I comunicati stampa relativi ai principali festival folk, world e trad
FESTIVAL AU DÉSERT FIRENZE
VEN 3, MER 8 e GIO 9 LUGLIO 2026
Parco delle Cascine, Firenze
Il Festival au Désert di Firenze nasce nel 2010 dal gemellaggio con il celebre Festival au Désert di Timbuktu. Originariamente ideato alle porte del Sahara, il festival si è affermato come luogo simbolico di incontro tra culture, artisti e tradizioni diverse, promuovendo il dialogo attraverso la musica. Nel corso degli anni ha riunito musicisti africani e internazionali, diventando un punto di riferimento per la scena musicale globale. A seguito della crisi politico-militare che ha colpito il Mali nel 2012, il festival ha interrotto la sua programmazione originaria, dando vita al progetto internazionale “Festival in Exile”.
In questo contesto, Firenze - grazie al lavoro della Fondazione Fabbrica Europa - si è affermata come uno dei principali luoghi di accoglienza del festival in Europa.
Il Festival au Désert di Firenze rappresenta oggi un ponte culturale tra Africa ed Europa: uno spazio di scambio e confronto in cui la musica diventa un linguaggio evocativo e profondo, capace di raccontare tematiche sociali, culturali e politiche di grande rilevanza. Attraverso concerti, incontri e proiezioni, il festival promuove la diversità culturale, il dialogo interculturale e la conoscenza delle tradizioni del Mali e del mondo tuareg. Un programma multidisciplinare arricchisce l’esperienza del pubblico, offrendo momenti di approfondimento e partecipazione attiva.
L’edizione 2026 si svolge nel cuore del Parco delle Cascine, tra gli spazi di PARC Performing Arts Research Centre e Ultravox Firenze, nel suggestivo contesto del Prato della Tinaia.
Tra i protagonisti di questa nuova edizione si distinguono artisti capaci di rappresentare la ricchezza e la varietà dei linguaggi musicali contemporanei. Il gruppo guidato da KADER TARHANINE porta sul palco sonorità del deserto e tradizioni tuareg reinterpretate in chiave moderna. I SAVĀNA FUNK propongono un’energia travolgente che fonde funk, rock e influenze afro, mentre ALESSIO BONDÌ arricchisce il programma con una ricerca musicale intima e profondamente radicata nella tradizione mediterranea. La presenza di MAMAH DIABATÉ richiama la grande tradizione musicale dell’Africa occidentale, tra ritmi ancestrali e narrazione orale.
Il Festival au Désert di Firenze si configura così non solo come un evento musicale, ma come un progetto culturale di ampio respiro, capace di unire comunità diverse e di mantenere viva, anche lontano dal deserto, un’esperienza unica di condivisione e resistenza culturale.
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SUONI MOBILI
i concerti della settimana dal 29 giugno al 5 luglio
con la magia del Brasile, l’esplosivo reggae africano di Mariaa Siga, il Tango Sacro, la fanfara techno della Bandakadabra e molti altri nella Brianza monzese e lecchese, a Milano e Lugano
Ogni giorno un concerto, ogni concerto un luogo da scoprire: è in arrivo una settimana fitta di appuntamenti per il festival itinerante organizzato dall’associazione culturale Musicamorfosi
Entra nella terza settimana di programmazione la XVII edizione di Suoni Mobili, il festival itinerante ideato dall’associazione culturale Musicamorfosi e promosso dal Consorzio Brianteo Villa Greppi che anima le estati della Brianza monzese e di quella lecchese e che, sempre più spesso, “sconfina” festosamente tra le province di Milano e Como, con ulteriori e frequenti incursioni in nuovi territori. Quest’anno Suoni Mobili proporrà performance, live, esibizioni, laboratori, happening e molto altro fino a Ferragosto, fedele al claim “Ogni giorno un concerto, ogni concerto un luogo da scoprire”.
La terza settimana del festival inizia lunedì 29 giugno, a Missaglia (Lc), nella basilica di San Vittore, che ospiterà due concerti: in apertura di serata (ore 20.30), Roberto Olzer, tra i più stimati organisti italiani, eseguirà alcuni brani celebri sul re degli strumenti, svelando caratteristiche ed evoluzioni di questa meravigliosa “macchina sonora”.
A seguire, spazio al progetto Interstellar con lo stesso Olzer, Gabriele Cassone (tromba), Gennaro Scarpato (didgeridoo e percussioni) e Jo Cho (soprano). Quello che intraprenderanno i quattro musicisti sarà un “viaggio galattico” che passerà da improvvisazioni per organo solo sul genio di Bach alla Didone di Purcell in una originale veste per voce, organo e tromba fino alla magia eterea della musica per organo e voce del più suonato compositore vivente: l’estone Arvo Pärt. In scaletta anche la musica del suo geniale connazionale Urmas Sisask, capace di mettere insieme le vibrazioni sacre dell’organo con quelle terrene e primordiali del tamburo sciamanico. In questo percorso stellare ci saranno, tra i protagonisti, anche i fiati delle tradizioni arcaiche e quelli della tradizione classica: tromba e didgeridoo, accompagnati da tamburi e voci per una notte spirituale all’insegna dell’esplorazione dell’ignoto. Quell’incognito indagato dal celeberrimo film di Christopher Nolan, premio Oscar per i migliori effetti speciali, con la musica di un altro super compositore di musica da film: Hans Zimmer. I brani tratti dalla colonna sonora di Interstellar, arrangiati per la prima volta per organo e tromba e percussioni, ci porteranno in un luogo spazio-temporale indefinito, nel quale perdersi per ritrovare la voce contemporanea e moderna dello strumento principe della musica sacra in Chiesa: l’organo, per l’appunto.
Martedì 30 giugno, nella piccola chiesa di Santa Margherita di Casatenovo (Lc), prezioso esempio di architettura medievale, Gennaro Scarpato, tra i più brillanti e versatili percussionisti italiani, darà vita a quattro imperdibili momenti musicali (alle ore 20, 20.45, 21.30 e 22.15; prenotazione obbligatoria on line su www.eventbrite.it) in cui il protagonista assoluto sarà l’handpan, strumento insolito, accordato a 432 Hz come i suoni della natura. Quelli generati dall’handpan sono metallici e al tempo stesso caldi e leggeri, penetranti e onirici, rilassanti e armonici, e trasmettono immediatamente un senso di equilibrio, armonia e pace. Questo strumento viene suonato con il polso, il palmo e le dita delle mani (hand: mano, appunto). Non esistono regole né spartiti: ogni esecuzione è unica e ciascun musicista lo suona in base alla propria sensibilità.
Per il primo giorno del nuovo mese, Suoni Mobili tornerà al Volvo Studio Milano, dove mercoledì 1 luglio, alle ore 19, si esibirà il trio formato da Marta Frigo (voce, chitarra, percussioni), Sofia Zavaglia (voce, chitarra, percussioni) e Martina Campi (flauto, fisarmonica, (percussioni, chitarra) con il progetto Março (ingresso libero con prenotazione su www.volvocars.com, prima consumazione 10 euro). In Março voci e chitarre si intrecciano con naturalezza, tra suoni eterei e vibrazioni della terra, in un dialogo delicato tra jazz, pop e world music fatto di composizioni originali e arrangiamenti acustici che respirano insieme, come in un rito gentile che trascina l’ascoltatore in una dimensione sospesa e sognante. Le due voci si muovono tra armonie e contrappunti, ora fondendosi ora rincorrendosi, sostenute da chitarre ariose e da piccoli elementi ritmici e melodici che affiorano con grazia nei brani originali del trio e nelle cover (da Leyla McCalla a Emiliana Torrini).
Lo stesso giorno, ma ad Osnago (Lc), Villa De Capitani accoglierà (ore 20) il fisarmonicista e compositore brasiliano Roger Correa. Nato nel Rio Grande do Sul, Correa è un instancabile ricercatore di suoni e uno dei nomi emergenti della scena internazionale: la sua musica è una fusione di generi e stili diversi (milonga, chamamé, chacarera, candombe, tango, salsa, choro, musica gaucha, MPB e molto altro) che sperimenta nuove possibilità attraverso l’estetica universale del jazz e l’improvvisazione. Nei suoi live diventa spesso protagonista uno strumento insolito: la gaita-ponto, una fisarmonica diatonica a bottoni al posto dei tasti, da sempre associata alle tradizioni popolari e all’ambiente rurale.
Mercoledì 1 luglio, Suoni Mobili sarà anche a Desio (Mb), il cui centro cittadino sarà animato, a partire dalle ore 21, dalla travolgente energia della Bandakadabra: un po’ big band anni Trenta, un po’ street band, ma soprattutto fanfara urbana che ammicca allo ska e al rocksteady, la formazione piemontese è capace di affrontare qualsiasi linguaggio musicale. In questo progetto, il groove ipnotico della techno si unisce alla potenza dei fiati: due universi sonori apparentemente distanti che s’incontrano in uno spettacolo in grado di trasformare qualsiasi luogo in una dance hall senza confini. Il concerto rientra nel palinsesto de I mercoledì di Desio, ciclo di appuntamenti con iniziative diffuse di musica e intrattenimento, inclusi spettacoli di danza aerea ed eventi per i più piccoli.
Giovedì 2 luglio, la carovana di Suoni Mobili farà tappa al LAC di Lugano: qui è in programma il live di Bia Ferreira, cantante, compositrice e figura emergente della nuova scena musicale brasiliana. L’artista, militante antirazzista impegnata anche nel sostegno alla comunità LGBTQIA+, definisce la propria musica “MMP” (música de mulher preta), cioè “musica di donna nera”: un linguaggio che intreccia R&B, soul, afrobeat, reggae e sonorità bahiane al servizio di un rap cosciente e di un flow incisivo. Nei suoi brani temi come corpo, omofobia, diritti delle donne e amore trovano espressione in una scrittura diretta e personale.
Il musicista brasiliano Roger Correa, questa volta in quartetto con Edilson Forte al pianoforte, Tiê Pereira al basso e Rodrigo Porciúncula alla batteria, sarà protagonista del concerto di giovedì 2 luglio a Cusano Milanino (ore 21, via Omodei). Correa è alla costante ricerca di nuovi suoni e fusioni tra la musica sudamericana e l’improvvisazione jazz. La sua carriera musicale è cominciata a 13 anni, suonando in gruppi di musica regionale del Rio Grande do Sul, influenzato dalle tradizioni di Brasile, Uruguay e Argentina. L’incontro con il linguaggio del Choro lo ha avvicinato ad artisti come Pixinguinha e Jobim. Ha poi esplorato altri generi come samba e jazz, sviluppando un forte senso dell’improvvisazione, e ha portato la sua musica esuberante, che ha una forte e riconoscibile personalità, in tutto il mondo, incluso il prestigioso festival jazzahead!, a Brema (Germania). Nel 2021 ha pubblicato il suo primo album, Sul em Aquarela, unendo i ritmi latinoamericani al jazz, e due anni fa è uscito Latino Ibérico, il suo secondo lavoro, lodato dalla critica specializzata. Si replica il giorno dopo, venerdì 3 luglio, al LAC di Lugano.
Sarà imperdibile anche l’Afro Night organizzata sabato 4 luglio a Seregno (Mb): nell’auditorium (refrigerato) di piazza Risorgimento, la serata inizierà alle ore 20 con il dj set L’Afrique c’est chic di Marco Casa detto Kaya e la danza fusion e le percussioni di Africa Misso, il travolgente gruppo di percussionisti e danzatori guidato da Tetè da Silveira. Poi (ore 22) i riflettori saranno puntati sulla cantautrice senegalese Mariaa Siga (chitarra e voce), da alcuni osservatori definita come la nuova Miriam Makeba: la musicista africana si sta affermando rapidamente come una delle voci più interessanti del panorama internazionale con centinaia di concerti all’attivo, partecipazioni ai festival più prestigiosi e una ricca discografia. La sua voce è, al tempo stesso, potente e delicata, profonda ed evocativa e la sua musica trae ispirazione dai suoni tradizionali del Senegal, dal blues, dal folk-jazz e dal reggae, il tutto all’insegna della world music più coinvolgente.
Sempre sabato 4 luglio, il palco del LAC di Lugano (ore 21) sarà tutto per la cantautrice brasiliana Nilza Costa, affiancata da Daniele Santimone (chitarre e basso), Andrea Grillini (batteria e percussioni), Maurizio Piancastelli (tromba ed elettronica) e Stefano Dalla Porta (contrabbasso). Originaria di Salvador de Bahia, Nilza Costa è cresciuta nel contesto delle tradizioni afrobrasiliane, avvicinandosi giovanissima al candomblé e alla cultura yoruba. Trasferitasi in Italia nel 2006, ha sviluppato un percorso in cui ritmi africani e forme musicali brasiliane, dalla capoeira al samba duro, convivono con l’improvvisazione e il jazz. A Lugano, Nilza Costa presenterà Cantigas, cuore della sua ricerca musicale: canti sacri in lingua yoruba, kimbundu e portoghese che, nella tradizione afrobrasiliana, si offrono come tramite tra il mondo umano e gli Orixás, divinità della religione yoruba e delle pratiche sincretiche diffuse tra Brasile e Caraibi. La sua musica dà voce alla spiritualità, alla natura e alle storie di lotta, dolore e dignità della diaspora nera, trasformando memoria e fede in racconto sonoro.
Tre, infine, gli appuntamenti previsti nella giornata di domenica 5 luglio: si comincia a Casatenovo (Lc ), alle ore 10.45, nella chiesa di San Gaetano di Rogoredo, con l’evento intitolato Nessun dorma, Puccini tra Torre del Lago e la Cina che vedrà protagonisti i musicisti Xiaoyu Zhao, che suona il guzheng, strumento cinese appartenente alla famiglia delle cetre, Luca Taccardi (violoncello) ed Eva Carazzolo (organo). Il concerto sarà un viaggio, mistico ed esotico, tra Occidente e Oriente con l’esecuzione di brani della tradizione musicale cinese di forte carattere espressivo rielaborati per trio, incluso quello che ispirò Puccini per Nessun dorma, accostato alla sua rielaborazione in Turandot. Un programma che annulla il confine tra mondi lontani e che rifiuta la chiusura nelle proprie radici locali per riscoprirsi parte di un unico e armonioso spartito universale.
Ritroveremo Xiaoyu Zhao e il suo guzheng a Usmate Velate (Mb) qualche ora dopo e cioè alle 18, 18.30, 19, 19.30, 20 e 20.30: musica e architettura dialogheranno nell’evento sinestetico Il caro estinto, ambientato nella preziosa Cappella Giulini Dalla Porta presso l’oratorio San Felice, che custodisce due opere dell’artista ticinese Vincenzo Vela, mirabili esempi di forme artistiche che rappresentano il cordoglio nell’Ottocento. Le statue si distinguono per la forza empatica degli sguardi e la sofferenza palpabile che traspare dalla purezza del materiale marmoreo. La contemplazione della sofferenza diventa il punto di partenza di un percorso tra arte figurativa e musica. È richiesta la prenotazione online.
