I comunicati stampa relativi ai principali festival folk, world e trad
FESTA A MORRO D’ALBA, ALL’INSEGNA DELLA GRANDE TRADIZIONE, CON LE QUATTRO GIORNATE DEL CANTAMAGGIO
15-16-17 E 31 MAGGIO 2026
Ritorna a Morro d’Alba, la Festa del “Cantamaggio”, questo antico canto rituale di questua, che da secoli celebra l’avvento della primavera, della nuova stagione agricola e che affonda le sue radici nei riti pagani di fertilità, di augurio e di benessere per la comunità ed i singoli. Il “Cantamaggio” , organizzato e voluto fortemente dal Comune di Morro d’Alba, è curato del Centro Tradizioni Popolari e da La Macina, con il patrocinio della Regione Marche, Italea Comune delle Radici, la collaborazione della locale Pro-Loco, Circolo Morrese, Danzintondo, Circolo Acli, si svilupperà, nelle tre giornate del 15, 16 e 17 maggio, per poi concludersi, nella notte del 31 maggio, con il rituale Rogo in piazza dell’Albero del “Maggio”. Il canto rituale di questua del Cantamaggio celebra l’avvento della primavera, della nuova stagione agricola che si apre ed affonda le sue radici nei riti pagani di fertilità, di augurio e di benessere per la comunità ed i singoli. Veniva cantato da gruppi di “maggianti” la notte tra il trenta aprile ed il primo maggio, casa per casa, nella classica formazione di tre elementi: organetto, triangolo, cembalo e voci maschili. Unica eccezione nel fabrianese dove gli strumenti fondamentali di accompagnamento sono i violini popolari ed il “violone” (strumento ad arco delle dimensioni di un violoncello con funzione di basso), con l’aggiunta dell’organetto o della fisarmonica e dove il gruppo tra “canterini” e suonatori varia da un minimo di sei ad un massimo di dieci elementi. La pratica di “portare l’augurio di maggio”, con l’esecuzione di questo canto specifico, va inesorabilmente scomparendo, a causa delle trasformazioni profonde della società ed in modo particolare della polverizzazione della civiltà contadina. Proprio per evitare od almeno frenare questo rapido declino, si sta chiamando a raccolta, ogni anno, gli autentici portatori della tradizione provenienti da tutte le Marche e dalle regioni limitrofe, per ritrasmettere a rendere viva una delle nostre più autentiche tradizioni. Anche questa edizione del “Cantamaggio” morrese, presenta il solito, ricco cartellone di proposte.
Nella giornata di venerdì 15, alle ore 11,00, nel Piazzale Bersaglieri: ADDOBBO DELL’ALBERO DEL “MAGGIO” da parte dei bambini della Scuola dell’Infanzia e degli Ospiti della Casa di Riposo di Morro d’Alba, con l’esibizione dei bambini che hanno partecipato al Laboratorio di danze popolari a cura di Danzintondo. Con questa simpatica Festa-Gioco i bambini abbelliranno l’Albero del “Maggio” (simbolo di fecondità e di benessere per la comunità e i singoli) con multicolori fiocchi e striscioline di stoffe colorate. L’Addobbo sarà occasione per tutti i bambini di adornare l’Albero, (che poi nel pomeriggio di domenica sarà portato a braccia ed in corteo dai giovani del paese, sino ad essere “piantato”in Piazza Tarsetti) e di intonare una serie di canti popolari infantili di augurio e di festa. .Questa Festa- Gioco dell’Addobbo dell’Albero del “Maggio”, nella sua semplicità ha però un grande valore simbolico: vuole “legare” il mondo infantile a questo rito primaverile del canto rituale di questua dei portatori autentici della tradizione: un vero e proprio passaggio di “testimone” dalle mani dei bambini a quelle dei “grandi”.
Nella giornata di sabato 16.
Alle ore 16,00, nella Sede di Danzintondo (Via Morganti, 48):
LA BORATORIO DI DANZE POPOLARI a cura di DANZINTONDO
Alle ore 18,00, nei Sotterranei dell’Auditorium Santa Teleucania
INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA FOTOGRAFICA DI DANILO ANTOLINI
Il volti e le radici. I ritratti dei cantori
Alle ore 21,30, preludio alla “vera” festa del “Cantamaggio”, nell’Auditorium Santa Teleucania, il tradizionale CONCERTO PER IL “MAGGIO”, con GASTONE PIETRUCCI E MARCO POETA. che in questa occasione presenteranno, in anteprima nazionale, il loro primo cd. Alchimia . Dodicicordeperuna vocescuraetorturata. Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti. “Il sottotitolo di questo splendido lavoro è (tutto attaccato) dodicicordeperunavoce scurae torturata. Una definizione che calza come un guanto per la vocalità scabra e poderosa di Pietrucci, anima della Macina, cuore della memoria folk marchigiana. Accanto ha le dodici corde tutte fioriture e ricordi di fado di Poeta, in una sorta di voluta e trovata complementarietà affinata negli anni. Schegge di musica di un popolo che non c’è più, anello di tenuta contro l’interessata, fomentata futilità di questi tempi amari” (Guido Festinese, il Manifesto, Alias, Sabato 21 Marzo 2026). Gastone Pietrucci, voce; Marco Poeta, chitarra dodici corde
Nella giornata di domenica 17, il “CANTAMAGGIO” vero e proprio, arrivato quest’anno alla 44^ edizione. Tutti i Gruppi spontanei, presenti riporteranno, secondo l’antico rituale, casa per casa, nel corso della mattinata, il canto rituale di questua del “maggio”, percorrendo tutte le contrade ed il paese di Morro d’Alba. Un incontro interessante di diversi gruppi popolari del Centro-Italia, per questo rito popolare della primavera.
Nel pomeriggio, dalle ore 16,00 alle 20,00, ESIBIZIONE ESTEMPORANEA DEI GRUPPI TRA LA GENTE IN PIENA LIBETA’, nella maniera più spontanea e festosa (centro storico).
Alle ore 17,00 CORTEO DELL’ALBERO DEL “MAGGIO”. L’Albero (debitamente addobbato ed infiorato, precedentemente dai bambini della locale Scuola Materna) viene portato a braccio dai giovani del paese ed accompagnato da un corteo assordante e festoso ed “orgiastico” di tutti i cantori e suonatori popolari.
Alle ore 17,30, L’ALBERO DEL “MAGGIO” (simbolo di fecondità e di benessere) viene “PIANTATO” in Piazza Farsetti, dove rimarrà esposto per tutto il rimanente mese, sino a quando nell’ultima notte di maggio, domenica 31 maggio, verrà bruciato in Piazza Barcaroli, con l’ultimo tradizionale rito del Rogo in piazza dell’Albero del “Maggio”. A seguire, intorno all’Albero del Maggio “piantato”, esibizione straordinaria di balli tradizionaei a cura di Danzintondo.
Alle ore 19,00, CONCERTO-CHIUSURA DEL CANTAMAGGIO con un Concerto di MARINO CAROTTI, presentato da Gastone Pietrucci/La Macina, nell’Auditorium Santa Teleucania, dove il musicista jesino, già componente del gruppo La Macina, darà un’anticipazione del suo primo, interessante lavoro discografico: Galantomo era mio padre, che verrà presentato in prima nazionale nell’ambito del 31° Monsano Folk Festival 2016.
Il Programma del “CANTAMAGGIO” presenta, anche altre interessanti manifestazioni collaterali. La visita al rinnovato Museo della Cultura mezzadrile “ Utensilia”, che ha ora sede nelle grotte della “Scarpa” del Palazzo comunale (recentemente restaurate e riportate all’antico splendore) una raccolta ragionata e documentata della vita e dei mezzi produttivi dei mezzadri marchigiani, attraverso otto sale tematiche. Nel Museo è allestita la mostra: “ I Paesaggi, il Cantamaggio e La buona terra” del grande Maestro marchigiano, Mario Giacomelli, uno dei massimi testimoni contemporanei dell’arte fotografica.
