Suoni: Le Novità

Le novità discografiche segnalate da Blogfoolk...

FELMAY
le novità 


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Dulce Pontes, la regina della world music, torna con "Peregrinaçåo", il nuovo disco in uscita il 10 marzo

“Peregrinaçåo” è il nuovo doppio disco di Dulce Pontes, cantante, polistrumentista, compositrice, arrangiatrice e produttrice portoghese, in uscita il prossimo 10 marzo per Edel Italy. Nota per aver perpetuato la memoria del fado, la musica popolare portoghese, ha negli anni collaborato con artisti del calibro di Ennio Morricone, Caetano Veloso, Andrea Bocelli e molti altri. Il suo stile musicale fonde le sonorità del fado con quelle più moderne del pop e del folk, dando nuova vita alla musica tradizionale del suo paese, diventando negli anni uno dei punti di riferimento della world music in tutto il mondo. Oltre che dai suoni tipici della penisola iberica, Dulce Pontes attinge anche da quelli arabi, africani, brasiliani e bulgari e canta, oltre che in portoghese, anche in spagnolo, galiziano, mirandese, italiano, inglese e greco. La sua hit “Canção do mar” è stata inserita nella colonna sonora del film hollywoodiano del '97 “Schegge di Paura”. Uno degli ultimi album, "Focus", è il frutto della collaborazione con il musicista premio oscar alla carriera nel 2007 Ennio Morricone, e una sua reinterpretazione del tema di “C'era una volta il West”, dal titolo “Your Love”, è stata scelta dall'Enel a partire dal 2010 per i suoi spot istituzionali. Nel 2007 canta il brano “La Luz Prodigiosa” contenuta nell'album “We All Love Ennio Morricone”. Nel 2009 festeggia i vent'anni di carriera pubblicando un album doppio dal titolo “Momentos” che contiene alcuni importanti esibizioni dal vivo e alcuni brani inediti. Torna oggi con un disco che narra del bisogno dell'essere umano di intraprendere un viaggio, una ricerca, un pellegrinaggio appunto, fuori dalla confusione del mondo moderno, per ricollegarsi con le sue emozioni. Nel primo disco “Nudez” Dulce Pontes suona piano e percussioni accompagnata a volte dall’orchestra e canta poesie in fado in portoghese. Il suo viaggio cambia linguaggio in “Puertos de Abrigo” il secondo disco, prevalentemente in spagnolo: un mix di flamenco e tango, con forti radici argentine. Anche i luoghi di registrazione rappresentano il pellegrinaggio emotivo della Pontes: Bragança, che si trova nella regione a nord est di Tras-os-Montes, in Portogallo è l’epicentro della sua vita.  Lo studio della sua casa chiamato “Catacumbas” e un altro nella capitale spagnola Madrid, sono diventati il suo rifugio creativo. I monolocali Namouche di Lisbona e il mitico ION di Buenos Aires hanno reso poi questo pellegrinaggio di Pontes un’esperienza unica, come tutto ciò che viene fatto con la verità.
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DiaDuit - Aquiloni (Rox Records 2017)


Gioiosi ritmi irlandesi che si fondono con melodie dal sapore tradizionale per ballare danze francesi e cantare canzoni in italiano. Ecco Aquiloni, il secondo lavoro dei Dia Duit (il "ciao" detto in lingua gaelica che nasconde una benedizione), quattro giovani musicisti e compositori che vengono dal veneto
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Raffaele Bruno e Delirio Creativo
“Fragili anime guerriere”

Si chiama “Fragili anime guerriere” il disco d’esordio dell’attore e regista Raffaele Bruno ed esce il 7 maggio per l’etichetta napoletana, Graf. Dopo l’esperienza con il gruppo musicale, Rete co’mar, Raffaele ritorna con un nuovo progetto insieme alla sua compagnia teatrale, Delirio creativo. Compagnia che lavora nelle carceri, nelle comunità di recupero per tossicodipendenti e nei centri per il disagio psichico. Quella del Delirio creativo è “una musica di dolore e speranza assieme. Forse solo a Napoli la puoi suonare così forte”, così ne scrive Stefano Benni, con cui Raffaele Bruno ha collaborato. Grazie alla produzione artistica di Massimo De Vita l’album fonde parti recitate, musica popolare dalle atmosfere sudamericane e influenze balcaniche, con la grande canzone d’autore italiana. La forza del teatro e l’immediatezza della musica, per amplificare le voci di chi la voce non l’ha mai avuta. Barboni, matti e detenuti sono le ombre e i fantasmi che popolano l’universo del Delirio creativo. “Scognamiglio”, la canzone che anticipa l’uscita dell’album racconta di un clochard a cui è rimasto solo il vino. Parole di sangue cantate dal cantautore napoletano Giglio, ospite del brano. Tantissimi le collaborazioni del disco tra cui parte della new wave napoletana: il cantante de La Maschera, Roberto Colella, ‘o Rom, Claudio Gnut, Isole Minori Settime, Gatos do Mar, Fede‘n’Marlen, la cantante della Rete co’mar, Silvia Romano, Maurizio Capone e la storica voce della N.C.C.P., Gianni Lamagna, nel brano dedicato alle quattro giornate di Napoli. Incontri e narrazioni, che si sovrappongono e si rincorrono in un flusso di musica teatrale o di teatro musicale, per un disco che sa da che parte stare e cioè dalla parte degli ultimi. Delirio creativo sono: Raffaele Bruno: autore dei testi e voce narrante; Enzo Colursi: voce e piano; Federica Palo voce recitante; Daniele De Vita: chitarre; Luigi Castiello: contrabasso; Santolo Rea: percussioni; Vincenzo Maddaluno: fiati. Special guest: Marco Salvatore: batteria e percussioni, Giuseppe Maddaluno: clarinetto, Michelangelo Bencivenga: chitarre e Igor Caiazza (zildjian artist): batteria e percussioni
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LU GIUSTACOFANE: IL NUOVO VIDEO DEL CANZONIERE GRECANICO SALENTINO
DALL’ULTIMO ALBUM “CANZONIERE” IN USCITA IL 27 OTTOBRE
DALLA XYLELLA ALLA TAP, UN INVITO A NON ARRENDERSI


La copertina del nuovo "Canzoniere": "Coca cola, 2015", realizzata dal collettivo artistico Casa a Mare

Siamo abituati a cambiare velocemente: oggetti e cose, quando si rovinano. Situazioni e affetti, quando diventano difficili e ci feriscono. Eppure, qualcuno ancora crede nel valore della cura e ci incoraggia a resistere, a non arrenderci. Questo l’invito de “Lu Giustacofane”, video del primo singolo di “Canzoniere”, l’ultimo album del Canzoniere Grecanico Salentino (CGS), tra i più importanti e riconosciuti gruppi di world music, in uscita il 27 ottobre su etichetta Ponderosa. Il CGS, dal 2007 guidato da Mauro Durante, ci regala una clip - diretta dal duo registico AcquaSintetica - onirica e surreale dedicata a “Lu giustacofane”, colui che passava di paese in paese per riparare gli oggetti danneggiati. Un incoraggiamento a continuare a lottare. “Non c’è ferita che non può sanare”: incita il testo. Protagonisti del video sono gli ulivi e i rugosi volti degli anziani, perché c’è un legame profondo tra questi alberi secolari che ricoprono la Puglia e la sua gente. Insieme diventano un totem, simbolo vivente della nostra storia e cultura. Quando tutto questo viene attaccato con violenza e arroganza, a vantaggio di spregiudicate speculazioni economiche - come la questione Xylella che continua a sterminare gli ulivi, o quella del TAP (Gasdotto Trans-Adriatico) che vuole approdare sulle coste del Salento - la risposta non può essere diversa da quella di resistere, uniti a difesa del nostro patrimonio. A 42 anni di distanza dalla fondazione dello storico gruppo, il nuovo disco - registrato tra Lecce e New York - ha un anima cosmopolita perfettamente rappresentata dalla metafora visiva della copertina (“COCA-COLA, 2015”) realizzata dal collettivo artistico Casa a Mare. Nella bottiglia di Coca Cola, simbolo del “contenitore” mondo, si riversa una salsa di pomodoro unica, senza tempo, profondamente contemporanea e glocal, proprio come la musica del CGS. Guarda il video di "Lu Giustacofane": https://www.youtube.com/watch?v=vbltaDJ9w2A. Il CGS è composto da Mauro Durante (voce, tamburi a cornice, violino), Alessia Tondo (voce, percussioni), Silvia Perrone (danza), Giulio Bianco (zampogna, armonica, flauti e fiati popolari, basso), Massimiliano Morabito (organetto), Emanuele Licci (voce, chitarra, bouzouki), Giancarlo Paglialunga (voce, tamburrieddhu). AcquaSintetica è un duo registico nato nel 2011, composto da Gianvito Cofano e Alberto Mocellin. Ha collaborato con band di diverso genere musicale (Moustache Prawn, Plof, Inude, Leland did it, La Municipal, UNA, Midi Hands, IoHoSempreVoglia, ecc), sperimentando tecniche visive e narrative, ma conservando sempre l’impronta surreale che lo contraddistingue.
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HASA – MAZZOTTA
IL 13 OTTOBRE ESCE IL NUOVO DISCO “NOVILUNIO”
Già disponibile in pre-order su iTunes
con l’instant gratification di “AUX SOUVENIRS”

“NOVILUNIO” è il titolo del secondo album del violoncellista albanese REDI HASA e della cantante salentina MARIA MAZZOTTA, in uscita il 13 ottobre per Ponderosa Music Records. L’album è già disponibile in pre-order su iTunes, con l’instant gratification del brano inedito “Aux Souvenirs”. Da venerdì 29 settembre, inoltre, con il pre-order sarà disponibile anche una seconda traccia estratta dal disco, “25 Trecce”. I due artisti, che dal 2010 reinventano le tradizioni musicali delle loro terre d’origine, l’Albania di Redi Hasa e il Salento di Maria Mazzotta, traggono ispirazione l’uno dall’altra nella perfetta fusione tra il suono sontuoso, lirico e introspettivo del violoncellista che Ludovico Einaudi vuole sempre con sé e che Robert Plant ha chiamato a suonare nel suo ultimo disco, e l’interpretazione luminosa e taumaturgica di una delle cantanti protagoniste del Rinascimento salentino, ex-voce del Canzoniere Grecanico Salentino. «Novilunio è l'inizio di un nuovo capitolo – raccontano gli artisti –  il tentativo di cimentarci nella scrittura e creazione di un nostro linguaggio musicale. Per la realizzazione di questo progetto abbiamo collaborato con grandi musicisti che ci hanno permesso di aprire lo sguardo verso nuove culture e sonoritá, come Bijan Chemirani (bendir, daf, zarb, cymbals) dall'Iran e Mehdi Nassouli (guembri, karkabs, bendir, tarr, voce) dal Marocco. Questo disco è il risultato del nostro sodalizio, nel rispetto delle radici e allo stesso tempo creativo e sperimentale, un’unione simbolica tra l’archetipo della notte e quello della luce». “NOVILUNIO”, prodotto da Alberto Fabris e registrato dal genio fonico di Tim Oliver negli studi della Real World di Londra, presenta otto canzoni inedite, un brano della tradizione albanese e uno di quella italiana. Dalla collaborazione tra il violoncellista albanese REDI HASA e la cantante salentina MARIA MAZZOTTA nasce nel 2010 il duo “HASA-MAZZOTTA”, progetto di ricerca che lega le potenti note del violoncello di Redi alla leggerezza della voce di Maria, permettendo a entrambi gli artisti di esprimersi totalmente, come musicisti, compositori e arrangiatori. Nel 2014 i due pubblicano “Ura”, disco d’esordio che porta alla luce i legami possibili tra i repertori che navigano attraverso l’Adriatico unendo i Balcani e i Carpazi con le regioni del Sud dell’Italia. Fondamenta del repertorio del progetto sono le storie delle rispettive terre d’origine, delle genti della Vecchia Europa e dei migranti di ogni tempo e luogo, che Maria e Redi interpretano e ripropongono secondo il proprio sentire. Sapori, profumi, luci e ombre dell’esistenza umana vengono trasformati in suono che coinvolge e in storia che ammalia, o più semplicemente in emozione. Sperimentazione e improvvisazione sono strumenti dosati con saggezza per sentire l’appartenenza di un brano e imprimervi la propria personalità.
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28 Ottobre 2017 esce Cuttuni e lamé Trame streuse di una canta storie
album d'esordio della cantante siciliana Eleonora Bordonaro

A partire dal 28 Ottobre 2017 sarà disponibile su tutte le piattaforme Cuttuni e lamé. Trame streuse di una cantastorie,  primo disco firmato da Eleonora Bordonaro (autrice anche di alcuni brani) e realizzato a quattro mani con il polistrumentista e compositore Puccio Castrogiovanni. L'album - anticipato dall'uscita del singolo "Cuttuni e lamé" - è prodotto dall'etichetta romana Finisterre e distribuito da Felmay, e vanta la collaborazione di alcuni dei musicisti siciliani più rappresentativi: da Alfio Antico allo storico gruppo de I Lautari, dal talento jazz del pianista Seby Burgio alla capacità compositiva del cantautore Mario Incudine. "Streuse vuol dire bizzarre, originali. Canta storie perché vengo da Paternò che in Sicilia è il paese dei cantastorie, quelli che, con la chitarra e il cartellone, andavano in giro per le piazze e il tetto dell'auto era il loro palco". Il disco, interamente cantato in siciliano e inciso in Sicilia, comprende tredici brani, in parte tradizionali e in parte originali. L’universo femminile e gli affetti, ad esso legati, sono il filo conduttore di questo lavoro, raccontati attraverso uno sguardo che dal generale si  fa più vicino, intimo, personale. E una terra - la Sicilia - sempre a fare da sfondo. Canti tradizionali o ispirati alla tradizione che raccontano pregiudizi, vizi diffusi, peculiarità, dubbi e sogni delle donne siciliane. Poi il campo si restringe e le tante donne diventano una sola che osserva, vola di fantasia, canta. Ecco allora la musicalità delle lingue: il siciliano, antichissimo lemma necessario per esprimere ogni sfumatura dell’emozione, e il gallo-italico di San Fratello (provincia di Messina), fusione di dialetti del nord Italia e del sud della Francia. L’intera sceneggiatura si svolge attraverso i tredici brani che compongono l'album come i quadri di una abile canta storie che - accompagnata da strumenti tradizionali - riempie il suono di sfumature blues, manouche, latine e di mille trame originali, antiche, streuse (bizzarre, originali). 
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EUGENAIO BENNATO
“DA CHE SUD È SUD”
in uscita il 20 ottobre

Da oggi, venerdì 6 ottobre, è in radio “NO LOGIC SONG”, il singolo di EUGENIO BENNATO estratto dal nuovo disco di inediti “DA CHE SUD È SUD” (FoxBand), in uscita il 20 ottobre. «Ritmo di taranta – così Eugenio Bennato commenta il brano– testo semplice e leggero sulla dimensione irrazionale e inesplicabile dell’amore e della creazione artistica». Il disco “Da che Sud è Sud” è composto da 12 brani, quasi pagine di un diario di viaggio in giro per il mondo, dall’America del Sud e del Nord all’Africa dei tamburi e delle carovane della disperazione e della speranza, al Mediterraneo degli scambi e delle barriere, all’Estremo Oriente del mistero e delle leggende. Ogni brano ha una sua storia e una sua identità, ma tutti sono accomunati dalla presenza, accanto alla voce di Eugenio Bennato, di una voce che fa risuonare la musicalità di una lingua diversa, dal francese all’inglese, dallo spagnolo al brasiliano, ma anche dall’arabo, con una forte valenza ritmica ed evocativa dei movimenti del presente. Eugenio Bennato (Napoli, 1948) è musicista, ricercatore di musica popolare, interprete, cantautore e autore di musica per cinema e teatro. Nel 1969 fonda con Carlo D’Angiò la Nuova Compagnia di Canto Popolare, il primo e più importante gruppo di ricerca etnica e revival della musica popolare dell'Italia del Sud, che ben presto diviene punto di riferimento per i giovani musicisti rock degli anni ’70 che erano alla ricerca delle proprie radici, aprendo nuove prospettive sulle possibilità di sviluppo della musica del nostro background e sulla musica del Mediterraneo. La Nuova Compagnia di Canto Popolare, con la direzione musicale di Roberto De Simone, viene scoperta da Eduardo De Filippo che, nel 1972, la presenta a Spoleto al Festival dei Due Mondi di Romolo Valli e Giancarlo Menotti. In quegli anni, con la produzione artistica di Renato Marengo, la Nuova Compagnia di Canto Popolare si impone tra i gruppi di maggior successo. Nel 1976 Eugenio lascia la NCCP e passa alla composizione di nuovi brani nel progetto Musicanova in cui oltre a Carlo D'Angiò sono presenti Tony Esposito, Gigi De Rienzo, Bob Fix e la giovane Teresa De Sio scoperta da Eugenio. Eugenio Bennato realizza così numerosi LP di successo fra cui "Brigante se more" (1979), contenente brani sul brigantaggio meridionale, e la celebre omonima ballata ancora oggi estremamente popolare anche tra il pubblico giovanile che l'ha proclamata vero inno del sud. Nel suo libro "Ninco Nanco deve morire" (Rubettino 2013) Eugenio racconta la genesi e la straordinaria storia di questa canzone traendo spunto per parlare della storia negata della resistenza del sud all'invasione dei Savoia e ponendo nuovamente la Questione Meridionale al centro dell’attenzione, con nuove analisi e valutazioni storiche. Parallelamente svolge una intensa attività di autore di colonne sonore per cinema, teatro e balletto classico. Nel 1998 fonda il movimento "Taranta Power" che parte con un concerto al mitico centro sociale Leoncavallo di Milano dove sono presenti intorno ad Eugenio tutti i grandi maestri della musica di Taranta. L'evento dà l'avvio ad uno straordinario rinnovato interesse del pubblico giovanile per i ritmi tradizionali e propone nuove strade di creatività artistica e segna una frattura con il passato modo d’intendere la musica popolare in Italia, a partire dal Womad di Peter Gabriel in Australia (2001), la sua nuova musica lo porta quindi a tenere concerti in tutti i continenti. Nel 2002 pubblica "Che il mediterraneo sia" che sdogana le sonorità extracomunitarie presenti in Italia. Il brano diventa sigla del programma " Shukran " e successivamente " Linea Blu " dove ancora oggi viene trasmessa settimanalmente. Nel 2006 realizza "Napoli Mediterranea" di Pietra Montecorvino, che verrà scelta come voce protagonista del film "Passione" di Joe Turturro, pubblicato con successo in America e Italia. Nel 2008 partecipa al Festival di Sanremo dove il brano "Grande Sud" propone per la prima volta alla grande platea nazional-popolare gli strumenti ed i ritmi della musica rituale del sud. Nel 2011 esce "Questione Meridionale", che ritorna sul tema della storia negata e propone ritratti di uomini-contro che escono dal l'anonimato e diventano famosi, prima fra tutti il capobrigante Ninco Nanco. Nel 2017 Eugenio è impegnato in numerosi concerti in tutta Italia tra i quali a febbraio, lo spettacolo ‘Canzoni di contrabbando’, sold out all’Auditorium di Roma Parco della Musica.

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CHRISTIAN RAVAGLIOLI
‘IL RESPIRO DELLA MIA GENTE’
(Casadei Sonora)

Dalla Romagna la nuova world music italiana dai Canti delle Mondine a Secondo Casadei, sino a la Habanera interpretata da un artista che suonato con Robyn Hitchcock, Vinicio Capossela e David Hidalgo dei Los Lobos. “Il RESPIRO DELLA MIA GENTE” è un tuffo contemporaneo nelle melodie della mia infanzia, ora presenti più che mai in una piacevole corrente di ritorno. Questa raccolta vuole ripercorrere un periodo molto importante per il folclore Romagnolo, che coincide con il mio approdo alla musica e al caratteristico suono della fisarmonica. L’album si regge sulle composizioni della musica Romagnola, da “Zaclèn” a Secondo Casadei, dalle opere di Olindo Guerrini alle Cante delle Mondine, dagli Stornelli Spalliciani e Cante da Balera, alle Danze (Bergamaschi e Salterelli), fino alla Paloma di Sebastiàn de Iradier, la famosa Habanera adottata dal nostro folclore. Poi alcune incursioni, quasi estranee, prese dai costumi popolari di regioni confinati l’Emilia-Romagna, per poi concludere l’intera suite con alcuni miei brani originali. Queste parole di Christian Ravaglioli bastano per raccontare un album originale e coraggioso, affidato alle note inquiete e evocative della sola fisarmonica: “il respiro della mia gente” è un viaggio a tratti malinconico a tratti dionisiaco, ma mai revivalistico, nelle radici, nelle tradizioni che, attraverso il lavoro di questo musicista diventano cosa viva, riportando l’ascoltatore a un tempo quello della festa, della cultura contadina che rivive nei ricordi, Suggestioni che diventano canzoni, per narrare, come dice lui stesso, l’ ‘Amore per questo colorito “suono della terra” dove sono nato e vivo, di cui ho appreso consapevolezza e comprensione lentamente e profondamente. Protagonista del disco, la melodia elaborata dalla fisarmonica, che restituisce all’ascoltare un oceano senza fine di sensazioni che non hanno bisogno della voce, del testo, per immergerci in una ‘Romagnia Mia’ per la quale il musicista ha una devozione che riesce a sedurre sin dai primi solchi. ‘Il respiro della mia gente’ è un disco di puro amore per ‘Il Suono della Terra’ Christian Ravaglioli è un musicista eclettico che non consce i confini tra musica colta e popolare. Tra le collaborazioni e incisioni degli ultimi anni: David Riondino, Trilok Gurtu, Michael Marcus, Vinicio Capossela, Gianluca Petrella, Jovanotti, Sonny Simmons, Howe Gelb, Hector Luis Moreno, John De Leo, Marianne Dissard, Massimo Ottoni, Anna Oxa, Marc Ribot, David Hidalgo, Jim Keltner, John Convertino (Calexico), Fabrizio Bosso, Dan Stuart (Green on Red), Robyn Hitchcock, Jon Jost (regista), Calexico, Roberto Gatto. In modo diagonale e personale, suona il piano rhodes, sintetizzatore, organo hammond, fisarmonica e, sempre della famiglia degli oboi, il corno inglese e il Duduk (oboe antico). ‘Il respiro della mia gente’ è pubblicato da Casadei Sonora che, dopo il disco di Extraliscio, continua a presentare gli artisti più rappresentativi della nuova scena ‘world’ che la sue radici in Romagna. Se è vero che ognuno di noi ha un suo vissuto, “il respiro della mia gente” è una memoria comune, come l’odore del pane. Ed è così, che ogni momento musicale mi porta lontano e mi fa sobbalzare l’anima quando capisco che “Tutto è Romagna Mia”
Riccarda Casadei
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ROY PACI & ARETUSKA
OGGI ESCE IL NUOVO DISCO DI INEDITI “VALELAPENA”
IN RADIO IL NUOVO SINGOLO “REVOLUTION”
Online il video al seguente link: https://youtu.be/bP4rSkuZQHI