Infine, l’ultimo appuntamento della settimana di Suoni Mobili, in programma sempre a Usmate Velate ma a Villa Scaccabarozzi (ore 21.30), è con Nilza Costa, che insieme al suo gruppo presenterà Cantigas, il suo ultimo lavoro, un album mistico - caratterizzato da visioni, preghiere e invocazioni agli Orisha, le divinità appartenenti alla mitologia dei popoli Yoruba, originari dell'Africa occidentale - e allo stesso tempo pieno di ritmo, che conferma la propensione dell’artista sudamericana a una sperimentazione che abbraccia musiche tradizionali di radice afro-brasiliana e suoni contemporanei.
Maggiori info, calendario, programma in costante aggiornamento e modalità di accesso agli eventi su www.suonimobili.it e www.musicamorfosi.it
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PISA FOLK FESTIVAL 2026
30 GIUGNO – 4 LUGLIO
MUSICA AL GIARDINO SCOTTO / LABORATORI E WORKSHOP
FESTA PER I 50 ANNI DEL CANZONIERE GRECANICO SALENTINO
Dal 30 giugno al 4 luglio, torna il Pisa Folk Festival, l'appuntamento che da 24 anni porta in città suoni e culture che attraversano l'Italia, il Mediterraneo e ne superano i confini, alla ricerca delle nostre radici e alla scoperta di nuovi popoli e tradizioni. Sempre nel nome della musica come energia che unisce. In programma cinque giorni di concerti, laboratori e attività dedicate a tutte le età.
Palcoscenico degli eventi musicali sarà il Giardino Scotto, dove giovedì 2 luglio si alzerà il sipario sul festival con Bombino. Goumar Almocta, vero nome dell'artista, è una delle voci più potenti e autentiche del desert blues. Nato in Niger e cresciuto nella cultura Tuareg, traduce in musica la storia di resistenza, esilio e libertà del suo popolo. Fondendo blues, rock e tradizione sahariana, dà vita a un groove ipnotico e trascinante. La serata sarà aperta da Mali Blues, con Dimitri Grechi Espinoza, Gabrio Baldacci e Andrea Beninati, e la loro ricerca sulle radici africane del blues, tra jazz, improvvisazione e suoni del deserto. Evento in collaborazione con Pisa Jazz Rebirth e The Thing.
Venerdì 3 luglio serata dedicata alla pizzica, con il Canzoniere Grecanico Salentino feat. Inude. Ospiti storici del Pisa Folk Festival, tornano in un momento cruciale della loro carriera: la celebrazione dei 50 anni di attività. Una ricorrenza sottolineata dall'uscita del nuovo album, Il Mito, che raccoglie mezzo secolo di musica. Ad affiancarli gli Inude, trio elettronico salentino che firma il sound design del set: una riscrittura dei codici mediterranei in chiave urbana, dove la pizzica e le voci tradizionali si confrontano con l'elettronica contemporanea.
Sabato 4 luglio un altro gradito ritorno, quello di Enzo Avitabile con Tony Esposito, nel progetto Neapolitan Invasion, in collaborazione con Pisa Jazz Rebirth. Un'imperdibile occasione per ripercorrere in chiave acustica gli ultimi quindici anni della produzione discografica di Avitabile: un percorso fatto di emozioni e di scoperta di un linguaggio musicale personalissimo e originale, che lo ha reso uno dei riferimenti mondiali della world music.
Tutti i biglietti sono in vendita su TicketOne.
Accanto ai concerti, il Pisa Folk Festival propone, come ogni anno, una serie di workshop dedicati alla scoperta delle tradizioni musicali del Mediterraneo, presso il Circolo ARCI Alberone di Pisa.
Il 30 giugno e il 1° luglio laboratori kids, con Giulia Solano, Maria Piscopo e Francesco Salvadore, pensati per avvicinare i bambini a nuove culture e tradizioni, attraverso il gioco e la musica. Il 3 luglio workshop di pizzica pizzica, Danza di Radice, con Andrea De Siena, un'occasione per conoscere da vicino una delle danze più rappresentative della tradizione salentina. Il 4 luglio workshop di tamburello, uno dei simboli della musica popolare del Sud Italia, con Giancarlo Paglialunga. Per info e iscrizioni visitate il sito www.pisafolk.org e le pagine social.
«Nato più da un esperimento di riproposizione delle musiche tradizionali italiane nel contesto di una città universitaria, il Pisa Folk Festival continua oggi ad allargare i propri orizzonti, aprendosi a importanti esperienze del folk revival e della world music nazionale e internazionale – commenta Antonio Santoro, Direttore Artistico del Pisa Folk Festival - Nel 2026 porta sul palco del Giardino Scotto sonorità che vanno dal desert blues alle radici più ritmiche della nostra musica popolare, con un'offerta che anche quest'anno si arricchisce di attività collaterali pensate per la comunità, come i laboratori di danza, i seminari di tamburello e le attività dedicate ai più piccoli. L'ottima risposta del pubblico, unita alla costante ricerca della qualità artistica, hanno consolidato la rassegna come uno degli appuntamenti estivi più attesi e autorevoli nel panorama dei festival di settore in Italia».
Il Festival è organizzato da Associazione Pisa Folk Festival, con il sostegno di Comune di Pisa e Fondazione Pisa, e la collaborazione di Pisamo, Pisa Jazz, The Thing.
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L’1 e il 2 LUGLIO all’ARENA RUBICONE di GATTEO MARE (Forlì - Cesena)
LA 4ª EDIZIONE DEL
FESTIVAL DI SANLISCIO
l’unico festival internazionale dedicato interamente al genere del liscio
da un concept di
CLAUDIO CECCHETTO
prodotto e diretto da
MORENO “IL BIONDO”
organizzato dal
COMUNE DI GATTEO
L’1 e il 2 luglio alle ore 21.30 all’Arena Rubicone di Gatteo Mare (Forlì-Cesena) si terrà la 4ª edizione del Festival di SANLISCIO, l’unica kermesse musicale internazionale dedicata interamente al genere del liscio, con ingresso gratuito. Moreno “Il Biondo”, maestro del liscio e figura di riferimento della tradizione musicale del genere, e Claudio Cecchetto, storico producer, disc jockey, conduttore radio-televisivo e talent scout, sono gli ideatori del progetto nato per unire la tradizione musicale e la visione contemporanea. La manifestazione è prodotta e diretta dallo stesso Moreno “Il Biondo”. Il Festival di SANLISCIO è organizzato dal Comune di Gatteo in sinergia con l’Assessorato al Turismo della Regione Emilia-Romagna, Apt Servizi Emilia-Romagna e Visit Romagna. «Con Sanliscio vogliamo creare, in modo goliardico e festoso, un appuntamento che possa richiamare lo spirito di Sanremo – dichiara Claudio Cecchetto – In Italia la tradizione musicale è straordinariamente ricca: non soltanto grazie alla musica napoletana, ma anche al liscio, un genere che affonda le sue radici in Emilia-Romagna e che nel tempo si è diffuso in Piemonte, Lombardia e in molte altre aree del Paese, assumendo caratteristiche diverse anche nel Sud. Proprio dalla Romagna nasce questa tradizione musicale che continua a crescere e a conquistare nuovo pubblico. Quest'anno la giuria sarà composta da personalità del mondo dello spettacolo, selezionate dal direttore artistico Moreno "Il Biondo" Conficconi. Mi sono sempre fidato della sua competenza e della sua visione, e anche in questa occasione rinnovo pienamente la mia fiducia nei suoi confronti». «È l’appuntamento più atteso del liscio: migliaia di fan e appassionati già pronti a non mancare – dichiara Moreno “Il Biondo” - Le canzoni del festival sono da subito la colonna sonora dell’estate 2026, ma sarà poi una giuria di qualità a decretarne le vincitrici in due serate cariche di emozione ed entusiasmo. Ringrazio autori, compositori, arrangiatori, editori e in primis gli artisti che con la loro presenza elevano e danno spessore al festival. Rinnovo l’invito a non mancare». «SANLISCIO arriva alla quarta edizione e ci conferma che questa formula funziona – dichiara Roberto Pari, sindaco di Gatteo - artisti di qualità, una giuria autorevole e un pubblico che risponde. Gatteo ha un legame profondo con il liscio. Con questo festival lo celebriamo e lo teniamo vivo, convinti che una tradizione musicale come questa meriti di essere tramandata, non solo ricordata». Anche quest’anno il Festival prevede una gara articolata in due sezioni, che si svolgerà nell’arco di due appuntamenti serali, entrambi condotti da Moreno “Il Biondo” e Felicity Lucchesi, affermata conduttrice e volto emergente del panorama televisivo italiano. La prima serata sarà dedicata a 7 canzoni inedite interpretate dai principali protagonisti del panorama del liscio, con assegnazione del Premio “Festival di Sanliscio” per la categoria “Canzone”. La seconda serata vedrà invece protagonisti 7 brani strumentali eseguiti da altrettanti artisti di spicco del genere, con assegnazione del Premio “Festival di Sanliscio” per la categoria Strumentale. In entrambe le serate, gli artisti saranno accompagnati dall’Orchestra del Festival di SANLISCIO. Di seguito le esibizioni in programma. Mercoledì 1 luglio: Federica Cocco – “Pensiero d'Amore”; Matteo Bensi e Veronica Cuneo – “Figlia dei Monti”; Diego Zamboni e Tonya Todisco – “Stanza Fredda”; Andrea Barbanera – “Romagna Vestita di Rosa”; Francesca Mazzuccato – “Vorrei Fermare il Tempo”; Anna Maria Allegretti e Omar Lambertini – “Stessa Anima”; Luca Bergamini – “Fuori di Testa”. Giovedì 2 luglio: Marco Tagliavini – “Il Poeta Romagnolo”; Claudio Zanardo – “Il Mio Valzer per Te”; Fabio Barbero – “Labirinto”; Matteo Tortora – “Brasileira”; Alex Villani – “Sensualidad”; Pamela Antolini – “Passeggiata in Riviera”; Loris Casadei ed Elia Righini – “Guerriera”,
Nel corso delle due serate, tutti i protagonisti eseguiranno, oltre al brano in gara, uno dei loro maggiori successi, in concorso per il premio "HIT SUMMER FEST". Il vincitore di ciascuna serata sarà decretato da una giuria composta da: Francesca Fabbri Fellini – giornalista, autrice e regista, nipote diretta del celebre regista Federico Fellini; Graziano Villa – fotografo di fama internazionale; Stefano Salvati – regista e autore che nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti del calibro di Sting, Zucchero, Vasco Rossi, Aerosmith e Miles Davis; Cesare Rascel – autore, produttore musicale e televisivo, musicista e direttore creativo; Fabrizio Pausini – cantante e musicista che ha avuto un ruolo importante nella nascita e nello sviluppo del percorso artistico della figlia Laura Pausini, oggi tra le artiste italiane più conosciute a livello internazionale.
Il Festival di SANLISCIO è un appuntamento annuale dedicato al genere tradizionale del liscio. Nato nel 2023 a Gatteo Mare, nella suggestiva cornice dell'Arena Rubicone, il Festival di SANLISCIO ha da subito assunto un forte valore simbolico, diventando un momento di rinascita e di solidarietà per la comunità locale colpita dall’alluvione in Romagna. Fin dalla sua prima edizione, il Festival ha coinvolto le orchestre più prestigiose e i protagonisti più rappresentativi del liscio, proponendo oltre 100 brani eseguiti dal vivo. Nel 2024, il Festival ha consolidato il suo successo, confermandosi un evento imperdibile per gli appassionati e arricchendo il patrimonio musicale locale con nuove collaborazioni artistiche a livello internazionale. Oggi Gatteo Mare, conosciuta come la “capitale del liscio”, ospita un evento che celebra e valorizza la sua identità culturale, attirando ogni anno un pubblico sempre più vasto e appassionato.
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PRESENTA
MUSICA E SPIRITUALITA’
La nuova musica italiana nel VCO
Quarta edizione luglio 2026
DALLA WORLD MUSIC ALLA GRANDE CANZONE D’AUTORE
DALL’HIP HOP ALLA RICERCA
Un ciclo di esibizioni acustiche e conversazioni tra i protagonisti della nuova musica italiana e il giornalista e saggista Pierfrancesco Pacoda
E’ arrivato al quarto anno il Festival Musica e spiritualità, nato nel 2023 con il desiderio di far vivere gli ambienti scenograficamente straordinari di una delle aree d’Italia di maggior suggestione naturalistica, quella del VCO, i luoghi che gravitano intorno a Verbania, e che godono dello sfondo del Lago Maggiore e del suo entroterra. Il festival è stato ospite nel novembre 2024 della prestigiosa rassegna Il Tempo del Viaggio, organizzata da DOVE nella sede del Corriere della Sera in via Solferino come esempio di ‘buone pratiche’ di turismo culturale. Con accesso rigorosamente gratuito, Musica e Spiritualità è un ‘boutique festival’ che invita al raccoglimento, dedicato a quella che ci piace definire ‘L’arte dell’incontro’, alla valorizzazione delle piazze, degli spazi che tornano, grazie agli appuntamenti in programma, a essere luoghi restituiti alla comunità, alla condivisione, allo scambio di emozioni. Tutti gli artisti invitati preparano dei piccoli live acustici, ‘site specific’, pensati appositamente per gli ambienti che li ospitano, spettacoli quindi unici, irripetibili, con versioni mai ascoltate dei brani del loro repertorio, inedite.
I live sono sempre preceduti da una conversazione nella quale gli artisti si svelano, in un rapporto personale, dialogando con il giornalista e saggista Pierfrancesco Pacoda, portando al Festival la loro visione della spiritualità, non intesa in senso strettamente religioso, ma nell’accezione di relazione con una dimensione non materiale, slegata dalla pura produzione musicale.
Quest’anno il Festival torna in uno dei suoi spazi più suggestivi, il Tempio del Cielo sulla Terra di Albagnano di Bee con Maria Mazzotta, voce protagonista della scena della world music internazionale che Le Monde, intervistandola, ha definito la ‘nuova stella del folk punk’.
Il 23 luglio, in un altro dei luoghi più intimi e belli del VCO, la Piazza della Chiesa di Baveno andrà in scena lo spettacolo ‘Bestiario immaginario’, reading di Massimo Zamboni, artista centrale nella scena del rock italiano, che sarà al Festival prima del tour dell’attesissimo ritorno dei CSI. E’ la prima volta che Musica e Spiritualità presenta un piece di struttura più teatrale rispetto alla sua tipologia di appuntamenti.
