I comunicati stampa relativi ai principali festival folk, world e trad
Dal 17 al 19 luglio nel Complesso di San Domenico, dalle ore 19 fino a notte
Musica e architettura antica, a Prato debutta il nuovo festival
“DĀR - LA CASA DEI SUONI E DELLA VOCE”
Il progetto a cura di Toscana Promozione Musica fa dialogare 16 artisti di calibro internazionale con gli spazi del Complesso e nell’adiacente Oratorio di San Sebastiano, da Danilo Rea a Cristina Donà, da Michel Godard a Gavino Murgia, fino a Paolo Angeli, Pasquale Mirra e Natasa Mirkovic
Ci sono luoghi che custodiscono la propria essenza come una materia preziosa, e ci sono musicisti capaci di restituirla trasformata in canto e suono. Da venerdi 17 a domenica 19 luglio, il Complesso di San Domenico a Prato, con l’adiacente Oratorio di San Sebastiano apre alla prima edizione del nuovo festival “DĀR” – La casa dei suoni e della voce, progetto curato e diretto da Toscana Produzione Musica (TPM), centro diffuso di creazione e produzione musicale dal vivo riconosciuto dal Ministero della Cultura. Sedici artisti di calibro internazionale - da Danilo Rea a Cristina Donà, da Michel Godard a Gavino Murgia- abiteranno gli spazi del Complesso (tra il Chiostro, la Basilica e con alcuni live itineranti nei corridoi), con la le loro creatività musicali e azioni sonore, dalle 19 fino a notte, per apprezzare le sfumature dei luoghi coinvolti in varie fasce del giorno. Il festival è realizzato in collaborazione con Prato Cultura e sostenuto da Regione Toscana e Comune di Prato. Il titolo, DĀR, si apre a significati molteplici: nelle lingue del Mediterraneo e del vicino Oriente indica la casa, la dimora, ma richiama insieme il gesto del dare, dar voce, dar ascolto, dare ospitalità. Non è un caso che i direttori artistici Maurizio Busìa e Francesco Mariotti abbiano scelto proprio l'antico Convento domenicano, un posto che per secoli è stato spazio di predicazione e comunità, dove la voce non era mai ornamento, ma strumento di conoscenza. Così il festival diventa un terreno di incontro tra memorie e linguaggi, tra tradizioni e contemporaneità, in grado di riattivare l’eredità dei luoghi in chiave attuale, culturale e sociale. Dicono gli organizzatori: “Nel contesto urbano di Prato - città da sempre aperta agli intrecci culturali e alle trasformazioni - DĀR si propone come un luogo di incontro tra memorie e linguaggi, tra tradizioni e contemporaneità. Un progetto che non impone una voce unica o una tesi, ma invita a sostare nell’ascolto, lasciando che siano le voci e i suoni a emergere ed evocare”. “Abbiamo chiesto a musiciste e musicisti di profonda sensibilità e alto livello artistico di far emergere l’essenza delle stanze di San Domenico - affermano Maurizio Busìa e Francesco Mariotti, direttori artistici di Toscana Produzione Musica - lavorando in un dialogo tra il suono e i luoghi con particolare attenzione al rispetto delle architetture sacre e a un rapporto il più possibile scevro dall’utilizzo della tecnologia, per ritrovare un respiro inedito. Il progetto resta ancorato ad un approccio laico alle culture, anche se il tema della ritualità della musica in quelle tradizionali, contemporanee e, in particolare, in quelle del Mediterraneo, resta un punto di attenzione importante in tempi segnati da tensioni internazionali e spaesamento quotidiano”. Il cast convocato per questa prima edizione intreccia generazioni, geografie e linguaggi diversi. Il 17 luglio Danilo Rea, tra i pianisti italiani più amati e stimati per la sua capacità di attraversare jazz, canzone d'autore e improvvisazione pura, incontra il francese Michel Godard, virtuoso di tuba e del raro serpentone, per presentare il disco "La finestra di Puccini”, che promette di essere uno dei momenti più attesi della tre giorni. Il progetto ha preso il via proprio da un incontro tra i due musicisti voluto da Toscana Produzione Musica nel 2023, ed è da poco diventato un disco pubblicato da Parco della Musica Records (Chiostro, ore 21.30). Il 18 luglio, la voce limpida e visionaria di Cristina Donà, cantautrice che da oltre vent'anni scrive alcune tra le pagine più personali della musica italiana, qui accompagnata da Saverio Lanza e dal coro Manura Vocal Ensemble porterà "Canzoni in controluce”, percorso nel cuore del suo repertorio (Chiostro ore 21.30). Il 19 luglio doppio concerto con Gavino Murgia, sassofonista sardo che ha fatto del canto a tenore e delle tradizioni mediterranee un linguaggio jazz originalissimo, in dialogo con il bandoneon di Daniele Di Bonaventura, tra i più raffinati interpreti italiani dello strumento di Piazzolla. A seguire, si esibirà Paolo Angeli, chitarrista-inventore la cui “chitarra sarda preparata” è ormai un unicum nel panorama internazionale della ricerca sonora (ore 21.30).
Tra i nomi internazionali, Natasa Mirkovic, cantante bosniaca capace di far incontrare i Balcani con l'Europa jazzistica, itinerante tra le stanze di San Domenico (18.07 e 19.07 dalle ore 20). Ha studiato musicologia e canto classico a Sarajevo e ha proseguito gli studi di canto solista e oratorio a Graz prima di trasferirsi a Vienna dove vive e insegna. Le sue capacità sono state riconosciute anche a Hollywood: su invito del compositore Gabriel Yared, ha cantato la canzone che dà il titolo al film Nella terra del sangue e del miele, debutto alla regia di Angelina Jolie.
A chiudere, domenica 19 luglio alle ore 23 presso l’Oratorio di San Sebastiano sarà il live del chitarrista e producer Riccardo Onori, in scena insieme alla vocalist tedesca Sabina Sciubba e al contrabbassista statunitense Joe Rehmer con brani ispirati dal progetto, partendo dal campionamento del suono dell’organo della chiesa, restituito in chiave contemporanea.
Nel programma anche i talenti toscani o che la Toscana la stanno vivendo e attraversando da tempo, a testimonianza di un progetto che è anche radicamento sul territorio: il trombettista pratese Jacopo Fagioli, incoronato Nuovo Talento Italiano nella classifica TopJazz 2025 della rivista Musica Jazz con il batterista pratese Andrea Melani (18.07 ore 19, Chiostro); il sassofonista livornese Dimitri Grechi Espinoza (17.07 ore 19, Basilica), il vibrafonista Pasquale Mirra (17.07 ore 20, Campanile e Chiostro Basilica di San Domenico) e la contrabbassista senese Silvia Bolognesi (19.07 chiostro, ore 19). A disegnare le luci che accompagneranno le performance sarà Jean Paul Carradori.
I biglietti per i tre concerti nel Chiostro (Danilo Rea e Michel Godard, Cristina Donà e il doppio concerto Gavino Murgia e Daniele Di Bonaventura / Paolo Angeli) hanno un costo di 12 euro e sono acquistabili tramite il circuito TicketOne. Per tutti gli altri appuntamenti è previsto un biglietto di ingresso di 2 euro, disponibile la sera stessa fino a esaurimento posti.
Toscana Produzione Musica è pensato fin dalla sua fondazione come un centro di creazione musicale diffuso, con progetti tesi a rispondere a necessità molteplici, attraverso un lavoro costante di progettazione, confronto, creazione, come cardini di un sistema che lavora su una vasta rete di spazi, territori e relazioni che coinvolgono la realtà toscana, nazionale e internazionale. Nel 2026, in programma 200 artisti per 100 eventi, progetti originali che nascono sull'asse Firenze-Pisa per diffondersi nel mondo, e che si sommano alle centinaia di produzioni ideate e realizzate a partire dal 2022, anno della fondazione (circa 400 eventi per 300 artisti).
Con partner quali I-Jazz, Europe Jazz Network, Siena Jazz - Accademia Nazionale del Jazz, Scuola Normale Superiore di Pisa, Salty Music, Città del Teatro - Fondazione Sipario Toscana Onlus di Cascina e molti altri, il centro ha creato una rete in cui operatori e musicisti possono muoversi con fiducia, attraverso un territorio di moltiplicazione delle opportunità di presenza e di supporto, dalla parte creativa a quella più pratica, amministrativa e organizzativa.
Programma completo e aggiornamenti su www.toscanaproduzionemusica.it.
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Hoga Zait 2026, le comunità cimbre d'Europa si ritrovano sull'Altopiano
Cinquant'anni di gemellaggio tra Roana e Velden, in Baviera. Il dialogo con Luserna e la Lessinia. Dal 10 al 19 luglio la ventunesima edizione del Festival Cimbro
Il "tempo alto" della cultura cimbra torna tra le frazioni di Roana: un festival diffuso sull'Altopiano dei Sette Comuni che intreccia escursioni nella memoria, concerti, laboratori e incontri culturali. Quest'anno il mezzo secolo di gemellaggio e amicizia con la cittadina bavarese di Velden diventa l'occasione per riannodare i fili che legano la comunità locale alle proprie radici germaniche e alle comunità sorelle di Luserna e della Lessinia.
Dal 10 al 19 luglio 2026, Roana e le sue frazioni ospiteranno la ventunesima edizione di Hoga Zait, il Festival Cimbro. Da oltre vent'anni la rassegna, promossa dal Comune di Roana, anima l'Altopiano dei Sette Comuni con escursioni guidate, concerti, spettacoli, laboratori e incontri che intrecciano comunità, paesaggio e tradizioni. Hoga Zait – che in cimbro significa "tempo alto", quindi "tempo di festa" – è un festival culturale partecipato che valorizza l'identità cimbra e che ogni estate restituisce voce a una delle più antiche culture delle Alpi. L'edizione 2026 ha un cuore speciale: il cinquantesimo anniversario del gemellaggio tra Roana e Velden, cittadina della Baviera. Non una semplice ricorrenza istituzionale, ma la celebrazione di un legame nato dalla lingua e dalla cultura. Hoga Zait 2026 è un festival che non si limita a celebrare una ricorrenza, ma usa il cinquantesimo del gemellaggio come occasione per guardare più lontano: verso la Baviera, verso Luserna, verso la Lessinia. E per ricordare che la cultura cimbra non è un patrimonio da museo, ma una lingua viva, una comunità che cammina, suona e racconta.
Un'amicizia nata dalla lingua: mezzo secolo di Roana-Velden
Per comprendere il senso di questo gemellaggio bisogna partire da una radice comune: la lingua cimbra. L'idioma parlato per secoli sull'Altopiano dei Sette Comuni è una delle parlate di origine germanica con i maggiori tratti di antichità ancora vivi — un antico bavarese conservato, per certi versi, come in una teca. Non stupisce quindi che l'Altopiano sia e sia stato meta di ricercatori provenienti da Baviera e Austria: per uno studioso tedesco, scoprire il cimbro dell’Altopiano è un po' come sarebbe, per un linguista italiano, trovare in Italia un paese dove si parla ancora come al tempo di Dante.
Fu proprio uno di questi studiosi, Hugo Resch, a gettare le basi dell'amicizia tra le due comunità. Funzionario originario di Landshut, in Baviera, scoprì il cimbro negli anni Cinquanta durante un soggiorno di lavoro nel Veronese. Rimasto affascinato da quella lingua antica, ne divenne uno dei maggiori studiosi e autore di un dizionario cimbro di oltre 25.000 voci. Per oltre trent'anni visitò più volte Roana, Luserna e la Lessinia, promuovendo la nascita degli istituti culturali cimbri, tra cui l'Istituto di Cultura Cimbra di Roana. Un monumento, accanto all'Istituto, ne ricorda ancora oggi la figura
Fu su suo consiglio che il comune di Velden prese contatto con Roana, dando vita nel 1976 al gemellaggio. Un legame alimentato in questi cinquant'anni anche grazie al Cimbern-Kuratorium Bayern, l'associazione bavarese che studia e promuove la cultura cimbra dall'altra parte delle Alpi.
Il festival celebrerà l'anniversario con un fine settimana di eventi simbolici. Sabato 11 luglio alle 15.00, in località Boscon a Canove, verrà inaugurato il "Bosco di Velden": cinquanta nuovi alberi, uno per ogni anno di amicizia, piantati in un luogo ferito dalla tempesta Vaia, per riflettere sulla fragilità e sulla biodiversità del paesaggio montano. Alle 17.00, nella Sala Consiliare del Municipio di Canove, la cerimonia ufficiale del cinquantenario: lo scoprimento della scultura "Due in uno" dell'artista Marco Martalar e la firma del Protocollo di cooperazione 2026-2030, che traccerà gli obiettivi della collaborazione tra i due Comuni per i prossimi anni. In serata, dalle 20.00 al palazzetto polifunzionale di Canove, l'atmosfera si farà conviviale con la Volksfest, festa popolare con stand gastronomico italo-tedesco, birra originale bavarese e musica della tradizione.
Il giorno seguente, domenica 12 luglio, il legame con la Baviera si farà toponimo: alle 11.30 verrà intitolata la nuova via Velden e aprirà al pubblico il Museo della Tradizione Cimbra, rinnovato dopo un importante intervento di ristrutturazione, presso l'Istituto di Cultura Cimbra di Roana. In mattinata, alle 10.30, la Chiesa Parrocchiale di Roana ospiterà la Santa Messa cantata in cimbro, con la partecipazione della Corale Cimbra di Roana e Mezzaselva.
La grande famiglia cimbra: Luserna e la Lessinia
Il cinquantenario è anche l'occasione per riannodare i legami con le altre comunità cimbre d'Italia: Luserna (TN) e la Lessinia veronese. Tre realtà sorelle, tre varianti di una stessa lingua, unite da una storia comune di migrazioni medievali dalla Germania meridionale.
Il dialogo prende forma già domenica 12 luglio alle 21.00, quando l'Istituto di Cultura Cimbra ospiterà la presentazione dei libri "Poesie/gasènglen" e "Lungo i fiumi dell'Alabama", un omaggio a Sergio Bonato — intellettuale di riferimento della cultura cimbra, curatore di oltre 70 Quaderni di Cultura Cimbra, scomparso nel gennaio 2024 — con Danillo Finco e Oliver Baumann. Mercoledì 15 luglio alle 21.00 al Cinema Teatro Palladio di Cesuna è la volta del cinema, con la proiezione di "Lunana - Il villaggio alla fine del mondo", film del regista bhutanese Pawo Choyning Dorji, vincitore della Lessinia d'Oro al 26° Film Festival della Lessinia e candidato al premio Oscar nel 2022. Il Film Festival della Lessinia è la principale rassegna cinematografica internazionale dedicata alla vita, alla storia e alle tradizioni delle terre alte: nato nel 1995 su iniziativa del Curatorium Cimbricum Veronense, è legato fin dalle origini alla cultura cimbra. Giovedì 16 luglio alle 21.00 all'Istituto di Cultura Cimbra, l'incontro "La lingua cimbra di Roana, Luserna e Giazza: un patrimonio da tutelare" tenuto dal prof. Luca Panieri dell'Università IULM di Milano, autore dei dizionari del cimbro di Luserna e del cimbro dei Sette Comuni: un viaggio a confronto tra le tre varianti di una lingua che resiste. Venerdì 17 luglio alle 21.00 la Chiesa Parrocchiale di Camporovere accoglierà il concerto della Corale Polifonica Cimbra di Luserna, nata nel 1992 per far conoscere attraverso il canto la lingua e la cultura della comunità cimbra trentina, con un repertorio che spazia dai canti di montagna alle voci in cimbro recuperate dalla tradizione orale.
Il tempo alto della memoria: simboli e riti
Hoga Zait è un progetto culturale condiviso, costruito ogni anno insieme a chi abita questi luoghi, che pone al centro la minoranza linguistica cimbra — riconosciuta da leggi nazionali e regionali — con un'attenzione costante alla qualità e alla genuinità delle tradizioni, lontano dai rischi del folklore stereotipato. Hoga Zait non si limita a celebrare una ricorrenza, ma usa il cinquantesimo come occasione per guardare più lontano e per ricordare che la cultura cimbra non è un patrimonio da museo, ma una lingua viva, una comunità che cammina, suona e racconta. A rendere unico il festival è il suo alfabeto simbolico. La Schèlla, l'antico campanaccio di malga, è al centro del rituale: un tempo legata alle mandrie, oggi accompagna la comunità nel riconoscersi parte di una storia collettiva. A portarla sono gli Schèllatragar, volontari che rappresentano le sei Lèntlen (frazioni) del Comune di Roana: ciascuno sfila con la propria Schèlla incisa in lingua cimbra, facendosi custode e narratore di un'identità montana profonda. Saranno loro, con la tradizionale scampanata, ad aprire ufficialmente il festival venerdì 10 luglio alle 18.00 a Mezzaselva, in località SelvArt, accompagnati dalla musica di Pierangelo Tamiozzo e, in serata, da una cena con piatti della tradizione cimbra e le note degli Stòanèngel un de klénkallen. Nella giornata inaugurale, sempre SelvArt ospiterà anche il Simposio di scultura estemporanea in legno – che proseguirà per tutto il primo fine settimana – e il laboratorio per bambini "Mani nel legno": perché il legno, materia viva dei boschi dell'Altopiano, è da sempre lingua e mestiere di queste montagne.
