrano, guidato da Maurizio Geri (Banditaliana) un eccellenza del genere. Pochi gli standard e molte le composizioni originali, una reunion fra i più apprezzati interpreti dello stile in ambito italiano ma riconosciuti anche a livello internazionale. Special guest Stefano “Cocco” Cantini al sax. File under: jazz manouche / world music

ACID ARAB - Musique de France 
Potente musica elettronica! Energia pura! Per due anni ACID ARAB hanno coinvolto e incantato il pubblico dei festival e dei club di mezza Europa con la loro miscela inebriante di musica elettronica occidentale mescolata a voce e sonorità orientali. Formati nel 2012 dai DJ parigini Guido Minisky e Hervé Carvalho, Acid Arab hanno pazientemente affinato il loro stile, incontrando decine di artisti provenienti da tutto il Nord Africa e il Medio Oriente. Un progetto costruito sulla creazione di musica basata su un incontro (diciamo “a parità di condizioni”) tra i diversi mondi culturali (al contrario di un semplice collage). Un bel segnale in questa nostra epoca... 

AQUASERGE - Laisse ça Etre 
Aquaserge è una forza trainante sotterranea nella scena musicale internazionale, ispirando e influenzando innumerevoli musicisti e appassionati. Dopo aver lavorato per diversi anni come una sorta di nebulosa, coinvolgendo oltre 60 musicisti nella sua orbita, collaborando con artisti del calibro di Tame Impala, Stereolab, Echo Chamber, Acid Mothers Temple e Aksak Maboul. La band ha adesso distillato un forte nucleo di musicisti, selvaggiamente creativo in studio e potente ed emozionante sul palco. Ed approda con tutta la sua creatività ("brilliant experimental pop”) con un disco sorprendente alla Crammed Discs.
File under: experimental pop / new psychedelic.

LA SCATOLA BLU - Hanno Ammazzato Spargiamore
Da una idea di Massimiliano Gambinossi (già con Ginevra Di Marco negli album "Trama tenue", "Smodato temperante”, "Disincanto" ed ex componente dei Ci s'ha, band del CPI, il Consorzio Produttori Indipendenti, con cui incide due album e partecipa al tributo "The different you, Robert Wyatt e noi”) e i musicisti Leonardo Bertini, Alessandro Calò, Stefano Materazzi e Alessandro Bernocchi, nasce nel 2014 il gruppo LA SCATOLA BLU. Fortemente influenzati dalla canzone popolare e d'autore italiana propongono dieci canzoni ispirate alle vite conosciute nei loro viaggi, facendole proprie e vestendole con arrangiamenti e suoni curati dalla meticolosa produzione artistica di Andrea Salvadori.
File under: world music

WIM MERTENS - What Are We, Locks, To Do?
Dopo l’album  “Charactersketch”, ecco la seconda parte della trilogia "Cran aux Oeufs”. Nuovo disco 2016, per voce e pianoforte, ispirato all'Egitto del terzo secolo a.c., ad Alessandria d'Egitto e al poeta Callimaco, alla famiglia reale di Tolomeo e soprattutto alla figura della regina Berenice. Intreccia mito e realtà, indaga sul potere politico e l'influenza culturale dell’antica civiltà egizia. La formazione del primo album della trilogia è stata un ensemble, il secondo è il suo decimo album per piano e voce, il terzo lavoro della trilogia sarà per orchestra sinfonica. Wim Mertens, con queste scelte. vuole garantire un "open continuum", un finito senza chiusure. E rimane il suo linguaggio originale e riconoscibile. Una musica senza tempo e senza nome. Che fa vibrare l'anima.
File under: Wim Mertens / new classics 

EMBRYO - It Do
Nuovo disco (con album doppio in vinile) dello storico gruppo tedesco. Registrazioni inedite degli ultumi anni (2015-16) con alcune preziose tracce (come “Russian Melody” di Mal Waldron) e ospiti da ogni parte del mondo: Deobrat Mishra (sitar), Prashant Mishra (tabula), Hasan Gorgun (darbaka), Nikita Fialkov (voce), Youssef Amazl (benedir), Abdul Samad Habibi (rubab), Roma Bunka (chitarra)… Gioielli di rock-jazz, fusion e world music confezionati con sapienza da Christian Burchard e dalla sua erede Marja Burchard (batteria, piano, klavinett, marimba, whistiling, voce).
File under: Embryo / jazz-rock / world music

MICHELE MARINI ORGANICTRIO, Quintauro featuring RICCARDO TESI, MAURIZIO GERI, DUO BOTTASSO, DANIELE DONADELLI, ELIAS NARDI.
Secondo disco per il Michele Marini OrganicTrio: è Quintauro, nuova opera con undici inediti, proiettata in un continuum temporale che la promuove degna erede del precedente lavoro Changemood. L’ispirazione viene dal mondo del Jazz/blues, della fusion e della world music. UN ulteriore capitolo della ricerca musicale del trio, che continua il suo percorso oltre i canoni tradizionali del jazz. Coinvolti molti ospiti di prestigio: Riccardo Tesi, Maurizio Geri, Nicolò Bottasso, Simone Bottasso, Elias Nardi, Daniele Donadelli. file under: world music / jazz

LE TON MITE', Passé Composé Futur Conditionnel
Le Ton Mité una sorta di "cooperativa musicale" che ruota attorno alle composizioni del musicista itinerante, costruttore di strumenti e fine artista McCloud Zicmuse, americano di Bruxelles. Dopo aver lasciato gli Stati Uniti a metà degli anni zero è uno dei protagonisti della bizzara band Hoquets (“Belgotronics”). Tornato negli USA, alla ricerca delle proprie radici realizza questo nuovo album che è la colonna sonora di questo viaggio. Un patchwork di 50 canzoni, nei suoi 67 minuti: paesaggi, riflessioni, incontri, aneddoti e movimenti. Fusioni di jazz, barocco, psychedelia, folk & R'n'B.
file under: rock / jazz / world music

VERONIQUE VINCENT & AKSAK MABOUL, 16 Visions Of Ex-Futur 
Sedici riletture ("reimagined, performed or reworked") dei brani del disco che sarebbe dovuto essere il terzo album di Aksak Maboul (la storica band "progressive” fondata da Marc Hollander con la voce sognante e straordinaria di Véronique Vincent). Ma il progetto fu abbandonato e, pubblicato tre decenni dopo, ha rimesso in pista (con live di grande successo) gli Aksak Maboul e ha sollecitato queste “16 Visions” di grande attualità musicale, realizzate da un manipolo di personaggi di spicco della nuova musica elettronica europea. file under: new-rock / alternative-pop /electronic music

THE LOVE THIEVES, Soft
Nove tracce in lingua inglese, nelle quali emergono sonorità ed influenze pop ed elettroniche direttamente dagli anni '80, che sfiorano a tratti il rock e lo shoegaze. Band livornese che si rifà alla scena new wave degli anni '80, anche se reinterpretata e riletta in chiave più moderna e con un nuovo spirito. Il risultato è un disco con un'anima prevalentemente pop, con un suono leggero e particolare, da cui viene in riferimento il titolo, “Soft”, che trasmette questa sensazione di leggerezza e morbidezza. Un disco intenso che porta l'ascoltatore in una dimensione dolcemente parallela.
Prossime uscite 
FRANKIE CHAVEZ, Double or Nothing 
LUISA COTTIFOGLI, Come un albero d’inverno
KASAI ALLSTARS, Beware The Fetish 
KASAI ALLSTARS, Around Felicité 
JUANA MOLINA, Halo 
AQUASERGE, Guerre
FAUNA TWIN, The Hydra EP 
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IMANY
DA VENERDÌ 30 SETTEMBRE IN ESCLUSIVA SU ITUNES
IL NUOVO ALBUM “THE WRONG KIND OF WAR”

da venerdì 7 ottobre disponibile in tutti gli store digitali e nei negozi tradizionali
Attualmente in rotazione radiofonica il primo singolo
“SILVER LINING (CLAP YOUR HANDS)”

A OTTOBRE DAL VIVO IN ITALIA PER DUE IMPERDIBILI DATE!
27 ottobre - Alcatraz di MILANO
29 ottobre - Auditorium Parco della Musica di ROMA

Da venerdì 30 settembre sarà disponibile in esclusiva in digital download su iTunes il nuovo album di inediti della super star francese IMANY, “THE WRONG KIND OF WAR” (pubblicato in Italia su etichetta Time Records). Dal 7 ottobre sarà possibile acquistare il disco in tutti gli store digitali e nei negozi tradizionali. “The Wrong Kind of War” è stato anticipato in radio dal primo singolo, “Silver Lining (Clap Your Hands)”, il cui video è visibile al seguente link https://youtu.be/ut3_P4drQWw, in continua ascesa nella classifica airplay radio settimanale di EarOne e nella Top 20 dei singoli più venduti su iTunes Italia. All’epoca del suo primo disco, Imany era una giovane donna. Ora, cinque anni dopo, sono cambiate molte cose, ma non il suo incredibile talento nello scrivere i testi e lo stile inconfondibile della sua voce sensuale, roca e un po’ malinconica, capace di inserirsi alla perfezione in un genere musicale unico, tra contaminazioni soul, folk, blues e pop. Ancora una volta, Imany si dimostra una sorprendente combinazione di sobrietà e glamour che si è fatta conoscere ed apprezzare dal pubblico per il suo stile personale ed elegante. Questa la tracklist del disco: “Save Our Soul”, “No Reason No Rhyme”, “You Don't Belong To Me”, “I Long For You”, “Nothing To Save”, “There Were Tears”, “The Rising Tide”, “Wrong Kind of War”, “I Used To Cry”, “Lately”, “I'm Not Sick But I'm Not Well”, “Silver Lining (Clap Your Hands)”, “Don't Be So Shy (Live Version)”, “Don't Be So Shy (Filatov & Karas Remix)”. A ottobre, l’artista si esibirà live nel nostro paese in due imperdibili date, organizzate da BMU Music Intersuoni e Amadeus srl: il 27 ottobre all’Alcatraz di MILANO e il 29 ottobre all’Auditorium Parco della Musica di ROMA. È possibile acquistare in prevendita i biglietti online su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali. Nadia Mladjao meglio conosciuta come IMANY è nata in Francia nel 1979 da genitori nativi delle isole Comore; il suo nome d'arte significa “fede” nella lingua Swahili. Nel 2010 arriva a Parigi, portando nel suo bagaglio solo alcuni vestiti, un portfolio, e un CD demo autoprodotto con sei delle sue canzoni. Aveva trascorso gli ultimi sette anni a New York a lavorare come modella. Stanca di essere considerata solo un “appendiabiti”, decide di buttarsi nel mondo della musica. Grazie all'aiuto della sorella Fatou, che riesce a convincere diversi programmatori musicali a farla suonare nei loro locali, col passare dei mesi Imany si esibisce nei più prestigiosi club di Parigi, dove viene scoperta dal produttore Malick N'Diaye, che la incoraggia a perseverare, a scrivere nuove canzoni e a fare sempre più concerti. Nel 2011, viene pubblicato il suo primo disco “The Shape Of A Broken Heart”, prodotto da As’ (Grace, Wasis Diop) per l’etichetta Thinkzik. L’album contiene 12 canzoni tutte in lingua inglese che rivelano il ritratto di una donna libera, un’artista emancipata, che offre ogni emozione come un dono ed è garanzia di sincerità senza compromessi. All’interno del disco anche il singolo multiplatino “You Will Never Know”, il cui video supera attualmente i 22 milioni di visualizzazioni complessive. Dopo numerosi concerti in tutta Europa, Imany viene scelta per curare la colonna sonora del film francese "Sous Les Jupes Des Filles" ("Sotto le gonne delle ragazze") con Isabella Adjani, Vanessa Paradis e Laetitia Casta, presentato al Festival di Cannes del 2014. Attualmente, Imany è ai primi posti delle classifiche europee di iTunes, Shazam e Spotify con la versione remix del singolo “Don’t Be So Shy”, a cura dei dj/produttori Filatov & Karas, contenuta nel nuovo album “The Wrong Kind of War”.
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DAYMÉ AROCENA - CUBAFONÍA
(CUBA/Brownswood Recordings/Audioglobe)
DAL 10 MARZO IN TUTTI GLI STORE DIGITALI E NEI NEGOZI DI DISCHI

Mambo Na’ Mà  è il primo singolo estratto

Con Cuba che si appresta a connettersi sempre più col resto del mondo, l'orgoglio del popolo cubano per un patrimonio musicale unico non è mai stato così vitale.  Daymé Arocena non fa eccezione, non si distacca da queste basi, e torna con un secondo album molto ambizioso: ”Cubafonía”. Daymé sviluppa le sue composizioni partendo dai ritmi classici della musica cubana, abbraccia la ricchezza dei diversi piani musicali del suo paese, e al tempo stesso riesce a guardare al di fuori di quei confini, capitalizzando le esperienze dei tanti viaggi fatti nel corso degli ultimi due anni. Si tratta del progetto più lucido e completo che abbia mai realizzato da quando, nel 2012, ha incontro quello che diventerà poi il suo mentore (e direttore artistico dell’etichetta) Gilles Peterson. Daymé ha potuto contare sulla grande esperienza e sulla visione molto ampia che Peterson ha come DJ, radiofonico e promoter, e sul sostegno del progetto Havana Cultura* – una piattaforma che sviluppa e incoraggia la creatività contemporanea a Cuba, sviluppata dai produttori del rum Havana Club. Nel 2014 Daymé appare nella compilation Havana Cultura Mix, che raccoglieva alcuni nomi della nuova e talentuosa scena artistica cubana, grazie alla quale ebbe l’opportunità di confrontarsi per la prima volta con la figura di un produttore. Poi accompagnò Giles Peterson nelle sue ricerche e nei viaggi nell’isola, alla base del progetto Havana Club Rumba Sessions – da cui poi è nato un lungometraggio e un album, con la voce della Arocena –  testimonianza sulle radici e sulle rivisitazioni di uno dei ritmi alla base di tutta la musica cubana: la rumba. Come solista, nel 2015, ha pubblicato il suo primo album "Nueva Era", debutto molto acclamato da pubblico e critica, con cui per la prima volta va in tour in Europa, in Giappone e negli USA (mentre gli Stones sbarcavano all’Havana, Daymé conquistava la critica statunitense con paragoni da brivido fino a quello con Ella Fitzgerald). A maggio 2016 esce un EP intitolato "One Takes" che raccoglie alcune session registrate in presa diretta in cui si misura in maniera istintiva con composizioni di Eddie Gale, Horace Silver, Raffaela Renzulli, Alfredo & Julio Brito, Peven Everett, brani tra loro molto differenti e mai ascoltati in precedenza. E’ la conferma di un talento e della sua unicità. Ha condiviso il palco con Roy Ayers e la superstar brasiliana Ed Motta (che ha sorpreso in lacrime di gioia con una dichiarazione d’amore mentre erano sul palco del Worldwide Festival), con Miguel Atwood-Ferguson in occasione della sua trionfante Suite for Ma Dukes al Barbican, arrembando letteralmente il palco. Ha tenuto concerti da Los Angeles a Tokyo, ipnotizzando ogni volta il pubblico con la sua sbalorditiva estensione vocale e un grande senso dell’umorismo e dell’ironia. Le piacerebbe lavorare con Kendrick Lamar e Anderson Paak. Tutto ciò, comunque, non ha distratto Daymé da un approccio profondamente serio e rispettoso nei confronti della sua arte; che sviluppa a partire da una cultura musicale unica, come appunto quella cubana, sforzandosi di creare un linguaggio musicale coeso che potesse mettere d’accordo i vari dialetti musicali cubani. Crescere in una casa con due letti, e con altre 21 persone, significa scrostare ogni centimetro di superficie disponibile a ritmo di rumba. È un tipo di infanzia abbastanza tipica in un paese come Cuba in cui i bambini crescono rapidamente e sempre esposti ai vari, particolari, ritmi musicali dell’isola.  Questa educazione coinvolgente costituisce il punto di partenza del disco. Entrando in uno dei prestigiosi conservatori classici de L’Avana finanziati dallo Stato, all'età di 9 anni, Daymé ha potuto costruire una visione ampia e una interconnessione tra la formazione classica e le ispirazioni provenienti dai diversi ritmi e stili dell’isola caraibica – dal changüí frenetico di Guantanamo, all’onnipresente guaguancó fino alla ballada in stile anni ’70.  Canta principalmente in spagnolo Daymé, passando all’inglese (e sperimentando anche un po' di francese) quando è l’umore a condurcela. Prodotto da Dexter Story (artista di casa Soundway), con gli arrangiamenti d’archi curati da Miguel Atwood-Ferguson, è il patrimonio musicale dei nostri giorni per i cittadini del mondo. NPR quando l’ha intervistata lo scorso anno agli show-case di Sound of Cuba al prestigioso SXSW di Austin, ha scritto: "E 'difficile immaginare una voce migliore per aprire i cancelli del suo paese" - e, a distanza di un anno esatto, Cubafonía rende questa affermazione ancora più vera. Ambiziosa, laboriosa, e affamata di scambio culturale, che non compromette il sapore unico del suo paese d'origine di cui è così fiera, lascia trasparire che il 2017 potrebbe essere un anno monumentale per lei che ha ben chiaro il senso delle influenze e commistioni nella sua musica: "Non abbiamo una cultura nativa," spiega. "Non abbiamo popolazioni indigeni, come i Maya o i Quechua. Hanno fatto un paese con persone provenienti da tutto il mondo - che è ciò che rende la cultura cubana così diversa .”
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JETHRO TULL - THE STRINGS QUARTET