3 luglio
Ghiffa Area Feste Ronco
Anastasio
Nel 2018 partecipa come concorrente del talent show X-Factor, al fianco di Mara Maionchi. Si distingue per le sue abilità nell’intrecciare le rime e per mettere insieme tecnica a poesia. Vince la tredicesima edizione, prima volta per un rapper nella storia del programma. Le Macchine Non Possono Pregare (2025) è il suo terzo album, da lui definito un'"Opera rap"- Il disco è un concept che mette in scena le mille versioni possibili del rapporto tra uomo e macchina, accompagnato da una graphic novel omonima. Il Dolore delle Macchine è il suo brano più recente, un esercizio stilistico sulle possibilità che il rap offre per raccontare con sofisticata immediatezza la quotidianità.
7 luglio
Albagnano di Bee, Tempio
Maria Mazzotta
Osannata dal prestigioso quotidiano francese Le Monde, che l’ha definita la star internazionale del “Folk Punk” ritorna a Musica e Spiritualità Maria Mazzotta. E’una delle voci più rappresentative della world music, che interpreta partendo dalla tradizione della sua terra, il Salento, delle cui atmosfere tutta la sua produzione è intrisa. Arcaica, tribale, e fortemente romantica, ha avuto un ennesimo riconoscimento internazionale, grazie alla ginnasta Sofia Raffaeli che ha scelto la versione di “Bella ci dormi”, un classico del repertorio della musica popolare salentina, per scandire la sua esibizione alle Olimpiadi di Parigi. Con il suo disco, “Onde”, ha vinto il Premio Loano per la Musica Tradizionale Italiana come miglior album 2024. Porterà a Musica e Spiritualità le canzoni del suo disco, appena uscito, ‘San Paolo di Galatina’, realizzato insieme a Raül Refree, arrivato al primo posto della World Music Chart europea
19 luglio
Bee, Piazza Barozzi
Alfio Antico
Alfio Antico è considerato uno dei più grandi virtuosi internazionali della tammorra e del tamburo a cornice. Nato a Lentini come pastore, ha trasformato i suoni della natura e della tradizione siciliana in un linguaggio musicale d'avanguardia che fonde rito, poesia e sperimentazione. Ha collaborato con Da Fabrizio De André (suo il tamburo in "Don Raffaè"), Lucio Dalla, Vinicio Capossela e Carmen Consoli. I suoi tamburi sono costruiti e intarsiati a mano da lui stesso, rendendoli veri e propri oggetti d'arte rituale. Tra le produzioni più recenti c’è l’album ‘La Macchia’, registrato insieme al produttore di musica elettronica Go Dugong, per l’etichetta Baccano dell’Università LUISS e il nuovissimo Anime delle Due Sicilie, realizzato in collaborazione con Patrizio Trampetti, Jennà Romano e Amedeo Ronga.
21 luglio
Mergozzo, Porticato delle Cappelle
Cristina Donà
Un altro attesissimo ritorno a Musica e Spiritualità è quello di Cristina Donà. Prima artista italiana a esibirsi al Meltdown Festival di Londra, Cristina Donà è sicuramente una delle poche artiste italiane capaci di “rivaleggiare” con le grandi colleghe che all’ estero, proprio come lei, hanno reinventato il modello di interprete e autrice nell’ambito della musica rock. Ha conquistato il plauso di personalità come Robert Wyatt e David Byrne, personalità della scena avantgarde internazionale, che l’hanno indicata come una delle autrici e interpreti più raffinate della moderna canzone d’autore. Tra le tanti importanti collaborazioni, da segnalare quella con Niccolò Ammaniti, che sceglie “Settembre”, uno dei brani manifesto della Donà, come sigla di apertura di “Anna”, serie tv tratta dal suo omonimo romanzo
In anteprima a Musica e Spiritualità presenterà il suo nuovo album.
23 luglio
Baveno, Piazza della Chiesa
Massimo Zamboni
Massimo Zamboni è una delle figure centrali del nuovo rock italiano. Fondatore dei CCCP e poi dei CSI, ha sperimentato unendo i suoni del punk inglese con i temi e le visioni locali della via Emilia. Amico e collaboratore di personalità della cultura italiana come Luigi Ghirri, nella sua carriera solista ha incontrato, grazie a un viaggio in Mongolia, poi diventato un film, la dimensione della spiritualità. Dopo lo straordinario successo della reunion dei CCCP, l’estate 2026 per Massimo Zamboni è l’estate del tour con i riformati CSI, che inizierà pochi giorni dopo la sua partecipazione a Musica e Spiritualità. Al festival porterà un adattamento, realizzato proprio per la manifestazione, del suo reading ispirato al libro, ‘Bestiario selvatico. Appunti sui ritorni e sugli intrusi’.
6 agosto
Verbania, Villa Majoni
Dente
Dente è uno dei più originali protagonisti della scena della nuova canzone d’autore, grazie a una serie di dischi nei quali mescola il suo disincantato sguardo sulla quotidianità con riflessioni su cosa significano per noi le relazioni. Lo fa nei libri che scrive e nelle canzoni che interpreta, da solo in collaborazione con colleghi amici come Colapesce. Il suo recente disco si chiama “Santa tenerezza”, e come ha detto lui stesso, “E’ un’ode alla bellezza della fragilità, all’amore che cambia ma non svanisce mai. Una considerazione sulla presenza perpetua di un sentimento che, pur trasformandosi, rimane indelebile nel cuore e nella memoria”
Direzione artistica Pierfrancesco Pacoda
Musica e Spiritualità è a cura di Simona Eugenelo
Con il patrocinio di Consiglio Regione Piemonte
Con il patrocinio di Fondazione Lama Gangchen per una cultura di pace
Con il patrocinio di Unione Buddhista Italiana-UBI.
Con il sostegno di Fondazione Comunitaria del VCO, Banca d’Alba, Comune di Verbania, Comune di Baveno, Comune di Ghiffa, Comune di Mergozzo, Comune di Bèe.
In collaborazione con Allegro con brio, Distretto Turistico dei Laghi, Rest-Art.
Si ringrazia Raggio Verde Altromercato, Farmacia Biallo, Cinni bar.
Per informazioni 347 4409779
musicaespiritualita@kunpen.it
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L’International Horn of Africa Music Festival
debutta a Milano
il 24, 25 e 26 luglio
al Parco Center (Via Ambrogio Binda, 30)
Milano si prepara a diventare l’epicentro delle sonorità del Corno d’Africa.
L’International Horn of Africa Music Festival debutta negli spazi del PARCO CENTER (Via Ambrogio Binda, 30) con una formula esclusiva che intreccia divulgazione accademica e performance live di livello mondiale. L'evento celebra la ricchezza culturale di una regione dalla storia millenaria attraverso i suoi artisti più prestigiosi. Un programma tra cultura e spettacolo articolato su tre giornate:
Venerdì 24 luglio: Checchia Reloaded. Ritorni sonori dal Corno d'Africa Il festival si aprirà con una serata dedicata all’approfondimento culturale. A partire dalle ore 18:00, Valentina Fusari, docente dell'Università di Torino, guiderà il pubblico in un viaggio attraverso incisioni di musiche nel Corno d'Africa. Seguirà l'incontro con le star internazionali HaddinQo e Tommy T.
Sabato 25 luglio: “Ethiopian Vibe”. Il culmine del festival vedrà salire sul palco i massimi esponenti della scena contemporanea: HaddinQo & Desta Groove Band: la “rockstar del Masinqo”, vincitore dell'Afrima 2025 come Best African Jazz Artist. Tommy T & Ras Metehat: ex bassista dei Gogol Bordello, icona globale e ambasciatore di un sound internazionale in grado di miscelare ethio-jazz, soul, funk e reggae.
Domenica 26 luglio: Eritrean Soul Una giornata interamente dedicata alle radici e alle evoluzioni della musica eritrea: Ore 15:00 – Introduzione alla musica eritrea: incontro culturale curato da Solomun Bahli, esperto di storia, strumenti tradizionali ed evoluzione della scena musicale eritrea. Ore 16:30 – Live Showcase: il palco prenderà vita con il concerto della SINIT band, guidata dalla voce e dal suono ancestrale del Krar di Mulugheta Ketema.
Il festival sarà arricchito dai sapori autentici della cucina tradizionale, a cura del Ristorante Africa di Milano. "Questo festival, il primo a Milano e in Italia, ha l’obiettivo di far conoscere uno straordinario patrimonio culturale e ha scelto PARCO CENTER per la sua forte vocazione multiculturale - dichiara Asli Haddas, organizzatrice e titolare del Gogol’Ostello Spazio Culturale - Portiamo a Milano l’eccellenza musicale del Corno d’Africa, unendo la profondità della ricerca musicologica all'energia travolgente delle sonorità e delle melodie di questa parte del mondo”.
fb:International Horn of Africa Music Festival
INFORMAZIONI
Dove: PARCO CENTER – Via Ambrogio Binda 30, Milano
Quando: Venerdì 24 luglio (ore 18:00), Sabato 25 luglio 2026 (ore 18:00) e Domenica 26 luglio 2026 (ore 12:30)
Come arrivare: Metro M2 Romolo / Bus 47 / 74
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Folkest 2026: torna il Festival curioso del mondo nato fra le macerie dell’Orcolat
Fra gli ospiti: Lou Dalfin, Scarlet Rivera, New Trolls, Peppe Voltarelli, Omar Pedrini, Perturbazione, Nomadi, Vincenzo Zitello, Angelo Branduardi, Gianluca Gotto.
Le esplorazioni culturali dal dopo terremoto a oggi
11 giugno - 21 luglio: queste le date di Folkest 2026, l’International folk music festival nato come risposta all’Orcolat (terremoto) del 1976 che compie 48 anni e che quest’anno ha scelto di ricordare quella data spartiacque per il Friuli che ha segnato anche un importante momento di rinascita culturale in cui la musica e la parola in musica hanno permesso una riscoperta delle proprie radici anche nell’incontro con quelle altrui. Questa l’anima di Folkest che nasce proprio allora come risposta di riscoperta delle proprie origini e di apertura ai mille stimoli dal mondo e che, non a caso, porta da tempo come claim quello di Festival curioso del mondo. Fra gli ospiti nazionali e internazionali di questa edizione: Scarlet Rivera, New Trolls, Peppe Voltarelli, Omar Pedrini, Perturbazione, Nomadi, Vincenzo Zitello, Angelo Branduardi, Gianluca Gotto, Lou Dalfin. Un grande appuntamento con la musica e con la cultura che è reso possibile dai numerosi partner che fanno crescere il Festival ogni anno, partner affidabili come il Ministero della Cultura, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Friuli, il Comune di Udine e in primis il Comune di San Daniele del Friuli, gli oltre venticinque fra comuni e le pro loco del Friuli Venezia Giulia, l’Unione Europea attraverso la piattaforma Upbeat, il Nuovo Imaie, la Banca 360, la Cantina Tavagnacco.
Folkest sul territorio
Folkest, come tradizione, prende l’avvio animando il territorio di tutta la regione di musica, fra grandi nomi e artisti da tutto il mondo. Si parte l’11 giugno da Gemona del Friuli con il ruggente folk-rock degli occitani Lou Dalfin, per poi proseguire a Corno di Rosazzo con Camilla Barbarito il 12 giugno. Il viaggio continua ad Amaro con la mitica Scarlet Rivera, già ospite in passato a Folkest, nonché ben nota violinista di Bob Dylan, che torna con i Borderlobo il 13 giugno. Successivamente, il festival farà tappa il 18 giugno a Gorizia con i Tupa Ruja, a Palmanova con i Magazin du cafè il 19 giugno e a Collalto di Susegana nel vicino Veneto con il Fabrizio De André Ensemble. Si prosegue a San Rocco di Forgaria nel Friuli con il gruppo Pasticcio Meticcio il 20 giugno e il giorno successivo a Vito d’Asio con le Urtie.
Il tour toccherà inoltre la città di Ronchi dei Legionari il 23 giugno con un altro grande nome della canzone etno folk, Peppe Voltarelli, per poi approdare a Basaldella di Vivaro con The Strawboys il 25 giugno e San Giovanni d’Antro (Pulfero) con Angelo Baselli e Gianluca Casadei il 26 giugno. Nella stessa data, il festival sarà anche a Romans d’Isonzo con Gianni Belleno e Nico Di Palo Of New Trolls.
Grandissima attesa per la prima volta dei Nomadi al Castello di Udine il 27 giugno. E, sempre a Udine, appuntamento il 1° luglio con Gianluca Gotto. Tra questi due appuntamenti, il 28 giugno a Tramonti di Sopra ci sarà il Turkuaz Trio.
Folkest sul Territorio proseguirà poi, dopo le tradizionali giornate a San Daniele di inizio luglio, con Vincenzo Zitello e Fulvio Renzi a Clauzetto il 12 luglio; e poi a Stolvizza di Resia con Sonificazione della Via della Musica con Andrea Dalla Costa e Alessandro Montello il 19 luglio. Per terminare con un’altra importantissima data il 21 luglio al Castello di Udine con Angelo Branduardi.
Folkest a San Daniele
Dal 3 al 5 luglio San Daniele del Friuli torna ad animarsi con le attesissime giornate centrali del festival: un’esplosione di musica, cultura e incontri in uno dei borghi più suggestivi del Friuli.
Inaugurazione
La città si apre al festival con il concerto d’inaugurazione alle 18.00 nella chiesa di San Antonio Abate, protagonisti gli abruzzesi ZeroFolk Duo, già vincitori del Premio Cesa 2025. Alle 22.15 e 23.10 la piazza Pellegrino ospiterà due showcase internazionali: Scheppe Siwen dal Lussemburgo e Catteh dalla Romania e Natalia Machin dalle Isole Canarie.
Musica fra la gente
Il primo giorno, come da tradizione, la cittadina friulana sarà interamente attraversata dalla musica: i vicoli, le osterie, i bar e le piazze di San Daniele si trasformeranno in palcoscenici viventi. Nella serata di venerdì 3 luglio, la musica invaderà i locali pubblici del centro storico con artisti che si alterneranno in due turni (19.30–20.30 e 21.00–22.00), portando la loro arte direttamente a contatto con la gente.
UpBeat
Torna la partnership con UpBeat, la piattaforma dell’Unione Europea nata da una rete formata dai quattordici più importanti showcase festival continentali, grazie alla quale le giornate di Folkest a San Daniele si animano di musicisti da tutta Europa, ma anche di operatori del settore, produttori, direttori di altri festival e giornalisti. Quest’anno il programma di UpBeat porta a San Daniele venerdì 3 luglio Scheppe Siwen (Lussemburgo) e Catteh (Romania), mentra domenica 5 luglio sarà la volta di Lennak (Estonia), Junna (Finlandia), Chrust (Polonia), Jarzmo (Polonia), Jorge Garrido (Spagna), e Natalia Machín (Isole Canarie). Gli Speed Meeting con gli operatori del settore si terranno sabato 4 e domenica 5 luglio.
