Carnevale di Rio 2019: la scuola di samba di Mangueira omaggia Marielle Franco

«Brasil, meu nego deixa eu te contar/A história que a história não conta / O avesso do mesmo lugar / Na luta é que a gente se encontra», ossia «Mio caro/nero Brasile lascia che ti racconti / La storia che la storia non racconta / Il rovescio dello stesso luogo / È nella lotta che ci troviamo». Comincia con queste parole il nuovo samba vincitore del titolo di campione del Carnevale di Rio 2019 e che già metà ottobre dell’anno scorso la Estação Primeira de Mangueira aveva deciso che avrebbe presentato a febbraio e marzo 2019 nel Sambódromo “Marquês de Sapucaí“ di Rio de Janeiro. Il titolo è significativo: “História pra ninar gente grande”, ossia “Storia per cullare persone grandi” ed ha visto la collaborazione di sei autori: Danilo Firmino, Deivid Domênico, Mamá, Márcio Bola, Ronie Oliveira, Tomaz Miranda. Quest’ultimo aveva presentato il samba con queste parole: «Siamo stati scelti a Mangueira per onorare la memoria di Marielle Franco e dell’autista Anderson Gomes e per cantare tutta la lotta che deve ancora venire». La notte del 14 marzo 2018, Marielle Franco e Anderson Gomes erano stati assassinati da uomini armati che avevano assaltato l’auto della consigliera comunale di Rio incaricata proprio dal Consiglio comunale di relazionare sulle violenze nelle zone più povere di Rio. Fondatrice e partecipante di un gruppo di samba, Se Benze que Dá, con ritrovo nel Bar Lilás (Maré), Marielle Franco era molto conosciuta per il suo attivismo in difesa dei più poveri e dei diritti delle donne, della popolazione nera e LGBTQ, Marielle è anche l’esempio di chi, nata nella favela Maré, è riuscita, nel 2014, a completare una laurea magistrale presso l’Università Federale Fluminense e a lavorare in modo coraggioso e costruttivo per le comunità discriminate di Rio. La sua tesi affronta proprio l’impatto delle cosiddette “unità di pacificazione” sulle “favelas” di Rio: “UPP a redução da favela a três letras: uma análise da política de segurança pública do Estado do Rio de Janeiro”, scaricabile gratuitamente da uno dei più prestigiosi portali delle scienze sociali latinoamericane. 
Il fatto che i quattro colpi di mitragliatrice HK MP5 che l’hanno assassinata indichino armi in dotazione alle forze speciali di Polizia e che, a quasi un anno di distanza, l’inchiesta ufficiale non abbia identificato né mandanti né esecutori. Ben venga, quindi, il samba, allegro nella musica e di chiara denuncia nel testo, da Mangueira porta a Sapucaí e all’attenzione generale questi omicidi e più in generale il clima di repressione che sta vivendo Rio de Janeiro con il sindaco evangelico Marcelo Crivella e il Brasile con il governo a guida militarista, razzista ed omofobica di Jair Bolsonaro. Anche la vedova di Marielle Franco, Mônica Benício ha partecipato al lancio del brano. Nell’occasione, una delle ballerine della scuola di samba, Claudiene Esteves ha così riassunto un sentire comune: "Per la prima volta scegliamo di essere rappresentate da un bel samba che parla di donne che lottano e narra una storia che non viene narrata nei libri di storia del Brasile". La storia stessa della Estação Primeira de Mangueira merita di essere meglio conosciuta. Fondata, con bandiera verde-rosa, nel 1928 in una delle zone più povere del nord di Rio, non lontano dallo stadio Maracanà. Fra i fondatori c’erano personaggi chiave della storia del samba come il compositore Carlos Cachaça e il giornalista e “giudice” delle sfilate Zé Espinguela. Come primo direttore venne scelto l’allora ventenne Angenor de Oliveira “Cartola”, da molti considerato il più importante musicista e compositore di samba, autore di classici come “As Rosas não Falam” e “O Mundo É um Moinho”. Proprio con le sue composizioni, fin dagli anni ‘30 questa scuola di samba si è guadagnata premi e posizioni di primo piano nel carnevale di Rio. Il cantante simbolo della Estação Primeira de Mangueira rimane José Bispo Clementino dos Santos, “Jamelão”, morto nel 2008 a 95 anni. Dal 1949 al 2006, la sua voce potente ha condotto i samba-enredo di Mangueira (il samba con cui la scuola si presenta e compete con le altre nella sfilata di carnevale) guadagnandosi nel 2001 dalla Presidenza della Repubblica una medaglia per meriti culturali. 
Resta mitica l’edizione del Supercampionato, del 1984 che inaugurò il nuovo Sambódromo. Le due scuole più competitive conquistarono un premio (di campione) a testa, Portela la domenica con “Contos de areia” e Mangueira il lunedì di carnevale con “Yes, Nós temos Braguinha”. A riprova che si fa fatica a chiudere il periodo di carnevale, queste due scuole e la Mocidade Independente con “Mamãe, eu quero Manaus” furono invitate il sabato successivo ad una nuova sfilata in cui si disputarono il Supercampionato: vinse Mangueira che ebbe un tale successo da non fermarsi nella Praça da Apoteose dove era previsto l’arrivo e fu spinta a ripercorrere l’avenida della sfilata. Portela vanta, però, di essere stata scelta ben 22 volte come campione del carnevale rispetto alle 20 volte di Mangueira (la penultima nel 2016 con “A menina dos olhos de Oyá” dedicata a Maria Bethânia). Anche a São Paulo, la scuola di samba più medagliata, la Vai-Vai, dalla zona popolare di Bixiga, ha dedicato a Mariella Franco, il suo “O Quilombo do Futuro”, interpretato da Grazzi Brasil: Vai-Vai ospita nel proprio sito un video-messaggio della sorella di Marielle, Anielle, e ha invitato i membri della sua famiglia nella propria sfilata. Già il carnevale del 2018 era stato caratterizzato a da molti samba di critica sociale: a Rio la scuola di Beija Flor conquistò il suo 14° campionato denunciando la corruzione; Paraíso do Tuiuti si classificò vice-campione nel “gruppo speciale” affrontando il tema della schiavitù e criticando l’allora governo governo Temer e l’ ”impeachment” dell’ex-presidentessa Dilma Rousseff; al terzo posto si classificò Salgueiro, denunciando la condizione delle donne nere. In quell’occasione, la Estação Primeira de Mangueira si classificò quinta criticando severamente il sindaco di Rio Marcelo Crivella. 


Alessio Surian 

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