The String Quartets is an album of classic Jethro Tull repertoire, imaginatively arranged by John O'Hara for the Carducci string quartet with the flute, guitar and vocals of songwriter and producer Ian Anderson. The String Quartets is a new album by Jethro Tull's Ian Anderson and the Carducci Quartet featuring the classic songs of Jethro Tull, arranged and orchestrated by John O'Hara. Ian plays flute on most of the tracks and even sings a few lines here and there to provide his trademark sounds in the context of classical music traditions. Living In The Past, Aqualung, Locomotive Breath and Bungle In The Jungle are amongst the album track listing but appear, along with their fellow musical travelers, under more cryptic titles to differentiate them from the original recordings and arrangements. Recorded in the crypt of Worcester Cathedral, UK and in St Kenelm's Church, Sapperton, Gloucestershire, UK, Ian says that this album is "Perfect for lazy, long sunny afternoons, crisp winter nights, weddings and funerals." He forgot to add, perfect also after a night of wild, abandoned sex or to celebrate the win of your favourite football team. Essentially, anytime music for sophisticated lovers of Classic Rock too afraid to wear their Tull T-shirt at the village barbecue.
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ARTO LINDSAY
“CUIDADO MADAME”
Il grande ritorno dell'artista brasiliano

Quando si parla dell'opera omnia di Arto Lindsay, di solito si rileva una netta separazione tra lo spaventoso Arto “Scary” e il seducente Arto “Sexy”. La musica di Scary Arto è tumultuosa e sconvolgente, una spietata burrasca che sembra scaturire dai lampi e dai rumori stessi di New York. Quella di Sexy Arto è invece calda e leggera, eterea e ammaliante come la luce screziata del Brasile. Entrambe le musiche sono a loro modo fiabesche, entrambe evocano mondi di sogno. Ma ci sono sogni e sogni. Nel 2014 Ponderosa Music & Art aveva pubblicato una doppia raccolta antologica, e concettualmente provocatoria, dei lavori solistici di Arto intitolata “Encyclopedia of Arto”. Il primo disco era una selezione, o ancor meglio una mappa, dei suoi lavori in solo. Il secondo disco era qualcosa di ancor meno comune: molte delle canzoni del primo disco venivano eseguite dal vivo con la sua inconfondibile e vertiginosa chitarra noise – quella per intenderci di Scary Arto – e poi contrapposte al suo ritmato, subdolamente erotico, stile vocale post-Caetano, ossia quello di Sexy Arto. La scelta di coniugare Sexy e Scary in un'unica performance era già di per sé un impressionante atto di coraggio. Non posso parlare al posto di Arto, ma la mia interpretazione è che il lavoro fosse l’audace tentativo di disfarsi di questa visione binaria, ossia l'apertura verso un territorio ancora tutto da esplorare. E da qui arriviamo al nuovo e lungamente atteso album Cuidado Madame, dove la maestria di Arto è in pieno rigoglio. Anche se l’album propende in favore del Sexy, la sua temerarietà ci induce a sbarazzarci dei tediosi concetti dualistici. Qui c’è tutto intero l’inimitabile genio di Arto Lindsay, la sua intera gamma di tessiture musicali, di noise, elettronica, melodia, poesia, sensualità e intelligenza. Smetterete così di analizzare e di separare.  E vi arrenderete. A sogni di ogni tipo.

Chad Clark
Beauty Pill / Washington, DC / Spring 2017

Il 28 Aprile 2017 esce su per l’etichetta Ponderosa Music & Art con distribuzione Master Music "CUIDADO MADAME", il primo album di inediti di ARTO LINDSAY dopo “Salt” del 2004, che sarà disponibile in formato CD e VINILE (CD 139 - Barcode 8030482001907/LP 12 - Barcode 8030482001914). Il titolo dell’album, letteralmente “Attenzione signora”, è ispirato a un film poco conosciuto del 1970, opera del regista underground brasiliano Julio Bressane. Il film racconta degli allegri e brutali omicidi commessi da una cameriera che ammazza una dopo l’altra le sue padrone. CUIDADO MADAME è prodotto dallo stesso Arto Lindsay e dalla sua schiera di musicisti, da Melvin Gibbs a Paul Wilson, Kassa Overall, Patrick Higgins, Ryu Takahashi e Thiago Nassif. Alla base dell’album, ci sono i ritmi di Candomblé, sequenze di percussioni spirituali che provocano possessione e trance.  Il processo è iniziato dalle registrazioni degli atabaques in Brasile, su cui Arto Lindsay ha poi scritto melodie e testi in studio a Brooklyn. Quello che era iniziato come un desiderio di allontanarsi dalle chiese sonore Afro-brasiliane e Afroamericane, ha lasciato poi spazio a un disco di canzoni. Altre coordinate sono state fornite dai racconti di prigionia del New England, dalla bolla speculativa giapponese e dal Golfo di Napoli. Il Pre-Order dell'album inizierà il 31 marzo, giorno in cui sarà disponibile anche il primo estratto "Grain By Grain". Il secondo estratto “Each To Each” sarà pubblico dal 14 aprile.
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FRA LA VIA AURELIA E IL WEST
(dedicato a Francesco Guccini)     
un doppio CD live con 29 canzoni di Guccini 
Album Trailer

“Fra la Via Aurelia e il West” (evidente parafrasi spostata in Liguria) è il documento sonoro della “tre giorni” di Rassegna della Canzone d’Autore 2015 del Club Tenco, dove gli artisti invitati hanno interpretato al Teatro Ariston di Sanremo le canzoni di Francesco Guccini pubblicate in questo doppio album. Gli interpreti sono stati scelti dal Club Tenco anche quando non apparivano avere Guccini “nelle proprie corde”, proprio per sperimentare nuove maniere espressive di quel repertorio e scoprire magari – come poi di fatto è stato – risvolti inediti in una produzione nota e amata da tutti. Certe canzoni “maschili” di Guccini eseguite da donne, per esempio, o le sue melodie lineari movimentate da approcci jazzistici; un testo trasposto in inglese o le sue musiche dilatate per orchestra sinfonica o messe in bocca a uno sperimentatore vocale; e così via. Solo un paio di artisti sono stati invitati in quanto legati a priori all’autore protagonista: Leonardo Pieraccioni, il quale, benché anche cantautore, è prima di tutto amico di Guccini tanto da averlo “infilato’ in ben tre suoi film; e Roberto Vecchioni, che condivide con Francesco un’amicizia nata e cresciuta proprio al Tenco. Poi Carmen Consoli, John De Leo, Bobo Rondelli, Appino, Bocephus King (il canadese che ha avuto la lodevole iniziativa di offrirci un Guccini in inglese), nonché Vittorio De Scalzi con Mauro Pagani impegnati nella sigla d’apertura della Rassegna. E, ancora, Mauro Ermanno Giovanardi, Cesare Basile, Têtes de Bois, Cristina Donà, Pacifico e il grande chitarrista Armando Corsi, che nella circostanza festeggiava 50 anni di attività musicale. Tra le “nuove proposte”, La Scapigliatura e Giovanni Truppi. Ben tre i grandi ensemble convocati per l’occasione. Una formazione jazz guidata da Paolo Damiani, con giovani talenti dei Conservatori italiani, tra i quali Camilla Battaglia a cantare l’omaggio a Guccini. L’Orchestra Sinfonica di Sanremo, che ha conferito suoni nuovi a tre canzoni di Francesco, con la direzione di Vince Tempera, arrangiatore storico di Guccini, e la voce di Vanessa Tagliabue Yorke. E, infine, la costituzione col nome “Musici and Friends” di una cerchia di strumentisti storici di Guccini accreditati più di chiunque altro a riproporre quel repertorio. A cantare il lato antimilitarista del repertorio gucciniano, Davide Sellari, in arte Olden, che ha portato il messaggio pacifista nel cuore del vecchio quartiere sanremese della Pigna. Il mosaico di questo doppio album è di 28 tessere. Una testimonianza che va oltre il valore simbolico di un tributo. Un’opera di spessore poetico, emotivo e civile. Scrive Guccini in dedica al lavoro: I primi anni del “Tenco” sono stati bellissimi, ricchi di emozioni e di informazioni. Ascoltavamo nel dopospettacolo le canzoni nuove che i vari colleghi ci cantavano. È stata un esperienza formativa interessante. Sono molto legato al Club Tenco, e ringrazio tutti i componenti per avermi ospitato durante la Rassegna del 2015 in cui molti cantanti hanno cantato le mie canzoni. E grazie anche a loro, naturalmente. Ciao a tutti. Francesco Guccini
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ESCE IL 24 MARZO "I MURI DI BERLINO"  IL NUOVO DISCO DI MALDESTRO 
VINCITORE DEL PREMIO DELLA CRITICA “MIA MARTINI” A SANREMO CON IL BRANO “CANZONE PER FEDERICA”

I MURI DI BERLINO, 24 marzo per Arealive / Warner, è il nuovo disco di MALDESTRO, uno dei cantautori  più interessanti e sensibili che ci siano oggi in Italia. I MURI DI BERLINO è un viaggio nelle sfumature dei sentimenti umani. Dalle convivenze ai treni sbagliati, dalle paure alle speranze profonde. Poter sperare, di intravedere un futuro migliore, attraverso piccole crepe, che per rabbia o per amore, riusciamo a creare, disegnare,  sui muri che tiriamo su dentro di noi. Maldestro ha partecipato allo scorso Festival di Sanremo, dove ha presentato nella categoria Nuove Proposte il brano “Canzone per Federica”, vincendo il PREMIO DELLA CRITICA “MIA MARTINI”  e ricevendo il maggior numero di riconoscimenti come il PREMIO LUNEZIA, il PREMIO ENZO JANNACCI, il PREMIO ASSOMUSICA e il premio conferito dalla REGIONE BASILICATA per il MIGLIOR VIDEOCLIP. Dal 24 marzo sarà in rotazione in radio “Abbi cura di Te”, secondo singolo estratto dal disco e presente nella colonna sonora del nuovo film di Massimiliano Bruno, “Beata Ignoranza”, con Alessandro Gassman e Marco Giallini. Il Video sarà disponibile su Youtube dalla stessa data. Maldestro è la prova tangibile che una proposta di qualità può trovare il consenso del grande pubblico. L’artista, rivelazione della scena cantautorale degli ultimi 2 anni, è un autore raffinato dalla voce graffiante che racconta nelle sue canzoni e nei suoi spettacoli l'amore, la rabbia, la speranza, il disagio e la disperata voglia di vivere di un giovane poeta dei nostri tempi senza rinunciare ad un'ironia piena di vita, cuore della sua musica, riuscendo a cogliere la magia profonda delle mille sfaccettature delle cose umane.
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Nel momento, il secondo album solista di Vitrone
Otto tracce dai testi ricercati e dalle melodie accattivanti colorate da un'anima rock

Nel momento è il secondo album solista di Vitrone, otto brani di ispirazione cantautoriale che prestano grande attenzione al testo, accompagnati da melodie delicate e malinconiche e arrangiamenti dalle sonorità rock e pop. L'album Nel momento, anticipato dal singolo Respira, pubblicato a novembre 2016, esce il 27 gennaio 2017 per l'etichetta casertana G Records. Nel momento è l'album che consacra la maturità artistica di Vitrone nella sua veste di cantautore solista. La band che accompagna Vitrone nel disco è composta da Gianpiero Cunto e Dario Crocetta alle chitarre, Mimì Ciaramella (componente della storica band casertana Avion Travel) alla batteria e Roberto Caccavale al basso e contrabbasso, Almerigo Pota al basso nel brano Oltre il buio. I musicisti hanno lavorato come un collettivo, insieme a Gennaro Vitrone, agli arrangiamenti dei brani, contribuendo in maniera fondamentale al risultato finale e donando il loro personale contributo per quanto riguarda il suono finale dell'album. Il disco in studio è stato prodotto dal napoletano Giuseppe Polito. A distanza di quattro anni dall'uscita di Piccole partenze, il nuovo album intende fotografare un momento artistico e personale, e da qui nasce il titolo, che mette in evidenza l'importanza di cogliere l'emozione propria di ogni attimo, la capacità di appassionarsi e di vivere dei piccoli gesti quotidiani, anche insignificanti, e di riuscire a resistere all'alienazione del mondo contemporaneo. L'album comprende cinque nuovi brani più tre del repertorio di Vitrone appositamente riarrangiati nella nuova versione presente nel disco che mette un accento più deciso sull'anima rock delle canzoni. Le otto canzoni parlano di abbandono, alienazione, partenze e arrivi che vengono fotografati nei brani con malinconia e intensità, possibilità e nuove prospettive, dell'apparenza che conta più dell'interiorità e del mondo contemporaneo che ingoia, travolge, confonde. Respira, il singolo che ha anticipato il disco, parla di alienazione, di abbandono, di una situazione che, pur non essendo inaspettata, al suo verificarsi cambia il corso delle cose, cogliendo il protagonista impreparato. Piccole partenze, un brano del 2012 iarrangiato in versione elettro acustica con l'aggiunta di archi e contrabbasso è il racconto di un cambiamento, la giovane protagonista decide di andare via dal proprio paese, di lasciare gli affetti e di affrontare le proprie paure. Oltre il buio è uno dei brani più recenti contenuti nel disco, ha un andamento serrato e una forte anima rock. Il tema centrale è quello dell'immigrazione e prende spunto da un fatto di cronaca: la storia di un bambino che si nasconde in un trolley pur di varcare i confini del proprio paese ed entrare in Europa, a costo di perdere la vita rischiando di soffocare, prima di venire liberato dal suo nascondiglio in un aeroporto spagnolo. Una ragazza di oggi, brano del 2007 ripreso dal repertorio dei Vitronemaltempo, precedente progetto del cantautore, riproposto in nuova veste che dà grande attenzione al groove della ritmica che diventa più aggressiva, sottolineando così la forza della storia raccontata dal testo. Torno al giardino narra del ritorno alle origini, alla bellezza del passato e all'importanza delle piccole cose. Il finto fioraio prova a sottolineare quanto l'aspetto esteriore conti più dell'interiorità, giocando sulla metafora dei fiori, senza profumo pur essendo bellissimi. Il pendolare è un brano scritto nel 2010, dedicato a tutti i pendolari che quotidianamente viaggiano per studio e per lavoro, costretti a lottare contro il tempo che diventa così amico e nemico. Nel momento è il brano che dà il titolo al disco, un insieme di giochi di parole e di riferimenti letterari legati a scrittori che fanno parte della formazione letteraria di Vitrone, da Erri De Luca ad Andrea De Carlo. Il pianoforte è suonato da Alessandro Crescenzo, pianista e arrangiatore di fama nazionale. L'immagine di copertina del disco è “Salto in lungo”, un'opera dell'artista di Torre del Greco Giacomo Montanaro tratta dalla sua mostra “Olimpiadi domestiche”. L'opera rientra nella serie di fotografie che ritraggono oggetti di uso domestico come la lampadina, il tappo, la lametta, la bottiglia. L’artista, intervenendo con la sua ormai nota tecnica “acido su carta fotografica”, crea, col suo inconfondibile tratto, figure di atleti che interagiscono con oggetti di uso comune. Autore delle immagini contenute nel booklet del disco è il fotografo Francesco Campanile.  Il progetto grafico del booklet è a cura di weDesing di Stefania Circelli e Giuseppe Faggiano.
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LE ORME
ESCE VENERDI’ 8 APRILE IL NUOVO ALBUM
“ClassicOrme”
Disponibile in pre-order sul sito www.leorme-officialfanclub.com