Il Premio Alberto Cesa
Il concorso, intitolato al grande musicista piemontese, giunge alla sua 22esima edizione e ha raccolto oltre 150 candidature da tutta Italia. I cinque artisti selezionati durante le tappe di avvicinamento alle finali si offriranno al pubblico di Folkest in due occasioni: ciascuno con un proprio intero showcase sabato 4 luglio e con un programma ridotto ai brani in gara in occasione della finalissima del Premio Cesa domenica 5 luglio. I finalisti del Premio sono: la pugliese Natalia Abbascià, gli occitani Lindal, il gruppo multi-etnico Ensemble du Sud, la sarda Elisa Carta e i carnici I Cani Sciolti del Mondo Roverso. Rappresentano tutti sensibilità, provenienze e linguaggi differenti, accomunati però da una forte identità musicale e da una ricerca attenta alle radici territoriali e ai suoni delle lingue. Ciascuno di loro si è distinto per originalità, coerenza artistica e capacità di rinnovare il patrimonio della musica popolare attraverso arrangiamenti contemporanei e contaminazioni, oltre a una solida presenza scenica. A condurre la serata finale del Premio saranno Martina Vocci di Tv Koper/Capodistria e Duccio Pasqua di Rai Stereonotte. La selezione è avvenuta attraverso cinque tappe distribuite lungo lo Stivale (Arezzo, Cervasca, Roma, Arbizzano Santa Maria e Codroipo, in un percorso che ha coinvolto giurie qualificate, operatori del settore e pubblico, confermando la formula del Premio come uno dei momenti più significativi dedicati alle nuove proposte del folk italiano. Il livello artistico particolarmente alto ha reso il lavoro di valutazione complesso e stimolante, a testimonianza della vitalità della scena attuale. I finalisti saranno ora chiamati a confrontarsi con una prova identitaria che da alcune edizioni caratterizza il Premio: musicare, arrangiare e cantare un testo in lingua friulana del poeta Federico Tavan, figura centrale della letteratura friulana contemporanea. Un momento creativo che rappresenta non solo una sfida artistica, ma anche un’occasione di dialogo tra tradizione letteraria e musica popolare, in stretta collaborazione con Morganti Editori, curatrice dei diritti delle opere del poeta. I primi tre classificati alla serata finale a San Daniele del Friuli parteciperanno di diritto a Folkest 2027. Il primo classificato inoltre riceverà un premio da parte del Nuovo Imaie, e parteciperà al Festival Ethnos di Torre del Greco. La Giuria assegnerà inoltre un Premio Speciale per la miglior interpretazione di un testo di Federico Tavan. Ospite della serata del Premio Cesa, per chiudere in bellezza le giornate di San Daniele sarà un grande nome della Canzone d’autore italiana, musicista e poeta dalle mille sfaccettature: Omar Pedrini.
Di tutto un po’ a Folkest
La sezione di approfondimento culturale e formazione professionale di Folkest propone anche quest’anno un ricco programma di seminari, conferenze e incontri realizzato in collaborazione con l’Associazione Elenaleddavox di Cagliari, l’Associazione Musicale Gottardo Tomat di Spilimbergo (PN), l’Associazione Furclap di Udine e il Laboratorio musicale da Glauco di San Daniele del Friuli.
La parte online, attiva dal mese di giugno e riservata agli artisti selezionati nel progetto Upbeat, sarà coordinata da Valentina Zanelli, Music Manager Strategist, affiancata dal promoter spagnolo David Sierra, che proporrà temi di grande interesse, soprattutto per i giovani artisti che si avvicinano alla professione e vogliono fare un salto qualitativo, dall’approccio al mercato musicale a come presentarsi agli showcase festival, al diritto d’autore, i diritti connessi, le problematiche della sicurezza e fiscali.
A grande richiesta, in collaborazione con l’Ascom, torna anche il concorso per la miglior vetrina dedicata alla musica, che lo scorso anno ha riscosso un grande successo.
Rai Radio Techetè alla Guarneriana
In collaborazione con Rai Radio Techetè in programma due appuntamenti alla Biblioteca Guarneriana di San Daniele che verranno registrati e dai quali verranno tratte due trasmissioni radiofoniche a cura di Elisabetta Malantrucco: il primo caso sarà un panel basato su materiali degli Archivi Storici Rai, quest’anno sarà dedicato ai grandi personaggi che hanno incrociato (e ne hanno parlato) il Friuli nei giorni del terremoto. Il secondo sarà riservato all’editoria in lingua friulana, ossia quel vasto vortice d’idee e di nuove realtà editoriali alle quali la temperie culturale del dopo terremoto ha fatto da volano.
La riscoperta del territorio
Domenica 5 luglio, in collaborazione con Promoturismo, il Comune di San Daniele del Friuli e la Pro San Daniele, Folkest torna ad accogliere i viaggiatori del treno storico Trieste–Gemona dedicato a Folkest, con un appuntamento artistico pensato e costruito appositamente per loro. I visitatori saranno inoltre accompagnati in un percorso di visite guidate che toccherà la Biblioteca Guarneriana, il parco del Castello, la chiesa di San Antonio Abate, il Museo del Territorio, le attività dello Scriptorium Forojuliense e l’antico cimitero ebraico.
Spettacoli per grandi e piccini
Il teatro di strada trasforma le piazze, le vie e i parchi in palcoscenici a cielo aperto, dove ogni angolo può diventare parte dello spettacolo. Attori, mimi e giocolieri — gli artisti di strada — intrecciano le loro performance con l’ambiente circostante, sorprendendo il pubblico e coinvolgendolo direttamente nella rappresentazione. In ogni situazione ciò che conta è l’incontro immediato e autentico tra l’artista e chi osserva, rendendo il teatro di strada un’esperienza unica e vivace, aperta a tutti. Grande attenzione ancora alla Catalogna, dove Barcellona rappresenta uno dei nuclei dell’avanguardia europea del settore, in collaborazione con la Fira Mediterrania de Manresa.
Partnership nazionali e regionali
Patrocini: UNESCO, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Nuovo Imaie, Fondazione Friuli, Ente Friuli nel Mondo, Comune di Udine, Comune di San Daniele del Friuli.
Sostegno: MIC-Ministero della Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alle Attività Produttive, Fondazione Friuli, Comunità Collinare del Friuli.
Le amministrazioni comunali nel 2026: Amaro, Corno di Rosazzo, Forgaria nel Friuli, Gemona del Friuli, Palmanova, Pulfero, Ragogna, San Daniele del Friuli, Gorizia, Romans d’Isonzo, Ronchi dei Legionari, Tramonti di Sopra, Udine.
Le Pro Loco o altre Associazioni di: Forgaria nel Friuli, Gemona del Friuli, Pulfero, San Daniele del Friuli, Vito d’Asio, Vivaro.
Partner del festival: Assomusica (Roma), Rete Italiana World (Roma), European Folk Network (Edimburgo), Hangvető (Budapest), Associazione Musicale Gottardo Tomat (Spilimbergo), Associazione Musicale Sergio Gaggia (Cividale), Associazione Culturale Furclap APS (Udine), Associazione Progetto Musica (Udine), Fondazione Luigi Bon ETS (Tavagnacco), Associazione Spilimbergomusica (Spilimbergo), Biblioteca Guarneriana (San Daniele del Friuli), XXI Guitar International (Conegliano), Edit Eventi srl (Spilimbergo), Fondazione Andrea Parodi (Cagliari), Associazione Elenaleddavox Quartucciu (CA), Pro San Daniele.
Un salto nelle origini, l’Orcolat: storia di una rinascita
L’edizione di Folkest 2026, la 48esima, non può che essere imperniata sulla memoria dei terribili terremoti del 1976 che hanno segnato questo territorio e le sue popolazioni in maniera indelebile. Dal grande sconquasso della terra, delle case, delle fabbriche e delle chiese (per dirla come Glesie Furlane e l’arcivescovo di Udine, mons. Battisti), come un sasso gettato in un lago, si generò a sua volta uno rovesciamento delle coscienze che avrebbe portato in breve a una profonda riflessione sul ruolo delle genti friulane e del Friuli stesso, aprendosi all’Europa e a quanto stava giungendo nello scambio con mille e mille volontari, organizzazioni, Enti Pubblici che in quei momenti giunsero in soccorso. Il primo risultato tangibile e commisurabile furono le radio private, che da pochi mesi avevano coraggiosamente iniziato le proprie trasmissioni via etere e che in quel momento si misero a disposizione della gente, facendo da megafono per le varie istanze che via via stavano nascendo e da colonna sonora per le interminabili giornate sotto le tende, nelle baraccopoli o nel forzato esilio lignanese. Una tra le prime fu Radio Rinascita Friuli Centrale (R2FC) che aveva la sede a San Daniele del Friuli: una realtà che si propose da subito anche come centro di aggregazione e produzione culturale, organizzando una serie di significativi concerti (Andrea Centazzo, Pierangelo Bertoli, Lucio Dalla, Prinsi Raimund, Råms, oltre a molte serate dedicate ai gruppi locali, realizzate nella sala del Teatro Ciconi a San Daniele, sopravvissuto al sisma). E fu proprio all’interno di quella radio che nacque il progetto della Fieste di chenti che, mutando il nome in Folkest, sarebbe diventato il più longevo e significativo esempio italiano di festival dedicato alla world music.
Proprio da lì ebbe inizio anche un autentico e forte revival della musica legata alla tradizione orale, a ciò che il popolo friulano aveva tramandato per secoli e che, con il declinare di quella civiltà contadina così ricca di spessore culturale e così cara a Pasolini, rischiava lentamente di scomparire. Furono organizzate varie campagne di ricerche sul campo da parte di alcuni giovani etnomusicologi e musicisti come Placida Staro, Andrea Del Favero, Valter Colle, Giulio Venier, Lino Straulino, Glauco Toniutti, Marisa Scuntaro, Emma Montanari. Il fatto che in buona parte fossero anche musicisti diede vita a un movimento di rinascita e rifondazione della musica tradizionale del Friuli (incluse le altre minoranze, soprattutto quelle slovene e tedesche). Ciò che pervadeva lo spirito di quei giovani ricercatori era un’apertura al mondo mai verificata prima e che sicuramente va ascritta alla loro crescita sociale e culturale nel periodo del terremoto e del dopo-terremoto. Folkest offrì loro palchi per esibirsi e opportunità di confronto con i migliori artisti europei della world music presenti al festival, provenienti in buona parte dalle aree delle minoranze linguistiche nei vari stati: catalani, bretoni, irlandesi, fiaminghi, galiziani che interagivano con le lingue e le culture che nei secoli hanno fatto ricca la nostra terra, dai friulani agli sloveni, dai tedeschi ai veneti, ciascuno con la propria particolare identità.
Ecco che la forza della parola è diventata il fulcro del fare di Folkest, una parola che si fa memoria quando spesso le memorie delle stesse famiglie e delle comunità andavano perdute. E così l’impegno in una narrazione reciproca: agli altri del Friuli Venezia Giulia e al Friuli del Mondo, trasformando questo Festival in un festival di frontiera e lungo le frontiere: intersezione di sentieri, scambio meticcio di narrazioni, un luogo in cui mare e terra si confondono, restituendo talvolta tesori inaspettati, o relitti di immani naufragi. Se il confine divide, studiato a tavolino, imposto dai trattati e suggellato dai sigilli, artificiale e quindi sempre difficile da sopportare, arbitrario e scomposto, la frontiera al contrario scompagina le carte, ibrida gli accenti, altera le grammatiche. La terra con le sue diversità offre profumi e stimoli: la pietra, il legno, il clima non conoscono limitazioni imposte dalle diplomazie internazionali, così come i profumi delle cucine, il colore dei piatti, la sapienza del fare tramandata di generazione in generazione e che attinge dai pascoli, dai boschi, dagli orti le stesse risorse, al di qua e al di là di un confine imposto dagli uomini. Un successo ottenuto grazie alla qualità elevata degli artisti che sono stati proposti negli anni e che verranno invitati, alla novità costituita dalla presenza di tradizioni musicali inedite, alla collaborazione con altri operatori sociali, culturali del territorio, alle culture e alle lingue locali, nell’ambito di quel grande faro di civiltà che per secoli fu il Patriarcato di Aquileia.
Folkest 2026: a San Daniele del Friuli i tre giorni clou del festival
3 – 5 luglio 2026
Dal 3 al 5 luglio San Daniele del Friuli torna ad animarsi delle giornate più intense di Folkest: un venerdì sabato e domenica di musica, incontri e scoperta che trasformano il borgo friulano in un crocevia di world music europea e canzone d'autore italiana, tra le chiese monumentali del centro storico, le osterie e la Biblioteca Guarneriana. Tra gli ospiti di queste giornate, Omar Pedrini, chiamato a chiudere in bellezza la serata finale (5 luglio), e i Perturbazione, che rileggono La Buona Novella di Fabrizio De André (4 luglio); ad aprire il festival saranno gli Zerofolk Duo, vincitori del Premio Cesa 2025 (3 luglio), mentre tra i protagonisti della domenica anche Luisa Briguglio, vincitrice del Premio Andrea Parodi 2025 (5 luglio). Le tre giornate si articolano attorno a un doppio binario: da un lato la 22ª edizione del Premio Alberto Cesa, che incorona i nuovi talenti del folk italiano; dall'altro Folkest Showcase, la vetrina internazionale sostenuta dalla piattaforma europea UpBeat. Intorno a questi due assi si muovono i concerti di Musica tra la gente nei locali del centro storico, gli appuntamenti culturali e i seminari professionali alla Biblioteca Guarneriana, gli spettacoli per famiglie in Loggia Guarneriana e, nelle due serate clou di sabato e domenica, i concerti che chiudono la giornata in piazza Pellegrino. Il Premio Alberto Cesa — Cuore identitario delle giornate è la 22ª edizione del Premio Alberto Cesa, intitolato al grande musicista piemontese: un concorso che ha raccolto oltre 150 candidature da tutta Italia e selezionato, attraverso cinque tappe da Arezzo a Codroipo, cinque finalisti: la pugliese Natalia Abbascià, gli occitani Lindal, il gruppo multietnico Ensemble du Sud, la sarda Elisa Carta e i carnici I Cani Sciolti del Mondo Roverso. Tutti cinque sono chiamati a confrontarsi anche con una prova identitaria, ovvero musicare e cantare un testo in lingua friulana del poeta Federico Tavan, in collaborazione con Morganti Editori. I primi tre classificati accederanno di diritto a Folkest 2027; il primo riceverà inoltre un premio dal Nuovo Imaie e parteciperà al Festival Ethnos di Torre del Greco, mentre la giuria assegnerà anche uno speciale riconoscimento per la miglior interpretazione di un testo di Tavan. Folkest Showcase e UpBeat — Le giornate di San Daniele si confermano anche quest'anno la casa italiana di UpBeat, la piattaforma dell'Unione Europea che riunisce quattordici dei più importanti showcase festival continentali: un palcoscenico che porta a San Daniele artisti, operatori del settore, produttori e giornalisti da tutta Europa, e che quest'anno coinvolge musicisti da Lussemburgo, Romania, Estonia, Finlandia, Polonia e Spagna (con una rappresentanza che spazia dalle Isole Canarie alla Spagna continentale). Il cartellone UpBeat porta a San Daniele otto artisti internazionali distribuiti tra venerdì e domenica. Si apre venerdì alla Tavernaccia con la canaria Natalia Machín e il suo concerto speciale Piel y Sentidos, per poi proseguire in piazza Pellegrino con i lussemburghesi Scheppe Siwen alle 22.15 e i romeni Catteh alle 23.10. Domenica la vetrina internazionale riprende al mattino con il Duo Lennak dall'Estonia e Junna dalla Finlandia, e si chiude nel tardo pomeriggio con i polacchi Chrust e Jarzmo e lo spagnolo Jorge Garrido, questi ultimi due showcase realizzati in collaborazione con Nei suoni dei luoghi.
