Festival World e Trad

I comunicati stampa relativi ai principali festival folk, world e trad 


VIULETA 2026
Trasmettere, incontrare, creare: la tradizione orale come pratica viva
Nove appuntamenti da agosto a novembre per la settima edizione della rassegna dedicata al canto spontaneo e alla musica di tradizione orale
Viù (TO), 22 agosto - 22 novembre 2026

Con nove appuntamenti distribuiti da agosto a novembre, Viuleta giunge alla sua settima edizione e consolida la propria presenza nel panorama delle iniziative dedicate al canto spontaneo e alla musica di tradizione orale. Il programma 2026 amplia le forme e gli ambiti della rassegna, mettendo in relazione trasmissione, continuità e creazione: dal laboratorio dei bambini alle pratiche musicali delle comunità, dall'incontro tra differenti tradizioni italiane al dialogo tra Alpi e Pirenei, fino a una nuova produzione originale.
Promossa dal Comune di Viù con la direzione artistica dell'etnomusicologo e musicista Flavio Giacchero, Viuleta considera il canto e la musica di tradizione orale non soltanto come repertori da conservare, ma come pratiche culturali vive, legate alla socialità, alla condivisione e ai territori. Viù, Comune di minoranza linguistica storica francoprovenzale, è parte attiva del progetto: abitanti, bambini, cantori, musicisti e locali pubblici partecipano alla costruzione degli eventi.
La settima edizione segna anche un nuovo riconoscimento per la rassegna, che ha ottenuto il patrocinio scientifico del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Torino.
"Il canto spontaneo e la musica di tradizione orale non si portano semplicemente su un palco: si invita il pubblico a entrare nei luoghi e nelle relazioni in cui possono accadere. È in questa dimensione condivisa che la tradizione continua a vivere, a trasmettersi e a generare nuove forme", dichiara il direttore artistico Flavio Giacchero.

Dalla voce dei bambini all'incontro tra Alpi e Pirenei
La rassegna si apre il 22 agosto con Canti alla rotonda: la voce dei bambini, concerto del gruppo di canto spontaneo dei Bambini di Viù. L'appuntamento restituisce al pubblico il lavoro del laboratorio annuale guidato da Marzia Rey e voluto da Viuleta per favorire la trasmissione del canto e della lingua francoprovenzale autoctona tra le nuove generazioni.
Il 23 agosto, al Teatro di Bertesseno, il Duo Giacchero-Rey con Luca Percivalle presenta Un saluto ai viaggiatori, un percorso sonoro nel quale musica, canto e immagini mettono in relazione tradizione e creatività, lingue, voci e memorie. In collaborazione con Chambra d'Oc.
Il cuore della rassegna si svolge dall'11 al 13 settembre. L'apertura dell'11 settembre mette in dialogo le culture montane delle Alpi e dei Pirenei attraverso la presenza di Jean-Mixel Bedaxagar e Mixel Arotze, rappresentanti della tradizione musicale orale dell'Iparralde, nei Paesi Baschi, insieme a cantori e musicisti dell'arco alpino.
Sabato 12 settembre torna La Via dei Canti, l'evento centrale e più caratteristico di Viuleta. Per una notte i gruppi cantano nei locali pubblici del paese, senza palco né amplificazione, raccolti intorno ai tavoli. È il pubblico a spostarsi da una postazione all'altra, guidato da una mappa, costruendo il proprio itinerario tra voci e forme musicali differenti. Alcuni spazi sono riservati al canto libero, aperto a chi desidera partecipare.
Saranno presenti il coro toscano I Cardellini del Fontanino di Castel del Piano, portatore del canto del Bei, antica forma polifonica del Monte Amiata legata alle comunità di boscaioli e minatori; I Giovani Canterini di Sant'Olcese, interpreti del trallalero genovese; il Coro di Farini, le voci della regione storica e culturale denominata Quattro Province; Jean-Mixel Bedaxagar e Mixel Arotze dai Paesi Bachi; i Cantori bergamaschi; i Cantori di Rore dalla Val Varaita di minoranza linguistica occitana; i Cantori di Mezzenile; le Corde Locali di Viù e altri cantori spontanei, formazioni che veicolano la propria tradizione del canto spontaneo e che vivono questa particolare dimensione sociale.
La mattina del 13 settembre, con Aperitivo IN...CANTO, alcuni dei gruppi presenti la sera precedente continueranno a cantare a Viù.

Il Premio Viuleta 2026
Durante La Via dei Canti, nel pomeriggio, sarà consegnato il Premio Viuleta 2026. Per la prima volta il riconoscimento verrà attribuito congiuntamente a due studiosi: Mauro Balma, etnomusicologo e Giuliano d'Angiolini, compositore ed etnomusicologo.
Il Premio è conferito per il contributo scientifico offerto, insieme e individualmente, alla conoscenza del canto e della musica di tradizione orale; per la restituzione e la condivisione degli esiti delle loro ricerche attraverso pubblicazioni, documentazione ed eventi; e per la sensibilità con cui hanno saputo avvicinarsi a una cultura nella quale la musica è inseparabile dalla società e dalle comunità che la mantengono viva, riconoscendone e valorizzandone le forme estetiche tramandate nel tempo.
Tra i risultati del loro lavoro congiunto figurano i volumi "Alle origini del trallalero genovese" e "La monachella e le altre. Dagli Appennini alle Alpi. Incontri di voci tra le Quattro Province, la Liguria e la Valle d'Aosta"", pubblicati da Nota (Udine).
AIRÀL, una nuova produzione di Viuleta
Il 24 ottobre debutta in prima assoluta AIRÀL - innesti sonori, nuova produzione originale della rassegna. Lo spettacolo mette in relazione linguaggi musicali differenti ed è concepito come la prima tappa pubblica di un progetto destinato a svilupparsi nella prossima edizione.
Il nucleo artistico è formato da Paolo Cipriano, musicista di riconoscimento internazionale, componente dei Supershock e recentemente residente a Viù, Flavio Giacchero e Marzia Rey. Saranno inoltre coinvolti il gruppo di canto spontaneo dei Bambini di Viù, le Corde Locali e alcuni musicisti tradizionali del paese. AIRÀL riunisce così creazione contemporanea, trasmissione, partecipazione locale e pratiche musicali di tradizione orale.

Musica, danza e formazione
Il programma prosegue il 7 novembre con Festa a ballo, concerto dedicato a ottoni, polifonie arcaiche e danze popolari, con la Bandella di Schignano (CO) La Fugheta e musicisti locali.
L'8 novembre, in occasione della festa patronale di San Martino, Viuleta-Soun porta a Viù la musica strumentale e le danze tradizionali dell'arco alpino attraverso un concerto diffuso. Partecipano Lou Tintamaro de Cogne, la Bandella di Schignano, Savenca Folk dal Canavese, i Suonatori della Val di Susa e gruppi delle Valli di Lanzo provenienti da Ceres, Mezzenile, Cantoira, Ala di Stura, Lanzo e Viù.
Dal 20 al 22 novembre la rassegna si conclude con la residenza artistica guidata da Patrizia Rotonda, insegnante e artista professionista. Il percorso è rivolto sia a chi pratica il canto di tradizione orale sia a chi desidera avvicinarsi a questo mondo. I partecipanti studieranno alcuni canti locali proposti dalla rassegna e brani della tradizione popolare italiana scelti da Rotonda. La residenza terminerà con un breve concerto pubblico dei partecipanti.
Attraverso repertori francoprovenzali e la presenza di espressioni culturali francoprovenzali, occitane e basche, Viuleta contribuisce inoltre alla conoscenza e alla valorizzazione delle lingue minoritarie. La tradizione orale viene così proposta non come folklore immobile, ma come cultura in movimento: una forma musicale, estetica e sociale che continua a vivere nell'incontro tra persone, comunità e generazioni.

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito.
Viuleta è promossa dal Comune di Viù.
Direzione artistica: Flavio Giacchero.
Con il contributo di: Regione Piemonte.
Con il patrocinio di: Città Metropolitana di Torino, Chambra d'Oc, Società Storica delle Valli di Lanzo, C.R.E.O. Torino.
Con il patrocinio scientifico di: Dipartimento di Studi Umanistici - Università degli Studi di Torino. Con il supporto di: Pro Loco Viù, Unione Montana Alpi Graie, Tsambra francoprovensal, Turismo Torino e Provincia, Consorzio Operatori Turistici Valli di Lanzo, Axima - Distretto Diffuso del Commercio.
Per maggiori informazioni:
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I SUONI DEI LUOGHI 2026
Parchi e Castelli in Musica

La prima edizione del festival musicale dei Musei e Parchi archeologici di Melfi e Venosa: tra fortezze millenarie, aree archeologiche e i grandi maestri della musica d’autore e della tradizione popolare.


4 Settembre 2026
EUGENIO BENNATO & TARANTA POWER
Castello di Lagopesole (Avigliano)
Ingresso ore 19:00 | Inizio spettacolo ore 20:00
Ingresso gratuito


5 Settembre 2026
LINA SASTRI
Castello di Melfi
Ingresso ore 19:00 | Inizio spettacolo ore 20:00
Ingresso compreso nel biglietto ordinario del Museo

6 Settembre 2026
NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE
Parco Archeologico di Venosa
Ingresso ore 19:00 | Inizio spettacolo ore 20:00
Ingresso compreso nel biglietto ordinario del Parco

Dal 1 settembre sarà possibile acquistare i anche nelle le biglietterie presso le sedi dei Musei e parchi archeologici di Melfi

Prenotazione su portale.museiitaliani.it
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XXIV Edizione de “LA NOTTE DELLA TAMMORRA”
La grande festa della tradizione popolare con un omaggio a Roberto De Simone chiude il cartellone musicale di “Estate a Napoli 2026”

11-12 Settembre 2026 | Piazza Mercato
ingresso gratuito dalle ore 20:30  

Si aggiungono, ai protagonisti già annunciati, Enzo Gragnaniello e Margherita Abita, voce della Barcelona Gipsy Balkan Orchestra. 
E con Lina Sastri, Tony Esposito, Maurizio Capone, Flo e gli Ars Nova Napoli

L’evento è ideato dal compositore e musicologo Carlo Faiello, promosso e finanziato dal Comune di Napoli per “Napoli Città della Musica”