Ista gabést an bòtta: il cammino come racconto
Ogni mattina di festival, una camminata: perché il territorio di Hoga Zait si scopre a passo lento. Le escursioni guidate di Asiago Guide — in programma alle 9.30 in tutte le frazioni — sono raccolte quest'anno sotto un unico grande contenitore narrativo: "Ista gabést an bòtta", il "c'era una volta" cimbro con cui si aprivano tutte le fiabe. Un tempo indefinito, ma uno spazio precisissimo: l'Altopiano, con i suoi nomi, le sue leggende e i suoi mestieri antichi.
Si parte venerdì 10 luglio a Mezzaselva, dove il sentiero sale verso Stonhaus: una grande dolina di crollo che la tradizione cimbra identifica come la dimora dell'Orco del bosco di Roana. Una voragine carica di mistero, popolata nell'immaginario collettivo da orchi e caprioli vendicatori, streghe, anguane e folletti — le stesse creature che animavano i racconti dei lunghi filò invernali nelle stalle dell'Altopiano. Tra boschi di abete e faggio rigenerati dopo la tempesta Vaia, doline, campi carreggiati e sorgenti misteriose, la geologia diventa leggenda. Sabato 11 luglio si cammina a Canove sulle tracce dei mestieri antichi — De alten èrbot — dal bosco alla falegnameria, lungo una toponomastica che custodisce ancora la memoria del lavoro. Domenica 12 luglio è la volta di Roana: partendo da Piazza Santa Giustina si scende verso Roana di Sotto, tra contrade storiche, prati, fauna selvatica e gli aneddoti e le vicende di un paese di montagna.
La settimana successiva il cammino riprende venerdì 17 luglio a Camporovere, con il Tanzerloch: la "grotta delle danze", una voragine nella Val d'Assa che la tradizione cimbra associa al sabba delle streghe. Un luogo carico di suggestione, dove leggenda e paesaggio si intrecciano nel cuore dei boschi dell'Altopiano. Sabato 18 luglio a Cesuna si raggiunge Skada, "l'isola che non c'è": un dedalo di contrade affacciate sulla Val d'Assa, un paesaggio che pochi conoscono. Domenica 19 luglio a Treschè Conca chiude il cerchio con De alten bègalen, le antiche vie che collegavano i paesi della montagna alla pianura.
Tutte le escursioni sono a prenotazione obbligatoria e accompagnate dai sapori del territorio, dal formaggio Asiago al kranabet.
Musica, laboratori e notti tra fiaccole e fiabe
Il programma è costruito per parlare a tutte le generazioni. La musica spazia dal celtic folk-rock dei The Rumpled, band trentina nata sulle Dolomiti, con un suono che mescola folk irlandese, rock e ska (domenica 12 luglio alle 17.30, Piazza Santa Giustina a Roana), alle polifonie della Corale Polifonica Cimbra di Luserna, fino al concerto conclusivo della BandaBrian (domenica 19 luglio alle 17.30, Piazza Fondi a Treschè Conca). Nata nel 1992 da un progetto di recupero dei canti e delle danze popolari del Veneto, la BandaBrian porta sul palco il frutto di decenni di ricerca etnomusicologica sul campo: un repertorio radicato nella memoria orale delle comunità di montagna, in perfetta sintonia con l'anima del festival. I più piccoli sono protagonisti dei laboratori dell'associazione Le Terre Alte, in programma ogni pomeriggio alle 16.00, che trasformano i saperi antichi in esperienza: l'intaglio del legno a Mezzaselva, i colori e le incisioni rupestri degli "artisti della preistoria" a Roana, le "pietre che raccontano" a Camporovere, le letture animate di fiabe e leggende a Treschè Conca. All'Istituto di Cultura Cimbra, giovedì 16 luglio, i bambini possono persino avvicinarsi alla lingua dei padri con "De zìmbrische zunga vor de khindar", il laboratorio di cimbro per i più piccoli.
E poi c'è la notte più magica del festival: sabato 18 luglio alle 20.45, dalla Piazzetta dell'Alpino di Cesuna parte la fiaccolata che conduce al gran spettacolo fiabesco delle Zelighen Baiblen, le leggendarie vecchine cimbre, creature ambigue a metà tra fate selvatiche e streghe dei boschi: un percorso rituale immerso nel buio e nei suoni della foresta, sospeso tra mito e memoria. Nel pomeriggio, il laboratorio creativo "Un abito fatato per entrare in un mondo incantato" prepara i più piccoli all'incanto della sera.
Il programma completo è disponibile su www.hogazait.it
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Festival Sete Sóis Sete Luas
34ma edizione
Pontedera rinnova il suo ruolo di capitaledel dialogo tra le culture del Mediterraneo
Dal 6 al 21 luglio grandi Prime Nazionali, produzioni originali, fado, flamenco, circo contemporaneo, arte e sapori del Mediterraneo
Pontedera e i suoi borghi tornano a essere il cuore pulsante del Mediterraneo e del mondo lusofono con la 34ma edizione del Festival Sete Sóis Sete Luas, la storica rassegna internazionale (la più longeva della Valdera) che promuove il dialogo tra i popoli attraverso la musica, le arti e la cultura.Dal 6 al 21 luglio 2026, il festival propone un ricco calendario di eventi a ingresso gratuito, con prime nazionali, produzioni originali, spettacoli di circo contemporaneo, concerti, incontri con artisti internazionali e momenti dedicati alle eccellenze enogastronomiche del territorio.L'edizione 2026 è resa possibile grazie al prezioso sostegno del Comune di Pontedera, che continua a credere nel valore del Festival come strumento di crescita culturale, dialogo internazionale e valorizzazione del territorio, e della Regione Toscana, il cui contributo conferma l'importanza di una manifestazione capace di promuovere la cultura come occasione di inclusione, cooperazione e sviluppo.Ad arricchire il programma tornano anche le apprezzate "Esperienze di Sapori Sete Sóis", degustazioni gratuite aperte al pubblico che, grazie alla collaborazione con la chef toscana Maria Menegato e con realtà del territorio come il Gruppo Culturale Il Mattone, uniscono l'arte alla tradizione gastronomica della Valdera.
Lunedì 6 luglioUna serata suggestiva tra il fiume Arno e il Parco Fluviale della Rotta.Ore 19.00 – Corsa speciale sul Battello Andrea con partenza dall'approdo della Rotta. A bordo, la Prima Nazionale del duo João Barradas & Floriana Cangiano (Portogallo/Italia), un raffinato dialogo tra fisarmonica e voce.
Ore 20.30 – Degustazione dei sapori della Valdera a cura del Gruppo Culturale Il Mattone.
Ore 21.30 – Debutto in Prima Nazionale della MED 7LUAS26 Orkestra, nuova produzione originale del Festival che riunisce sei musicisti provenienti da Brasile, Francia, Italia, Martinica e Portogallo. Sul palco João Barradas, Flo, Nicolas Grosso, Gustavo Roriz, André Sousa Machado e Hervé Cercal.
Martedì 7 luglio
La passione del flamenco catalano, al Centrum Sete Sóis Sete Luas di Pontedera.
Ore 19.00 – Visita guidata alla street art del Villaggio Gramsci e del Centrum Sete Sóis Sete Luas
Ore 20.30 – Esperienza di Sapori con la chef Maria Menegato.
Ore 21.30 – Il Barcelona Flamenco Ballet porta in scena uno spettacolo che unisce eleganza, energia e modernità, dopo i successi ottenuti nei principali teatri di Europa, Stati Uniti e Cina.
Domenica 12 luglio
Circo acrobatico e viaggi musicali, una serata dedicata a tutta la famiglia.
Ore 19.30 – Prima Nazionale di Mon Royaume della compagnia francese Les P'tits Bras, spettacolo di circo aereo acrobatico e comico ambientato all'interno di una spettacolare struttura alta sette metri.
Ore 20.30 – Degustazione enogastronomica con Maria Menegato.
Ore 21.30 – Canzoni Raccolte di Paola Bivona, la prima di un nuovo viaggio musicale che intreccia Italia, Capo Verde, Portogallo e Brasile.
Martedì 14 luglio
Il Fado d'autore a Montecastello, nella splendida cornice di Villa Malaspina.
Ore 21.30 – Prima Nazionale di Fréderico Gato & The Stick & Rope Band feat. Marta Alves, progetto che fonde fado e sonorità mediterranee con i musicisti tra i più apprezzati del fado contemporaneo.
Lunedì 20 luglio
Festa finale in piazza Malaspina, Montecastello.
Ore 21.30 – Prima Nazionale dei portoghesi Recanto, protagonisti di una coinvolgente festa popolare tra strumenti tradizionali, ritmi mediterranei e danze europee.
Da sempre il Festival Sete Sóis Sete Luas porta la cultura anche nei luoghi della cura. Il 20 e 21 luglio il duo Recanto sarà protagonista di una serie di concerti dedicati agli ospiti delle RSA di Calcinaia e Pontedera, confermando la vocazione sociale della manifestazione e il desiderio di condividere la musica con tutta la comunità.
INFORMAZIONI
Tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito.
Le degustazioni delle Esperienze di Sapori Sete Sóis hanno un prezzo simbolico di 3 euro fino a esaurimento dei posti disponibili e con prenotazione (Tel. e Wahtsapp 3887583081)
Il Festival Sete Sóis Sete Luas conferma così il proprio ruolo di ponte culturale tra i popoli del Mediterraneo e del mondo lusofono, trasformando ancora una volta Pontedera in un luogo d'incontro tra culture, linguaggi artistici e tradizioni, nel segno della condivisione e della pace.
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IL CAMMINO CELESTE 2026
Percorsi musicali lungo le vie dei Pellegrini nella Puglia Meridionale
21 luglio
Nidi d'Arac
Sagrato della Chiesa di San Pietro, San Pietro Vernotico
22 luglio
BandAdriatica
luogo da de finire
23 luglio
Rachele Andrioli & Coro_a_coro
Torre Costiera, Torre Lapillo
24 luglio
La Cantiga de la Serena
Castello Carlo V, Lecce
25 luglio
Livia Giaffreda
Palazzo Baronale, Caprarica di Lecce
l concerti saranno preceduti da un cammino lungo la Via Francigena ed altri itinerari storici o da una visita guidata
TUTTI GLI EVENTI SONO GRATUITI
eccetto
Visita guidata al Castello Carlo V
SaInfo concerti: 339.2063444 - info@ilcamminoceleste.it
Info cammini: 347.8227836 - walkinsalento@gmail.com
Ideazione e direzione artistica Giorgia Santoro
Produzione Zero Nove Nove
Responsabile cammini Fabio Mitrotti
Partner: Bari Hi-End
Con il Patrocinio del Comune di S. Pietro Vernotico, Comune di Porto Cesareo, Comune di Caprarica di Lecce. In collaborazione con Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia, Open Castle, Castello Carlo V di Lecce, Fondazione Puglia, Associazione Il Giunco, Associazione Meditinere, CEA Centro Educazione Ambientale Porto Cesareo, Associazione Mollare mai, Salentofilia, MC Motors e Arredi Ufficio e Medicale Srl
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PRESENTA
MUSICA E SPIRITUALITA’
La nuova musica italiana nel VCO
Quarta edizione luglio 2026
DALLA WORLD MUSIC ALLA GRANDE CANZONE D’AUTORE
DALL’HIP HOP ALLA RICERCA
Un ciclo di esibizioni acustiche e conversazioni tra i protagonisti della nuova musica italiana e il giornalista e saggista Pierfrancesco Pacoda
E’ arrivato al quarto anno il Festival Musica e spiritualità, nato nel 2023 con il desiderio di far vivere gli ambienti scenograficamente straordinari di una delle aree d’Italia di maggior suggestione naturalistica, quella del VCO, i luoghi che gravitano intorno a Verbania, e che godono dello sfondo del Lago Maggiore e del suo entroterra. Il festival è stato ospite nel novembre 2024 della prestigiosa rassegna Il Tempo del Viaggio, organizzata da DOVE nella sede del Corriere della Sera in via Solferino come esempio di ‘buone pratiche’ di turismo culturale. Con accesso rigorosamente gratuito, Musica e Spiritualità è un ‘boutique festival’ che invita al raccoglimento, dedicato a quella che ci piace definire ‘L’arte dell’incontro’, alla valorizzazione delle piazze, degli spazi che tornano, grazie agli appuntamenti in programma, a essere luoghi restituiti alla comunità, alla condivisione, allo scambio di emozioni. Tutti gli artisti invitati preparano dei piccoli live acustici, ‘site specific’, pensati appositamente per gli ambienti che li ospitano, spettacoli quindi unici, irripetibili, con versioni mai ascoltate dei brani del loro repertorio, inedite.
I live sono sempre preceduti da una conversazione nella quale gli artisti si svelano, in un rapporto personale, dialogando con il giornalista e saggista Pierfrancesco Pacoda, portando al Festival la loro visione della spiritualità, non intesa in senso strettamente religioso, ma nell’accezione di relazione con una dimensione non materiale, slegata dalla pura produzione musicale.
Quest’anno il Festival torna in uno dei suoi spazi più suggestivi, il Tempio del Cielo sulla Terra di Albagnano di Bee con Maria Mazzotta, voce protagonista della scena della world music internazionale che Le Monde, intervistandola, ha definito la ‘nuova stella del folk punk’.
Il 23 luglio, in un altro dei luoghi più intimi e belli del VCO, la Piazza della Chiesa di Baveno andrà in scena lo spettacolo ‘Bestiario immaginario’, reading di Massimo Zamboni, artista centrale nella scena del rock italiano, che sarà al Festival prima del tour dell’attesissimo ritorno dei CSI. E’ la prima volta che Musica e Spiritualità presenta un piece di struttura più teatrale rispetto alla sua tipologia di appuntamenti.
3 luglio
Ghiffa Area Feste Ronco
Anastasio
Nel 2018 partecipa come concorrente del talent show X-Factor, al fianco di Mara Maionchi. Si distingue per le sue abilità nell’intrecciare le rime e per mettere insieme tecnica a poesia. Vince la tredicesima edizione, prima volta per un rapper nella storia del programma. Le Macchine Non Possono Pregare (2025) è il suo terzo album, da lui definito un'"Opera rap"- Il disco è un concept che mette in scena le mille versioni possibili del rapporto tra uomo e macchina, accompagnato da una graphic novel omonima. Il Dolore delle Macchine è il suo brano più recente, un esercizio stilistico sulle possibilità che il rap offre per raccontare con sofisticata immediatezza la quotidianità.
7 luglio
Albagnano di Bee, Tempio
Maria Mazzotta
Osannata dal prestigioso quotidiano francese Le Monde, che l’ha definita la star internazionale del “Folk Punk” ritorna a Musica e Spiritualità Maria Mazzotta. E’una delle voci più rappresentative della world music, che interpreta partendo dalla tradizione della sua terra, il Salento, delle cui atmosfere tutta la sua produzione è intrisa. Arcaica, tribale, e fortemente romantica, ha avuto un ennesimo riconoscimento internazionale, grazie alla ginnasta Sofia Raffaeli che ha scelto la versione di “Bella ci dormi”, un classico del repertorio della musica popolare salentina, per scandire la sua esibizione alle Olimpiadi di Parigi. Con il suo disco, “Onde”, ha vinto il Premio Loano per la Musica Tradizionale Italiana come miglior album 2024. Porterà a Musica e Spiritualità le canzoni del suo disco, appena uscito, ‘San Paolo di Galatina’, realizzato insieme a Raül Refree, arrivato al primo posto della World Music Chart europea
19 luglio
Bee, Piazza Barozzi
Alfio Antico
Alfio Antico è considerato uno dei più grandi virtuosi internazionali della tammorra e del tamburo a cornice. Nato a Lentini come pastore, ha trasformato i suoni della natura e della tradizione siciliana in un linguaggio musicale d'avanguardia che fonde rito, poesia e sperimentazione. Ha collaborato con Da Fabrizio De André (suo il tamburo in "Don Raffaè"), Lucio Dalla, Vinicio Capossela e Carmen Consoli. I suoi tamburi sono costruiti e intarsiati a mano da lui stesso, rendendoli veri e propri oggetti d'arte rituale. Tra le produzioni più recenti c’è l’album ‘La Macchia’, registrato insieme al produttore di musica elettronica Go Dugong, per l’etichetta Baccano dell’Università LUISS e il nuovissimo Anime delle Due Sicilie, realizzato in collaborazione con Patrizio Trampetti, Jennà Romano e Amedeo Ronga.
21 luglio
Mergozzo, Porticato delle Cappelle
Cristina Donà
Un altro attesissimo ritorno a Musica e Spiritualità è quello di Cristina Donà. Prima artista italiana a esibirsi al Meltdown Festival di Londra, Cristina Donà è sicuramente una delle poche artiste italiane capaci di “rivaleggiare” con le grandi colleghe che all’ estero, proprio come lei, hanno reinventato il modello di interprete e autrice nell’ambito della musica rock. Ha conquistato il plauso di personalità come Robert Wyatt e David Byrne, personalità della scena avantgarde internazionale, che l’hanno indicata come una delle autrici e interpreti più raffinate della moderna canzone d’autore. Tra le tanti importanti collaborazioni, da segnalare quella con Niccolò Ammaniti, che sceglie “Settembre”, uno dei brani manifesto della Donà, come sigla di apertura di “Anna”, serie tv tratta dal suo omonimo romanzo
In anteprima a Musica e Spiritualità presenterà il suo nuovo album.