Venerdì 3 luglio — L'apertura
Il festival si apre alle 18.15 nella chiesa di San Antonio Abate con il concerto d'inaugurazione degli abruzzesi Zerofolk Duo, vincitori del Premio Alberto Cesa 2025: nato nell'estate del 2023 dall'incontro tra Luigi Gentile e Manuel D'Olimpio, il duo intreccia bouzouki, chitarra e voce in un progetto folk che dialoga con le forme dello chôro brasiliano, come testimonia il disco d'esordio Javalândia. Dalle 19.30 alle 20.30 il centro storico si accende con Musica tra la gente: l'Osteria al Portonat, il Panorama Hotel Friuli, Adelia Di Fant e la Corte di Bacco diventano per un'ora piccoli palcoscenici a cielo aperto, protagonisti: l’Emma Montanari trio, Michele Pirona e Marina Bargone, Le quartette, Carantan Duo, Grop Tradizionâl Furlan, Natalia Machin. Mentre alla Tavernaccia, alle 19.40, la voce della canaria Natalia Machín firma il concerto speciale Piel y Sentidos. Il secondo turno di Musica tra la gente, dalle 21.00 alle 22.00, anima L'Osteria di Tancredi, il Ristorante Farroni e l'Osteria al Bersagliere, prima che la serata si chiuda in piazza Pellegrino con il doppio appuntamento Folkest Showcase: alle 22.15 i lussemburghesi Scheppe Siwen, alle 23.10 i romeni Catteh.
Sabato 4 luglio — Il giorno del Premio Cesa e di Perturbazione
La giornata si apre nel segno della riflessione, con l'incontro alla Biblioteca Guarneriana (10.30) S'Istoria infinida. Canzone d'autore in Sardegna, firmato da Felice Liperi con Duccio Pasqua, e prosegue nel pomeriggio (15.00) con un focus sull'editoria friulana nel dopo terremoto moderato da Michele Meloni Tessitori; l'appuntamento delle 12.00 andrà in diretta su Rai Radio Techetè. Tra le 11.40 e le 19.00 la chiesa di San Antonio Abate, quella di Santa Maria della Fratta e piazza Pellegrino ospitano gli showcase dei cinque finalisti del Premio Cesa: i carnici I Cani Sciolti del Mondo Roverso, la pugliese Natalia Abbascià, gli occitani Lindal, la sarda Elisa Carta e il gruppo multietnico Ensemble du Sud, mentre alle 14.15 nell'area Segreteria si tengono gli Speed Meeting tra artisti e operatori del settore. Per i più piccoli, alle 16.30 in Loggia Guarneriana, il Duo Meroni Zamboni porta in scena Il Fracasso del diavolo.
È alle 21.30, in piazza Pellegrino, che la giornata trova il suo momento più atteso: La Buona Novella live, il concerto con cui i Perturbazione rileggono nel loro stile inconfondibile il capolavoro che Fabrizio De André dedicò ai Vangeli apocrifi. Senza tradire il messaggio e la profondità del concept album del 1970 — che lo stesso De André considerava il suo lavoro più riuscito — il quartetto piemontese (Tommaso Cerasuolo voce, Cristiano Lo Mele e Alex Baracco chitarre e basso, Rossano Antonio Lo Mele batteria) restituisce nuova luce a un'opera capace di parlare sia agli estimatori del cantautore genovese sia al pubblico della band. Chiude la notte, alle 23.00, il dj set (MAPA Marching Set) che vede protagonista il bielorusso/polacco Papa Bo Selektah.
Domenica 5 luglio — Il gran finale
L'ultima giornata si apre alle 10.00 alla Biblioteca Guarneriana con Go to market: come organizzare un tour all'estero, incontro condotto dal promoter spagnolo David Sierra, e prosegue alle 15.00 con La Rai e il ruolo della radio nel Friuli del terremoto, a cura di Elisabetta Malantrucco in collaborazione con Rai Radio Techetè. Tra le 11.00 e le 19.00 si alternano tra San Antonio Abate e Santa Maria della Fratta gli showcase del Duo Lennak (Estonia), di Junna (Finlandia), di Chrust e Jorge Garrido (Polonia e Spagna, questi ultimi due in collaborazione con Nei suoni dei luoghi) e di Jarzmo (Polonia), mentre a partire dalle 15.30 sotto la Loggia della Guarneriana saranno messi a disposizione giochi di ieri e di oggi per grandi e bambini, tutti rigorosamente in legno e fatti a mano, proposti da L’Arte del Gioco; alle 14.15 si replicano gli Speed Meeting in area Segreteria.
Alle 20.15 piazza Pellegrino accoglie Luisa Briguglio, vincitrice del Premio Andrea Parodi 2025, prima della serata finale del Premio Alberto Cesa: dalle 21.00 si confrontano sul palco, con i brani in gara, tutti cinque i finalisti — Natalia Abbascià, Lindal, Ensemble du Sud, I Cani Sciolti del Mondo Roverso ed Elisa Carta — impegnati nella loro versione musicale di un testo in lingua friulana di Federico Tavan: un felice progetto giunto alla sua terza edizione e realizzato in collaborazione con Morganti editore. A condurre la serata, Martina Vocci di Tv Koper/Capodistria e Duccio Pasqua di Rai Stereonotte.
Ospite speciale della serata sarà Omar Pedrini che si esibirà insieme a Davide Apollo in alcuni brani del suo repertorio. Bresciano, cresciuto in una famiglia dalla solida tradizione musicale, Pedrini ha attraversato la scena rock italiana dagli esordi con i Timoria, nel 1990, fino alla carriera solista tra musica, radio, televisione e impegno civile sui temi ecologisti; nel 2024 ha ricevuto il Premio Rosa Camuna della Regione Lombardia per il complesso delle sue produzioni artistiche e musicali. Cantautore, poeta e voce tra le più riconoscibili della canzone italiana, porta a Folkest il sigillo di un percorso che intreccia rock, canzone d'autore e ricerca delle radici — la stessa tensione che da quasi mezzo secolo anima il festival nato dalle macerie del terremoto del 1976.
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FESTIVAL DEL SALTARELLO
16ª EDIZIONE
IL 9 LUGLIO A GIULIANOVA (TERAMO)
ORE 21.00
ORCHESTRA POPOLARE DEL SALTARELLO
ORE 22.00 – SPECIAL GUEST
GORAN BREGOVIĆ AND HIS WEDDING & FUNERAL ORCHESTRA
Torna con la sua 16ª edizione il FESTIVAL DEL SALTARELLO, progetto turistico-culturale finalizzato a divulgare e valorizzare la cultura popolare abruzzese, in programma il 9 luglio all’interno della suggestiva cornice del porto di Giulianova (Teramo). Special guest di quest’anno sarà GORAN BREGOVIĆ, che si esibirà alle ore 22 con la sua WEDDING & FUNERAL ORCHESTRA. Il Festival rappresenta una delle tappe del tour “God Is Not Your Babysitter”, con una scaletta che attraversa i grandi classici del suo repertorio accanto alle composizioni più recenti. «Sono felice di portare la mia musica al Festival del Saltarello di Giulianova. I festival popolari hanno qualcosa che sento molto vicino alla mia idea di concerto: persone che si incontrano attraverso la musica, la danza e la festa. – dichiara Goran Bregović – Con “God Is Not Your Babysitter”, porteremo sul palco tutta l’energia della Wedding & Funeral Orchestra, insieme ai brani del nuovo album e alle canzoni che il pubblico italiano balla da tanti anni. Sarà una grande celebrazione collettiva sotto il cielo d’estate». Protagonista e anima del Festival è l’ORCHESTRA POPOLARE DEL SALTARELLO, che si esibirà alle ore 21.00 prima del concerto di Goran Bregović e che rappresenta oggi una delle realtà più dinamiche nel panorama della musica tradizionale italiana, capace di rinnovare il repertorio mantenendone viva l’autenticità e, allo stesso tempo, di dialogare con linguaggi musicali diversi. «La musica popolare ha la forza di unire tutti, senza confini e senza barriere. – afferma Danilo Di Paolonicola, ideatore e direttore artistico del Festival – Insieme a Goran Bregović and his Wedding & Funeral Orchestra, all’Orchestra Popolare del Saltarello e al coro di bambini che utilizzerà il linguaggio dei segni, daremo vita a una serata unica, capace di parlare al pubblico attraverso il ritmo, le emozioni e i gesti». Il FESTIVAL DEL SALTARELLO, organizzato dall’Associazione Interamnia World Music con la collaborazione di Claudio Ucci e diretto artisticamente da Danilo Di Paolonicola, si configura come una giornata internazionale del folklore, in cui culture e linguaggi musicali si intrecciano, dando vita a un’esperienza capace di creare un ponte tra territori, storie e sonorità. L’edizione 2026 si inserisce nel programma del Festival delle Abbazie ed è realizzata in collaborazione con il Comune di Giulianova, con il patrocinio della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, del GAL Terreverdi Teramane e del Conservatorio “G. Braga” di Teramo.
Programma
FESTIVAL DEL SALTARELLO
9 luglio 2026 – Giulianova (Teramo)
MASTERCLASS – dalle ore 10.00 alle ore 18.00
€30,00 per gli iscritti al Conservatorio, €50,00 per gli esterni
Musiche tradizionali
Palazzo Kursaal – Sede del Conservatorio G. Braga Lungomare Zara, 5 – Giulianova (TE)
STAGE – dalle ore 18.00 alle ore 20.00
€15,00 a persona
Danza di radice: le comunità della Tarantella e del Saltarello e i nuovi contesti con Andrea De Siena
Evento gratuito
Saltarella e Spallata di Schiavi d’Abruzzo, con Antonella Gentile
ESIBIZIONE GRUPPI – dalle ore 18.00 alle ore 20.00
Evento gratuito
Maccabbarri
Caferza
Aikar Orkestra
CONCERTO ARENA PORTO TURISTICO DI GIULIANOVA (TE)
ORCHESTRA POPOLARE DEL SALTARELLO – ore 21.00
CORO LIBERAVOCE – ore 22.00
Coro di bambini con linguaggio dei segni, accompagnato dall’Orchestra Popolare del Saltarello
GORAN BREGOVIĆ AND HIS WEDDING & FUNERAL ORCHESTRA – ore 22.15
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CELTICA VALLE D’AOSTA CELEBRA IL TRENTENNALE:
LA MAGIA DEL FESTIVAL INCONTRA LA STORIA AL FORTE DI BARD CON L’EVENTO SPECIALE “ECHI DAL FORTE”
In occasione della sua 30ª edizione, la storica rassegna internazionale annuncia un appuntamento straordinario domenica 5 luglio: una giornata speciale che unisce l'energia del Festival alla maestosità della Fortezza valdostana. Il festival internazionale di musica, arte e cultura celtica più alto d’Europa si prepara a celebrare un traguardo storico. Se il cuore pulsante della manifestazione tornerà a far risuonare, dal 2 al 5 luglio, la splendida e tradizionale cornice del Bosco del Peuterey in Val Veny (Courmayeur), quest'anno le celebrazioni del trentennale si arricchiscono di eventi speciali pensati per coinvolgere e valorizzare l’intero territorio regionale. Tra gli appuntamenti diffusi spicca la collaborazione speciale con l’Associazione Forte di Bard, che domenica 5 luglio ospiterà l'evento straordinario “30 anni di Celtica Valle d’Aosta: Echi dal Forte”. A partire dal primo pomeriggio, le mura della fortezza accoglieranno una giornata dedicata alla riscoperta delle radici celtiche del territorio, portando l’energia del festival fuori dai suoi tradizionali scenari boschivi per abbracciare la storia millenaria del Forte. Sarà un’occasione unica per i visitatori, che potranno unire la scoperta del polo museale alle profonde suggestioni della musica e della danza tradizionali. «Siamo entusiasti di tornare a far risuonare le pietre del Forte di Bard con le melodie di Celtica», dichiara Laura Plati, Presidente dell’Associazione Clan della Grande Orsa e Direttrice Generale del Festival. «Celebrare il nostro trentesimo anniversario riprendendo questa storica collaborazione, che già in passato ha regalato edizioni indimenticabili, è per noi motivo di grande orgoglio. È un ritorno alle origini che guarda al domani: l’evento del Forte di Bard non solo chiuderà ufficialmente le celebrazioni di quest’anno, ma grazie alla sua posizione strategica, fungerà da ponte ideale per lanciare l’edizione 2027». «Siamo lieti di questo ritorno di Celtica al Forte di Bard nel trentennale della sua attività che coincide con i vent’anni di nuova vita del Forte – commenta la Presidente dell’Associazione Forte di Bard, Ornella Badery –. Celebreremo questa doppia ricorrenza nel segno della musica e dell’incontro e della scoperta della cultura e delle tradizioni celtiche». La giornata al Forte di Bard rientra tra le attività del progetto TransiT – Transizione verso il Turismo Culturale Sostenibile, finanziato dal programma Interreg VI-A France - Italia Alcotra, per la programmazione 2021-2027. Il programma della giornata offrirà una successione continua di appuntamenti ideati per far dialogare l’arte celtica con gli spazi più suggestivi del Forte:
ore 15:00 – 19:00 | Animazione musicale e musica itinerante: le note solenni delle cornamuse e dei tamburi scozzesi dei Celtic Knot Pipes and Drums e le sonorità folk della Compagnia del Coniglio animeranno le strade e accompagneranno i visitatori lungo un percorso all’interno della fortezza.
Ore 16:00 – 17:00 | Workshop di Danze Irlandesi e Scozzesi: un momento di totale coinvolgimento a cura dei Gens d’Ys (Accademia italiana di danze irlandesi), allestito presso le Scuderie del Forte.
Ore 17:30 – 18:30 | Concerto acustico di Arpa celtica: l’eleganza e la magia delle melodie di Katia Zunino troveranno una perfetta e intima dimensione acustica nella suggestiva Cappella del Forte.
Ore 19:00 – 20:00 | Spettacolo di Danze Irlandesi: l'energia travolgente dei Gens d’Ys tornerà protagonista per il gran finale sul palco principale della Piazza d’Armi.
