Max Fuschetto – Mother Moonlight (Italian World Beat, 2017)

Dopo “Popular Games” nel 2009 e il recente “Sun Na” nel 2015, è arrivato sempre per Italian World Beat “Mother Moonlight”, il nuovo progetto del sassofonista, oboista e compositore campano Max Fuschetto, che affidandosi al pianoforte sembra prendere le distanze dalle precedenti esperienze. Percorsi e impronte sonore differenti, eppure accomunate da una medesima radice, dove la riflessione sul passato e sull’infanzia divengono ideale” motore” per la composizione, come ha personalmente ricordato l’autore in una bella conversazione con Synpress 44 dedicata al making dell’album. “Mother Moonlight” ha svariati riferimenti che spaziano da: Schumann a Musorgskij, da Satie a Debussy, da Stravinsky a Bartók, arrivando a Pärt, senza dimenticare gli amati Beatles; non è un caso che molti dei musicisti citati abbiano dedicato particolare attenzione al mondo dell’infanzia nei rispettivi repertori, si pensi in particolare a “Children’s Corner” di Debussy o “Mikrokosmos” di Bartók, lavori che effettivamente hanno più di un punto in contatto con “Mother Moonlight”. In “Ting Tang” dedicata da Fuschetto a Bartók appunto, vengono citati i caratteristici ostinati e utilizzato l’intervallo di quarta eccedente, peculiarità distintive del maestro ungherese ai quali vanno ad aggiungersi gradualmente linee affidate al violoncello e persino una chitarra reverse. “Occhi di Conchiglia”, omaggio all’amato Lennon, si basa invece su di un motivo pentatonico frequentemente utilizzato dal musicista di Liverpool, punteggiato dagli interventi di dilruba, (un tipico strumento indiano suonato per l’occasione da Enrico Falbo), come racconta Fuschetto stesso. In sintesi “Mother Moonlight” è un album di musica per pianoforte basato sul continuo dialogo e il costante intreccio tematico, dove gli interventi di violoncello, violino e chitarra elettrica creano riflessi al movimento costante della polifonia. L’intero lavoro è composto dal musicista pensando allo strumento e al suo ampio ventaglio di possibilità che è in grado di offrire, valorizzate al meglio dalla puntuale esecuzione affidata al pianista Enzo Oliva. Potrebbe sembrare curioso immaginare oggi un disco “contemporaneo” di musica per pianoforte dove autore ed esecutore non coincidano e soprattutto pensare a una musica pianistica scritta da un “non pianista” ma la ricerca, il punto di vista che hanno condotto alle musiche di “Mother Moonlight” sono differenti come racconta Fuschetto: “Non mi sono messo al pianoforte per trovare una melodia e un insieme di accordi. Ho proceduto ad inventare contemporaneamente l’una e l’altra voce usando un materiale sonoro e motivico estremamente ridotto e lavorando molto sulle possibilità di scambio tra le voci e di permutazione continua degli stessi motivi fatti a volte di soli due suoni. Il materiale sonoro molto limitato dà sempre la possibilità di introdurre, a un certo punto della trama, un suono nuovo e fare in modo che esso diventi un evento”. Alla luce di tali riflessioni possiamo effettivamente riscontrare quanto “Mother Moonlight” sia si un lavoro incentrato sul pianoforte ma dotato anche di una peculiare varietà cromatica conferita dal contributo non secondario di: Pasquale Capobianco alla chitarra, Silvano Fusco al violoncello, già collaboratore dai tempi di “Popular Games”, Eleonora Amato al violino e Franco Mauriello al clarinetto. Come il ragazzo che corre nella copertina ideata dalla designer Marianna Longo “Mother Moonlight” sembra guardare altrove indicando l’approssimarsi di una nuova meta per il musicista campano. 


Marco Calloni
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