La foto del Manifesto ufficiale è opera di Angelo Roberto TIZZI, uno dei più importanti fotografi italiani, ed è tratta da un suo famoso reportage a Polverigi, nel 1985, e ritrae il suonatore popolare Severino Ronconi, di Morro d’Alba, recentemente scomparso, alla cui memoria il Cantamaggio è dedicato.
Programma analitico delle quattro giornate morresi
Morro D’Alba – Venerdì 13 Maggio
Ore 11,00 – Piazzale Bersaglieri
ADDOBBO DELL’ALBERO DEL “MAGGIO”
Da parte dei bambini della Scuola dell’Infanzia di Morro d’Alba.
Morro D’Alba - Sabato 14 Maggio
Ore 21,30 – Auditorium Santa Teleucania
CONCERTO PER IL “MAGGIO”
con i THE CATFISHERS (Broken Chains)
Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti.
Morro D’Alba – Domenica 15 Maggio
Centro Storico, ore 8,00-20,00
Trentaduesima Festa del
“ C A N T A M A G G I O ”
(canto rituale di questua)
Ore 17,00 CORTEO DELL’ALBERO DEL “MAGGIO”.
Ore 17,30, L’ALBERO DEL “MAGGIO” (simbolo di fecondità e di benessere) viene “PIANTATO” in Piazza Farsetti, A seguire, intorno all’Albero del “Maggio” esibizione straordinaria di balli tradizionali a cura di DANZINTONDO.
Ore 19,00, CONCERTO-CHIUSURA DEL CANTAMAGGIO con, MARINO CAROTTI
presentato e affiancato da Gastone Pietrucci/La Macina, nell’Auditorium Santa Teleucania.
Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti.
Morro D’Alba – Martedì 31 Maggio
Ore 23,00-24,00-Piazza Tarsetti-Piazza Barcaroli
ROGO IN PIAZZA DELL’ALBERO DEL “MAGGIO”
Rito e festa popolare nell’ultima notte di maggio
Per info: La Macina – Telef. 0731-4263 – lamacina@libero.it / www.macina.net
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A Tuscania prende vita “Lo spirito del luogo”
Musica, teatro, cinema e patrimonio per raccontare l’anima di un museo diffuso
Dal 3 maggio al 4 ottobre 2026 il Museo archeologico nazionale di Tuscania, la Chiesa di San Pietro, la Chiesa di Santa Maria Maggiore e il patrimonio storico-artistico della città diventano il palcoscenico di lo spirito del luogo, il nuovo progetto culturale promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio del Ministero della cultura con la collaborazione del Comune di Tuscania. Un percorso diffuso tra spettacolo dal vivo, concerti, teatro, visite guidate e conversazioni d’arte che trasforma Tuscania in un grande racconto condiviso tra patrimonio materiale e memoria immateriale, valorizzando il legame profondo tra i luoghi, la loro storia e le comunità che li abitano. Il progetto è finanziato dalla Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura nell’ambito del bando dedicato alla valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo negli istituti e luoghi della cultura ed è realizzato dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio, spettacoli a cura di Associazione Ikona, con la direzione artistica del Maestro Stefano Saletti e Orchestra da Camera Fiorentina, con la direzione artistica del Maestro Giuseppe Lanzetta. Tuscania rappresenta un caso esemplare nel panorama culturale del Lazio: un vero e proprio museo diffuso dove oltre tremila anni di storia convivono tra necropoli etrusche, mura medievali, architetture religiose straordinarie e uno dei più importanti musei archeologici della Tuscia. A questo si aggiunge il suo rapporto privilegiato con il cinema: registi come Monicelli, Pasolini, Cavani e Tarkovskij hanno scelto questi luoghi come scenografie di alcune delle loro opere più celebri. Lo spirito del luogo nasce proprio da questa identità stratificata: non una semplice rassegna di eventi, ma un progetto site-specific costruito per dialogare con il contesto e renderlo protagonista. Dalla musica medievale ai canti provenzali, dalle rotte sonore del Mediterraneo alla poesia mistica di Rumi e di San Francesco, fino a Virgilio e a Pier Paolo Pasolini: ogni appuntamento evoca lo spirito dei luoghi e offre una fruizione più viva e consapevole del patrimonio culturale. Ad aprire il programma, il 3 maggio nella Chiesa di San Pietro, sarà l’ensemble Micrologus con Venite a laudare. Laudi francescane del XIII-XV secolo. Tra i gruppi italiani più longevi e autorevoli nella riproposizione della musica medievale, Micrologus presenta un progetto dedicato a uno dei momenti più significativi del rinnovamento spirituale e comunitario del Medioevo: la lauda. Canti semplici, monodici, nati nei dialetti volgari e pensati per essere condivisi, in cui la coralità diventa espressione di preghiera, coesione e profonda partecipazione emotiva. Seguiranno altri nove appuntamenti con artisti e interpreti di grande rilievo come Massimo Popolizio, Pejman Tadayon, l’Orchestra da Camera Fiorentina diretta da Giuseppe Lanzetta, Stefano Saletti e Raffaella Misiti, fino agli incontri dedicati a Pasolini e all’ottavo centenario francescano del 2026. Accanto agli spettacoli, che si terranno all’interno e all’esterno della chiesa di San Pietro, il progetto prevede aperture straordinarie, visite guidate, conversazioni d’arte e attività speciali in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, creando un itinerario culturale capace di intrecciare esperienza artistica, scoperta del territorio e valorizzazione del patrimonio locale. «Con lo spirito del luogo – dichiara la Direttrice della Direzione regionale Musei nazionali Lazio, Elisabetta Scungio – intendiamo rafforzare una visione della valorizzazione culturale che mette i luoghi al centro e li restituisce alla comunità come spazi vivi, attraversabili e contemporanei. Tuscania è un patrimonio stratificato di straordinaria forza evocativa: archeologia, paesaggio, architettura, memoria cinematografica e spiritualità dialogano in modo naturale. Questo progetto costruisce una relazione più profonda tra pubblico e patrimonio, trasformando la visita in un’esperienza culturale completa e partecipata». Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di promozione del patrimonio culturale fondata su esperienze autenticamente legate ai territori, capaci di generare valore culturale, attrattività turistica e sviluppo locale, superando la logica dell’intrattenimento isolato per costruire percorsi di identità e appartenenza. Lo spirito del luogo è, in questo senso, un invito ad abitare i luoghi della cultura non come semplici visitatori, ma come parte di una storia che continua a essere scritta.
PROGRAMMA
Sabato 30 maggio - ore 17:00
Massimo Popolizio con Barbara Eramo, Stefano Saletti, Pejman Tadayon
La caduta di Troia
Domenica 7 giugno - ore 17:00
Pejman Tadayon Ensemble
Rumi incontra San Francesco
Mercoledì 8 luglio - ore 19:30
Orchestra da Camera Fiorentina
Musica dal grande schermo.
Sabato 20 settembre - ore 17:00
L’utopia nascosta di Francesco
Regista Attore Francesco Grossi, Drammaturga regista Patrizia Pasqui, Attore Filippo Lai e Musicisti dell'Orchestra del Centro di produzione Musicale della Toscana:
Domenica 27 settembre - ore 17:00
Raffaella Misiti e Stefano Scatozza con Arianna Gaudio e Stefano Saletti
Pasolini/la parola, la musica, il cinema
Domenica 4 ottobre – ore 17:00
Franciscu "quando i cieli Parlano"
pianoforte Francesco Nicolosi lettore Arnaldo Colasanti lettrice Silvia Siravo, I solisti dell’Orchestra da Camera Fiorentina.