Modalità di accesso e biglietteria
L'organizzazione e la direzione del Forte hanno previsto una formula d'accesso estremamente semplice e vantaggiosa per il pubblico: l’accesso alla manifestazione e la partecipazione a tutti gli spettacoli o workshop della giornata sono interamente inclusi nel normale biglietto d'ingresso al Forte di Bard. I visitatori del polo museale potranno così beneficiare gratuitamente di tutte le animazioni e dei concerti in cartellone, vivendo un'esperienza culturale completa.
Per ulteriori dettagli e aggiornamenti sul programma completo della 30ª edizione:
Siti Web ufficiali: www.celtica.vda.it | www.fortedibard.it
Canali Social: @celticavda | @fortedibard
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A Tuscania prende vita “Lo spirito del luogo”
Musica, teatro, cinema e patrimonio per raccontare l’anima di un museo diffuso
Dal 3 maggio al 4 ottobre 2026 il Museo archeologico nazionale di Tuscania, la Chiesa di San Pietro, la Chiesa di Santa Maria Maggiore e il patrimonio storico-artistico della città diventano il palcoscenico di lo spirito del luogo, il nuovo progetto culturale promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio del Ministero della cultura con la collaborazione del Comune di Tuscania. Un percorso diffuso tra spettacolo dal vivo, concerti, teatro, visite guidate e conversazioni d’arte che trasforma Tuscania in un grande racconto condiviso tra patrimonio materiale e memoria immateriale, valorizzando il legame profondo tra i luoghi, la loro storia e le comunità che li abitano. Il progetto è finanziato dalla Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura nell’ambito del bando dedicato alla valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo negli istituti e luoghi della cultura ed è realizzato dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio, spettacoli a cura di Associazione Ikona, con la direzione artistica del Maestro Stefano Saletti e Orchestra da Camera Fiorentina, con la direzione artistica del Maestro Giuseppe Lanzetta. Tuscania rappresenta un caso esemplare nel panorama culturale del Lazio: un vero e proprio museo diffuso dove oltre tremila anni di storia convivono tra necropoli etrusche, mura medievali, architetture religiose straordinarie e uno dei più importanti musei archeologici della Tuscia. A questo si aggiunge il suo rapporto privilegiato con il cinema: registi come Monicelli, Pasolini, Cavani e Tarkovskij hanno scelto questi luoghi come scenografie di alcune delle loro opere più celebri. Lo spirito del luogo nasce proprio da questa identità stratificata: non una semplice rassegna di eventi, ma un progetto site-specific costruito per dialogare con il contesto e renderlo protagonista. Dalla musica medievale ai canti provenzali, dalle rotte sonore del Mediterraneo alla poesia mistica di Rumi e di San Francesco, fino a Virgilio e a Pier Paolo Pasolini: ogni appuntamento evoca lo spirito dei luoghi e offre una fruizione più viva e consapevole del patrimonio culturale. Ad aprire il programma, il 3 maggio nella Chiesa di San Pietro, sarà l’ensemble Micrologus con Venite a laudare. Laudi francescane del XIII-XV secolo. Tra i gruppi italiani più longevi e autorevoli nella riproposizione della musica medievale, Micrologus presenta un progetto dedicato a uno dei momenti più significativi del rinnovamento spirituale e comunitario del Medioevo: la lauda. Canti semplici, monodici, nati nei dialetti volgari e pensati per essere condivisi, in cui la coralità diventa espressione di preghiera, coesione e profonda partecipazione emotiva. Seguiranno altri nove appuntamenti con artisti e interpreti di grande rilievo come Massimo Popolizio, Pejman Tadayon, l’Orchestra da Camera Fiorentina diretta da Giuseppe Lanzetta, Stefano Saletti e Raffaella Misiti, fino agli incontri dedicati a Pasolini e all’ottavo centenario francescano del 2026. Accanto agli spettacoli, che si terranno all’interno e all’esterno della chiesa di San Pietro, il progetto prevede aperture straordinarie, visite guidate, conversazioni d’arte e attività speciali in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, creando un itinerario culturale capace di intrecciare esperienza artistica, scoperta del territorio e valorizzazione del patrimonio locale. «Con lo spirito del luogo – dichiara la Direttrice della Direzione regionale Musei nazionali Lazio, Elisabetta Scungio – intendiamo rafforzare una visione della valorizzazione culturale che mette i luoghi al centro e li restituisce alla comunità come spazi vivi, attraversabili e contemporanei. Tuscania è un patrimonio stratificato di straordinaria forza evocativa: archeologia, paesaggio, architettura, memoria cinematografica e spiritualità dialogano in modo naturale. Questo progetto costruisce una relazione più profonda tra pubblico e patrimonio, trasformando la visita in un’esperienza culturale completa e partecipata». Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di promozione del patrimonio culturale fondata su esperienze autenticamente legate ai territori, capaci di generare valore culturale, attrattività turistica e sviluppo locale, superando la logica dell’intrattenimento isolato per costruire percorsi di identità e appartenenza. Lo spirito del luogo è, in questo senso, un invito ad abitare i luoghi della cultura non come semplici visitatori, ma come parte di una storia che continua a essere scritta.
PROGRAMMA
Domenica 7 giugno - ore 17:00
Pejman Tadayon Ensemble
Rumi incontra San Francesco
Mercoledì 8 luglio - ore 19:30
Orchestra da Camera Fiorentina
Musica dal grande schermo.
Sabato 20 settembre - ore 17:00
L’utopia nascosta di Francesco
Regista Attore Francesco Grossi, Drammaturga regista Patrizia Pasqui, Attore Filippo Lai e Musicisti dell'Orchestra del Centro di produzione Musicale della Toscana:
Domenica 27 settembre - ore 17:00
Raffaella Misiti e Stefano Scatozza con Arianna Gaudio e Stefano Saletti
Pasolini/la parola, la musica, il cinema
Domenica 4 ottobre – ore 17:00
Franciscu "quando i cieli Parlano"
pianoforte Francesco Nicolosi lettore Arnaldo Colasanti lettrice Silvia Siravo, I solisti dell’Orchestra da Camera Fiorentina.
La partecipazione agli eventi è gratuita; è consigliata la prenotazione via mail scrivendo all’indirizzo drm-laz.mutuscania@cultura.gov.it.
CONTATTI
Direzione regionale Musei nazionali Lazio
e-mail drm-laz.comunicazione@cultura.gov.it
Museo archeologico nazionale di Tuscania
e-mail drm-laz.mutuscania@cultura.gov.it
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10 luglio | 3 agosto
FESTAMBIENTESUD 2026
XXII edizione
parte dall’Africa e approda nel cuore della Puglia il viaggio del festival di Legambiente per il Sud: musica, letteratura e teatro, ma anche visite, degustazioni, laboratori in una sintesi fra ambiente e territorio
OUT OF AFRICA
“DESERTO OASI E CAROVANE”
ai confini del clima
Tamikrest (Mali) | Vieux Farka Toure (Mali) | Daniele Sepe (Italia) | Giuseppe Armillotta (Italia) | Bambara Files (Fr/Bf/Mali) | Julian Marley (Jamaica) | Guedra Guedra (Marocco) | Nour Eddine (Marocco) | Amira Kheir (Sudan) | Majid Bekkas (Marocco) | Mamadou Diakitè (Costa D’avorio) | Noura Mint Seymali (Mauritania) | Stefano Pedrocchi (Italia) | Slammals (Italia) | Daby Toure (Mauritania) | Niccolò Fabi (Italia)
Ci sono festival che programmano eventi e festival che aprono varchi. FestambienteSud appartiene senza dubbio a questa seconda categoria: una carovana culturale che, da ventidue anni, ogni estate si rimette in cammino inseguendo il filo sottile che unisce il Sud d’Italia ai Sud del mondo.
Dal 10 luglio al 3 agosto 2026, il festival internazionale di Legambiente per il Sud torna a muoversi lungo la Puglia, dal Gargano alla Valle d’Itria, trasformando paesaggi, storie e comunità in un unico itinerario narrativo, che coinvolge luoghi suggestivi e unici come masserie, citta UNESCO, conventi, abbazie e centri storici. Il tema che guida la nuova edizione è “DESERTO OASI E CAROVANE ai confini del clima”, secondo capitolo - dedicato all’Africa sahariana - del triennio “OUT OF AFRICA” che accompagnerà il festival fino al 2027.
Fedele alla sua vocazione esplorativa e nomade, il festival sceglie ancora una volta di spingersi verso i confini più radicali del Pianeta. I popoli del deserto insegnano che per sopravvivere in condizioni estreme bisogna piegarsi con coraggio e duttilità, un sapere antico che attraversa anche la loro musica: una produzione dalle infinite varianti locali, che oggi trova finalmente pieno riconoscimento internazionale, grazie a campioni come i veterani Tamikrest, che apriranno la rassegna il 10 luglio a Martina Franca; la mauritana Noura Mint Seymali, vincitrice del WOMEX Artist Award 2025, in scena il 1° agosto a Vico del Gargano; la regina del deserto Amira Kheir, sudanese di adozione britannica, nata e cresciuta a Torino, ospite il 26 luglio a Monte Sant’Angelo; o il maliano Vieux Farka Toure l’11 luglio a Martina Franca, figlio del mitico Ali Farka Toure - la “fonte” delle radici blues africane - erede riconosciuto di quegli antichi codici.
Altro figlio leggendario, Julian Marley, stella del reggae contemporaneo, sul palco del convento di San Matteo a San Marco in Lamis, il 19 luglio. Sempre a San Marco, il 18 luglio prende forma il progetto Bambara Files, un ponte tra Africa ed Europa che poggia sugli antichi cordofoni delle tradizioni mandinghe.
Un’edizione ricchissima, che non dimentica le ibridazioni dei suoni e delle culture come il maestro Majid Bekkas, massimo esponente della tradizione gnawa blues, confraternite di ex-schiavi neri deportati in Marocco, in scena il 31 luglio a Vico del Gargano; o come la spiritualità sufi di Nour Eddine e Rashmi Bhatt, che presso l’abbazia di Santa Maria di Pulsano, chiuderà al tramonto la passeggiata di Monte Sant’Angelo del 25 luglio. E poi ancora: la dimensione internazionale della world music, con il mauritano Daby Toure, alfiere della storica etichetta Real World di Peter Gabriel, il 2 agosto a Vico; la nuova frontiera dell’elettronica nomade, rappresentata dall’acclamato dj-produttore marocchino Guedra Guedra, protagonista del focus Afrofest, presso la masseria Gambadoro di Monte Sant’Angelo il 24 luglio. Senza dimenticare la grande musica italiana, quella capace di dialogare con altri mondi possibili: grazie alle provocazioni pop di Dargen D’Amico a Martina Franca il 22 luglio, lo spirito globalista di Daniele Sepe il 16 luglio a Rignano Garganico, e, gran chiusura, la sensibilità autoriale di Niccolò Fabi il 3 agosto a Vico del Gargano, in un viaggio attraverso il mondo che, idealmente, parte dall’Africa e si chiude nelle terre sacre del Gargano, testimoni secolari di popoli adattivi e culture in movimento.
«L’Africa non è una suggestione esotica, ma una bussola del futuro», spiega Franco Salcuni, ideatore e anima della manifestazione, di cui cura anche la direzione generale con la collaborazione di Luciano Castelluccia. «Il deserto africano oggi avanza con il clima che cambia e minaccia terre prospere e ricche di acque dolci. Da qui nasce il cuore tematico di questa edizione: capire come dialogare con il deserto, contenerlo e comprenderlo, guardando alle culture e ai modelli sociali e produttivi che hanno permesso a intere civiltà di vivere - e talvolta prosperare - in condizioni estreme. La desertificazione dell’Occidente non è solo geografica, è anche sociale ed è segnata da spopolamento, invecchiamento e perdita di coesione. In questo scenario, le oasi diventano presidi di vita e di comunità, luoghi che custodiscono acqua e che proteggono risorse immateriali come solidarietà, cooperazione, democrazia, pace. E come nel deserto le oasi sopravvivono grazie alle carovane, così nella società contemporanea reti, relazioni e scambi devono diventare essenziali per mantenere vivo il sistema».
«FestambienteSud ci porta lì dove il mondo si fa essenziale, nei luoghi in cui clima, suoni e creatività diventano modi per restare vivi», conclude Mauro Zanda, giornalista Rai e direttore artistico del triennio sull’Africa. «Adattarsi al deserto non è solo resistere, è trasformare la fragilità in forza: la stessa energia misteriosa che attraversa la musica che presentiamo, traduzione moderna delle ancestrali melodie pentatoniche che, secondo molti ricercatori, sono alla base stessa del blues moderno».
Nel programma del festival, accanto al ricchissimo cartellone musicale, trovano spazio anche altri linguaggi. Il teatro civile è al centro di una rassegna curata dal 31 luglio al 2 agosto a Vico del Gargano dal giovane attore Giuseppe Armillotta, autore e interprete dell’inedito monologo I nostri deserti, in una produzione del festival. La sezione accoglie anche l’attore ivoriano Mamadou Diakitè con Racconto personale, spettacolo prodotto da Bottega degli Apocrifi, e il collettivo poetico Slammals, che animerà un Poetry Slam in chiusura. La letteratura è presente con le presentazioni di L’Africa non è un paese. Istruzioni per superare luoghi comuni e ignoranza sul continente più vicino di Dipo Faloyn, il 17 luglio a San Marco in Lamis, e di Romanzo personale di Stefano Pedrocchi, direttore della Fondazione Bellonci e del Premio Strega, il 2 agosto a Vico del Gargano. Una serie di visite e passeggiate, il 10 e 11 luglio a partire dalle 18 a Martina Franca, arricchiranno alcune delle tappe del festival, mentre l’agroalimentare trova spazio con FestambienteFood, il nuovo progetto dedicato al cibo sostenibile e di qualità nella masseria Mangiato e nel centro storico di Vico del Gargano. Infine, il dialogo e l’approfondimento si articolano in un seminario estivo il 18 luglio a San Marco in Lamis e in un programma di forum, il 31 luglio e 1° agosto a Vico del Gargano, pensati come spazi di confronto aperti e partecipati.
PROGRAMMA
MARTINA FRANCA
In Valle d’Itria il festival torna nelle suggestioni della Masseria Mangiato con due giornate all’insegna della buona musica ma anche con visite, degustazioni, laboratori a partire dalle ore 18. Il programma completo sul sito web.
10 luglio
MUSICA - TAMIKREST (Mali), masseria Mangiato, vivaticket, ingresso dalle ore 18
11 luglio
MUSICA - VIEUX FARKA TOURE (Mali), masseria Mangiato, vivaticket, ingresso dalle ore 18
RIGNANO GARGANICO
Come tradizione il festival inizia il suo tour garganico dal comune più piccolo del Parco, sede dell’antica Grotta Paglicci.
16 luglio
MUSICA - DANIELE SEPE (Italia), largo Portagrande, ingresso libero, ore 21
SAN MARCO IN LAMIS
Il Convento di San Matteo è un tempio dello spirito e luogo della cultura, con la sua importante biblioteca. Oltre al programma degli eventi di letteratura, teatro e musica, il giorno 18 luglio il festival terrà anche il suo SEMINARIO ESTIVO, con lavori di mattina e pomeriggio, partecipazione gratuita, programma e prenotazioni sul sito.