Napoli si prepara alla XXIV edizione de “La Notte della Tammorra”, il più grande festival di musica e cultura popolare della Campania. L’evento, che chiude il cartellone musicale di “Estate a Napoli 2026”, è promosso e finanziato dal Comune di Napoli, nell’ambito del progetto “Napoli Città della Musica”, e quest’anno rende un particolare omaggio a Roberto De Simone.
La manifestazione si svolge l’11 e il 12 settembre nella storica cornice di Piazza Mercato, luogo che negli ultimi anni è diventato la casa del festival e che rappresenta un simbolo identitario per artisti e pubblico. Uno degli scenari più suggestivi e carichi di storia della città, che accoglie le danze e i suoni della tradizione popolare in un abbraccio ideale tra passato e presente.
A curare la direzione artistica è ancora una volta Carlo Faiello, figura centrale nel panorama musicale partenopeo. Diplomato in contrabbasso al Conservatorio di San Pietro a Majella, è stato componente storico della Nuova Compagnia di Canto Popolare, collaborando proprio con Roberto De Simone e partecipando a opere leggendarie come “La gatta Cenerentola”. Come autore, ha firmato brani per grandi interpreti come Roberto Murolo e Lina Sastri, vincendo il Premio della Critica al Festival di Sanremo con il brano “Pe’ dispietto”. Con le sue “Danze di Dioniso” ha portato i suoni della tradizione campana nei più importanti festival europei, confermando la sua vocazione di ricercatore e divulgatore della cultura immateriale.
Nata nel 2001, “La Notte della Tammorra” si ispira all’antica festa di Comiziano (‘a Notte de’ Tammorre) in onore di San Severino, riprendendo i vecchi raduni spontanei della Campania Felix legati ai culti della terra, ai pellegrinaggi e al solstizio. La manifestazione è un unicum nel panorama del sud Italia per la sua capacità di raccontare la tradizione popolare nella sua autenticità, risultando tra le più longeve del circuito campano e meridionale.
Al centro della festa c’è la tammorra, il tamburo a cornice simbolo di antichi rituali di corteggiamento e lavoro, e la tammurriata, una danza circolare dai passi liberatori tramandata dai vecchi maestri. Il festival non è solo un momento di spettacolo, ma un laboratorio culturale che promuove l’incontro tra le “paranze” (gruppi di suonatori) e i cantori, dando vita a un cerchio magico dove storie antiche e cultura millenaria si fondono con le nuove generazioni di artisti. L’evento offre uno spazio adeguato a tanti giovani talenti, favorendo un passaggio di consegne artistico che garantisce la continuità e la diffusione di questo patrimonio immateriale. Musica, canto e danza diventano così strumenti vivi per tramandare e diffondere la cultura tra la gente.
La XXIV edizione si articola in due serate concertistiche di grande richiamo, anticipate da un ricco programma di laboratori gratuiti.

I CONCERTI

11 settembre – “La notte dei tamburi di Napoli”

12 settembre – “Omaggio a Roberto De Simone: la tradizione in Campania”

Il cast comprende nomi del calibro di Enzo Gragnaniello, Lina Sastri, Margherita Abita voce della Barcelona Gipsy Balkan Orchestra, Flo, Tony Esposito, Maurizio Capone, Ars Nova Napoli insieme con Biagio De Prisco (La Voce della Tradizione) e le storiche paranze come la Paranza di Giugliano, la Paranza ‘O Lione, la Paranza di Terzigno e la Paranza dei Monti Lattari.
Non mancano le tradizioni regionali con le tarantelle di Montemarano, Cilento, Gargano e Carpino. Le serate sono arricchite dalle performance di artisti come Fiorenza Calogero, Simona Boo, Irene Scarpato (Suonno d’ajere), Marianita Carfora, Greg Rega, Denise Di Maria, Tony Cercola, Gennaro Tesone (Alma Megretta) e Lavinia Mancusi, che rappresentano il ponte ideale tra tradizione e innovazione.

I LABORATORI
Per avvicinare il pubblico alla cultura della tammorra, dal 7 al 10 settembre presso la sede della Fondazione Il Canto di Virgilio, in via Santa Chiara 10/c, e l’11 e il 12 settembre ancora in Piazza Mercato, dalle ore 17:00 alle ore 19:00, si svolgono sei laboratori dedicati alle danze popolari e ai tamburi a cornice, in attesa dei concerti serali. La partecipazione ai laboratori è gratuita e non è necessaria alcuna prenotazione.

Per ulteriori informazioni
lanottedellatammorra.live@gmail.com
081.3425603 (dal lunedì al venerdì, ore 10:00–18:00)
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NOVI DI MODENA: AL VIA IL 18° 
AIAFOLKFESTIVAL. 
DAL 23 AL 27 SETTEMBRE NOVI SI RITROVA SUL TEMA “SEMINIAMO BELLEZZA”


Cinque giornate di musica folk, arte pubblica con la VI edizione di “Ramificazioni”, teatro, libri e cultura nei Giardini della Parrocchia di San Michele Arcangelo. Tra i grandi appuntamenti: i Flexus con il Coro Mondine, la rivelazione etno-folk dei giovani Kantaré, l’omaggio a Frida Kahlo, Syusy Blady, Lara Ferrari e il suo swing e le opere dal vivo delle Madonnare. Torna dal 23 al 27 settembre 2026 uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale della Bassa Modenese: il 18° AiaFolkFestival, promosso e organizzato dal Coro Mondine di Novi di Modena. La nuova edizione, incentrata sul tema evocativo “Seminiamo Bellezza”, ospiterà cinque giorni ricchi di concerti, proiezioni, laboratori per bambini, incontri letterari ed esposizioni d’arte negli spazi dei Giardini e della Sala Emmaus della Parrocchia di San Michele Arcangelo, in Via Grandi 46. «Raggiungere la diciottesima edizione è un traguardo fondamentale per il Coro Mondine» dichiara Manuela Rossi, presidente del sodalizio che ha ideato il festival. «L’AiaFolkFestival nasce per custodire la memoria e trasformarla in un bene vivo e condiviso. Il tema scelto per quest’anno, “Seminiamo Bellezza”, riassume perfettamente la nostra missione: in un momento storico complesso, vogliamo che l’aia torni a essere il luogo dove piantare semi di speranza, relazioni umane, canto popolare e cultura di pace. Come facevano le mondine nelle risaie unendo le forze attraverso il canto, oggi continuiamo a seminare valore e bellezza per le generazioni future». L’apertura di mercoledì 23 settembre sarà dedicata alla proiezione del docufilm “Carlo Moretti, l’arte è il sostantivo” del regista Ezio Aldoni. Giovedì 24 e venerdì 25 settembre sarà dato spazio allo storico connubio tra i Flexus e il Coro Mondine (con una matinée speciale dedicata alle scuole del territorio), per poi proseguire con l’evento narrativo-musicale dedicato a Frida Kahlo, fino a chiudere la serata con il travolgente concerto della band etno-folk calabrese Kantaré. «Il programma di quest’anno è tra i più ricchi e sfaccettati di sempre. Accanto a conferme storiche del nostro palco, abbiamo voluto inserire una proposta speciale che rappresenta la vera novità di questa diciottesima edizione: il concerto della band etno-folk calabrese Kantaré, previsto per venerdì 25 settembre. Ospitare sei giovanissimi musicisti capaci di rielaborare le sonorità tradizionali del Sud con energia e arrangiamenti contemporanei significa puntare forte sulla bellezza dei giovani. Vedere ragazzi che ritrovano nella musica folk tutta la sua straordinaria modernità e il suo slancio culturale dimostra che la tradizione non è un museo polveroso, ma un linguaggio vivo e dirompente» aggiunge Diego Zanotti, responsabile dell’organizzazione della manifestazione. Sabato 26 settembre vedrà l’inaugurazione della sesta edizione della rassegna d’arte diffusa “Ramificazioni – UrbanLandArt”, curata dalla dottoressa Francesca Manzini, la presentazione del libro di Syusy Blady in collaborazione con il Centro Antiviolenza Vivere Donna Aps e le cantate popolari con “I Musicant ad la Basa”. «La rassegna 'Ramificazioni' giunge quest'anno alla sua sesta edizione all'interno dell'AiaFolkFestival, confermandosi un punto di riferimento per l'arte diffusa e la rigenerazione degli spazi. Come da nostra tradizione, non abbiamo mai imposto un tema rigido agli artisti partecipanti, lasciando totale libertà espressiva e concettuale. Tuttavia, l'edizione di quest'anno risente in modo profondo delle urgenze ambientali del nostro tempo: le sfide imposte dal cambiamento climatico e l'impatto dell'inquinamento sono tematiche che attraversano la sensibilità di molti autori e che trovano un'eco naturale nel contesto che ci ospita. L'area verde dei Giardini della Parrocchia di San Michele Arcangelo diventa così un luogo privilegiato di riflessione sul nostro rapporto con il pianeta. Con la curatela scientifica della dottoressa Francesca Manzini, direttrice del Museo 'Il Correggio', oltre 30 artisti e la formazione della 'Cascina degli Artisti' trasformeranno questo spazio in un atelier a cielo aperto, integrando le loro opere con la natura per offrire al pubblico un'esperienza visiva intensa, partecipata e ricca di significato» interviene Carlo Moretti, responsabile e coordinatore artistico di “Ramificazioni – UrbanLandArt”. Domenica 27, giornata conclusiva della kermesse, vedrà la performance live delle Madonnare per l’intera giornata e la chiusura in musica affidata al jazz-swing del Lara Ferrari Quartet. A coronamento dei cinque giorni del 18° AiaFolkFestival, il Coro Mondine di Novi di Modena propone per martedì 29 settembre, alle ore 17.30, in occasione della festa del Santo Patrono di Novi di Modena, uno speciale appuntamento “Fuori Festival” intitolato “Quando segni di fede esorcizzano la morte: immagini religiose scolpite su ossa e avorio”. L’evento, a ingresso libero, vedrà l’esposizione di opere della collezione privata del fotografo Gianni Bellesia, accompagnata da una conversazione e da proiezioni dedicate. «Questo momento culturale rappresenta prima di tutto un sentito gesto di ringraziamento verso il Parroco Don Germain, tutti i volontari e i membri del Consiglio Parrocchiale. Un riconoscimento profondo per lo splendido connubio che, da due anni a questa parte, vede la Parrocchia e il Coro Mondine unire forze, cuori ed energie per trasformare i Giardini e gli spazi parrocchiali nel centro propulsore di quasi una settimana intera di eventi, comunità, arte e bellezza per tutto il paese» concludono gli organizzatori. La manifestazione si avvale del patrocinio del Comune di Novi di Modena e dei contributi della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Gli organizzatori esprimono la loro gratitudine a queste istituzioni per il sostegno fondamentale che consente la realizzazione di un evento di tale portata culturale.