Esce oggi, venerdì 29 settembre, “VALELAPENA”, l’atteso nuovo disco di inediti di ROY PACI & ARETUSKA, (Etnagigante/Artist First), anticipato in radio dai singoli “TIRA” e “REVOLUTION”, brano il cui video è online da oggi al seguente link: https://youtu.be/bP4rSkuZQHI. “VALELAPENA” (Etnagigante/Artist First) è un album di grande svolta, rinnovato nei suoni, che mantiene alta la tensione tra musica e parole e che rivela un ROY PACI più maturo, sia nello sperimentare nuovi modi di usare la voce, sia nel rinnovare il suono di una band che nasce fortemente radicata negli anni Novanta e che non ha mai smesso di evolversi musicalmente. «Un disco che parla di mondi diversi che pur si somigliano, di oceani che sembrano dividere e invece uniscono, perché conoscere l’altro significa non averne paura – afferma ROY PACI – Un disco nel quale trovano spazio le storie personali, la gratitudine nei confronti del proprio vissuto, con la consapevolezza di un approccio maturo che fa riflettere sulla vita e su come nonostante tutto ci si possa sempre trovare ad affermare che sì, “Valelapena”». “VALELAPENA” è un album corale, nato dalla collaborazione nei Posada Negro Studios di Lecce con molti dei musicisti Aretuska - in primis con il chitarrista John Lui  e con la voce Moreno “Emenél” Turi -  e con altri compagni di viaggio, tra cui Daniele Silvestri, autore di due brani (Tira e No Stop), Deuce Eclipse (Bang Data), ospite in Destino Sudamerica, Ivan Nicolas, talentuoso cantante irlandese autore del testo di “Medicine Man”, Dub FX, autore di una strofa del brano “Ipocrita” - ispirato allo stile di Primo Brown, indimenticabile voce dei CorVeleno, e ancora Davide Rossi con i suoi archi inconfondibili in “Medicine Man”,“Valelapena” e “Augusta”. L’album si avvale del sapiente lavoro del produttore spagnolo DANI CASTELAR (Paolo Nutini, The Waterboys, Snow Patrol, REM, Bloc Party, Michael Jackson). Questa la tracklist di “VALELAPENA”: “Makué”, “Tira”, “Destino Sudamerica”, “No Stop”, “Revolution”, “Ipocrita”, “Medicine Man”, “Beautiful Like The Sunshine”, “Valelapena” e “Augusta”. Dopo il sound accattivante ed energico del primo singolo, “TIRA” (disponibile in tutti gli store digitali e le piattaforme streaming), in “REVOLUTION” il concetto di importanza delle azioni collettive si fa sostanza musicale e prende corpo in un ritornello corale che rimanda al canto tribale. “Un inno di rivoluzione cosciente” secondo Moreno “Emenél” Turi, autore del testo. Musicalmente, il brano è figlio di una lettura in chiave moderna della Makossa camerunense, con un sound rinnovato, a cui Roy Paci abbina una sezione fiati ispirata dal suono delle Wedding Band di Jaipur, con un tipo di arrangiamento che ha potuto apprezzare durante un suo viaggio in India. Al seguente link è online il video di “Tira”: www.youtube.com/watch?v=kdVcjCK1mso. Nato nel 1997, dalla mente vulcanica di Roy Paci, il progetto Aretuska inizia a muovere i suoi passi con un repertorio strumentale composto da cover di gruppi storici della scena ska e rocksteady, affiancate ai più conosciuti standard jazz. È del 2001 il loro primo album “Baciamo le mani” che pone le basi per un sound che la band esporterà in tutta Italia e nel resto del mondo, e vede Roy Paci per la prima volta ricoprire il ruolo di crooner.  Un potente mix di rocksteady, ska, soul, funk e melodie mediterranee, che in venti anni di attività e sei album, arriva a toccare le vette di “SuoNoGlobal” - l’album dal quale è stato estratto il singolo “Toda Joia Toda Beleza” con la partecipazione di Manu Chao - riuscendo a non perdere mai di vista la tradizione, senza rinunciare a un continuo rinnovamento. Roy Paci & Aretuska vantano un’intensa attività live che non conosce confini e che negli anni porta la band a esibirsi con successo su piazze internazionali e palchi importantissimi come il Womad Reading Festival, il Sziget Festival in Ungheria e il Blue Frog Festival di Mumbay. Sono protagonisti anche di svariate partecipazioni a programmi televisivi, da Stasera pago io (Fiorello - Rai1) a Markette (Piero Chiambretti - La7). Nel 2006 entrano come band ufficiale nel cast della trasmissione "Zelig", in onda su Canale 5, di cui Roy Paci è anche direttore musicale. I brani "Viva La Vida", “Toda Joia Toda Beleza” e "Defendemos La Alegria" saranno la sigla dei tre anni di partecipazione al programma. Dal 2011 al 2014, la band continua a calcare i palchi delle piazze italiane e dei festival europei, il sound viene rinnovato e impreziosito grazie all'introduzione dell'elettronica, a consolidare la potenza sempre espressa durante i live. Pochissimi gruppi italiani possono vantare tour così articolati e capillari e performance che riscuotono, non solo negli aficionados, sempre grandi entusiasmi.

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OGNI GOCCIA: IN DISTRIBUZIONE IL NUOVO 
LAVORO DISCOGRAFICO DEL PROGETTO ADRIA


Il disco della formazione salentina composta da Claudio Prima, Emanuele Coluccia, Rachele Andrioli e Francesco Pellizzari è disponibile in download e in streaming sui principali store digitali e in vendita sul sito adriatik.it. È da pochi giorni in distribuzione nei principali store digitali e in vendita sul sito adriatik.it, Ogni goccia, nuovo progetto discografico degli Adria. La formazione salentina nasce dall’idea di Claudio Prima ed Emanuele Coluccia, già collaboratori in numerosi progetti di indagine sulle musiche cosiddette ‘di confine’ (BandAdriatica, Tukrè, Giovane Orchestra del Salento) e autori della colonna sonora di Versoterra – a chi viene dal mare, progetto teatrale dell’attore, autore e regista Mario Perrotta. Al loro fianco Rachele Andrioli, una delle voci più belle del panorama salentino, e Francesco Pellizzari, batterista di grande talento, già protagonista, con il progetto Bija, di numerosi riconoscimenti nazionali. Il lavoro discografico autoprodotto - che arriva a oltre sei anni di distanza dal precendete Penelope - contiene undici tracce frutto di un nuovo percorso creativo all’interno della tradizione "d'autore" riscritta con piglio moderno da Claudio Prima. Fra i brani, principalmente inediti, anche le dediche a Mia Martini, Chico Buarque (Valsinha), Hermeto Pascoal (Garrote) e un brano tradizionale salentino rivisitato (Quantu me pari beddha te luntanu). “Riscrivere la tradizione con i piedi nell’acqua, a volto scoperto. Farsi scompigliare le idee e restituire forma e lezione al mare, pazienza e distacco, sale e fortuna”, sottolinea Claudio Prima. “Le canzoni di Adria nascono con il piglio curioso di chi non è stanco di mettersi in cammino, con mani attente. Le dita inumidite che indicano la rotta. Sono canzoni che hanno imparato il trucco del marinaio, mescola ardita di riso e pianto. L’organetto si fa bandiera delle tradizioni di tutti i venti, aria spinta a forza, che geme e germina. La voce di Rachele è la voce di tutte le donne del Sud. Col sax a cercare incessantemente un approdo e le percussioni a scandire il passo. Adria è musica nuova, intrigo d’Adriatico, nutrimento dell’attesa”.
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Nuevo Mundo
Il primo CD dei Saber Système


Sette ragazzi dai 18 ai 20 anni. Che suonano gli strumenti della tradizione musicale occitana. E li mescolano all'elettronica più contemporanea. Scrivendo canzoni in francese, spagnolo, occitano, italiano e dioulà, lingua della Costa d'Avorio che porta un'italianità nuova. Il dancefloor del passato che incontra quello dell'oggi, la piazza che diventa club e viceversa. Ma più di tutto una gran voglia di ballare, per rispondere con la naturalezza della danza e di radici fatte di legno e silicio ad ogni forma di xenofobia e discriminazione. Sono questo i Saber Système: una piccola grande anticipazione di futuro, una connessione fra culture, epoche e suggestioni musicali. All'insegna di un sound electro-occitano che alimenta le undici tracce di “Nuevo Mundo”, il disco d'esordio - in uscita il prossimo 20 ottobre - prodotto da Alex Rapa dei Gai Saber. Come testimonianza del tragitto compiuto durante i corsi dell’Associazione culturale occitana Gai Saber, che ha portato la band a sviluppare una propria visione artistica. Un debutto quantomai glocale quello del “sistema sapere”, nome che spiega meglio la contaminazione fra la coscienza delle proprie origini e il sound-system contemporaneo della formazione di Peveragno, provincia transfrontaliera di Cuneo. Le lingue si mescolano in nome della stessa origine neolatina, includono anche l'idioma africano dei nuovi italiani e diventano comprensibili a tutti ben oltre i confini, laddove la frontiera diventa risorsa e non ostacolo. I flauti, l'organetto diatonico, le voci popolari e il folk incontrano i beat sintetici del pop, la dance, la trap, il reggaeton e il coupé decalé ivoriano. Il risultato è un disco divertente, fresco, potente; una forma personalissima di world-electro-pop sull'onda lunga della nouvelle-vague elettronica francese e dei padri putativi Gai Saber. Un songwriting dove si incrociano le voci di Antonio Rapa e dell'ivoriana Fatima Camara, mentre il resto della band innesta cori e melodie popolari sul groove elettronico. E' un crocevia di influenze, quello di “Nuevo Mundo”, nel quale ogni identità musicale è riconoscibile e amalgamata con l'immediatezza e la vitalità tipica di chi ha vent'anni e va in avanscoperta del domani. I Saber Système raccontano di amori possibili e impossibili (“Mary”). Di insicurezze tipiche dell'età (“Ikayè”). Omaggiano la loro terra musicando un testo del poeta peveragnese Gino Giordanengo (“Il canto dei venti”). Raccontano l'immigrazione dei loro coetanei plasmando una personalissima forma di coupé decalé (il singolo “Saber décalé”). Ma descrivono anche le difficoltà dell'incontro fra culture diverse (“Sans peur”) per poi sigillare il disco con un brano sulla necessità di non mollare mai dinanzi alle difficoltà di chi arriva in Italia da straniero (“La révanche”). Chissà se il loro nuovo mondo sarà davvero quello del futuro prossimo. In ogni caso i Saber Système non attendono che si avveri, ma lottano con il sorriso per la fratellanza fra esseri umani. E costruiscono già oggi, canzone dopo canzone, la loro utopia. Quella di chi crede che sarà più bello e felice questo “Nuevo Mundo” se insieme gli andremo incontro ballando.
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Nuovo Canzoniere Partigiano
s/t 
(21/04/2017 -  Autoprodotto)

Il Nuovo Canzoniere Partigiano nasce da un lavoro di ricerca e attualizzazione dei canti della Resistenza italiana. Canti di lotta su nuovi percorsi sonori per ricordare, dopo più di 70 anni, uno dei momenti più importanti della storia del popolo italiano. Atmosfere che vanno dal post-rock al punk e al folk per dare una nuova vita canzoni che fanno parte del bagaglio culturale del paese. "Con queste canzoni vogliamo provare ad avvicinare i giovani di oggi ai coetanei di allora per salvaguardare un pensiero di giustizia e libertà, un germoglio di condivisione e impegno civile". Il disco, dal titolo omonimo, raccoglie sei canzoni, registrate in presa diretta da Maurizio Baggio a La Distilleria  durante lo scorso inverno. 5 canti tradizionali e una canzone inedita, "Marola", frutto del lavoro di ricerca del gruppo, che ha scovato un testo, originariamente un canto legato alla tradizione orale dell'alto vicentino e ne ha riscritto la musica (storicamente il testo veniva cantato sull'aria de Lo Spazzacamino). "Marola" racconta dell'eccidio ad opera dei soldati tedeschi avvenuto sulle colline tra i paesi di Zugliano e Chiuppano (Vi). Il Nuovo Canzoniere Partigiano è formato da Silva Cantele (Phill Reynolds, Miss Chain & The Broken Heels), Andrea Grigolato (Il Buio), Francesco Cattelan (Il Buio), Alberto Brunello (Hexn, Hartal!), Alberto Zordan (Il Buio) e Maurizio Baggio (produttore di band come The Soft Moon, Merchandise, Death Index, etc). Il disco sarà pubblicato in CD e digitale ed è già disponibile il preorder: https://nuovocanzonierepartigiano.bandcamp.com. È importante sottolineare che il ricavato del progetto (live, dischi) verrà destinato alla raccolta fondi per la ricostruzione di un ospedale nella regione curda di Rojava. A quest'indirizzo si possono reperire informazioni sul progetto e, ovviamente, contribuire: http://www.mezzalunarossakurdistan.org/un-ospedale-per-il-rojava/. La band pubblica oggi un primo estratto dal disco e si tratta proprio dell'inedita "Marola”.
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Materiali Sonori
Le novità

CARACAS (Valerio Corsani - Stefano Saletti) - GHOST TRACKS
Secondo lavoro per la band guidata da Valerio Corzani (Mau Mau, Gli Ex, Mazapegul) e Stafano Saletti (Banda Ikona, Cafe Loti, Novalia), che percorre le tracce del primo omonimo album. Una rivisitazione fertile dei suoi brani e qualche inedito. Mettere le voci su brani che erano usciti praticamente strumentali; affidare ogni brano ad un cantante diverso (l’idea iniziale era quella di affidare tutto al flow di rapper italiani, poi il gioco gli ha preso la mano e il parterre stilistico si è allargato parecchio…) per far sì che i brani prendessero un’altra veste, un altro profilo, un altro mood, insieme affine e diverso. Per questo “ghost tracks”… perché è come se questi brani con le voci addosso, aleggiassero già nelle pieghe più nascoste del primo album e ora si fossero rese esplicite per dare a quei brani una seconda giovinezza e perfino una nuova verginità espositiva. Un disco “pop” raffinato e piacevole, in cui il "tempo in levare" fa ancora la parte del leone... Le voci sono di MISTILLA. SABA ANGLANA. MOMO SAID. BADARA SECK. DANIELE SANZONE. LUCA MORINO. CANIO LO GUERCIO.
FIDO GUIDO. EUGENIO SALETTI. TRITHA SINHA. NANDO CITARELLA.

JUANA MOLINA - Halo
“Halo" è il settimo album della cantante argentina Juana Molina e continua il percorso sperimentale che ha cominciato anni fa. Segna un uleriore evoluzione della sua voce inconfondibile. Spinge ancora una volta la sua sconcertante, ipnotica musica e la sua più sconvolgente vocalità. Appartiene a una categoria rara: quella dei musicisti liberi, come Björk o Robert Wyatt. Juana è semplicemente libera e questo disco è un capolavoro. file under: pop / world music 

KASAI ALLSTARS, Around Felicité 
Musica dalla colonna sonora (e dintorni) del film “Félicité” diretto da Alain Gomis. Include un “bonus CD” con dieci remixes realizzati da Clap!Clap!, Daedelus, Africaine 808 e altri…

ETIZIA FUOCHI, Inchiostro 
Letizia Fuochi, dopo otto anni da interprete e autrice di teatro canzone, torna con un lavoro discografico di inediti pubblicato da Materiali Sonori. Inchiostro si presenta come uno sguardo nuovo, più consapevole, autoironico, appassionato, autobiografico: ogni canzone è una storia vissuta intensamente in un costante confronto con la realtà. Al suo fianco il chitarrista Francesco Frank Cusumano (Martinicca Boison, Hugolini, ecc.), con cui Letizia collabora dal 2011, autore degli arrangiamenti del progetto.
Prossime uscite 

MAURIZIO GERI, Perle d’Appennino 
ARTE’. Artè . CD Visage Music 
YASUALI SHIMIZU, Music For Commercial     
ZAZOU/BIKAYE/CY1, Noir et Blanc 
AKSAK MABOUL, Un Peu De L’Ame Des Bantis 
FAUNA TWIN, The Hydra EP 
KASAI ALLSTARS, Beware The Fetish  
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Uscita ½ Vivo ½ Postumo: gli uomini e le donne di Max Arduini
Max Arduini firma ½ Vivo ½ Postumo in uscita nei negozi, su ITunes e sui principali store digitali (release date 09 giugno) su etichetta Clapo Music (ediz. Marechiaro, distrib. Edel) con la collaborazione artistica di due personaggi storici della musica italiana come Renato Marengo e Claudio Poggi: nove tracce per raccontare gli uomini, le donne e gli umori di questo cantastorie di anime con la passione e l’ironia che gli sono proprie. Si va dalla poliedrica varietà dei fenomeni da baraccone de La varietà dei Nani alla dolorosa epopea degli indiani d’America di Sitting bull. O ai confini labili fra mondo reale e mondo dei fumetti in Fumetto di Pesce. Ci sono poi i tuffi nel marasma scomposto delle note da cui, miracolosamente, nascono canzoni (La bestia nel campo di note). Ma ci sono anche gli operai come Api che cambiano il mondo, ma nessuno lo sa. E poi il grande mito di Marco Pantani in Sul col Du Galibier. E il tempo un po’ sgangherato dei bilanci di Un sordo mormorio. O il viaggio nella memoria della propria stessa biografia, da Ravenna a Roma, con la sua valigia di note e di sogni in Dal ‘72. Quei sogni che, per ciascuno di noi, potrebbero diventare treni perduti o in perenne ritardo, come in Treni tremens. Ad accompagnare Max (piano e voce) in questa nuova avventura discografica i FuoriQuota: Valdimiro Buzi (mandolino, piano e tastiere e strumenti), Mario Damico (batteria), Alessandro Luci (basso) e Costantino Buzi (chitarre). Poliedrico e sanguigno, come l’ha definito qualcuno, Max Arduini è un cantautore nel senso più pieno della parola: un autore cioè che plasma parole a braccetto con i suoni e che utilizza il verbo come strumento per raccontare e per scolpire storie, personaggi e pensieri. Mettendo la passione in ogni verso e in ogni accordo. Ogni canzone di Arduini è un po’ come piccolo grande film: paesaggi e personaggi compaiono e attraversano l’ascolto, tracciando emozioni e pensieri. Ravennate d’origine, non a caso, Max si è formato nei circuiti underground del riminese e della Romagna, quella dei locali dove si fa musica la sera, delle fisarmoniche (il bisnonno suonava la fisarmonica), del mare e della nebbia fitta. Cascato su un palco quasi per caso alla fine degli anni ‘80, Max ha oramai alle spalle 30 anni di musica, di quella quotidiana, fatta di palchi e di locali. Fra gli artisti di The best of Demo 2010-11 è il primo classificato del Mei 2011 con La settima casa.
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FRANCESCO GUCCINI 
IL 3 NOVEMBRE ESCE “L’OSTARIA DELLE DAME”
RACCOLTA DI CONCERTI INEDITI REGISTRATI NEI PRIMI ANNI ‘80 NELLA MITICA OSTERIA BOLOGNESE 
Disponibile in due versioni: Cofanetto deluxe 6 CD con libro, Doppio CD con booklet
IN PRE-ORDER DA OGGI!