Dal 31 marzo il singolo inedito “SULLE ALI DI UN SOGNO”

Esce l’8 aprile il nuovo album de Le Orme dal titolo ClassicOrme, una rivisitazione in chiave classica di alcune delle loro più famose canzoni: Gioco di bimba, Una dolcezza nuova, La porta chiusa, Storia o Leggenda e altre ancora. Il disco contiene anche tre inediti, tra cui il singolo che anticipa l’uscita dell’album: Sulle Ali di un Sogno. La parte cantata è stata affidata alle splendide voci del tenore finlandese Eero Lasorla e della soprano italiana Marta Centurioni, grazie a una collaborazione con il Conservatorio S. Cecilia di Roma.  La parte strumentale è abilmente eseguita, insieme a Michi Dei Rossi, batteria, da un quintetto di archi,  due violini, viola, violoncello e contrabbasso, ed un pianista classico. Anche il famoso violinista brasiliano Marcus Viana ha prestato le sue magiche note in un pezzo dell’album: Preludio. Un disco in cui la musica classica - la parte iniziale e quella finale del disco, sono ispirate rispettivamente alla Ciaccona di J.S. Bach e al Va’ Pensiero di G. Verdi - si mescola alla melodia italiana e al rock sinfonico di uno dei più longevi gruppi del panorama italiano ed internazionale. ClassicOrme (LoveMusic/Self), esce in vari formati ed è disponibile in pre-order sul sito ufficiale (www.leorme-officialfanclub.com) e su quello del distributore Self (www.selfdistribuzione.it).

www.leorme-officialfanclub.com
www.facebook.com/leorme
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CLAUDIO LOLLI
"Il ritorno sulle scene del grande cantautore bolognese e degli Zingari Felici in collaborazione con La Tempesta Dischi"

Disponibile da oggi, lunedì 10 aprile, lo storico live del 2014 al Teatro Galliera di Bologna. Il 19 maggio il nuovo album di inediti dal titolo "Il grande freddo".

Claudio Lolli e La Tempesta Dischi: uno dei rappresentanti più illustri della canzone d'autore italiana insieme all'etichetta di punta della scena indie nazionale. Un'accoppiata altamente suggestiva che sancisce con una doppia uscita primaverile il grande e atteso ritorno sul mercato discografico del cantautore bolognese. Disponibile da oggi, lunedì 10 aprile, nei principali store digitali la registrazione del concerto tenutosi il 22 maggio 2014 al Teatro Galliera di Bologna in cui Claudio Lolli e il Maestro Paolo Capodacqua (tra i suoi più recenti collaboratori) si unirono per l'occasione a Roberto Soldati e Danilo Tomasetta, ovvero il nucleo storico degli Zingari Felici, i musicisti di quello che probabilmente rimane l'album di maggior successo di tutta la discografia lolliana: "Ho visto anche degli zingari felici" del 1976. Il 19 maggio invece è prevista l'uscita de "Il grande freddo", il nuovo album di inediti di Claudio Lolli che vede sempre il supporto degli Zingari Felici Roberto Soldati e Danilo Tomasetta. Otto canzoni, o meglio poesie, e un recitativo semistrumentale che interrompono un lungo silenzio artistico.
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Terra Sporca, dal 26 maggio nei migliori negozi di dischi e store digitali. Ad anticipare il nuovo album di Ennio Rega il singolo Sgacio

Terra Sporca, questo il titolo del nuovo disco di Ennio Rega, in uscita il prossimo 26 maggio, a 5 anni  da Arrivederci Italia, album che oltre al grande consenso di critica e pubblico è valso al cantautore due importanti premi nazionali,  il Premio Lunezia 2012 e il  Premio Brassens 2013. 15 brani inediti per questa nuova raccolta, maturata sapientemente, e nata dalla co-produzione tra Scaramuccia Music e Forward Music Italy, con distribuzione Edel Italy.  Registrato in diretta ai Forward Studios che vede oltre a Ennio Rega, (pianoforte e voce) musicisti di primo piano nel panorama nazionale, Lutte Berg (chitarre), Pietro Iodice (batteria), Marco Siniscalco (basso elettrico e contrabbasso) a cui si aggiungono in alcuni brani Primiano Di Biase (fisarmonica) e Paolo Innarella (flauti e sax). Una sorta di live in studio in cui Ennio e la band si sono divertiti a trasformare ed evolvere arrangiamenti rigorosamente prefissati, inseguendo improvvisazioni sorte nel feeling del momento.  Un crossover tra jazz, rock londinese e una spruzzata di canzone popolare a tinte mediterranee dà vita a un prodotto elegante ed essenziale, a tratti rock progressivo, in cui emerge netta la forte personalità di ogni canzone di Ennio Rega. I temi ruotano attorno a un mondo che più non ci prevede, scrive il cantautore, indifferente anche all’umiltà con cui ci sforziamo di capirlo ed accettarlo. L’ironia è ancora una volta la forma letteraria più congeniale all’artista campano, motivato non da scetticismo né distacco, ma dalla ricerca di  un mondo nuovo, quello che canta in Sgacio, singolo che anticipa l’uscita dell’album. Un testo che racconta di un’amicizia, della leggerezza dell’avere solo l’essenziale, una casa a impatto zero, il sogno di un pianeta dove “chi ha perso contro il mondo” può essere ancora libero veramente. Terra Sporca è un album ricco, ricco di umanità, della vita che brulica e che lotta contro le ingiustizie, di porci e di strade che amano e sognano, storie d’innocenti che pagano, di fabbriche, di guerra e terapeute in cattedra, psichiatri che sbavano. Storie di donne e di adozione, di ottantenni rivoluzionari e ribellioni dimenticate, di amore perduto. Terra Sporca è uno specchio in cui ognuno può ritrovare il proprio riflesso. Molti i riferimenti autobiografici, come Non ti ho mai fatto un regalo, Evviva Bellavista e Angela dici. L’album vede anche la partecipazione dell’amico Patrizio Trampetti, ex NCCP, con cui Ennio duetta nel brano Ripensa e inventa, oltre all’intervento della figlia Lucrezia Venturiello, cantante lirica, ospite nel brano La strada per Celia.  Ad anticipare l’uscita del disco, il singolo Sgacio in arrivo in radio e negli store digitali a partire dalla fine di aprile. Intanto l’artista si sta preparando al prossimo Rega tour 2017, che inizierà a settembre a Roma.
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TEHO TEARDO & BLIXA BARGELD
ESCE OGGI IN VINILE E DOWNLOAD PER SPECULA RECORDS IL NUOVO EP “FALL”

Qualcosa che non vi aspettereste proprio: la cover di “Hey Hey My My” di Neil Young firmata da Teho Teardo e Blixa Bargeld, il duo più oscuro della musica contemporanea, incessantemente dedito a tracciare nuove rotte per l’anima musicale europea. Si apre proprio con questo monolite rock del celebre musicista canadese il nuovo EP dei 2 artisti, disponibile da oggi, 31 marzo, nelle piattaforme digitali e nei migliori negozi di dischi in vinile per l’etichetta Specula Records. A 2 anni dal precedente EP “Spring”, “Fall” segue il lungo tour dell’ultimo, celebrato album “Nerissimo” che ha portato Teardo e Bargeld a suonare in tutta Europa, Cina e Giappone ed anticipa una nuova serie di concerti. “Fall” esce proprio alla fine dell’inverno e raccoglie quanto realizzato in questi mesi tra Roma e Berlino. In questa versione di “Hey Hey My My”, emergono le distorsioni, Blixa si impadronisce del rullante, la sega musicale diventa una bacchetta magica che veste la canzone di un abito misterioso e, in un crescendo di archi, clarino basso e chitarra baritona, si celebra la scomposizione di una delle canzoni più significative del passato, per rinvenire quella scrittura nell’Europa dei giorni nostri. Perché “una cover si esegue per liberarsi di una canzone che ci perseguita da anni, lo si fa dopo aver trovato se stessi nelle profondità di qualcosa scritto da altri” spiega Teardo. Oltre al classico di Neil Young l’EP contiene altri tre brani inediti: “Ziegenfisch”, “Testosteron Sklaven” e “Bianchissimo” “Fall” è una vera wunderkammern sonora in cui (ri)scoprire l’attualità di quelle forme primarie, di quei tratti fondanti della cultura europea cari a Teho e Blixa, compresi gli accenni dada del testo di “Bianchissimo” (“Ho superato la membrana/Dò via lino bianco pulito a tutte le anime del Purgatorio/Ho un negozio di biancheria che si chiama Bianchissimo”), un brano ipnotico e teatrale il cui titolo è un evidente divertissement che richiama, per contrasto, il titolo dell’ultimo LP. “Bianchissimo” è una canzone creata impiegando tutte le tracce registrate per la canzone “Nerissimo” e che non sono state utilizzate nel mix finale. Ai 2 maestri di cerimonia, nel disco si affiancano David Coulter alla sega musicale, Gabriele Coen al clarino basso e tutta la sezione di archi con Vanessa Cremaschi ed Elena De Stabile al violino, Ambra Michelangeli e Stefano Azzolina alla viola, Laura Bisceglia e Giovanna Famulari al violoncello. Dopo aver presentato in anteprima assoluta il nuovo EP “Fall” al Palais de Tokyo a Parigi, il duo riprenderà a suonare in Italia nei prossimi mesi ed eseguirà, oltre ai pezzi del nuovo EP, un lungo brano finora inedito. Nella line up del tour ci saranno Laura Bisceglia al violoncello, Gabriele Coen al clarino basso ed un quartetto d’archi.
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BLACK SHOP: ESORDIO DISCOGRAFICO PER LA CANTANTE SALENTINA LETIZIA ONORATI
Il disco, arrangiato dal pianista e compositore Paolo di Sabatino, sarà presentato ufficialmente sabato 1 ottobre al Teatro Paisiello di Lecce

Sabato 1 ottobre esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali, Black Shop disco d’esordio della giovane cantante leccese Letizia Onorati. Prodotto dall’etichetta Dodicilune nella collana editoriale Koinè, il disco sarà presentato ufficialmente nel giorno dell’uscita (ore 21 – ingresso libero) al Teatro Paisiello di Lecce. Black Shop contiene tredici brani firmati tra gli altri da Duke Ellington, Chick Corea, Miles Davis, Thelonious Monk riproposti dal trio che coinvolge con la cantante anche il pianista Paolo di Sabatino (che ha curato gli arrangiamenti) e la violoncellista Giovanna Famulari. Il tour di presentazione del disco toccherà anche Bari (17 novembre - Kabuki) e Roma (25 novembre - Circolo dell’Antico Tiro a Volo). Il cd è un viaggio sonoro che cronologicamente si svolge tra Softly as in a Morning Sunrise, un tema d’operetta datato 1928, e Black Shop, una canzone che Di Sabatino scrisse nel 2009 per Mario Biondi. «Nel mezzo una manciata di gemme, alcune pescate dal mare di Tin Pan Alley, altre dal golfo del jazz, tutte arrangiate nell’intima dimensione del duo o nella foggia cameristica del trio con violoncello», precisa nell’introduzione al disco il musicologo Luca Bragalini. «Preziosissime le ballad. These Foolish Things (che il jazz ha davvero iniziato ad amare quando Billie Holiday se ne prese cura nel 1936) è omaggiata da una lettura straordinaria così come la performance di Spring Can Really Hang You Up the Most, in cui Letizia Onorati scava con maturità un testo di grande fragilità, che è davvero toccante. Non meno riusciti i brani trascinanti come Joy Spring, in cui le note dello scat son scelte con gusto, Four, virato a samba, o Sweet and Lovely, la vecchia song del 1931, irriverentemente rovesciata in un avvincente gospel; in quest’ultimo titolo l’improvvisazione vocale si appoggia al passaggio al IV di battuta 5 dall’andamento blues per citare il classico Now’s the Time. Di interesse il quadruplo tributo al Duca con una Prelude to a Kiss in 6/8, una It Don’t Mean a Thing carica di groove, una Sophisticated Lady da cui svetta un ispirato solo di piano (misto di forza ritmica e attenta ricerca melodica) ed un inchino ad In a Sentimental Mood che è uno dei momenti più alti di questo disco», prosegue Bragalini. «Qui un severo arpeggio del violoncello ancorato alla scala minore naturale è lo scarno accompagnamento della prima esposizione del tema affidata alla voce; quando il pianoforte fa il suo ingresso nella seconda A il violoncello diventa improvvisamente lirico e cantabile: l’inclemente trenodia cangia in un romantico slow. L’interpretazione vocale è senza sforzo; la Coda, che spegne con delicatezza il capolavoro che Ellington scrisse nel 1935, è assolutamente commovente». Letizia Onorati è una cantante leccese, classe 1992. La sua passione per la musica inizia sin da piccola e all’età di otto anni comincia a studiare canto con l’insegnante Elisabetta Guido. Ha studiato negli anni con importanti esponenti del panorama jazz nazionale e internazionale come Paolo Di Sabatino, Rachel Gould, Mark Sherman, Jerry Bergonzi, Francesco Petreni, Maria Laura Bigliazzi, Mauro Campobasso, Fabrizia Barresi, Bob Stoloff che la sceglie per una borsa di studio e Roberta Gamberini. È stata solista del coro gospel “A. M. Family” e ha partecipato al progetto “Le sacrè en musique” ideato da Elisabetta Guido e dalla manager internazionale della danza Sofia Capestro. Ha collaborato con le cantanti TiaArchitto e Barbara Errico (Italian Jazz Awards 2011) e con il pianista SergioCorbini (docente di piano - Siena Jazz). Attualmente partecipa a progetti con diverse formazioni. Da maggio 2015 avvia un percorso di perfezionamento con la “lady” del jazz Tiziana Ghiglioni. Giovanna Famulari è un’artista triestina, romana di adozione, violoncellista, diplomata presso il conservatorio di Trieste, pianista, cantante e attrice. Nelle sue più recenti esperienze teatrali e cinematografiche ha collaborato con Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Maddalena Crippa, Peter Stein, Massimo Venturiello ed altri. Intensa e ricca la sua attività musicale, infatti collabora stabilmente con Ron e Tosca (anche in veste di produttrice e arrangiatrice); ha inciso con Sony Classical “Verdi’s mood” di Cinzia Tedesco. Ha collaborato con Lenny White, Solomon Burke, Luca Barbarossa, Mimmo Locasciulli, Mogol e ha partecipato all’ultimo progetto discografico di Gegè Telesforo “FunSlowRide”. Ha suonato con Danilo Rea, Antonello Salis, Gabriele Choen, Gabriele Mirabassi, Stefano Sabatini, Pietro Iodice e molti altri. Vanta numerose partecipazioni a trasmissioni radiofoniche e televisive per la Rai con cui continua il sodalizio dal 1990. E’ stata protagonista di tournée in Europa ma anche in Argentina, Israele, Palestina, Tunisia, Algeria ecc. Vincitrice del premio “Pavoncella d’oro 2016 alla creatività femminile” per la versatilità dei linguaggi. Paolo Di Sabatino, pianista, compositore e arrangiatore. Nato a Teramo nel 1970, inizia giovanissimo lo studio del pianoforte sotto la guida del padre e si diploma nel 1990 col massimo dei voti, la lode e la menzione speciale, presso il Conservatorio di Bari. Nel 1994, nello stesso Conservatorio, consegue il diploma di Musica Jazz. Dedicatosi esclusivamente al jazz si esibisce con varie formazioni a proprio nome dal “piano solo” all’ottetto. Ha partecipato a numerose trasmissioni radio-televisive (Radio Rai 1,2,3, Radio Capital, Rai News 24, Tg2, Domenica In, La7) e suonato in importanti clubs e festivals, tra i quali ricordiamo: Fano, Pescara, Pomigliano, Urbino, Festival pianistico del Gargano, Lignano, Foggia, Bergamo, Villa Celimontana, Cagliari, Veneto Jazz, Aosta, Ruvo di Puglia, Ai Confini tra Sardegna e Jazz; Lugo Jazz Festival, Salamanca Jazz Festival, Jazz Atlantico (Auditorio de Tenerife) (Spagna); Berlino, Amburgo, Oslo, Goteborg;  Tokyo, Osaka, Shizuoka (Giappone); Novo Mesto, Losanna, Minsk; Mosca, Kursk, Krasnodar, Arkhangelsk, Ekaterinburg, Nizhny Tagil, Nizhniy Novgorod, San Pietroburgo, Kovrov (Russia); Perelik (Bulgaria), Santiago, Chicureo e San Bernardo (Cile), Cordoba e Buenos Aires (Argentina).