23 luglio
Baveno, Piazza della Chiesa
Massimo Zamboni
Massimo Zamboni è una delle figure centrali del nuovo rock italiano. Fondatore dei CCCP e poi dei CSI, ha sperimentato unendo i suoni del punk inglese con i temi e le visioni locali della via Emilia. Amico e collaboratore di personalità della cultura italiana come Luigi Ghirri, nella sua carriera solista ha incontrato, grazie a un viaggio in Mongolia, poi diventato un film, la dimensione della spiritualità. Dopo lo straordinario successo della reunion dei CCCP, l’estate 2026 per Massimo Zamboni è l’estate del tour con i riformati CSI, che inizierà pochi giorni dopo la sua partecipazione a Musica e Spiritualità. Al festival porterà un adattamento, realizzato proprio per la manifestazione, del suo reading ispirato al libro, ‘Bestiario selvatico. Appunti sui ritorni e sugli intrusi’.
6 agosto
Verbania, Villa Majoni
Dente
Dente è uno dei più originali protagonisti della scena della nuova canzone d’autore, grazie a una serie di dischi nei quali mescola il suo disincantato sguardo sulla quotidianità con riflessioni su cosa significano per noi le relazioni. Lo fa nei libri che scrive e nelle canzoni che interpreta, da solo in collaborazione con colleghi amici come Colapesce. Il suo recente disco si chiama “Santa tenerezza”, e come ha detto lui stesso, “E’ un’ode alla bellezza della fragilità, all’amore che cambia ma non svanisce mai. Una considerazione sulla presenza perpetua di un sentimento che, pur trasformandosi, rimane indelebile nel cuore e nella memoria”
Direzione artistica Pierfrancesco Pacoda
Musica e Spiritualità è a cura di Simona Eugenelo
Con il patrocinio di Consiglio Regione Piemonte
Con il patrocinio di Fondazione Lama Gangchen per una cultura di pace
Con il patrocinio di Unione Buddhista Italiana-UBI.
Con il sostegno di Fondazione Comunitaria del VCO, Banca d’Alba, Comune di Verbania, Comune di Baveno, Comune di Ghiffa, Comune di Mergozzo, Comune di Bèe.
In collaborazione con Allegro con brio, Distretto Turistico dei Laghi, Rest-Art.
Si ringrazia Raggio Verde Altromercato, Farmacia Biallo, Cinni bar.
Per informazioni 347 4409779
musicaespiritualita@kunpen.it
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L’International Horn of Africa Music Festival
debutta a Milano
il 24, 25 e 26 luglio
al Parco Center (Via Ambrogio Binda, 30)
Milano si prepara a diventare l’epicentro delle sonorità del Corno d’Africa.
L’International Horn of Africa Music Festival debutta negli spazi del PARCO CENTER (Via Ambrogio Binda, 30) con una formula esclusiva che intreccia divulgazione accademica e performance live di livello mondiale. L'evento celebra la ricchezza culturale di una regione dalla storia millenaria attraverso i suoi artisti più prestigiosi. Un programma tra cultura e spettacolo articolato su tre giornate:
Venerdì 24 luglio: Checchia Reloaded. Ritorni sonori dal Corno d'Africa Il festival si aprirà con una serata dedicata all’approfondimento culturale. A partire dalle ore 18:00, Valentina Fusari, docente dell'Università di Torino, guiderà il pubblico in un viaggio attraverso incisioni di musiche nel Corno d'Africa. Seguirà l'incontro con le star internazionali HaddinQo e Tommy T.
Sabato 25 luglio: “Ethiopian Vibe”. Il culmine del festival vedrà salire sul palco i massimi esponenti della scena contemporanea: HaddinQo & Desta Groove Band: la “rockstar del Masinqo”, vincitore dell'Afrima 2025 come Best African Jazz Artist. Tommy T & Ras Metehat: ex bassista dei Gogol Bordello, icona globale e ambasciatore di un sound internazionale in grado di miscelare ethio-jazz, soul, funk e reggae.
Domenica 26 luglio: Eritrean Soul Una giornata interamente dedicata alle radici e alle evoluzioni della musica eritrea: Ore 15:00 – Introduzione alla musica eritrea: incontro culturale curato da Solomun Bahli, esperto di storia, strumenti tradizionali ed evoluzione della scena musicale eritrea. Ore 16:30 – Live Showcase: il palco prenderà vita con il concerto della SINIT band, guidata dalla voce e dal suono ancestrale del Krar di Mulugheta Ketema.
Il festival sarà arricchito dai sapori autentici della cucina tradizionale, a cura del Ristorante Africa di Milano. "Questo festival, il primo a Milano e in Italia, ha l’obiettivo di far conoscere uno straordinario patrimonio culturale e ha scelto PARCO CENTER per la sua forte vocazione multiculturale - dichiara Asli Haddas, organizzatrice e titolare del Gogol’Ostello Spazio Culturale - Portiamo a Milano l’eccellenza musicale del Corno d’Africa, unendo la profondità della ricerca musicologica all'energia travolgente delle sonorità e delle melodie di questa parte del mondo”.
fb:International Horn of Africa Music Festival
INFORMAZIONI
Dove: PARCO CENTER – Via Ambrogio Binda 30, Milano
Quando: Venerdì 24 luglio (ore 18:00), Sabato 25 luglio 2026 (ore 18:00) e Domenica 26 luglio 2026 (ore 12:30)
Come arrivare: Metro M2 Romolo / Bus 47 / 74
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Folkest 2026: torna il Festival curioso del mondo nato fra le macerie dell’Orcolat
Fra gli ospiti: Lou Dalfin, Scarlet Rivera, New Trolls, Peppe Voltarelli, Omar Pedrini, Perturbazione, Nomadi, Vincenzo Zitello, Angelo Branduardi, Gianluca Gotto.
Le esplorazioni culturali dal dopo terremoto a oggi
11 giugno - 21 luglio: queste le date di Folkest 2026, l’International folk music festival nato come risposta all’Orcolat (terremoto) del 1976 che compie 48 anni e che quest’anno ha scelto di ricordare quella data spartiacque per il Friuli che ha segnato anche un importante momento di rinascita culturale in cui la musica e la parola in musica hanno permesso una riscoperta delle proprie radici anche nell’incontro con quelle altrui. Questa l’anima di Folkest che nasce proprio allora come risposta di riscoperta delle proprie origini e di apertura ai mille stimoli dal mondo e che, non a caso, porta da tempo come claim quello di Festival curioso del mondo. Fra gli ospiti nazionali e internazionali di questa edizione: Scarlet Rivera, New Trolls, Peppe Voltarelli, Omar Pedrini, Perturbazione, Nomadi, Vincenzo Zitello, Angelo Branduardi, Gianluca Gotto, Lou Dalfin. Un grande appuntamento con la musica e con la cultura che è reso possibile dai numerosi partner che fanno crescere il Festival ogni anno, partner affidabili come il Ministero della Cultura, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Friuli, il Comune di Udine e in primis il Comune di San Daniele del Friuli, gli oltre venticinque fra comuni e le pro loco del Friuli Venezia Giulia, l’Unione Europea attraverso la piattaforma Upbeat, il Nuovo Imaie, la Banca 360, la Cantina Tavagnacco.
Folkest sul territorio
Folkest, come tradizione, prende l’avvio animando il territorio di tutta la regione di musica, fra grandi nomi e artisti da tutto il mondo. Si parte l’11 giugno da Gemona del Friuli con il ruggente folk-rock degli occitani Lou Dalfin, per poi proseguire a Corno di Rosazzo con Camilla Barbarito il 12 giugno. Il viaggio continua ad Amaro con la mitica Scarlet Rivera, già ospite in passato a Folkest, nonché ben nota violinista di Bob Dylan, che torna con i Borderlobo il 13 giugno. Successivamente, il festival farà tappa il 18 giugno a Gorizia con i Tupa Ruja, a Palmanova con i Magazin du cafè il 19 giugno e a Collalto di Susegana nel vicino Veneto con il Fabrizio De André Ensemble. Si prosegue a San Rocco di Forgaria nel Friuli con il gruppo Pasticcio Meticcio il 20 giugno e il giorno successivo a Vito d’Asio con le Urtie.
Il tour toccherà inoltre la città di Ronchi dei Legionari il 23 giugno con un altro grande nome della canzone etno folk, Peppe Voltarelli, per poi approdare a Basaldella di Vivaro con The Strawboys il 25 giugno e San Giovanni d’Antro (Pulfero) con Angelo Baselli e Gianluca Casadei il 26 giugno. Nella stessa data, il festival sarà anche a Romans d’Isonzo con Gianni Belleno e Nico Di Palo Of New Trolls.
Grandissima attesa per la prima volta dei Nomadi al Castello di Udine il 27 giugno. E, sempre a Udine, appuntamento il 1° luglio con Gianluca Gotto. Tra questi due appuntamenti, il 28 giugno a Tramonti di Sopra ci sarà il Turkuaz Trio.
Folkest sul Territorio proseguirà poi, dopo le tradizionali giornate a San Daniele di inizio luglio, con Vincenzo Zitello e Fulvio Renzi a Clauzetto il 12 luglio; e poi a Stolvizza di Resia con Sonificazione della Via della Musica con Andrea Dalla Costa e Alessandro Montello il 19 luglio. Per terminare con un’altra importantissima data il 21 luglio al Castello di Udine con Angelo Branduardi.
Folkest a San Daniele
Dal 3 al 5 luglio San Daniele del Friuli torna ad animarsi con le attesissime giornate centrali del festival: un’esplosione di musica, cultura e incontri in uno dei borghi più suggestivi del Friuli.
Inaugurazione
La città si apre al festival con il concerto d’inaugurazione alle 18.00 nella chiesa di San Antonio Abate, protagonisti gli abruzzesi ZeroFolk Duo, già vincitori del Premio Cesa 2025. Alle 22.15 e 23.10 la piazza Pellegrino ospiterà due showcase internazionali: Scheppe Siwen dal Lussemburgo e Catteh dalla Romania e Natalia Machin dalle Isole Canarie.
Musica fra la gente
Il primo giorno, come da tradizione, la cittadina friulana sarà interamente attraversata dalla musica: i vicoli, le osterie, i bar e le piazze di San Daniele si trasformeranno in palcoscenici viventi. Nella serata di venerdì 3 luglio, la musica invaderà i locali pubblici del centro storico con artisti che si alterneranno in due turni (19.30–20.30 e 21.00–22.00), portando la loro arte direttamente a contatto con la gente.
UpBeat
Torna la partnership con UpBeat, la piattaforma dell’Unione Europea nata da una rete formata dai quattordici più importanti showcase festival continentali, grazie alla quale le giornate di Folkest a San Daniele si animano di musicisti da tutta Europa, ma anche di operatori del settore, produttori, direttori di altri festival e giornalisti. Quest’anno il programma di UpBeat porta a San Daniele venerdì 3 luglio Scheppe Siwen (Lussemburgo) e Catteh (Romania), mentra domenica 5 luglio sarà la volta di Lennak (Estonia), Junna (Finlandia), Chrust (Polonia), Jarzmo (Polonia), Jorge Garrido (Spagna), e Natalia Machín (Isole Canarie). Gli Speed Meeting con gli operatori del settore si terranno sabato 4 e domenica 5 luglio.
Il Premio Alberto Cesa
Il concorso, intitolato al grande musicista piemontese, giunge alla sua 22esima edizione e ha raccolto oltre 150 candidature da tutta Italia. I cinque artisti selezionati durante le tappe di avvicinamento alle finali si offriranno al pubblico di Folkest in due occasioni: ciascuno con un proprio intero showcase sabato 4 luglio e con un programma ridotto ai brani in gara in occasione della finalissima del Premio Cesa domenica 5 luglio. I finalisti del Premio sono: la pugliese Natalia Abbascià, gli occitani Lindal, il gruppo multi-etnico Ensemble du Sud, la sarda Elisa Carta e i carnici I Cani Sciolti del Mondo Roverso. Rappresentano tutti sensibilità, provenienze e linguaggi differenti, accomunati però da una forte identità musicale e da una ricerca attenta alle radici territoriali e ai suoni delle lingue. Ciascuno di loro si è distinto per originalità, coerenza artistica e capacità di rinnovare il patrimonio della musica popolare attraverso arrangiamenti contemporanei e contaminazioni, oltre a una solida presenza scenica. A condurre la serata finale del Premio saranno Martina Vocci di Tv Koper/Capodistria e Duccio Pasqua di Rai Stereonotte. La selezione è avvenuta attraverso cinque tappe distribuite lungo lo Stivale (Arezzo, Cervasca, Roma, Arbizzano Santa Maria e Codroipo, in un percorso che ha coinvolto giurie qualificate, operatori del settore e pubblico, confermando la formula del Premio come uno dei momenti più significativi dedicati alle nuove proposte del folk italiano. Il livello artistico particolarmente alto ha reso il lavoro di valutazione complesso e stimolante, a testimonianza della vitalità della scena attuale. I finalisti saranno ora chiamati a confrontarsi con una prova identitaria che da alcune edizioni caratterizza il Premio: musicare, arrangiare e cantare un testo in lingua friulana del poeta Federico Tavan, figura centrale della letteratura friulana contemporanea. Un momento creativo che rappresenta non solo una sfida artistica, ma anche un’occasione di dialogo tra tradizione letteraria e musica popolare, in stretta collaborazione con Morganti Editori, curatrice dei diritti delle opere del poeta. I primi tre classificati alla serata finale a San Daniele del Friuli parteciperanno di diritto a Folkest 2027. Il primo classificato inoltre riceverà un premio da parte del Nuovo Imaie, e parteciperà al Festival Ethnos di Torre del Greco. La Giuria assegnerà inoltre un Premio Speciale per la miglior interpretazione di un testo di Federico Tavan. Ospite della serata del Premio Cesa, per chiudere in bellezza le giornate di San Daniele sarà un grande nome della Canzone d’autore italiana, musicista e poeta dalle mille sfaccettature: Omar Pedrini.
Di tutto un po’ a Folkest
La sezione di approfondimento culturale e formazione professionale di Folkest propone anche quest’anno un ricco programma di seminari, conferenze e incontri realizzato in collaborazione con l’Associazione Elenaleddavox di Cagliari, l’Associazione Musicale Gottardo Tomat di Spilimbergo (PN), l’Associazione Furclap di Udine e il Laboratorio musicale da Glauco di San Daniele del Friuli.
La parte online, attiva dal mese di giugno e riservata agli artisti selezionati nel progetto Upbeat, sarà coordinata da Valentina Zanelli, Music Manager Strategist, affiancata dal promoter spagnolo David Sierra, che proporrà temi di grande interesse, soprattutto per i giovani artisti che si avvicinano alla professione e vogliono fare un salto qualitativo, dall’approccio al mercato musicale a come presentarsi agli showcase festival, al diritto d’autore, i diritti connessi, le problematiche della sicurezza e fiscali.
A grande richiesta, in collaborazione con l’Ascom, torna anche il concorso per la miglior vetrina dedicata alla musica, che lo scorso anno ha riscosso un grande successo.
Rai Radio Techetè alla Guarneriana
In collaborazione con Rai Radio Techetè in programma due appuntamenti alla Biblioteca Guarneriana di San Daniele che verranno registrati e dai quali verranno tratte due trasmissioni radiofoniche a cura di Elisabetta Malantrucco: il primo caso sarà un panel basato su materiali degli Archivi Storici Rai, quest’anno sarà dedicato ai grandi personaggi che hanno incrociato (e ne hanno parlato) il Friuli nei giorni del terremoto. Il secondo sarà riservato all’editoria in lingua friulana, ossia quel vasto vortice d’idee e di nuove realtà editoriali alle quali la temperie culturale del dopo terremoto ha fatto da volano.
La riscoperta del territorio
Domenica 5 luglio, in collaborazione con Promoturismo, il Comune di San Daniele del Friuli e la Pro San Daniele, Folkest torna ad accogliere i viaggiatori del treno storico Trieste–Gemona dedicato a Folkest, con un appuntamento artistico pensato e costruito appositamente per loro. I visitatori saranno inoltre accompagnati in un percorso di visite guidate che toccherà la Biblioteca Guarneriana, il parco del Castello, la chiesa di San Antonio Abate, il Museo del Territorio, le attività dello Scriptorium Forojuliense e l’antico cimitero ebraico.
Spettacoli per grandi e piccini
Il teatro di strada trasforma le piazze, le vie e i parchi in palcoscenici a cielo aperto, dove ogni angolo può diventare parte dello spettacolo. Attori, mimi e giocolieri — gli artisti di strada — intrecciano le loro performance con l’ambiente circostante, sorprendendo il pubblico e coinvolgendolo direttamente nella rappresentazione. In ogni situazione ciò che conta è l’incontro immediato e autentico tra l’artista e chi osserva, rendendo il teatro di strada un’esperienza unica e vivace, aperta a tutti. Grande attenzione ancora alla Catalogna, dove Barcellona rappresenta uno dei nuclei dell’avanguardia europea del settore, in collaborazione con la Fira Mediterrania de Manresa.
Partnership nazionali e regionali
Patrocini: UNESCO, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Nuovo Imaie, Fondazione Friuli, Ente Friuli nel Mondo, Comune di Udine, Comune di San Daniele del Friuli.
Sostegno: MIC-Ministero della Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alle Attività Produttive, Fondazione Friuli, Comunità Collinare del Friuli.
Le amministrazioni comunali nel 2026: Amaro, Corno di Rosazzo, Forgaria nel Friuli, Gemona del Friuli, Palmanova, Pulfero, Ragogna, San Daniele del Friuli, Gorizia, Romans d’Isonzo, Ronchi dei Legionari, Tramonti di Sopra, Udine.