La partecipazione agli eventi è gratuita; è consigliata la prenotazione via mail scrivendo all’indirizzo drm-laz.mutuscania@cultura.gov.it.
CONTATTI
Direzione regionale Musei nazionali Lazio
e-mail drm-laz.comunicazione@cultura.gov.it
Museo archeologico nazionale di Tuscania
e-mail drm-laz.mutuscania@cultura.gov.it
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Festival Sete Sóis Sete Luas
Il Festival Sete Sóis Sete Luas presenta la stagione inverno–primavera 2025/2026, pronta a illuminare nuovamente il Centrum di Pontedera con un programma ricco di incontri, esposizioni e concerti dedicati alla cultura e alla musica del Mediterraneo. La stagione si inaugura venerdì 12 dicembre con la mostra dedicata ai 250 anni del Trattato di Pace Luso-Marocchino, accompagnata dall’apericena curata dalla chef Maria Menegato, che proporrà assaggi ispirati ai sapori mediterranei. In questa occasione, il pittore portoghese Gonçalo Condeixa realizzerà laboratori d’arte aperti al pubblico, offrendo a grandi e piccoli l’opportunità di creare insieme a un artista internazionale. A seguire, il concerto 100 Paredes rende omaggio al grande maestro portoghese Carlos Paredes, icona della chitarra portoghese e della musica d’autore. A febbraio, il pubblico potrà ammirare le opere della romena Cristina Savin, accompagnate dalle sonorità mediterranee del gruppo Quartetto Areasud. A marzo, il Centrum propone una serata tutta al femminile, dedicata a artiste, chef e musiciste: saranno protagoniste le opere di Chantal & Séverine, artiste europee che uniscono colori e sensibilità contemporanee, e la voce intensa della siciliana Luisa Briguglio, per un evento all’insegna della creatività e della partecipazione femminile. In aprile, l’apericena anticiperà l’energia travolgente de La Banda del Sud, formazione musicale pronta a far ballare il pubblico con i ritmi e gli strumenti della tradizione del Meridione. La stagione si concluderà sabato 16 maggio con l’arte vivace e ironica della croata Ana Kolega, accompagnata dalla musica del duo Sansano–Decarolis, che porterà sul palco la vitalità della tradizione musicale campana. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito e si svolgeranno al Centrum Sete Sóis Sete Luas, in Viale Rinaldo Piaggio 82, Pontedera.
Prenotazione obbligatoria per le degustazioni al 3887583081 (Tel e whatsapp).
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Goran Bregović & Wedding and Funeral Band incontrano l’Orchestra Popolare del Saltarello
XVI edizione del Festival del Saltarello
9 luglio 2026 | Porto di Giulianova
Il Festival del Saltarello torna con la sua sedicesima edizione e si prepara a vivere uno dei momenti più alti della sua storia: il 9 luglio 2026, nella suggestiva cornice del porto di Giulianova, il celebre Goran Bregović con la sua Wedding and Funeral Band incontrerà il cuore pulsante del festival, l’Orchestra Popolare del Saltarello. Un dialogo artistico potente e coinvolgente, in cui la grande tradizione balcanica si fonderà con l’energia e l’identità della musica popolare abruzzese, rappresentata da un’orchestra che da anni è simbolo di ricerca, innovazione e valorizzazione delle radici. Sarà una vera e propria giornata internazionale del folklore, dove i linguaggi musicali si intrecciano e le culture si incontrano, dando vita a uno spettacolo unico e irripetibile, capace di parlare a pubblici diversi e di creare un ponte tra territori, storie e sonorità. L’Orchestra Popolare del Saltarello, protagonista e anima del Festival, rappresenta oggi una delle realtà più dinamiche nel panorama della musica tradizionale italiana, capace di rinnovare il repertorio mantenendone viva l’autenticità e di dialogare con linguaggi musicali diversi, affiancando e accompagnando artisti di ogni genere con grande versatilità e qualità artistica. Il Festival del Saltarello, organizzato dall’Associazione Interamnia World Music con la preziosa collaborazione di Claudio Ucci, importante figura per il festival e per l’Orchestra Popolare del Saltarello, è guidato dalla direzione artistica di Danilo Di Paolonicola, ideatore del festival, che negli anni lo ha trasformato in un progetto culturale solido e riconoscibile, in continua crescita e aperto a collaborazioni internazionali, valorizzando la tradizione con nuove visioni artistiche e creando occasioni uniche di incontro tra culture, linguaggi e generazioni. L’edizione 2026 si inserisce nel programma del Festival delle Abbazie ed è realizzata in collaborazione con il Comune di Giulianova, con il patrocinio della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, del GAL Terreverdi Teramane e del Conservatorio di Musica G. Braga di Teramo. Un appuntamento imperdibile, dove la grande musica internazionale incontra il cuore autentico della tradizione abruzzese. Il 9 luglio a Giulianova una grande festa in cui l’Abruzzo incontra i Balkani, dando vita a un incontro internazionale di musica popolare.
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MONTELAGO CELTIC FESTIVAL
Taverne di Serravalle di Chienti (MC)
XXIII edizione - dal 5 all’ 8 AGOSTO 2026
MCF 2026: Early Bird già esauriti, ora la line-up della XXIII edizione
Si apre ufficialmente la strada verso Montelago Celtic Festival, in programma dal 5 all’8 agosto 2026 a Taverne di Serravalle di Chienti (MC). A inaugurare il conto alla rovescia è stata l’Early Bird, prima tranche di prevendita dei biglietti, andata sold out in appena due ore. Il 6 aprile sarà la volta della Spring Offer, con altri 4.000 ingressi pronti sia per chi torna, sia per chi partecipa per la prima volta a uno dei pochi festival italiani in stile anglosassone: campeggio libero, musica senza sosta e un’atmosfera unica immersa tra i Monti Sibillini. Capace di attraversare mondi sonori diversi restando saldamente ancorata allo spirito folk, la XXIII edizione si presenta con una line-up di respiro internazionale. A partire dagli Eluveitie, autentico punto di riferimento del folk metal europeo: la band svizzera fonde strumenti tradizionali celtici, chitarre, melodie ancestrali e una potenza che ha conquistato i grandi palchi internazionali. A Montelago presentano l’ultimo album Ànv, compendio di oltre 20 anni di intenso coinvolgimento nel mondo celtico-pagano, sapientemente raccontato alle generazioni moderne. Accanto a loro l’energia visionaria dei Rhapsody of Fire, che, con 14 album in studio, sono i pionieri del symphonic power metal italiano, l’incrocio perfetto fra riff e hook metal grintosi e ossessivi ed elementi sinfonico-orchestrali. Da Berlino invece arrivano gli In Extremo, veri e propri maestri nel mescolare rock duro, strumenti medievali e lingue antiche, il loro Middle Age Metal, completo di inni da cantare in coro, ha fatto guadagnare alla band le prime posizioni nelle classifiche nazionali, trasformando le centinaia di performance nei festival più noti, compresi quelli leggendari come il Wacken Open Air, in eventi di culto. Dall’Irlanda si affaccia, poi, il fenomeno The Scratch, quartetto che ha inventato un genere con influenze metal, prog, folk perfino psychobilly, ma sfugge a qualsiasi etichetta, unendo tradizione e underground. Il loro Mind Yourself è stato nominato per il Choice Music Prize, la band è stata recentemente inserita da The Independent tra le Top 10 Bands to Watch in 2026, prima di Montelago saranno headliner negli USA, Regno Unito e Australia. Tornano i Folkstone, alfieri del folk metal tricolore che accostano strumenti antichi quali cornamuse, arpa, flauti, bouzouki e ghironda con una granitica base rock metal e testi in italiano; e poi il trio francese dei Ciac Boum, band di riferimento del balfolk europeo, capaci di trasformare ogni concerto in una festa collettiva fatta di divertimento, danza e tradizione reinventata. Il cuore più profondo della musica tradizionale pulsa invece grazie a formazioni leggendarie come le finlandesi Värttinä fondata dalle sorelle Sari e Mari Kaasinen, custodi di una tradizione vocale antichissima, autentica e ipnotica. E poi gli anglo-irlandesi Lúnasa, tra le band più influenti e raffinate della scena folk mondiale, si sono esibiti alla Carnegie Hall di New York, al Glastonbury Festival e alla Bercy Arena di Parigi: la rivista MOJO li ha nominati “i nuovi dei della musica irlandese”, mentre Billboard ha scritto che “chiunque li ascolti non può fare a meno di trovarli contagiosi”. Fedeli allo spirito montelaghista, arrivano gli inimitabili Steve ’n’ Seagulls, pronti a stupire e far sorridere con le loro travolgenti versioni bluegrass e folk dei capolavori rock e metal.