dal 22 ottobre "3,3 periodico" nuovo disco del progetto Esedra

“3,3 periodico” è il titolo del nuovo disco del progetto Esedra, prodotto dall’etichetta Dodicilune nella collana editoriale Fonosfere, distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store digitali. Il disco contiene otto brani, che si muovono tra funky, fusion, progressive, jazz, improvvisazione e sperimentazione, composti ed eseguiti da Ezio Epaminonda (basso elettrico), Giovanni Giuffrida (chitarra elettrica) e Marco Maria Pennisi (batteria). Il progetto Esedra nasce nel 2005 dall'esperienza decennale di diversi progetti musicali e da subito propone nuove atmosfere mescolando generi e sonorità articolate. Nel corso degli anni il trio siciliano si è esibito in giro per l’Italia dividendo il palco con artisti come Kunsertu, James Taylor Quartet, Mike Stern Band, Victor Wooten Band, Trilok Gurtu Band, Gong, Soft Machine Legacy, Nathalie Philippe Petrucciani Ré, HBC Henderson Berlin Chambers. Nel 2011, dopo uno studio accurato, nasce “Le Macchine di Leonardo”, uno spettacolo che omaggia il genio di Leonardo Da Vinci, con una scenografia costruita con meccanismi dell'inventore. Nel 2012 gli Esedra conquistano l’European Jazz Contest di Capurso e aprono il concerto di Scott Henderson, Jeff Berlin e Dennis Chambers all'Auditorium “Le Ciminiere” di Catania. “3,3 periodico” è il frutto del lavoro degli ultimi anni. “Studi, ricerche, calcoli, teorie, invenzioni, tutto per avere la sol uzione a qualsiasi problema, tutto per la comprensione e il controllo, senza renderci conto che la risposta è proprio lì, a portata di mano, sotto il nostro naso, camuffata di ordinario, di naturalezza. Non c’è bisogno di grandi conoscenze, basta la semplice altruistica pura volontà di farlo. Sovente dimentichiamo che come in alto è in basso, come dentro è fuori, come in piccolo è in grande. Ed ancora più incauti scordiamo che tra forze opposte, una positiva e una negativa, ce n'è sempre una neutralizzante. E guardando in profondità ... 3,333333333333”, spiegano i tre musicisti. “Nell’universo avvengono eventi a prima vista impossibili oltre l’immaginazione umana. Il desiderio è la chiave di azione dei portali spazio temporali che, in un periodo di 12 lune, ci ha reso viaggiatori di 12 ambientazioni extraterrestri per trovare l’equilibrio in noi stessi in armonia con gli altri esseri viventi”. E proprio con 12Lune si apre il disco che prosegue con 3010 L’era dei Mammut quando “il loro passo pesante echeggerà dalle montagne alle valli, sarà un’era di grandi cose. Ritornerà l’era dei giganti”. La grande traversata è “un viaggio tra realtà e immaginazione attraverso monti, valli, mari, fiumi, foreste, deserti e distese di ghiaccio intervallati da ambientazioni futuristiche e allo stesso tempo preistoriche in stile fantasy”. La scaletta procede poi con Ecila, “personalità intensa creativa ed ottimista, come un bambino che ama attirare l’attenzione ed essere in evidenza”, Le macchine di Leonardo, un brano che suggerisce “l’idea dello stupore e dell'angoscia che accompagna l'umanità nel momento in cui riflette sull'Assoluto e fa i conti sul significato ultimo della propria esistenza”. Nftc è una sigla derivata dalle iniziali di un detto siciliano, un inno all’unicità che “spesso abbiamo il bisogno di esprimere uscendo fuori dal gregge,è un grido d’orgoglio per essere noi stessi, nel bene e nel male di essere unici”. Concludono il lavoro discografico La Mutazione e il Buio, un esperimento interamente improvvisato, che contiene tre registrazioni fatte singolarmente in momenti diversi “senza punti di riferimento e senza sapere cosa hanno eseguito gli altri prima. Realizzate di notte al buio, esattamente per trovare lo stato d’animo ideale. Quest’ultimo brano rappresenta la scia di tre che lascia il periodico, tracciando l’infinito”. Ezio Epaminonda, esperto in matematica, appassionato alla fisica relativistica e quantistica, fonda il suo personale metodo di studio attraverso la matematica. Ogni metrica musicale viene quindi vista come una successione numerica, i cui termini sono legati l'uno all'altro dalla magia della  spiritualità. Infatti, la musica viene vista dal bassista come un connubio tra matematica e spiritualità: la prima dà gli strumenti per una corretta definizione dei termini per un approfondito e variegato ascolto del suono attraverso i suoi “assiomi”, la seconda facilita il musicista al distacco dalla vita materiale per il raggiungimento del Dio interno a sé; le due entità, apparentemente opposte e diverse tra loro, si fondono attraverso il confronto, accorgendosi di essere due riflessi di una stessa luce. Sin da piccolo suona la chitarra e il piano, si appassiona al basso all'età di 18 anni, durante il quale passa anche un'esperienza da cantante. Poliedrico, ama le percussioni, ma trova nel basso la profondità dell'anima, che trasmette attraverso le “parole” della matematica. Giovanni Giuffrida, affascinato dalla musica fin dalla nascita come quasi tutti gli esseri viventi, compie a sei mesi le sue prime registrazioni vocali con registratore a cassette. Dopo due mesi di grandi successi un guasto al dispositivo interrompe la quasi avviata carriera di oratore che riprende a 14 anni quando decide di suonare la chitarra. Dopo anni di concerti e collaborazioni con svariati gruppi e artisti in tutto il territorio nazionale nel 2005 si concretizza l’intesa musico-spirituale con gli attuali componenti degli Esedra. Tutto ciò che le parole non riescono a dire la musica lo esprime. Ascoltandola si può viaggiare nel tempo e nello spazio, solo l’anima comprende il suo linguaggio. Dolore, gioia, desiderio, speranza, tristezza, amore, rabbia è un mare di emozioni al di sopra di ogni discorso, ti eleva sia suonarla che ascoltarla. La musica è un’energia magica sempre presente, in verità il musicista non inventa quasi niente, con tanta modestia e grande sensibilità ha il solo compito di dargli voce dalla propria anima attraverso lo strumento. Marco Maria Pennisi, batterista, arrangiatore, compositore e fonico. Endorser delle batterie SONOR e piatti UFIP. Nato a Riposto CT il 13 Gennaio 1974, ha cominciato a suonare la batteria all'età di quattordici anni. Laureato in Batteria e Percussioni Jazz presso l’Istituto Superiore di studi Musicali Vincenzo Bellini di Catania con il massimo dei voti. Ha partecipato al Disma Music Show di Rimini, l’Intexpo: Fiera degli strumenti musicali di Pesaro e Sol Music di Palermo. Ha suonato e collaborato live e in studio con artisti nazionali ed internazionali: Kelly Joyce, Cecilia Gayle, Andrea Mingardi, Nick Luciani (ex voce solista dei Cugini di Campagna), Daniela Pedali, il chitarrista e produttore di F. De Gregori Vincenzo Mancuso, Paola4 feat Viola Valen tino, il pianista jazz Santi Scarcella, Edoardo Guarnera, Gigi Sabani, il cantante inglese Leo Sayer, la cantante maltese Chiara, Stefano Marletta, Francesca Mariani, Lidia Pastorello e Lorenzo Tognocchi di Amici 2012, Orchestra sinfonica di Craiova, Orchestra Samarcanda, Orchestra Kashmire, Esedra, Isabò, Roberta Marchese, Lucio Dalla con la Blue Big Band, Corale Polifonica Jonia. Ha suonato nel Tour siciliano della selezione di Miss Italia 2001 e suonato in diverse trasmissioni televisive: Il brutto anatroccolo su Italia uno, La vita in diretta su Rai 1, Sanremo lab 2006 su Rai1, Insieme su Antenna Sicilia, MTV e SKY. Support musical group: Scott Henderson, Jeff Berlin, Dennis Chembers, Sàrcina (Le Vibrazioni), Povia, Riccardo Fogli, Anna Tatangelo, Paolo Meneguzzi. Batterista, autore, compositore e arrangiatore della Band Le Macchine Volanti, vincitori di Sanremo Lab 2006 (Accademia della musica di Sanremo). Insegnante di batteria presso la Mar co Maria Pennisi Drum School di  Riposto CT, Accordi Music lab a Catania, Istituto comprensivo Giarre 3 CT, Melody and Time a S.Teresa di Riva ME.

LAURA AVANZOLINI - I'M ALL SMILES


Giovedì 10 novembre è uscito in Italia e all’estero distribuito da IRD e nei migliori store digitali, “I’m All Smiles” della cantante Laura Avanzolini. Prodotto dall’etichetta Dodicilune nella collana editoriale Koinè, il disco contiene otto standard, firmati tra gli altri da Arthur Altman, Herbert Martin, George e Ira Gershwin, Billy Strayhorn, Paul Quinichette, Thelonious Monk e Duke Ellington, eseguiti da Fabio Petretti (sax tenore) e Daniele Santimone (chitarra 7 corde). «Per ogni musicista che si confronta con il jazz esiste una questione sempre aperta, vale a dire, come affrontare gli standard. Un terreno tanto esteso e accogliente che diventa però immediatamente infido per chi lo percorre dando per scontato il valore e il significato dei vari brani», sottolinea il giornalista e scrittore Fabio Ciminiera nelle note di copertina. «Laura Avanzolini sceglie, per il suo disco di esordio come leader, di affrontare il punto senza maschere né stilemi. E lo fa mettendo a fuoco alcuni punti essenziali: l'arrangiamento dei brani, grazie ad un lavoro curato; la presenza nel trio di due musicisti, come Fabio Petretti e Daniele Santimone, esperti e solidi nel loro approccio al linguaggio; la necessità di far passare nella voce complessiva del trio l'attenzione costante al tessuto ritmico e armonico dei brani», prosegue. «E se la questione non si esaurisce mai, come si diceva all'inizio, la risposta arriva nella pratica dai tanti piccoli tasselli con cui la c antante affronta e supera di fatto i vari rischi che si incontrano nel mettere mano al repertorio degli standard. Una sintesi fatta di impasti timbrici, di incroci melodici, una continua applicazione nel dare forza e risalto alle attitudini del trio e alle inclinazioni dei suoi singoli componenti». Laura Avanzolini, classe 1985, si avvicina giovanissima alla musica grazie allo studio del pianoforte e della chitarra, per poi approdare allo studio del canto e del jazz con Martina Grossi. Diplomata con il massimo dei voti e la lode in Canto Jazz al Conservatorio “Gioacchino Rossini” di Pesaro sotto la guida di Bruno Tommaso. Attualmente è iscritta al Biennio in Canto Jazz del Conservatorio “G. Martini” di Bologna. Parallelamente studia inglese e spagnolo grazie alla laurea in “Comunicazione Interlinguistica Applicata”, conseguita presso la Sslmit di Forlì. Approfondisce l'universo della voce grazie al Corso Universitario di Alto Perfezion amento in Vocologia Artistica. Ha studiato con Roberta Gambarini, Rachel Gould, DianaTorto, John Taylor, Joey Blake, Maria Pia De Vito, Cristina Zavalloni, Amy London, Cinzia Spata, Sheila Jordan, Cameron Brown. Insegna canto jazz presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine. Insegna canto jazz presso i corsi pre-accademici del Conservatorio “B. Maderna” di Cesena (Fc). Ha inciso “Skylark” (Zone di Musica, 2013), insieme a Michele Francesconi, Giacomo Dominici e Marco Frattini. Dal 2011 collabora con la Colours Jazz Orchestra diretta dal M° Massimo Morganti, con la quale ha inciso il disco “Quando Mi Innamoro In Samba” (Egea, 2013). Daniele Santimone, studia in Italia con Riccardo Manzoli ed Antonio Cavicchi presso la Scuola di Musica Moderna dell'Associazione musicisti di Ferrara. Dal 1997 al 1999 risiede a Boston per seguire i corsi del Berklee College of Music dove studia con, tra gli altri, Mick Goodrick, Jim Kelly, Jon Damian e G eorge Garzone e si specializza in arrangiamento, composizione e performance ottenendo un Bachelor's Degree in Professional Music. Partecipa inoltre a seminari tenuti da John Basile, Bruce Forman, Wayne Krantz, Peter Bernstein, Esterhàzy String Quartet, Christian McBride, Mulgrew Miller, Pat Metheny e Paolo Fresu. Nel 2011 consegue il diploma accademico di II livello presso il Conservatorio Statale di Musica di Rovigo “F.Venezze”. Dai primi anni novanta ha militato in varie formazioni e ha suonato (tra gli altri) con Roberto Gatto, Flavio Boltro, Matthew Garrison, Jesse Davis, Dario Deidda, Gabriele Mirabassi, Fabrizio Bosso, Stefano Di Battista, Rosario Bonaccorso, Daniele Scannapieco, Luca Mannutza, Giovanni Amato, Lorenzo Tucci, Michael Baker, Ivano Borgazzi, Claudio Fasoli, Robert Bonisolo, Carlo Atti, Roberto Rossi, Tom Kirkpatrick, Alfonso Santimone, Francesco Bigoni, Danilo Gallo, Zeno De Rossi, Stefano Senni, Stefano Bedetti, Walter Paoli, Piero Odorici, Karl Potter, Pat rizio Fariselli, Mario Feres, Orchestra del Conservatorio Verdi di Milano, Orchestra città di Ferrara. Ha partecipato a festival tra i quali Umbria Jazz Winter, Veneto Jazz, Crossroads, Mantova Music Festival, IJazz di Amsterdam, Estival di Lugano e calcato i palchi di numerosi teatri italiani tra cui il Teatro Regio di Parma e Teatro degli Arcimboldi di Milano. Insegna chitarra, musica d’insieme e teoria presso diverse associazioni e istituti tra cui, la Scuola Comunale di Musica "G. Sarti" di Faenza dove insegna dal 2001. Nel 2007 viene chiamato a far parte del corpo docenti presso il Conservatorio “G.Frescobaldi” di Ferrara in qualità di assistente per i corsi Jazz triennali di I Livello. Opera inoltre come traduttore e collaboratore per i seminari di artisti quali John Abercrombie, Scott Henderson, Ralph Alessi, Roberto Gatto, Matthew Garrison e Stefano Battaglia. Dal 2011 è parte del corpo docente del “Conservatorio Statale di Musica C.Pollini” di Padova dove è or a titolare della cattedra di chitarra jazz. Fabio Petretti, sassofonista compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra diplomato in clarinetto, saxofono e musica jazz. Ha collaborato come performer con vari musicisti fra i quali Evan Parker, Kenny Wheeler, Slide Hampton, Jimmy Cobb, George Russell, Gato Barbieri, Bruno Tommaso, Diana Torto, Stefano Bollani, Marco Tamburini, Paolo Fresu, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Franco Cerri, Tomaso Lama, Simone Zanchini, Achille Succi. Negli anni ha sviluppato metodi didattici molto efficaci che l’hanno portato a insegnare in vari seminari e corsi. Dal 1995 è docente di saxofono di ruolo presso i conservatori. Nel 2010 ha fondato la “Italian Jazz Orchestra” un gruppo flessibile composto da circa 25 elementi (archi, fiati e ritmica) per la quale a composto e diretto una suite dal titolo “Crystal Wall Jazz Suite”. Dirige e collabora con diversi gruppi fra i quali: il Quartetto di saxofoni “Trip Saxo phone Quartet” con Achille Succi, Marco Ferri e Dario Cecchini, “MJB” big band di 18 elementi attiva da oltre quarant’anni, “Italian Tunes” duo con il talentuoso pianista Michele Francesconi, “Fabio P3T Quartet” con Paolo Ghetti contrabbasso, Paolo Birro piano e Stefano Paolini batteria, “Fabio Pe3tti Trio” con Massimo Manzi alla Batteria, “Barbara Casini e Fabio Petretti Duo”  voce, chitarra e saxofoni. La forte personalità di P3T votata da sempre alla ricerca si alimenta percorrendo diverse strade: performativa, compositiva, didattica.