Le Pro Loco o altre Associazioni di: Forgaria nel Friuli, Gemona del Friuli, Pulfero, San Daniele del Friuli, Vito d’Asio, Vivaro.
Partner del festival: Assomusica (Roma), Rete Italiana World (Roma), European Folk Network (Edimburgo), Hangvető (Budapest), Associazione Musicale Gottardo Tomat (Spilimbergo), Associazione Musicale Sergio Gaggia (Cividale), Associazione Culturale Furclap APS (Udine), Associazione Progetto Musica (Udine), Fondazione Luigi Bon ETS (Tavagnacco), Associazione Spilimbergomusica (Spilimbergo), Biblioteca Guarneriana (San Daniele del Friuli), XXI Guitar International (Conegliano), Edit Eventi srl (Spilimbergo), Fondazione Andrea Parodi (Cagliari), Associazione Elenaleddavox Quartucciu (CA), Pro San Daniele.
Un salto nelle origini, l’Orcolat: storia di una rinascita
L’edizione di Folkest 2026, la 48esima, non può che essere imperniata sulla memoria dei terribili terremoti del 1976 che hanno segnato questo territorio e le sue popolazioni in maniera indelebile. Dal grande sconquasso della terra, delle case, delle fabbriche e delle chiese (per dirla come Glesie Furlane e l’arcivescovo di Udine, mons. Battisti), come un sasso gettato in un lago, si generò a sua volta uno rovesciamento delle coscienze che avrebbe portato in breve a una profonda riflessione sul ruolo delle genti friulane e del Friuli stesso, aprendosi all’Europa e a quanto stava giungendo nello scambio con mille e mille volontari, organizzazioni, Enti Pubblici che in quei momenti giunsero in soccorso. Il primo risultato tangibile e commisurabile furono le radio private, che da pochi mesi avevano coraggiosamente iniziato le proprie trasmissioni via etere e che in quel momento si misero a disposizione della gente, facendo da megafono per le varie istanze che via via stavano nascendo e da colonna sonora per le interminabili giornate sotto le tende, nelle baraccopoli o nel forzato esilio lignanese. Una tra le prime fu Radio Rinascita Friuli Centrale (R2FC) che aveva la sede a San Daniele del Friuli: una realtà che si propose da subito anche come centro di aggregazione e produzione culturale, organizzando una serie di significativi concerti (Andrea Centazzo, Pierangelo Bertoli, Lucio Dalla, Prinsi Raimund, Råms, oltre a molte serate dedicate ai gruppi locali, realizzate nella sala del Teatro Ciconi a San Daniele, sopravvissuto al sisma). E fu proprio all’interno di quella radio che nacque il progetto della Fieste di chenti che, mutando il nome in Folkest, sarebbe diventato il più longevo e significativo esempio italiano di festival dedicato alla world music.
Proprio da lì ebbe inizio anche un autentico e forte revival della musica legata alla tradizione orale, a ciò che il popolo friulano aveva tramandato per secoli e che, con il declinare di quella civiltà contadina così ricca di spessore culturale e così cara a Pasolini, rischiava lentamente di scomparire. Furono organizzate varie campagne di ricerche sul campo da parte di alcuni giovani etnomusicologi e musicisti come Placida Staro, Andrea Del Favero, Valter Colle, Giulio Venier, Lino Straulino, Glauco Toniutti, Marisa Scuntaro, Emma Montanari. Il fatto che in buona parte fossero anche musicisti diede vita a un movimento di rinascita e rifondazione della musica tradizionale del Friuli (incluse le altre minoranze, soprattutto quelle slovene e tedesche). Ciò che pervadeva lo spirito di quei giovani ricercatori era un’apertura al mondo mai verificata prima e che sicuramente va ascritta alla loro crescita sociale e culturale nel periodo del terremoto e del dopo-terremoto. Folkest offrì loro palchi per esibirsi e opportunità di confronto con i migliori artisti europei della world music presenti al festival, provenienti in buona parte dalle aree delle minoranze linguistiche nei vari stati: catalani, bretoni, irlandesi, fiaminghi, galiziani che interagivano con le lingue e le culture che nei secoli hanno fatto ricca la nostra terra, dai friulani agli sloveni, dai tedeschi ai veneti, ciascuno con la propria particolare identità.
Ecco che la forza della parola è diventata il fulcro del fare di Folkest, una parola che si fa memoria quando spesso le memorie delle stesse famiglie e delle comunità andavano perdute. E così l’impegno in una narrazione reciproca: agli altri del Friuli Venezia Giulia e al Friuli del Mondo, trasformando questo Festival in un festival di frontiera e lungo le frontiere: intersezione di sentieri, scambio meticcio di narrazioni, un luogo in cui mare e terra si confondono, restituendo talvolta tesori inaspettati, o relitti di immani naufragi. Se il confine divide, studiato a tavolino, imposto dai trattati e suggellato dai sigilli, artificiale e quindi sempre difficile da sopportare, arbitrario e scomposto, la frontiera al contrario scompagina le carte, ibrida gli accenti, altera le grammatiche. La terra con le sue diversità offre profumi e stimoli: la pietra, il legno, il clima non conoscono limitazioni imposte dalle diplomazie internazionali, così come i profumi delle cucine, il colore dei piatti, la sapienza del fare tramandata di generazione in generazione e che attinge dai pascoli, dai boschi, dagli orti le stesse risorse, al di qua e al di là di un confine imposto dagli uomini. Un successo ottenuto grazie alla qualità elevata degli artisti che sono stati proposti negli anni e che verranno invitati, alla novità costituita dalla presenza di tradizioni musicali inedite, alla collaborazione con altri operatori sociali, culturali del territorio, alle culture e alle lingue locali, nell’ambito di quel grande faro di civiltà che per secoli fu il Patriarcato di Aquileia.
Il paesaggio si fa suono: a Stolvizza la Sonificazione della Via della Musica in Val Resia
Prosegue il viaggio di Folkest sul territorio, la sezione del festival che porta la musica nei luoghi più suggestivi del Friuli Venezia Giulia. Sabato 19 luglio, alle ore 10.00, a Stolvizza di Resia (UD), il festival propone Sonificazione della Via della Musica in Val Resia, un'esperienza immersiva che mette in dialogo musica, natura e ricerca. L'evento, organizzato da Folkest nell'ambito del progetto Odmevi/Echi con l’associazione Sergio Gaggia e in collaborazione con Carniarmonie, porterà sul palco il progetto di Andrea Dalla Costa agli electronic devices, Alessandro Montello al pianoforte, con una partecipazione straordinaria del maestro Andrea Rucli al pianoforte. La mattinata vedrà protagonisti Andrea Dalla Costa e Alessandro Montello con la presentazione dal vivo dei brani del disco Val Resia frutto di un progetto di ricerca che unisce arte, scienza e composizione musicale attraverso la sonificazione del paesaggio. Il concerto vedrà poi anche la straordinaria partecipazione di Andrea Rucli con l'esecuzione di Puusarja, brani noti in italiano come Gli alberi di Jean Sibelius. Il progetto nasce dal lavoro artistico e di ricerca di Andrea Dalla Costa, che ha trascorso lunghi periodi nei boschi della Via della Musica registrando il vento tra gli alberi, il rumore dell'acqua, il fruscio delle fronde, i silenzi e le vibrazioni più impercettibili del paesaggio naturale. A queste registrazioni si affianca un'originale ricerca sulle essenze arboree della Val Resia: le sequenze genetiche di alcune specie vegetali vengono convertite in codici musicali e trasformate in partiture originali per pianoforte, interpretate da Alessandro Montello. La composizione si arricchisce inoltre dei bioritmi reali delle piante, rilevati attraverso sensori applicati allo xilema, il tessuto che trasporta la linfa dalle radici alle foglie. Il risultato è un'esperienza d'ascolto in cui la voce invisibile del bosco prende forma attraverso melodia, ritmo e paesaggio sonoro, invitando il pubblico a riscoprire la natura con uno sguardo – e soprattutto un ascolto – nuovo. Con questo appuntamento Folkest rinnova la propria vocazione a valorizzare il territorio attraverso progetti che mettono in relazione linguaggi artistici, ambiente e comunità, trasformando il paesaggio in un luogo di incontro e di esperienza culturale. L'evento è a ingresso gratuito e si terrà presso il Bosco Stolvizza Facile. Il parcheggio libero è disponibile in via Udine, a Stolvizza (UD). Si consiglia al pubblico di portare con sé un plaid, un telo o una seduta pieghevole; nell'area sono comunque presenti alcune panchine. In caso di maltempo, l'evento sarà rinviato.
Ricordiamo che Folkest è reso possibile dai numerosi partner che fanno crescere il Festival ogni anno, partner affidabili come il Ministero della Cultura, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Friuli, il Comune di Udine e in primis il Comune di San Daniele del Friuli, gli oltre venticinque fra comuni e le pro loco del Friuli Venezia Giulia, l’Unione Europea attraverso la piattaforma Upbeat, Acciòn Cultural Española, il Nuovo Imaie, la Banca 360, la Cantina Tavagnacco.
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CELTICA VALLE D’AOSTA CELEBRA IL TRENTENNALE:
LA MAGIA DEL FESTIVAL INCONTRA LA STORIA AL FORTE DI BARD CON L’EVENTO SPECIALE “ECHI DAL FORTE”
In occasione della sua 30ª edizione, la storica rassegna internazionale annuncia un appuntamento straordinario domenica 5 luglio: una giornata speciale che unisce l'energia del Festival alla maestosità della Fortezza valdostana. Il festival internazionale di musica, arte e cultura celtica più alto d’Europa si prepara a celebrare un traguardo storico. Se il cuore pulsante della manifestazione tornerà a far risuonare, dal 2 al 5 luglio, la splendida e tradizionale cornice del Bosco del Peuterey in Val Veny (Courmayeur), quest'anno le celebrazioni del trentennale si arricchiscono di eventi speciali pensati per coinvolgere e valorizzare l’intero territorio regionale. Tra gli appuntamenti diffusi spicca la collaborazione speciale con l’Associazione Forte di Bard, che domenica 5 luglio ospiterà l'evento straordinario “30 anni di Celtica Valle d’Aosta: Echi dal Forte”. A partire dal primo pomeriggio, le mura della fortezza accoglieranno una giornata dedicata alla riscoperta delle radici celtiche del territorio, portando l’energia del festival fuori dai suoi tradizionali scenari boschivi per abbracciare la storia millenaria del Forte. Sarà un’occasione unica per i visitatori, che potranno unire la scoperta del polo museale alle profonde suggestioni della musica e della danza tradizionali. «Siamo entusiasti di tornare a far risuonare le pietre del Forte di Bard con le melodie di Celtica», dichiara Laura Plati, Presidente dell’Associazione Clan della Grande Orsa e Direttrice Generale del Festival. «Celebrare il nostro trentesimo anniversario riprendendo questa storica collaborazione, che già in passato ha regalato edizioni indimenticabili, è per noi motivo di grande orgoglio. È un ritorno alle origini che guarda al domani: l’evento del Forte di Bard non solo chiuderà ufficialmente le celebrazioni di quest’anno, ma grazie alla sua posizione strategica, fungerà da ponte ideale per lanciare l’edizione 2027». «Siamo lieti di questo ritorno di Celtica al Forte di Bard nel trentennale della sua attività che coincide con i vent’anni di nuova vita del Forte – commenta la Presidente dell’Associazione Forte di Bard, Ornella Badery –. Celebreremo questa doppia ricorrenza nel segno della musica e dell’incontro e della scoperta della cultura e delle tradizioni celtiche». La giornata al Forte di Bard rientra tra le attività del progetto TransiT – Transizione verso il Turismo Culturale Sostenibile, finanziato dal programma Interreg VI-A France - Italia Alcotra, per la programmazione 2021-2027. Il programma della giornata offrirà una successione continua di appuntamenti ideati per far dialogare l’arte celtica con gli spazi più suggestivi del Forte:
ore 15:00 – 19:00 | Animazione musicale e musica itinerante: le note solenni delle cornamuse e dei tamburi scozzesi dei Celtic Knot Pipes and Drums e le sonorità folk della Compagnia del Coniglio animeranno le strade e accompagneranno i visitatori lungo un percorso all’interno della fortezza.
Ore 16:00 – 17:00 | Workshop di Danze Irlandesi e Scozzesi: un momento di totale coinvolgimento a cura dei Gens d’Ys (Accademia italiana di danze irlandesi), allestito presso le Scuderie del Forte.
Ore 17:30 – 18:30 | Concerto acustico di Arpa celtica: l’eleganza e la magia delle melodie di Katia Zunino troveranno una perfetta e intima dimensione acustica nella suggestiva Cappella del Forte.
Ore 19:00 – 20:00 | Spettacolo di Danze Irlandesi: l'energia travolgente dei Gens d’Ys tornerà protagonista per il gran finale sul palco principale della Piazza d’Armi.
Modalità di accesso e biglietteria
L'organizzazione e la direzione del Forte hanno previsto una formula d'accesso estremamente semplice e vantaggiosa per il pubblico: l’accesso alla manifestazione e la partecipazione a tutti gli spettacoli o workshop della giornata sono interamente inclusi nel normale biglietto d'ingresso al Forte di Bard. I visitatori del polo museale potranno così beneficiare gratuitamente di tutte le animazioni e dei concerti in cartellone, vivendo un'esperienza culturale completa.
Per ulteriori dettagli e aggiornamenti sul programma completo della 30ª edizione:
Siti Web ufficiali: www.celtica.vda.it | www.fortedibard.it
Canali Social: @celticavda | @fortedibard
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MONSANO FOLK FESTIVAL
dal 1 al 22 agosto 2026
Monsano Folk Festival, dal 1 al 22 agosto la 41ª edizione tra memoria, radici e nuove traiettorie della musica popolare
Torna dal 1 al 22 agosto 2026 il Monsano Folk Festival, giunto alla 41ª edizione, una delle rassegne più longeve e riconoscibili del panorama italiano dedicato alla musica popolare originale e di revival. Ideato e diretto artisticamente da Gastone Pietrucci, il festival conferma la propria natura itinerante e diffusa, attraversando alcuni centri delle Marche con un cartellone che intreccia concerti, omaggi, incontri e presentazioni, nel segno della memoria orale, della ricerca etnomusicale e del dialogo fra generazioni di interpreti. La manifestazione, gemellata dal 2012 con il Folk Festival Suoni sul Lago di AQ, dal 2022 con il World Land Festival della Musica e della Cultura dal Mondo, dal 2023 con il Festival Vita di Civitanova Marche e dal 2026 con UH insieme d’arte di Poggio San Marcello, continua a proporsi come un laboratorio vivo, capace di coniugare radicamento territoriale e apertura internazionale. Tutti i concerti sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
Un festival che custodisce e rilancia la tradizione
Il Monsano Folk Festival si muove da sempre lungo una linea precisa: non la semplice riproposizione del repertorio popolare, ma la sua reinvenzione critica, affidata a musicisti e gruppi che della tradizione hanno fatto un terreno di ricerca, di ascolto e di invenzione. In questa prospettiva si collocano bene gli appuntamenti dell’edizione 2026, che alternano formazioni storiche e progetti speciali, accanto a omaggi poetici e a percorsi di trasmissione della memoria musicale marchigiana. La rassegna si aprirà sabato 1 agosto a Monsano con la serata inaugurale affidata ai Radio Noè con Il ritorno dei Radio Noè, con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci. Il giorno seguente, domenica 2 agosto a Massa Fermana, sarà la volta del Macina Trio con L’amore il diavolo e l’acquasanta, un concerto che attraversa i territori dell’oralità marchigiana tra amore, licenziosità e religiosità. Mercoledì 5 agosto il festival farà tappa a Poggio San Marcello con La Macina – Nel canto la memoria, un concerto grande della sera dedicato al viaggio nelle radici della cultura orale marchigiana.
I concerti centrali del cartellone
Sabato 8 agosto, ancora a Monsano, saliranno in scena La Macina e Massimo Raffaeli con L’umile Italia, un incontro che intreccia musica e parola, confermando la vocazione del festival al dialogo fra poesia, critica e canto popolare. Domenica 9 agosto, nel concerto del tramonto in Piazzetta Matteotti, Filippo Paolasini presenterà Il viaggio di Kentitch, disco scritto, cantato e prodotto dall’artista con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci e Andrea Vincenzetti.
Martedì 11 agosto a Marina di Montemarciano andrà in scena La Macina & Elisa Ridolfi con Come luce a notte, omaggio al poeta Francesco Scarabicchi e ai cantautori Modugno, Ciampi, Tenco e De André. Si tratta di uno degli appuntamenti più coerenti con la vocazione del festival, perché mette in relazione la grande canzone d’autore con la sensibilità della ricerca popolare e con una figura, quella di Scarabicchi, profondamente legata alla dimensione poetica e civile del territorio.
Giovedì 13 agosto a Pieve Torina sarà protagonista l’Ensemble Interculturale Terzavia, con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci e Marco Gigli, in un concerto che promette di allargare ulteriormente l’orizzonte del festival verso l’incontro tra idiomi e culture musicali differenti. Domenica 16 agosto a Jesi, nella Chiesa di San Bernardo, si terrà il Concerto del Ricordo e della Memoria con Gastone Pietrucci, La Macina e Nadia Pirani Orazi in Il Canzoniere della Pirana, presentazione del fascicolo n. 15 della collana Foglie d’Album, dedicato a Elvira Corsetti Pirani.