Il direttore artistico Michele Serafini: “Montelago, alla sua ventitreesima edizione, è ormai una strana bestia nel panorama italiano dei festival: poco tradizionale dal punto di vista dei festival folk, molto radicato e poco convenzionale dal punto di vista dei festival mainstream. Lavoriamo con le più grandi agenzie di booking europee per portare nell'Appennino gruppi che, se toccano l’Italia, raramente lo fanno fuori dai grandi centri urbani del Nord. Ma al contempo si fa scouting continuo tra le strade e i pub per portare il meglio delle nuove proposte ancora non intaccate dallo show business. Ecco allora che accanto a nomi storici della tradizione come Lúnasa e Värttinä, abbiamo voluto band come Mec Lir, Talisk e The Scratch che rappresentano il new trad più estremo di Irlanda e Scozia. E ancora, senza headliner e nello stesso bill, ci piace mettere a braccetto le nuove note del californiano Elias Alexander con lo storico folk metal degli Eluveitie, le gighe dei Gadan e l’esperienza ultradecennale degli In Extremo, dei Folkstone, degli Steve ‘n’ Seagulls e dei Rhapsody of Fire.” E ancora: Trinaluna, Dj Gandalf, Elias Alexander, Lou Tapage, Gadan, Tralala Lovers, Mortimer Mc Grave, Half Man Half Not, Mec Lir, Folkamiseria, Malembà, Resonance, TRAM, Tersycore, Talisk, City of Rome Pipe Band, The Cloverhearts, Uncle Bard & the Dirty Bastards, una costellazione variegata di artisti per un totale di 36 concerti distribuiti in 5 palchi. Come sempre la musica è solo una parte dell’esperienza nei 54 ettari di Montelago: area camping e villaggio resort, workshop e attività outdoor, danze, giochi, cammini, accampamenti storici, cerimonie celtiche, spazi culturali, conferenze, cinema, mercato artigianale, area gastronomia e una costante attenzione alla sostenibilità ambientale rendono Montelago un evento unico nel suo genere, riconosciuto e amato da una comunità che ogni anno si rinnova. Montelago Celtic Festival è un evento firmato La Catasta e organizzato in collaborazione con Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Serravalle di Chienti (MC), Cosmari, Contram, Università di Camerino, Università di Macerata, Protezione Civile e Croce Rossa.
Info e prevendita: www.montelagocelticfestival.it
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Folkest 2026: torna il Festival curioso del mondo nato fra le macerie dell’Orcolat
Fra gli ospiti: Lou Dalfin, Scarlet Rivera, New Trolls, Peppe Voltarelli, Omar Pedrini, Perturbazione, Nomadi, Vincenzo Zitello, Angelo Branduardi, Gianluca Gotto.
Le esplorazioni culturali dal dopo terremoto a oggi
11 giugno - 21 luglio: queste le date di Folkest 2026, l’International folk music festival nato come risposta all’Orcolat (terremoto) del 1976 che compie 48 anni e che quest’anno ha scelto di ricordare quella data spartiacque per il Friuli che ha segnato anche un importante momento di rinascita culturale in cui la musica e la parola in musica hanno permesso una riscoperta delle proprie radici anche nell’incontro con quelle altrui. Questa l’anima di Folkest che nasce proprio allora come risposta di riscoperta delle proprie origini e di apertura ai mille stimoli dal mondo e che, non a caso, porta da tempo come claim quello di Festival curioso del mondo. Fra gli ospiti nazionali e internazionali di questa edizione: Scarlet Rivera, New Trolls, Peppe Voltarelli, Omar Pedrini, Perturbazione, Nomadi, Vincenzo Zitello, Angelo Branduardi, Gianluca Gotto, Lou Dalfin. Un grande appuntamento con la musica e con la cultura che è reso possibile dai numerosi partner che fanno crescere il Festival ogni anno, partner affidabili come il Ministero della Cultura, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Friuli, il Comune di Udine e in primis il Comune di San Daniele del Friuli, gli oltre venticinque fra comuni e le pro loco del Friuli Venezia Giulia, l’Unione Europea attraverso la piattaforma Upbeat, il Nuovo Imaie, la Banca 360, la Cantina Tavagnacco.
Folkest sul territorio
Folkest, come tradizione, prende l’avvio animando il territorio di tutta la regione di musica, fra grandi nomi e artisti da tutto il mondo. Si parte l’11 giugno da Gemona del Friuli con il ruggente folk-rock degli occitani Lou Dalfin, per poi proseguire a Corno di Rosazzo con Camilla Barbarito il 12 giugno. Il viaggio continua ad Amaro con la mitica Scarlet Rivera, già ospite in passato a Folkest, nonché ben nota violinista di Bob Dylan, che torna con i Borderlobo il 13 giugno. Successivamente, il festival farà tappa il 18 giugno a Gorizia con i Tupa Ruja, a Palmanova con i Magazin du cafè il 19 giugno e a Collalto di Susegana nel vicino Veneto con il Fabrizio De André Ensemble. Si prosegue a San Rocco di Forgaria nel Friuli con il gruppo Pasticcio Meticcio il 20 giugno e il giorno successivo a Vito d’Asio con le Urtie.
Il tour toccherà inoltre la città di Ronchi dei Legionari il 23 giugno con un altro grande nome della canzone etno folk, Peppe Voltarelli, per poi approdare a Basaldella di Vivaro con The Strawboys il 25 giugno e San Giovanni d’Antro (Pulfero) con Angelo Baselli e Gianluca Casadei il 26 giugno. Nella stessa data, il festival sarà anche a Romans d’Isonzo con Gianni Belleno e Nico Di Palo Of New Trolls.
Grandissima attesa per la prima volta dei Nomadi al Castello di Udine il 27 giugno. E, sempre a Udine, appuntamento il 1° luglio con Gianluca Gotto. Tra questi due appuntamenti, il 28 giugno a Tramonti di Sopra ci sarà il Turkuaz Trio.
Folkest sul Territorio proseguirà poi, dopo le tradizionali giornate a San Daniele di inizio luglio, con Vincenzo Zitello e Fulvio Renzi a Clauzetto il 12 luglio; e poi a Stolvizza di Resia con Sonificazione della Via della Musica con Andrea Dalla Costa e Alessandro Montello il 19 luglio. Per terminare con un’altra importantissima data il 21 luglio al Castello di Udine con Angelo Branduardi.
Folkest a San Daniele
Dal 3 al 5 luglio San Daniele del Friuli torna ad animarsi con le attesissime giornate centrali del festival: un’esplosione di musica, cultura e incontri in uno dei borghi più suggestivi del Friuli.