Il 3 novembre uscirà “L’OSTARIA DELLE DAME” (Universal Music), una raccolta di concerti di FRANCESCO GUCCINI mai pubblicati prima d’ora, registrati nei primi anni ’80 nell’osteria bolognese. Da oggi, venerdì 13 ottobre, “L’Ostaria delle Dame” è disponibile in pre-order al seguente link: https://udsc.lnk.to/guccinidame. “L’Ostaria delle Dame” è un progetto discografico che nasce dal ritrovamento dei nastri con le registrazioni di tre concerti acustici di Guccini all’Osteria delle Dame di Bologna, il locale fondato da Francesco assieme a Padre Michele Casali nel 1970. Un tassello della storia del cantautore che si aggiunge alla geografia gucciniana della Bologna degli anni ’70 e ’80. Il trasferimento diretto dai nastri magnetici ha mantenuto inalterata l’atmosfera dei concerti, che si svolgevano in modo del tutto informale in un ambiente goliardico e creativo tra le risate e gli applausi del pubblico e degli stessi protagonisti. Così gli ascoltatori potranno rivivere quell’irripetibile momento in modo genuino, grazie a parole e musica. Saranno disponibili due versioni della raccolta live “L’Ostaria delle Dame”: un cofanetto deluxe con 6 cd, con le registrazioni integrali dei tre concerti (del 1982, 1984 e 1985) e un libro di 80 pagine con foto, testimonianze dei protagonisti dell’epoca, la storia dell’osteria e un’introduzione di Francesco Guccini, e un’edizione in 2 cd con una selezione dei tre concerti e il booklet. Di seguito la tracklist dei 6 cd: Concerto del 23.01.1982 CD1: Intro, Canzone per un’amica, Intro, Canzone quasi d’amore, Intro, Osteria dei Poeti, Intro, Ti ricordi quei giorni, Intro, 100, Pennsylvania Ave., Intro, Incontro, Intro, Bologna, Intro e Gulliver. CD2: Bisanzio, Intro, Jacinto Chiclana *, Intro, I fichi, Intro, Venezia, Intro, Canzone di notte n.2, Intro e Un altro giorno è andato. Concerto del 14.01.1984 CD1: Intro, Canzone per un’amica, Intro, Autogrill, Intro, Argentina, Intro, Canzone delle osterie di fuori porta, Intro, Bologna, Venezia, Intro, Jacinto Chiclana *, Intro e Auschwitz. CD2: Intro, Il treno va, Canzone di notte, Bisanzio, Intro, Inutile, Intro, Canzone dei 12 mesi, Intro, Gli amici, Intro, Incontro e Il treno va (Bis). Concerto del 19.01.1985 CD1: Scirocco, Intro, Canzone per un’amica, Intro, Autogrill, Intro, Auschwitz, Intro, Argentina, Intro, Il vecchio e il bambino e Bisanzio. CD2: Intro, A Don Nicanor Paredes *, Intro, Il pensionato, Intro, I Fichi, Intro, Signora Bovary, Bologna, Venezia, Intro, Chacarera del 55 **,    Intro, Yo quiero un caballo negro, Canzone quasi d’amore, Intro, Un altro giorno è andato e Ringraziamenti. Il 13 settembre è uscito per Giunti Editore "Tempo da elfi", il nuovo romanzo giallo di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli.
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FABRIZIO DE ANDRÉ
ESCE L’1 SETTEMBRE ANIME SALVE - LEGACY EDITION
Il cofanetto è già disponibile in pre-order in cd e vinile e conterrà una doppia versione originale e live


L’1 settembre esce “ANIME SALVE - LEGACY EDITION” (Rca Records Label – Nuvole Production)! Il cofanetto, già disponibile in pre-order in cd e vinile (https://SMI.lnk.to/ANIMESALVELEGACYEDITION), conterrà una doppia versione, originale e live (tratta da “Anime salve. Il concerto 1997”), dell'ultimo disco di studio di FABRIZIO DE ANDRÉ. Queste le due versioni disponibili di “ANIME SALVE – LEGACY EDITION”: HARDOVERBOOK DVD SIZE VERSIONE CD 2CD Anime Salve + Anime Salve LIVE LIBRETTO 40 PAGINE con testo introduttivo di John Vignola. BOX VERSIONE LP Anime Salve in versione ORIGINALE in carta speciale Fedrigoni; Anime Salve LIVE; LIBRETTO 8 PAGINE FORMATO VINILE con testo introduttivo di John Vignola. Di seguito le tracklist: ANIME SALVE “Prinçesa”; “Khorakhané” (A forza di essere vento); “Anime salve”; “Dolcenera”; “Le acciughe fanno il pallone”; “Disamistade”; “'Â Cúmba”; “Ho visto Nina volare”; “Smisurata preghiera”. ANIME SALVE LIVE “Prinçesa”; “Khorakhané” (A forza di essere vento); “Anime salve”; Presentazione “Dolcenera”; “Dolcenera”; “Le acciughe fanno il pallone”; Presentazione “Disamistade”; “Disamistade”; “'Â Cúmba”; “Ho visto Nina volare”; Presentazione “Smisurata preghiera”; “Smisurata preghiera”. Intanto, è online il canale VEVO tutto dedicato a FABRIZIO DE ANDRÉ, dove verranno caricati tutti i video del celebre artista. Il canale è visibile al seguente link www.vevo.com/artist/fabrizio-de-andre. Sul canale attualmente sono presenti 25 video tratti da “Fabrizio De André in concerto”, live registrato al Teatro Brancaccio di Roma il 13 e 14 febbraio 1998; tra questi “Bocca di rosa”, “Crêuza de mä”, “Ho visto Nina volare” e “Via del campo”. L’obiettivo è di raccogliere sul canale VEVO l’intera produzione di De André, creando uno spazio online interamente dedicato a uno dei più grandi artisti italiani.
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Bobo Rondelli annuncia il nuovo album "Anime storte" in uscita a Ottobre 2017
A due anni di distanza dal celebrato "Come i Carnevali", seguito dal tributo a Piero Ciampi uscito lo scorso anno, il cantautore livornese Bobo Rondelli annuncia l'uscita del nuovo album in studio chiamato "Anime Storte", previsto per ottobre 2017 sulla label The Cage con distribuzione Sony Music. Rondelli continua a vivere la sua seconda giovinezza artistica e per comporre questo disco si fa ispirare dalla figura delle persone semplici dei giorni nostri, virtualmente ingolfati di amicizie social, ma realmente sempre più soli e alienati. Sarà proprio il singolo "Soli", nelle radio a settembre, ad anticipare l'intero lavoro, seguito da un bellissimo video di Tommy Antonini. La produzione e gli arrangiamenti sono affidati alle sapienti mani di Andrea Appino (Zen Circus), nel disco anche la partecipazione di Bocephus King e Francesco Pellegrini (Zen Circus). Bobo Rondelli sarà live da fine novembre con il nuovo tour curato da Locusta, questa la band che lo accompagnerà dal vivo: Fabio Marchiori, Simone Padovani, Stive Lunardi, Valerio Fantozzi e Matteo Pastorelli. Tutti gli aggiornamenti sul sito ufficiale (boborondelli.de/) e sul facebook ufficiale (www.facebook.com/BoboRondelliDE)
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PFM
DA OGGI IN RADIO “QUARTIERE GENERALE” PRIMO SINGOLO ESTRATTO DA “EMOTIONAL TATTOOS”
il nuovo album di inediti in uscita in tutto il mondo il 27 ottobre in due versioni differenti (una italiana e una inglese) la cover dell’album svelata in un murales a Milano
prosegue intanto il tour che porterà PFM in tutto il mondo

“QUARTIERE GENERALE” è il titolo del brano che segna l’atteso ritorno di PFM Premiata Forneria Marconi sulle scene musicali mondiali a 14 anni di distanza dall’ultimo disco di inediti. Il brano anticipa l’uscita dell’album “Emotional Tattoos” (il 27 ottobre per InsideOutMusic/Sony Music) che sarà pubblicato in contemporanea in due versioni differenti (una italiana e una inglese). “QUARTIERE GENERALE” sarà in rotazione radiofonica in Italia da oggi, mentre nel resto del mondo sarà in radio “CENTRAL DISCTRICT”, la versione inglese del singolo che, con un testo completamente differente, sottolinea una diversa sensibilità dei Paesi a cui si rivolge, evidenziando una distanza culturale che non è solo geografica, raccontando due facce della stessa medaglia. “Emotional Tattoos” si dimostra un album non solo al passo con i tempi, ma proiettato nel futuro fin dall’immagine di copertina (creata da Stefano e Mattia Bonora con la direzione artistica di ArtKademy, Concept Aereostella). «Sulla copertina si vede una fantastica nave spaziale guidata da Franz e Patrick, - commenta la band – una nave che ci porta in luoghi mai esplorati prima, accompagnando il pubblico nel nuovo mondo PFM, dove la musica non ha solo un'identità ma si evolve e abbraccia molti generi. “Emotional Tattoos” è un album che lascerà emozioni sulla pelle». Da oggi la cover sarà svelata anche in uno spettacolare murales realizzato a Milano (visibile sulla circonvallazione esterna dopo il ponte delle Milizie sullo svincolo per Viale Cassala). Prosegue intanto il tour che porterà PFM in tutto il mondo. Le prossime date saranno il 29 settembre a MODENA (Piazza Roma) e il 30 settembre a MONTESARCHIO (BN) per poi proseguire a TORINO (14 novembre), GENOVA (15 novembre) ROVERETO (23 novembre), ZOETERMEER in Olanda (25 novembre), PADOVA (1 dicembre), VARESE (2 dicembre). A gennaio la band sarà in Giappone tra TOKYO (9 e 10) e OSAKA (11 gennaio) e il 31 gennaio di nuovo in Italia a BOLOGNA (Teatro Duse). Poi sarà la volta di MILANO (2 marzo al Teatro dal Verme), ASSISI (11 marzo), NAPOLI (13 marzo al Teatro Augusteo) e ROMA (12 marzo al Teatro Olimpico), Dal 9 al 19 aprile PFM sarà in tour tra BRASILE, ARGENTINA e CHILE, poi in MESSICO (dal 25 aprile al 3 maggio) e ancora in USA (dal 4 al 9 maggio), per arrivare poi a LEGNANO (11 maggio). PFM Premiata Forneria Marconi è un gruppo musicale molto eclettico ed esuberante, con uno stile distintivo che combina la potenza espressiva della musica rock, progressive e classica in un'unica entità affascinante. Nata discograficamente nel 1971, la band ha guadagnato rapidamente un posto di rilievo sulla scena internazionale, entrando nel 1973 nella classifica di Billboard (per “Photos Of Ghosts”) e vincendo un disco d'oro in Giappone. Continua fino ad oggi a rappresentare un punto di riferimento. Recentemente PFM è stata premiata con la posizione n. 50 nella "Royal Rock Hall of Fame" di 100 artisti più importanti del mondo.

http://www.pfmworld.com
https://www.facebook.com/premiataforneriamarconiofficial/
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MASSIMO PRIVIERO 
Uscirà il 15 settembre il nuovo album ALL'ITALIA
Moletto/MPC/Self/Italy Digital Music


Un vero e proprio concept album che racconta, canta e suona il nostro Paese, rendendo omaggio alle storie di vita degli Italiani di ieri e di oggi. Il primo singolo estratto - LONDON - sarà in radio dal 1° settembre. È imminente il ritorno di Massimo Priviero, che questa volta dà forma e vita ad un progetto che sconfina l’ambito musicale per diventare contemporaneamente racconto e poesia . Il primo settembre 2017 verrà lanciato il primo estratto “London”, a seguire il 15 settembre sarà invece il turno della pubblicazione dell’album “All’Italia”. Un disco che parla di rinascita, di rinnovamento, di forza. Il 21 giugno prossimo (ore 19.00) Massimo Priviero sarà ospite per la rassegna “I MAGNIFICI 7 - 1967/1977”, ideata e curata da Enzo Gentile, presso il Teatro degli Arcimboldi di Milano, dove ci sarà anche un’anticipazione live dal nuovo album in "solo". Il 15 ottobre un grande concerto all'Alcatraz di Milano. Massimo Priviero in questo nuovo progetto fotografa storie scandite lungo la "nostra" strada comune dal Novecento fino ai giorni nostri. Un viaggio italiano vissuto fino in fondo, a volte con commozione ed altre con dolcezza, attraverso linguaggi ed approcci musicali diversi che tuttavia conservano una precisa ed uniforme sonorità acustica a sostegno di un’importante cifra letteraria. Si partirà da un pezzo d’Italia per dipanarsi in altri angoli di mondo o del nostro stesso paese e si conserverà sempre il tratto che accomuna tutte le storie che è nel nel grande amore verso gente sentita più cara proprio quando decide di mettere in gioco la propria esistenza. Cambiamento dunque. Con forza e con coraggio. Canzoni con dentro una speciale epica di fondo, che scavano tra ieri e oggi.
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Acqua Fragile  - “A New Chant”
Disponibile da oggi il nuovo album della storica formazione del progressive italiano, guidata dalla voce di Bernardo Lanzetti
Etichetta: Esoteric Recordings (UK) Distribuzione: Audioglobe

L'ultimo album risaliva al 1974, poi il cantante Bernardo Lanzetti iniziò la sua avventura musicale insieme alla Pfm. Oggi il gruppo Acqua Fragile, uno dei nomi più noti del rock progressivo italiano che ebbe un successo sorprendente in Giappone, torna con un nuovo disco. E' "A New Chant" uscito ufficialmente oggi in Inghilterra per l'etichetta britannica Esoteric e distribuito in Italia da Audioglobe. Insieme a Lanzetti ci sono due componenti originari del gruppo nato a Parma, Franz Dondi al basso e Piero Canavera alla batteria, oltre a tanti ospiti. Il progetto è nato dopo il concerto dei quarant'anni di carriera del cantante e con la proposta di Dondi di lavorare su nuovo materiale originale. "A New Chant" contiene otto tracce in inglese e italiano. Tra gli autori dei testi, anche Pete Sinfield (già componente dei primi King Crimson), che ha concesso l'adattamento musicale di una sua lirica.  Bernardo Lanzetti racconta: “Nel maggio 2013, in occasione del “VOX 40” (photo 400), concerto antologico-celebrativo dei miei 40 anni nella musica (il primissimo album di Acqua Fragile è del 1973) tutti e cinque i componenti originali della band si ritrovarono e due di loro, Piero Canavera e Franz Dondi addirittura si unirono agli archi dei Tango Spleen in una riproposta classico-acustica dei brani più significativi tratti da “Acqua Fragile” e “Mass Media Stars”. Oltre alle emozioni per i musicisti e il pubblico, strategico fu l’interscambio di progetti e propositi che portò a concretizzare quell’idea idea che il bassista Franz Dondi non aveva mai abbandonato: lavorare ad un terzo album di Acqua Fragile con pezzi nuovi ed originali. Decisi quindi di sviluppare tale idea come “Greater Acqua Fragile”, una formazione allargata con ospiti musicisti già collegati alla band, o al sottoscritto, da abbinare al “nocciolo duro”. Alcuni membri della formazione originale, come il vocalist Gino Campanini e il tastierista Maurizio Mori, si trovarono impossibilitati ad aderire al progetto. Tuttavia, il figlio di Maurizio, Alessandro Mori, giovane e talentuoso batterista già con Glenn Hughes e Bobby Kimball, ci fece capire che sarebbe stato onorato di essere ospite ai tamburi. Tra gli altri ospiti, si sono aggiunti quindi Alessandro Sgobbio al sintetizzatore, grande talento già con gli “Acqua Fragile Project” e Michelangelo Ferilli alla chitarra acustica. Alessandro Giallombardo invece si è espresso a tutto campo suonando chitarre, tastiere e impegnandosi nelle armonie vocali. Inoltre hanno preso parte al disco i Tango Spleen, con archi, contrabbasso e bandoneon. Ospite speciale, infine, è il batterista Jonathan Mover  (già con Joe Satriani e i GTR di Hackett e Howe). Ai testi in inglese ho coinvolto Andrea Anzaldi, già compagno di viaggio di Giallombardo e del sottoscritto, e assieme a lui Nick Clabburn, collaboratore di John Hackett nonché di Steve Hackett e Chris Squire. Ho avuto inoltre  la grande soddisfazione che Pete Sinfield abbia approvato la mia versione musicale di un suo testo poetico. Le registrazioni dell’album sono state effettuate principalmente presso l’Elfo Studio di Tavernago (PC), che alla fine ne ha firmato la produzione con il suo sound engineer Alberto Callegari. Registrazioni addizionali sono state ospitate da studi di Castiglione del Lago (PG) e della Costa del Sol in Spagna. Per la copertina dell’album, è stato recuperato un disegno originale di Alberto Baroni datato 1973, magistralmente utilizzato da Gigi Cavalli Cocchi per l’impianto grafico”. Claudio Fabi, già produttore dei primi due album di Acqua Fragile, nonché dei primi dischi della PFM, Chocolate Kings compreso, dopo un ascolto privato di “A New Chant” ha definito la raccolta delle composizioni, l’insieme dei messaggi musicali e delle sfumature sonore come un insieme “sinfonico”, nel senso più esteso del termine.”
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LE ORME
ESCE VENERDI’ 8 APRILE IL NUOVO ALBUM
“ClassicOrme”
Disponibile in pre-order sul sito www.leorme-officialfanclub.com

Dal 31 marzo il singolo inedito “SULLE ALI DI UN SOGNO”

Esce l’8 aprile il nuovo album de Le Orme dal titolo ClassicOrme, una rivisitazione in chiave classica di alcune delle loro più famose canzoni: Gioco di bimba, Una dolcezza nuova, La porta chiusa, Storia o Leggenda e altre ancora. Il disco contiene anche tre inediti, tra cui il singolo che anticipa l’uscita dell’album: Sulle Ali di un Sogno. La parte cantata è stata affidata alle splendide voci del tenore finlandese Eero Lasorla e della soprano italiana Marta Centurioni, grazie a una collaborazione con il Conservatorio S. Cecilia di Roma.  La parte strumentale è abilmente eseguita, insieme a Michi Dei Rossi, batteria, da un quintetto di archi,  due violini, viola, violoncello e contrabbasso, ed un pianista classico. Anche il famoso violinista brasiliano Marcus Viana ha prestato le sue magiche note in un pezzo dell’album: Preludio. Un disco in cui la musica classica - la parte iniziale e quella finale del disco, sono ispirate rispettivamente alla Ciaccona di J.S. Bach e al Va’ Pensiero di G. Verdi - si mescola alla melodia italiana e al rock sinfonico di uno dei più longevi gruppi del panorama italiano ed internazionale. ClassicOrme (LoveMusic/Self), esce in vari formati ed è disponibile in pre-order sul sito ufficiale (www.leorme-officialfanclub.com) e su quello del distributore Self (www.selfdistribuzione.it).

www.leorme-officialfanclub.com
www.facebook.com/leorme
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LUCA GEMMA
OGGI ESCE IL NUOVO ALBUM “LA FELICITÀ DI TUTTI”

A due anni di distanza dal suo ultimo lavoro in studio, il cantautore LUCA GEMMA torna con un nuovo album dal titolo “LA FELICITÀ DI TUTTI” (Adesiva discografica/Self). Da oggi, venerdì 29 settembre, il disco è disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming. È inoltre acquistabile l’edizione speciale in vinile blu, che comprende anche il CD e il poster autografato, al seguente link: www.self.it/ita/details.php?nb=8033959480403&tc=c. Prodotto e arrangiato da Paolo Iafelice e dallo stesso Luca Gemma, “LA FELICITÀ DI TUTTI” è un album che contiene 10 brani, 9 inediti scritti interamente dal cantautore più una versione originale di “Cajuina”, celebre brano dell’artista Caetano Veloso, rivisitata con un testo in lingua italiana di Luca Gemma e la voce di Ricardo Fischmann, cantante brasiliano dei Selton. Fra gli ospiti del disco anche Lele Battista al pianoforte e ai sintetizzatori. L’album di Luca Gemma si caratterizza per una sonorità che rivela un naturale mix di generi fra canzone d’autore, folk, rock, soul e R&B. Attraverso la sua voce, l’artista intona un inno alla vita e invoca il suo desiderio di vivere in un mondo migliore, da qui la copertina dell’album, ispirata a “Exile on Main St.” dei Rolling Stones del 1972, realizzata con un collage di foto che rappresentano un puzzle di tutti coloro che desiderano essere felici: fragole, fiori, cani, bambini, donne alate, illuminati, acrobati, signore di ogni età. Questa la tracklist dell’album: “La felicità di tutti”, “Un bacio in più”, “Cajuìna (esistere)”, “Always”, “Tra qualche miliardo di stagioni”, “Accade”, “Prima di parlare”, “Fragole e cielo”, “Finalmente nuoti”, “Futuro semplice”. «“La felicità di tutti” è un disco “old school”: molto ritmico, tutto suonato, con basso e batteria in evidenza, percussioni, trame di chitarre r&b e folk, fiati in sezione e sax solisti alla Maceo Parker, pianoforti elettrici e sintetizzatori vintage – spiega Luca Gemma, in merito al disco - Ha un titolo hippy. Forse perché lo slogan “Peace & Love” ha 50 anni e io anche. La felicità di tutti è un desiderio, un’utopia, un’ambizione, un’idea fricchettona. Significa saper guardare il mondo con gli occhi degli altri, mettersi nei panni degli altri e uscire dall’egoismo, dal tutti contro tutti quotidiano, dalla cattiveria che gira intorno. Vuol dire parlare di meno e ascoltare meglio. Essere gentili e considerarsi umani. Non lasciare cadaveri, metaforici e non, dietro di sé, nel lavoro e nella vita. Deporre l’ascia di guerra quotidiana: i bianchi contro tutti gli altri colori, i ricchi contro i poveri, i poveri contro i più poveri, i fedeli contro gli infedeli, gli uomini contro le donne, i grandi contro i bambini. E tutti contro la natura, gli animali e il pianeta, ridotto a una stupenda discarica». Luca Gemma è un cantautore e musicista nato a Ivrea (TO) di origini romane. Nel 1990 ha fondato, insieme a Pacifico, i Rossomaltese, nota band folk rock della scena indipendente, con cui ha pubblicato 2 album, “Santantonio” e “Mosche Libere”, con 350 concerti in Italia e Francia. L’artista è autore di brani per altri cantanti, sia pop che indipendenti (Fiorella Mannoia, Malika Ayane, Bobo Rondelli, Patrizia Laquidara, Cesare Malfatti, Marian Trapassi, Paola Donzella), per la tv (Fabio Volo per La7 e Mtv, Edmondo Berselli per Rai2), per la radio (Istituto Barlumen per Radio3Rai e Radio 24), per il cinema (Roberta Torre, Sud Side Stori) e per il teatro.  Negli anni ha collaborato come autore e cantante a diversi progetti: canzoni per bambini (Felici e Cantanti, Barlumen, Fabbri Editori con Ludovico Einaudi, Frankie Hi Nnrg Mc e molti altri), teatro canzone (Songs for Drella, Aldo Nove, 2013), canzoni, musica concreta e reading (Expedition con Steve Piccolo dei newyorkesi Lounge Lizards e Gak Sato, 2004, un disco e un lungo tour), la Musica dei Cieli (il Libro degli Angeli, 2009) e 2 album di canzoni tratte dalla trasmissione radiofonica di Barlumen per Radio3Rai, La Fabbrica di Polli, 2009. Dal 2004 al 2012 ha pubblicato 4 album: “Saluti da Venus” (2004), “Tecniche di Illuminazione” (2007), “Folkadelic” (2010) e “Supernaturale” (2012). Nel 2015 ha pubblicato “Blue Songs”, primo album in inglese che lo ha portato in tour in Australia, Italia e Francia con alcune date in Inghilterra e Lussemburgo, anche come opening act per Blonde Redhead, Archive, Paolo Nutini, Donavon Frankenreiter e Musica Nuda. Nel settembre del 2017 esce in Vinile e Cd il suo sesto lavoro in studio “La Felicità di Tutti”.

www.lucagemma.it
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CHRIS HILLMAN
"Bidin' My Time"

Chris Hillman, membro fondatore di Byrds, Flying Burrito Brothers, Manassas e Desert Rose Band, è ampiamente riconosciuto come una figura fondamentale del country rock e della musica popolare americana. “Bidin’ My Time” rappresenta il primo album in studio di Hillman da oltre un decennio ed è stato prodotto da Tom Petty nel suo studio nella California del Sud. I protagonisti e gli ospiti della registrazione sono: i co-fondatori dei Byrds David Crosby e Roger McGuinn; i membri della Desert Rose Band, Pedersen, John Jorgenson e Jay Dee Maness; Tom Petty e altri membri degli Heartbreakers come Mike Campbell, Steve Ferrone e Benmont Tench; Mark Fain, Josh Jové e Gabe Witcher. L'album si apre con una nuova registrazione del brano di Pete Seeger e del poeta Idel Davies “The Bells of Rhymney”, che i Byrds avevano registrato per il loro debutto, “Mr. Tambourine Man”. Un altro ricordo dei Byrds, “Here She Comes Again” è stato co-scritto da Hillman e McGuinn e finora è stato registrato solo su un album dal vivo in Australia. “She Does not Care About Time” è stata scritta dal Byrds co-fondatore Gene Clark, morto nel 1991, e Hillman ha deciso di recuperare questa canzone che forse non ha mai ottenuto l'attenzione che merita. L'album comprende anche riletture di “Walk Right Back” di Everly Brothers, di “Wildflowers” di Tom Petty e di “When I Get a Little Money” scritto da un amico di famiglia, Nathan Barrow. Gli originali di Hillman confermano che rimane un cantautore ispirato. Questo album ci regala l’immagine di un veterano della musica in splendida forma, che fa musica con i suoi vecchi amici per il puro piacere di farla.