Tra dischi, omaggi e nuove presenze
Martedì 18 agosto, nel chiostro di Villa Nappi a Polverigi, il festival ospiterà Gastone Pietrucci e Marco Poeta con Alchimia, presentazione del CD omonimo: un lavoro che si annuncia come dialogo denso fra voce e chitarra a dodici corde, in una trama sonora che punta a valorizzare timbri, sospensioni e risonanze più che l’esibizione virtuosistica. Venerdì 21 agosto, di nuovo a Monsano, il concerto del tramonto sarà affidato a Dario Aspesani con Pecore caproni ed altre figure istituzionali, undici brani tra ironia e osservazione sociale, con Carlo Celsi al violino.
A chiudere il festival, sabato 22 agosto, sempre a Monsano, sarà il concerto di chiusura affidato ai Macina-Gang con 2000-2026 Ventisei anni di amicizia e di buona musica, un titolo che sintetizza bene il senso di una collaborazione ormai ventennale e la continuità di un percorso artistico che ha saputo mantenere intatta la propria identità pur attraversando stagioni diverse.
Il senso di una rassegna
Il Monsano Folk Festival continua a distinguersi per la capacità di tenere insieme il concerto come evento e il concerto come atto di restituzione culturale. Non si tratta soltanto di una rassegna musicale, ma di un presidio di memoria, di relazioni e di conoscenza, in cui la dimensione popolare viene trattata non come oggetto museale, bensì come materia viva, attraversata da voci, storie, luoghi e interpretazioni.
È proprio in questa tensione tra fedeltà alle radici e apertura alla contemporaneità che si colloca il valore della manifestazione. La presenza di artisti diversi per formazione e sensibilità, l’alternanza di sedi, la pluralità degli omaggi e delle presentazioni, la centralità della figura di Gastone Pietrucci e del lavoro de La Macina fanno del festival un appuntamento che parla non solo agli appassionati di folk, ma a chiunque consideri la musica come forma di conoscenza del territorio e delle sue stratificazioni culturali.
Programma
1 agosto, Monsano
Radio Noè, Il ritorno dei Radio Noè.
2 agosto, Massa Fermana
Macina Trio, L’amore il diavolo e l’acquasanta.
5 agosto, Poggio San Marcello
La Macina, Nel canto la memoria.
8 agosto, Monsano
La Macina e Massimo Raffaeli, L’umile Italia.
9 agosto, Monsano
Filippo Paolasini, Il viaggio di Kentitch.
11 agosto, Marina di Montemarciano
La Macina e Elisa Ridolfi, Come luce a notte.
13 agosto, Pieve Torina
Ensemble Interculturale Terzavia.
16 agosto, Jesi
Gastone Pietrucci, La Macina e Nadia Pirani Orazi, Il Canzoniere della Pirana.
18 agosto, Polverigi
Gastone Pietrucci e Marco Poeta, Alchimia.
21 agosto, Monsano
Dario Aspesani, Pecore caproni ed altre figure istituzionali.
22 agosto, Monsano
Macina-Gang, 2000-2026 Ventisei anni di amicizia e di buona musica.
Alcuni concerti in caso di maltempo presso l’Officina della Cultura “Torquato Cesaroni” di Via Rastelli.
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Toscana Django Festival
Dal 12 al 16 agosto il Toscana Django Festival propone concerti, masterclass, corsi, conferenze, musica per bambini e jam session aperte a tutti. Puoi scegliere un singolo appuntamento oppure vivere il festival dall'inizio alla fine. Ogni giornata offre occasioni diverse per incontrare grandi artisti, approfondire la musica e condividere la passione per il jazz manouche e non solo.
Con il sostegno del Comune di San Marcello Piteglio.
info@toscanadjangofestival.com
gerimaus@hotmail.com
Tel. e WhatsApp +39 347 6644087
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fra balli e danze popolari, concerti, stage e laboratori
Controne (SA)
celebra la tradizione
A Controne (SA) torna Ballarija, festival dedicato alla musica e alle danze popolari mediterranee. Dall’8 al 12 agosto 2026 cinque giorni di concerti, stage e performance in piazza. Giunta alla quarta edizione, la rassegna celebra l’incontro tra tradizioni, ritmi e culture del Sud, trasformando il paese in un grande spazio di festa condivisa, un appuntamento capace di unire tradizione e contemporaneità, offrendo un’esperienza immersiva che celebra la vitalità delle culture popolari. L’evento, curato da Echi del Mediterraneo per la direzione artistica di Maria Grazia Altieri, e con il patrocinio del Comune di Controne, propone un programma ricco di esibizioni, laboratori e momenti di partecipazione aperti a tutti, dai curiosi ai ballerini più esperti.
GLI APPUNTAMENTI
L'evento si apre l'8 agosto con l’accoglienza, un ballo di benvenuto, e i primi laboratori fra cui il sussurro dei suoni con Jessica Vitulano e la Tarantella di Carpino, mentre in serata si prosegue con i concerti in piazza dei Sandalucì dal Gargano, dei Rareca dell'area vesuviana e una selezione di word music elettronica.
Il 9 agosto la giornata è dedicata ai ritmi della tammorra e al "Sonu a ballu" dell’Aspromonte Meridionale, con laboratori mattutini e pomeridiani che culmineranno nei concerti serali di Mico Corapi, Piero Crucitti e il concerto degli Ars Nova Napoli.
Il 10 agosto il focus si sposta sui Monti Lattari con il ballo sul tamburo “alla Pimontese” e sul "Ballettu" siciliano, mentre il programma serale vedrà il riunirsi di un ensemble di tammurrianti campani (Catello Gargiulo, Marianna Ricciardi, Biagio De Prisco, Raffaele Inserra, Luigi Matrone) e la performance del gruppo siciliano Le Matrioske.
L’11 agosto vede protagonisti i Totarella, con la tarantella pastorale del Pollino, e la pizzica della bassa Murgia con Giovanni Amati e Matteo Scatigna, seguiti dai concerti serali che includono anche uno spazio balfolk.
Il 12 agosto il festival si chiude con un percorso dedicato all’ascolto del corpo, un laboratorio di danze greche e l’incontro finale con suonatori del Cilento e degli Alburni, prima del pranzo condiviso del dopofestival.
I LABORATORI E GLI STAGE
Ballarija non è solo spettacolo ma anche partecipazione attiva: stage, laboratori e incontri permettono ai visitatori di avvicinarsi ai passi, ai ritmi e alle emozioni delle danze popolari, creando un ponte diretto tra artisti e pubblico. L'atmosfera del festival è quella di una comunità temporanea che si ritrova per condividere musica, movimento e convivialità, valorizzando il patrimonio culturale tradizionale. Durante tutte le giornate sono previsti anche laboratori di danza per bambini (su prenotazione) e gli “Incontri in movimento”, curati da Giovanni Labate, che accompagnano i partecipanti in momenti di ballo libero e condivisione.
IL PROGRAMMA COMPLETO
Sabato 08/08/26
Ore 15.30
ACCOGLIENZA
Ore 16.30
Ballo di benvenuto con Gianni Labate
Ore 17.00
Il sussurro dei suoni....oltre il gesto con Jessica Vitulano
Ore 17.30/19.30
Laboratorio sulla Tarantella di Carpino con i Sandalucì
A seguire: Incontri in movimento (Balli in libertà)
Dalle ore 22.00
I Sandaluci (Gargano)
I Rareca (area Vesuviana)
Viaggio tra i ritmi elettronici ed etno-popolari con selezione word music di Angela Esposito (Koros Selecta)
Ore 00.30
SUONI IN LIBERTA' (cerchio sonoro)
Domenica 09/08/26
Ore 10.30/12.30
Storie di ritmi: Laboratorio di tammorra con Dario Mogavero
Ore 11.00/13.00
Laboratorio di ballo sul tamburo area nocerino-sarnese con Maria Grazia Altieri
Ore 17.00/19.30
Storie di ritmi: l'Aspromonte Meridionale
Laboratorio di “Sonu a ballu” con Agata Scopelliti, Mico Corapi e Piero Crucitti
A seguire: Incontri in movimento (balli in libertà)
Dalle ore 22.00
“Sonu a ballu” Mico Corapi E Piero Crucitti
Ars Nova Napoli
Ore 00.30
SUONI IN LIBERTA' (cerchio sonoro)
Lunedì 10/08/26
Ore 10.30/13.00
Suoni e ritmi dei Monti Lattari
Laboratorio di ballo sul tamburo “alla Pimontese” con la paranza di Pimonte (Carmela Chierchia, Catello Gargiulo, Raffaele Inserra)
ORE 17.00/19.30
Storie di Ritmi
Le Matrioske
Laboratorio di “ballettu” siciliano
A seguire: Incontri in movimento
Dalle ore 22.00
Ensemble tammurrianti: Marianna Ricciardi, Catello Gargiulo, Luigi Matrone, Biagio De Prisco, Raffaele Inserra (Campania)
Le Matrioske (sicilia)
00.30.00
Suoni in libertà. Cerchio sonoro
Martedì 11/08/26
Ore 10.30/13.00
Storie di ritmi: Incontro con I Totarella
Laboratorio di “tarantella” pastorale del Pollino
A seguire: Incontri in movimento
Ore 17.00/19.30
Storie di ritmi: Laboratorio di pizzica pizzica della bassa Murgia con Giovanni Amati e Matteo Scatigna (Skattakore)
A seguire: Incontri in movimento
Dalle ore 22.00
I Totarella (Suoni del Pollino)
Skattacorë (bassa Murgia)
Spazio balfolk: Vito Pierro e Ciro Troise
Mercoledì 12/08/26
Ore 10.30/11.30
Tradizione in ascolto: Laboratorio di esplorazione somatica e riflessioni sui corpi con Carmen Mariconda e Sebastian Varrà
Ore 11.30/12.30
Laboratorio di danze greche con Giovanni Labate
Ore 12.30/13.00
Trame in movimento con Jessica Vitulano
A seguire Suoni e balli condivisi con suonatori del Cilento e degli Alburni
Dopofestival : Pranzo condiviso su prenotazione
Gli orari possono subire variazioni
LINK
CONTATTI
assechidelmediterraneo@gmail.com
+393388319987
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Comuni e Proloco di Barrea - Civitella Alfedena - Villetta Barrea (AQ)
Associazione Mantice di Latina
Folk Festival SUONI SUL LAGO
Barrea - Civitella Alfedena - Villetta Barrea
25ª Edizione
da Lunedì 24 a Sabato 29 Agosto 2026
Direzione Artistica: Marco Delfino
Quest’anno il folk festival festeggia 25 anni di attività. Nasce come Civitella Alfedena folk festival e dal 2023 diventa “Suoni sul lago folk festival” grazie all’inserimento degli altri due comuni, quelli di Barrea e Villetta Barrea. Un unico festival e un unico programma che viene distribuito sui tre borghi che si affacciano sul lago di Barrea. Le novità di quest’anno sono, oltre al potenziamento dei laboratori didattici e un programma musicale importante e impegnativo, l’inserimento di “Voci di donne” una rassegna dedicata all’universo femminile, che attraverso musica, teatro, presentazioni di libri, incontri e dibattiti offre occasioni di riflessione, confronto e valorizzazione delle esperienze, dei talenti e delle tematiche legate alle donne. Inoltre nella serata di venerdì 28 durante la storica "Notte del tamburo" a Civitella Alfedena, la festa dei 25 anni di attività vedrà la partecipazione di tantissimi artisti che negli anni hanno contribuito, in modi diversi, a rendere il festival una manifestazione etichettata come “Il festival degli affetti”. Per me sarà l’ultima direzione artistica ma passerò il testimone a chi sicuramente saprà dare continuità al progetto con competenza, professionalità e innovazione. Ringraziamo chi economicamente permette la realizzazione della rassegna, le amministrazioni comunali, le proloco, gli artisti, e tutti coloro che con il loro contributo ci aiutano a mantenere un programma professionale e di qualità. Da parte nostra l'impegno costante è sempre stato quello di utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione e di adoperarci per migliorarne qualità e servizi.
Spettacoli e presentazioni
Lunedì 24 Agosto
Civitella Alfedena
Centro culturale Orsa Maggiore, ore 21, ingresso libero, gradita offerta.
Apertura della 25a edizione e presentazione del programma, a seguire
FARAUALLA
Faraualla, quartetto vocale femminile pugliese attivo dal 1995, propone un viaggio nell’universo della polifonia muovendosi tra dialetto, invenzioni linguistiche e molteplici tecniche vocali. Nel 2025 il gruppo celebra 30 anni di carriera, con 7 album pubblicati e una forte presenza nei festival italiani e internazionali. Voci: Gabriella Schiavone, Teresa Vallarella, Maristella Schiavone, Loredana Savino.
Martedì 25 Agosto
Civitella Alfedena
Voci di donne. Presentazione del libro "Ortensia De Meo all'alba dell'emancipazione"
con Daniele Elpidio Iadicicco, Centro culturale Orsa Maggiore, ore 18, ingresso libero.
Il volume ricostruisce l’impegno civile e l’esperienza personale di De Meo attraverso documenti d’archivio, fonti inedite e testimonianze familiari. Il saggio segue le fasi della sua vita, dalla formazione all’insegnamento, fino all’impegno politico e alla partecipazione al Congresso di Livorno del 1921, dove fu l’unica donna a prendere la parola in un’assemblea interamente maschile.
Villetta Barrea
Piazza Fratelli Virgilio, ore 21.30, ingresso libero, gradita offerta.
Concerto di
ORCHESTRA AMORKLAB
Amorklab propone musica originale e tradizionale balcanica, con un ensemble nato a Roma nel 2020 e attivo in repertori dell’area balcanica, tra fanfara, jazz e arrangiamenti creativi. Componenti: Selen Çapacı, Federico Pascucci, Mauro Vallesi, Giacomo Serino, Federico D’Angelo, Pier Sante Falconi.
Mercoledì 26 Agosto
Civitella Alfedena
Voci di donne: intervento del Centro Antiviolenza Donna di Castel di Sangro, con Sara Antonucci, Centro Culturale Orsa Maggiore, ore 18, ingresso libero.
L’intervento affronta la violenza di genere, il ruolo dei centri antiviolenza e delle case rifugio, e l’importanza della rete e della prevenzione.
Civitella Alfedena
Documentario "Voci e luoghi della transumanza"
di Amedeo Veneruso, Centro Culturale Orsa Maggiore, ore 18,45, ingresso libero.
Il documentario racconta la transumanza lungo il tratturo Pescasseroli-Candela, tra Abruzzo e Sud Italia, come esperienza economica, culturale e umana.
Barrea
Piazza Mammarino, ore 21.30, ingresso libero, gradita offerta.
Concerto di
TARANTULA GARGANICA
Musiche e danze del Gargano.
Il gruppo, attivo dal 2003, recupera e valorizza canti, poesie e balli del Gargano, con un repertorio che unisce tradizione e contaminazioni contemporanee. Componenti: Peppe Totaro, Luigi Guerra, Antonello Iannotta, Claudio Salcuni, Carlo Parente, Carmela Taronna.
Giovedì 27 Agosto
Villetta Barrea
Presentazione libro "Donne e uomini pace e guerra" di Fiorenza Taricone, Palazzo Dorotea, ore 18, ingresso libero.
Il libro indaga il rapporto tra donne, uomini, guerra e pace, dal mondo antico alla Resistenza e alla riflessione contemporanea sulla pace organizzata.
Villetta Barrea
Sapori sonori: musica e gastronomia, cena e festa popolare con
ALESSANDRO CALABRESE
Casetta degli alpini, ore 19,30.
Il menu prevede “Farfalle del lago” come primo, salsicce e patate al forno come secondo, con vino; sono previsti musica e balli popolari durante e dopo la cena.
I piatti disponibili sono 250 al costo di 10 €.
Venerdì 28 Agosto
Civitella Alfedena
Voci di donne: "La figlia femmina" con Maria Piscopo e Irene Rametta, Centro culturale Orsa maggiore, ore 18, ingresso libero.
Lo spettacolo intreccia canzone popolare, prosa e videoproiezioni per raccontare storie di donne del Sud Italia, tra stigma, ribellione e memoria.
Civitella Alfedena
NOTTE DEL TAMBURO
Il corteo sonoro tra i vicoli, partenza da piazza Le Pagliara, ore 21.
Il corteo attraversa il centro storico con musicisti, ballerini, allievi dei seminari e pubblico, fino al piazzale di Santa Lucia, dove si svolge la festa a ballo con musicisti ospiti.
Sabato 29 Agosto
Barrea
Voci di donne: La donna nel canto popolare con Sara Modigliani e il coro del laboratorio di canto popolare, Piazza Umberto I, ore 21, ingresso libero.
Il coro del laboratorio si esibisce con brani dedicati alla figura femminile, tra vita, lavoro, amore, quotidianità, rabbia e risentimento.
Barrea
TESI GIUA
"Retablos"
Piazza Umberto I, ore 21,30, ingresso libero, gradita offerta.
Il concerto unisce canzone d’autore, canto popolare e musica strumentale, con Riccardo Tesi e Giua in un dialogo artistico costruito su collaborazione e repertori condivisi.
Laboratori
Musica d’insieme
Martedì 25 e Mercoledì 26, Civitella Alfedena
Docente: Mario Salvi. Centro culturale Orsa Maggiore, orario 10-12.30 e 15-17.30, contributo 25 €.