Inaugurazione
La città si apre al festival con il concerto d’inaugurazione alle 18.00 nella chiesa di San Antonio Abate, protagonisti gli abruzzesi ZeroFolk Duo, già vincitori del Premio Cesa 2025. Alle 22.15 e 23.10 la piazza Pellegrino ospiterà due showcase internazionali: Scheppe Siwen dal Lussemburgo e Catteh dalla Romania e Natalia Machin dalle Isole Canarie.
Musica fra la gente
Il primo giorno, come da tradizione, la cittadina friulana sarà interamente attraversata dalla musica: i vicoli, le osterie, i bar e le piazze di San Daniele si trasformeranno in palcoscenici viventi. Nella serata di venerdì 3 luglio, la musica invaderà i locali pubblici del centro storico con artisti che si alterneranno in due turni (19.30–20.30 e 21.00–22.00), portando la loro arte direttamente a contatto con la gente.
UpBeat
Torna la partnership con UpBeat, la piattaforma dell’Unione Europea nata da una rete formata dai quattordici più importanti showcase festival continentali, grazie alla quale le giornate di Folkest a San Daniele si animano di musicisti da tutta Europa, ma anche di operatori del settore, produttori, direttori di altri festival e giornalisti. Quest’anno il programma di UpBeat porta a San Daniele venerdì 3 luglio Scheppe Siwen (Lussemburgo) e Catteh (Romania), mentra domenica 5 luglio sarà la volta di Lennak (Estonia), Junna (Finlandia), Chrust (Polonia), Jarzmo (Polonia), Jorge Garrido (Spagna), e Natalia Machín (Isole Canarie). Gli Speed Meeting con gli operatori del settore si terranno sabato 4 e domenica 5 luglio.
Il Premio Alberto Cesa
Il concorso, intitolato al grande musicista piemontese, giunge alla sua 22esima edizione e ha raccolto oltre 150 candidature da tutta Italia. I cinque artisti selezionati durante le tappe di avvicinamento alle finali si offriranno al pubblico di Folkest in due occasioni: ciascuno con un proprio intero showcase sabato 4 luglio e con un programma ridotto ai brani in gara in occasione della finalissima del Premio Cesa domenica 5 luglio. I finalisti del Premio sono: la pugliese Natalia Abbascià, gli occitani Lindal, il gruppo multi-etnico Ensemble du Sud, la sarda Elisa Carta e i carnici I Cani Sciolti del Mondo Roverso. Rappresentano tutti sensibilità, provenienze e linguaggi differenti, accomunati però da una forte identità musicale e da una ricerca attenta alle radici territoriali e ai suoni delle lingue. Ciascuno di loro si è distinto per originalità, coerenza artistica e capacità di rinnovare il patrimonio della musica popolare attraverso arrangiamenti contemporanei e contaminazioni, oltre a una solida presenza scenica. A condurre la serata finale del Premio saranno Martina Vocci di Tv Koper/Capodistria e Duccio Pasqua di Rai Stereonotte. La selezione è avvenuta attraverso cinque tappe distribuite lungo lo Stivale (Arezzo, Cervasca, Roma, Arbizzano Santa Maria e Codroipo, in un percorso che ha coinvolto giurie qualificate, operatori del settore e pubblico, confermando la formula del Premio come uno dei momenti più significativi dedicati alle nuove proposte del folk italiano. Il livello artistico particolarmente alto ha reso il lavoro di valutazione complesso e stimolante, a testimonianza della vitalità della scena attuale. I finalisti saranno ora chiamati a confrontarsi con una prova identitaria che da alcune edizioni caratterizza il Premio: musicare, arrangiare e cantare un testo in lingua friulana del poeta Federico Tavan, figura centrale della letteratura friulana contemporanea. Un momento creativo che rappresenta non solo una sfida artistica, ma anche un’occasione di dialogo tra tradizione letteraria e musica popolare, in stretta collaborazione con Morganti Editori, curatrice dei diritti delle opere del poeta. I primi tre classificati alla serata finale a San Daniele del Friuli parteciperanno di diritto a Folkest 2027. Il primo classificato inoltre riceverà un premio da parte del Nuovo Imaie, e parteciperà al Festival Ethnos di Torre del Greco. La Giuria assegnerà inoltre un Premio Speciale per la miglior interpretazione di un testo di Federico Tavan. Ospite della serata del Premio Cesa, per chiudere in bellezza le giornate di San Daniele sarà un grande nome della Canzone d’autore italiana, musicista e poeta dalle mille sfaccettature: Omar Pedrini.
Di tutto un po’ a Folkest
La sezione di approfondimento culturale e formazione professionale di Folkest propone anche quest’anno un ricco programma di seminari, conferenze e incontri realizzato in collaborazione con l’Associazione Elenaleddavox di Cagliari, l’Associazione Musicale Gottardo Tomat di Spilimbergo (PN), l’Associazione Furclap di Udine e il Laboratorio musicale da Glauco di San Daniele del Friuli.
La parte online, attiva dal mese di giugno e riservata agli artisti selezionati nel progetto Upbeat, sarà coordinata da Valentina Zanelli, Music Manager Strategist, affiancata dal promoter spagnolo David Sierra, che proporrà temi di grande interesse, soprattutto per i giovani artisti che si avvicinano alla professione e vogliono fare un salto qualitativo, dall’approccio al mercato musicale a come presentarsi agli showcase festival, al diritto d’autore, i diritti connessi, le problematiche della sicurezza e fiscali.
A grande richiesta, in collaborazione con l’Ascom, torna anche il concorso per la miglior vetrina dedicata alla musica, che lo scorso anno ha riscosso un grande successo.
Rai Radio Techetè alla Guarneriana
In collaborazione con Rai Radio Techetè in programma due appuntamenti alla Biblioteca Guarneriana di San Daniele che verranno registrati e dai quali verranno tratte due trasmissioni radiofoniche a cura di Elisabetta Malantrucco: il primo caso sarà un panel basato su materiali degli Archivi Storici Rai, quest’anno sarà dedicato ai grandi personaggi che hanno incrociato (e ne hanno parlato) il Friuli nei giorni del terremoto. Il secondo sarà riservato all’editoria in lingua friulana, ossia quel vasto vortice d’idee e di nuove realtà editoriali alle quali la temperie culturale del dopo terremoto ha fatto da volano.
La riscoperta del territorio
Domenica 5 luglio, in collaborazione con Promoturismo, il Comune di San Daniele del Friuli e la Pro San Daniele, Folkest torna ad accogliere i viaggiatori del treno storico Trieste–Gemona dedicato a Folkest, con un appuntamento artistico pensato e costruito appositamente per loro. I visitatori saranno inoltre accompagnati in un percorso di visite guidate che toccherà la Biblioteca Guarneriana, il parco del Castello, la chiesa di San Antonio Abate, il Museo del Territorio, le attività dello Scriptorium Forojuliense e l’antico cimitero ebraico.
Spettacoli per grandi e piccini
Il teatro di strada trasforma le piazze, le vie e i parchi in palcoscenici a cielo aperto, dove ogni angolo può diventare parte dello spettacolo. Attori, mimi e giocolieri — gli artisti di strada — intrecciano le loro performance con l’ambiente circostante, sorprendendo il pubblico e coinvolgendolo direttamente nella rappresentazione. In ogni situazione ciò che conta è l’incontro immediato e autentico tra l’artista e chi osserva, rendendo il teatro di strada un’esperienza unica e vivace, aperta a tutti. Grande attenzione ancora alla Catalogna, dove Barcellona rappresenta uno dei nuclei dell’avanguardia europea del settore, in collaborazione con la Fira Mediterrania de Manresa.
Partnership nazionali e regionali
Patrocini: UNESCO, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Nuovo Imaie, Fondazione Friuli, Ente Friuli nel Mondo, Comune di Udine, Comune di San Daniele del Friuli.