Per informazioni: Diego Zanotti 335 1293666 - Manuela Rossi 338 7156029 - Carlo Moretti 348 7281213
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ORVIETO IRISH FLEADH 2026
1-4 ottobre 2026
Quattro notti e tre giorni di musica irlandese nel cuore di Orvieto.

Dopo  il successo dell’edizione 2025 si svolgerà nuovamente ad Orvieto il festival di musica tradizionale irlandese, con tutta la sua affluenza di musicisti e appassionati, che da ogni parte d’Italia e dall’estero, si riuniscono ormai ogni anno per celebrare la musica folk e divertirsi insieme in session di musica, e partecipare a concerti, talk e workshop di strumenti e danze. Una vera festa irlandese,  diffusa per le vie del centro storico, o “fleadh” come si dice in Irlanda. Il festival, giunto ormai alla sua decima edizione,  oltre  ad avere il sostegno dei Comuni ospitanti, è sempre patrocinato e promosso dall’Ambasciata Irlandese in Italia e dal Governo Irlandese per mezzo del Culture Ireland e l’Emigrant Support Programme (ESP), enti che sostengono solo manifestazioni di valenza e autenticità culturale Irlandese all’estero. Anche per l’edizione 2026 sono previste al solito session di musica a entrata libera in vari locali del centro, concerti al teatro Mancinelli e al teatro del Carmine, workshop di musica e danze tradizionali presso la Scuola di Musica Adriano Casasole di Orvieto,  talk culturali e un allestimento in Piazza (identificata in accordo con l’Amministrazione in Piazza della Repubblica) per i pomeriggi di sabato 3 e domenica 4 ottobre, con esibizioni di band live a libera fruizione per la comunità locale e i turisti di passaggio a Orvieto. Come da formula ormai consolidata da anni, saranno invitati direttamente dall’Irlanda 12 artisti per esibirsi e insegnare, più altri tutor italiani specializzati nel genere, oltre a talk culturali tenuti da relatori e performer da varie Università italiane e estere, e senza dimeticarsi dei circa 60 musicisti tra band e solisti coinvolti per animare le session e i concerti. Dunque un paniere di eventi ancora più cospicuo e diversificato rispetto alla passata edizione, per un’offerta di cultura e qualità artistica con alcune delle migliori band provenienti anche da varie parti d'Italia, che hanno iniziato e continuano a fare la storia della musica irlandese anche nel nostro Paese. Il già nutrito numero di performer vedrà unirsi per suonare insieme nelle session una moltitudine di altri artisti (come è accaduto per l’edizione 2025 appena passata), ci saranno altri musicisti e ballerini di danze tradizionali provenenti da tutte le regioni d’Italia e dall’Irlanda, per sostenere lo scambio, vero, tra musicisti, e promuovere la cultura popolare.

Si possono trovare tutti i dettagli del programma sul sito del festival e sulle pagine social: www.orvietoirishfleadh.it
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Festa Agricola 2026
dal 23 al 25 ottobre a Corato tre giorni di musica e cultura contadina.  
La Festa Agricola torna più lunga e grande che mai, ufficiali le date della manifestazione. La line-up sarà svelata nelle prossime settimane. 

Sono ufficiali le date della Festa Agricola 2026: dal 23 al 25 ottobre Corato ospiterà tre giorni dedicati alla musica, alle tradizioni contadine, alla socialità e alla cultura agricola del territorio. La manifestazione, con la direzione artistica di Peppe Leone e organizzata dall'Associazione Culturale Obá Obá ETS, passa dalle precedenti 4 edizioni in cui si è svolta in una singola giornata a un’edizione di tre giorni. La Festa Agricola 2026 si svolgerà in due luoghi simbolo della città: Piazza Vittorio Emanuele, dove la statua della Montagnola, arrivata al suo centenario, rappresenta la “battaglia del grano,” e la Cantina Sociale Terra Maiorum, che accoglierà la giornata conclusiva durante la quale si svolgerà anche il pranzo sociale come ormai da tradizione. Nel mese del raccolto, tra l'olio nuovo e il frutto della vendemmia, la Festa Agricola intreccia il tamburello e la musica popolare con le sonorità contemporanee e gli sguardi che arrivano da altri luoghi del mondo. Accanto alla musica, la manifestazione porterà in piazza i sapori e i saperi della terra con banchi tematici dedicati ai prodotti del territorio e all'artigianato locale. Ci saranno laboratori, momenti di confronto e approfondimento. Il cartellone degli artisti sarà annunciato nelle prossime settimane. Fin d'ora l'invito è uno: segnare le date e seguire i canali dell'associazione per non perdere gli aggiornamenti.  Nelle prime ore di vendita dei biglietti, nonostante la line-up non sia stata ancora annunciata, si segnalano presenze da diverse parti d’Italia e oltre, segno dell’importanza che questo appuntamento ha acquisito negli anni.  «La Festa Agricola nasce dalla musica, dalla terra e dalle mani di chi la lavora, e quest'anno le diamo lo spazio che merita: da un giorno a tre», dichiara Peppe Leone. «La musica popolare è la nostra lingua madre, ma è una lingua che si parla in tutto il mondo, declinata nei suoi variegati dialetti.  Per questo porteremo sul palco altre voci e suoni da oltreoceano. I nomi li sveleremo presto — chi ci conosce sa che ci piace sorprendere e far divertire il nostro pubblico, aspettatevi l’inaspettato».  I due giorni in piazza sono gratuiti e aperti a tutti, mentre per la domenica l’Associazione Culturale Obá Obá ha messo in vendita i biglietti a una tariffa lancio valida solo fino all'annuncio della line-up . I biglietti sono al link https://link.dice.fm/Kae4466e05b4 La Festa Agricola è un progetto di Obá Obá Associazione culturale, con il patrocinio della Città di Corato, e rientra nel cartellone cittadino “Sei la mia città”.
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FISARMONJERAX 2026
Global Music Festival
FISARMONICA IN CONCERTO 
Tra Tradizione Avanguardia
Gerace, "Tra i centri medievali più belli d'Italia"
2 – 6 Settembre 2026


PROGRAMMA 

2 SETTEMBRE 
Accoglienza e Inaugurazione

Ore 20:00 – Piazza del Tocco: 
"Grande Musica, Pietre Sonore". Esecuzione di “Water Music” e “Music for the Royal Fireworks” di G.F. Händel, dirette dal Maestro Cosimo Ascioti.

Ore 21
Cortile del Seminario, Cittadella Vescovile di Gerace
 "L'Abbraccio di Fuoco, mantice in concerto". 
Esecuzione di “Libertango”, “Oblivion”, “Meditango”,“Tango pour Claude”, “Viaggio” di Astor Piazzolla  Finale: Brano popolare greco: “Σ' αγαπώ γιατί είσαι ωραία" (T’amo perché sei bellissima). 
eseguiti dal Maestro Concertista Internazionale Adolfo Zagari. 

3 SETTEMBRE 

CITTADELLA VESCOVILE  DI GERACE 

Masterclass e Didattica d'Eccellenza
Giornata dedicata all'alta formazione con i docenti di rilievo internazionale:
Ore 10.00-12.00 - Ore 16.00-17.00
Prof. Miljan Bjeletic (Serbia) – Facoltà delle Arti, Università di Niš.
“Student preparation for performance”. 
Prof. Ezio Ghibaudo (Italia) – Conservatorio della Valle d'Aosta.
Maestro Adolfo Zagari – Docente di fisarmonica e concertista, Reggio Calabria.
“Metodologia e letteratura dello strumento”
Prove d'orchestra e solisti. 

CITTÀ DI BOVA
Piazza Roma, ore 18.00

SPETTACOLO 
Trame POLIFONICHE dal PASSATO "
Giornata di Alta Formazione e concerto classico. Alla riscoperta  dei retaggi  della  musica tradizionale e le matrici sonore  dell'area ellenofona d’Aspromonte. 

CONCERTO
Fisarmonicista Maestro Mario Romeo 

4 SETTEMBRE

CITTADELLA VESCOVILE  DI GERACE 

Dalla Tradizione all'Avanguardia. 
Il Mantice: Metodologia e formazione 
MASTERCLASS 
Continuazione: Ore 10-00-12.00
Prof. Miljan Bjeletic (Serbia) – Facoltà delle Arti, Università di Niš.
“Student preparation for performance “
Prof. Ezio Ghibaudo (Italia) – Conservatorio della Valle d'Aosta.
Maestro Adolfo Zagari – Docente di fisarmonica e concertista, Reggio Calabria.
“Metodologia e letteratura dello strumento”

Maestro Mario ROMEO, fisarmonicista concertista.
“Architetture Sonore",

ORE 19,00
Cripta della Concattedrale, Basilica di Gerace:

CONCERTO del Maestro Mario Romeo. 
"Il respiro del sacro e della danza: dal Rinascimento al Romanticismo attraverso la fisarmonica"
Programma
G. Frescobaldi (1583 – 1643): Toccata per l’elevazione; J. Pachelbel (1653 – 1706): Ciaccona in fa minore, P.43; A. Scarlatti (1660 – 1725): Variazioni sul Tema “La Follia”; J.S. Bach (1685 – 1750): Passacaglia in do minore, BWV 582 | Corale “Erbarm dich mein, o Herre Gott”, BWV 721; J.-P. Rameau (1683 – 1764): Les Sauvages | L‘Égyptienne; D. Scarlatti (1685 – 1757): Sonata in si minore, K.87 | Sonata in mi minore, K.98; C. Franck (1822 – 1890): Sortie in Fa Maggiore (selezionata dai 63 Pièces pour Harmonium). 

ore 21:30
Piazza delle Tre Chiese. 
Musica e Storia in una notte unica:
Un evento speciale in uno dei luoghi più suggestivi della Calabria. Dove l'eredità bizantina, normanna e gotica si incontra in un abbraccio millenario, la grande musica si fonde con la bellezza del passato. Un'atmosfera senza tempo, dove l'energia incontenibile delle note incontra la magia della pietra per una serata indimenticabile che coinvolge. 

CONCERTO QUARTAUMENTATA 
in "BATTITI, Il RITMO del Mantice e la Magia della DANZA Popolare". 
Un'esplosione travolgente di strumenti tradizionali: fisarmonica, organetto, chitarra battente, tamburi e voci popolari e corpo di ballo, concepita come una grande festa di piazza. 
(richiesti biglietti di ingresso). 