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BUFORD POPE
Blue-Eyed Boy

Esce oggi, venerdì 29 Settembre, “Blue-Eyed Boy”, nuovo album del cantautore svedese Buford Pope. Con i suoi sei ultimi album lo svedese Buford Pope nel corso degli anni ha spaziato dal genere “Americana” al country-folk, e ancora al rock’n’roll più grezzo. Il settimo disco - “Blue Eyed Boy” - è quello che suona più spontaneo e onesto. Con quest’ultimo lavoro, Buford Pope afferma di essere ancora “un ragazzo dagli occhi blu” capace di guardare il mondo con innocenza, nonostante i suoi 46 anni e le tante esperienze vissute. In tutto il disco è presente questo senso di purezza e spontaneità: si tratta infatti di un album semplice e senza tanti grilli per la testa, niente è calcolato o pomposo. Al contrario, le parole e la musica di Buford Pope dimostrano una grande apertura nei confronti dell’uomo e della sua condizione. Tutte le canzoni dell’album nascono da esperienze personali dell’autore e da incontri particolarmente importanti che hanno lasciato un segno nella sua vita e dovevano quindi essere raccontati. Il cantautore ha impiegato una cura maniacale dei dettagli in tutte le fasi di progettazione del disco: dall’uso di microfoni vintage, alla scelta dello studio di registrazione e alle numerosi collaborazioni con altri musicisti sia svedesi che inglesi. Tutto è avvenuto in una volta sola, senza interruzioni, senza cambiamenti dell’ultimo minuto. E’ andata esattamente come doveva andare. Ed è forse questo uno dei tratti distintivi dell’intera produzione e del suono di “Blue-Eyed Boy”: un disco veloce nella realizzazione ma lento da digerire.
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BLACK SHOP: ESORDIO DISCOGRAFICO PER LA CANTANTE SALENTINA LETIZIA ONORATI
Il disco, arrangiato dal pianista e compositore Paolo di Sabatino, sarà presentato ufficialmente sabato 1 ottobre al Teatro Paisiello di Lecce
Sabato 1 ottobre esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali, Black Shop disco d’esordio della giovane cantante leccese Letizia Onorati. Prodotto dall’etichetta Dodicilune nella collana editoriale Koinè, il disco sarà presentato ufficialmente nel giorno dell’uscita (ore 21 – ingresso libero) al Teatro Paisiello di Lecce. Black Shop contiene tredici brani firmati tra gli altri da Duke Ellington, Chick Corea, Miles Davis, Thelonious Monk riproposti dal trio che coinvolge con la cantante anche il pianista Paolo di Sabatino (che ha curato gli arrangiamenti) e la violoncellista Giovanna Famulari. Il tour di presentazione del disco toccherà anche Bari (17 novembre - Kabuki) e Roma (25 novembre - Circolo dell’Antico Tiro a Volo). Il cd è un viaggio sonoro che cronologicamente si svolge tra Softly as in a Morning Sunrise, un tema d’operetta datato 1928, e Black Shop, una canzone che Di Sabatino scrisse nel 2009 per Mario Biondi. «Nel mezzo una manciata di gemme, alcune pescate dal mare di Tin Pan Alley, altre dal golfo del jazz, tutte arrangiate nell’intima dimensione del duo o nella foggia cameristica del trio con violoncello», precisa nell’introduzione al disco il musicologo Luca Bragalini. «Preziosissime le ballad. These Foolish Things (che il jazz ha davvero iniziato ad amare quando Billie Holiday se ne prese cura nel 1936) è omaggiata da una lettura straordinaria così come la performance di Spring Can Really Hang You Up the Most, in cui Letizia Onorati scava con maturità un testo di grande fragilità, che è davvero toccante. Non meno riusciti i brani trascinanti come Joy Spring, in cui le note dello scat son scelte con gusto, Four, virato a samba, o Sweet and Lovely, la vecchia song del 1931, irriverentemente rovesciata in un avvincente gospel; in quest’ultimo titolo l’improvvisazione vocale si appoggia al passaggio al IV di battuta 5 dall’andamento blues per citare il classico Now’s the Time. Di interesse il quadruplo tributo al Duca con una Prelude to a Kiss in 6/8, una It Don’t Mean a Thing carica di groove, una Sophisticated Lady da cui svetta un ispirato solo di piano (misto di forza ritmica e attenta ricerca melodica) ed un inchino ad In a Sentimental Mood che è uno dei momenti più alti di questo disco», prosegue Bragalini. «Qui un severo arpeggio del violoncello ancorato alla scala minore naturale è lo scarno accompagnamento della prima esposizione del tema affidata alla voce; quando il pianoforte fa il suo ingresso nella seconda A il violoncello diventa improvvisamente lirico e cantabile: l’inclemente trenodia cangia in un romantico slow. L’interpretazione vocale è senza sforzo; la Coda, che spegne con delicatezza il capolavoro che Ellington scrisse nel 1935, è assolutamente commovente». Letizia Onorati è una cantante leccese, classe 1992. La sua passione per la musica inizia sin da piccola e all’età di otto anni comincia a studiare canto con l’insegnante Elisabetta Guido. Ha studiato negli anni con importanti esponenti del panorama jazz nazionale e internazionale come Paolo Di Sabatino, Rachel Gould, Mark Sherman, Jerry Bergonzi, Francesco Petreni, Maria Laura Bigliazzi, Mauro Campobasso, Fabrizia Barresi, Bob Stoloff che la sceglie per una borsa di studio e Roberta Gamberini. È stata solista del coro gospel “A. M. Family” e ha partecipato al progetto “Le sacrè en musique” ideato da Elisabetta Guido e dalla manager internazionale della danza Sofia Capestro. Ha collaborato con le cantanti TiaArchitto e Barbara Errico (Italian Jazz Awards 2011) e con il pianista SergioCorbini (docente di piano - Siena Jazz). Attualmente partecipa a progetti con diverse formazioni. Da maggio 2015 avvia un percorso di perfezionamento con la “lady” del jazz Tiziana Ghiglioni. Giovanna Famulari è un’artista triestina, romana di adozione, violoncellista, diplomata presso il conservatorio di Trieste, pianista, cantante e attrice. Nelle sue più recenti esperienze teatrali e cinematografiche ha collaborato con Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Maddalena Crippa, Peter Stein, Massimo Venturiello ed altri. Intensa e ricca la sua attività musicale, infatti collabora stabilmente con Ron e Tosca (anche in veste di produttrice e arrangiatrice); ha inciso con Sony Classical “Verdi’s mood” di Cinzia Tedesco. Ha collaborato con Lenny White, Solomon Burke, Luca Barbarossa, Mimmo Locasciulli, Mogol e ha partecipato all’ultimo progetto discografico di Gegè Telesforo “FunSlowRide”. Ha suonato con Danilo Rea, Antonello Salis, Gabriele Choen, Gabriele Mirabassi, Stefano Sabatini, Pietro Iodice e molti altri. Vanta numerose partecipazioni a trasmissioni radiofoniche e televisive per la Rai con cui continua il sodalizio dal 1990. E’ stata protagonista di tournée in Europa ma anche in Argentina, Israele, Palestina, Tunisia, Algeria ecc. Vincitrice del premio “Pavoncella d’oro 2016 alla creatività femminile” per la versatilità dei linguaggi. Paolo Di Sabatino, pianista, compositore e arrangiatore. Nato a Teramo nel 1970, inizia giovanissimo lo studio del pianoforte sotto la guida del padre e si diploma nel 1990 col massimo dei voti, la lode e la menzione speciale, presso il Conservatorio di Bari. Nel 1994, nello stesso Conservatorio, consegue il diploma di Musica Jazz. Dedicatosi esclusivamente al jazz si esibisce con varie formazioni a proprio nome dal “piano solo” all’ottetto. Ha partecipato a numerose trasmissioni radio-televisive (Radio Rai 1,2,3, Radio Capital, Rai News 24, Tg2, Domenica In, La7) e suonato in importanti clubs e festivals, tra i quali ricordiamo: Fano, Pescara, Pomigliano, Urbino, Festival pianistico del Gargano, Lignano, Foggia, Bergamo, Villa Celimontana, Cagliari, Veneto Jazz, Aosta, Ruvo di Puglia, Ai Confini tra Sardegna e Jazz; Lugo Jazz Festival, Salamanca Jazz Festival, Jazz Atlantico (Auditorio de Tenerife) (Spagna); Berlino, Amburgo, Oslo, Goteborg;  Tokyo, Osaka, Shizuoka (Giappone); Novo Mesto, Losanna, Minsk; Mosca, Kursk, Krasnodar, Arkhangelsk, Ekaterinburg, Nizhny Tagil, Nizhniy Novgorod, San Pietroburgo, Kovrov (Russia); Perelik (Bulgaria), Santiago, Chicureo e San Bernardo (Cile), Cordoba e Buenos Aires (Argentina).

dal 22 ottobre "3,3 periodico" nuovo disco del progetto Esedra
“3,3 periodico” è il titolo del nuovo disco del progetto Esedra, prodotto dall’etichetta Dodicilune nella collana editoriale Fonosfere, distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store digitali. Il disco contiene otto brani, che si muovono tra funky, fusion, progressive, jazz, improvvisazione e sperimentazione, composti ed eseguiti da Ezio Epaminonda (basso elettrico), Giovanni Giuffrida (chitarra elettrica) e Marco Maria Pennisi (batteria). Il progetto Esedra nasce nel 2005 dall'esperienza decennale di diversi progetti musicali e da subito propone nuove atmosfere mescolando generi e sonorità articolate. Nel corso degli anni il trio siciliano si è esibito in giro per l’Italia dividendo il palco con artisti come Kunsertu, James Taylor Quartet, Mike Stern Band, Victor Wooten Band, Trilok Gurtu Band, Gong, Soft Machine Legacy, Nathalie Philippe Petrucciani Ré, HBC Henderson Berlin Chambers. Nel 2011, dopo uno studio accurato, nasce “Le Macchine di Leonardo”, uno spettacolo che omaggia il genio di Leonardo Da Vinci, con una scenografia costruita con meccanismi dell'inventore. Nel 2012 gli Esedra conquistano l’European Jazz Contest di Capurso e aprono il concerto di Scott Henderson, Jeff Berlin e Dennis Chambers all'Auditorium “Le Ciminiere” di Catania. “3,3 periodico” è il frutto del lavoro degli ultimi anni. “Studi, ricerche, calcoli, teorie, invenzioni, tutto per avere la sol uzione a qualsiasi problema, tutto per la comprensione e il controllo, senza renderci conto che la risposta è proprio lì, a portata di mano, sotto il nostro naso, camuffata di ordinario, di naturalezza. Non c’è bisogno di grandi conoscenze, basta la semplice altruistica pura volontà di farlo. Sovente dimentichiamo che come in alto è in basso, come dentro è fuori, come in piccolo è in grande. Ed ancora più incauti scordiamo che tra forze opposte, una positiva e una negativa, ce n'è sempre una neutralizzante. E guardando in profondità ... 3,333333333333”, spiegano i tre musicisti. “Nell’universo avvengono eventi a prima vista impossibili oltre l’immaginazione umana. Il desiderio è la chiave di azione dei portali spazio temporali che, in un periodo di 12 lune, ci ha reso viaggiatori di 12 ambientazioni extraterrestri per trovare l’equilibrio in noi stessi in armonia con gli altri esseri viventi”. E proprio con 12Lune si apre il disco che prosegue con 3010 L’era dei Mammut quando “il loro passo pesante echeggerà dalle montagne alle valli, sarà un’era di grandi cose. Ritornerà l’era dei giganti”. La grande traversata è “un viaggio tra realtà e immaginazione attraverso monti, valli, mari, fiumi, foreste, deserti e distese di ghiaccio intervallati da ambientazioni futuristiche e allo stesso tempo preistoriche in stile fantasy”. La scaletta procede poi con Ecila, “personalità intensa creativa ed ottimista, come un bambino che ama attirare l’attenzione ed essere in evidenza”, Le macchine di Leonardo, un brano che suggerisce “l’idea dello stupore e dell'angoscia che accompagna l'umanità nel momento in cui riflette sull'Assoluto e fa i conti sul significato ultimo della propria esistenza”. Nftc è una sigla derivata dalle iniziali di un detto siciliano, un inno all’unicità che “spesso abbiamo il bisogno di esprimere uscendo fuori dal gregge,è un grido d’orgoglio per essere noi stessi, nel bene e nel male di essere unici”. Concludono il lavoro discografico La Mutazione e il Buio, un esperimento interamente improvvisato, che contiene tre registrazioni fatte singolarmente in momenti diversi “senza punti di riferimento e senza sapere cosa hanno eseguito gli altri prima. Realizzate di notte al buio, esattamente per trovare lo stato d’animo ideale. Quest’ultimo brano rappresenta la scia di tre che lascia il periodico, tracciando l’infinito”. Ezio Epaminonda, esperto in matematica, appassionato alla fisica relativistica e quantistica, fonda il suo personale metodo di studio attraverso la matematica. Ogni metrica musicale viene quindi vista come una successione numerica, i cui termini sono legati l'uno all'altro dalla magia della  spiritualità. Infatti, la musica viene vista dal bassista come un connubio tra matematica e spiritualità: la prima dà gli strumenti per una corretta definizione dei termini per un approfondito e variegato ascolto del suono attraverso i suoi “assiomi”, la seconda facilita il musicista al distacco dalla vita materiale per il raggiungimento del Dio interno a sé; le due entità, apparentemente opposte e diverse tra loro, si fondono attraverso il confronto, accorgendosi di essere due riflessi di una stessa luce. Sin da piccolo suona la chitarra e il piano, si appassiona al basso all'età di 18 anni, durante il quale passa anche un'esperienza da cantante. Poliedrico, ama le percussioni, ma trova nel basso la profondità dell'anima, che trasmette attraverso le “parole” della matematica. Giovanni Giuffrida, affascinato dalla musica fin dalla nascita come quasi tutti gli esseri viventi, compie a sei mesi le sue prime registrazioni vocali con registratore a cassette. Dopo due mesi di grandi successi un guasto al dispositivo interrompe la quasi avviata carriera di oratore che riprende a 14 anni quando decide di suonare la chitarra. Dopo anni di concerti e collaborazioni con svariati gruppi e artisti in tutto il territorio nazionale nel 2005 si concretizza l’intesa musico-spirituale con gli attuali componenti degli Esedra. Tutto ciò che le parole non riescono a dire la musica lo esprime. Ascoltandola si può viaggiare nel tempo e nello spazio, solo l’anima comprende il suo linguaggio. Dolore, gioia, desiderio, speranza, tristezza, amore, rabbia è un mare di emozioni al di sopra di ogni discorso, ti eleva sia suonarla che ascoltarla. La musica è un’energia magica sempre presente, in verità il musicista non inventa quasi niente, con tanta modestia e grande sensibilità ha il solo compito di dargli voce dalla propria anima attraverso lo strumento. Marco Maria Pennisi, batterista, arrangiatore, compositore e fonico. Endorser delle batterie SONOR e piatti UFIP. Nato a Riposto CT il 13 Gennaio 1974, ha cominciato a suonare la batteria all'età di quattordici anni. Laureato in Batteria e Percussioni Jazz presso l’Istituto Superiore di studi Musicali Vincenzo Bellini di Catania con il massimo dei voti. Ha partecipato al Disma Music Show di Rimini, l’Intexpo: Fiera degli strumenti musicali di Pesaro e Sol Music di Palermo. Ha suonato e collaborato live e in studio con artisti nazionali ed internazionali: Kelly Joyce, Cecilia Gayle, Andrea Mingardi, Nick Luciani (ex voce solista dei Cugini di Campagna), Daniela Pedali, il chitarrista e produttore di F. De Gregori Vincenzo Mancuso, Paola4 feat Viola Valen tino, il pianista jazz Santi Scarcella, Edoardo Guarnera, Gigi Sabani, il cantante inglese Leo Sayer, la cantante maltese Chiara, Stefano Marletta, Francesca Mariani, Lidia Pastorello e Lorenzo Tognocchi di Amici 2012, Orchestra sinfonica di Craiova, Orchestra Samarcanda, Orchestra Kashmire, Esedra, Isabò, Roberta Marchese, Lucio Dalla con la Blue Big Band, Corale Polifonica Jonia. Ha suonato nel Tour siciliano della selezione di Miss Italia 2001 e suonato in diverse trasmissioni televisive: Il brutto anatroccolo su Italia uno, La vita in diretta su Rai 1, Sanremo lab 2006 su Rai1, Insieme su Antenna Sicilia, MTV e SKY. Support musical group: Scott Henderson, Jeff Berlin, Dennis Chembers, Sàrcina (Le Vibrazioni), Povia, Riccardo Fogli, Anna Tatangelo, Paolo Meneguzzi. Batterista, autore, compositore e arrangiatore della Band Le Macchine Volanti, vincitori di Sanremo Lab 2006 (Accademia della musica di Sanremo). Insegnante di batteria presso la Mar co Maria Pennisi Drum School di  Riposto CT, Accordi Music lab a Catania, Istituto comprensivo Giarre 3 CT, Melody and Time a S.Teresa di Riva ME.

LAURA AVANZOLINI - I'M ALL SMILES
Giovedì 10 novembre è uscito in Italia e all’estero distribuito da IRD e nei migliori store digitali, “I’m All Smiles” della cantante Laura Avanzolini. Prodotto dall’etichetta Dodicilune nella collana editoriale Koinè, il disco contiene otto standard, firmati tra gli altri da Arthur Altman, Herbert Martin, George e Ira Gershwin, Billy Strayhorn, Paul Quinichette, Thelonious Monk e Duke Ellington, eseguiti da Fabio Petretti (sax tenore) e Daniele Santimone (chitarra 7 corde). «Per ogni musicista che si confronta con il jazz esiste una questione sempre aperta, vale a dire, come affrontare gli standard. Un terreno tanto esteso e accogliente che diventa però immediatamente infido per chi lo percorre dando per scontato il valore e il significato dei vari brani», sottolinea il giornalista e scrittore Fabio Ciminiera nelle note di copertina. «Laura Avanzolini sceglie, per il suo disco di esordio come leader, di affrontare il punto senza maschere né stilemi. E lo fa mettendo a fuoco alcuni punti essenziali: l'arrangiamento dei brani, grazie ad un lavoro curato; la presenza nel trio di due musicisti, come Fabio Petretti e Daniele Santimone, esperti e solidi nel loro approccio al linguaggio; la necessità di far passare nella voce complessiva del trio l'attenzione costante al tessuto ritmico e armonico dei brani», prosegue. «E se la questione non si esaurisce mai, come si diceva all'inizio, la risposta arriva nella pratica dai tanti piccoli tasselli con cui la c antante affronta e supera di fatto i vari rischi che si incontrano nel mettere mano al repertorio degli standard. Una sintesi fatta di impasti timbrici, di incroci melodici, una continua applicazione nel dare forza e risalto alle attitudini del trio e alle inclinazioni dei suoi singoli componenti». Laura Avanzolini, classe 1985, si avvicina giovanissima alla musica grazie allo studio del pianoforte e della chitarra, per poi approdare allo studio del canto e del jazz con Martina Grossi. Diplomata con il massimo dei voti e la lode in Canto Jazz al Conservatorio “Gioacchino Rossini” di Pesaro sotto la guida di Bruno Tommaso. Attualmente è iscritta al Biennio in Canto Jazz del Conservatorio “G. Martini” di Bologna. Parallelamente studia inglese e spagnolo grazie alla laurea in “Comunicazione Interlinguistica Applicata”, conseguita presso la Sslmit di Forlì. Approfondisce l'universo della voce grazie al Corso Universitario di Alto Perfezion amento in Vocologia Artistica. Ha studiato con Roberta Gambarini, Rachel Gould, DianaTorto, John Taylor, Joey Blake, Maria Pia De Vito, Cristina Zavalloni, Amy London, Cinzia Spata, Sheila Jordan, Cameron Brown. Insegna canto jazz presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine. Insegna canto jazz presso i corsi pre-accademici del Conservatorio “B. Maderna” di Cesena (Fc). Ha inciso “Skylark” (Zone di Musica, 2013), insieme a Michele Francesconi, Giacomo Dominici e Marco Frattini. Dal 2011 collabora con la Colours Jazz Orchestra diretta dal M° Massimo Morganti, con la quale ha inciso il disco “Quando Mi Innamoro In Samba” (Egea, 2013). Daniele Santimone, studia in Italia con Riccardo Manzoli ed Antonio Cavicchi presso la Scuola di Musica Moderna dell'Associazione musicisti di Ferrara. Dal 1997 al 1999 risiede a Boston per seguire i corsi del Berklee College of Music dove studia con, tra gli altri, Mick Goodrick, Jim Kelly, Jon Damian e G eorge Garzone e si specializza in arrangiamento, composizione e performance ottenendo un Bachelor's Degree in Professional Music. Partecipa inoltre a seminari tenuti da John Basile, Bruce Forman, Wayne Krantz, Peter Bernstein, Esterhàzy String Quartet, Christian McBride, Mulgrew Miller, Pat Metheny e Paolo Fresu. Nel 2011 consegue il diploma accademico di II livello presso il Conservatorio Statale di Musica di Rovigo “F.Venezze”. Dai primi anni novanta ha militato in varie formazioni e ha suonato (tra gli altri) con Roberto Gatto, Flavio Boltro, Matthew Garrison, Jesse Davis, Dario Deidda, Gabriele Mirabassi, Fabrizio Bosso, Stefano Di Battista, Rosario Bonaccorso, Daniele Scannapieco, Luca Mannutza, Giovanni Amato, Lorenzo Tucci, Michael Baker, Ivano Borgazzi, Claudio Fasoli, Robert Bonisolo, Carlo Atti, Roberto Rossi, Tom Kirkpatrick, Alfonso Santimone, Francesco Bigoni, Danilo Gallo, Zeno De Rossi, Stefano Senni, Stefano Bedetti, Walter Paoli, Piero Odorici, Karl Potter, Pat rizio Fariselli, Mario Feres, Orchestra del Conservatorio Verdi di Milano, Orchestra città di Ferrara. Ha partecipato a festival tra i quali Umbria Jazz Winter, Veneto Jazz, Crossroads, Mantova Music Festival, IJazz di Amsterdam, Estival di Lugano e calcato i palchi di numerosi teatri italiani tra cui il Teatro Regio di Parma e Teatro degli Arcimboldi di Milano. Insegna chitarra, musica d’insieme e teoria presso diverse associazioni e istituti tra cui, la Scuola Comunale di Musica "G. Sarti" di Faenza dove insegna dal 2001. Nel 2007 viene chiamato a far parte del corpo docenti presso il Conservatorio “G.Frescobaldi” di Ferrara in qualità di assistente per i corsi Jazz triennali di I Livello. Opera inoltre come traduttore e collaboratore per i seminari di artisti quali John Abercrombie, Scott Henderson, Ralph Alessi, Roberto Gatto, Matthew Garrison e Stefano Battaglia. Dal 2011 è parte del corpo docente del “Conservatorio Statale di Musica C.Pollini” di Padova dove è or a titolare della cattedra di chitarra jazz. Fabio Petretti, sassofonista compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra diplomato in clarinetto, saxofono e musica jazz. Ha collaborato come performer con vari musicisti fra i quali Evan Parker, Kenny Wheeler, Slide Hampton, Jimmy Cobb, George Russell, Gato Barbieri, Bruno Tommaso, Diana Torto, Stefano Bollani, Marco Tamburini, Paolo Fresu, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Franco Cerri, Tomaso Lama, Simone Zanchini, Achille Succi. Negli anni ha sviluppato metodi didattici molto efficaci che l’hanno portato a insegnare in vari seminari e corsi. Dal 1995 è docente di saxofono di ruolo presso i conservatori. Nel 2010 ha fondato la “Italian Jazz Orchestra” un gruppo flessibile composto da circa 25 elementi (archi, fiati e ritmica) per la quale a composto e diretto una suite dal titolo “Crystal Wall Jazz Suite”. Dirige e collabora con diversi gruppi fra i quali: il Quartetto di saxofoni “Trip Saxo phone Quartet” con Achille Succi, Marco Ferri e Dario Cecchini, “MJB” big band di 18 elementi attiva da oltre quarant’anni, “Italian Tunes” duo con il talentuoso pianista Michele Francesconi, “Fabio P3T Quartet” con Paolo Ghetti contrabbasso, Paolo Birro piano e Stefano Paolini batteria, “Fabio Pe3tti Trio” con Massimo Manzi alla Batteria, “Barbara Casini e Fabio Petretti Duo”  voce, chitarra e saxofoni. La forte personalità di P3T votata da sempre alla ricerca si alimenta percorrendo diverse strade: performativa, compositiva, didattica.