Sostegno: MIC-Ministero della Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alle Attività Produttive, Fondazione Friuli, Comunità Collinare del Friuli.
Le amministrazioni comunali nel 2026: Amaro, Corno di Rosazzo, Forgaria nel Friuli, Gemona del Friuli, Palmanova, Pulfero, Ragogna, San Daniele del Friuli, Gorizia, Romans d’Isonzo, Ronchi dei Legionari, Tramonti di Sopra, Udine.
Le Pro Loco o altre Associazioni di: Forgaria nel Friuli, Gemona del Friuli, Pulfero, San Daniele del Friuli, Vito d’Asio, Vivaro.
Partner del festival: Assomusica (Roma), Rete Italiana World (Roma), European Folk Network (Edimburgo), Hangvető (Budapest), Associazione Musicale Gottardo Tomat (Spilimbergo), Associazione Musicale Sergio Gaggia (Cividale), Associazione Culturale Furclap APS (Udine), Associazione Progetto Musica (Udine), Fondazione Luigi Bon ETS (Tavagnacco), Associazione Spilimbergomusica (Spilimbergo), Biblioteca Guarneriana (San Daniele del Friuli), XXI Guitar International (Conegliano), Edit Eventi srl (Spilimbergo), Fondazione Andrea Parodi (Cagliari), Associazione Elenaleddavox Quartucciu (CA), Pro San Daniele.
Un salto nelle origini, l’Orcolat: storia di una rinascita
L’edizione di Folkest 2026, la 48esima, non può che essere imperniata sulla memoria dei terribili terremoti del 1976 che hanno segnato questo territorio e le sue popolazioni in maniera indelebile. Dal grande sconquasso della terra, delle case, delle fabbriche e delle chiese (per dirla come Glesie Furlane e l’arcivescovo di Udine, mons. Battisti), come un sasso gettato in un lago, si generò a sua volta uno rovesciamento delle coscienze che avrebbe portato in breve a una profonda riflessione sul ruolo delle genti friulane e del Friuli stesso, aprendosi all’Europa e a quanto stava giungendo nello scambio con mille e mille volontari, organizzazioni, Enti Pubblici che in quei momenti giunsero in soccorso. Il primo risultato tangibile e commisurabile furono le radio private, che da pochi mesi avevano coraggiosamente iniziato le proprie trasmissioni via etere e che in quel momento si misero a disposizione della gente, facendo da megafono per le varie istanze che via via stavano nascendo e da colonna sonora per le interminabili giornate sotto le tende, nelle baraccopoli o nel forzato esilio lignanese. Una tra le prime fu Radio Rinascita Friuli Centrale (R2FC) che aveva la sede a San Daniele del Friuli: una realtà che si propose da subito anche come centro di aggregazione e produzione culturale, organizzando una serie di significativi concerti (Andrea Centazzo, Pierangelo Bertoli, Lucio Dalla, Prinsi Raimund, Råms, oltre a molte serate dedicate ai gruppi locali, realizzate nella sala del Teatro Ciconi a San Daniele, sopravvissuto al sisma). E fu proprio all’interno di quella radio che nacque il progetto della Fieste di chenti che, mutando il nome in Folkest, sarebbe diventato il più longevo e significativo esempio italiano di festival dedicato alla world music.
Proprio da lì ebbe inizio anche un autentico e forte revival della musica legata alla tradizione orale, a ciò che il popolo friulano aveva tramandato per secoli e che, con il declinare di quella civiltà contadina così ricca di spessore culturale e così cara a Pasolini, rischiava lentamente di scomparire. Furono organizzate varie campagne di ricerche sul campo da parte di alcuni giovani etnomusicologi e musicisti come Placida Staro, Andrea Del Favero, Valter Colle, Giulio Venier, Lino Straulino, Glauco Toniutti, Marisa Scuntaro, Emma Montanari. Il fatto che in buona parte fossero anche musicisti diede vita a un movimento di rinascita e rifondazione della musica tradizionale del Friuli (incluse le altre minoranze, soprattutto quelle slovene e tedesche). Ciò che pervadeva lo spirito di quei giovani ricercatori era un’apertura al mondo mai verificata prima e che sicuramente va ascritta alla loro crescita sociale e culturale nel periodo del terremoto e del dopo-terremoto. Folkest offrì loro palchi per esibirsi e opportunità di confronto con i migliori artisti europei della world music presenti al festival, provenienti in buona parte dalle aree delle minoranze linguistiche nei vari stati: catalani, bretoni, irlandesi, fiaminghi, galiziani che interagivano con le lingue e le culture che nei secoli hanno fatto ricca la nostra terra, dai friulani agli sloveni, dai tedeschi ai veneti, ciascuno con la propria particolare identità.
Ecco che la forza della parola è diventata il fulcro del fare di Folkest, una parola che si fa memoria quando spesso le memorie delle stesse famiglie e delle comunità andavano perdute. E così l’impegno in una narrazione reciproca: agli altri del Friuli Venezia Giulia e al Friuli del Mondo, trasformando questo Festival in un festival di frontiera e lungo le frontiere: intersezione di sentieri, scambio meticcio di narrazioni, un luogo in cui mare e terra si confondono, restituendo talvolta tesori inaspettati, o relitti di immani naufragi. Se il confine divide, studiato a tavolino, imposto dai trattati e suggellato dai sigilli, artificiale e quindi sempre difficile da sopportare, arbitrario e scomposto, la frontiera al contrario scompagina le carte, ibrida gli accenti, altera le grammatiche. La terra con le sue diversità offre profumi e stimoli: la pietra, il legno, il clima non conoscono limitazioni imposte dalle diplomazie internazionali, così come i profumi delle cucine, il colore dei piatti, la sapienza del fare tramandata di generazione in generazione e che attinge dai pascoli, dai boschi, dagli orti le stesse risorse, al di qua e al di là di un confine imposto dagli uomini. Un successo ottenuto grazie alla qualità elevata degli artisti che sono stati proposti negli anni e che verranno invitati, alla novità costituita dalla presenza di tradizioni musicali inedite, alla collaborazione con altri operatori sociali, culturali del territorio, alle culture e alle lingue locali, nell’ambito di quel grande faro di civiltà che per secoli fu il Patriarcato di Aquileia.
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ACOUSTIC GUITAR VILLAGE
L’Acoustic Guitar Village a Cremona Musica 2026 presenta il programma delle masterclass di liuteria, il concorso per emergenti "New Sounds of Acoustic Music", "Cremona Acoustic Blues Meeting" e tanti altri eventi sempre in aggiornamento!
Dal 2 al 4 ottobre 2026, l’Acoustic Guitar Village torna all’interno di Cremona Musica con un programma di formazione sulla liuteria dedicato a liutai, costruttori professionisti e amatoriali e appassionati in genere. La masterclass di quest'anno, seguendo molte richieste pervenute, sarà particolarmente incentrata sulla riparazione e restauro di chitarre acustiche e altri strumenti a plettro e pizzico. Docenti saranno i Maestri Liutai DOUG & SHARON PROPER (Usa), proprietari e gestori di The Guitar Specialist, Inc., un rinomato laboratorio di riparazione e restauro nella contea di Westchester, New York, e IAN DAVLIN (Usa), fondatore di The Looth Group, una community online e piattaforma educativa per liutai, riparatori professionisti e costruttori di utensili. Tre giorni di formazione intensiva per due percorsi: ritastatura professionale, dalla preparazione della tastiera alla ricoronatura finale, e stampa 3D applicata alla liuteria, dalla modellazione alla stampa dei prototipi. Entrambi combinano teoria, dimostrazioni pratiche e momenti di confronto diretto, per strumenti concreti da usare subito nel lavoro quotidiano. Per maggiori informazioni, i programmi dettagliati e i moduli di iscrizione consultate il nostro sito web: https://acousticguitarvillage.net/cremona-2026/corsi-di-formazione-workshops-masterclasses-2026/
iscrizioni: info@armadilloclub.org
MASTERCLASS DI PERFEZIONAMENTO PER MANDOLINO
Domenica 4 ottobre all'AGV masterclass didattica di perfezionamento per mandolino tenuta dal Maestro Carlo Aonzo!