5 SETTEMBRE 

CITTADELLA VESCOVILE  DI GERACE 

"Il Mantice delle Radici: Identità in Viaggio e Ritorno". 
Giornata celebrativa della fisarmonica diatonica (organetto) e della tradizione liuteristica calabrese.

Ore 10 Esposizione e Mostra
L’Eccellenza dell’Artigianato: L’Anima della Liuteria Calabrese. 
M. Giuseppe Garreffa introduce l'organetto tradizionale nella sua evoluzione, dal tradizionale al rimodernamento. popolare

Masterclass
M. Vincenzo Piazzetta, liutaio, "Liuteria, artigianato tradizionale  etnografico, tecniche di costruzione e restauro di strumenti antichi". 
Prove di recupero e suoni. 
Domenico Marrara: “L’arte della liuteria trasforma la tradizione in melodia, celebrando il sapere delle mani e l’identità  della nostra terra.”

Ore 16,00
Masterclass del Maestro Danilo Di Paolonicola Eccellenza della musica diatonica contemporanea. 

ORE 18 
partecipazione Corale alla storica “Giornata del ringraziamento”. 

Ore 19. 00 
CONCERTO del M. Danilo Di Paolonicola
L'APEX DEL SOFFIO: L'Anima della Musica Diatonica. 
Dal mito popolare all'avanguardia internazionale: la rivoluzione sonora del Mantice. ‘L'organetto  si fa Orchestra.”

Ore 21:30 
PIAZZA DELLE TRE CHIESE
Un'atmosfera senza tempo, dove l'energia delle note e delle parole incontra la magia della pietra per una serata indimenticabile, sul palcoscenico più antico della città, dove l'eredità bizantina, normanna e gotica si incontra in un abbraccio millenario. 

Concerto de: "I MATTANZA" : “CUORE DANZANTE”.
La Filosofia della Terra, il Soffio della Tradizione e l'Anima del Ritmo". Uno spettacolo totale in cui il lirismo colto dei testi parla alla mente, il soffio arcaico di “lire calabresi” e flauti pastorali tocca il cuore, e la spinta ancestrale dei tamburi.
(richiesti biglietti di ingresso). 

DOMENICA 6 SETTEMBRE 
ORE 21:00

RESPIRO NEL SACRO
Gran Finale del Global Music Festival "Fisarmojerax"
Concattedrale Basilica di Santa Maria Assunta di Gerace
Il Festival tocca il suo culmine in un evento di altissimo tenore spirituale e assoluto rigore artistico.  Una solenne verticalizzazione, che eleva il patrimonio sonoro verso una dimensione di pura trascendenza. La cornice del Gran Finale è la maestosa Concattedrale Basilica di Santa Maria Assunta, millenario tempio in cui l’austera solennità normanna e la mistica luce bizantina si fondono in un unico monumentale.  Il recente e solenne restauro restituisce la purezza originaria, trasformando l'architettura in una cassa di risonanza ideale per un'esperienza di profondo raccoglimento ed elevazione SPIRITUALE. 

PROGRAMMA 
Prima parte: Wolfgang Amadeus Mozart; Sinfonia n. 29 in La Magg. K201
Seconda parte; Wolfgang Amadeus Mozart Sonate da chiesa; K328 in Do Magg; K244 in Fa Magg; K336 in Do magg; Alessio Manega  (1990) - Danze, per fisarmonica e orchestra (Prima Esecuzione assoluta). 

EZIO GHIBAUDO Fisarmonica
ORCHESTRA DEL TEATRO CILEA DI REGGIO CALABRIA
BRUNO TIROTTA Direttore d’Orchestra
Lo strumento ad ancia compie il suo riscatto più nobile: il movimento del mantice si spoglia delle vesti tradizionali per farsi pneuma, soffio vitale e preghiera universale capace di dialogare con la maestosità orchestrale. Una celebrazione d'arte monumentale che unisce fede e grande tradizione colta, suggellando l'intero cammino di Fisarmojerax. Ripresa televisiva diretta e promozione a cura di “Reggio TV (RTV)” N. B.  Si richiede un abito consono alla solennità del luogo e dell'evento.

IL RESPIRO DEL TEMPO: I PREMI INTERNAZIONALI DI FISARMONJERAX
I Premi Internazionali di questa edizione di Fisarmonjerax non sono semplici riconoscimenti, ma autentici sigilli di valore che hanno il respiro del tempo e il destino di ripetersi negli anni. Questa prestigiosa costellazione di riconoscimenti nasce per premiare la maestria, l'originalità e la capacità di trasformare gli strumenti a mantice in ponti culturali universali. Dalla valorizzazione del "saper fare" artigiano del Made in Italy fino al tributo alla liuteria d'eccellenza che suona senza tempo, ogni riconoscimento celebra l'eccellenza interpretativa e la tecnica più pura. Un percorso d'onore in cui la tradizione rilancia costantemente l'avanguardia, premiando quegli artisti capaci di unire lo spirito delle radici storiche alla sperimentazione più audace, in perfetta sintonia con il respiro millenario del luogo.

I PREMI 

Premio “LOCRIDE"  Orizzonti Universali
La fisarmonica come linguaggio globale che abbatte i confini dalla rupe di Gerace. Dedicato all'interprete internazionale che trasforma lo strumento in un ponte tra culture e popoli diversi.

Premio "MASTRO" – L’Anima dell’Organetto
Il primato del "saper fare" artigiano italiano, cuore pulsante del Made in Italy. Premio all'eccellenza tecnica e l'identità diatonica dello strumento simbolo della nostra tradizione.

Premio “BUGARI” (Castelfidardo)
Il prestigioso riconoscimento della suprema liuteria di eccellenza marchigiana.

PREMIO PIGINI (Castelfidardo) 
“L'eccellenza che suona senza tempo*
Riconoscimento alla maestria del musicista che dà voce a un'eredità artigianale e artistica senza tempo.

Premio “CITTADELLA”
Il massimo alloro del festival, intriso della storia e della millenaria spiritualità del territorio.
Premio “ETERNA MANTICA”
Omaggio solenne alle radici e all’evoluzione colta dello strumento diatonico.

Premio Internazionale  “IONIO”
“Radici, Musica, Mediterraneo”:
Per aver fatto del mantice il respiro dello Ionio, unendo in un unico spartito l'Italia e il Mediterraneo orientale. 

Premio "MUSA"
Per la capacità di elevare la tradizione all'avanguardia, fondendo in un’unica visione d'insieme suono, poesia e movimento, tracciando un segno  nel panorama musicale internazionale.

GERACE: ANIMA MILLENARIA
Il Mantice del Mondo: Nuovi Talenti Fisarmonicisti
La fisarmonica da concerto, sublime sintesi di ingegno meccanico e poesia, si erge a protagonista assoluta. Un nuovo, esclusivo palcoscenico celebra i migliori nuovi talenti fisarmonicisti, facendo risuonare la storia tra le pietre millenarie del borgo.

BOVA: ECHI DI ELLENOFONIA
Il Suono della Terra e del Mito
Il viaggio della fisarmonica fa tappa a Bova per un evento unico che fonde musica, storia e territorio. Uno spettacolo straordinario dedicato agli echi di ellenofonia, dove il soffio del mantice si ricollega alle espressioni più autentiche della tradizione musicale e della cultura linguistica millenaria, celebrando il legame indissolubile tra il suono, l'identità e la voce della Calabria Ellenofona.

IL LUOGO E LE DATE
Cittadella Medievale Vescovile, Gerace | 2-6 Settembre 2026
Nel cuore del Mediterraneo, dove il patrimonio bizantino e normanno narra una storia millenaria, Gerace si fregia con orgoglio del titolo di uno dei "Borghi più belli d'Italia". In questa cornice di incomparabile fascino, nei primi giorni di settembre, la fisarmonica e gli strumenti a mantice saranno i protagonisti indiscussi di un ambiente che richiama il respiro millenario di cultura, arte e storia, dove la tradizione rilancia l'avanguardia.

SGUARDI DI PIETRA E DI ARGILLA: LE SUGGESTIONI VISIVE DI FISARMONJERAX
Le scenografie e gli allestimenti visivi del festival traggono una profonda ispirazione dalle storiche ceramiche di Gerace, per celebrare l'identità unica, l'arte e l'immenso patrimonio culturale del borgo. Un omaggio visivo che trova il suo cuore pulsante nella preziosa collezione custodita all'interno del Museo Storico della Cittadella Medievale Vescovile. Le ceramiche sono, da secoli, il vanto assoluto dell’artigianato geracese: una tradizione artistica che ha saputo tramandare le espressioni più nobili della nostra cultura e che oggi, proprio in concomitanza con il festival, sta vivendo una nuova, straordinaria stagione di rinascita e vitalità. In questo suggestivo scenario, le forme e i colori dell'argilla modellata dialogano con il soffio della fisarmonica, unendo l'eccellenza del "saper fare" artigiano all'avanguardia della grande musica.

PATROCINI 
Casa del Made in Italy per la Calabria – MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), Diocesi di Locri-Gerace, Cittadella Vescovile di Gerace, Città Metropolitana di Reggio Calabria, Comune di Gerace - Tra i borghi medievali più belli d'Italia-
Enti Promotori
Associazione "Arte e Fede" – La Cittadella, Gerace
AICOTUR Associazione Italiana Comuni Turismo delle Radici.
PRO LOCO GERACE 
con adesione e gli auspici di
“Grand Ensemble dei 100 Fisarmonicisti dai Conservatori d’Italia”, direzione artistica M. Massimiliano Pitocco.
PIGINI Fisarmonica
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Isole che Parlano 
presenta il programma della XXX edizione:
dal 5 al 13 settembre tra Palau, La Maddalena, Arzachena e Luogosanto, con un doppio appuntamento speciale il 19 e 20 settembre a Palau e Orgosolo
Diretto da Paolo Angeli e Nanni Angeli, il festival internazionale celebra trent’anni di ricerca tra musica, fotografia, tradizioni, laboratori per bambini e sapori, in relazione con i territori e il paesaggio
Gli ospiti della sezione musica
Stranded Horse & Boubacar Cissokho, Ganna Gryniva, Nuhara, Iztok Koren/Raphael Rogiński duo, Ana Lua Caiano, Los Sara Fontan, Pierpaolo Vacca, Bitoi, Davide Ambrogio Quartet, Freak Motel, Tarta Relena, Džambo Aguševi Orchestra, Sos Cantores de Cuglieri, Gli Amici di Matteo – Campanari di Locusantu, Canturia di Tagliu, Su Cunnottu de Onne, Paolo Angeli, Tenore Murales de Orgosolo

Dal 5 al 13 settembre 2026 Isole che Parlano festeggerà la sua XXX edizione tra Palau, La Maddalena, Arzachena e Luogosanto. Diretto da Paolo Angeli e Nanni Angeli e organizzato dall’Associazione Sarditudine, il festival internazionale conferma il proprio appuntamento di settembre nei luoghi in cui, da trent’anni, costruisce un dialogo tra arti contemporanee, tradizioni, paesaggio e comunità. In occasione del trentennale, il programma si prolungherà con un doppio appuntamento speciale, il 19 e 20 settembre, tra Palau e Orgosolo. Il programma del trentennale rinnova il lavoro di ricerca che da sempre caratterizza il festival: ospitare musiciste, musicisti, artiste e artisti capaci di partire dalle proprie radici culturali per sviluppare linguaggi contemporanei, dando forma a un’esperienza di ascolto in cui il paesaggio non è mai semplice cornice, ma parte viva di ciò che accade.