Il laboratorio è aperto a strumenti acustici e voci, con l’obiettivo di creare nuovi arrangiamenti di danze e canti tradizionali del Centro-Sud Italia, con aperture ad altre culture musicali.
Danza: Fra le TARANTelle
Martedì 25, Civitella Alfedena
Docente: Francesca Trenta. Campetto di pallone, ore 10.30-12.30, contributo 15 €.
Il laboratorio propone passi della memoria della tradizione orale del Sud Italia, con lavoro condiviso sui diversi stili di tarantella e approccio open level.
Danze dei balcani e della Turchia
Martedì 25, Villetta Barrea
Docente: Virginia Veltri. Piazza Fratelli Virgilio, ore 15.00-17.30, contributo 15 €.
Il laboratorio introduce danze in cerchio o in fila di Serbia, Macedonia, Bulgaria e Turchia, senza richiedere esperienza precedente.
Costruzione del tamburo a cornice
Martedì 25 e Mercoledì 26, Villetta Barrea
Docente: Gianni Berardi. Centro polivalente, orari 10-13 e 15-18, costo 100 €.
I partecipanti costruiranno il proprio tamburello con tecniche tradizionali non professionali, utilizzando materiale di recupero e completando il lavoro in due giorni.
Tarantella del Gargano
Mercoledì 26, Barrea
Docente: Carmela Taronna. Piazza Mammarino, ore 15.30-17.30, contributo 15 €.
Il corso propone l’esplorazione del senso profondo della Tarantella del Gargano come rituale musico-terapeutico e l’apprendimento dei passi e delle strutture coreografiche.
Tracce
Mercoledì 26, Civitella Alfedena
Con Simona Danieli e Francesca Trenta. Luogo da definire, ore 10-13, contributo 25 €.
“Tracce” è un laboratorio esperienziale e inclusivo che integra linguaggi artistici, corporei e musicali, in un percorso di relazione con la natura e la memoria del territorio.
Drum Circle Popular
Giovedì 27, Civitella Alfedena
Docente: Antonio Franciosa. Piazzale di Santa Lucia, ore 11-12.30, contributo 5 €.
L’incontro propone un’esperienza ritmica collettiva aperta a tutti, con tamburi e percussioni della tradizione popolare italiana.
Tamburello e tammorra
Giovedì 27 e Venerdì 28, Civitella Alfedena
Docente: Pierluigi Moschitti. Piazzale S. Lucia, Giovedì ore 15.30-17.30, Venerdì ore 10-12, contributo 20 €.
Lo stage sviluppa tecniche ritmiche per saltarello, pizzica e tammurriata, con elementi di notazione ritmica e livelli per principianti e avanzati.
Danza Balfolk: La bourrée
Giovedì 27, Villetta Barrea
Docente: Ciro Troise. Piazza Fratelli Virgilio, ore 16-18, contributo 15 €.
Lo stage è dedicato alla bourrée a due tempi, con passo base, variazioni, giochi e dinamiche in coppia e in gruppo.
Canto popolare
Giovedì 27, Civitella Alfedena
Docente: Sara Modigliani. Centro culturale Orsa Maggiore, ore 15.30-17.30; prosegue venerdì 28 e sabato 29, ore 10-12 e 15.30-17.30, contributo 25 €.
Il laboratorio invita a cantare insieme senza richieste tecniche particolari, lavorando sul repertorio orale, sulla sua storia e sulla sua dimensione collettiva.
Tammurriata dell’Agro Nocerino Sarnese
Venerdì 28, Civitella Alfedena
Docente: Maria Piscopo. Campetto di pallone, ore 10-12, contributo 15 €.
Il laboratorio è un viaggio antropologico-musicale attorno al ballo n'gopp'o tammurro, con attenzione al rapporto tra danza, ritualità, territorio e musica dal vivo.
Danza Balfolk: La mazurka francese
Venerdì 28, Civitella Alfedena
Docente: Ciro Troise. Campetto di pallone, ore 15.30-17.30, contributo 15 €.
Il laboratorio introduce la mazurka francese come danza evoluta, intima e romantica, legata al movimento balfolk in Italia.
Putipù e flauto armonico
Giovedì 27 e Venerdì 28, Civitella Alfedena
Docente: Catello Gargiulo. Centro polivalente, ore 15.30-17.30 e 10.30-12.30, contributo 25 €.
Il laboratorio insegna la costruzione del tamburo a frizione e di frischettare con materiali di recupero, con ogni partecipante che porterà a casa il proprio strumento.
Organetto
Sabato 29, Barrea
Docente: Riccardo Tesi. Palazzo Minutoli, Via Pareti, ore 10.30-12.30 e 15.30-17.30, contributo 20 €.
Il corso affronta tecnica, interpretazione, armonia e composizione nell’organetto diatonico, con brani tradizionali e originali per strumentisti di base
Laboratori didattici
Durata e contributi d'iscrizione ai laboratori:
Musica D’insieme, docente Mario Salvi, 10 ore, contributo 25 €.
Danza: Fra le TARANTelle, docente Francesca Trenta, 2 ore, contributo 15 €.
Danza dei balcani e della Turchia, docente Virginia Veltri, 2 ½ ore, contributo 15 €.
Costruisci il tuo tamburo a cornice, docente Gianni Berardi, 12 ore, costo complessivo 100 €.
Danza: Tarantella del Gargano, docente Carmela Taronna, 2 ore, contributo 15 €.
“Tracce” Viaggio tra corpo, suono, memoria e territorio, con Simona Danieli e F. Trenta, 3 ore, contributo 25 €.
Drum Circle Popular, docente Antonio Franciosa, 1 ½ ore, contributo 5 €.
Tamburello e tammorra, docente Pierluigi Moschitti, 4 ore, contributo 20 €.
Danza balfolk: La bourée, docente Ciro Troise, 2 ore, contributo 15 €.
Canto popolare, docente Sara Modigliani, 10 ore, contributo 25 €.
Danza voce e tamburo: Tammurriata dell'Agro Nocerino Sarnese, docente Maria Piscopo, 2 ore, contributo 15 €
Danza balfolk: La mazurka francese, docente Ciro Troise, 2 ore, contributo 15 €.
Costruisci il tuo putipù e flauto armonico, docente Catello Gargiulo, 4 ore, contributo 25 €.
Organetto, docente Riccardo Tesi, 4 ore, contributo 20 €.
Sconti e iscrizioni
I laboratori autogestiti dai docenti (Costruisci il tuo tamburo a cornice, Drum Circle Popular e Tracce viaggio tra corpo, suono, memoria e territorio) non rientrano nella scontistica. Per tutti gli altri laboratori gli sconti sono possibili solo con pagamento tramite bonifico bancario entro il termine massimo per le iscrizioni, fissato al 18 Agosto. Gli sconti previsti sono: 2 laboratori sconto 5 €, 3 laboratori sconto 8 €, 4 laboratori sconto 12 €. I laboratori sono a numero chiuso e saranno confermati solo dopo aver raggiunto il numero minimo di iscrizioni. Prima di versare le quote bisogna verificare le disponibilità telefonando o inviando un messaggio WhatsApp al 3392327810 e prenotare. La conferma dell'iscrizione avviene solo dopo il ricevimento del contributo tramite bonifico bancario su c/c Associazione Culturale Mantice, IBAN: IT 29 V032 9601 6010 0006 4307 424. Tutte le richieste di prenotazione telefonica non confermate con versamento entro 10 giorni saranno annullate.
Contributi volontari e contatti
È gradito un libero contributo volontario per sostenere il festival, tramite bonifico bancario a c/c Associazione Culturale Mantice, IBAN: IT 29 V032 9601 6010 0006 4307 424, con causale “Contributo volontario a sostegno del festival Suoni sul lago”.
Segreteria del festival: manticelatina@gmail.com
Marco Delfino: 339 2327810
Tiziana Spini: 328 0136395
Per informazioni su come arrivare e per vitto e alloggio contattare le Proloco di:
Civitella Alfedena, Piazza Plebiscito (AQ), Tel. 0864 890194, prolococivitellaalfedena@gmail.com.
Barrea (AQ), Tel. 331 522 3226, info@prolocobarrea.it.
Villetta Barrea (AQ), Via Benedetto Virgilio, Tel. 0864 89333, turismo.villetta@gmail.com.
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A Tuscania prende vita “Lo spirito del luogo”
Musica, teatro, cinema e patrimonio per raccontare l’anima di un museo diffuso
Dal 3 maggio al 4 ottobre 2026 il Museo archeologico nazionale di Tuscania, la Chiesa di San Pietro, la Chiesa di Santa Maria Maggiore e il patrimonio storico-artistico della città diventano il palcoscenico di lo spirito del luogo, il nuovo progetto culturale promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio del Ministero della cultura con la collaborazione del Comune di Tuscania. Un percorso diffuso tra spettacolo dal vivo, concerti, teatro, visite guidate e conversazioni d’arte che trasforma Tuscania in un grande racconto condiviso tra patrimonio materiale e memoria immateriale, valorizzando il legame profondo tra i luoghi, la loro storia e le comunità che li abitano. Il progetto è finanziato dalla Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura nell’ambito del bando dedicato alla valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo negli istituti e luoghi della cultura ed è realizzato dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio, spettacoli a cura di Associazione Ikona, con la direzione artistica del Maestro Stefano Saletti e Orchestra da Camera Fiorentina, con la direzione artistica del Maestro Giuseppe Lanzetta. Tuscania rappresenta un caso esemplare nel panorama culturale del Lazio: un vero e proprio museo diffuso dove oltre tremila anni di storia convivono tra necropoli etrusche, mura medievali, architetture religiose straordinarie e uno dei più importanti musei archeologici della Tuscia. A questo si aggiunge il suo rapporto privilegiato con il cinema: registi come Monicelli, Pasolini, Cavani e Tarkovskij hanno scelto questi luoghi come scenografie di alcune delle loro opere più celebri. Lo spirito del luogo nasce proprio da questa identità stratificata: non una semplice rassegna di eventi, ma un progetto site-specific costruito per dialogare con il contesto e renderlo protagonista. Dalla musica medievale ai canti provenzali, dalle rotte sonore del Mediterraneo alla poesia mistica di Rumi e di San Francesco, fino a Virgilio e a Pier Paolo Pasolini: ogni appuntamento evoca lo spirito dei luoghi e offre una fruizione più viva e consapevole del patrimonio culturale. Ad aprire il programma, il 3 maggio nella Chiesa di San Pietro, sarà l’ensemble Micrologus con Venite a laudare. Laudi francescane del XIII-XV secolo. Tra i gruppi italiani più longevi e autorevoli nella riproposizione della musica medievale, Micrologus presenta un progetto dedicato a uno dei momenti più significativi del rinnovamento spirituale e comunitario del Medioevo: la lauda. Canti semplici, monodici, nati nei dialetti volgari e pensati per essere condivisi, in cui la coralità diventa espressione di preghiera, coesione e profonda partecipazione emotiva. Seguiranno altri nove appuntamenti con artisti e interpreti di grande rilievo come Massimo Popolizio, Pejman Tadayon, l’Orchestra da Camera Fiorentina diretta da Giuseppe Lanzetta, Stefano Saletti e Raffaella Misiti, fino agli incontri dedicati a Pasolini e all’ottavo centenario francescano del 2026. Accanto agli spettacoli, che si terranno all’interno e all’esterno della chiesa di San Pietro, il progetto prevede aperture straordinarie, visite guidate, conversazioni d’arte e attività speciali in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, creando un itinerario culturale capace di intrecciare esperienza artistica, scoperta del territorio e valorizzazione del patrimonio locale. «Con lo spirito del luogo – dichiara la Direttrice della Direzione regionale Musei nazionali Lazio, Elisabetta Scungio – intendiamo rafforzare una visione della valorizzazione culturale che mette i luoghi al centro e li restituisce alla comunità come spazi vivi, attraversabili e contemporanei. Tuscania è un patrimonio stratificato di straordinaria forza evocativa: archeologia, paesaggio, architettura, memoria cinematografica e spiritualità dialogano in modo naturale. Questo progetto costruisce una relazione più profonda tra pubblico e patrimonio, trasformando la visita in un’esperienza culturale completa e partecipata». Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di promozione del patrimonio culturale fondata su esperienze autenticamente legate ai territori, capaci di generare valore culturale, attrattività turistica e sviluppo locale, superando la logica dell’intrattenimento isolato per costruire percorsi di identità e appartenenza. Lo spirito del luogo è, in questo senso, un invito ad abitare i luoghi della cultura non come semplici visitatori, ma come parte di una storia che continua a essere scritta.
PROGRAMMA
Domenica 7 giugno - ore 17:00
Pejman Tadayon Ensemble
Rumi incontra San Francesco
Mercoledì 8 luglio - ore 19:30
Orchestra da Camera Fiorentina
Musica dal grande schermo.
Sabato 20 settembre - ore 17:00
L’utopia nascosta di Francesco
Regista Attore Francesco Grossi, Drammaturga regista Patrizia Pasqui, Attore Filippo Lai e Musicisti dell'Orchestra del Centro di produzione Musicale della Toscana:
Domenica 27 settembre - ore 17:00
Raffaella Misiti e Stefano Scatozza con Arianna Gaudio e Stefano Saletti
Pasolini/la parola, la musica, il cinema
Domenica 4 ottobre – ore 17:00
Franciscu "quando i cieli Parlano"
pianoforte Francesco Nicolosi lettore Arnaldo Colasanti lettrice Silvia Siravo, I solisti dell’Orchestra da Camera Fiorentina.
La partecipazione agli eventi è gratuita; è consigliata la prenotazione via mail scrivendo all’indirizzo drm-laz.mutuscania@cultura.gov.it.
CONTATTI
Direzione regionale Musei nazionali Lazio
e-mail drm-laz.comunicazione@cultura.gov.it
Museo archeologico nazionale di Tuscania
e-mail drm-laz.mutuscania@cultura.gov.it
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10 luglio | 3 agosto
FESTAMBIENTESUD 2026
XXII edizione
parte dall’Africa e approda nel cuore della Puglia il viaggio del festival di Legambiente per il Sud: musica, letteratura e teatro, ma anche visite, degustazioni, laboratori in una sintesi fra ambiente e territorio
OUT OF AFRICA
“DESERTO OASI E CAROVANE”
ai confini del clima
Tamikrest (Mali) | Vieux Farka Toure (Mali) | Daniele Sepe (Italia) | Giuseppe Armillotta (Italia) | Bambara Files (Fr/Bf/Mali) | Julian Marley (Jamaica) | Guedra Guedra (Marocco) | Nour Eddine (Marocco) | Amira Kheir (Sudan) | Majid Bekkas (Marocco) | Mamadou Diakitè (Costa D’avorio) | Noura Mint Seymali (Mauritania) | Stefano Pedrocchi (Italia) | Slammals (Italia) | Daby Toure (Mauritania) | Niccolò Fabi (Italia)
Ci sono festival che programmano eventi e festival che aprono varchi. FestambienteSud appartiene senza dubbio a questa seconda categoria: una carovana culturale che, da ventidue anni, ogni estate si rimette in cammino inseguendo il filo sottile che unisce il Sud d’Italia ai Sud del mondo.
Dal 10 luglio al 3 agosto 2026, il festival internazionale di Legambiente per il Sud torna a muoversi lungo la Puglia, dal Gargano alla Valle d’Itria, trasformando paesaggi, storie e comunità in un unico itinerario narrativo, che coinvolge luoghi suggestivi e unici come masserie, citta UNESCO, conventi, abbazie e centri storici. Il tema che guida la nuova edizione è “DESERTO OASI E CAROVANE ai confini del clima”, secondo capitolo - dedicato all’Africa sahariana - del triennio “OUT OF AFRICA” che accompagnerà il festival fino al 2027.
Fedele alla sua vocazione esplorativa e nomade, il festival sceglie ancora una volta di spingersi verso i confini più radicali del Pianeta. I popoli del deserto insegnano che per sopravvivere in condizioni estreme bisogna piegarsi con coraggio e duttilità, un sapere antico che attraversa anche la loro musica: una produzione dalle infinite varianti locali, che oggi trova finalmente pieno riconoscimento internazionale, grazie a campioni come i veterani Tamikrest, che apriranno la rassegna il 10 luglio a Martina Franca; la mauritana Noura Mint Seymali, vincitrice del WOMEX Artist Award 2025, in scena il 1° agosto a Vico del Gargano; la regina del deserto Amira Kheir, sudanese di adozione britannica, nata e cresciuta a Torino, ospite il 26 luglio a Monte Sant’Angelo; o il maliano Vieux Farka Toure l’11 luglio a Martina Franca, figlio del mitico Ali Farka Toure - la “fonte” delle radici blues africane - erede riconosciuto di quegli antichi codici.
Altro figlio leggendario, Julian Marley, stella del reggae contemporaneo, sul palco del convento di San Matteo a San Marco in Lamis, il 19 luglio. Sempre a San Marco, il 18 luglio prende forma il progetto Bambara Files, un ponte tra Africa ed Europa che poggia sugli antichi cordofoni delle tradizioni mandinghe.