IN USCITA DOUX DÈSIRS DELL'INEDITO DUO COMPOSTO  DAL FRANCESE MICHEL GODARD E DALL'EGIZIANO IHAB RADWAN
Martedì 7 febbraio esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali, "Doux Dèsirs" il nuovo lavoro del duo composto da Michel Godard e Ihab Radwan. Un progetto originale che unisce suggestioni francesi, italiane ed egiziane. Uno sguardo al passato remoto e uno al futuro anteriore attraverso il prisma e le mille facce del jazz. Musica classica e suggestioni arabe e su tutto un interpl ay vivido e fertile. Le composizioni dei due musicisti hanno molti punti in comune: la modalità, gli ornamenti, la spontaneità ma soprattutto l'improvvisazione, che è la chiave di volta di questa collaborazione. Michel Godard ammalia con il suo serpentone, morbido, setoso, molto vicino alla voce; al basso tuba suggerisce linee, pensieri, traiettorie. L'oud, il liuto arabo, di Ihab Radwan si fa canto, sussurro, racconta. Affabula. Insieme, essi immaginano una musica senza barriere, bella e flessibile, proiettata fuori del tempo. L'incontro è creativo, necessario. Accende il desiderio. Doux Dèsirs è la prima uscita di un 2017 che per la Dodicilune si preannuncia intenso e ricco di nuove produzioni nazionali e internazionali.

TWELVE COLOURS AND SYNESTHETIC CELLS:
GIANLUIGI TROVESI E UMBERTO PETRIN, DOPO DIECI ANNI,
TORNANO INSIEME PER UN NUOVO PROGETTO DISCOGRAFICO
Martedì 14 febbraio esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali, “ Twelve Colours and Synesthetic Cells” il nuovo lavoro discografico - a dieci anni da “Vaghissimo Ritratto” - del duo composto dal sassofonista e clarinettista Gianluigi Trovesi e dal pianista Umberto Petrin. Il nume tutelare di riferimento è Alexander Skrjabin (Mosca 1872 - 1915) che i due musicisti “usano” come semplice pretesto iniziale per un dialogo suddiviso in molte vignette dalla notevole intensità. A nove brani ispirati a frammenti di preludi skrjabiniani si alternano, infatti, dodici improvvisazioni ispirate alla nota tabella sinestetica che il compositore russo aveva creato inventando un legame tra lo spettro dei colori e il carattere espressivo della musica da lui composta. «Umberto Petrin e Gianluigi Trovesi sono due spericolati giocolieri del pentagramma, sempre pronti a gettarsi in avventure che evitano con leggerezza e bravura i luoghi comuni e le banalità, prendendo spunto da musiche di epoche diversissime per realizzare una sintesi di linguaggi sempre personale e ricca di spunti interessanti e creativi», sottolinea nelle note di copertina Carlo Boccadoro. «Petrin è pianista sopraffino, dotato di un bellissimo suono che disegna panorami quasi “cinematografici” per ampiezza e capacità di colori; a questa abilità strumentale bisogna aggiungere una curiosità intellettuale che lo porta ad apprezzare musiche diversissime, dal free di Ornette Coleman al funk degli Chic; uguale apertura di orizzonti si ritrova nella personalità di Trovesi, che alternando diversi colori strumentali (clarinetto contralto, sax contralto, clarinetto piccolo) trova linee sempre inconfondibili, personali, dove il gusto dell'ironia e dello scherzo così tipici del suo stile si alternano a momenti che si riallacciano più strettamente alla tradizione jazzistica tout court. Anche Gianluigi spazia dalla musica rinascimentale al jazz più sperimentale, senza però realizzare minestroni stilistici improbabili ma, anzi, tenendo sempre ben salda la capacità di osservarne le più diverse sfaccettature per ricavarne suggestioni nuove». Il carattere di molti pezzi presenti nell'album non ha nulla di “non-finito” o di parziale, ognuno è un gioiello perfettamente cesellato e completo in se stesso, dove l'eco lontana delle armonie skjabiniane si stempera in quella del linguaggio jazzistico senza c he questo abbia nulla di artificioso. «Per musicisti di questo livello è normale confrontarsi con mondi diversi e muoversi al loro interno con assoluta naturalezza. Rispetto alle scorribande barocche del loro precedente album Vaghissimo Ritratto vi è qui una maggiore asciuttezza di approccio, le linee melodiche sono più angolose e sagomate e le atmosfere sono meno sognanti. La pulsazione ritmica, che nel precedente lavoro veniva quasi interamente abbandonata a favore di un lirismo quasi estatico, viene ripresa con vigore creando incastri di notevole virtuosismo e groove. Qualche suggestione di valzer fa capolino con garbo ogni tanto, convivendo pacificamente con le formule ritmiche derivate dal mondo dell'hip-hop che all'inizio del disco appaiono assieme alla voce del grandissimo poeta Osip Mandelstam' (un modo per ricordarci che Petrin è grande appassionato di poesia e autore di versi)», continua Boccadoro. Le dodici improvvisazioni hanno «un carattere decisamente più astratto degli altri pezzi, ma riescono a non perdere un grammo della loro comunicatività grazie all'intesa telepatica tra i due musicisti, che li porta sempre ad ascoltare i più piccoli dettagli di fraseggio per restituirli reciprocamente arricchiti di nuova invenzione; i due musicisti evitano l'approccio “muscolare” e competitivo di troppi dischi in duo apparsi sulla scena negli ultimi anni, preferendo suonare unicamente lo stretto necessario, lasciando spazio uno all'altro con generosità. Le tessere di questo coloratissimo mosaico musicale alternano stati d'animo assai differenti formando però un'architettura di rara compattezza e soli dità, che grazie alla freschezza improvvisativa dei due protagonisti passa in un lampo, facendo immediatamente voglia di ricominciare da capo l'ascolto del disco».

LA MUSICA E LA CULTURA CUBANA E BRASILIANA PROTAGONISTE 
DELLE NUOVE USCITE "PUGLIESI" DELL'ETICHETTA DODICILUNE
Adriano Clemente propone “Havana Blue”, un progetto di composizioni ispirate dalla musica di Bebo Valdes, Mario Bauza, Tito Puente, Mongo Santamaria e altri giganti della musica latina tradizionale. Una celebrazione della musica popolare brasiliana dall'inizio del XX secolo ad oggi: MPB! è il nuovo disco del duo composto dalla cantante Paola Arnesano e dal fisarmonicista Vince Abbracciante. Lunedì 20 febbraio, dopo "The Mingus Suite”, prosegue la collaborazione tra l'etichetta e il compositore e arrangiatore leccese Adriano Clemente con “Havana Blue”, un progetto di composizioni ispirate dalla musica di Bebo Valdes, Mario Bauza, Tito Puente, Mongo Santamaria e altri giganti della musica latina. Il lavoro nasce, infatti, dall'amore di Clemente per la cultura e la musica cubana e prende forma proprio in seguito ad alcuni viaggi nell'isola caraibica, dove il progetto è stato interamente registrato insieme ad una nutrita compagine di artisti cubani. Il cd ospita Santiago Ceballos (tromba), Heikel Trimiño (trombone), Yuniet Lombida e Victor Guzman (sax alto/baritono), Emir Santa Cruz (sax tenore e clarinetto), Leyanis ValdÉs (piano), Yandy Martinez (contrabbasso), Augusto Lage (congas), Lennon Ruiz (timbales, snare drum, claves) e Adel Rodriguez (bongos, maracas, güiro, cowbell). Martedì 21 febbraio sarà in distribuzione MPB! della cantante Paola Arnesano e del fisarmonicista Vince Abbracciante, una celebrazione della musica popolare brasiliana dall'inizio del XX secolo ad oggi. Antônio Carlos Jobim diceva che "la tristezza e la nostalgia hanno la stessa dignità della felicità, perché condividono la stessa bellezza". La musica popolare brasiliana (o MPB) è intrisa di questi sentimenti e stati d'animo quasi viscerali che ne caratterizzano il popolo: dalla "tristeza" alla "felicitade", dalla "saudade" (nostalgia) allo "choro" (pianto). Priva di rabbia o voglia di ribellione, racconta più spesso lo struggimento per la terra, la natura, la storia, con grande poesia, uso di luoghi comuni, ironia e molto divertimento. Il canto eclettico di Paola Arnesano si sposa a tutto questo, accompagnato dalla maestria del fisarmonicista Vince Abbracciante, che  ricorda la fisarmonica come lo strumento storico della musica popolare brasiliana. Attraverso contaminazioni personali che non alterano la dignità dello stile raccontano "o choro", "o baiao", "o samba", "a bossanova", da Pixinguinha a Gonzaga, da Sivuca a Gismonti, da Barroso a Buarque.

JOHN TAYLOR, PAUL MCCANDLESS, PIERLUIGI BALDUCCI E MICHELE RABBIA RILEGGONO DIECI BRANI DEL REPERTORIO DEL PIANISTA BILL EVANS 
Evansiana è il secondo progetto discografico del quartetto. Circa quattro anni dopo "Blue from Heaven", martedì 28 febbraio il disco - pubblicato, come il precedente, dalla Dodicilune Records con il coordinamento di Balducci e la produzione di Gabriele Rampino, direttore artistico dell’etichetta salentina - esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali. “Evansiana” è inevitabilmente legato al ricordo della grande figura artistica di John Taylor, scomparso nel luglio 2015 poco dopo la registrazione del cd, probabilmente il vero continuatore dell'estetica e del pianismo di Evans.  Dopo l'uscita di "Doux Dèsirs" di Michel Godard e Ihab Radwan, “Twelve Colours and Synesthetic Cells” di Gianluigi Trovesi e Umberto Petrin, “Havana Blue” di Adriano Clemente e MPB! di Paola Arnesano e  Vince Abbracciante, prosegue il 2017 dell'etichetta salentina Dodicilune che si preannuncia intenso e ricco di nuove produzioni nazionali e internazionali. La quinta e ultima uscita di febbraio è “Evansiana”, un’antologia di dieci brani del repertorio di Bill Evans, secondo progetto discografico del quartetto composto dal pianista britannico John Taylor, dal fiatista statunitense Paul McCandless, dal bassista pugliese Pierluigi Balducci e dal percussionista piemontese Michele Rabbia. Circa quattro anni dopo “Blue from Heaven”, martedì 28 febbraio il disco - con il coordinamento di Balducci e la produzione di Gabriele Rampino, direttore artistico della Dodicilune - esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali. “Evansiana” è inevitabilmente legato al ricordo della grande figura artistica di John Taylor, scomparso nel luglio 2015 poco dopo la registrazione del cd, probabilmente il vero continuatore dell'estetica e del pianismo di Evans. In scaletta sette brani firmati dal musicista statunitense (Very early, Re: person I knew, Time remembered, Turn out the stars, B winor waltz - for Elaine, Children play song, Epilogue) e altri tre pezzi del suo repertorio, firmati da Bernstein/Comden/Green (Some other time), Kenny Wheeler (Sweet Dulcinea Blue) e Miles Davis (Blue in green). «Nel corso del 2014 Gabriele Rampino mi aveva ripetutamente invitato a realizzare una nuova incisione con lo stesso quartetto del mio precedente disco. E in estate ebbi l’idea di coinvolgere tutti in un'antologia di Bill Evans. Mi parve eccitante il pensiero che John si cimentasse con una rilettura del pianista americano che più ha distillato nel suo pianismo ingredienti di riconoscibile ascendenza europea», ricorda Balducci. «Mi entusiasmai anche all'idea che il lirismo di Paul, con il suo suono splendido, potesse rendere le composizioni di Evans ancora più scolpite e cesellate. E che la sensibilità e la poetica leggerezza di Michele potesse sostenerlo con il suo tipico approccio asservito all’armonia, alla melodia, al dialogo anche sussurrato. Io sarei riuscito così a dedicare un disco alle composizioni di Evans che avevano per me un profondo significato affettivo e nostalgico», prosegue. «Per me significava chiudere un cerchio, tornando su quel meraviglioso incontro, sempre rinnovato nel mondo del jazz, tra la componente africana e quella europea. Ma in fondo, ne sono convinto, lo era anche per i miei compagni di avventura. Così, chiesi ai miei compagni di viaggio di proporre due o tre brani ciascuno. Così è nato “Evansiana”. Racconta la storia di quattro m usicisti che forse non vedevano l'ora di poter suonare Bill Evans. Due di loro, i più giovani, sono cresciuti anche ascoltando i dischi dei due più anziani, e tutti insieme hanno rimescolato le proprie storie e le proprie carte. Questo disco narra di un felice incontro durato pochi anni e dell'effimera bellezza della vita. Questo disco è un frammento di eternità. È consapevolezza che anche se tutto scompare e svanisce, l'arte, che è spiritualità immanente nelle cose, resta». «Oltre che il suo pianismo, anche il repertorio compositivo di Evans ha ispirato, forse con qualche ritardo, musicisti di varia estrazione; ma, dopo il progetto di Paul Motian con Joe Lovano e Bill Frisell (Jmt, 1990), una formula  di questa cifra artistica, con un suono di gruppo davvero unico e irripetibile, non si era mai ascoltata», precisa Gabriele Rampino. «Pur nel ruolo centrale assunto in modo del tutto naturale dal piano di Taylor, che armonicamente sviluppa ed estende significativamente il vocabolario di Evans, il quartetto è fortemente caratterizzato dal suono e dallo stile inconfondibile di Paul McCandless,  che conferisce al songbook evansiano un mood a-la-Oregon. La ritmica sublime di Balducci e Rabbia dona anticonvenzionalità e freschezza all'ensemble, che esplora le ricche e spesso difficili armonie evansiane  in una sfida vinta con naturalezza».

LA GIOVANE CANTANTE TARANTINA ANTONELLA CHIONNA TORNA CON RYLESONABLE, UN PROGETTO NATO DALL'INCONTRO CON IL MUSICISTA STATUNITENSE PAT BATTSTONE  
Dopo l'uscita di "Doux Dèsirs" di Michel Godard e Ihab Radwan, “Twelve Colours and Synesthetic Cells” di Gianluigi Trovesi e Umberto Petrin, “Havana Blue” di Adriano Clemente, "MPB!" di Paola Arnesano e  Vince Abbracciante, ed “Evansiana”, un’antologia di dieci brani del repertorio di Bill Evans del quartetto composto da John Taylor, Paul McCandless, Pierluigi Balducci e Michele Rabbia, prosegue il 2017 dell'etichetta salentina Dodicilune che si preannuncia intenso e ricco di nuove produzioni nazionali e internazionali. Martedì 7 marzo esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali, “Rylesonable” di Antonella Chionna. Nel suo terzo progetto discografico, sempre firmato Dodicilune, la scrittrice, musicista, cantante e improvvisatrice tarantina è affiancata dal pianista, compositore e improvvisatore statunitense Pat Battstone (steinway piano, fender rhodes), con il quale da alcuni anni ha avviato un'interessante collaborazione musicale tra l'Italia e gli Stati Uniti. Completano la line up il contrabbassista Kit Demos e il vibrafonista e percussionista Richard Poole. Rylesonable - nato nel corso di un tour della Chionna negli Stati Uniti e registrato nel Rear Window Studio di Brookline - è un disco che fonde standard, avanguardia, poesia e libera improvvisazione. Otto dei dodici brani in scaletta nascono proprio dalla collaborazione tra i quattro musicisti (“Under a Persian Sky”, “Thanatos”, “As The Morning Drifts Away”, “Lady Of The Waters”, “Nell'Urna Molle e Segreta”, “Ciao Ciao Andante”, “Oasis”, “Rimpiattino Mannaro”). Completano la tracklist “Sophisticated Lady” di Duke Ellington, Ir ving Mills e Mitchell Parish, “Lover Man / Nature Boy” di Jimmy Davis, Roger Ramirez, James Sherman ed Eden Ahbez, “Fida (to Carla)” con testo della Chionna su musica del chitarrista e compositore pugliese Gabriele di Franco, e “Rather Life”, liberamente ispirato da un poema di André Breton. Sabato 11 Marzo (ore 21) nel Teatrino di Corte della Villa Reale a Monza e domenica 12 marzo (ore 17) al Bezzecca Lab di Milano, la cantante parlerà del disco e delle sue opere nell’ambito di due appuntamenti dedicati alla poesia e alla scrittura pugliese. Classe 1990, Antonella Chionna è una scrittrice, musicista, cantante e improvvisatrice tarantina, e, nonostante la giovane età, ha già al suo attivo altri due dischi sempre con l’etichetta discografica Dodicilune. “Adiafora” e "Halfway to dawn (sing a song of Strayhorn)" che hanno ricevuto ottime recensioni da prestigiose riviste culturali di settore. Ha pubblicato due libri di poesia per Lietocolle; le sue altre opere sono state incluse in varie antologie e canali divulgativi italiani di poesia e musica. Patrick Battstone è un pianista, compositore e impr ovvisatore americano. Negli ultimi due decenni, ha collaborato con diverse realtà musicali. Le sue ultime uscite discografiche, “The last Taxi”, “Beyond the Horizon” e “From dream to dream”, hanno avuto un grande successo di critica e hanno tracciato per più settimane le classifiche di jazz americano, raggiungendo la top 15. Quando non suona, Patrick lavora come ingegnere al Draper Labs di Cambridge.

THE CURE: NUOVO SINGOLO PER VITO "FORTHYTO" QUARANTA
The Cure, brano del pianista e compositore statuninense Keith Jarrett, è il secondo singolo di "Radio Interference", ultimo progetto discografico del chitarrista e cantante pugliese Vito Quaranta alias Forthyto. Su youtube è disponibile il video firmato da Joe Pansa e realizzato sulle spiagge di Polignano a Mare e Mola di Bari. Nei brani del disco – uscito qualche mese fa per l’etichetta Dodicilune e distribuito da Ird – il compositore è affiancato dal contrabbassista Giorgio Vendola, dal batterista Mimmo Campanale, dal trombettista Luca Aquino, dal fisarmonicista Antonello Salis e dal suonatore di tabla Arup Kanti Das. Radio Interference è un lavoro di totale riscrittura di brani che hanno interferito nella sfera non solo musicale ma emozionale dell’artista. Un percorso nella memoria di brani che hanno un valore inevitabilmente musicale, ma altresì segnate da un legame fortemente personale, non a caso condiviso con musicisti con i quali l’intesa è anche di carattere squisitamente umana. Il fisarmonicista sardo Antonello Salis è presente in tre brani che regalano momenti di grande lirismo sia nella quasi operistica Prism di Keith Jarrett, che in Last Train Home di Pat Metheny, dal connotato fortemente west coast, per i quali, sono state scritte liriche originali, concludendo con Lucignolo di collodiana memoria, di Fiorenzo Carpi, dal sapore squisitamente folk. Luca Aquino presta il suo “fiato” in altri due brani; la rarefatta versione di How far can you Fly? di Luca Flores, anch’essa a sua volta correlata da liriche originali, e la metropolitana Esteem di Steve Lacy, qui come dedica aperta all’uomo comune. Le tabla di Arup Kanti Das tessono le loro ritmiche in una mantrica versione di Caravan di Juan Tizol cosi come nella poliritmica ritualità di Four Sticks presa in prestito dai Led Zeppelin. A sostenere questo fermento creativo una ritmica solida e puntuale formata da Giorgio Vendola al contrabbasso che in Cavatina di Stanley Myers esprime tutto il suo potenziale narrativo e Mimmo Campanale alla batteria che in On Green Dolphin Street di Kape/Washington si cimenta in fill di alta scuola. Un’analisi più approfondita meriterebbero i tre soli del leader stesso. Una versione acustica di The Cure di Keith Jarrett crea l’illusione di due chitarre che eseguono il tema, mentre nel Preludio #1 di Johann Sebastian Bach composizione e improvvisazione si inseguono in un flusso continuo, si conclude con l’eterea versione di You don’t know what love is di Don Raye e Gene de Paul dove a cappella, il brano viene cantato sfruttando le risonanze della chitarra acustica.  Vito "Forthyto" Quaranta, chitarrista, compositore, didatta. Si diploma in Musica Jazz presso il Conservatorio Nino Rota di Monopoli, e successivamente consegue il Diploma Accademico in discipline della musica di II livello in Jazz con il massimo dei voti. Ha studiato Musica Improvvisata con G. Gaslini, F. D'Andrea, B. Mover, S. Battaglia. E più specificatamente chitarra con S. Henderson. J. Diorio, M. Stern, P. Metheny e M. Goodrick e presso l'American Institute of Guitar di New York. Svolge attività concertistica esibendosi in forme concerto disparate, condividendo le performances tra gli altri, con Billy Hart, Antonello Salis, Eugenio Colombo, Steve Potts, Massimo Manzi, Gianni Lenoci, Roberto Ottaviano, Pippo Matino, Luca Aquino ed altri. È stato semifinalista due anni consecutivi nell'International Songwriting Competition – 2012/2013 – su oltre ventimila partecipanti da tutto il mondo.