Aspettando Isole che Parlano
Ad aprire il percorso saranno, sabato 5 e domenica 6 settembre, le anteprime di Aspettando Isole che Parlano, ospitate ad Arzachena e Luogosanto, in alcuni luoghi particolarmente rappresentativi del territorio.
Sabato 5, alla Tomba dei Giganti di Coddu Vecchju ad Arzachena, Ai Giganti accoglierà Stranded Horse & Boubacar Cissokho (Francia/Senegal): Stranded Horse, voce, chitarra classica e kora, e Boubacar Cissokho, kora e voce, intrecceranno folk anglosassone, chanson francese e musica mandè in un dialogo minimale, tessuto tra strumenti a corda, voce e memoria, maturato in oltre dieci anni di concerti e confluito nel nuovo album The Warmth You Deserve. L’appuntamento sarà accompagnato dall’introduzione al sito a cura dell’archeologa Silvia Ricci, in collaborazione con Ge.Se.Co. Arzachena S.u.r.l.
La giornata di domenica 6 porterà, invece, il festival a Luogosanto. Al mattino, all’interno della Basilica di Nostra Signora di Luogosanto, risuoneranno le voci dei Sos Cantores de Cuglieri (Sardegna), tra i massimi esponenti del Cantu a Cuncordu,  tradizione polivocale maschile  a quattro voci legata ai riti della Settimana Santa, che intreccia repertori liturgici e canti profani. La formazione è composta da Antonello Cubadda e Marco Cubadda, boghe, Franco Nurchis e Gionmaria Nurchis, contraltu, Angelo Agos, Giuseppe Idda e Andrea Idda, tenore falzu, Giuseppe Falchi e Giuseppe Motzo, bassu.
A seguire, all’esterno, sul piazzale della Basilica, A Ripiccu, con Gli Amici di Matteo – Campanari di Locusantu (Sardegna), richiamerà una tradizione che a Luogosanto accompagna da secoli la Festa Manna di Gaddura: un sapere comunitario, trasmesso tra generazioni, in cui il suono delle campane scandisce ritmi, riti e momenti centrali della vita del paese.
Al tramonto, all’eremo di Santu Tranu, il concerto di Ganna Gryniva (Ucraina), voce ed elettronica, aprirà uno spazio di ascolto in cui il canto tradizionale ucraino, al centro della sua ricerca, incontra la composizione contemporanea e l’improvvisazione. Ganna presenterà estratti dall’album Utopia, caratterizzato da paesaggi ambient e da sapori indie-pop. L’appuntamento, realizzato in collaborazione con l’Associazione Pro Loco Luogosanto, sarà aperto da un’introduzione al sito a cura di Sara Puggioni.

Isole che Parlano di musica
La sezione Isole che Parlano di musica attraversa, anche in questa XXX edizione, tradizioni orali, ricerca contemporanea, improvvisazione, nuove scritture, vocalità – particolarmente presente e declinata in direzioni diverse – elettronica e forme ibride di composizione. I concerti non sono pensati separatamente dai luoghi che li accolgono: da Punta Tegge, sull’isola di La Maddalena, alla Pineta di Palau Vecchio, dal Faraglione a Punta Palau/Porto Faro, dalla Chiesa Campestre di San Giorgio alla Roccia dell’Orso, da Cala Corsara sull’Isola di Spargi a Piazza Due Palme, fino alla Spiaggia di Palau Vecchio, il programma costruisce una mappa di ascolto che tiene insieme paesaggio costiero e dell’entroterra, spazi urbani e luoghi storici.
Dopo le anteprime, la sezione musicale entrerà nel vivo giovedì 10 settembre a Punta Tegge, La Maddalena, con il concerto al tramonto di Nuhara (Sicilia): Gabriele Bazza, voce e chitarre, Michele Piccione, tamburi a cornice, calabash, marranzano, qraqeb, lira calabrese, zampogna a paru, tamburo a bandoliera e voce, e Federico Pipia, sintetizzatori, elettronica, chitarra elettrica, adufe e incudine, proporranno l’album d'esordio Rama, sintesi tra canti e musiche della tradizione orale siciliana, attraverso un lavoro di riscrittura che intreccia materiali d’archivio degli anni Cinquanta (le raccolte di Alan Lomax) in dialogo con l’avanguardia, la voce filtrata, gli strumenti tradizionali e l’elettronica.
Venerdì 11 settembre, a Palau, il percorso proseguirà nella Pineta di Palau Vecchio con il solo di Raphael Rogiński (Polonia), chitarra elettrica ed effetti: chitarrista, compositore, improvvisatore ed etnomusicologo, Rogiński proporrà un concerto affidato in larga parte all’improvvisazione e a una ricerca che mette in relazione tecniche chitarristiche innovative con un approccio eterodosso e polifonico. Nel pomeriggio, al Faraglione, per Risacca #21 ritroveremo Rogiński, ma in duo con il polistrumentista  Iztok Koren (Slovenia) – banjos, guembri, steel drum, kalimba ed effetti – nel progetto discografico Nocturnal Consolations caratterizzato da un minimalismo ancestrale post folk, basato su tecniche non convenzionali e sistemi musicali alternativi, alla ricerca di un baule di suoni, una polifonia di timbri e colori in continuo movimento. Il concerto è realizzato in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma.
Alla sera, a Punta Palau/Località Porto Faro, Al Faro #13 ospiterà Ana Lua Caiano (Portogallo), voce ed elettronica, artista travolgente che intreccia la tradizione polifonica del cante alentejano, la musica popolare del Trás-os-Montes e del sud del Portogallo, con un visionario free clubbing, costruendo dal vivo stratificazioni e paesaggi sonori in cui voci, percussioni e melodie si sovrappongono all’uso creativo di sintetizzatori, drum machine, loop e registrazioni ambientali. A seguire un gradito ritorno, Los Sara Fontan (Catalogna), duo-orchestra caratterizzato da una poetica glitch, formato da Sara Fontan, violino, tastiera ed elettronica, ed Edi Pou, batteria ed elettronica, porterà un progetto fisico e mutevole, farcito di ritmi irregolari, intrecci poliritmici prog, reminiscenze tecno, atonalità e texture sonore aperte all’improvvisazione libera, in cui gli strumenti acustici interagiscono con loop station.
Sabato 12 settembre la Chiesa Campestre di San Giorgio ospiterà l’incontro/lezione Otto Bassi con Pierpaolo Vacca, condotto da Paolo Angeli, seguito dal concerto in solo dell’organettista sardo. Vacca, partendo da balli, danze, riti e tradizioni di Ovodda, rilegge la musica tradizionale sarda ma porta l’organetto su sentieri all’avanguardia, grazie all’utilizzo di wah wah e loop station, proiettando i suoni del passato in una dimensione contemporanea. Nel pomeriggio, alla Roccia dell’Orso, tornerà Di Granito XXI edizione, uno degli appuntamenti più caratteristici del festival: la sonorizzazione itinerante dedicata a Pietro Sassu, Mario Cervo e Antoni Are, con il patrocinio dell’ISRE e in collaborazione con Lugori S.c.a.r.l., Archivio Mario Cervo e Associazione “Tottoi Zobbe e Antoni Are”. Protagonisti saranno il Tenore Su Connottu e ’Onne (Sardegna), con Davide Mureddu, vohe, Maurizio Muntone, messu vohe, Andrea Casula, hontra, e Gianni Curreli, bassu, formazione impegnata nella trasmissione del canto a tenore di Fonni, e A Canturia di Tagliu – Cantu in paghjella (Corsica), con Alanu Vesperini e Anthony Chiaramonti, terza e seconda, Bastianu Marchetti, seconda, Petru Paulu Gori e Tumasgiu Cipriani, seconda e bassu, gruppo radicato nella tradizione polifonica della Tavagna. Le due formazioni daranno vita a un confronto tra forme della vocalità tradizionale, sacra e profana, memoria orale e paesaggio granitico.
La sera, ancora a Punta Palau/Porto Faro, Al Faro #13 accoglierà Bitoi (Svezia), progetto costruito attorno al basso e alle composizioni di Cassius Lambert, con le voci di Alexandra Shabo, Lydia Cronberg ed Ella Cronberg: un organico essenziale in cui basso elettrico, voci, armonie strette, dissonanze e testi ricavati da trascrizioni fonetiche di canti di uccelli danno forma a un suono, insieme minimale e stratificato, in cui colto e popolare convivono in armonia, per tessere le coordinate di un’immaginifica musica contemporanea con radici. A seguire, Mater Nullius di Davide Ambrogio (Calabria), con Davide Ambrogio, voce, chitarra e troccole, Walter Laureti, electronics e sintetizzatori, Vincenzo Gagliani, tamburo, Gabriele Bazza, voce e chitarra, e Federico Laganà, percussioni. Prendendo ispirazione dalle sonorità e dall'immaginario della Settimana Santa nel Meridione, Davide Ambrogio rielabora la tradizione svincolandola dalla dimensione liturgica, proponendo un percorso musicale magmatico e simbolico in quattordici stazioni, che riflette il progressivo contrasto tra l'accelerazione imposta dall'innovazione tecnologica e il ritmo lento dei cicli stagionali. Questo dualismo è espresso dall’utilizzo degli strumenti della tradizione e dell’approccio polivocale, innestati su campionamenti ed elaborazioni elettroniche. 
Domenica 13 settembre, alle Tenute Filigheddu, il concerto dei Freak Motel (Sardegna) – con Andrea Sanna, synth, Rhodes e live electronics, Matteo Sedda, tromba e live electronics, Andrea Parodo, basso, e Nicola Vacca, batteria – porterà nel programma una formazione che attraversa elettronica,  Drum & Bass, Nu-jazz e scenari cinematici, con un suono costruito sull’incontro tra strumenti acustici, live electronics e una scrittura aperta alla contaminazione. 
Nel pomeriggio, il tramonto di Cala Corsara sull’Isola di Spargi ospiterà A Capela di Tarta Relena (Catalogna), duo formato da Marta Torrella ed Helena Ros, che esplora in acustico repertori vocali di area catalana e mediterranea, musiche tradizionali e canzoni d’autore, lavorando sulla combinazione di tecniche vocali, timbri e minimi elementi sonori. Sempre alla ricerca della complessità nella semplicità, basata sulle reminiscenze del canto gregoriano e sulle influenze di ritmi e vocalità balcaniche, Tarta Relena presenta estratti dell’album Fiat Lux, in un inedito e avvincente set integralmente a cappella, basato su una vocalità che ha stregato gli addetti ai lavori di tutto il mondo.
Al rientro, nella prima parte della serata, ci ritroveremo in Piazza Due Palme a Palau con la Džambo Aguševi Orchestra (Macedonia), guidata da Džambo Agušev, tromba e voce. Insieme a lui Kočo Agušev, tromba e voce, Sunaj Mustafov e Kjerem Jusinov, tromba, Ali Zekirov, Džafer Fazliov e Mustafa Zejnelov, flicorno contralto, Šukri Dževatov, elicone, Orfej Memedov, tapan, e Jašar Arifovski, batteria. Profondamente radicata nella tradizione delle brass band dei Balcani meridionali, l’orchestra apre il proprio suono a jazz, musica turca, funk, soul e altre influenze, sviluppando una scrittura energica e personale per ottoni e percussioni. Il concerto chiuderà l’ultima giornata prima del tradizionale Saluto al mare sulla Spiaggia di Palau Vecchio.
A partire dal giovedì le notti del festival saranno accompagnate da Isole di Not(T)e, con i dj set dell’equipaggio formato da Dj Zeta, Jimmy Jaguar, Ghighi Di Paola.
Isole che Parlano di musica proseguirà, per questa edizione speciale dei 30 anni, anche nel fine settimana successivo, sabato 19 e domenica 20 settembre, con un doppio appuntamento speciale tra Palau e Orgosolo. Al centro delle due serate sarà Vinti ’e Maju, il progetto che riunisce Paolo Angeli e il Tenore Murales de Orgosolo (Sardegna) – Franco Corrias, voche, Salvatore Musina e Cosimo Mueddu, mesuvohe, Maurizio Bassu, hontra, Antonio Musina, bassu – in un dialogo tra la chitarra sarda preparata, la voce di Angeli e il canto gutturale del tenore. Pubblicato nel 2026, Vinti ’e Maju nasce dall’incontro tra la ricerca contemporanea di Paolo Angeli, radicata nel canto gallurese, e l’ortodossia e mimesi del Tenore Murales, una delle espressioni più riconoscibili della tradizione orale sarda barbaricina. Insieme definiscono un affresco collettivo, al servizio di concetti come lotta di classe e emancipazione dalle oligarchie, attraversando memoria, consapevolezza politica, identità, pratiche vocali e nuove forme sonore, approdando a un’avvincente avanguardia mediterranea.