Un’edizione ricchissima, che non dimentica le ibridazioni dei suoni e delle culture come il maestro Majid Bekkas, massimo esponente della tradizione gnawa blues, confraternite di ex-schiavi neri deportati in Marocco, in scena il 31 luglio a Vico del Gargano; o come la spiritualità sufi di Nour Eddine e Rashmi Bhatt, che presso l’abbazia di Santa Maria di Pulsano, chiuderà al tramonto la passeggiata di Monte Sant’Angelo del 25 luglio. E poi ancora: la dimensione internazionale della world music, con il mauritano Daby Toure, alfiere della storica etichetta Real World di Peter Gabriel, il 2 agosto a Vico; la nuova frontiera dell’elettronica nomade, rappresentata dall’acclamato dj-produttore marocchino Guedra Guedra, protagonista del focus Afrofest, presso la masseria Gambadoro di Monte Sant’Angelo il 24 luglio. Senza dimenticare la grande musica italiana, quella capace di dialogare con altri mondi possibili: grazie alle provocazioni pop di Dargen D’Amico a Martina Franca il 22 luglio, lo spirito globalista di Daniele Sepe il 16 luglio a Rignano Garganico, e, gran chiusura, la sensibilità autoriale di Niccolò Fabi il 3 agosto a Vico del Gargano, in un viaggio attraverso il mondo che, idealmente, parte dall’Africa e si chiude nelle terre sacre del Gargano, testimoni secolari di popoli adattivi e culture in movimento.
«L’Africa non è una suggestione esotica, ma una bussola del futuro», spiega Franco Salcuni, ideatore e anima della manifestazione, di cui cura anche la direzione generale con la collaborazione di Luciano Castelluccia. «Il deserto africano oggi avanza con il clima che cambia e minaccia terre prospere e ricche di acque dolci. Da qui nasce il cuore tematico di questa edizione: capire come dialogare con il deserto, contenerlo e comprenderlo, guardando alle culture e ai modelli sociali e produttivi che hanno permesso a intere civiltà di vivere - e talvolta prosperare - in condizioni estreme. La desertificazione dell’Occidente non è solo geografica, è anche sociale ed è segnata da spopolamento, invecchiamento e perdita di coesione. In questo scenario, le oasi diventano presidi di vita e di comunità, luoghi che custodiscono acqua e che proteggono risorse immateriali come solidarietà, cooperazione, democrazia, pace. E come nel deserto le oasi sopravvivono grazie alle carovane, così nella società contemporanea reti, relazioni e scambi devono diventare essenziali per mantenere vivo il sistema».
«FestambienteSud ci porta lì dove il mondo si fa essenziale, nei luoghi in cui clima, suoni e creatività diventano modi per restare vivi», conclude Mauro Zanda, giornalista Rai e direttore artistico del triennio sull’Africa. «Adattarsi al deserto non è solo resistere, è trasformare la fragilità in forza: la stessa energia misteriosa che attraversa la musica che presentiamo, traduzione moderna delle ancestrali melodie pentatoniche che, secondo molti ricercatori, sono alla base stessa del blues moderno».
Nel programma del festival, accanto al ricchissimo cartellone musicale, trovano spazio anche altri linguaggi. Il teatro civile è al centro di una rassegna curata dal 31 luglio al 2 agosto a Vico del Gargano dal giovane attore Giuseppe Armillotta, autore e interprete dell’inedito monologo I nostri deserti, in una produzione del festival. La sezione accoglie anche l’attore ivoriano Mamadou Diakitè con Racconto personale, spettacolo prodotto da Bottega degli Apocrifi, e il collettivo poetico Slammals, che animerà un Poetry Slam in chiusura. La letteratura è presente con le presentazioni di L’Africa non è un paese. Istruzioni per superare luoghi comuni e ignoranza sul continente più vicino di Dipo Faloyn, il 17 luglio a San Marco in Lamis, e di Romanzo personale di Stefano Pedrocchi, direttore della Fondazione Bellonci e del Premio Strega, il 2 agosto a Vico del Gargano. Una serie di visite e passeggiate, il 10 e 11 luglio a partire dalle 18 a Martina Franca, arricchiranno alcune delle tappe del festival, mentre l’agroalimentare trova spazio con FestambienteFood, il nuovo progetto dedicato al cibo sostenibile e di qualità nella masseria Mangiato e nel centro storico di Vico del Gargano. Infine, il dialogo e l’approfondimento si articolano in un seminario estivo il 18 luglio a San Marco in Lamis e in un programma di forum, il 31 luglio e 1° agosto a Vico del Gargano, pensati come spazi di confronto aperti e partecipati.
PROGRAMMA
MARTINA FRANCA
In Valle d’Itria il festival torna nelle suggestioni della Masseria Mangiato con due giornate all’insegna della buona musica ma anche con visite, degustazioni, laboratori a partire dalle ore 18. Il programma completo sul sito web.
10 luglio
MUSICA - TAMIKREST (Mali), masseria Mangiato, vivaticket, ingresso dalle ore 18
11 luglio
MUSICA - VIEUX FARKA TOURE (Mali), masseria Mangiato, vivaticket, ingresso dalle ore 18
RIGNANO GARGANICO
Come tradizione il festival inizia il suo tour garganico dal comune più piccolo del Parco, sede dell’antica Grotta Paglicci.
16 luglio
MUSICA - DANIELE SEPE (Italia), largo Portagrande, ingresso libero, ore 21
SAN MARCO IN LAMIS
Il Convento di San Matteo è un tempio dello spirito e luogo della cultura, con la sua importante biblioteca. Oltre al programma degli eventi di letteratura, teatro e musica, il giorno 18 luglio il festival terrà anche il suo SEMINARIO ESTIVO, con lavori di mattina e pomeriggio, partecipazione gratuita, programma e prenotazioni sul sito.
17 luglio
LETTERE - presentazione a cura di Annalisa Urbano del volume L’AFRICA NON È UN PAESE. Istruzioni per superare luoghi comuni e ignoranza sul continente più vicino di Dipo Faloyn, Convento di San Matteo_free_ore 19
TEATRO - I NOSTRI DESERTI di Giuseppe Armillotta, Convento di San Matteo, ingresso libero, ore 21
18 luglio
SEMINARIO - DESERTO E DESERTIFICAZIONE TRA OASI VITALI E CAROVANE IN CAMMINO, Convento di San Matteo, dalle ore 9.30 alle 18
MUSICA - BAMBARA FILES (FR/BF/Mali), Convento di San Matteo, ingresso libero, ore 21
19 luglio
MUSICA - JULIAN MARLEY (Jamaica), Convento di San Matteo, vivaticket, ore 21
Apertura e chiusura con DJ ZAIO & frends
MARTINA FRANCA
Il festival torna per una giornata in Valle d’Itria per celebrare un evento speciale in piazza.
22 luglio
MUSICA - DARGEN D'AMICO Italia, piazza XX Settembre, ingresso libero, ore 21.30
MONTE SANT’ANGELO
Ancora una volta la tappa nella città UNESCO di Monte Sant’Angelo toccherà tre luoghi simbolici della sua architettura storica: la Masseria, l’Abbazia e il centro storico.
24 luglio
MUSICA - GUEDRA GUEDRA (Marocco), AFROFEST, Masseria Gambadoro (Macchia), vivaticket, ore 21
25 luglio
MUSICA - NOUR EDDINE (Marocco), passeggiata concerto, Abbazia S. Maria di Pulsano, ingresso libero, dalle ore 17
26 luglio
MUSICA - AMIRA KHEIR (Sudan), piazza Duca d’Aosta, ingresso libero, ore 21
VICO DEL GARGANO
La tappa di Vico del Gargano sarà per tre giorni festa nel centro storico con una mostra mercato della qualità alimentare e numerosi eventi che partono dal pomeriggio per concludersi in tarda sera. Il festival chiude con un concerto speciale, il 3 agosto, nella cornice del Convento dei Cappuccini e del suo leccio monumentale.
31 luglio
FORUM - ARTE E RIVOLUZIONE, via Castello, ingresso libero, ore 19
TEATRO - I NOSTRI DESERTI di Giuseppe Armillotta, via Castello, ingresso libero, ore 20.30
MUSICA - MAJID BEKKAS (Marocco), largo S. Domenico, ingresso libero, ore 22
1 agosto
TREKKING URBANO – IL CENTRO STORICO, dalle ore 17 con la guida Ida d’Errico
FORUM - D COME AGRICOLTURA, via Castello, ingresso libero, ore 19
TEATRO - RACCONTO PERSONALE di Mamadou Diakitè, via Castello, ingresso libero, ore 20.30
MUSICA - NOURA MINT SEYMALI (Mauritania), largo S. Domenico, ingresso libero, ore 22
2 agosto
TREKKING – LA FORESTA UMBRA, dalle ore 10 con la guida Ida d’Errico
LETTERE - ROMANZO PRIVATO di Stefano Pedrocchi, via Castello, ingresso libero, ore 19
TEATRO - POETRY SLAM con Slammals, via Castello, ingresso libero, ore 20.30
MUSICA - DABY TOURE (Mauritania), largo S. Domenico, ingresso libero, ore 22
3 agosto
MUSICA - NICCOLÒ FABI (Italia), Convento dei Cappuccini, vivaticket, ore 21
Direzione artistica
Mauro Zanda, Franco Salcuni e Luciano Castelluccia
Organizzazione
Legambiente Circolo FestambienteSud
Gli eventi alla Masseria Mangiato e i concerti di Julian Marley, Guedra Guedra e Niccolò Fabi sono a pagamento con ticket acquistabili online, su https://www.vivaticket.com/it/tour/festambientesud-2026/3380, e al botteghino del festival presso il centro culturale Green Cave, via Garibaldi 27, Monte Sant’Angelo (Fg).
Tutti gli altri eventi sono a ingresso libero
Il triennio 2025-27 è cofinanziato da: Regione Puglia - POC 2021-27 - Linea d’Intervento 6.2 Attività culturali “Sostegno alle produzioni culturali delle ICC e altre organizzazioni culturali”. Spettacolo dal vivo.
Il partenariato istituzionale e sociale di FestambienteSud 2026 è in corso di perfezionamento e sarà comunicato sul sito ufficiale e sui materiali di comunicazione.
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Goran Bregović & Wedding and Funeral Band incontrano l’Orchestra Popolare del Saltarello
XVI edizione del Festival del Saltarello
9 luglio 2026 | Porto di Giulianova
Il Festival del Saltarello torna con la sua sedicesima edizione e si prepara a vivere uno dei momenti più alti della sua storia: il 9 luglio 2026, nella suggestiva cornice del porto di Giulianova, il celebre Goran Bregović con la sua Wedding and Funeral Band incontrerà il cuore pulsante del festival, l’Orchestra Popolare del Saltarello. Un dialogo artistico potente e coinvolgente, in cui la grande tradizione balcanica si fonderà con l’energia e l’identità della musica popolare abruzzese, rappresentata da un’orchestra che da anni è simbolo di ricerca, innovazione e valorizzazione delle radici. Sarà una vera e propria giornata internazionale del folklore, dove i linguaggi musicali si intrecciano e le culture si incontrano, dando vita a uno spettacolo unico e irripetibile, capace di parlare a pubblici diversi e di creare un ponte tra territori, storie e sonorità. L’Orchestra Popolare del Saltarello, protagonista e anima del Festival, rappresenta oggi una delle realtà più dinamiche nel panorama della musica tradizionale italiana, capace di rinnovare il repertorio mantenendone viva l’autenticità e di dialogare con linguaggi musicali diversi, affiancando e accompagnando artisti di ogni genere con grande versatilità e qualità artistica. Il Festival del Saltarello, organizzato dall’Associazione Interamnia World Music con la preziosa collaborazione di Claudio Ucci, importante figura per il festival e per l’Orchestra Popolare del Saltarello, è guidato dalla direzione artistica di Danilo Di Paolonicola, ideatore del festival, che negli anni lo ha trasformato in un progetto culturale solido e riconoscibile, in continua crescita e aperto a collaborazioni internazionali, valorizzando la tradizione con nuove visioni artistiche e creando occasioni uniche di incontro tra culture, linguaggi e generazioni. L’edizione 2026 si inserisce nel programma del Festival delle Abbazie ed è realizzata in collaborazione con il Comune di Giulianova, con il patrocinio della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, del GAL Terreverdi Teramane e del Conservatorio di Musica G. Braga di Teramo. Un appuntamento imperdibile, dove la grande musica internazionale incontra il cuore autentico della tradizione abruzzese. Il 9 luglio a Giulianova una grande festa in cui l’Abruzzo incontra i Balkani, dando vita a un incontro internazionale di musica popolare.
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MONTELAGO CELTIC FESTIVAL
Taverne di Serravalle di Chienti (MC)
XXIII edizione - dal 5 all’ 8 AGOSTO 2026
MCF 2026: Early Bird già esauriti, ora la line-up della XXIII edizione
Si apre ufficialmente la strada verso Montelago Celtic Festival, in programma dal 5 all’8 agosto 2026 a Taverne di Serravalle di Chienti (MC). A inaugurare il conto alla rovescia è stata l’Early Bird, prima tranche di prevendita dei biglietti, andata sold out in appena due ore. Il 6 aprile sarà la volta della Spring Offer, con altri 4.000 ingressi pronti sia per chi torna, sia per chi partecipa per la prima volta a uno dei pochi festival italiani in stile anglosassone: campeggio libero, musica senza sosta e un’atmosfera unica immersa tra i Monti Sibillini. Capace di attraversare mondi sonori diversi restando saldamente ancorata allo spirito folk, la XXIII edizione si presenta con una line-up di respiro internazionale. A partire dagli Eluveitie, autentico punto di riferimento del folk metal europeo: la band svizzera fonde strumenti tradizionali celtici, chitarre, melodie ancestrali e una potenza che ha conquistato i grandi palchi internazionali. A Montelago presentano l’ultimo album Ànv, compendio di oltre 20 anni di intenso coinvolgimento nel mondo celtico-pagano, sapientemente raccontato alle generazioni moderne. Accanto a loro l’energia visionaria dei Rhapsody of Fire, che, con 14 album in studio, sono i pionieri del symphonic power metal italiano, l’incrocio perfetto fra riff e hook metal grintosi e ossessivi ed elementi sinfonico-orchestrali. Da Berlino invece arrivano gli In Extremo, veri e propri maestri nel mescolare rock duro, strumenti medievali e lingue antiche, il loro Middle Age Metal, completo di inni da cantare in coro, ha fatto guadagnare alla band le prime posizioni nelle classifiche nazionali, trasformando le centinaia di performance nei festival più noti, compresi quelli leggendari come il Wacken Open Air, in eventi di culto. Dall’Irlanda si affaccia, poi, il fenomeno The Scratch, quartetto che ha inventato un genere con influenze metal, prog, folk perfino psychobilly, ma sfugge a qualsiasi etichetta, unendo tradizione e underground. Il loro Mind Yourself è stato nominato per il Choice Music Prize, la band è stata recentemente inserita da The Independent tra le Top 10 Bands to Watch in 2026, prima di Montelago saranno headliner negli USA, Regno Unito e Australia. Tornano i Folkstone, alfieri del folk metal tricolore che accostano strumenti antichi quali cornamuse, arpa, flauti, bouzouki e ghironda con una granitica base rock metal e testi in italiano; e poi il trio francese dei Ciac Boum, band di riferimento del balfolk europeo, capaci di trasformare ogni concerto in una festa collettiva fatta di divertimento, danza e tradizione reinventata. Il cuore più profondo della musica tradizionale pulsa invece grazie a formazioni leggendarie come le finlandesi Värttinä fondata dalle sorelle Sari e Mari Kaasinen, custodi di una tradizione vocale antichissima, autentica e ipnotica. E poi gli anglo-irlandesi Lúnasa, tra le band più influenti e raffinate della scena folk mondiale, si sono esibiti alla Carnegie Hall di New York, al Glastonbury Festival e alla Bercy Arena di Parigi: la rivista MOJO li ha nominati “i nuovi dei della musica irlandese”, mentre Billboard ha scritto che “chiunque li ascolti non può fare a meno di trovarli contagiosi”. Fedeli allo spirito montelaghista, arrivano gli inimitabili Steve ’n’ Seagulls, pronti a stupire e far sorridere con le loro travolgenti versioni bluegrass e folk dei capolavori rock e metal.
Il direttore artistico Michele Serafini: “Montelago, alla sua ventitreesima edizione, è ormai una strana bestia nel panorama italiano dei festival: poco tradizionale dal punto di vista dei festival folk, molto radicato e poco convenzionale dal punto di vista dei festival mainstream. Lavoriamo con le più grandi agenzie di booking europee per portare nell'Appennino gruppi che, se toccano l’Italia, raramente lo fanno fuori dai grandi centri urbani del Nord. Ma al contempo si fa scouting continuo tra le strade e i pub per portare il meglio delle nuove proposte ancora non intaccate dallo show business. Ecco allora che accanto a nomi storici della tradizione come Lúnasa e Värttinä, abbiamo voluto band come Mec Lir, Talisk e The Scratch che rappresentano il new trad più estremo di Irlanda e Scozia. E ancora, senza headliner e nello stesso bill, ci piace mettere a braccetto le nuove note del californiano Elias Alexander con lo storico folk metal degli Eluveitie, le gighe dei Gadan e l’esperienza ultradecennale degli In Extremo, dei Folkstone, degli Steve ‘n’ Seagulls e dei Rhapsody of Fire.” E ancora: Trinaluna, Dj Gandalf, Elias Alexander, Lou Tapage, Gadan, Tralala Lovers, Mortimer Mc Grave, Half Man Half Not, Mec Lir, Folkamiseria, Malembà, Resonance, TRAM, Tersycore, Talisk, City of Rome Pipe Band, The Cloverhearts, Uncle Bard & the Dirty Bastards, una costellazione variegata di artisti per un totale di 36 concerti distribuiti in 5 palchi. Come sempre la musica è solo una parte dell’esperienza nei 54 ettari di Montelago: area camping e villaggio resort, workshop e attività outdoor, danze, giochi, cammini, accampamenti storici, cerimonie celtiche, spazi culturali, conferenze, cinema, mercato artigianale, area gastronomia e una costante attenzione alla sostenibilità ambientale rendono Montelago un evento unico nel suo genere, riconosciuto e amato da una comunità che ogni anno si rinnova. Montelago Celtic Festival è un evento firmato La Catasta e organizzato in collaborazione con Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Serravalle di Chienti (MC), Cosmari, Contram, Università di Camerino, Università di Macerata, Protezione Civile e Croce Rossa.