IN USCITA DOUX DÈSIRS DELL'INEDITO DUO COMPOSTO  DAL FRANCESE MICHEL GODARD E DALL'EGIZIANO IHAB RADWAN

Martedì 7 febbraio esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali, "Doux Dèsirs" il nuovo lavoro del duo composto da Michel Godard e Ihab Radwan. Un progetto originale che unisce suggestioni francesi, italiane ed egiziane. Uno sguardo al passato remoto e uno al futuro anteriore attraverso il prisma e le mille facce del jazz. Musica classica e suggestioni arabe e su tutto un interpl ay vivido e fertile. Le composizioni dei due musicisti hanno molti punti in comune: la modalità, gli ornamenti, la spontaneità ma soprattutto l'improvvisazione, che è la chiave di volta di questa collaborazione. Michel Godard ammalia con il suo serpentone, morbido, setoso, molto vicino alla voce; al basso tuba suggerisce linee, pensieri, traiettorie. L'oud, il liuto arabo, di Ihab Radwan si fa canto, sussurro, racconta. Affabula. Insieme, essi immaginano una musica senza barriere, bella e flessibile, proiettata fuori del tempo. L'incontro è creativo, necessario. Accende il desiderio. Doux Dèsirs è la prima uscita di un 2017 che per la Dodicilune si preannuncia intenso e ricco di nuove produzioni nazionali e internazionali.

TWELVE COLOURS AND SYNESTHETIC CELLS:
GIANLUIGI TROVESI E UMBERTO PETRIN, DOPO DIECI ANNI,
TORNANO INSIEME PER UN NUOVO PROGETTO DISCOGRAFICO

Martedì 14 febbraio esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali, “ Twelve Colours and Synesthetic Cells” il nuovo lavoro discografico - a dieci anni da “Vaghissimo Ritratto” - del duo composto dal sassofonista e clarinettista Gianluigi Trovesi e dal pianista Umberto Petrin. Il nume tutelare di riferimento è Alexander Skrjabin (Mosca 1872 - 1915) che i due musicisti “usano” come semplice pretesto iniziale per un dialogo suddiviso in molte vignette dalla notevole intensità. A nove brani ispirati a frammenti di preludi skrjabiniani si alternano, infatti, dodici improvvisazioni ispirate alla nota tabella sinestetica che il compositore russo aveva creato inventando un legame tra lo spettro dei colori e il carattere espressivo della musica da lui composta. «Umberto Petrin e Gianluigi Trovesi sono due spericolati giocolieri del pentagramma, sempre pronti a gettarsi in avventure che evitano con leggerezza e bravura i luoghi comuni e le banalità, prendendo spunto da musiche di epoche diversissime per realizzare una sintesi di linguaggi sempre personale e ricca di spunti interessanti e creativi», sottolinea nelle note di copertina Carlo Boccadoro. «Petrin è pianista sopraffino, dotato di un bellissimo suono che disegna panorami quasi “cinematografici” per ampiezza e capacità di colori; a questa abilità strumentale bisogna aggiungere una curiosità intellettuale che lo porta ad apprezzare musiche diversissime, dal free di Ornette Coleman al funk degli Chic; uguale apertura di orizzonti si ritrova nella personalità di Trovesi, che alternando diversi colori strumentali (clarinetto contralto, sax contralto, clarinetto piccolo) trova linee sempre inconfondibili, personali, dove il gusto dell'ironia e dello scherzo così tipici del suo stile si alternano a momenti che si riallacciano più strettamente alla tradizione jazzistica tout court. Anche Gianluigi spazia dalla musica rinascimentale al jazz più sperimentale, senza però realizzare minestroni stilistici improbabili ma, anzi, tenendo sempre ben salda la capacità di osservarne le più diverse sfaccettature per ricavarne suggestioni nuove». Il carattere di molti pezzi presenti nell'album non ha nulla di “non-finito” o di parziale, ognuno è un gioiello perfettamente cesellato e completo in se stesso, dove l'eco lontana delle armonie skjabiniane si stempera in quella del linguaggio jazzistico senza c he questo abbia nulla di artificioso. «Per musicisti di questo livello è normale confrontarsi con mondi diversi e muoversi al loro interno con assoluta naturalezza. Rispetto alle scorribande barocche del loro precedente album Vaghissimo Ritratto vi è qui una maggiore asciuttezza di approccio, le linee melodiche sono più angolose e sagomate e le atmosfere sono meno sognanti. La pulsazione ritmica, che nel precedente lavoro veniva quasi interamente abbandonata a favore di un lirismo quasi estatico, viene ripresa con vigore creando incastri di notevole virtuosismo e groove. Qualche suggestione di valzer fa capolino con garbo ogni tanto, convivendo pacificamente con le formule ritmiche derivate dal mondo dell'hip-hop che all'inizio del disco appaiono assieme alla voce del grandissimo poeta Osip Mandelstam' (un modo per ricordarci che Petrin è grande appassionato di poesia e autore di versi)», continua Boccadoro. Le dodici improvvisazioni hanno «un carattere decisamente più astratto degli altri pezzi, ma riescono a non perdere un grammo della loro comunicatività grazie all'intesa telepatica tra i due musicisti, che li porta sempre ad ascoltare i più piccoli dettagli di fraseggio per restituirli reciprocamente arricchiti di nuova invenzione; i due musicisti evitano l'approccio “muscolare” e competitivo di troppi dischi in duo apparsi sulla scena negli ultimi anni, preferendo suonare unicamente lo stretto necessario, lasciando spazio uno all'altro con generosità. Le tessere di questo coloratissimo mosaico musicale alternano stati d'animo assai differenti formando però un'architettura di rara compattezza e soli dità, che grazie alla freschezza improvvisativa dei due protagonisti passa in un lampo, facendo immediatamente voglia di ricominciare da capo l'ascolto del disco».

LA MUSICA E LA CULTURA CUBANA E BRASILIANA PROTAGONISTE 
DELLE NUOVE USCITE "PUGLIESI" DELL'ETICHETTA DODICILUNE

Adriano Clemente propone “Havana Blue”, un progetto di composizioni ispirate dalla musica di Bebo Valdes, Mario Bauza, Tito Puente, Mongo Santamaria e altri giganti della musica latina tradizionale. Una celebrazione della musica popolare brasiliana dall'inizio del XX secolo ad oggi: MPB! è il nuovo disco del duo composto dalla cantante Paola Arnesano e dal fisarmonicista Vince Abbracciante.

Lunedì 20 febbraio, dopo "The Mingus Suite”, prosegue la collaborazione tra l'etichetta e il compositore e arrangiatore leccese Adriano Clemente con “Havana Blue”, un progetto di composizioni ispirate dalla musica di Bebo Valdes, Mario Bauza, Tito Puente, Mongo Santamaria e altri giganti della musica latina. Il lavoro nasce, infatti, dall'amore di Clemente per la cultura e la musica cubana e prende forma proprio in seguito ad alcuni viaggi nell'isola caraibica, dove il progetto è stato interamente registrato insieme ad una nutrita compagine di artisti cubani. Il cd ospita Santiago Ceballos (tromba), Heikel Trimiño (trombone), Yuniet Lombida e Victor Guzman (sax alto/baritono), Emir Santa Cruz (sax tenore e clarinetto), Leyanis ValdÉs (piano), Yandy Martinez (contrabbasso), Augusto Lage (congas), Lennon Ruiz (timbales, snare drum, claves) e Adel Rodriguez (bongos, maracas, güiro, cowbell).

Martedì 21 febbraio sarà in distribuzione MPB! della cantante Paola Arnesano e del fisarmonicista Vince Abbracciante, una celebrazione della musica popolare brasiliana dall'inizio del XX secolo ad oggi. Antônio Carlos Jobim diceva che "la tristezza e la nostalgia hanno la stessa dignità della felicità, perché condividono la stessa bellezza". La musica popolare brasiliana (o MPB) è intrisa di questi sentimenti e stati d'animo quasi viscerali che ne caratterizzano il popolo: dalla "tristeza" alla "felicitade", dalla "saudade" (nostalgia) allo "choro" (pianto). Priva di rabbia o voglia di ribellione, racconta più spesso lo struggimento per la terra, la natura, la storia, con grande poesia, uso di luoghi comuni, ironia e molto divertimento. Il canto eclettico di Paola Arnesano si sposa a tutto questo, accompagnato dalla maestria del fisarmonicista Vince Abbracciante, che  ricorda la fisarmonica come lo strumento storico della musica popolare brasiliana. Attraverso contaminazioni personali che non alterano la dignità dello stile raccontano "o choro", "o baiao", "o samba", "a bossanova", da Pixinguinha a Gonzaga, da Sivuca a Gismonti, da Barroso a Buarque.

JOHN TAYLOR, PAUL MCCANDLESS, PIERLUIGI BALDUCCI E MICHELE RABBIA RILEGGONO DIECI BRANI DEL REPERTORIO DEL PIANISTA BILL EVANS 

Evansiana è il secondo progetto discografico del quartetto. Circa quattro anni dopo "Blue from Heaven", martedì 28 febbraio il disco - pubblicato, come il precedente, dalla Dodicilune Records con il coordinamento di Balducci e la produzione di Gabriele Rampino, direttore artistico dell’etichetta salentina - esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali. “Evansiana” è inevitabilmente legato al ricordo della grande figura artistica di John Taylor, scomparso nel luglio 2015 poco dopo la registrazione del cd, probabilmente il vero continuatore dell'estetica e del pianismo di Evans.  Dopo l'uscita di "Doux Dèsirs" di Michel Godard e Ihab Radwan, “Twelve Colours and Synesthetic Cells” di Gianluigi Trovesi e Umberto Petrin, “Havana Blue” di Adriano Clemente e MPB! di Paola Arnesano e  Vince Abbracciante, prosegue il 2017 dell'etichetta salentina Dodicilune che si preannuncia intenso e ricco di nuove produzioni nazionali e internazionali. La quinta e ultima uscita di febbraio è “Evansiana”, un’antologia di dieci brani del repertorio di Bill Evans, secondo progetto discografico del quartetto composto dal pianista britannico John Taylor, dal fiatista statunitense Paul McCandless, dal bassista pugliese Pierluigi Balducci e dal percussionista piemontese Michele Rabbia. Circa quattro anni dopo “Blue from Heaven”, martedì 28 febbraio il disco - con il coordinamento di Balducci e la produzione di Gabriele Rampino, direttore artistico della Dodicilune - esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali. “Evansiana” è inevitabilmente legato al ricordo della grande figura artistica di John Taylor, scomparso nel luglio 2015 poco dopo la registrazione del cd, probabilmente il vero continuatore dell'estetica e del pianismo di Evans. In scaletta sette brani firmati dal musicista statunitense (Very early, Re: person I knew, Time remembered, Turn out the stars, B winor waltz - for Elaine, Children play song, Epilogue) e altri tre pezzi del suo repertorio, firmati da Bernstein/Comden/Green (Some other time), Kenny Wheeler (Sweet Dulcinea Blue) e Miles Davis (Blue in green). «Nel corso del 2014 Gabriele Rampino mi aveva ripetutamente invitato a realizzare una nuova incisione con lo stesso quartetto del mio precedente disco. E in estate ebbi l’idea di coinvolgere tutti in un'antologia di Bill Evans. Mi parve eccitante il pensiero che John si cimentasse con una rilettura del pianista americano che più ha distillato nel suo pianismo ingredienti di riconoscibile ascendenza europea», ricorda Balducci. «Mi entusiasmai anche all'idea che il lirismo di Paul, con il suo suono splendido, potesse rendere le composizioni di Evans ancora più scolpite e cesellate. E che la sensibilità e la poetica leggerezza di Michele potesse sostenerlo con il suo tipico approccio asservito all’armonia, alla melodia, al dialogo anche sussurrato. Io sarei riuscito così a dedicare un disco alle composizioni di Evans che avevano per me un profondo significato affettivo e nostalgico», prosegue. «Per me significava chiudere un cerchio, tornando su quel meraviglioso incontro, sempre rinnovato nel mondo del jazz, tra la componente africana e quella europea. Ma in fondo, ne sono convinto, lo era anche per i miei compagni di avventura. Così, chiesi ai miei compagni di viaggio di proporre due o tre brani ciascuno. Così è nato “Evansiana”. Racconta la storia di quattro m usicisti che forse non vedevano l'ora di poter suonare Bill Evans. Due di loro, i più giovani, sono cresciuti anche ascoltando i dischi dei due più anziani, e tutti insieme hanno rimescolato le proprie storie e le proprie carte. Questo disco narra di un felice incontro durato pochi anni e dell'effimera bellezza della vita. Questo disco è un frammento di eternità. È consapevolezza che anche se tutto scompare e svanisce, l'arte, che è spiritualità immanente nelle cose, resta». «Oltre che il suo pianismo, anche il repertorio compositivo di Evans ha ispirato, forse con qualche ritardo, musicisti di varia estrazione; ma, dopo il progetto di Paul Motian con Joe Lovano e Bill Frisell (Jmt, 1990), una formula  di questa cifra artistica, con un suono di gruppo davvero unico e irripetibile, non si era mai ascoltata», precisa Gabriele Rampino. «Pur nel ruolo centrale assunto in modo del tutto naturale dal piano di Taylor, che armonicamente sviluppa ed estende significativamente il vocabolario di Evans, il quartetto è fortemente caratterizzato dal suono e dallo stile inconfondibile di Paul McCandless,  che conferisce al songbook evansiano un mood a-la-Oregon. La ritmica sublime di Balducci e Rabbia dona anticonvenzionalità e freschezza all'ensemble, che esplora le ricche e spesso difficili armonie evansiane  in una sfida vinta con naturalezza».