Isole che Parlano di fotografia
Isole che Parlano di fotografia proporrà per il trentennale un progetto espositivo speciale dedicato alla memoria visiva del festival: la mostra Sguardi: 30 anni di fotografie a Isole che Parlano che verrà inaugurata alle 21.30 di giovedì 10 settembre, sarà ospitata presso le Sale Polivalenti del Cineteatro Montiggia di Palau e resterà aperta al pubblico da venerdì 11 settembre a domenica 11 ottobre 2026.
Il progetto, che presenta una selezione di fotografie tratte dalle esposizioni realizzate nei primi ventinove anni di Isole che Parlano, intende restituire l’importanza che la fotografia ha avuto per il festival fin dalla prima edizione: uno spazio di riflessione e osservazione del passato e del presente, delle fratture e delle trasformazioni, di indagine e denuncia, di storia e memoria, affidato a sguardi capaci di raccontare il mondo, le storie individuali e collettive, con autorialità, etica, responsabilità e profondità.
La mostra sarà costituita da oltre novanta fotografie in bianco e nero e a colori, tre per ogni esposizione presentata a Palau dal 1996. Una collettiva resa possibile dalla generosità delle autrici, degli autori e degli archivi, e dal rapporto di stima e fiducia costruito nel tempo con il festival. La selezione, a cura di  Nanni Angeli, in dialogo con gli autori e gli archivi, attraverserà il lavoro di Massimo Golfieri, Nanni Angeli, OGROS fotografi associati, Tatiano Maiore, Mario Dondero, Massimo Sciacca, Antonio Mannu, Cristina Garcia Rodero, Francesco Cito, Alfredo Bini, Valerio Contini, Mattia Insolera, Mattia Vacca, Romano Cagnoni, Letizia Battaglia, Alessandro Penso, Sandro Becchetti, Fausto Giaccone, Monika Bulaj, Franco Zecchin, Paola Agosti, Ivo Saglietti e Samar Abu Elouf.
Il percorso ricostruisce, in un flusso di immagini, le tematiche che nel tempo hanno attraversato le diverse mostre fotografiche del festival. Non una semplice carrellata di fotografie – bellissime, talvolta iconiche e presenti nell’immaginario collettivo, alcune delle quali premiate con il World Press Photo Award – ma una sequenza inedita capace di restituire sguardi sul costume, sul quotidiano, sulla tradizione e sulla contemporaneità, sulle immigrazioni e le emigrazioni, sulle bambine e i bambini, sulla Sardegna e la Palestina, sul Mediterraneo e l’altrove, sui riti e le religioni, sulla mafia e le guerre, sulle persone comuni, le celebrità e le pecore.
Sulle pareti del Cineteatro Montiggia, il progetto cercherà di restituire, attraverso le Fotografie – titolo della mostra di Letizia Battaglia realizzata nel 2014 – la complessità dell’umanità, le sue parti più luminose e quelle più scure. Un percorso sospeso tra l’illusione de Il Paraiso. Entrada provvisoria, da una fotografia di Paola Agosti, e Una commedia umana, titolo della mostra di Mario Dondero esposta nel 2000, con tutta la serietà, ma anche il grottesco e l’ironia, che il festival ha avuto il privilegio di presentare attraverso gli occhi di straordinarie fotografe e straordinari fotografi.
Nella serata inaugurale, giovedì 10 settembre, è previsto anche il consueto incontro Riflessioni sull’etica di un mestiere, un momento di approfondimento che accompagnerà l’apertura del progetto espositivo con il racconto della sezione fotografica dentro la storia del festival.

Isole che Parlano ai bambini
Da lunedì 7 a mercoledì 9 settembre tornerà anche Isole che Parlano ai bambini, il piccolo grande festival nel festival che compie quest’anno 22 anni, ideato e diretto da Alessandra Angeli. Laboratori, spettacoli e momenti di restituzione accompagneranno bambini, bambine, ragazze e ragazzi in percorsi dedicati all’arte e alla creatività, con un’attenzione particolare quest’anno ad alcuni dei linguaggi che hanno caratterizzato le prime edizioni del festival: musica, teatro e fotografia. Una scelta che si inserisce nella storia di una sezione che, fin dalla sua nascita, rappresenta uno degli elementi più riconoscibili di Isole che Parlano e uno spazio fondamentale per mantenere viva la relazione con il territorio.
Ogni mattina, tra il Polo Culturale Montiggia e Palazzo Fresi, i Laboratori a misura proporranno tre percorsi divisi per fasce d’età: Un piccolo grande mondo, laboratorio teatrale a cura di Agostino Aresu; Dalla corda al suono, laboratorio di costruzione di strumenti musicali a cura di Danilo Mineo e Filippo Giuffrè; Io nel mio mondo, laboratorio di fotografia e cianotipia a cura di Ora Blu Lab, Massimiliano Marraffa ed Eva Macchi. Negli stessi giorni, nel tardo pomeriggio, gli Assaggi di laboratori saranno invece l’occasione per aprire alcune pratiche artistiche anche ai bambini più piccoli e alle famiglie, con attività gratuite per genitori e bambini a partire dai 2 anni: lunedì 7 settembre Semi di sole, fiori d’ombra, laboratorio di cianotipia a cura di Ora Blu Lab ed Eva Macchi; martedì 8 settembre A ruota libera, laboratorio di propedeutica musicale a cura di Danilo Mineo.
Il percorso sarà accompagnato anche da due spettacoli: lunedì 7 settembre Il Segreto dell’Isola Montagna, teatro d’ombre di e con Davide Serra aka Effetto Serra, e martedì 8 settembre I Tre Porcellini – specialità tutta sarda, teatro di azione e narrazione di e con Agostino Aresu. Mercoledì 9 settembre, infine, al Polo Culturale e Cineteatro Montiggia, la presentazione pubblica dei laboratori chiuderà i tre giorni dedicati ai più giovani.

Isole che Parlano di sapori
Accanto alla musica, alla fotografia e ai laboratori, Isole che Parlano di sapori continuerà ad accompagnare il programma con momenti dedicati alle produzioni del territorio. I vini, i mieli, l’idromele, le degustazioni guidate e gli incontri con produttori, cantine e realtà locali sono parte del modo in cui il festival attraversa i luoghi, riconoscendo pratiche e saperi che appartengono alla vita della Gallura e della Sardegna.
Il percorso inizierà già nelle Anteprime. Sabato 5 settembre, alla Tomba dei Giganti di Coddu Vecchju ad Arzachena, Momenti DiVini proporrà una degustazione dei vini Capichera. Domenica 6 settembre, a Santu Tranu, Il Miele sarà dedicato alla degustazione guidata da Apiaresos Apicoltori di Sardegna e alla presentazione dell’idromele Liune “Isole30”.
Giovedì 10 settembre, al Polo Culturale Montiggia di Palau, un nuovo appuntamento di Momenti DiVini sarà dedicato ai vini di piccoli produttori sardi. Sabato 12 settembre, alla Chiesa Campestre di San Giorgio, Lu 'inu chi faci be', a cura di Paola Placido, proporrà una degustazione di vini di piccole cantine artigianali della Sardegna e un momento dedicato al bere consapevole, in collaborazione con Slow Food Gallura e Vite e Vite – incontri con i vignaioli. Domenica 13 settembre, alle Tenute Filigheddu, il Brindisi al prossimo anno accompagnerà l’ultima giornata del festival con la degustazione dei vini delle Tenute Filigheddu.