Info e prevendita: www.montelagocelticfestival.it
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ACOUSTIC GUITAR VILLAGE
L’Acoustic Guitar Village a Cremona Musica 2026 presenta il programma delle masterclass di liuteria, il concorso per emergenti "New Sounds of Acoustic Music", "Cremona Acoustic Blues Meeting" e tanti altri eventi sempre in aggiornamento!
Dal 2 al 4 ottobre 2026, l’Acoustic Guitar Village torna all’interno di Cremona Musica con un programma di formazione sulla liuteria dedicato a liutai, costruttori professionisti e amatoriali e appassionati in genere. La masterclass di quest'anno, seguendo molte richieste pervenute, sarà particolarmente incentrata sulla riparazione e restauro di chitarre acustiche e altri strumenti a plettro e pizzico. Docenti saranno i Maestri Liutai DOUG & SHARON PROPER (Usa), proprietari e gestori di The Guitar Specialist, Inc., un rinomato laboratorio di riparazione e restauro nella contea di Westchester, New York, e IAN DAVLIN (Usa), fondatore di The Looth Group, una community online e piattaforma educativa per liutai, riparatori professionisti e costruttori di utensili. Tre giorni di formazione intensiva per due percorsi: ritastatura professionale, dalla preparazione della tastiera alla ricoronatura finale, e stampa 3D applicata alla liuteria, dalla modellazione alla stampa dei prototipi. Entrambi combinano teoria, dimostrazioni pratiche e momenti di confronto diretto, per strumenti concreti da usare subito nel lavoro quotidiano. Per maggiori informazioni, i programmi dettagliati e i moduli di iscrizione consultate il nostro sito web: https://acousticguitarvillage.net/cremona-2026/corsi-di-formazione-workshops-masterclasses-2026/
iscrizioni: info@armadilloclub.org
MASTERCLASS DI PERFEZIONAMENTO PER MANDOLINO
Domenica 4 ottobre all'AGV masterclass didattica di perfezionamento per mandolino tenuta dal Maestro Carlo Aonzo!
Per maggiori informazioni e programma consultate il nostro sito web: https://acousticguitarvillage.net/cremona-2026/corsi-di-formazione-workshops-masterclasses-2026/
Per iscrizioni scrivere a giulia.alliri@gmail.com
info@accademiamandolino.com
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LO SPIRITO DEL PIANETA 2026
Un inno alla positività e al “noi”
Dal 18 giugno al 4 luglio 2026, torna a Casirate d’Adda (BG), presso il Gerundium, il festival internazionale dei popoli indigeni e delle tradizioni del mondo Lo Spirito del Pianeta. Ingresso libero.
Promosso da Ivano Carcano e Simayiai Maasailady, il festival rilancia un messaggio attuale: cambiare prospettiva e riscoprire il valore della comunità. “Non tanti io, ma un grande noi” è il filo conduttore di un evento che da oltre venticinque anni favorisce l’incontro tra culture. Il programma propone oltre 400 eventi gratuiti tra concerti, danze tradizionali, riti ancestrali, conferenze e laboratori. Protagonisti saranno gruppi e comunità da tutto il mondo: dagli Indios dell’Amazzonia con cerimonie di purificazione, ai Masai con le danze della savana, fino ai Maori che guideranno il pubblico nella potente esperienza collettiva della Haka. Presenti anche gruppi Maya e Aztechi, Indiani d’America, artisti dal Congo e monaci tibetani impegnati nella creazione del Mandala. Grande spazio all’area olistica ampliata, con pratiche di meditazione, trattamenti energetici, incontri spirituali e percorsi di riequilibrio corpo-mente. Uno spazio pensato per chi desidera rallentare, ritrovare sé stesso e riconnettersi con la propria dimensione interiore.
Completano l’esperienza il mercato artigianale internazionale, i laboratori interattivi e le attività dedicate alle famiglie. Lo Spirito del Pianeta 2026 si conferma così come un grande evento di incontro, capace di unire culture, spiritualità e partecipazione in un’unica esperienza condivisa.
INGRESSO LIBERO
Per informazioni: www.lospiritodelpianeta.it
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DAL 24 AGOSTO AL 3 OTTOBRE LA 31ESIMA EDIZIONE DE
I SUONI DELLE DOLOMITI
il festival di musica in quota
con la direzione artistica di Mario Brunello
L’unico storico festival sulle Dolomiti Patrimonio mondiale dell’umanità (UNESCO)
che porta gli artisti internazionali e il loro pubblico tra le vette, i prati e i rifugi alpini promuovendo consapevolezza ambientale, sostenibilità e inclusione
1 mese di eventi tra le meraviglie delle Dolomiti trentine
18 concerti con artisti di fama internazionale
17 location suggestive in alta quota
4 eventi accessibili a persone con disabilità
1 esperienza unica dove il silenzio diventa ascolto, il cammino condivisione
Tra gli ospiti I Violoncellisti della Scala, Coro SOSAT, Ilya Gringolts, Belles of the Rockies, Quinn Christopherson Trio, Gilles Apap, Baba Yaga, Ilumina Ensemble, Jakub Józef Orliński, Il Pomo d’Oro, MediBa 4tet, Lucienne Renaudin Vary, Félicien Brut, Voces8 Scholars Ensemble, Danilo Rea, Enzo Pietropaoli, Fabrizio Sferra, Alash Ensemble, Anna Castiglia, Alexander Huber, Chiara Schmidt, Giuseppe Cederna, Ensemble Cortlys, Daniele Silvestri
Appuntamenti imperdibili come il Trekking dei Suoni, l’Alba delle Dolomiti
e Musica Verticale (novità 2026)
Tutti i luoghi sono raggiungibili a piedi con percorsi di varia intensità
con attenzione ad ACCESSIBILITÀ e INCLUSIONE
I concerti sono gratuiti
“Le Dolomiti.
Sono pietre o sono nuvole? Sono vere oppure è un sogno?”
Dino Buzzati
Dal 24 agosto al 3 ottobre torna I SUONI DELLE DOLOMITI, il festival che da oltre trent’anni porta la grande musica internazionale tra le vette, i prati e i rifugi alpini del Trentino, con un ricco programma di concerti ed eventi ad alta quota immersi negli scenari spettacolari delle Dolomiti trentine, Patrimonio mondiale UNESCO. Gli eventi in programma non solo offrono un’esperienza unica, in cui la bellezza dei paesaggi si intreccia con le performance di artisti di fama internazionale, ma rappresentano anche un’importante occasione per sensibilizzare il pubblico sulla tutela dell’ambiente, valorizzando le Dolomiti, Patrimonio mondiale UNESCO, e promuovendo un turismo consapevole e sostenibile. Particolare attenzione è rivolta all’accessibilità e all’inclusione, con quattro eventi pensati per garantire la piena partecipazione anche alle persone con disabilità, affinché tutti possano vivere appieno la magia e i valori del festival. Dall’anno scorso il festival fa parte della European Festivals Association e ha implementato un sistema di gestione conforme alla certificazione ISO 20121:2024 per eventi sostenibili. La direzione artistica è di Mario Brunello.
Il festival si aprirà il 24 agosto, alle ore 12.00, in Val Nana presso Malga Tassulla, nelle Dolomiti di Brenta, con “Archi, Corde, In-canto”, un progetto speciale che vedrà protagonisti I Violoncellisti della Scala insieme al Coro SOSAT, in occasione del centenario di quest’ultimo: un incontro tra tradizione alpina e sonorità contemporanee, impreziosito dagli arrangiamenti di Stefano Nanni.
Il 28 agosto, alle ore 12.00, sull’Altopiano della Paganella, al Rifugio Tosa Pedrotti, sarà protagonista il violinista Ilya Gringolts, artista di fama internazionale apprezzato per il virtuosismo e la profondità interpretativa, il cui repertorio attraversa epoche e stili, dal barocco al contemporaneo, portandolo a collaborare con alcune delle più importanti orchestre del panorama mondiale.
Il 2 settembre, alle ore 6.00, il Sass Pordoi in Val di Fassa ospiterà L’Alba delle Dolomiti, uno degli appuntamenti più suggestivi del festival, con il concerto delle Belles of the Rockies. Il giovane ensemble statunitense, nato nel 2025 all’Università del Colorado e già vincitore di importanti premi nazionali, si distingue per energia, creatività e forte identità artistica, valorizzando anche il ruolo delle donne nella musica per ottoni.
Il 4 settembre, alle ore 12.00, presso Malga Canvere, in Val di Fiemme, il Quinn Christopherson Trio terrà il suo concerto. Originario di Anchorage, in Alaska, il cantautore Quinn Christopherson fin da bambino racconta storie attraverso la poesia e scopre la musica a 20 anni grazie a una chitarra regalatagli dal padre. Cresciuto tra locali e bar, la sua musica affronta temi come identità, crescita e appartenenza, trasformando esperienze personali in narrazioni musicali intense e universali, anche grazie alla solida collaborazione con il polistrumentista Nicholas Carpenter, suo compagno di band.
Dal 7 al 9 settembre, nelle Pale di San Martino, si terrà uno degli appuntamenti più attesi della rassegna: il Trekking dei Suoni, un’esperienza che unisce cammino e musica in alta quota, culminando il 9 settembre alle ore 12.00 in Località Prati Col a San Martino di Castrozza, ai piedi delle Pale di San Martino, con il concerto di Mario Brunello e Gilles Apap, un incontro tra due artisti capaci di intrecciare linguaggi musicali e culture diverse, trasformando la montagna in un vero e proprio teatro del mondo.
Il giorno dopo, il 10 settembre, alle ore 12.00, in Località Tresca, in Val di Fiemme al cospetto del Gruppo del Latemar e del Monte Agnello, relitto geologico del vulcano giurassico di Predazzo, sarà la volta dei Baba Yaga, una delle realtà più originali della scena internazionale, con un sound acustico che fonde melodie balcaniche, klezmer e jazz gitano, tra composizioni originali e improvvisazione.
Il 12 settembre alle ore 12.00, al Piano del Lago Asciutto, situato tra Madonna di Campiglio e Pinzolo nel cuore delle Dolomiti di Brenta, suonerà l’Ilumina Ensemble, collettivo internazionale nato in Brasile che riunisce artisti affermati e giovani talenti spesso provenienti da contesti svantaggiati, le cui performance immersive trasformano il concerto in un’esperienza condivisa, caratterizzata da un forte impegno educativo e sociale.
Il 15 settembre alle ore 12.00, presso Malga Brenta Bassa a Madonna di Campiglio, il controtenore Jakub Józef Orliński, tra le voci più acclamate della scena internazionale, e l’ensemble Il Pomo d’Oro, tra le formazioni di riferimento per il repertorio barocco, presenteranno “Beyond”, un progetto dedicato al Seicento italiano che esplora la musica barocca attraverso opere di Claudio Monteverdi e di compositori meno noti.
Il 17 settembre, alle ore 12.00, ai Laghi di Bombasel in Val di Fiemme, si esibirà il MediBa 4tet, quartetto internazionale nato al Berklee College of Music di Boston e finalista nel 2025 del concorso dedicato a Paolo Manfrini nell’ambito de I Suoni delle Dolomiti, che fonde tradizioni mediterranee e balcaniche con jazz e influenze classiche.
Il 19 settembre, alle ore 12.00, in Località Giasenei a Sagron Mis, saranno protagonisti la trombettista Lucienne Renaudin Vary e il fisarmonicista Félicien Brut, interpreti capaci di unire virtuosismo, passione e libertà espressiva, attraversando generi e tradizioni. Questo concerto è pensato per essere fruito anche da persone con disabilità motoria e uditiva.
Il 20 settembre alle ore 12.00, a Pradalago (Fratta del Bagnol) a Madonna di Campiglio, il Voces8 Scholars Ensemble presenterà “All Seems Beautiful”, accompagnando il pubblico in un raffinato viaggio corale che spazia dalla polifonia rinascimentale alla musica contemporanea, grazie a otto giovani voci selezionate tra i migliori talenti internazionali e formate all’interno del prestigioso progetto educativo e artistico VOCES8, punto di riferimento mondiale nel panorama della musica corale.
Il giorno successivo, il 21 settembre, alle ore 12.00, presso Villa Welsperg all’imbocco della Val Canali, con le Pale di San Martino come sfondo, il trio Doctor 3 – con Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra – presenterà “Lontano Lontano”, un progetto speciale dedicato alla musica e alla poesia di Luigi Tenco, tra improvvisazione jazz e rilettura della canzone d’autore. Questo concerto è pensato per essere fruito anche da persone con disabilità motoria e uditiva.
Il 26 settembre, alle ore 12.00, nella Località Tresca, in Val di Fiemme, al cospetto del Gruppo del Latemar e del Monte Agnello, relitto geologico del vulcano giurassico di Predazzo, sarà protagonista l’Alash Ensemble, gruppo noto per il canto difonico tuvano (xöömei), antica tecnica vocale che permette di produrre più suoni simultaneamente, in un incontro tra tradizione ancestrale e influenze contemporanee.
Il giorno dopo, il 27 settembre, alle ore 12.00, al Passo delle Selle in Val di Fassa, si esibirà la cantautrice Anna Castiglia, tra le voci emergenti più interessanti del panorama italiano recente, capace di coniugare intensità emotiva e ricerca artistica.
Dal 29 settembre all’1 ottobre, in Val di Fassa, si terrà l’evento Musica verticale, novità dell’edizione 2026 che mette in dialogo due mondi apparentemente lontani: musica e arrampicata. Il 29 settembre alle 20.45, al Teatro Navalge di Moena, si esibiranno Alexander Huber, alpinista di fama mondiale noto per le grandi scalate in tutto il mondo e pianista di talento; Chiara Schmidt, pianista e musicologa con una solida esperienza nell’arrampicata in alta quota; Giuseppe Cederna, attore e scrittore italiano; e l’Ensemble Cortlys, gruppo di musicisti e cameristi attivi in tutta Europa, appassionati di montagna. Insieme guideranno il pubblico in un racconto che intreccia arte e alpinismo.
L’1 ottobre, alle ore 14.00, in Località Gardeccia, nel Catinaccio, il progetto si sposta all’aperto. Chiara Schmidt, Giuseppe Cederna e l’Ensemble Cortlys si esibiranno davanti al pubblico portando la musica e la parola in montagna, dove l’incontro tra arte e arrampicata trova la sua piena espressione.
A chiudere il festival, il 3 ottobre alle ore 12.00 a Pian de Jiadoes, in Val di Fassa, sarà Daniele Silvestri, uno dei cantautori più originali della scena italiana, capace di unire ironia, impegno sociale e profondità musicale. Con un programma che attraversa generi e tradizioni, I Suoni delle Dolomiti 2026 si conferma un appuntamento unico nel panorama culturale europeo, capace di trasformare la fruizione musicale in un’esperienza autentica, immersa nella natura e aperta all’incontro tra artisti e pubblico. Tutti i luoghi sono raggiungibili a piedi con percorsi di varia intensità e tutti i concerti sono gratuiti ad eccezione del Trekking dei Suoni.
I Suoni delle Dolomiti è l’unico storico festival sulle Dolomiti Patrimonio mondiale dell’umanità (UNESCO), che coinvolge attivamente gli spettatori nelle attività culturali, sociali e turistiche, stimolando una riflessione sul rispetto per l’ambiente e sull’importanza di un futuro sostenibile e accessibile favorendo un turismo consapevole. Un’esperienza immersiva dove il silenzio diventa ascolto, la fatica del cammino si trasforma in condivisione e l’armonia con la natura si unisce al rispetto per l’ambiente e alla sostenibilità. Un festival unico nel panorama internazionale, nato nel 1995 da un’idea visionaria di Paolo Manfrini — giornalista, dirigente culturale — che ha saputo intrecciare arte, ambiente e cammino. Fin dalla sua prima edizione, la rassegna ha scelto di rinunciare a palchi, amplificazioni e grandi platee: i concerti si svolgono in quota, raggiungibili solo a piedi, trasformando ogni appuntamento in un’esperienza immersiva e collettiva, dove la musica si fonde con il paesaggio e il silenzio diventa uno spazio di ascolto, la fatica del cammino si trasforma in condivisione e l’armonia con la natura si unisce al rispetto per l’ambiente e alla sostenibilità.
Tutte le informazioni sul sito www.isuonidelledolomiti.it/
I Suoni delle Dolomiti è un progetto di comunicazione e di turismo culturale e ambientale ideato e curato da Trentino Marketing insieme con le Aziende per il Turismo della Val di Fassa, della Val di Fiemme, di San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, della Val di Non, di Madonna di Campiglio e di Dolomiti-Paganella e con la collaborazione di SAT, Associazione Rifugi, MUSE, Guide Alpine del Trentino, Soccorso Alpino del Trentino, Croce Rossa del Trentino.
