NOW: NUOVO PROGETTO DISCOGRAFICO PER IL BATTERISTA, VIBRAFONISTA E COMPOSITORE ROMANO CLAUDIO PISELLI 
Dopo l'uscita di "Doux Dèsirs" di Michel Godard e Ihab Radwan, “Twelve Colours and Synesthetic Cells” di Gianluigi Trovesi e Umberto Petrin, “Havana Blue” di Adriano Clemente, "MPB!" di Paola Arnesano e  Vince Abbracciante,  “Evansiana”, un’antologia di dieci brani del repertorio di Bill Evans del quartetto composto da John Taylor, Paul McCandless, Pierluigi Balducci e Michele Rabbia, e “Rylesonable” della cantante tarantina Antonella Chionna, prosegue il 2017 dell'etichetta salentina Dodicilune che si preannuncia intenso e ricco di nuove produzioni nazionali e internazionali. Dal 21 marzo è in distribuzione in Italia e all’estero nel circuito Ird e nei migliori store digitali, Now del batterista, vibrafonista e compositore romano Claudio Piselli. A cinque pezzi inediti si aggiunge un’originale versione di “Giant Steps” di John Coltrane nel quale spicca il sax baritono di Marco Guidolotti. La line up è completata dalla chitarra synth di Daniele Siscaro (nel brano di apertura) e dal contrabbasso di Giuseppe Talone. “Un istante è sempre un mondo nuovo, un’occasione irripetibile per fidarsi delle nostre infinite capacità”, sottolinea Piselli. La tracklist si apre con Go e prosegue con Magic Pivot, che racconta il perenne equilibrio tra dovere e piacere, tra quel che sembriamo e quel che siamo, tra finzione e verità. Now "è un punto preciso nel tempo, piantato con il chiodo nel muro della vita. Il martello delle scelte batte impetuoso e fissa l’istante. D’ora in poi sarà un mondo nuovo, un modo diverso di vedere il quadro di me stesso. La musica è cornice, io sono la forma, voi mettete il colore”, racconta il compositore. Dopo Giant Steps di John Coltrane il disco si chiude con Tiramisù (“Le scelte sono come il tiramisù meno ne hai, più ne vorresti. Il tiramisù è la mia decisione di piacere, e per piacere datemi un’altra fetta”) e Oilà ("Un tribale battito cardiaco, la festa della foresta nel cuore antico dei sentimenti, è il rientro dal viaggio, è il ritmo dell’abbraccio, è la fine del percorso, è l’inizio di un nuovo viaggio”). Claudio Piselli inizia gli studi di batteria con il Maestro Lorenzo Tucci successivamente si iscrive al Conservatorio di Frosinone dove consegue il diploma di Strumenti a Percussione sotto la guida di Antonio Caggiano. Sin dagli inizi orienta i suoi interessi verso il jazz e il repertorio classico-sinfonico. Vanta numerose collaborazioni come percussionista sia in orchestra sia in  formazioni cameristiche, tra cui l’Ensemble Algoritmo diretto da Marco Angius. Con l'Ensemble Sixe conquista il Premio Cosima Listz e partecipa alla rassegna "Settimane all'avanguardia" all'Auditorium del Conservatorio "Santa Cecilia" di Roma. Ha lavorato con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Teatro San Carlo di Napoli. Come solista suona presso l'Aula Magna di Roma Tre, con programmi dedicati al "Novecento Musicale nel continente americano", eseguendo autori Cole Porter, G. Gershwin, N. Rosauro, J. Cage e S. Reich. Ha lavorato con Luis Bacalov, Ennio Morricone Nicola Piovani, esibendosi con quest’ultimo in diversi Teatri in Cina. Ha suonato in Orchestra per trasmissioni televisive e spettacoli teatrali insieme a Cristian de Sica ed Enrico Montesano. Suona il vibrafono in diverse formazioni di Jazz e vanta numerose collaborazioni le ultime con Giampiero Locatelli, Andrea Nunzi, Leonardo Borghi, Marco Guidolotti, Emanuele Urso, Abu Djigo, Marco Tiso, Maurizio Abeni.

CERCLE MAGIQUE TRIO - Cercle Magique
Il chitarrista Nando di Modugno, il bassista Viz Maurogiovanni e il batterista Gianlivio Liberti sono i protagonisti di "Cercle Magique", nuovo progetto discografico firmato Dodicilune. Il disco, che nasce dall’incontro di tre personalità musicali molto diverse fra loro, ma straordinariamente combinate in un dialogo a voce sommessa, sarà disponibile da domenica 23 aprile nei migliori store digitali e dal 7 maggio sarà distribuito da Ird in Italia e all’estero. Cercle Magique sarà presentato ufficialmente con tre concerti al Ladisa in Jazz di Valenzano (23 aprile), all'Osteria Malatesta di Matera (28 Aprile) e al Moonlight di Bari (7 Maggio). Un viaggio tra il mistic o e l’esoterico, che conosce la sensualità della terra e del fuoco e il battesimo dell’acqua. Ogni traccia evoca paesaggi suggestivi, universi onirici e straniati, che declinano naturalmente dal rarefatto al fisico, senza eccessi. I temi si fanno morbidi, i tempi lenti, e accompagnano l’ascoltatore in atmosfere soffuse e godibili. Gli interventi elettroacustici personali dei tre, le suggestioni jazz e un incalzante retropensiero funk-rock conquistano al primo ascolto. Dal torpore alla vita: tutto si anima all’improvviso nelle linee tratteggiate del basso e nelle vibrazioni incessanti delle percussioni. È l’emersione di un altro tempo, di un’altra dimensione.

SINCRETICO È IL NUOVO PROGETTO DISCOGRAFICO DEL FISARMONICISTA E COMPOSITORE PUGLIESE VINCE ABBRACCIANTE
Venerdì 5 maggio esce per Dodicilune - distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store digitali - Sincretico, nuovo progetto discografico del fisarmonicista e compositore pugliese Vince Abbracciante. L'uscita del disco sarà accompagnata da un tour di concerti che prenderà il via giovedì 4 maggio da Castellana Grotte e proseguirà venerdì 5 maggio nella Chiesa della Graziella di Napoli, sabato 6 maggio al Caffè Letterario di Conversano per “Il libro possibile”. Da sabato 13 a venerdì 19 maggio il musicista sarà in Brasile per tre concerti a Belo Horizonte (13 maggio al Festival Internazionale Fisarmonica) e Rio De Janeiro (18 maggio al Bar Semente e 19 maggio all’Istituto di Cultura Italiana). Altri appuntamenti a Bari (31 maggio), Muro Leccese (21 luglio), Matera (11 agosto) e Castelfidardo (15 settembre). Sincretico - un concept album di otto composizioni originali per fisarmonica, chitarra e quintetto d'archi - sfugge a un'unica definizione di genere e rappresenta una sintesi delle esperienze musicali in cui Abbracciante si è misurato nel corso della sua attività artistica. Il jazz, la musica popolare brasiliana, la canzone italiana, il tango, la musica classica, le colonne sonore, la musica balcanica e le collaborazioni in orchestra, confluiscono in un magma emozionale che caratterizza l'intero lavoro. Un meltin’ pot di suggestioni e atmosfere "mediterranee". Spinto, audace, magnetico, materico, che sconfina. Come il virtuosismo di Vince Abbracciante e del suo accordéon, sostenuto dal passo discreto della chitarra di Nando Di  Modugno, dal contrabbasso di Giorgio Vendola e dalla texture vellutata degli archi dell’Alkemia Quartet composto da Marcello De Francesco e Leo Gadaleta (violino), Alfonso Mastrapasqua (viola) e Giovanni Astorino (violoncello). Si vola da un’idea all’altra, in una tensione permanente, che continua ad avvertirsi anche nella distensione elegante dei temi. È un viaggio senza meta, una corsa verso la luce, che intriga, appassiona e coinvolge, in tutta la sua fisicità.  “Vince Abbracciante: è la stella nascente della fisarmonica in Italia, dotato di una tecnica notevole, un senso profondo del blues e dello swing. Padroneggia la fisarmonica come pochi e suona con talento qualsiasi genere musicale”, si legge nel Dizionario del Jazz Italiano di Flavio Caprera (Feltrinelli, 2014). “Sincretico” apre le porte di un mondo sonoro caleidoscopico e appassionante. “Chi più mi ha impressionato è un giovane italiano, originario della Puglia: si chiama Vince Abbracciante. In ogni brano mi ha imbarcato in una storia e commosso”, disse di lui Richard Galliano (Jazzman, 2005). Classe 1983, originario di Ostuni, a otto anni intraprende gli studi musicali con il padre Franco e con Annibale Sanese. Diplomato in musica jazz al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli sotto la guida di Gianni Lenoci e laureato in fisarmonica classica con lode e menzione speciale al Conservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera con Gian Vito Tannoia, ha frequentato master class, seminari, corsi con Franco D’Andrea, Bruno Tommaso, Richard Galliano, Joelle Leandre, Steve Potts, Roberto Gatto, Dado Moroni, Jacques Mornet, Rosario Giuliani. Dal 2000 è testimonial delle fisarmoniche Borsini di Castelfidardo. Si è esibito in festival e jazz club in tutto il mondo suonando con numerosi musicisti (Juini Booth, John Medeski, Richard Galliano, Marc Ribot, Javier Girotto, Gabriele Mirabassi, Flavio Boltro, Carlo Actis Dato, Lucio Dalla, Ornella Vanoni, Jenny B, Heidi Vogel). Nel 2006 si avvicina alle tastiere vintage, come l’organo Hammond, Farfisa, Rhodes dando sfogo alla sua vena creativa e psichedelica. Nel 2009 progetta insieme a Carlo Borsini un nuovo sistema per il cambio dei registri della fisarmonica, che permette di ampliare la gamma sonora del suo strumento. Ha scritto colonne sonore per i film del regista Gianni Torres e ha pubblicato vari cd con The Bumps (Davide Penta & Antonio Di Lorenzo) e con Giuseppe Delre (Different Moods, 2011), Paola Arnesano (Tango!, 2012 e MPB, Dodicilune 2017) e Alessandro Palmitessa (Duobanda, 2014). Nel 2012 è uscito anche “Introducing”, nel quale è affiancato tra gli altri da Juini Booth e Roberto Ottaviano. Nella sua carriera ha conquistato numerosi premi nazionali e internazionali. L'Alkemia Quartet nasce nel 2016, cominciando la sua attività concertistica collaborando con Jeremy Cohen (del Quartet San Francisco). Progetto "crossover" nel solco del Turtle Island String Quartet (NY), si caratterizza per la sua versatilità dal jazz al pop al contemporaneo. Di prossima pubblicazione un disco contenente l'integrale dei quartetti per archi di Giovanni Sollima. Nando di Modugno, cresciuto in un ambiente musicale (il padre e il fratello maggiore sono musicisti) ha proseguito la sua formazione nel Conservatorio di Bari con Linda Calsolaro diplomandosi con lode, quindi con Alirio Diaz, con Josè Tomas e, all' Accademia Chigiana di Siena ed alla Musik Akademie di Basilea (Solisten Diplom), con Oscar Ghiglia. L’interesse particolare per le diverse forme di espressione musicale gli hanno consentito di svolgere una intensa e varia attività concertistica e di collaborare con musicisti di differenti estrazioni (Nicola Piovani, Ennio Morricone, Howard Shore, Peter Eotvos, Daniele Gatti, Pierre Favre, Bobby McFerrin, Arnoldo Foà, Fabrizio Bosso, Gabriele Mirabassi e molti altri), con orchestre (Santa Cecilia, Teatro San Carlo, Provincia di Bari, Teatro Petruzzelli, Carlo Felice di Genova, Wyoming Synphony Orchestra, Bozeman Symphony, Basel Sinfonietta) e vari ensemble di musica contemporanea. È docente di chitarra presso il Conservatorio "Nicolò Piccinni" di Bari. Contrabbassista e compositore pugliese, Giorgio Vendola si è diplomato in contrabbasso presso il Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Monopoli. Musicista sensibile alla tradizione quanto alla sperimentazione, nel suo percorso formativo abbraccia i più diversi generi e stili musicali (rock, pop, ethno) soffermandosi in particolar modo sul jazz e la musica improvvisata. Si esibisce in contrabbasso solo e in gruppo, sulle scene di diversi importanti teatri e festival fra l’Europa e il resto del mondo. Dal 2007 collabora con la compagnia TeatroMinimo come autore ed esecutore di musiche. Ha collaborato con lo scrittore Gianrico Carofiglio nello spettacolo ”Le Notti dell'avvocato Guerrieri”. Nell'ambito della musica popolare, ha suonato e inciso con due tra i gruppi più rappresentativi della musica popolare del Salento Canzoniere Grecanico Salentino e Ghetonia. Esplora le musiche dei balcani con i Talea ed è membro attivo in altre formazioni (SynerJazz Trio, Urban Society, Pinturas, Minafrik Orchestra, Mirko Signorile quartet, Kekko Fornarelli Trio). Ha collaborato, a vario titolo con Andrea Centazzo, Paolo Fresu, Enrico Rava, Naco,  Rita Marcotulli, Gianluigi Trovesi, Roberto Ottaviano, Rosalia de Souza, Fabrizio Bosso, Roberto Dani, Gianluca Petrella, Dave Liebman, Yves Robert, Cristina Zavalloni, Louis Sclavis, Barbara Casini, Nasheet Waits, Maurizio Giammarco, Ettore Fioravanti, Greg Osby, N’Guyen Lè, Pino Minafra, Louis “Tebugo” Moholo, Keith Tippett, Dave Binney, Sarah Jane Morris, Rob Ellis (Pj Harvey), Cristiano Godano(Marlene Kuntz), Josh Klinghoffer (Red Hot Chilli Peppers), Michael Rosen, Roberto Gatto, Francesco Bearzatti, Antonello Salis, Renè Aubry, Cuong Vu, Ballaké Sissoko. Ha inciso per diverse etichette come Soul Note, Universal, Enja, Ogun, Leo Records, Stradivarius, Verve.

LE (DONNE) DI CHIARA PAPA
La cantante e chitarrista salentina presenta sul palco di Astràgali Teatro a Lecce il suo album d'esordio - in uscita martedì 9 maggio - prodotto dall'etichetta Dodicilune nella collana editoriale Fonosfere Sabato 13 maggio (ore 21 - ingresso libero) il palco di Astràgali Teatro a Lecce ospita la presentazione ufficiale di (donne), esordio discografico della chitarrista e cantante Chiara Papa, prodotto dall'etichetta Dodicilune nella collana editoriale Fonosfere e distribuito dal 9 maggio in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store digitali. (donne) è una raccolta di storie, un calderone di racconti che vengono dal passato e da terre lontane. Parole che sono incise nell'intimo di ognuno di noi. Sono voci di donne straordinarie, personificazioni di archetipi femminili (la Madre, la Guerriera, la Martire, l'Amante) che hanno segnato e continuano a segnare la storia universale, la vita di ogni essere umano. (donne) è un invito a sentire la realtà con tutti i sensi, per accorgersi che tutto l'Universo parla al femminile e che il femminile è in ogni cosa, in ognuno di noi: l'aria, la pioggia, la terra natìa, sono il respiro di due amanti, le lacrime di una martire, il ricordo di un amore lontano. Chiara Papa - che suona anche ukulele e dulcimer - propone nove brani tradizionali. Morenica, Hija Mia e Arvoles lloran por lluvia provengono dalla tradizione sefardita, Solnuska da quella russa, Moj e Bukura More è un brano arbëresh, Duerme Negrit proviene dall’Argentina, La Llorona dal Messico mentre La Dama d'Aragò ed El Testament d'Amelia sono due pezzi catalani. “Suono da sempre. Da che ne ho memoria. Suono e canto perché farlo è una necessità. Non ho mai amato le bambole; ho sempre preferito dar vita ai miei eroi immaginari con le matite e i colori. Eroi e protagonisti dei miei racconti, delle mie storie”, sottolinea Chiara Papa. “Amo raccontare. Da sempre. Raccontare attraverso la musica e i suoni è la forma più sublime e potente che conosca. Perciò, lo faccio. Racconto. Il suono cristallino del pianoforte è stato il mio primo amore ma non potevo cavalcare una balena scura, scintillante dai denti d’avorio bianco e nero. Per non farmi morire d’amore, mi portarono in un negozio che odorava di legno e foreste. Una chitarra con delle rose sulla rosa mi chiamò, lieve. Fu la chiamata ad una vocazione: le sei corde mi legarono l’anima in una stretta che persiste ancora e si fa più forte. Ogni giorno di più. Da quel giorno iniziò una storia che insieme alla gioia del cammino e degli arrivi ha conosciuto la fatica degli ostacoli e dello sconforto. La chitarra è diventata il medium della mia anima. È diventata una dolcissima maledizione”, prosegue. “Mi sono lasciata ammaliare dal fascino dell’Antico, della musica che viene dalle corti dei re e delle regine, dalla solitudine di un organo in una chiesa gotica, dalle corde di budello e dalle voci di Dive e Dei. E poi il jazz negro, quello cattivo e sensuale, gioioso e superficiale. Il blues dolente. Il Sud America colorato. Frida Kahlo. Il canto degli zingari e dei migranti di ogni tempo, uomini e donne, soprattutto donne. Tutto questo dimora nel mio cuore. E lo racconto. Con le labbra e con le mani”.

SERGIO ARMAROLI & FRITZ HAUSER - STRUCTUING THE SILENCE
Sabato 13 maggio esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali, "Structuring the Silence", il nuovo progetto discografico del duo che unisce il vibrafonista, percussionista e compositore italiano Sergio Armaroli e il batterista e percussionista svizzero Fritz Hauser. Il disco - prodotto dall’etichetta salentina Dodicilune - sarà presentato ufficialmente in concerto nel giorno dell’uscita nell’Atelier Isabel Bürgin di Basilea. "Structuring the Silence" è una ricerca sonora attraverso l’improvvisazione a partire da una una scrittura minima, all’interno di un’architettura del vuoto e del silenzio intesa come un paesaggio sonoro quale luogo di ascolto ecologico. L’esecuzione è intesa come “scultura vivente” in un processo costante di dialogo come una “percus sion conversation”. “Silence has been an essential element of my percussion playing since the very beginning. Developing sounds out of silence, fading into silence, stopping a cymbal crescendo to let the silence explode into space. These were some of the elements I used a lot, and I still do. Then I met John Cage, who wrote a piece for me. One of his number pieces -one4- , and depending on how you deal with the given elements and performance rules, you end up with a lot more silence than I was used to. Silence that makes you listen, silence that makes you think. Silence that can frighten you, but also silence that gives you peace, and hope... Sergio Armaroli is a percussionist/composer who has given much more than just a thought or two to silence. He has made an extensive research on composing techniques, and improvising concepts. He has explored all possible ways to deal with silence and he has put these reflections into the concept pieces of STRUCTURIN G THE SILENCE. Playing with him, and creating silence with him was both a pleasure, and a challenge: Silence is an endless ocean, sound is the vessel to travel on it...” Fritz Hauser. Nato nel 1953 a Basilea, Fritz Hauser propone spettacoli in solo per batteria e percussioni che esegue in tutto il mondo; lavori crossmediali con la ballerina e coreografa Anna Huber, con l'architetto Boa Baumann e con la regista Barbara Frey; composizioni per ensemble di percussioni e solisti, impianti sonori, giochi radiofonici, musica per film e letture. Nel campo della musica improvvisata ha collaborato con numerosi musicisti (Urs Leimgruber, Joëlle Léandre, Marilyn Crispell, Christy Doran, Pauline Oliveros, Lauren Newton, Patrick Demenga e molti altri). Dal 1998 al Concorso Internazionale di Percussione di Stoccolma, collabora con diversi gruppi di percussioni e solisti di tutto il mondo (Kroumata, Percussione Synergy, Nexus, Speak Percu ssion, Keiko Abe, Steven Schick, Bob Becker, Michael Askill). Nel corso della sua lunga carriera ha realizzato numerosi cd come solista e con vari gruppi. La poetica di Sergio Armaroli abbraccia molteplici ambiti espressivi alla costante ricerca di un’unità dell'esperienza. Si dichiara pittore, percussionista concreto, poeta frammentario e artista sonoro oltre a fondare il proprio operare all'interno del "linguaggio del jazz" e dell'improvvisazione come "estensione del concetto di arte". Concentrato su una scrittura diffusa, consapevole di essere produttore "di-segni", dove l'invenzione verbale è "gesto poetico", nella vita è costretto ad uno sforzo pedagogico costante (www.sergioarmaroli.com). Svolge un’intensa attività artistica caratterizzata da un eclettismo stilistico accentuato con una tendenza alla dispersione linguistica come alla rinuncia e ad una forte predilizione per il "silenzio". Si è esibito in qualità di "attore musicale " e percussionista concreto in prestigiosi teatri e sale da concerto internazionali esponendo come artista in ambito off e sperimentale. Ha al proprio attivo numerose pubblicazioni in campo teorico musicale e poetico. Questo è il suo sesto cd con l’etichetta Dodicilune dopo “Prayer and request” (2010) e “Vacancy in the Park” (2015) con Axis Quartet, “Early Alchemy” (2013) un solo di marimba, “Tecrit” (2014) con Riccardo Sinigaglia (santur elettrico, flauti barocchi ed elettronica) e "Micro and More Exercises" con Giancarlo Schiaffini (2016).

Painting Jazz Duo - "Peace"
Esce il 19 giugno 2017 "Peace", il nuovo progetto discografico del Painting Jazz Duo. "Peace" è un racconto per segmenti, “pacificamente” incastonati su una tela variopinta. Loro sono un duo coeso, forte della sua storia e della sua sintonia. Ogni traccia è una dichiarazione di guerra, un’apertura totale alla sperimentazione: forte, audace, spinto, il suono sobbalza e diverte nella totale imprevedibilità delle sue mosse. Emanuele Passerini (sax) e Galag M. Bruno Belloni (piano) sono alla loro terza esperienza per Dodicilune. Collaudati nel loro approccio “descrittivo”, regalano un punto di vista nuovo, a tratti irriverente, anche a standard e grandi classici intoccabili come “I Loves You Porgy” o l’ “Arte della Fuga”. Emanuele Passerini, cl asse 1971, si approccia allo studio del sassofono da autodidatta. La disinvoltura degli inizi gli regala un grande entusiasmo nel suonare e nel frequentare formazioni jazz, rock, blues, soul e acid. Studia con Daniele Cavallanti e Tiziano Tononi presso il CEMM di Bussero, per poi perfezionarsi con Tiziana Ghiglioni, Giovanni Tommaso, Walter Donatiello e Dave Liebman. Nel 2008 avvia il progetto New Standard Jazz Duo, oggi  Painting Jazz Duo, con Galag Massimiliano Bruno Belloni. Galag Massimiliano Bruno Belloni, nato nel 1949, inizia a suonare il pianoforte da bambino. Dopo un breve periodo di studi in Conservatorio, continua da autodidatta a cimentarsi col jazz e la composizione di repertorio classico e leggero, senza trascurare le tecniche improvvisative. Numerose le sue partecipazioni a festival e concorsi, oltre che le esibilizioni dal vivo. Nel 2008 avvia il progetto New Standard Jazz Duo, oggi  Painting Jazz Duo, con Emanuele Passerini . Il Painting Jazz Duo, nasce come New Standard Jazz Duo. Emanuele Passerini (sax) e Galag Massimiliano Bruno Belloni (piano) vantano come un repertorio di composizioni originali e di brani totalmente improvvisati. Dall’approccio descrittivo/decostruttivo, hanno uno stile personale ed eccentrico, caratterizzato dal colore, dall’ “apertura”, dall’interplay forte. Per la Dodicilune hanno pubblicato Talk and Fly (2013) e The Well-Tempered Duo: Bach Project (2014).