LA GIOVANE CANTANTE TARANTINA ANTONELLA CHIONNA TORNA CON RYLESONABLE, UN PROGETTO NATO DALL'INCONTRO CON IL MUSICISTA STATUNITENSE PAT BATTSTONE  

Dopo l'uscita di "Doux Dèsirs" di Michel Godard e Ihab Radwan, “Twelve Colours and Synesthetic Cells” di Gianluigi Trovesi e Umberto Petrin, “Havana Blue” di Adriano Clemente, "MPB!" di Paola Arnesano e  Vince Abbracciante, ed “Evansiana”, un’antologia di dieci brani del repertorio di Bill Evans del quartetto composto da John Taylor, Paul McCandless, Pierluigi Balducci e Michele Rabbia, prosegue il 2017 dell'etichetta salentina Dodicilune che si preannuncia intenso e ricco di nuove produzioni nazionali e internazionali. Martedì 7 marzo esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali, “Rylesonable” di Antonella Chionna. Nel suo terzo progetto discografico, sempre firmato Dodicilune, la scrittrice, musicista, cantante e improvvisatrice tarantina è affiancata dal pianista, compositore e improvvisatore statunitense Pat Battstone (steinway piano, fender rhodes), con il quale da alcuni anni ha avviato un'interessante collaborazione musicale tra l'Italia e gli Stati Uniti. Completano la line up il contrabbassista Kit Demos e il vibrafonista e percussionista Richard Poole. Rylesonable - nato nel corso di un tour della Chionna negli Stati Uniti e registrato nel Rear Window Studio di Brookline - è un disco che fonde standard, avanguardia, poesia e libera improvvisazione. Otto dei dodici brani in scaletta nascono proprio dalla collaborazione tra i quattro musicisti (“Under a Persian Sky”, “Thanatos”, “As The Morning Drifts Away”, “Lady Of The Waters”, “Nell'Urna Molle e Segreta”, “Ciao Ciao Andante”, “Oasis”, “Rimpiattino Mannaro”). Completano la tracklist “Sophisticated Lady” di Duke Ellington, Ir ving Mills e Mitchell Parish, “Lover Man / Nature Boy” di Jimmy Davis, Roger Ramirez, James Sherman ed Eden Ahbez, “Fida (to Carla)” con testo della Chionna su musica del chitarrista e compositore pugliese Gabriele di Franco, e “Rather Life”, liberamente ispirato da un poema di André Breton. Sabato 11 Marzo (ore 21) nel Teatrino di Corte della Villa Reale a Monza e domenica 12 marzo (ore 17) al Bezzecca Lab di Milano, la cantante parlerà del disco e delle sue opere nell’ambito di due appuntamenti dedicati alla poesia e alla scrittura pugliese. Classe 1990, Antonella Chionna è una scrittrice, musicista, cantante e improvvisatrice tarantina, e, nonostante la giovane età, ha già al suo attivo altri due dischi sempre con l’etichetta discografica Dodicilune. “Adiafora” e "Halfway to dawn (sing a song of Strayhorn)" che hanno ricevuto ottime recensioni da prestigiose riviste culturali di settore. Ha pubblicato due libri di poesia per Lietocolle; le sue altre opere sono state incluse in varie antologie e canali divulgativi italiani di poesia e musica. Patrick Battstone è un pianista, compositore e impr ovvisatore americano. Negli ultimi due decenni, ha collaborato con diverse realtà musicali. Le sue ultime uscite discografiche, “The last Taxi”, “Beyond the Horizon” e “From dream to dream”, hanno avuto un grande successo di critica e hanno tracciato per più settimane le classifiche di jazz americano, raggiungendo la top 15. Quando non suona, Patrick lavora come ingegnere al Draper Labs di Cambridge.

THE CURE: NUOVO SINGOLO PER VITO "FORTHYTO" QUARANTA
Su youtube è disponibile il video del brano firmato da Keith Jarrett, tratto da "Radio Interference", ultimo progetto discografico del chitarrista e cantante pugliese 

The Cure, brano del pianista e compositore statuninense Keith Jarrett, è il secondo singolo di "Radio Interference", ultimo progetto discografico del chitarrista e cantante pugliese Vito Quaranta alias Forthyto. Su youtube è disponibile il video firmato da Joe Pansa e realizzato sulle spiagge di Polignano a Mare e Mola di Bari. Nei brani del disco – uscito qualche mese fa per l’etichetta Dodicilune e distribuito da Ird – il compositore è affiancato dal contrabbassista Giorgio Vendola, dal batterista Mimmo Campanale, dal trombettista Luca Aquino, dal fisarmonicista Antonello Salis e dal suonatore di tabla Arup Kanti Das. Radio Interference è un lavoro di totale riscrittura di brani che hanno interferito nella sfera non solo musicale ma emozionale dell’artista. Un percorso nella memoria di brani che hanno un valore inevitabilmente musicale, ma altresì segnate da un legame fortemente personale, non a caso condiviso con musicisti con i quali l’intesa è anche di carattere squisitamente umana. Il fisarmonicista sardo Antonello Salis è presente in tre brani che regalano momenti di grande lirismo sia nella quasi operistica Prism di Keith Jarrett, che in Last Train Home di Pat Metheny, dal connotato fortemente west coast, per i quali, sono state scritte liriche originali, concludendo con Lucignolo di collodiana memoria, di Fiorenzo Carpi, dal sapore squisitamente folk. Luca Aquino presta il suo “fiato” in altri due brani; la rarefatta versione di How far can you Fly? di Luca Flores, anch’essa a sua volta correlata da liriche originali, e la metropolitana Esteem di Steve Lacy, qui come dedica aperta all’uomo comune. Le tabla di Arup Kanti Das tessono le loro ritmiche in una mantrica versione di Caravan di Juan Tizol cosi come nella poliritmica ritualità di Four Sticks presa in prestito dai Led Zeppelin. A sostenere questo fermento creativo una ritmica solida e puntuale formata da Giorgio Vendola al contrabbasso che in Cavatina di Stanley Myers esprime tutto il suo potenziale narrativo e Mimmo Campanale alla batteria che in On Green Dolphin Street di Kape/Washington si cimenta in fill di alta scuola. Un’analisi più approfondita meriterebbero i tre soli del leader stesso. Una versione acustica di The Cure di Keith Jarrett crea l’illusione di due chitarre che eseguono il tema, mentre nel Preludio #1 di Johann Sebastian Bach composizione e improvvisazione si inseguono in un flusso continuo, si conclude con l’eterea versione di You don’t know what love is di Don Raye e Gene de Paul dove a cappella, il brano viene cantato sfruttando le risonanze della chitarra acustica.  Vito "Forthyto" Quaranta, chitarrista, compositore, didatta. Si diploma in Musica Jazz presso il Conservatorio Nino Rota di Monopoli, e successivamente consegue il Diploma Accademico in discipline della musica di II livello in Jazz con il massimo dei voti. Ha studiato Musica Improvvisata con G. Gaslini, F. D'Andrea, B. Mover, S. Battaglia. E più specificatamente chitarra con S. Henderson. J. Diorio, M. Stern, P. Metheny e M. Goodrick e presso l'American Institute of Guitar di New York. Svolge attività concertistica esibendosi in forme concerto disparate, condividendo le performances tra gli altri, con Billy Hart, Antonello Salis, Eugenio Colombo, Steve Potts, Massimo Manzi, Gianni Lenoci, Roberto Ottaviano, Pippo Matino, Luca Aquino ed altri. È stato semifinalista due anni consecutivi nell'International Songwriting Competition – 2012/2013 – su oltre ventimila partecipanti da tutto il mondo.

NOW: NUOVO PROGETTO DISCOGRAFICO PER IL BATTERISTA, VIBRAFONISTA E COMPOSITORE ROMANO CLAUDIO PISELLI 

Dopo l'uscita di "Doux Dèsirs" di Michel Godard e Ihab Radwan, “Twelve Colours and Synesthetic Cells” di Gianluigi Trovesi e Umberto Petrin, “Havana Blue” di Adriano Clemente, "MPB!" di Paola Arnesano e  Vince Abbracciante,  “Evansiana”, un’antologia di dieci brani del repertorio di Bill Evans del quartetto composto da John Taylor, Paul McCandless, Pierluigi Balducci e Michele Rabbia, e “Rylesonable” della cantante tarantina Antonella Chionna, prosegue il 2017 dell'etichetta salentina Dodicilune che si preannuncia intenso e ricco di nuove produzioni nazionali e internazionali. Dal 21 marzo è in distribuzione in Italia e all’estero nel circuito Ird e nei migliori store digitali, Now del batterista, vibrafonista e compositore romano Claudio Piselli. A cinque pezzi inediti si aggiunge un’originale versione di “Giant Steps” di John Coltrane nel quale spicca il sax baritono di Marco Guidolotti. La line up è completata dalla chitarra synth di Daniele Siscaro (nel brano di apertura) e dal contrabbasso di Giuseppe Talone. “Un istante è sempre un mondo nuovo, un’occasione irripetibile per fidarsi delle nostre infinite capacità”, sottolinea Piselli. La tracklist si apre con Go e prosegue con Magic Pivot, che racconta il perenne equilibrio tra dovere e piacere, tra quel che sembriamo e quel che siamo, tra finzione e verità. Now "è un punto preciso nel tempo, piantato con il chiodo nel muro della vita. Il martello delle scelte batte impetuoso e fissa l’istante. D’ora in poi sarà un mondo nuovo, un modo diverso di vedere il quadro di me stesso. La musica è cornice, io sono la forma, voi mettete il colore”, racconta il compositore. Dopo Giant Steps di John Coltrane il disco si chiude con Tiramisù (“Le scelte sono come il tiramisù meno ne hai, più ne vorresti. Il tiramisù è la mia decisione di piacere, e per piacere datemi un’altra fetta”) e Oilà ("Un tribale battito cardiaco, la festa della foresta nel cuore antico dei sentimenti, è il rientro dal viaggio, è il ritmo dell’abbraccio, è la fine del percorso, è l’inizio di un nuovo viaggio”). Claudio Piselli inizia gli studi di batteria con il Maestro Lorenzo Tucci successivamente si iscrive al Conservatorio di Frosinone dove consegue il diploma di Strumenti a Percussione sotto la guida di Antonio Caggiano. Sin dagli inizi orienta i suoi interessi verso il jazz e il repertorio classico-sinfonico. Vanta numerose collaborazioni come percussionista sia in orchestra sia in  formazioni cameristiche, tra cui l’Ensemble Algoritmo diretto da Marco Angius. Con l'Ensemble Sixe conquista il Premio Cosima Listz e partecipa alla rassegna "Settimane all'avanguardia" all'Auditorium del Conservatorio "Santa Cecilia" di Roma. Ha lavorato con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Teatro San Carlo di Napoli. Come solista suona presso l'Aula Magna di Roma Tre, con programmi dedicati al "Novecento Musicale nel continente americano", eseguendo autori Cole Porter, G. Gershwin, N. Rosauro, J. Cage e S. Reich. Ha lavorato con Luis Bacalov, Ennio Morricone Nicola Piovani, esibendosi con quest’ultimo in diversi Teatri in Cina. Ha suonato in Orchestra per trasmissioni televisive e spettacoli teatrali insieme a Cristian de Sica ed Enrico Montesano. Suona il vibrafono in diverse formazioni di Jazz e vanta numerose collaborazioni le ultime con Giampiero Locatelli, Andrea Nunzi, Leonardo Borghi, Marco Guidolotti, Emanuele Urso, Abu Djigo, Marco Tiso, Maurizio Abeni.

L’etichetta salentina Dodicilune è attiva dal 1996 e riconosciuta dal Jazzit Award tra le prime etichette discografiche italiane (dati 2010/2014). Dispone di un catalogo di oltre 180 produzioni di artisti italiani e stranieri, ed è distribuita in Italia e all'estero da IRD presso 400 punti vendita tra negozi di dischi, Feltrinelli, Fnac, Ricordi, Messaggerie, Melbookstore. I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online (Amazon, Ibs, LaFeltrinelli, Jazzos) o scaricati in formato liquido su 56 tra le maggiori piattaforme del mondo (iTunes, Napster, Fnacmusic, Virginmega, Deezer, eMusic, RossoAlice, LastFm, Amazon, etc).
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PATTY LOMUSCIO - FURTHER TO FLY (ALFA MUSIC, 2016)

Quando nel 2011 decisi di intraprendere il mio viaggio studio a New York per un breve periodo, non avrei mai potuto immaginare che la mia vita si sarebbe arricchita di esperienze musicali ed umane così forti ed emozionanti. New York è una città magica, il jazz si respira ovunque , anche nei supermercati, e proprio in quel vortice di emozioni ho conosciuto Gianluca Renzi, musicista straordinario, diventato poi mio grande amico, e Jon Davis, pianista come ben pochi in giro...Prima di ripartire per l'italia ci siamo fatti una promessa: la volta seguente in cui sarei tornata a New York avremmo registrato, insieme, i l mio disco, il mio jazz. E così è stato, promessa mantenuta: a settembre 2015 con la mia valigia carica di idee e sogni sono ripartita per registrare " le Canzoni" che hanno accompagnato la mia adolescenza, le più belle di Simon & Gurfunkel, con i loro live al Central Park, questa volta con sonorità diverse (grazie agli arrangiamenti di Gianluca). Il 9/9 abbiamo registrato 9 tracce, cosa del tutto casuale....pura coincidenza o cosa? " Further to Fly "è il mio desiderio di spiccare " un volo interiore ", sempre,  tutte le volte che vorrò e che la vita mi concederà. Patty Lomuscio vocal; Jon Davis piano; Gianluca Renzi bass and percussions; Vince Ector drums.

ROBETTO SPADONI & NEW PROJECT JAZZ ORCHESTRA - TRAVEL MUSIC (ALFA MUSIC, 2016)

La “musica da viaggio” è una costante nella vita e nell’attività di molti musicisti. Qualsiasi luogo, qualsiasi momento può essere quello giusto: un foglio, un menù, il registratore vocale di un cellulare possono trasformarsi in partiture provvisorie, per appunti di una fugace intuizione del momento che, come i sogni, potrebbe svanire per sempre in pochi minuti. È importante fissarla in qualche modo, per poter in seguito rifl ettere, elaborare, sviluppare, arrivare all’opera compiuta. In questa nuova tappa della collaborazione con la New Project Jaz z Orchestra, il programma proposto è il frutto di quelle intuizioni, che si sono ampliate fino a raggiungere la dimensione orchestrale. Si tratta di un repertorio concepito e sviluppato interamente in viaggio: di molti frammenti è ancora viva dentro di me l’immagine del luogo e del momento in cui si sono concretizzati. Senza alcun intento descrittivo, sono piuttosto l’espressione di luoghi e tempi interiori. La collaborazione con la New Project Jazz Orchestra ha fruttato in questi ultimi anni la pubblicazione di tre CD dedicati rispettivamente a Gerry Mulligan, Thelonious Monk e Billy Strayhorn. Questo cammino compiuto insieme ha sviluppato tra noi un alto grado di confi denza e di intesa umana e musicale: ciò che ascoltate in questo album è dovuto anche alla paziente costruzione del sound e del fraseggio su cui abbiamo lavorato a lungo. In questo ideale itinerario abbiamo voluto coinvolgere tre grandi musicisti jazz italiani, tre ospiti preziosi e speciali, costantemente presenti in moltissimi progetti nel ricco panorama nazionale: Giovanni Falzone, Roberto Cipelli e Mauro Beggio. A loro mi lega, oltre alla collaborazione artistica, un affettuoso legame personale che si alimenta di musica e di momenti di vita trascorsi insieme: la portata del loro eccezionale contributo è facilmente apprezzabile già dal primo ascolto di questa opera. 