Il programma completo e tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito www.isolecheparlano.it
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A Tuscania prende vita “Lo spirito del luogo”
Musica, teatro, cinema e patrimonio per raccontare l’anima di un museo diffuso

Dal 3 maggio al 4 ottobre 2026 il Museo archeologico nazionale di Tuscania, la Chiesa di San Pietro, la Chiesa di Santa Maria Maggiore e il patrimonio storico-artistico della città diventano il palcoscenico di lo spirito del luogo, il nuovo progetto culturale promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio del Ministero della cultura con la collaborazione del Comune di Tuscania. Un percorso diffuso tra spettacolo dal vivo, concerti, teatro, visite guidate e conversazioni d’arte che trasforma Tuscania in un grande racconto condiviso tra patrimonio materiale e memoria immateriale, valorizzando il legame profondo tra i luoghi, la loro storia e le comunità che li abitano. Il progetto è finanziato dalla Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura nell’ambito del bando dedicato alla valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo negli istituti e luoghi della cultura ed è realizzato dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio, spettacoli a cura di Associazione Ikona, con la direzione artistica del Maestro Stefano Saletti e Orchestra da Camera Fiorentina, con la direzione artistica del Maestro Giuseppe Lanzetta. Tuscania rappresenta un caso esemplare nel panorama culturale del Lazio: un vero e proprio museo diffuso dove oltre tremila anni di storia convivono tra necropoli etrusche, mura medievali, architetture religiose straordinarie e uno dei più importanti musei archeologici della Tuscia. A questo si aggiunge il suo rapporto privilegiato con il cinema: registi come Monicelli, Pasolini, Cavani e Tarkovskij hanno scelto questi luoghi come scenografie di alcune delle loro opere più celebri.  Lo spirito del luogo nasce proprio da questa identità stratificata: non una semplice rassegna di eventi, ma un progetto site-specific costruito per dialogare con il contesto e renderlo protagonista. Dalla musica medievale ai canti provenzali, dalle rotte sonore del Mediterraneo alla poesia mistica di Rumi e di San Francesco, fino a Virgilio e a Pier Paolo Pasolini: ogni appuntamento evoca lo spirito dei luoghi e offre una fruizione più viva e consapevole del patrimonio culturale. Ad aprire il programma, il 3 maggio nella Chiesa di San Pietro, sarà l’ensemble Micrologus con Venite a laudare. Laudi francescane del XIII-XV secolo. Tra i gruppi italiani più longevi e autorevoli nella riproposizione della musica medievale, Micrologus presenta un progetto dedicato a uno dei momenti più significativi del rinnovamento spirituale e comunitario del Medioevo: la lauda. Canti semplici, monodici, nati nei dialetti volgari e pensati per essere condivisi, in cui la coralità diventa espressione di preghiera, coesione e profonda partecipazione emotiva.  Seguiranno altri nove appuntamenti con artisti e interpreti di grande rilievo come Massimo Popolizio, Pejman Tadayon, l’Orchestra da Camera Fiorentina diretta da Giuseppe Lanzetta, Stefano Saletti e Raffaella Misiti, fino agli incontri dedicati a Pasolini e all’ottavo centenario francescano del 2026. Accanto agli spettacoli, che si terranno all’interno e all’esterno della chiesa di San Pietro, il progetto prevede aperture straordinarie, visite guidate, conversazioni d’arte e attività speciali in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, creando un itinerario culturale capace di intrecciare esperienza artistica, scoperta del territorio e valorizzazione del patrimonio locale. «Con lo spirito del luogo – dichiara la Direttrice della Direzione regionale Musei nazionali Lazio, Elisabetta Scungio – intendiamo rafforzare una visione della valorizzazione culturale che mette i luoghi al centro e li restituisce alla comunità come spazi vivi, attraversabili e contemporanei. Tuscania è un patrimonio stratificato di straordinaria forza evocativa: archeologia, paesaggio, architettura, memoria cinematografica e spiritualità dialogano in modo naturale. Questo progetto costruisce una relazione più profonda tra pubblico e patrimonio, trasformando la visita in un’esperienza culturale completa e partecipata». Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di promozione del patrimonio culturale fondata su esperienze autenticamente legate ai territori, capaci di generare valore culturale, attrattività turistica e sviluppo locale, superando la logica dell’intrattenimento isolato per costruire percorsi di identità e appartenenza. Lo spirito del luogo è, in questo senso, un invito ad abitare i luoghi della cultura non come semplici visitatori, ma come parte di una storia che continua a essere scritta.


PROGRAMMA 

Domenica 7 giugno - ore 17:00
Pejman Tadayon Ensemble
Rumi incontra San Francesco

Mercoledì 8 luglio - ore 19:30
Orchestra da Camera Fiorentina
Musica dal grande schermo. 

Sabato 20 settembre - ore 17:00
L’utopia nascosta di Francesco
Regista Attore Francesco Grossi, Drammaturga regista Patrizia Pasqui, Attore Filippo Lai e Musicisti dell'Orchestra del Centro di produzione Musicale della Toscana:

Domenica 27 settembre - ore 17:00
Raffaella Misiti e Stefano Scatozza con Arianna Gaudio e Stefano Saletti
Pasolini/la parola, la musica, il cinema

Domenica 4 ottobre – ore 17:00
Franciscu "quando i cieli Parlano" 
pianoforte Francesco Nicolosi lettore Arnaldo Colasanti lettrice Silvia Siravo, I solisti dell’Orchestra da Camera Fiorentina.  

La partecipazione agli eventi è gratuita; è consigliata la prenotazione via mail scrivendo all’indirizzo drm-laz.mutuscania@cultura.gov.it.

CONTATTI
Direzione regionale Musei nazionali Lazio
e-mail drm-laz.comunicazione@cultura.gov.it  

Museo archeologico nazionale di Tuscania
e-mail drm-laz.mutuscania@cultura.gov.it
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ACOUSTIC GUITAR VILLAGE

L’Acoustic Guitar Village a Cremona Musica 2026 presenta il programma delle masterclass di liuteria, il concorso per emergenti "New Sounds of Acoustic Music", "Cremona Acoustic Blues Meeting" e tanti altri eventi sempre in aggiornamento! 
 
Dal 2 al 4 ottobre 2026, l’Acoustic Guitar Village torna all’interno di Cremona Musica con un programma di formazione sulla liuteria dedicato a liutai, costruttori professionisti e amatoriali e appassionati in genere. La masterclass di quest'anno, seguendo molte richieste pervenute, sarà particolarmente incentrata sulla riparazione e restauro di chitarre acustiche e altri strumenti a plettro e pizzico. Docenti saranno i Maestri Liutai DOUG & SHARON PROPER (Usa), proprietari e gestori di The Guitar Specialist, Inc., un rinomato laboratorio di riparazione e restauro nella contea di Westchester, New York, e IAN DAVLIN (Usa), fondatore di The Looth Group, una community online e piattaforma educativa per liutai, riparatori professionisti e costruttori di utensili. Tre giorni di formazione intensiva per due percorsi: ritastatura professionale, dalla preparazione della tastiera alla ricoronatura finale, e stampa 3D applicata alla liuteria, dalla modellazione alla stampa dei prototipi. Entrambi combinano teoria, dimostrazioni pratiche e momenti di confronto diretto, per strumenti concreti da usare subito nel lavoro quotidiano. Per maggiori informazioni, i programmi dettagliati e i moduli di iscrizione consultate il nostro sito web: https://acousticguitarvillage.net/cremona-2026/corsi-di-formazione-workshops-masterclasses-2026/

iscrizioni: info@armadilloclub.org

MASTERCLASS DI PERFEZIONAMENTO PER MANDOLINO
Domenica 4 ottobre all'AGV masterclass didattica di perfezionamento per mandolino tenuta dal Maestro Carlo Aonzo!

Per maggiori informazioni e programma consultate il nostro sito web: https://acousticguitarvillage.net/cremona-2026/corsi-di-formazione-workshops-masterclasses-2026/

Per iscrizioni scrivere a giulia.alliri@gmail.com
info@accademiamandolino.com
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DAL 24 AGOSTO AL 3 OTTOBRE LA 31ESIMA EDIZIONE DE
I SUONI DELLE DOLOMITI
il festival di musica in quota
con la direzione artistica di Mario Brunello
 
L’unico storico festival sulle Dolomiti Patrimonio mondiale dell’umanità (UNESCO)
che porta gli artisti internazionali e il loro pubblico tra le vette, i prati e i rifugi alpini promuovendo consapevolezza ambientale, sostenibilità e inclusione

1 mese di eventi tra le meraviglie delle Dolomiti trentine
18 concerti con artisti di fama internazionale
17 location suggestive in alta quota
4 eventi accessibili a persone con disabilità
1 esperienza unica dove il silenzio diventa ascolto, il cammino condivisione

Tra gli ospiti I Violoncellisti della Scala, Coro SOSAT, Ilya Gringolts, Belles of the Rockies, Quinn Christopherson Trio, Gilles Apap, Baba Yaga, Ilumina Ensemble, Jakub Józef Orliński, Il Pomo d’Oro, MediBa 4tet, Lucienne Renaudin Vary, Félicien Brut, Voces8 Scholars Ensemble, Danilo Rea, Enzo Pietropaoli, Fabrizio Sferra, Alash Ensemble, Anna Castiglia, Alexander Huber, Chiara Schmidt, Giuseppe Cederna, Ensemble Cortlys, Daniele Silvestri
 
Appuntamenti imperdibili come il Trekking dei Suoni, l’Alba delle Dolomiti
e Musica Verticale (novità 2026)
 
Tutti i luoghi sono raggiungibili a piedi con percorsi di varia intensità
con attenzione ad ACCESSIBILITÀ e INCLUSIONE
I concerti sono gratuiti
  
“Le Dolomiti.
Sono pietre o sono nuvole? Sono vere oppure è un sogno?”
   Dino Buzzati  
 