Per maggiori informazioni e programma consultate il nostro sito web: https://acousticguitarvillage.net/cremona-2026/corsi-di-formazione-workshops-masterclasses-2026/
Per iscrizioni scrivere a giulia.alliri@gmail.com
info@accademiamandolino.com
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LO SPIRITO DEL PIANETA 2026
Un inno alla positività e al “noi”
Dal 18 giugno al 4 luglio 2026, torna a Casirate d’Adda (BG), presso il Gerundium, il festival internazionale dei popoli indigeni e delle tradizioni del mondo Lo Spirito del Pianeta. Ingresso libero.
Promosso da Ivano Carcano e Simayiai Maasailady, il festival rilancia un messaggio attuale: cambiare prospettiva e riscoprire il valore della comunità. “Non tanti io, ma un grande noi” è il filo conduttore di un evento che da oltre venticinque anni favorisce l’incontro tra culture. Il programma propone oltre 400 eventi gratuiti tra concerti, danze tradizionali, riti ancestrali, conferenze e laboratori. Protagonisti saranno gruppi e comunità da tutto il mondo: dagli Indios dell’Amazzonia con cerimonie di purificazione, ai Masai con le danze della savana, fino ai Maori che guideranno il pubblico nella potente esperienza collettiva della Haka. Presenti anche gruppi Maya e Aztechi, Indiani d’America, artisti dal Congo e monaci tibetani impegnati nella creazione del Mandala. Grande spazio all’area olistica ampliata, con pratiche di meditazione, trattamenti energetici, incontri spirituali e percorsi di riequilibrio corpo-mente. Uno spazio pensato per chi desidera rallentare, ritrovare sé stesso e riconnettersi con la propria dimensione interiore.
Completano l’esperienza il mercato artigianale internazionale, i laboratori interattivi e le attività dedicate alle famiglie. Lo Spirito del Pianeta 2026 si conferma così come un grande evento di incontro, capace di unire culture, spiritualità e partecipazione in un’unica esperienza condivisa.
INGRESSO LIBERO
Per informazioni: www.lospiritodelpianeta.it
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DAL 24 AGOSTO AL 3 OTTOBRE LA 31ESIMA EDIZIONE DE
I SUONI DELLE DOLOMITI
il festival di musica in quota
con la direzione artistica di Mario Brunello
L’unico storico festival sulle Dolomiti Patrimonio mondiale dell’umanità (UNESCO)
che porta gli artisti internazionali e il loro pubblico tra le vette, i prati e i rifugi alpini promuovendo consapevolezza ambientale, sostenibilità e inclusione
1 mese di eventi tra le meraviglie delle Dolomiti trentine
18 concerti con artisti di fama internazionale
17 location suggestive in alta quota
4 eventi accessibili a persone con disabilità
1 esperienza unica dove il silenzio diventa ascolto, il cammino condivisione
Tra gli ospiti I Violoncellisti della Scala, Coro SOSAT, Ilya Gringolts, Belles of the Rockies, Quinn Christopherson Trio, Gilles Apap, Baba Yaga, Ilumina Ensemble, Jakub Józef Orliński, Il Pomo d’Oro, MediBa 4tet, Lucienne Renaudin Vary, Félicien Brut, Voces8 Scholars Ensemble, Danilo Rea, Enzo Pietropaoli, Fabrizio Sferra, Alash Ensemble, Anna Castiglia, Alexander Huber, Chiara Schmidt, Giuseppe Cederna, Ensemble Cortlys, Daniele Silvestri
Appuntamenti imperdibili come il Trekking dei Suoni, l’Alba delle Dolomiti
e Musica Verticale (novità 2026)
Tutti i luoghi sono raggiungibili a piedi con percorsi di varia intensità
con attenzione ad ACCESSIBILITÀ e INCLUSIONE
I concerti sono gratuiti
“Le Dolomiti.
Sono pietre o sono nuvole? Sono vere oppure è un sogno?”
Dino Buzzati
Dal 24 agosto al 3 ottobre torna I SUONI DELLE DOLOMITI, il festival che da oltre trent’anni porta la grande musica internazionale tra le vette, i prati e i rifugi alpini del Trentino, con un ricco programma di concerti ed eventi ad alta quota immersi negli scenari spettacolari delle Dolomiti trentine, Patrimonio mondiale UNESCO. Gli eventi in programma non solo offrono un’esperienza unica, in cui la bellezza dei paesaggi si intreccia con le performance di artisti di fama internazionale, ma rappresentano anche un’importante occasione per sensibilizzare il pubblico sulla tutela dell’ambiente, valorizzando le Dolomiti, Patrimonio mondiale UNESCO, e promuovendo un turismo consapevole e sostenibile. Particolare attenzione è rivolta all’accessibilità e all’inclusione, con quattro eventi pensati per garantire la piena partecipazione anche alle persone con disabilità, affinché tutti possano vivere appieno la magia e i valori del festival. Dall’anno scorso il festival fa parte della European Festivals Association e ha implementato un sistema di gestione conforme alla certificazione ISO 20121:2024 per eventi sostenibili. La direzione artistica è di Mario Brunello.
Il festival si aprirà il 24 agosto, alle ore 12.00, in Val Nana presso Malga Tassulla, nelle Dolomiti di Brenta, con “Archi, Corde, In-canto”, un progetto speciale che vedrà protagonisti I Violoncellisti della Scala insieme al Coro SOSAT, in occasione del centenario di quest’ultimo: un incontro tra tradizione alpina e sonorità contemporanee, impreziosito dagli arrangiamenti di Stefano Nanni.
Il 28 agosto, alle ore 12.00, sull’Altopiano della Paganella, al Rifugio Tosa Pedrotti, sarà protagonista il violinista Ilya Gringolts, artista di fama internazionale apprezzato per il virtuosismo e la profondità interpretativa, il cui repertorio attraversa epoche e stili, dal barocco al contemporaneo, portandolo a collaborare con alcune delle più importanti orchestre del panorama mondiale.
Il 2 settembre, alle ore 6.00, il Sass Pordoi in Val di Fassa ospiterà L’Alba delle Dolomiti, uno degli appuntamenti più suggestivi del festival, con il concerto delle Belles of the Rockies. Il giovane ensemble statunitense, nato nel 2025 all’Università del Colorado e già vincitore di importanti premi nazionali, si distingue per energia, creatività e forte identità artistica, valorizzando anche il ruolo delle donne nella musica per ottoni.
Il 4 settembre, alle ore 12.00, presso Malga Canvere, in Val di Fiemme, il Quinn Christopherson Trio terrà il suo concerto. Originario di Anchorage, in Alaska, il cantautore Quinn Christopherson fin da bambino racconta storie attraverso la poesia e scopre la musica a 20 anni grazie a una chitarra regalatagli dal padre. Cresciuto tra locali e bar, la sua musica affronta temi come identità, crescita e appartenenza, trasformando esperienze personali in narrazioni musicali intense e universali, anche grazie alla solida collaborazione con il polistrumentista Nicholas Carpenter, suo compagno di band.