Riccardo Fassi Tankio Band meets Fabio Morgera  
"Scrittura e concezione complessiva tengono conto della moltitudine di elementi presenti nella realtà e, di conseguenza, nella musica". La moltitudine di elementi si amplia nell'incontro tra Fabio Morger a e la Tankio Band guidata da Riccardo Fassi. Ed è un fenomeno che si genera per motivi diversi, musicali e filosofici e, naturalmente, per le combinazioni che si innescano tra i vari livelli di lettura. Sette composizioni di Fabio Morgera, alcune già apparse in altre registrazioni - come Illegal Immigration started in 1492, presente in CTRL-Z, o Spanteco (Vomero), ascoltata in Neapolitan Heart - altre inedite o composte per l'occasione. L'interpretazione dei brani si costruisce via via insieme a Riccardo Fassi e ai musicisti della Tankio Band: arrangiamento, conduction, stratificazione di livelli sonori, la capacità di passare dall'organico completo alla dimensione del piccolo combo, un disegno ormai abituale tanto per la formazione, ormai un patrimonio della scena jazzistica nazionale, quanto per il trombettista. La st oria della Tankio Band racconta di collaborazioni ben scelte, dell'intenzione di    affrontare repertori importanti e distanti tra loro. Una visione peculiare e il lavoro certosino fatto dal collettivo seguendo la filosofia e la curiosità di Riccardo Fassi connettono la firma stilistica della band con la storia degli organici ampi del passato, ne filtrano i  riferimenti attraverso una analisi sempre attenta e definiscono con decisione il carattere originale della formazione. Fabio Morgera, dal canto suo, ha vissuto a lungo a New York e, come è facile immaginare, ha maturato negli anni, grazie alle sue intenzioni personali e alle collaborazioni, uno stile personale capace di tenere insieme tensioni ritmiche, radici italiane e nervature afroamericane, l'attenzione alla pagina scritta e alla melodia. Nei suoi lavori, ha sempre puntato a dare una lettura stratificata dell'attualità, una l ettura che non coinvolge solamente gli aspetti musicali e, quindi, anche questo nuovo disco si pone in modo coerente con la visione complessiva del trombettista.

Esce il nuovo album di Cettina Donato "Persistency-The New York Project"
Esce il 10 marzo per AlfaMusic il quarto disco registrato a New York della compositrice, pianista e direttore d'orchestra Cettina Donato, presentato con un tour in Italia e all'estero. Di origine siciliana, da anni divide la sua carriera tra Stati Uniti e Europa. L'intero ricavato dalla vendita dei dischi sarà devoluto alla costruzione della Residenza "VillagGioVanna" in provincia di Messina: un progetto di accoglienza da lei ideato e fortemente voluto. "Puoi raggiungere qualsiasi obiettivo tu abbia programmato ma ci vuole azione, persistenza e la capacità di guardare in faccia le tue paure. Questo è il motivo per cui ho chiamato il mio nuovo progetto "Persistency" (perseveranza) perché niente è impossibile e non abbiamo alcun limite. Noi stessi siamo il nostro limite. Dobbiamo soltanto credere un po’ di più in noi stessi. Mi auguro che le musiche di questo album siano di vostro gradimento perché sono state realizzate con amore e con il cuore." Cettina Donato. Registrato lo scorso settembre a Brooklyn, e presentato live in anteprima al Blue Note di New York, il disco nasce dal successo di precedenti collaborazioni di Cettina Donato con il grande batterista Eliot Zigmund, con il sassofonista Matt Garrison e il contrabbassista Curtis Ostle. Composto da otto tracce, questo nuovo lavoro ospita sette brani originali concepiti come grandi omaggi agli artisti più amati da Cettina Donato: George Gershwin, Thelonious Monk e Herbie Hancock - che più volte ha incoraggiato personalmente la stessa Cettina allo sviluppo della sua vena creativa - anche se a livello compositivo talvolta si discosta dalla tipica forma della jazz song. Valorizzato è comunque il senso della semplicità e della cantabilità, da sempre peculiarità della sua visione musicale. La tracklist ospita anche il brano "Lawns" di Carla Bley, con un mood che rispecchia musicalmente l'andamento dell'intero disco. Il tour di presentazione del disco prevede date in Europa e Stati Uniti, con un calendario in continuo aggiornamento e con diversi musicisti ad avvicendarsi nella formazione trio e quartetto, tra cui Eliot Zigmund, Matt Garrison e Curtis Ostle per le date negli USA, Marton Juhasz, Matyas Hofecker, Vito di Modugno, Francesco Ciniglio, Luca Fattorini, Mimmo Campanale, Riccardo Fioravanti, Stefano Bagnoli, Nino Pellegrini e Vladimiro Carboni per le date in Europa. Il primo concerto avverrà in piano solo a Budapest il 13 marzo alla Sala Giuseppe Verdi per l'Istituto Italiano di Cultura, mentre il 15 marzo Cettina sarà a Praga nello storico Reduta Jazz Club in trio con Marton Juhasz alla batteria e Matyas Hofecker al contrabbasso, sempre per un evento in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura.  Il 30 aprile vi sarà il primo live in Italia alla Casa del Jazz di Roma, in occasione dell'International Jazz Day UNESCO. Il 6 maggio Cettina sarà al The Club di Viareggio, il 26 maggio a Foggia, il 27 ad Andria e il 28 a Valenzano, mentre il 23, 24 e 25 giugno sarà a Feltre protagonista di una residenza artistica al Jazzit Fest. Il 29 agosto tornerà negli Stati Uniti per un concerto a Kendall Square, Cambridge, e il 18 settembre a Boston per il Sounds of Italy Festival. Cettina ha deciso di devolvere tutto il ricavato della vendita dei dischi ad un progetto da lei fortemente voluto: la costruzione della Residenza “VillagGioVanna”, in provincia di Messina, destinata ad ospitare in maniera permanente bambini, ragazzi e adulti affetti da autismo e che non hanno il sostegno della propria famiglia. Il progetto comprende anche un grande spazio destinato alle attività musicali con uno studio dotato di strumenti, dischi, una sala cinema, un terreno che ospiterà animali domestici per la Pet Therapy ed anche una piscina. Previsto il supporto di medici, assistenti, infermieri, operatori. Cettina Donato da sempre divide la sua carriera tra Stati Uniti e Italia, luoghi nevralgici dove, tra jazz e classica, ha sviluppato un intenso percorso artistico, dalla composizione e direzione per orchestra, alla conduzione di formazioni come trio e quartetto, al piano solo, collaborando con molti artisti noti della scena internazionale. Il JAZZIT Award 2015 ne riconosce i meriti annoverandola nella classifica dei migliori arrangiatori italiani. Un patrimonio di conoscenze ed espressività che in Italia diffonde anche attraverso una intensa attività didattica nei conservatori di Messina, Alessandria e Livorno.
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XYQuartet – Orbite
“È una bella cosa riscoprire la meraviglia - disse il filosofo. - L’astronautica ci ha fatto tornare tutti bambini.” Ray Bradbury
“È tutta colpa della Luna, quando si avvicina troppo alla Terra fa impazzire tutti.” William Shakespeare
“L’universo è fatto di storie, non di atomi.” Muriel Rukesyer

Orbite è il terzo album di XYQuartet, in uscita il 12 aprile 2017 per nusica.org. La data di uscita non è casuale: il 12 aprile del 1961, infatti, il cosmonauta Yuri Gagarin fu il primo uomo ad entrare in orbita attorno alla Terra, e per celebrare questo evento l’Unesco nel 2011 ha istituito la Giornata internazionale del volo dell’uomo nello spazio. Se nel precedente album XY il tema dello spazio e della sua esplorazione era già presente in alcuni brani, il nuovo disco, come un vero e proprio concept album, si sviluppa attraverso otto composizioni originali dedicate a quegli uomini e donne che hanno per primi esplorato lo spazio con le proprie storie epiche, drammatiche o addirittura tragiche e controverse. Fazzini e Fedrigo, bandleader e fondatori del gruppo, nati negli anni settanta hanno vissuto la suggestione dei voli spaziali di quegli anni di pionieri e hanno ritrasferito nella loro musica quelle immagini lontane che hanno assunto un’aura di un vero e proprio mito postmoderno. Musicalmente si tratta di un passo importante per la maturazione del linguaggio di questo gruppo che spazia tra jazz e ricerca con fluidità e leggerezza, elaborando il materiale musicale in modo mai banale, ricomponendo codici differenti in modo omogeneo: dal jazz alla contemporanea, dal prog al postminimalismo, dal pop alle ultime influenze newyorkesi. Questo è l’undicesimo cd prodotto dall’associazione Culturale nusica.org, diretta dagli stessi Fedrigo e Fazzini, attiva nella promozione della cultura musicale sul web, sposando la filosofia dell’open content, con partiture, video e musica liberamente fruibili online, e della diffusione nel territorio attraverso rassegne, concerti e laboratori.  XY Quartet è una band veneta con alle spalle ormai un percorso di tutto rispetto: sei anni di attività, più di cinquanta concerti in Italia e all’estero, due dischi e riconoscimenti importanti di critica e pubblico.
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L'Orchestra Jazz Parthenopea di Pino Jodice e Giuliana Soscia 
presenta 
MEGARIDE feat. Paolo Fresu

Disponibile nei negozi e in tutti i digital store da venerdì 31 marzo l'album live estratto dal meraviglioso concerto tenuto lo scorso 22 giugno 2016 presso il vulcano Solfatara a Pozzuoli, in occasione del Pozzuoli Jazz Festival. L'Orchestra Jazz Parthenopea nasce nel cuore flegreo della Napoli creativa e vulcanica da un'idea di Pino Jodice e Giuliana Soscia e raccoglie 20 straordinari musicisti provenienti dal Sud Italia. Uno dei rarissimi casi di orchestra ad avere due direttori e forse l'unico a offrire al pubblico una visione maschile e femminile di composizione, arrangiamento e direzione. Per quanto possa trovare un riferimento nella possente orchestra di Stan Kenton, si aggiunge l'utilizzo di strumenti meno usuali, dalla fisarmonica di Giuliana Soscia ai tamburi etnici e uso del canto del percussionista Giovanni Imparato, al basso tuba, ampliando così la gamma timbrica, offrendo sonorità capaci di far ben coesistere tradizione e innovazione attraverso percorsi di sperimentazione e contaminazione. Il progetto Megaride, ispirato all'isolotto luogo di nascita dell'antica Parthenope, vuole esprimere Napoli come centro culturale del Mediterraneo, crocevia oggi come in passato d’incontri meravigliosi e artisticamente insuperabili in cui il jazz rappresenta una realtà importante e consolidata. Desiderio di valorizzazione dei musicisti locali e di rinascita del Mediterraneo attraverso la musica capace di favorire l'interscambio culturale e di abbattere, oggi più che mai, ogni muro. Il percorso musicale (oltre 75 minuti nell'album) prevede composizioni originali e arrangiamenti per orchestra di Pino Jodice e Giuliana Soscia in cui la scrittura variegata e la ricerca timbrica sono gli ingredienti principali, celebrati in questo concerto anche dalla presenza dell'ospite d'eccezione Paolo Fresu, forse il musicista jazz italiano più seguito in tutto il mondo. Grandi mescolanze fra tradizione americana e colori etnico-folcloristici, dalla composizione di Jodice "Feste popolari in Sardegna" alla "Lu Scottis" della Soscia. Anche influenze della musica classica facilmente percepibili fra le note di Giuliana Soscia nel brano "Sonata per luna crescente". Fra gli arrangiamenti di Pino Jodice, oltre alla composizione "Inno alla vita" scritta da Paolo Fresu per il figlio ed un’inedita versione per orchestra jazz di "Volcano for Hire" dei Weather Report, non manca un omaggio al grande Pino Daniele con la versione jazzistica di "Chi tene 'o mare" che riceve il Riconoscimento di Eccellenza Certificata dalla Fondazione "Pino Daniele Trust Onlus". I musicisti coinvolti sono: Pino Jodice (direzione, composizioni, arrangiamenti e pianoforte), Giuliana Soscia (direzione, composizioni, arrangiamenti e fisarmonica), Paolo Fresu (composizione, tromba, flicorno e live-electronic), Giovanni Imparato (percussioni e voce), Domenico Guastafierro (flauto), Enzo Amazio (chitarra), Alexandre Cerdà Belda (tuba), Luciano Bellico, Claudio Cardito, Gianluca Vigliar, Valerio Virzo, Nicola Rando (sassofoni), Gianfranco Campagnoli, Lorenzo Federici, Fabio Renzullo, Pino Melfi, Umberto Paudice (trombe), Alessandro Tedesco, Francesco Izzo, Pasquale Mosca, Michelangelo Grisi (tromboni), Marco De Tilla (basso elettrico e contrabbasso), Pietro Iodice (batteria). Pino Jodice e Giuliana Soscia, entrambi con un lungo percorso alle spalle, sono accomunati da una stessa visione della musica e della composizione. Uniti nell'arte e nella vita dal 2007 con il "Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet” (e Duet) hanno pubblicato otto album e riscosso consensi di critica e pubblico in tutto il mondo con un'incredibile attività concertistica. Pino Jodice è pianista, pluripremiato compositore ed arrangiatore e direttore con esperienza in alcune delle più importanti orchestre jazz al mondo. Giuliana Soscia è considerata dalla critica una delle migliori fisarmoniciste jazz d'Italia oltre ad essere talentosa pianista, compositrice e direttrice d'orchestra.
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ELEPHANT CLAPS
Uscirà venerdì 14 aprile 2017 il disco d’esordio, omonimo, di Elephant Claps.