Dal 24 agosto al 3 ottobre torna I SUONI DELLE DOLOMITI, il festival che da oltre trent’anni porta la grande musica internazionale tra le vette, i prati e i rifugi alpini del Trentino, con un ricco programma di concerti ed eventi ad alta quota immersi negli scenari spettacolari delle Dolomiti trentine, Patrimonio mondiale UNESCO. Gli eventi in programma non solo offrono un’esperienza unica, in cui la bellezza dei paesaggi si intreccia con le performance di artisti di fama internazionale, ma rappresentano anche un’importante occasione per sensibilizzare il pubblico sulla tutela dell’ambiente, valorizzando le Dolomiti, Patrimonio mondiale UNESCO, e promuovendo un turismo consapevole e sostenibile. Particolare attenzione è rivolta all’accessibilità e all’inclusione, con quattro eventi pensati per garantire la piena partecipazione anche alle persone con disabilità, affinché tutti possano vivere appieno la magia e i valori del festival. Dall’anno scorso il festival fa parte della European Festivals Association e ha implementato un sistema di gestione conforme alla certificazione ISO 20121:2024 per eventi sostenibili. La direzione artistica è di Mario Brunello.
Il festival si aprirà il 24 agosto, alle ore 12.00, in Val Nana presso Malga Tassulla, nelle Dolomiti di Brenta, con “Archi, Corde, In-canto”, un progetto speciale che vedrà protagonisti I Violoncellisti della Scala insieme al Coro SOSAT, in occasione del centenario di quest’ultimo: un incontro tra tradizione alpina e sonorità contemporanee, impreziosito dagli arrangiamenti di Stefano Nanni.
Il 28 agosto, alle ore 12.00, sull’Altopiano della Paganella, al Rifugio Tosa Pedrotti, sarà protagonista il violinista Ilya Gringolts, artista di fama internazionale apprezzato per il virtuosismo e la profondità interpretativa, il cui repertorio attraversa epoche e stili, dal barocco al contemporaneo, portandolo a collaborare con alcune delle più importanti orchestre del panorama mondiale.
Il 2 settembre, alle ore 6.00, il Sass Pordoi in Val di Fassa ospiterà L’Alba delle Dolomiti, uno degli appuntamenti più suggestivi del festival, con il concerto delle Belles of the Rockies. Il giovane ensemble statunitense, nato nel 2025 all’Università del Colorado e già vincitore di importanti premi nazionali, si distingue per energia, creatività e forte identità artistica, valorizzando anche il ruolo delle donne nella musica per ottoni.
Il 4 settembre, alle ore 12.00, presso Malga Canvere, in Val di Fiemme, il Quinn Christopherson Trio terrà il suo concerto. Originario di Anchorage, in Alaska, il cantautore Quinn Christopherson fin da bambino racconta storie attraverso la poesia e scopre la musica a 20 anni grazie a una chitarra regalatagli dal padre. Cresciuto tra locali e bar, la sua musica affronta temi come identità, crescita e appartenenza, trasformando esperienze personali in narrazioni musicali intense e universali, anche grazie alla solida collaborazione con il polistrumentista Nicholas Carpenter, suo compagno di band.
Dal 7 al 9 settembre, nelle Pale di San Martino, si terrà uno degli appuntamenti più attesi della rassegna: il Trekking dei Suoni, un’esperienza che unisce cammino e musica in alta quota, culminando il 9 settembre alle ore 12.00 in Località Prati Col a San Martino di Castrozza, ai piedi delle Pale di San Martino, con il concerto di Mario Brunello e Gilles Apap, un incontro tra due artisti capaci di intrecciare linguaggi musicali e culture diverse, trasformando la montagna in un vero e proprio teatro del mondo.
Il giorno dopo, il 10 settembre, alle ore 12.00, in Località Tresca, in Val di Fiemme al cospetto del Gruppo del Latemar e del Monte Agnello, relitto geologico del vulcano giurassico di Predazzo, sarà la volta dei Baba Yaga, una delle realtà più originali della scena internazionale, con un sound acustico che fonde melodie balcaniche, klezmer e jazz gitano, tra composizioni originali e improvvisazione.
Il 12 settembre alle ore 12.00, al Piano del Lago Asciutto, situato tra Madonna di Campiglio e Pinzolo nel cuore delle Dolomiti di Brenta, suonerà l’Ilumina Ensemble, collettivo internazionale nato in Brasile che riunisce artisti affermati e giovani talenti spesso provenienti da contesti svantaggiati, le cui performance immersive trasformano il concerto in un’esperienza condivisa, caratterizzata da un forte impegno educativo e sociale.
Il 15 settembre alle ore 12.00, presso Malga Brenta Bassa a Madonna di Campiglio, il controtenore Jakub Józef Orliński, tra le voci più acclamate della scena internazionale, e l’ensemble Il Pomo d’Oro, tra le formazioni di riferimento per il repertorio barocco, presenteranno “Beyond”, un progetto dedicato al Seicento italiano che esplora la musica barocca attraverso opere di Claudio Monteverdi e di compositori meno noti.
Il 17 settembre, alle ore 12.00, ai Laghi di Bombasel in Val di Fiemme, si esibirà il MediBa 4tet, quartetto internazionale nato al Berklee College of Music di Boston e finalista nel 2025 del concorso dedicato a Paolo Manfrini nell’ambito de I Suoni delle Dolomiti, che fonde tradizioni mediterranee e balcaniche con jazz e influenze classiche.
Il 19 settembre, alle ore 12.00, in Località Giasenei a Sagron Mis, saranno protagonisti la trombettista Lucienne Renaudin Vary e il fisarmonicista Félicien Brut, interpreti capaci di unire virtuosismo, passione e libertà espressiva, attraversando generi e tradizioni. Questo concerto è pensato per essere fruito anche da persone con disabilità motoria e uditiva.
Il 20 settembre alle ore 12.00, a Pradalago (Fratta del Bagnol) a Madonna di Campiglio, il Voces8 Scholars Ensemble presenterà “All Seems Beautiful”, accompagnando il pubblico in un raffinato viaggio corale che spazia dalla polifonia rinascimentale alla musica contemporanea, grazie a otto giovani voci selezionate tra i migliori talenti internazionali e formate all’interno del prestigioso progetto educativo e artistico VOCES8, punto di riferimento mondiale nel panorama della musica corale.
Il giorno successivo, il 21 settembre, alle ore 12.00, presso Villa Welsperg all’imbocco della Val Canali, con le Pale di San Martino come sfondo, il trio Doctor 3 – con Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra – presenterà “Lontano Lontano”, un progetto speciale dedicato alla musica e alla poesia di Luigi Tenco, tra improvvisazione jazz e rilettura della canzone d’autore. Questo concerto è pensato per essere fruito anche da persone con disabilità motoria e uditiva.
Il 26 settembre, alle ore 12.00, nella Località Tresca, in Val di Fiemme, al cospetto del Gruppo del Latemar e del Monte Agnello, relitto geologico del vulcano giurassico di Predazzo, sarà protagonista l’Alash Ensemble, gruppo noto per il canto difonico tuvano (xöömei), antica tecnica vocale che permette di produrre più suoni simultaneamente, in un incontro tra tradizione ancestrale e influenze contemporanee.
Il giorno dopo, il 27 settembre, alle ore 12.00, al Passo delle Selle in Val di Fassa, si esibirà la cantautrice Anna Castiglia, tra le voci emergenti più interessanti del panorama italiano recente, capace di coniugare intensità emotiva e ricerca artistica.
Dal 29 settembre all’1 ottobre, in Val di Fassa, si terrà l’evento Musica verticale, novità dell’edizione 2026 che mette in dialogo due mondi apparentemente lontani: musica e arrampicata. Il 29 settembre alle 20.45, al Teatro Navalge di Moena, si esibiranno Alexander Huber, alpinista di fama mondiale noto per le grandi scalate in tutto il mondo e pianista di talento; Chiara Schmidt, pianista e musicologa con una solida esperienza nell’arrampicata in alta quota; Giuseppe Cederna, attore e scrittore italiano; e l’Ensemble Cortlys, gruppo di musicisti e cameristi attivi in tutta Europa, appassionati di montagna. Insieme guideranno il pubblico in un racconto che intreccia arte e alpinismo.
L’1 ottobre, alle ore 14.00, in Località Gardeccia, nel Catinaccio, il progetto si sposta all’aperto. Chiara Schmidt, Giuseppe Cederna e l’Ensemble Cortlys si esibiranno davanti al pubblico portando la musica e la parola in montagna, dove l’incontro tra arte e arrampicata trova la sua piena espressione.
A chiudere il festival, il 3 ottobre alle ore 12.00 a Pian de Jiadoes, in Val di Fassa, sarà Daniele Silvestri, uno dei cantautori più originali della scena italiana, capace di unire ironia, impegno sociale e profondità musicale. Con un programma che attraversa generi e tradizioni, I Suoni delle Dolomiti 2026 si conferma un appuntamento unico nel panorama culturale europeo, capace di trasformare la fruizione musicale in un’esperienza autentica, immersa nella natura e aperta all’incontro tra artisti e pubblico. Tutti i luoghi sono raggiungibili a piedi con percorsi di varia intensità e tutti i concerti sono gratuiti ad eccezione del Trekking dei Suoni.
I Suoni delle Dolomiti è l’unico storico festival sulle Dolomiti Patrimonio mondiale dell’umanità (UNESCO), che coinvolge attivamente gli spettatori nelle attività culturali, sociali e turistiche, stimolando una riflessione sul rispetto per l’ambiente e sull’importanza di un futuro sostenibile e accessibile favorendo un turismo consapevole. Un’esperienza immersiva dove il silenzio diventa ascolto, la fatica del cammino si trasforma in condivisione e l’armonia con la natura si unisce al rispetto per l’ambiente e alla sostenibilità. Un festival unico nel panorama internazionale, nato nel 1995 da un’idea visionaria di Paolo Manfrini — giornalista, dirigente culturale — che ha saputo intrecciare arte, ambiente e cammino. Fin dalla sua prima edizione, la rassegna ha scelto di rinunciare a palchi, amplificazioni e grandi platee: i concerti si svolgono in quota, raggiungibili solo a piedi, trasformando ogni appuntamento in un’esperienza immersiva e collettiva, dove la musica si fonde con il paesaggio e il silenzio diventa uno spazio di ascolto, la fatica del cammino si trasforma in condivisione e l’armonia con la natura si unisce al rispetto per l’ambiente e alla sostenibilità.
 
Tutte le informazioni sul sito www.isuonidelledolomiti.it/
  
I Suoni delle Dolomiti è un progetto di comunicazione e di turismo culturale e ambientale ideato e curato da Trentino Marketing insieme con le Aziende per il Turismo della Val di Fassa, della Val di Fiemme, di San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, della Val di Non, di Madonna di Campiglio e di Dolomiti-Paganella e con la collaborazione di SAT, Associazione Rifugi, MUSE, Guide Alpine del Trentino, Soccorso Alpino del Trentino, Croce Rossa del Trentino.