Francesco Caligiuri - Olimpo
Esce il 26 giugno "Olimpo", disco d'esordio del polistrumentista calabrese Francesco Caligiuri.  Olimpo è un lavoro delicato, introspettivo, eppure avventuroso, in  solo. L'intero album è uno sforzo individuale, dalla composizione all'esecuzione, con Caligiuri dedito alla costruzione di strati di suono, con utilizzazione morbida dell'elettronica a servizio delle ance, dal clarinetto basso al sax soprano al baritono, con chiara ispirazione dal miglior John Surman. “This is Francesco Caligiuri first cd and he strikes! What an open and wild mind behind this beautiful music. I specially love his blend of strong Mediterranean melodies with the powerful Viking spirit” (Michel Godard). Olimpo is the debut album of Francesco Caligiuri, a delicate, introspective, yet adventurous, solo work. It communicates a unique vision along the emotional landscapes of the classic Myth, with strong inspirations from popular music, but firmly linked to the jazz tradition. The result is both ethereal and bold, and extremely enjoyable. L'opera comunica una visione unica lungo i paesaggi emotivi del Mito classico, forte di  ispirazione dalla musica popolare, ma rimanendo saldamente legato alla tradizione jazz. Il risultato è etereo ma audace, comunque di estrema godibilità. Il percorso improvvisativo di questa musica si può riassumere nella parola “Mýthos”, “racconto”. Le diverse timbriche degli strumenti e gli affascinanti suoni dell'elettronica suggestionano, conducendo la mente in un viaggio immaginario e immaginifico tra mito e leggenda, lungo i topoi culturali dell’antica Grecia e di tutto il bacino del  Mediterraneo. L’improvvisazione, che mette a nudo il musicista esprimendone l’identità e l’essenza, ispira l’intenso pensiero musicale del progetto. Le nove composizioni originali richiamano tutte personalità e storie di divinità della mitologia greca: da Zeus e Poseidone, potenti e stabili, a Dionisio, Apollo e Afrodite, sentimentali e armoniosi; da Ares, Athena ed Efesto, creativi e solenni, ad Ade, oscuro e instabile. FRANCESCO CALIGIURI. Cosentino, classe 1991, si è diplomato in sassofono presso il Conservatorio “S.  Giacomantonio”, per poi avviarsi allo studio delle tecniche di arrangiamento, composizione e improvvisazione jazz. Predilige il sax baritono, e partecipa attivamente a diverse formazioni cameristiche, classiche e jazz, vantando anche ruoli di primo nell’Orchestra di fiati della Provincia di Cosenza. Dal 2014 suona nel progetto Cypriana di Nicola Pisani. Si è perfezionato, tra gli altri, con Michel Godard, Marco  Sanninni, Paolo Damiani, Matt  Brewer, Miguel  Zenon, Ben  Wendel, Logan  Richar dson, Franco  D’Andrea, Marcello Piras.

HOME 4TET - RE: BOLLING
Prodotto dall'etichetta Dodicilune e distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store digitali, Re: Bolling è il nuovo album del gruppo Home 4et. Stefano Saccone (flauto), Enzo Orefice (pianoforte e arrangiamenti), Marco De Tilla (contrabbasso e basso elettrico) e Lorenzo Petruzziello (batteria) propongono un progetto sulle tracce del pianista, compositore e arrangiatore francese Claude Bolling. In questo omaggio al suo crossover, il quartetto suona con inaspettata freschezza e coerenza le suite più suggestive di Bolling e le interpretazioni dei grandi maestri che lo hanno accompagnato. Il quartetto apre all’improvvisazione e ai volumi spinti senza nessuna rinuncia al pensiero narrativo del musicista francese. Tutto ritorna: le atmosfere anni Settanta, lo swing più morbido, le contaminazioni classiche. Una veste nuova e originale per il carattere intramontabile di Bolling. La tracklist (composta da Veloce, California (Main Theme), Sentimentale, Irlandaise, Pastorale, Affectueuse, Amoureuse, Black Battle, Baroque and Blue) è completata da Pour Claude, composizione originale di Enzo Orefice. Il termine crossover viene usato per indicare quella musica che si trova a metà strada tra vari generi, più spesso tra il genere della classica e quello del jazz. Jacques Loussier, gli Swingle Singers, soprattutto il Modern Jazz Quartet fanno tutti parte di questa grande famiglia. A usare per la prima volta questa espressione fu la stampa americana, spiazzata davanti all’enorme successo del disco di un colto jazzman francese, Claude Bolling, a metà strada tra la musica classica e lo swing di Duke Ellington. Era l’anno 1976 e già da tempo la scena musicale proponeva incontri tra stili e generi diversi, ma mai fino ad allora un’operazione discografica di questo tipo era riuscita ad attirare su di sé così tanta attenzione, al punto da restare per ben 530 settimane nelle classifiche americane di Billboard. Il disco in questione era la “Suite pour flûte et piano jazz trio”, scritta da Claude Bolling per il famoso flautista francese Jean-Pierre Rampal. Da questo momento fu chiaro per tutti che la strada della contaminazione tra i generi non era solo una curiosità, ma un vero e proprio fenomeno culturale cui fu data appunto l’etichetta di “crossover music”. Bolling ha continuato negli anni a produrre le sue suite su richiesta di altri famosi virtuosi della musica classica: dalle commissioni di Pinchas Zukerman, Yo-Yo Ma, Maurice André, Alexandre Lagoya nacquero così le sue suite per violino, violoncello, tromba e chitarra sempre accompagnate dalla tradizionale formazione del trio jazz: batteria, contrabbasso e pianoforte, quest’ultimo suonato sempre dall’autore. I brani selezionati per il nostro progetto, tratti dalla Prima e Seconda suite per flauto e jazz trio e dalla California Suite, sono stati arrangiati cercando di allargare lo spazio dell’ improvvisazione, in alcuni casi modificando anche le strutture delle composizioni ma cercando sempre un equilibrio con la forza melodica dei temi dell’autore. Una rilettura che dona un nuovo sound ai brani adoperando gli elementi ritmici e tematici anche come materiale per l’improvvisazione e intende sottolineare l’attualità, la forza e l’originalità della musica di Claude Bolling. Diplomatosi in Flauto Traverso presso il Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino sotto la guida del M° G. Urciuolo, Stefano Saccone si è perfezionato con Severino Gazzelloni, Conrad Klemm, Alain Marion e Marzio Conti. Dal 1988 svolge attività concertistica in diverse formazioni cameristiche, partecipando a rassegne e stagioni su tutto il territorio italiano. Dopo gli studi accademici ha intrapreso lo studio della musica jazz presso il Conservatorio “N. Sola” di Benevento con i maestri P. Leveratto ed E. Fioravanti e ha gradualmente orientato i propri interessi e le proposte concertistiche verso la bossa nova e il jazz tango. Dal 2002 si dedica in particolare - con il quintetto strumentale Effetto Musica Ensemble e la cantante brasiliana Claudia Marss - alla re-interpretazione del repertorio di Antonio Carlos Jobim. Ha collaborato con Sergio Rubini, Nando Gazzolo, Michele Placido, Alessandro Haber in diversi progetti che combinano musica e teatro. Intensissima la sua partecipazione a jazz festival. Dal 1995 insegna Flauto traverso presso le scuole secondarie di primo e secondo grado ad indirizzo musicale. Napoletano, classe 1972, Enzo Orefice si accosta da piccolo allo studio del pianoforte sotto la guida della madre, insegnante di musica. Da adolescente frequenta il Conservatorio di Musica “D. Cimarosa” di Avellino, per diplomarsi poi in Pianoforte sotto la guida del M° Nicola Setaro. Si perfeziona in musica jazz studiando con Enrico Pieranunzi, Mauro Grossi e Paolino Dalla Porta. Si diploma in “Musica Jazz” ed in “Didattica della Musica” presso il Conservatorio di Musica di Benevento. Collabora con diversi artisti di fama internazionale: Ada Montellanico, Piero Leveratto, Maurizio Giammarco, Ettore Fioravanti, Stefano Cantini, Antonio Onorato, Marco Zurzolo, Harold Bradley, e moltissimi altri. Diverse anche le collaborazioni con Michele Placido, Segio Rubini, Alessandro Haber, Enzo Moscato, Paila Pavese, Norma Martelli, Nando Gazzolo, e le partecipazioni a trasmissioni televisive su reti RAI e FININVEST. Registra inoltre per RAI-SAT e vanta un’intensa attività concertistica in tutta Italia. Marco De Tilla, studia il contrabbasso con Rino Zurzolo, Ermanno Calzolari, Aldo Vigorito, Furio Di Castri, Piero Leveratto, Dario Deidda. Partecipa a numerosi seminari con musicisti di fama internazionale, tra cui Dave Holland, Larry Grenadier, Bruno Tommaso, Paul Jeffrey, Scott Colley, Dick Oatts, Antonio Sanchez, Danilo Rea, Franco D’Andrea, Paolo Fresu, Maurizio Giammarco. Suona abitualmente in formazioni distinte, dal trio alla big band, collaborando anche con musicisti del calibro di Antonio Faraò, Norma Winstone, Paolo Fresu, Sarah Jane Morris, Chuck Findley, Javier Girotto, Emanuele Cisi, David Alan Gross, Andrea Pozza, Roberto Gatto, Adam Rudolph, Gabriele Mirabassi, Don Moye, Nico Gori, Maurizio Giammarco, John Arnold, Flavio Boltro. Tre i suoi progetti discografici: “A Little Present”, “By the Waves” e “Suoni Italiani”. Numerose le sue partecipazioni a festival e rassegne jazz di livello internazionale. Dal 2003 collabora con l'Istituto Nazionale per lo Sviluppo Musicale nel Mezzogiorno. Attualmente insegna Contrabbasso Jazz al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. Lorenzo Petruzziello, batterista, didatta, compositore e arrangiatore, ha all’attivo la partecipazione in diverse formazioni che spaziano dal Jazz al Soul, dal Pop e Funky. Si è avvicinato alla musica grazie allo studio del violino, prediligendo sempre e comunque un grande interesse per la batteria. Questo lo ha portato, a dodici anni, a seguire privatamente le lezioni, tra gli altri, di Maurizio Dei Lazzaretti. Si è quindi perfezionato con Ron Savage, Giampaolo Ascolese, Fabrizio Sferra e Marco Volpe, e nel 2006 ha iniziato il percorso di Batteria presso il Conservatorio “D.  Cimarosa” di Avellino, conseguendo i diplomi di I e II livello con Lode. Diverse le sue collaborazioni con progetti teatrali, tra cui quelle con l’attore Salvatore Mazza. Suo il metodo per batteria Key to Groove (2012) e la colonna sonora del film Il Pretore di Giulio Base (2013). Ha collaborato con numerosi musicisti del panorama jazz internazionale".

SOFIA TRIO - SOFIA
Mercoledì 19 luglio esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali, “Sofia” il nuovo album del Sofia Trio, prodotto dall'etichetta Dodicilune. Il progetto nasce nell’estate del 2015, da un’idea del chitarrista Mario Meloni e del batterista Luca Deriu e dall’incontro con il contrabbassista Fabrizio Fogagnolo. Il disco sarà presentato ufficialmente nel giorno dell'uscita al Caffè Letterario Nobel 26 di Nuoro. Il 21 luglio il trio sarà ospite del festival Seui in musica. Influenze jazz e un repertorio originale con e brani politematici, dove la struttura formale incontra l’improvvisazione più spinta: una cifra di stile che contraddistingue il trio e lascia l’ascoltatore in bilico tra la ricerca delle strutture e la disgregazione della forma, il tutto in un sound che spazia dal jazz europeo a quello più afro, fino al contemporaneo. La conoscenza, ci dice Stefano Zenni nella sua Storia del Jazz, «sorge dalla migrazione: gli esseri umani, adattandosi a qualsiasi ecosistema, utilizzano gli spostamenti per accrescere il sapere». E trasferendo se stessi, trasferiscono culture, lingue, beni e producono «nuovi stili di vita sempre porosi e vitali». Come il jazz. Sofia è scien za, sapienza. Sofia è la musa ispiratrice e l’impronta concettuale dell’album del trio. Nove tracce che si muovono su temi apparentemente distanti, eppure semanticamente legati all’esplorazione di linguaggi, volti, mondi diversi. Sofia è quell’istinto ad andare oltre, ad approfondire, ad assaporare, a conoscere. Sofia è un album dinamico, personale e di gusto. La sessione ritmica è coesa, e questo dona un bell’amalgama di fondo al disegno narrativo della chitarra di Meloni. Gioco, ironia, e una tenerezza deliziosa. La voce della piccola Sofia ne racchiude un momento. Chiude la traccia finale arricchita dalla chitarra di Battista Giordano.  Batterista e didatta, Luca Deriu si è diplomato al Conservatorio “L. Canepa” di Sassari in “Batteria e Percussioni Jazz” e perfezionato ai Seminari Jazz di Nuoro. Si è esibito in diversi Festival, nazionali e internazionali e ha collaborato con formazioni jazz, rock e afro-cubano. Col trio jazz Do.de.ca.foni ha realizzato la colonna sonora del del documentario Aria del regista Davide Carrari, primo premio del Cervinia Film Festival nel 2009. Già batterista dell’Orchestra Jazz nuorese CalaGononeJazz Collective, collabora con la formazione di percussioni africane Kangbè. Classe 1982, Mario Meloni ha iniziato lo studio della chitarra classica sotto la guida di G.  Porqueddu. Negli anni ha maturato un vivo interesse per il progressive rock, il jazz e il blues, frequentando i Seminari Nuoro Jazz di Paolo Fresu e varie masterclass, tra cui quelle di Umberto Fiorentino e Franco Cerri. Ha collaborato con diverse formazioni (quartetti e quintetti) jazz e funky-jazz sia come leader sia come sideman e ha partecipato a rassegne, concerti e festival, anche all’estero. Avviatosi allo studio del contrabbasso da autodidatta, Fabrizio Fogagnolo dal 2000 ha frequentato il C.P.M. di Milano sotto la guida di Attilio Zanchi. Si è poi perfezionato con Buster Williams, Paolino Dalla Porta e Paolo Fresu. Nel  2010 si è laureato al Conservatorio “G. Verdi” di Milano.  Come contrabbassista e bassista elettrico ha collaborato in diversi progetti, dal cantautorale al soul/jazz al jazz. Diverse le sue partecipazioni a rassegne, festival e concorsi nazionali e internazionali.

ROBERTO OTTAVIANO QUARKTET - SIDERALIS
Martedì 5 settembre, distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store digi tali, esce ufficialmente Sideralis, nuovo album di Roberto Ottaviano, prodotto dall’etichetta Dodicilune. Dieci brani originali del sassofonista barese affiancato in questo progetto dal pianista inglese Alexander Hawkins e da una sezione ritmica tutta statunitense composta dal bassista Michael Formanek al basso e dal batterista Gerry Hemingway. Quattro giganti del jazz di impronta post-free e di matrice creativa si affrontano in un teatro dell’ipercosmo. Rotte e orbite siderali, linee spezzate, effetti onomatopeici, suoni acidi, idee sminuzzate, forme esplose: eppure tutto resta ripensabile in una struttura coerente e appagante. Un gioco sperimentale a tutta altezza, che cattura e accompagna l’ascoltatore in g alassie inesplorate. Gli stop e i salti all’unisono, i temi frammentati, donano colore e dinamicità ai fraseggi. Il sassofono di Ottaviano è un cono di luce, una torcia che illumina la più oscura distensione, una guida affidabile. Tutto è inquadrato in una compostezza precaria, che pare cerchi nuovi spazi d’espressione. Non tracce compiute, ma esplorazioni sonore, un mondo in divenire alla ricerca del suo ispiratore, quel John Coltrane asceso alle stelle il 17 luglio del 1967. Sideralis è un manifesto di gratitudine a lui, tra i primi esploratori di quello spazio “siderale”. L’infinità della sua ricerca genera tuttora luce. Attivo sulla scena jazzistica internazionale da quasi quarant’anni, Roberto Ottaviano ha suonato e inciso con alcuni tra i più importanti musicisti america ni ed europei a cavallo tra diverse generazioni: D. Gillespie, C. Baker, A. Farmer, M. Waldron, R. Workman, A. Mangelsdorff, G. Gaslini, E. Rava, S. Swallow, F. Koglmann, P. Favre, K. Wheeler, K. Tippett, K. Berger, H. Bennink, A. Andersen, T. Gurtu,  H. Drake, e tantissimi altri. Oltre che dirigere proprie formazioni, tra cui Astrolabio con G. Trovesi, G. Ferris e M. Godard, il QuarkTet con A. Hawkins, M. Formanek e G. Hemingway, ed il Trio Griòts con G. Maier e Z. De Rossi, suona con la Minafric Orchestra e con Canto General di Pino Minafra. Si esibisce in Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Francia, Danimarca, Norvegia, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Yugoslavia, Albania, Romania, Russia, India, Giappone, Messico, Tailandia, Marocco, Algeria, Costa d’Avorio, Senegal, Cameroun, Stati Uniti, Canada, ed ha inciso per Red, Splasc(h), Soul Note, Dodicilune, Hat Art, Intakt, ECM, DIW ed Ogun. Come didatta ha fondato il corso Musica Jazz nel Conservatorio della sua città e di cui ne è coordinatore da quasi 30 anni. Ha condotto e conduce Workshops e Masterclass su varie tematiche in giro per il mondo. Di prossima pubblicazione il volume da lui curato per Stampa Alternativa, “Steve Lacy. Una diversa prospettiva”, nella collana Jazz People diretta da Gianfranco Salvatore. Compositore, pianista, organista, Alexander Hawkins si divide tra la passione per il free e un profondo fascino per la composizione. Numerose le sue collaborazioni con musicisti del calibro di Evan Parker, John Surman, Joe McPhee, Mulatu Astatke, Wadada Leo Smith, Anthony Braxton, Marshall Allen, Han Bennink, Hamid Drake, Rob Mazurek, Taylor Ho Bynum, Harris Eisenstadt, Matana Roberts, Shabaka Hutchings. Diversi anche i riconoscimenti e le presenze a festival internazionali. Nel 2016 è stato nominato Instrumentalist of the Year aiParliamentary Jazz Awards. Contrabbassista del panorama jazz americano, classe 1958, Michael Formanek inizia a suonare negli anni Ottanta al fianco di Freddie Hubbard, Joe Henderson, Dave Liebman, Fred Hersch, Attila Zoller. Il suo album di debutto, Wide Open Spaces, è del 1990, insieme a Greg Osby, Mark Feldman, Wayne Krantz, Jeff Hirshfield. Importante la sua produzione discografica, e numerose le sue collaborazioni: tra le altre, quelle con Jane Ira Bloom, Uri Caine, James Emery, Lee Konitz, Kevin Mahogany, la Mingus Big Band, Scott Fields, Daniel Schnyder, Jack Walrath. È direttore della Peabody Jazz Orchestra e Jazz Bass Instructor al Peabody Conservatory of Music in Baltimore, Maryland. Gerry Hemingway è compositore, percussionista, visual artist, didatta. Nato in New Haven, Conn., nel 1955 in una famiglia di musicisti, si avvicina allo studio delle percussioni a dieci anni. A diciassette è già un provetto percussionista jazz e bepop. Dal 1983 al 1994 suona nell’Anthony Braxton quartet. Con Braxton pubblicherà per la Mode Records Old Dogs (2010), quattro album a testimone della storica re in duo. Numerose le sue collaborazioni, i progetti e l’impegno didattico; densissima la produzione discografica e le performance dal vivo.

Francesco Alemanno - The Nearness of You
Prodotto dall'etichetta Dodicilune e distribuito dal 15 settembre in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store digitali, “The Nearness of You” è il disco d’esordio del batterista salentino Francesco Alemanno. Nei nove brani è affiancato dal sassofonista statunitense Jesse Davis, dal trombettista Andrea Sabatino, dal contrabbassista Marco Viaggi e dal pianista Antonio Ciacca che firma anche il brano di apertura Watch The Steps e Dizzy’s. La tracklist è completata da una composizione di Alemanno (“Way To Brixia”) e dai brani George's Dilemma di Clifford Brown, Reflection di Ray Bryant, The Nearness Of You di Hoagy Carmichael, Blues March di Benny Golson, Man From Tanganyika di McCoy Tyner e Jeannine di Duke Pearson. Suona forte, The Nearness of You. Un’assenza per nulla depressa e nostalgica. Anzi, febbricitante e carica di belle sensazioni. Un corpo sonoro compatto, un’architettura bilanciata sul carattere brioso e travolgente della batteria di Alemanno. Un swing giovane e fresco, che corre leggero su temi gustabilissimi. Una carica di buon umore tra i fraseggi scuri e ficcanti del sax di Davis, intersecati dal mordente di tromba di Sabatino e le distensioni pianistiche di Ciacca, sempre sostenute dalle curve sensuali del contrabbasso di Marco Vaggi. “Una gradevole sorpresa questo primo disco del Francesco Alemanno 5tet: un ascolto davvero piacev ole, arrangiamenti ben fatti, atmosfere be-bop e tanto swing”. sottolinea il chitarrista Franco Cerri nelle note di copertina. “Formazione affiatata che garantisce un valido e costante sostegno, punteggiato da improvvisazioni ben inserite nel contesto generale. La sequenza dei brani proposti genera un risultato complessivo coinvolgente, raffinato ed elegante”.