Nove tracce dal sapore afro-funk-jazz per il debutto discografico di questo sorprendente sestetto vocale in cui un beatboxer e un basso naturale fanno da traino alle sperimentazioni armoniche di un soprano, un mezzo soprano, un contralto ed un tenore. Orecchie progettate per catturare melodie, zampe che marcano multigroove e una proboscide polifonica: sono le caratteristiche che rendono unico Elephant Claps, sorprendente progetto musicale che fa il suo esordio discografico con un album, omonimo, in uscita il 14 aprile 2017. Sei i volti che cavalcano questo curioso pachiderma e che si affidano esclusivamente alle loro voci, senza necessità alcuna di altri strumenti, per comporre e proporre la propria musica. La sfida è dimostrare come aria, pressione e corde vocali siano più che sufficienti per disegnare un universo colorato di suoni afro-funk-jazz. Un soprano, un mezzo soprano, un contralto, un tenore, un basso e un beatboxer sono dunque gli unici ingredienti di un gruppo a cappella che non si limita ad armonizzare melodie ma si comporta come se fosse una vera e propria band. C’è il timbro jazz di Mila Trani e Serena Ferrara, regine di loop station e improvvisazione vocale. C’è la voce calda di Naima Faraò, soul woman del gruppo. C’è Gian Marco Trevisan, che posa la sua fidata chitarra per stupire come tenore. C’è il groove di André Michel Arraiz Rivas, la beatbox che fa marciare il pachiderma. E poi c’è Matteo Rossetti, basso naturale con un’estensione vocale da gigante qual è. “Tutti noi passiamo diverso tempo a giocare con la voce e a sperimentarne le potenzialità come se vivessimo in una fase infinita di lallazione”, spiegano i protagonisti di Elephant Claps, immersi ancora oggi in quel processo di sviluppo e di sperimentazione del linguaggio che proviamo tutti da bambini ma che poi accantoniamo col passare degli anni. Loro no, perché Elephant Claps sa che la voce è il più grande strumento musicale che esiste, oltre che un gioco meraviglioso. “I nostri pezzi nascono spesso da un’idea ritmica, o da una frase senza senso, e prendono forma dopo lunghe improvvisazioni e infinite risate. In fase compositiva abbiamo imparato ad ascoltarci, a comunicare e a creare un nostro sound. Quando improvvisiamo incolliamo le nostre voci, sappiamo anticipare quello che farà l’altro e ci inseriamo laddove manca qualcosa, per creare equilibrio”. L'ultima canzone del disco, Warm up, testimonia esattamente quel che accade quando Elephant Claps improvvisa: la traccia non è un brano vero e proprio ma un momento di riscaldamento della band registrato in presa diretta. “Ci piaceva l'idea di condividere il nostro processo creativo. Mentre cantavamo non sapevamo cosa sarebbe successo ma siamo arrivati a una conclusione con un senso”. Un approccio che la band propone spesso anche dal vivo, quando improvvisa seguendo il flusso delle emozioni e gli impulsi che arrivano dal pub.
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Homemade: sonorità dal basso volano oltreoceano

Homemade è un album. Ma prima di tutto è un progetto collettivo originale che nasce da un’idea della Label e società di produzione indipendente romana M.I.L.K. (Minds In a Lovely Karma). E approda, pronti via, sul mercato jazz internazionale con una campagna fino a fine aprile su DownBeat.com, una delle vetrine più importanti del settore. Prendi 23 band, una villa trasformata in studio di registrazione e un’ora di registrazione live a disposizione. Ecco che ne viene fuori un disco: Homemade. Un lavoro a più voci, ognuna con uno stile e un sound personale, un’iniziativa nata da basso in occasione del Jazzit Fest 2016, dove musicisti, cultori, etichette e tecnici si sono ritrovati in uno stesso posto, e hanno creato un’occasione di unione e di crescita. Visto il successo dell’iniziativa, si è pensato di andare oltre, di mirare ad un progetto più ambizioso. Delle 23 band che hanno partecipato ne sono state selezionate 10, che hanno deciso di partecipare ad una coproduzione innovativa ideata da Milk. Il progetto era quello di realizzare un album di dieci brani eseguiti da dieci esemble diverse, ognuno con solo un’ora di studio a disposizione. Gli artisti che hanno preso parte alla produzione sono: Anna Luglio Duo, Strade, Paolo Innarella Classic Flute, Simona Parrinello Trio, Small House, Ilaria Capalbo & Stefano Falcone, Sergio Di Gennaro 3io, Maloo, Duologues, Satoyama e Filippo Cosentino. Per l’anno 2016 Milk ha organizzato, come nei due anni precedenti, una residenza creativa, uno studio mobile nella casa di un abitante di Cumiana, sede del festival. Un progetto innovativo che si è trasformato nel corso degli anni fino ad approdare ad Homemade, questo album che esce unicamente all’estero. Gli artisti hanno diviso i costi e hanno acquistato un banner sulla homepage del sito Down Beat che rimanda direttamente al sito creato da Milk, in cui vi sono informazioni, fotografie e ascolti di tutti gli artisti coinvolti mezzo per far conoscere le band al pubblico internazionale. Un modo inedito per presentare e realizzare idee che possano permettere di dare spazio all’arte in tempi difficili. Make Art (is) Possible.

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FABRIZIO BOSSO QUARTET
Il nuovo album live “STATE OF THE ART” in uscita il 7 aprile
“State Of The Art” è il nuovo doppio album live di Fabrizio Bosso, in uscita venerdì 7 aprile 2017 in 2CD, digitale e dal 5 maggio in 2LP per la Warner Music.

Registrato dal vivo durante i concerti di Roma, Tokyo e Verona, State Of The Art di Fabrizio Bosso è un’istantanea fedele di una fase tra le più felici nella carriera del trombettista, che ha voluto fissare su un album alcuni momenti memorabili del tour dell’anno scorso con il suo quartetto. Tour che non è mai terminato ma che continua ancora oggi con numerose date in Italia e all’estero. Dopo l’uscita del disco, il Fabrizio Bosso 4et sarà in concerto ad aprile il 12 al Blue Note di Milano, il 13 al Teatro Sociale di Camogli (GE), il 14 al Moro Club di Salerno con ospite d’eccezione Enrico Rava, il 15 al Jazz Club il Torrione di Ferrara, il 22 al Teatro Il Piccolo di Castiglione Cosentino (CS), il 26 al Monk di Roma, il 27 al Teatro Stignani di Imola per Crossroads con Enrico Rava nuovamente come ospite d’eccezione, il 28 all’Autostadt di Wolfsburg per il Festival Moviementos in Germania, mentre a maggio il 18 al Bravo Caffè di Bologna e il  19 all’Officina72 di Agropoli (SA). Questo doppio album vuole anche rappresentare il passaggio a una nuova fase della carriera di Bosso: Quando ho deciso di mettere in piedi questo quartetto, non l’ho fatto pensando a un disco. Avevo piuttosto voglia di ascoltare la mia musica suonata da altri musicisti, con un’energia e un “colore” che fossero diversi, freschi. Questo è il suono del mio presente – afferma Fabrizio - e loro sono, oltre che degli amici, anche i musicisti che mi appagano di più sul palco perché capaci di tirare fuori il suono che ho in testa. Con loro, il mio grande lusso è che potrei permettermi di non suonare e la musica funzionerebbe ugualmente. Nelle dieci tracce di questo doppio album si ravvisa, oltre al noto talento per l’improvvisazione, anche una cifra compositiva sempre riconoscibile (Rumba For Kampei, Mapa, Black Spirit, Dizzy’s Blues, Minor Mood) e, soprattutto, è palpabile la caratura di Bosso in qualità di leader, in grado di trascinare il gruppo e, nello stesso tempo, lasciare tutto lo spazio necessario per esprimere le singole personalità. Quest’attitudine di Bosso si riscontra fin dalla scelta dei brani proposti, nei quali figura anche Goodness Gracious, a firma di Julian Oliver Mazzariello e già presente nell’album “Tandem”, che qui trova spazio accanto alle composizioni originali del trombettista e agli standard. Tra questi, spicca una toccante The Nearness Of You di Hoagy Carmichael, brano nel quale il pianismo di Mazzariello si mette in luce con grazia, in un intreccio colmo di lirismo con la tromba di Bosso.  Prezioso, in ogni traccia dell’album, è il tempismo degli interventi alla batteria di Angelucci, la cui tecnica precisa e priva di sbavature è sempre messa al servizio dell’idea del solista. Questa alchimia, l’intesa tra Bosso e i suoi musicisti, è il segreto di questo quartetto, la caratteristica che accomuna ogni traccia di State Of The Art. Accanto ai fedelissimi e già citati Julian Oliver Mazzariello al piano e Nicola Angelucci alla batteria, troviamo poi un avvicendamento al contrabbasso, con la presenza del giovane Jacopo Ferrazza che sostituisce (in 8 delle 10 tracce dell’album) Luca Alemanno, storico contrabbassista del quartetto di Bosso, da qualche mese di stanza a Los Angeles alla corte del prestigioso Monk Institute dove, unico italiano nella storia della scuola, è stato ammesso dopo una dura selezione. Ferrazza, nonostante la giovane età, è un musicista molto attento, nel cui stile si fondono già sensibilità e preparazione che lo portano sempre a suonare i bassi più importanti. Una musica che ha il potere di rinnovarsi costantemente. I brani originali si vestono di una luce diversa, inedita; gli standard si personalizzano, arricchendosi di nuove sfumature. Ogni brano racconta una storia diversa, la temperatura di quella serata, il calore di quel pubblico, le latitudini diverse. Tutti questi elementi fanno di State Of The Art un album che riesce da un lato, a fissare il suono di quello che è Fabrizio Bosso oggi, dopo oltre venti album incisi come leader, collaborazioni eccellenti e diversi tour in giro per il mondo. Dall’altro, ha la capacità di restituire all’ascolto tutta l’urgenza di un album interamente registrato dal vivo, con tutta la tridimensionalità dell’esperienza live.
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Un colto ed emozionante viaggio nel pianoforte: Almendra Music pubblica disco e partiture del compositore e pianista siciliano milanese d'adozione, tra meditazione sul suono, complessità risolta, rimandi a Bill Evans e Ligeti ed 'elettronica fatta a mano' 
Cycles: la visione nel suono di Marcello Bonanno

MARCELLO BONANNO
Cycles 
13 tracce | 62.33  
Almendra Music (AM0028) 
Distr. The Orchard | BandCamp e Digitale (iTunes, Spotify, Amazon, etc) 

Venerdì 31 marzo 2017 Almendra Music pubblica Cycles, il nuovo lavoro di Marcello Bonanno. Un nuovo 'piano solo album' dalla sempre più affermata label palermitana, che ancora una volta si conferma più laboratorio musicale che semplice etichetta discografica, attenta com'è a mettere a frutto le differenze tra i suoi musicisti in una proposta forte e coerente per i tempi d'oggi, una musica in grado di conciliare radici, emozioni, tecnica individuale e sperimentazione. Dopo le sapienti tessiture di Giovanni Di Giandomenico tra piano preparato ed elettronica, l'eleganza 'modern-classical' di Valentina Casesa, le antiche memorie mediterranee del pianoforte di Marco Betta ricreate dall'elettronica di Naiupoche e Di Giandomenico, Cycles di Bonanno offre un ulteriore punto di vista sugli 88 tasti: quello di una scrittura ricca, magmatica, densa di riferimenti extramusicali, informata da emozionanti meditazioni sul suono, dalle sue connotazioni fisiche alla sua dimensione simbolica, e che risolve il virtuosismo pianistico e compositivo in una sorprendente e mai banale semplicità d'ascolto. « Un suono solo, unico, centrale, si materializzava granitico in una verticalità incommensurabile. Una sorta di obelisco dai profili ellittici, sempre in movimento ed impossibili da percepire nella loro finitezza...». Sono le prime battute di un racconto che Marcello Bonanno ha scritto e inserito all'interno di Cycles, una sorta di allegoria sulla visione sonora che ha ispirato la genesi dell'opera; un fenomeno sinestetico in cui immagine e suono, percezione e composizione, si intrecciano in un gioco di connessioni artistiche e personaliche tornano a nutrire la musica stessa, in una ciclicità che fa da chiave di lettura - e di ascolto - dell'operazione. Compositore e pianista nato in Sicilia ma milanese d'adozione, Marcello Bonanno si è formato a Palermo, dove si è diplomato col massimo dei voti in Pianoforte, Composizione e Direzione d'Orchestra, e ha poi proseguito gli studi a Milano con Bruno Canino e presso l'Accademia del Teatro alla Scala. Camerista di vasta esperienza nei più vari repertori, collaboratore d'elezione di strumentisti da prestigiose orchestre europee, Bonanno si è dedicato anche all'improvvisazione radicale, lo si è visto nei circuiti europei in progetti di world music o al piano in jazz band concertata con orchestra sinfonica. Figura di riferimento per Almendra Music fin dagli esordi della factory (ricordiamo le sue Variationes super Ave Maris Stella per il violoncello di Giovanni Sollima in Sonate di Terra e di Mare), Bonanno nella sua musica porta a una evoluta sintesi scuole, stili e approdi dalle avanguardie del Novecento europeo – con una certa attenzione allo spettralismo e al post-minimal – e rimandi all'armonia e al fraseggio jazz. Cycles consegna all'ascoltatore il tesoro di queste esperienze pianistiche e compositive, in 13 brani per pianoforte solo che usano tutte le risorse dello strumento e della scrittura pianistica, per condurre l'ascoltatore in un viaggio emozionante e visionario: gli armonici sulla cordiera, l'utilizzo del terzo pedale per le risonanze, il “jeu perlé”, il voicing degli accompagnamenti, gli accordi percussivi, la ricerca costante della risonanza, le produzioni sonore in “pianissimo” a martelletto ravvicinato utilizzando il “doppio scappamento”, e così via. A farla da padrone nella scrittura dei brani di Cycles sono gli “ostinati”, nelle loro diverse forme e generazioni: dalla ripetizione di marca minimalista alla “machinerie” di Ligeti o agli automi meccanici di Conlon Nancarrow, fino alle estasi del suono, di matrice orientale, ereditate dalla lezione “massimalista” di Hans Otte. In alcuni brani sono caratteristiche una densa polifonia e poliritmia, realizzate innestando i processi tipici della musica di consumo ma condotti allo loro più estreme conseguenze, fino a provocare emozionanti cortocircuiti di pensiero.  È il caso di Cycle I e Cycle III, pezzi in cui la composizione a tracce sovrapposte e reiterate, tipica dell'elettronica dance e delle derive più commerciali del minimalismo, è indagata fino a innescare una riflessione sul rapporto uomo-macchina oggi. Bonanno la chiama "elettronica fatta a mano", partendo proprio da un utilizzo “scorretto” e disobbediente di programmi popolarissimi come Garage Band: «Invece di obbedire alle filosofie obbligate su cui sono costruiti i software per far musica col computer (da quelli più noti come Garage Band o Audacity, ai più importanti di uso professionale come Cubase, Protools, Logic o Ableton Live), ho cominciato a usarli come se fossero un musicista in carne e ossa, che reagisce a quello che suono, immettendo cellule musicali semplici e quindi trascrivendo, e poi sviluppando, la risposta che il programma genera coi suoi processi automatici. Il tutto, però, dandomi una regola precisa: che fosse tutto eseguibile in maniera canonica su un normale pianoforte, senza alcun ricorso a sovraincisioni o effetti elettronici, e tutto scritto in notazione classica su uno spartito».   Ognuno dei 13 brani di Cycles racchiude lo sguardo ampio, l'orizzonte culturale, la visione arguta e sensibile dell'autore, che affronta la scrittura contemplando elementi filosofici, scientifici, spirituali, nutrendola e vivificandola. Ma un lavoro del genere, pur pensoso e stratificato, ha un suo attento, rispettoso e sincero obiettivo comunicativo: «Credo che l'attenzione alla fruibilità sia uno dei grandi pregi del patrimonio culturale italiano, di cui andare fieri senza ottundimenti esterofili. Mi vengono in mente, di primo acchito, i nomi di Dante Alighieri o di Giacomo Puccini. Spesso purtroppo si sente parlare di “linguaggio musicale” riferendosi però alla sola "scorza sonora", assimilando il concetto al solo "stile". Non fermiamoci, non incartiamoci sul voler sentenziare su segno e/o simbolo, altrimenti non arriveremo mai a riconoscere che la musica comunichi qualcosa. La musica è un linguaggio per concetti, non per oggetti. È affermazione, negazione, corsa, stasi, affanno, solitudine, imposizione, violenza, garbo, dubbio, apertura, chiusura, ostinazione, tensione, ossessione, respiro, domanda, afflato, sinergia, convivenza, filiazione, proliferazione e milioni di cose ancora». Cycles esce in cd, download e streaming su tutte le piattaforme digitali (distr. The Orchard), a partire da Bandcamp, portale prediletto da Almendra perché consente e favorisce il rapporto diretto tra musicisti e ascoltatori, per una musica a kilometro zero. Spia dell'attenzione della label siciliana alla musica e all'ascolto senza finzioni, più che ai divismi sia indie che mainstream, è la contemporanea pubblicazione del libro con le partiture dei 13 brani, insolita nel panorama della musica d'oggi: «Mi stimola il fatto che, proprio con Cycles, sta partendo parallelamente anche il progetto di editoria a stampa, e questo perché Almendra ha ritenuto importante “far vedere” al pubblico le partiture di questo lavoro, perché ritiene che sia importante presentarne pubblicamente anche l'aspetto progettuale», dichiara Bonanno. Le prossime release Almendra, dodicesima e tredicesima tra le quindici in calendario dal settembre 2016 fino al maggio 2017, usciranno martedì 11 aprile e martedì 18 aprile: la prima è FSK, secondo album del quartetto palermitano Forsqueak, tra art-rock, post/psych, math- e jazz-rock, portato a termine grazie a una campagna di crowdfunding su MusicRaiser, e la successiva è l'atteso Sulla Quarta, seconda tappa del progetto di sei album attorno alle Suite di J.S.Bach del violoncellista e compositore Alessio Pianelli.