17 luglio
LETTERE - presentazione a cura di Annalisa Urbano del volume L’AFRICA NON È UN PAESE. Istruzioni per superare luoghi comuni e ignoranza sul continente più vicino di Dipo Faloyn, Convento di San Matteo_free_ore 19
TEATRO - I NOSTRI DESERTI di Giuseppe Armillotta, Convento di San Matteo, ingresso libero, ore 21
18 luglio
SEMINARIO - DESERTO E DESERTIFICAZIONE TRA OASI VITALI E CAROVANE IN CAMMINO, Convento di San Matteo, dalle ore 9.30 alle 18
MUSICA - BAMBARA FILES (FR/BF/Mali), Convento di San Matteo, ingresso libero, ore 21
19 luglio
MUSICA - JULIAN MARLEY (Jamaica), Convento di San Matteo, vivaticket, ore 21
Apertura e chiusura con DJ ZAIO & frends
MARTINA FRANCA
Il festival torna per una giornata in Valle d’Itria per celebrare un evento speciale in piazza.
22 luglio
MUSICA - DARGEN D'AMICO Italia, piazza XX Settembre, ingresso libero, ore 21.30
MONTE SANT’ANGELO
Ancora una volta la tappa nella città UNESCO di Monte Sant’Angelo toccherà tre luoghi simbolici della sua architettura storica: la Masseria, l’Abbazia e il centro storico.
24 luglio
MUSICA - GUEDRA GUEDRA (Marocco), AFROFEST, Masseria Gambadoro (Macchia), vivaticket, ore 21
25 luglio
MUSICA - NOUR EDDINE (Marocco), passeggiata concerto, Abbazia S. Maria di Pulsano, ingresso libero, dalle ore 17
26 luglio
MUSICA - AMIRA KHEIR (Sudan), piazza Duca d’Aosta, ingresso libero, ore 21
VICO DEL GARGANO
La tappa di Vico del Gargano sarà per tre giorni festa nel centro storico con una mostra mercato della qualità alimentare e numerosi eventi che partono dal pomeriggio per concludersi in tarda sera. Il festival chiude con un concerto speciale, il 3 agosto, nella cornice del Convento dei Cappuccini e del suo leccio monumentale.
31 luglio
FORUM - ARTE E RIVOLUZIONE, via Castello, ingresso libero, ore 19
TEATRO - I NOSTRI DESERTI di Giuseppe Armillotta, via Castello, ingresso libero, ore 20.30
MUSICA - MAJID BEKKAS (Marocco), largo S. Domenico, ingresso libero, ore 22
1 agosto
TREKKING URBANO – IL CENTRO STORICO, dalle ore 17 con la guida Ida d’Errico
FORUM - D COME AGRICOLTURA, via Castello, ingresso libero, ore 19
TEATRO - RACCONTO PERSONALE di Mamadou Diakitè, via Castello, ingresso libero, ore 20.30
MUSICA - NOURA MINT SEYMALI (Mauritania), largo S. Domenico, ingresso libero, ore 22
2 agosto
TREKKING – LA FORESTA UMBRA, dalle ore 10 con la guida Ida d’Errico
LETTERE - ROMANZO PRIVATO di Stefano Pedrocchi, via Castello, ingresso libero, ore 19
TEATRO - POETRY SLAM con Slammals, via Castello, ingresso libero, ore 20.30
MUSICA - DABY TOURE (Mauritania), largo S. Domenico, ingresso libero, ore 22
3 agosto
MUSICA - NICCOLÒ FABI (Italia), Convento dei Cappuccini, vivaticket, ore 21
Direzione artistica
Mauro Zanda, Franco Salcuni e Luciano Castelluccia
Organizzazione
Legambiente Circolo FestambienteSud
Gli eventi alla Masseria Mangiato e i concerti di Julian Marley, Guedra Guedra e Niccolò Fabi sono a pagamento con ticket acquistabili online, su https://www.vivaticket.com/it/tour/festambientesud-2026/3380, e al botteghino del festival presso il centro culturale Green Cave, via Garibaldi 27, Monte Sant’Angelo (Fg).
Tutti gli altri eventi sono a ingresso libero
Il triennio 2025-27 è cofinanziato da: Regione Puglia - POC 2021-27 - Linea d’Intervento 6.2 Attività culturali “Sostegno alle produzioni culturali delle ICC e altre organizzazioni culturali”. Spettacolo dal vivo.
Il partenariato istituzionale e sociale di FestambienteSud 2026 è in corso di perfezionamento e sarà comunicato sul sito ufficiale e sui materiali di comunicazione.
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Goran Bregović & Wedding and Funeral Band incontrano l’Orchestra Popolare del Saltarello
XVI edizione del Festival del Saltarello
9 luglio 2026 | Porto di Giulianova
Il Festival del Saltarello torna con la sua sedicesima edizione e si prepara a vivere uno dei momenti più alti della sua storia: il 9 luglio 2026, nella suggestiva cornice del porto di Giulianova, il celebre Goran Bregović con la sua Wedding and Funeral Band incontrerà il cuore pulsante del festival, l’Orchestra Popolare del Saltarello. Un dialogo artistico potente e coinvolgente, in cui la grande tradizione balcanica si fonderà con l’energia e l’identità della musica popolare abruzzese, rappresentata da un’orchestra che da anni è simbolo di ricerca, innovazione e valorizzazione delle radici. Sarà una vera e propria giornata internazionale del folklore, dove i linguaggi musicali si intrecciano e le culture si incontrano, dando vita a uno spettacolo unico e irripetibile, capace di parlare a pubblici diversi e di creare un ponte tra territori, storie e sonorità. L’Orchestra Popolare del Saltarello, protagonista e anima del Festival, rappresenta oggi una delle realtà più dinamiche nel panorama della musica tradizionale italiana, capace di rinnovare il repertorio mantenendone viva l’autenticità e di dialogare con linguaggi musicali diversi, affiancando e accompagnando artisti di ogni genere con grande versatilità e qualità artistica. Il Festival del Saltarello, organizzato dall’Associazione Interamnia World Music con la preziosa collaborazione di Claudio Ucci, importante figura per il festival e per l’Orchestra Popolare del Saltarello, è guidato dalla direzione artistica di Danilo Di Paolonicola, ideatore del festival, che negli anni lo ha trasformato in un progetto culturale solido e riconoscibile, in continua crescita e aperto a collaborazioni internazionali, valorizzando la tradizione con nuove visioni artistiche e creando occasioni uniche di incontro tra culture, linguaggi e generazioni. L’edizione 2026 si inserisce nel programma del Festival delle Abbazie ed è realizzata in collaborazione con il Comune di Giulianova, con il patrocinio della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, del GAL Terreverdi Teramane e del Conservatorio di Musica G. Braga di Teramo. Un appuntamento imperdibile, dove la grande musica internazionale incontra il cuore autentico della tradizione abruzzese. Il 9 luglio a Giulianova una grande festa in cui l’Abruzzo incontra i Balkani, dando vita a un incontro internazionale di musica popolare.
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MONTELAGO CELTIC FESTIVAL
Taverne di Serravalle di Chienti (MC)
XXIII edizione - dal 5 all’ 8 AGOSTO 2026
MCF 2026: Early Bird già esauriti, ora la line-up della XXIII edizione
Si apre ufficialmente la strada verso Montelago Celtic Festival, in programma dal 5 all’8 agosto 2026 a Taverne di Serravalle di Chienti (MC). A inaugurare il conto alla rovescia è stata l’Early Bird, prima tranche di prevendita dei biglietti, andata sold out in appena due ore. Il 6 aprile sarà la volta della Spring Offer, con altri 4.000 ingressi pronti sia per chi torna, sia per chi partecipa per la prima volta a uno dei pochi festival italiani in stile anglosassone: campeggio libero, musica senza sosta e un’atmosfera unica immersa tra i Monti Sibillini. Capace di attraversare mondi sonori diversi restando saldamente ancorata allo spirito folk, la XXIII edizione si presenta con una line-up di respiro internazionale. A partire dagli Eluveitie, autentico punto di riferimento del folk metal europeo: la band svizzera fonde strumenti tradizionali celtici, chitarre, melodie ancestrali e una potenza che ha conquistato i grandi palchi internazionali. A Montelago presentano l’ultimo album Ànv, compendio di oltre 20 anni di intenso coinvolgimento nel mondo celtico-pagano, sapientemente raccontato alle generazioni moderne. Accanto a loro l’energia visionaria dei Rhapsody of Fire, che, con 14 album in studio, sono i pionieri del symphonic power metal italiano, l’incrocio perfetto fra riff e hook metal grintosi e ossessivi ed elementi sinfonico-orchestrali. Da Berlino invece arrivano gli In Extremo, veri e propri maestri nel mescolare rock duro, strumenti medievali e lingue antiche, il loro Middle Age Metal, completo di inni da cantare in coro, ha fatto guadagnare alla band le prime posizioni nelle classifiche nazionali, trasformando le centinaia di performance nei festival più noti, compresi quelli leggendari come il Wacken Open Air, in eventi di culto. Dall’Irlanda si affaccia, poi, il fenomeno The Scratch, quartetto che ha inventato un genere con influenze metal, prog, folk perfino psychobilly, ma sfugge a qualsiasi etichetta, unendo tradizione e underground. Il loro Mind Yourself è stato nominato per il Choice Music Prize, la band è stata recentemente inserita da The Independent tra le Top 10 Bands to Watch in 2026, prima di Montelago saranno headliner negli USA, Regno Unito e Australia. Tornano i Folkstone, alfieri del folk metal tricolore che accostano strumenti antichi quali cornamuse, arpa, flauti, bouzouki e ghironda con una granitica base rock metal e testi in italiano; e poi il trio francese dei Ciac Boum, band di riferimento del balfolk europeo, capaci di trasformare ogni concerto in una festa collettiva fatta di divertimento, danza e tradizione reinventata. Il cuore più profondo della musica tradizionale pulsa invece grazie a formazioni leggendarie come le finlandesi Värttinä fondata dalle sorelle Sari e Mari Kaasinen, custodi di una tradizione vocale antichissima, autentica e ipnotica. E poi gli anglo-irlandesi Lúnasa, tra le band più influenti e raffinate della scena folk mondiale, si sono esibiti alla Carnegie Hall di New York, al Glastonbury Festival e alla Bercy Arena di Parigi: la rivista MOJO li ha nominati “i nuovi dei della musica irlandese”, mentre Billboard ha scritto che “chiunque li ascolti non può fare a meno di trovarli contagiosi”. Fedeli allo spirito montelaghista, arrivano gli inimitabili Steve ’n’ Seagulls, pronti a stupire e far sorridere con le loro travolgenti versioni bluegrass e folk dei capolavori rock e metal.
Il direttore artistico Michele Serafini: “Montelago, alla sua ventitreesima edizione, è ormai una strana bestia nel panorama italiano dei festival: poco tradizionale dal punto di vista dei festival folk, molto radicato e poco convenzionale dal punto di vista dei festival mainstream. Lavoriamo con le più grandi agenzie di booking europee per portare nell'Appennino gruppi che, se toccano l’Italia, raramente lo fanno fuori dai grandi centri urbani del Nord. Ma al contempo si fa scouting continuo tra le strade e i pub per portare il meglio delle nuove proposte ancora non intaccate dallo show business. Ecco allora che accanto a nomi storici della tradizione come Lúnasa e Värttinä, abbiamo voluto band come Mec Lir, Talisk e The Scratch che rappresentano il new trad più estremo di Irlanda e Scozia. E ancora, senza headliner e nello stesso bill, ci piace mettere a braccetto le nuove note del californiano Elias Alexander con lo storico folk metal degli Eluveitie, le gighe dei Gadan e l’esperienza ultradecennale degli In Extremo, dei Folkstone, degli Steve ‘n’ Seagulls e dei Rhapsody of Fire.” E ancora: Trinaluna, Dj Gandalf, Elias Alexander, Lou Tapage, Gadan, Tralala Lovers, Mortimer Mc Grave, Half Man Half Not, Mec Lir, Folkamiseria, Malembà, Resonance, TRAM, Tersycore, Talisk, City of Rome Pipe Band, The Cloverhearts, Uncle Bard & the Dirty Bastards, una costellazione variegata di artisti per un totale di 36 concerti distribuiti in 5 palchi. Come sempre la musica è solo una parte dell’esperienza nei 54 ettari di Montelago: area camping e villaggio resort, workshop e attività outdoor, danze, giochi, cammini, accampamenti storici, cerimonie celtiche, spazi culturali, conferenze, cinema, mercato artigianale, area gastronomia e una costante attenzione alla sostenibilità ambientale rendono Montelago un evento unico nel suo genere, riconosciuto e amato da una comunità che ogni anno si rinnova. Montelago Celtic Festival è un evento firmato La Catasta e organizzato in collaborazione con Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Serravalle di Chienti (MC), Cosmari, Contram, Università di Camerino, Università di Macerata, Protezione Civile e Croce Rossa.
Info e prevendita: www.montelagocelticfestival.it
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ACOUSTIC GUITAR VILLAGE
L’Acoustic Guitar Village a Cremona Musica 2026 presenta il programma delle masterclass di liuteria, il concorso per emergenti "New Sounds of Acoustic Music", "Cremona Acoustic Blues Meeting" e tanti altri eventi sempre in aggiornamento!
Dal 2 al 4 ottobre 2026, l’Acoustic Guitar Village torna all’interno di Cremona Musica con un programma di formazione sulla liuteria dedicato a liutai, costruttori professionisti e amatoriali e appassionati in genere. La masterclass di quest'anno, seguendo molte richieste pervenute, sarà particolarmente incentrata sulla riparazione e restauro di chitarre acustiche e altri strumenti a plettro e pizzico. Docenti saranno i Maestri Liutai DOUG & SHARON PROPER (Usa), proprietari e gestori di The Guitar Specialist, Inc., un rinomato laboratorio di riparazione e restauro nella contea di Westchester, New York, e IAN DAVLIN (Usa), fondatore di The Looth Group, una community online e piattaforma educativa per liutai, riparatori professionisti e costruttori di utensili. Tre giorni di formazione intensiva per due percorsi: ritastatura professionale, dalla preparazione della tastiera alla ricoronatura finale, e stampa 3D applicata alla liuteria, dalla modellazione alla stampa dei prototipi. Entrambi combinano teoria, dimostrazioni pratiche e momenti di confronto diretto, per strumenti concreti da usare subito nel lavoro quotidiano. Per maggiori informazioni, i programmi dettagliati e i moduli di iscrizione consultate il nostro sito web: https://acousticguitarvillage.net/cremona-2026/corsi-di-formazione-workshops-masterclasses-2026/
iscrizioni: info@armadilloclub.org
MASTERCLASS DI PERFEZIONAMENTO PER MANDOLINO
Domenica 4 ottobre all'AGV masterclass didattica di perfezionamento per mandolino tenuta dal Maestro Carlo Aonzo!