FRANCESCO VENERUCCI feat. DAVE LIEBMAN - EARLY AFTERNOON
Martedì 7 novembre esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali, Early Afternoon, nuovo lavoro discografico del pianista e compositore romano Francesco Venerucci, affiancato in quattro brani dal sassofonista statunitense Dave Liebman, prodotto dall’etichetta Dodicilune. Il disco sarà presentato ufficialmente venerdì 10 novembre (ore 21 - ingresso 10 euro) con un concerto, introdotto dai giornalisti Luigi Onori e Gerlando Gatto, alla Casa del Jazz di Roma. Se nel lavoro discografico precedente Tango Fugato (Dodicilune, 2007), Francesco Venerucci aveva dato prova di una sapiente tecnica di scrittura musicale per ensemble, in Early Afternoon l’artista ci conduce nell’universo del “piano solo”. Nella continua e incessante ricerca della sintesi stilistica tra linguaggi musicali, Venerucci trasferisce la densità armonica e la stratificazione polifonica sulla superficie della tastiera, nel solco della tradizione tracciata da Duke Ellington, Bill Evans e Paul Bley; fino a John Taylor e Richie Beirach. L’album traduce al meglio la complessa personalità di Venerucci in grado di combinare classico e jazz con vivacità compositiva. Pianista eclettico, accoglie nel suo lessico musicale figurazioni che rimandano ora alla spazialità cosmica di Skrjabin, ora al post romanticismo di Rachmaninov, ora alle sinuosità puntiformi di Debussy. I fraseggi frammentati, i colori decisi e le poliritmie a perdersi definiscono la cantabilità personale di ogni singolo brano. La voce del Sax Soprano di Dave Liebman s’innesta ora quieta ora ispida sui paesaggi compiuti di Venerucci, quasi incisi nel silenzio. Un dono di dolcezza e carattere che impreziosisce l’album. «Nel 2011 ricevetti l’invito dell’associazione Amore e Psiche a tenere un concerto presso la loro sede, una bellissima libreria del centro storico di Roma. Nel preparare il programma scelsi alcune mie composizioni caratterizzate dall'interazione tra letteratura e musica», sottolinea Venerucci. «Il lavoro di selezione dei brani, scritti nell’arco di circa vent’anni, e della loro rielaborazione ha costituito il nucleo fondamentale di ciò che sarebbe divenuto in seguito l'attuale progetto discografico. La maggior parte dei brani sono eseguiti in “Piano Solo”. In quattro titoli (Exodus, Music for Lilith, Good Morning Mr. Samsa e Early Afternoon) ho coinvolto il sassofonista David Liebman, la cui performance, di rara bellezza e sensibilità, ha reso questo lavoro per me ancora più caro e prezioso», prosegue. «Chiude la raccolta uno standard della canzone popolare americana, Premio Oscar nel 1940 come migliore canzone per il film di animazione Disney “Pinocchio”. È il mio omaggio personale ad uno tra i musicisti più importanti del XX secolo, Louis Armstrong».  Francesco Venerucci si è diplomato in composizione sotto la guida di Claude Ballif, svolgendo contemporaneamente studi di armonia, analisi, direzione d’orchestra, e orchestrazione a Parigi, e in pianoforte sotto la guida di Valentino Di Bella. Ha conseguito un Master post laurea in composizione teatrale e coreutica sotto la guida di Fabio Vacchi per il dramma musicale Kaspar Hauser, su libretto di Noemi Ghetti, eseguito nel 2011 in prima mondiale all’Opera di Tirana. Attivo concertisticamente dal 1985, ha partecipato a numerose rassegne e registrato programmi radiofonici e televisivi. Ha composto musica da camera, lirica e sinfonica, colonne sonore, balletti e musiche di scena. Nel 2012 ha composto l’Opera Lirica Scanderbeg da un melodramma perduto di Vivaldi, su libretto di Quirino Principe, commissionato dal Teatro Nazionale d’Opera e Balletto d’Albania e co-prodotto dalla Verona Opera Academy. Vincitore di concorsi internazionali, ha visto le sue opere eseguite in importanti festival, sale da concerto e teatri d’opera. Ha collaborato, tra gli altri, con l’Orchestra of Colors, il Danish Saxophone Quartet e il Quinteto Tango Extremo. Ha partecipato a varie incisioni discografiche in qualità di compositore, arrangiatore e pianista. A suo nome ha realizzato il cd "Tango Fugato" (Dodicilune, 2007) con la partecipazione, tra gli altri, di Michele Rabbia, Marco Siniscalco e Gianni Iorio e il cd "Early Afternoon" (Dodicilune, 2017), con la partecipazione del sassofonista statunitense Dave Liebman. Dave Liebman, laureato in Storia alla New York University, ha studiato pianoforte e sassofono fin da ragazzo. Ha suonato con Miles Davis, Elvin Jones, Chick Corea, John McLaughlin, McCoy Tyner. I suoi lavori spaziano dalla classica al rock al free jazz. Diversi i riconoscimenti a livello internazionale: NEA Jazz Masters (2011); Jazz Educators Network (JEN); Legends of Jazz; nominee ai Grammy; vincitore per la categoria sax soprano ai Downbeat/Jazz Times Critics/JEN Poll; Honorary Doctorate alla Sibelius Academy. Nel 1989 fonda ed è direttore artistico della International Association of Schools of Jazz (IASJ). Centinaia le sue collaborazioni e registrazioni.

"LA VITA SEMPLICE" DI MARCO TUMA
In uscita 
l'esordio discografico da leader del compositore, sassofonista e armonicista cromatico salentino, prodotto dall’etichetta Dodicilune e distribuito da Ird. Venerdì 24 novembre il cd sarà presentato ufficialmente con un concerto sul palco di Astràgali Teatro a Lecce Martedì 14 novembre esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali, "La vita semplice", esordio discografico da leader del compositore, sassofonista e armonicista cromatico salentino Marco Tuma, prodotto dall’etichetta Dodicilune. Il disco sarà presentato ufficialmente venerdì 24 novembre (ore 21 - ingresso 10 euro inclusa copia del cd) con un concerto ad Astràgali Teatro in via Candido a Lecce. Sulla scia del modello e mentore ideale Toots Thielemans, il cui riferimento è piacevolmente presente in tutta l'opera, Tuma rivela una felice originalità stilistica, e costruisce il proprio “Brasil Project” sull'idea di un Brasile immaginario, i cui tòpoi  riflettono la ricchezza della cultura carioca, dall'estrema semplicità comunicativa della musica alla complessità armonica che vi è sottesa, innestando in tale crogiuolo  la propria sensibilità compositiva e interpretativa, e le doti di improvv isatore. Il disco contiene sette brani inediti composti da Tuma (Aprile, Waltz for Berri, Stato di Ebbrezza, Little Gigia, In viaggio con Lulù, Neruda mon amour e Splash) e le cover di Eu sei que vou te amar di Antonio Carlo Jobim e Vinícius de Moraes, Samba em preludio di Baden Powell e What are you doing the rest of your life? di Michel Legrand. Polistrumentista raffinato, Marco Tuma (armonica cromatica, flauto, sax soprano e glockenspiel) dirige un ensemble in cui spiccano la voce recitante di Giuseppe Tarantino, la chitarra di Claudio Tuma, il violoncello di Redi Hasa, il pianoforte di Giuseppe Magagnino, il contrabbasso di Tonino Vantaggiato e la batteria di Alessio Borgia. Il risultato è una musica semplice ma non facile, che alla semplicità dell'esperienza dell'ascolto associa una solida complessità, regalando emozioni profonde e indelebili. Nato a Nardò, in provincia di Lecce, Marco Tuma si avvicina alla musica in giovanissima età iniziando a suonare il pianoforte. Presto scopre la sua attitudine per gli strumenti a fiato, orientandosi verso lo studio del flauto traverso prima, e del sassofono e dell’armonica cromatica poi. Affascinato da sempre dalla cultura musicale latino-americana, collabora con musicisti brasiliani, cubani, andini, avvicinandosi così allo studio di strumenti a fiato provenienti da varie etnie; nel frattempo consolida la sua collaborazione con il gruppo di world music XantiYaca con il quale incide quattro album. Diverse le partecipazioni a trasmissioni televisive e intensa l’attività concertistica all’estero. Dal 1998 al 2000 collabora con i cileni Inti Illimani nei loro tour italiani. Turnista in varie sale di registrazione, ha al suo attivo molte partecipazioni in produzioni musicali di diffusione nazionale. Da anni collabora poi con varie compagnie teatrali, partecipando attivamente alla composizione delle musiche e all’esecuzione dal vivo degli spettacoli rappresentati.

L’etichetta salentina Dodicilune è attiva dal 1996 e riconosciuta dal Jazzit Award tra le prime etichette discografiche italiane (dati 2010/2014). Dispone di un catalogo di oltre 180 produzioni di artisti italiani e stranieri, ed è distribuita in Italia e all'estero da IRD presso 400 punti vendita tra negozi di dischi, Feltrinelli, Fnac, Ricordi, Messaggerie, Melbookstore. I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online (Amazon, Ibs, LaFeltrinelli, Jazzos) o scaricati in formato liquido su 56 tra le maggiori piattaforme del mondo (iTunes, Napster, Fnacmusic, Virginmega, Deezer, eMusic, RossoAlice, LastFm, Amazon, etc).
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PATTY LOMUSCIO - FURTHER TO FLY (ALFA MUSIC, 2016)
Quando nel 2011 decisi di intraprendere il mio viaggio studio a New York per un breve periodo, non avrei mai potuto immaginare che la mia vita si sarebbe arricchita di esperienze musicali ed umane così forti ed emozionanti. New York è una città magica, il jazz si respira ovunque , anche nei supermercati, e proprio in quel vortice di emozioni ho conosciuto Gianluca Renzi, musicista straordinario, diventato poi mio grande amico, e Jon Davis, pianista come ben pochi in giro...Prima di ripartire per l'italia ci siamo fatti una promessa: la volta seguente in cui sarei tornata a New York avremmo registrato, insieme, i l mio disco, il mio jazz. E così è stato, promessa mantenuta: a settembre 2015 con la mia valigia carica di idee e sogni sono ripartita per registrare " le Canzoni" che hanno accompagnato la mia adolescenza, le più belle di Simon & Gurfunkel, con i loro live al Central Park, questa volta con sonorità diverse (grazie agli arrangiamenti di Gianluca). Il 9/9 abbiamo registrato 9 tracce, cosa del tutto casuale....pura coincidenza o cosa? " Further to Fly "è il mio desiderio di spiccare " un volo interiore ", sempre,  tutte le volte che vorrò e che la vita mi concederà. Patty Lomuscio vocal; Jon Davis piano; Gianluca Renzi bass and percussions; Vince Ector drums.

ROBETTO SPADONI & NEW PROJECT JAZZ ORCHESTRA - TRAVEL MUSIC (ALFA MUSIC, 2016)
La “musica da viaggio” è una costante nella vita e nell’attività di molti musicisti. Qualsiasi luogo, qualsiasi momento può essere quello giusto: un foglio, un menù, il registratore vocale di un cellulare possono trasformarsi in partiture provvisorie, per appunti di una fugace intuizione del momento che, come i sogni, potrebbe svanire per sempre in pochi minuti. È importante fissarla in qualche modo, per poter in seguito rifl ettere, elaborare, sviluppare, arrivare all’opera compiuta. In questa nuova tappa della collaborazione con la New Project Jaz z Orchestra, il programma proposto è il frutto di quelle intuizioni, che si sono ampliate fino a raggiungere la dimensione orchestrale. Si tratta di un repertorio concepito e sviluppato interamente in viaggio: di molti frammenti è ancora viva dentro di me l’immagine del luogo e del momento in cui si sono concretizzati. Senza alcun intento descrittivo, sono piuttosto l’espressione di luoghi e tempi interiori. La collaborazione con la New Project Jazz Orchestra ha fruttato in questi ultimi anni la pubblicazione di tre CD dedicati rispettivamente a Gerry Mulligan, Thelonious Monk e Billy Strayhorn. Questo cammino compiuto insieme ha sviluppato tra noi un alto grado di confi denza e di intesa umana e musicale: ciò che ascoltate in questo album è dovuto anche alla paziente costruzione del sound e del fraseggio su cui abbiamo lavorato a lungo. In questo ideale itinerario abbiamo voluto coinvolgere tre grandi musicisti jazz italiani, tre ospiti preziosi e speciali, costantemente presenti in moltissimi progetti nel ricco panorama nazionale: Giovanni Falzone, Roberto Cipelli e Mauro Beggio. A loro mi lega, oltre alla collaborazione artistica, un affettuoso legame personale che si alimenta di musica e di momenti di vita trascorsi insieme: la portata del loro eccezionale contributo è facilmente apprezzabile già dal primo ascolto di questa opera. 

Riccardo Fassi Tankio Band meets Fabio Morgera  
"Scrittura e concezione complessiva tengono conto della moltitudine di elementi presenti nella realtà e, di conseguenza, nella musica". La moltitudine di elementi si amplia nell'incontro tra Fabio Morger a e la Tankio Band guidata da Riccardo Fassi. Ed è un fenomeno che si genera per motivi diversi, musicali e filosofici e, naturalmente, per le combinazioni che si innescano tra i vari livelli di lettura. Sette composizioni di Fabio Morgera, alcune già apparse in altre registrazioni - come Illegal Immigration started in 1492, presente in CTRL-Z, o Spanteco (Vomero), ascoltata in Neapolitan Heart - altre inedite o composte per l'occasione. L'interpretazione dei brani si costruisce via via insieme a Riccardo Fassi e ai musicisti della Tankio Band: arrangiamento, conduction, stratificazione di livelli sonori, la capacità di passare dall'organico completo alla dimensione del piccolo combo, un disegno ormai abituale tanto per la formazione, ormai un patrimonio della scena jazzistica nazionale, quanto per il trombettista. La st oria della Tankio Band racconta di collaborazioni ben scelte, dell'intenzione di    affrontare repertori importanti e distanti tra loro. Una visione peculiare e il lavoro certosino fatto dal collettivo seguendo la filosofia e la curiosità di Riccardo Fassi connettono la firma stilistica della band con la storia degli organici ampi del passato, ne filtrano i  riferimenti attraverso una analisi sempre attenta e definiscono con decisione il carattere originale della formazione. Fabio Morgera, dal canto suo, ha vissuto a lungo a New York e, come è facile immaginare, ha maturato negli anni, grazie alle sue intenzioni personali e alle collaborazioni, uno stile personale capace di tenere insieme tensioni ritmiche, radici italiane e nervature afroamericane, l'attenzione alla pagina scritta e alla melodia. Nei suoi lavori, ha sempre puntato a dare una lettura stratificata dell'attualità, una l ettura che non coinvolge solamente gli aspetti musicali e, quindi, anche questo nuovo disco si pone in modo coerente con la visione complessiva del trombettista.

Esce il nuovo album di Cettina Donato "Persistency-The New York Project"
Esce il 10 marzo per AlfaMusic il quarto disco registrato a New York della compositrice, pianista e direttore d'orchestra Cettina Donato, presentato con un tour in Italia e all'estero. Di origine siciliana, da anni divide la sua carriera tra Stati Uniti e Europa. L'intero ricavato dalla vendita dei dischi sarà devoluto alla costruzione della Residenza "VillagGioVanna" in provincia di Messina: un progetto di accoglienza da lei ideato e fortemente voluto. "Puoi raggiungere qualsiasi obiettivo tu abbia programmato ma ci vuole azione, persistenza e la capacità di guardare in faccia le tue paure. Questo è il motivo per cui ho chiamato il mio nuovo progetto "Persistency" (perseveranza) perché niente è impossibile e non abbiamo alcun limite. Noi stessi siamo il nostro limite. Dobbiamo soltanto credere un po’ di più in noi stessi. Mi auguro che le musiche di questo album siano di vostro gradimento perché sono state realizzate con amore e con il cuore." Cettina Donato. Registrato lo scorso settembre a Brooklyn, e presentato live in anteprima al Blue Note di New York, il disco nasce dal successo di precedenti collaborazioni di Cettina Donato con il grande batterista Eliot Zigmund, con il sassofonista Matt Garrison e il contrabbassista Curtis Ostle. Composto da otto tracce, questo nuovo lavoro ospita sette brani originali concepiti come grandi omaggi agli artisti più amati da Cettina Donato: George Gershwin, Thelonious Monk e Herbie Hancock - che più volte ha incoraggiato personalmente la stessa Cettina allo sviluppo della sua vena creativa - anche se a livello compositivo talvolta si discosta dalla tipica forma della jazz song. Valorizzato è comunque il senso della semplicità e della cantabilità, da sempre peculiarità della sua visione musicale. La tracklist ospita anche il brano "Lawns" di Carla Bley, con un mood che rispecchia musicalmente l'andamento dell'intero disco. Il tour di presentazione del disco prevede date in Europa e Stati Uniti, con un calendario in continuo aggiornamento e con diversi musicisti ad avvicendarsi nella formazione trio e quartetto, tra cui Eliot Zigmund, Matt Garrison e Curtis Ostle per le date negli USA, Marton Juhasz, Matyas Hofecker, Vito di Modugno, Francesco Ciniglio, Luca Fattorini, Mimmo Campanale, Riccardo Fioravanti, Stefano Bagnoli, Nino Pellegrini e Vladimiro Carboni per le date in Europa. Il primo concerto avverrà in piano solo a Budapest il 13 marzo alla Sala Giuseppe Verdi per l'Istituto Italiano di Cultura, mentre il 15 marzo Cettina sarà a Praga nello storico Reduta Jazz Club in trio con Marton Juhasz alla batteria e Matyas Hofecker al contrabbasso, sempre per un evento in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura.  Il 30 aprile vi sarà il primo live in Italia alla Casa del Jazz di Roma, in occasione dell'International Jazz Day UNESCO. Il 6 maggio Cettina sarà al The Club di Viareggio, il 26 maggio a Foggia, il 27 ad Andria e il 28 a Valenzano, mentre il 23, 24 e 25 giugno sarà a Feltre protagonista di una residenza artistica al Jazzit Fest. Il 29 agosto tornerà negli Stati Uniti per un concerto a Kendall Square, Cambridge, e il 18 settembre a Boston per il Sounds of Italy Festival. Cettina ha deciso di devolvere tutto il ricavato della vendita dei dischi ad un progetto da lei fortemente voluto: la costruzione della Residenza “VillagGioVanna”, in provincia di Messina, destinata ad ospitare in maniera permanente bambini, ragazzi e adulti affetti da autismo e che non hanno il sostegno della propria famiglia. Il progetto comprende anche un grande spazio destinato alle attività musicali con uno studio dotato di strumenti, dischi, una sala cinema, un terreno che ospiterà animali domestici per la Pet Therapy ed anche una piscina. Previsto il supporto di medici, assistenti, infermieri, operatori. Cettina Donato da sempre divide la sua carriera tra Stati Uniti e Italia, luoghi nevralgici dove, tra jazz e classica, ha sviluppato un intenso percorso artistico, dalla composizione e direzione per orchestra, alla conduzione di formazioni come trio e quartetto, al piano solo, collaborando con molti artisti noti della scena internazionale. Il JAZZIT Award 2015 ne riconosce i meriti annoverandola nella classifica dei migliori arrangiatori italiani. Un patrimonio di conoscenze ed espressività che in Italia diffonde anche attraverso una intensa attività didattica nei conservatori di Messina, Alessandria e Livorno.
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STEFANO BOLLANI TRIO
"Mediterraneo"

Il 12 giugno la Berliner Philharmonike ha ospitato una magnifica ed indimenticabile serata musicale intitolata "Mediterraneo – Italienische Nacht" sotto la direzione di Geir Lysne, lo Stefano Bollani Trio ha interpretato le musiche di alcuni tra i maggiori compositori italiani di sempre affiancato da Vincent Peirani alla fisarmonica e dai membri della Berliner Philharmoniker. A ricordare l' evento la ACT presenta il nuovo volume della serie "Jazz At The Berlin Philarmonic". Da Nino Rota a Ennio Morricone passando per Paolo Conte , ma anche Puccini, Monteverdi e Rossini a scoprire che molte delle radici della musica europea si trovano in Italia, paese che è stato un punto centrale per la musica classica occidentale e paese dove è nata l'opera. "Mediterraneo" si avvale di questa cornucopia di ispirazione e si lancia in un viaggio di scoperta ed improvvisazione. Stefano Bollani / piano; Jesper Bodilsen / bass; Morten Lund / drums; Vincent Peirani / accordion; Members of the Berliner Philharmoniker.
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Carla Casarano – Leila Shirvani – William Greco – Marco Bardoscia – Emanuele Maniscalco
LUMINA

”Lumina è un tributo alla luce. Sono dieci brani in cui la parola luce si declina in dieci lingue diverse e in altrettante composizioni originali. Perché luce è suono ancor prima che sguardo e colore.” Paolo Fresu. Lumina uscirà il 18 ottobre, anniversario della scomparsa di Thomas Edison, per la Tǔk Music di Fresu (distribuzione Ducale Music). Ed è proprio il trombettista che ha ideato, diretto e prodotto l’opera scegliendo i musicisti e tutte quelle componenti che hanno contribuito alla sua realizzazione. Il quintetto è composto da Carla Casarano alla voce, Leila Shirvani al violoncello, William Greco al pianoforte, Marco Bardoscia al contrabbasso e Emanuele Maniscalco alla batteria e all’harmonium. Gli scrittori Lella Costa, Erri De Luca, Marcello Fois e Flavio Soriga sono autori di alcuni dei testi composti per l’occasione e inseriti all’interno del booklet. Marco Bardoscia è comparso più volte nei dischi dell’etichetta avendo partecipato ai lavori di Raffaele Casarano, ed essendo parte integrante del collettivo BAM assieme al Quartetto Alborada e Rita Marcotulli di cui è uscito l’album Trigono nel 2016. Per Carla Casarano e William Greco si tratta di un gradito ritorno dopo la partecipazione in Argento, ancora a nome di Raffaele Casarano. E’ un esordio per la Tǔk invece quello di Emanuele Maniscalco, tra i pochissimi italiani protagonisti del catalogo ECM, e Leila Shirvani, che proviene dalla musica contemporanea e si è trovata ad affrontare per la prima volta musica improvvisata con grande autorevolezza. Le dieci composizioni, cinque a firma di Greco, tre di Bardoscia e due di Maniscalco, si muovono in una dimensione lirica tra atmosfere rarefatte ed evocative, impreziosite da una poesia di Emily Dickinson, A Light Exists in Spring, e da un testo di Lella Costa, A Proposito di Luce, splendidamente cantati da Carla Casarano. Il progetto è stato presentato in anteprima al Locomotive Festival di Lecce il 26 luglio 2017 e sarà in tour nei prossimi mesi. La copertina è opera dell’illustratore Toni Demuro (Sassari, 1974), che ha collaborato tra gli altri con Vanity Fair, Carlo Spera Editore, Eli Edizioni, La Peste e Il Manifesto, per citare solo i più recenti. Lumina è stato realizzato in collaborazione con l’azienda vinicola di Lamberto Frescobaldi, che produce un vino eccezionale dal nome “Luce della Vite”, in totale sintonia col senso musicale e immaginifico di questo straordinario progetto.