Dal 7 al 9 settembre, nelle Pale di San Martino, si terrà uno degli appuntamenti più attesi della rassegna: il Trekking dei Suoni, un’esperienza che unisce cammino e musica in alta quota, culminando il 9 settembre alle ore 12.00 in Località Prati Col a San Martino di Castrozza, ai piedi delle Pale di San Martino, con il concerto di Mario Brunello e Gilles Apap, un incontro tra due artisti capaci di intrecciare linguaggi musicali e culture diverse, trasformando la montagna in un vero e proprio teatro del mondo.
Il giorno dopo, il 10 settembre, alle ore 12.00, in Località Tresca, in Val di Fiemme al cospetto del Gruppo del Latemar e del Monte Agnello, relitto geologico del vulcano giurassico di Predazzo, sarà la volta dei Baba Yaga, una delle realtà più originali della scena internazionale, con un sound acustico che fonde melodie balcaniche, klezmer e jazz gitano, tra composizioni originali e improvvisazione.
Il 12 settembre alle ore 12.00, al Piano del Lago Asciutto, situato tra Madonna di Campiglio e Pinzolo nel cuore delle Dolomiti di Brenta, suonerà l’Ilumina Ensemble, collettivo internazionale nato in Brasile che riunisce artisti affermati e giovani talenti spesso provenienti da contesti svantaggiati, le cui performance immersive trasformano il concerto in un’esperienza condivisa, caratterizzata da un forte impegno educativo e sociale.
Il 15 settembre alle ore 12.00, presso Malga Brenta Bassa a Madonna di Campiglio, il controtenore Jakub Józef Orliński, tra le voci più acclamate della scena internazionale, e l’ensemble Il Pomo d’Oro, tra le formazioni di riferimento per il repertorio barocco, presenteranno “Beyond”, un progetto dedicato al Seicento italiano che esplora la musica barocca attraverso opere di Claudio Monteverdi e di compositori meno noti.
Il 17 settembre, alle ore 12.00, ai Laghi di Bombasel in Val di Fiemme, si esibirà il MediBa 4tet, quartetto internazionale nato al Berklee College of Music di Boston e finalista nel 2025 del concorso dedicato a Paolo Manfrini nell’ambito de I Suoni delle Dolomiti, che fonde tradizioni mediterranee e balcaniche con jazz e influenze classiche.
Il 19 settembre, alle ore 12.00, in Località Giasenei a Sagron Mis, saranno protagonisti la trombettista Lucienne Renaudin Vary e il fisarmonicista Félicien Brut, interpreti capaci di unire virtuosismo, passione e libertà espressiva, attraversando generi e tradizioni. Questo concerto è pensato per essere fruito anche da persone con disabilità motoria e uditiva.
Il 20 settembre alle ore 12.00, a Pradalago (Fratta del Bagnol) a Madonna di Campiglio, il Voces8 Scholars Ensemble presenterà “All Seems Beautiful”, accompagnando il pubblico in un raffinato viaggio corale che spazia dalla polifonia rinascimentale alla musica contemporanea, grazie a otto giovani voci selezionate tra i migliori talenti internazionali e formate all’interno del prestigioso progetto educativo e artistico VOCES8, punto di riferimento mondiale nel panorama della musica corale.
Il giorno successivo, il 21 settembre, alle ore 12.00, presso Villa Welsperg all’imbocco della Val Canali, con le Pale di San Martino come sfondo, il trio Doctor 3 – con Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra – presenterà “Lontano Lontano”, un progetto speciale dedicato alla musica e alla poesia di Luigi Tenco, tra improvvisazione jazz e rilettura della canzone d’autore. Questo concerto è pensato per essere fruito anche da persone con disabilità motoria e uditiva.
Il 26 settembre, alle ore 12.00, nella Località Tresca, in Val di Fiemme, al cospetto del Gruppo del Latemar e del Monte Agnello, relitto geologico del vulcano giurassico di Predazzo, sarà protagonista l’Alash Ensemble, gruppo noto per il canto difonico tuvano (xöömei), antica tecnica vocale che permette di produrre più suoni simultaneamente, in un incontro tra tradizione ancestrale e influenze contemporanee.
Il giorno dopo, il 27 settembre, alle ore 12.00, al Passo delle Selle in Val di Fassa, si esibirà la cantautrice Anna Castiglia, tra le voci emergenti più interessanti del panorama italiano recente, capace di coniugare intensità emotiva e ricerca artistica.
Dal 29 settembre all’1 ottobre, in Val di Fassa, si terrà l’evento Musica verticale, novità dell’edizione 2026 che mette in dialogo due mondi apparentemente lontani: musica e arrampicata. Il 29 settembre alle 20.45, al Teatro Navalge di Moena, si esibiranno Alexander Huber, alpinista di fama mondiale noto per le grandi scalate in tutto il mondo e pianista di talento; Chiara Schmidt, pianista e musicologa con una solida esperienza nell’arrampicata in alta quota; Giuseppe Cederna, attore e scrittore italiano; e l’Ensemble Cortlys, gruppo di musicisti e cameristi attivi in tutta Europa, appassionati di montagna. Insieme guideranno il pubblico in un racconto che intreccia arte e alpinismo.
L’1 ottobre, alle ore 14.00, in Località Gardeccia, nel Catinaccio, il progetto si sposta all’aperto. Chiara Schmidt, Giuseppe Cederna e l’Ensemble Cortlys si esibiranno davanti al pubblico portando la musica e la parola in montagna, dove l’incontro tra arte e arrampicata trova la sua piena espressione.
A chiudere il festival, il 3 ottobre alle ore 12.00 a Pian de Jiadoes, in Val di Fassa, sarà Daniele Silvestri, uno dei cantautori più originali della scena italiana, capace di unire ironia, impegno sociale e profondità musicale. Con un programma che attraversa generi e tradizioni, I Suoni delle Dolomiti 2026 si conferma un appuntamento unico nel panorama culturale europeo, capace di trasformare la fruizione musicale in un’esperienza autentica, immersa nella natura e aperta all’incontro tra artisti e pubblico. Tutti i luoghi sono raggiungibili a piedi con percorsi di varia intensità e tutti i concerti sono gratuiti ad eccezione del Trekking dei Suoni.
I Suoni delle Dolomiti è l’unico storico festival sulle Dolomiti Patrimonio mondiale dell’umanità (UNESCO), che coinvolge attivamente gli spettatori nelle attività culturali, sociali e turistiche, stimolando una riflessione sul rispetto per l’ambiente e sull’importanza di un futuro sostenibile e accessibile favorendo un turismo consapevole. Un’esperienza immersiva dove il silenzio diventa ascolto, la fatica del cammino si trasforma in condivisione e l’armonia con la natura si unisce al rispetto per l’ambiente e alla sostenibilità. Un festival unico nel panorama internazionale, nato nel 1995 da un’idea visionaria di Paolo Manfrini — giornalista, dirigente culturale — che ha saputo intrecciare arte, ambiente e cammino. Fin dalla sua prima edizione, la rassegna ha scelto di rinunciare a palchi, amplificazioni e grandi platee: i concerti si svolgono in quota, raggiungibili solo a piedi, trasformando ogni appuntamento in un’esperienza immersiva e collettiva, dove la musica si fonde con il paesaggio e il silenzio diventa uno spazio di ascolto, la fatica del cammino si trasforma in condivisione e l’armonia con la natura si unisce al rispetto per l’ambiente e alla sostenibilità.
Tutte le informazioni sul sito www.isuonidelledolomiti.it/
I Suoni delle Dolomiti è un progetto di comunicazione e di turismo culturale e ambientale ideato e curato da Trentino Marketing insieme con le Aziende per il Turismo della Val di Fassa, della Val di Fiemme, di San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, della Val di Non, di Madonna di Campiglio e di Dolomiti-Paganella e con la collaborazione di SAT, Associazione Rifugi, MUSE, Guide Alpine del Trentino, Soccorso Alpino del Trentino, Croce Rossa del Trentino.
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