Per maggiori informazioni e programma consultate il nostro sito web: https://acousticguitarvillage.net/cremona-2026/corsi-di-formazione-workshops-masterclasses-2026/
Per iscrizioni scrivere a giulia.alliri@gmail.com
info@accademiamandolino.com
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LO SPIRITO DEL PIANETA 2026
Un inno alla positività e al “noi”
Dal 18 giugno al 4 luglio 2026, torna a Casirate d’Adda (BG), presso il Gerundium, il festival internazionale dei popoli indigeni e delle tradizioni del mondo Lo Spirito del Pianeta. Ingresso libero.
Promosso da Ivano Carcano e Simayiai Maasailady, il festival rilancia un messaggio attuale: cambiare prospettiva e riscoprire il valore della comunità. “Non tanti io, ma un grande noi” è il filo conduttore di un evento che da oltre venticinque anni favorisce l’incontro tra culture. Il programma propone oltre 400 eventi gratuiti tra concerti, danze tradizionali, riti ancestrali, conferenze e laboratori. Protagonisti saranno gruppi e comunità da tutto il mondo: dagli Indios dell’Amazzonia con cerimonie di purificazione, ai Masai con le danze della savana, fino ai Maori che guideranno il pubblico nella potente esperienza collettiva della Haka. Presenti anche gruppi Maya e Aztechi, Indiani d’America, artisti dal Congo e monaci tibetani impegnati nella creazione del Mandala. Grande spazio all’area olistica ampliata, con pratiche di meditazione, trattamenti energetici, incontri spirituali e percorsi di riequilibrio corpo-mente. Uno spazio pensato per chi desidera rallentare, ritrovare sé stesso e riconnettersi con la propria dimensione interiore.
Completano l’esperienza il mercato artigianale internazionale, i laboratori interattivi e le attività dedicate alle famiglie. Lo Spirito del Pianeta 2026 si conferma così come un grande evento di incontro, capace di unire culture, spiritualità e partecipazione in un’unica esperienza condivisa.
INGRESSO LIBERO
Per informazioni: www.lospiritodelpianeta.it
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DAL 24 AGOSTO AL 3 OTTOBRE LA 31ESIMA EDIZIONE DE
I SUONI DELLE DOLOMITI
il festival di musica in quota
con la direzione artistica di Mario Brunello
L’unico storico festival sulle Dolomiti Patrimonio mondiale dell’umanità (UNESCO)
che porta gli artisti internazionali e il loro pubblico tra le vette, i prati e i rifugi alpini promuovendo consapevolezza ambientale, sostenibilità e inclusione
1 mese di eventi tra le meraviglie delle Dolomiti trentine
18 concerti con artisti di fama internazionale
17 location suggestive in alta quota
4 eventi accessibili a persone con disabilità
1 esperienza unica dove il silenzio diventa ascolto, il cammino condivisione
Tra gli ospiti I Violoncellisti della Scala, Coro SOSAT, Ilya Gringolts, Belles of the Rockies, Quinn Christopherson Trio, Gilles Apap, Baba Yaga, Ilumina Ensemble, Jakub Józef Orliński, Il Pomo d’Oro, MediBa 4tet, Lucienne Renaudin Vary, Félicien Brut, Voces8 Scholars Ensemble, Danilo Rea, Enzo Pietropaoli, Fabrizio Sferra, Alash Ensemble, Anna Castiglia, Alexander Huber, Chiara Schmidt, Giuseppe Cederna, Ensemble Cortlys, Daniele Silvestri
Appuntamenti imperdibili come il Trekking dei Suoni, l’Alba delle Dolomiti
e Musica Verticale (novità 2026)
Tutti i luoghi sono raggiungibili a piedi con percorsi di varia intensità
con attenzione ad ACCESSIBILITÀ e INCLUSIONE
I concerti sono gratuiti
“Le Dolomiti.
Sono pietre o sono nuvole? Sono vere oppure è un sogno?”
Dino Buzzati
Dal 24 agosto al 3 ottobre torna I SUONI DELLE DOLOMITI, il festival che da oltre trent’anni porta la grande musica internazionale tra le vette, i prati e i rifugi alpini del Trentino, con un ricco programma di concerti ed eventi ad alta quota immersi negli scenari spettacolari delle Dolomiti trentine, Patrimonio mondiale UNESCO. Gli eventi in programma non solo offrono un’esperienza unica, in cui la bellezza dei paesaggi si intreccia con le performance di artisti di fama internazionale, ma rappresentano anche un’importante occasione per sensibilizzare il pubblico sulla tutela dell’ambiente, valorizzando le Dolomiti, Patrimonio mondiale UNESCO, e promuovendo un turismo consapevole e sostenibile. Particolare attenzione è rivolta all’accessibilità e all’inclusione, con quattro eventi pensati per garantire la piena partecipazione anche alle persone con disabilità, affinché tutti possano vivere appieno la magia e i valori del festival. Dall’anno scorso il festival fa parte della European Festivals Association e ha implementato un sistema di gestione conforme alla certificazione ISO 20121:2024 per eventi sostenibili. La direzione artistica è di Mario Brunello.
Il festival si aprirà il 24 agosto, alle ore 12.00, in Val Nana presso Malga Tassulla, nelle Dolomiti di Brenta, con “Archi, Corde, In-canto”, un progetto speciale che vedrà protagonisti I Violoncellisti della Scala insieme al Coro SOSAT, in occasione del centenario di quest’ultimo: un incontro tra tradizione alpina e sonorità contemporanee, impreziosito dagli arrangiamenti di Stefano Nanni.
Il 28 agosto, alle ore 12.00, sull’Altopiano della Paganella, al Rifugio Tosa Pedrotti, sarà protagonista il violinista Ilya Gringolts, artista di fama internazionale apprezzato per il virtuosismo e la profondità interpretativa, il cui repertorio attraversa epoche e stili, dal barocco al contemporaneo, portandolo a collaborare con alcune delle più importanti orchestre del panorama mondiale.
Il 2 settembre, alle ore 6.00, il Sass Pordoi in Val di Fassa ospiterà L’Alba delle Dolomiti, uno degli appuntamenti più suggestivi del festival, con il concerto delle Belles of the Rockies. Il giovane ensemble statunitense, nato nel 2025 all’Università del Colorado e già vincitore di importanti premi nazionali, si distingue per energia, creatività e forte identità artistica, valorizzando anche il ruolo delle donne nella musica per ottoni.
Il 4 settembre, alle ore 12.00, presso Malga Canvere, in Val di Fiemme, il Quinn Christopherson Trio terrà il suo concerto. Originario di Anchorage, in Alaska, il cantautore Quinn Christopherson fin da bambino racconta storie attraverso la poesia e scopre la musica a 20 anni grazie a una chitarra regalatagli dal padre. Cresciuto tra locali e bar, la sua musica affronta temi come identità, crescita e appartenenza, trasformando esperienze personali in narrazioni musicali intense e universali, anche grazie alla solida collaborazione con il polistrumentista Nicholas Carpenter, suo compagno di band.
Dal 7 al 9 settembre, nelle Pale di San Martino, si terrà uno degli appuntamenti più attesi della rassegna: il Trekking dei Suoni, un’esperienza che unisce cammino e musica in alta quota, culminando il 9 settembre alle ore 12.00 in Località Prati Col a San Martino di Castrozza, ai piedi delle Pale di San Martino, con il concerto di Mario Brunello e Gilles Apap, un incontro tra due artisti capaci di intrecciare linguaggi musicali e culture diverse, trasformando la montagna in un vero e proprio teatro del mondo.
Il giorno dopo, il 10 settembre, alle ore 12.00, in Località Tresca, in Val di Fiemme al cospetto del Gruppo del Latemar e del Monte Agnello, relitto geologico del vulcano giurassico di Predazzo, sarà la volta dei Baba Yaga, una delle realtà più originali della scena internazionale, con un sound acustico che fonde melodie balcaniche, klezmer e jazz gitano, tra composizioni originali e improvvisazione.
Il 12 settembre alle ore 12.00, al Piano del Lago Asciutto, situato tra Madonna di Campiglio e Pinzolo nel cuore delle Dolomiti di Brenta, suonerà l’Ilumina Ensemble, collettivo internazionale nato in Brasile che riunisce artisti affermati e giovani talenti spesso provenienti da contesti svantaggiati, le cui performance immersive trasformano il concerto in un’esperienza condivisa, caratterizzata da un forte impegno educativo e sociale.
Il 15 settembre alle ore 12.00, presso Malga Brenta Bassa a Madonna di Campiglio, il controtenore Jakub Józef Orliński, tra le voci più acclamate della scena internazionale, e l’ensemble Il Pomo d’Oro, tra le formazioni di riferimento per il repertorio barocco, presenteranno “Beyond”, un progetto dedicato al Seicento italiano che esplora la musica barocca attraverso opere di Claudio Monteverdi e di compositori meno noti.
Il 17 settembre, alle ore 12.00, ai Laghi di Bombasel in Val di Fiemme, si esibirà il MediBa 4tet, quartetto internazionale nato al Berklee College of Music di Boston e finalista nel 2025 del concorso dedicato a Paolo Manfrini nell’ambito de I Suoni delle Dolomiti, che fonde tradizioni mediterranee e balcaniche con jazz e influenze classiche.
Il 19 settembre, alle ore 12.00, in Località Giasenei a Sagron Mis, saranno protagonisti la trombettista Lucienne Renaudin Vary e il fisarmonicista Félicien Brut, interpreti capaci di unire virtuosismo, passione e libertà espressiva, attraversando generi e tradizioni. Questo concerto è pensato per essere fruito anche da persone con disabilità motoria e uditiva.
Il 20 settembre alle ore 12.00, a Pradalago (Fratta del Bagnol) a Madonna di Campiglio, il Voces8 Scholars Ensemble presenterà “All Seems Beautiful”, accompagnando il pubblico in un raffinato viaggio corale che spazia dalla polifonia rinascimentale alla musica contemporanea, grazie a otto giovani voci selezionate tra i migliori talenti internazionali e formate all’interno del prestigioso progetto educativo e artistico VOCES8, punto di riferimento mondiale nel panorama della musica corale.
Il giorno successivo, il 21 settembre, alle ore 12.00, presso Villa Welsperg all’imbocco della Val Canali, con le Pale di San Martino come sfondo, il trio Doctor 3 – con Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra – presenterà “Lontano Lontano”, un progetto speciale dedicato alla musica e alla poesia di Luigi Tenco, tra improvvisazione jazz e rilettura della canzone d’autore. Questo concerto è pensato per essere fruito anche da persone con disabilità motoria e uditiva.
Il 26 settembre, alle ore 12.00, nella Località Tresca, in Val di Fiemme, al cospetto del Gruppo del Latemar e del Monte Agnello, relitto geologico del vulcano giurassico di Predazzo, sarà protagonista l’Alash Ensemble, gruppo noto per il canto difonico tuvano (xöömei), antica tecnica vocale che permette di produrre più suoni simultaneamente, in un incontro tra tradizione ancestrale e influenze contemporanee.
Il giorno dopo, il 27 settembre, alle ore 12.00, al Passo delle Selle in Val di Fassa, si esibirà la cantautrice Anna Castiglia, tra le voci emergenti più interessanti del panorama italiano recente, capace di coniugare intensità emotiva e ricerca artistica.
Dal 29 settembre all’1 ottobre, in Val di Fassa, si terrà l’evento Musica verticale, novità dell’edizione 2026 che mette in dialogo due mondi apparentemente lontani: musica e arrampicata. Il 29 settembre alle 20.45, al Teatro Navalge di Moena, si esibiranno Alexander Huber, alpinista di fama mondiale noto per le grandi scalate in tutto il mondo e pianista di talento; Chiara Schmidt, pianista e musicologa con una solida esperienza nell’arrampicata in alta quota; Giuseppe Cederna, attore e scrittore italiano; e l’Ensemble Cortlys, gruppo di musicisti e cameristi attivi in tutta Europa, appassionati di montagna. Insieme guideranno il pubblico in un racconto che intreccia arte e alpinismo.
L’1 ottobre, alle ore 14.00, in Località Gardeccia, nel Catinaccio, il progetto si sposta all’aperto. Chiara Schmidt, Giuseppe Cederna e l’Ensemble Cortlys si esibiranno davanti al pubblico portando la musica e la parola in montagna, dove l’incontro tra arte e arrampicata trova la sua piena espressione.
A chiudere il festival, il 3 ottobre alle ore 12.00 a Pian de Jiadoes, in Val di Fassa, sarà Daniele Silvestri, uno dei cantautori più originali della scena italiana, capace di unire ironia, impegno sociale e profondità musicale. Con un programma che attraversa generi e tradizioni, I Suoni delle Dolomiti 2026 si conferma un appuntamento unico nel panorama culturale europeo, capace di trasformare la fruizione musicale in un’esperienza autentica, immersa nella natura e aperta all’incontro tra artisti e pubblico. Tutti i luoghi sono raggiungibili a piedi con percorsi di varia intensità e tutti i concerti sono gratuiti ad eccezione del Trekking dei Suoni.
I Suoni delle Dolomiti è l’unico storico festival sulle Dolomiti Patrimonio mondiale dell’umanità (UNESCO), che coinvolge attivamente gli spettatori nelle attività culturali, sociali e turistiche, stimolando una riflessione sul rispetto per l’ambiente e sull’importanza di un futuro sostenibile e accessibile favorendo un turismo consapevole. Un’esperienza immersiva dove il silenzio diventa ascolto, la fatica del cammino si trasforma in condivisione e l’armonia con la natura si unisce al rispetto per l’ambiente e alla sostenibilità. Un festival unico nel panorama internazionale, nato nel 1995 da un’idea visionaria di Paolo Manfrini — giornalista, dirigente culturale — che ha saputo intrecciare arte, ambiente e cammino. Fin dalla sua prima edizione, la rassegna ha scelto di rinunciare a palchi, amplificazioni e grandi platee: i concerti si svolgono in quota, raggiungibili solo a piedi, trasformando ogni appuntamento in un’esperienza immersiva e collettiva, dove la musica si fonde con il paesaggio e il silenzio diventa uno spazio di ascolto, la fatica del cammino si trasforma in condivisione e l’armonia con la natura si unisce al rispetto per l’ambiente e alla sostenibilità.
Tutte le informazioni sul sito www.isuonidelledolomiti.it/
I Suoni delle Dolomiti è un progetto di comunicazione e di turismo culturale e ambientale ideato e curato da Trentino Marketing insieme con le Aziende per il Turismo della Val di Fassa, della Val di Fiemme, di San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, della Val di Non, di Madonna di Campiglio e di Dolomiti-Paganella e con la collaborazione di SAT, Associazione Rifugi, MUSE, Guide Alpine del Trentino, Soccorso Alpino del Trentino, Croce Rossa del Trentino.






