Maniucha Bikont/Ksawery Wójciński – Oj borom, borom… (Wodzirej/ Dwójka, 2017)

Musicista, antropologa, etnomusicologa e artista di teatro, Maniucha Bikont lavora con gruppi che si muovono nell’ambito delle musiche tradizionali (Tęgie Chłopy, Prusinowski Kompania, Dziczka), del jazz e dell’avant-garde. Contrabbassista e compositore di formazione accademica ma dallo spirito zappiano, Ksawery Wójciński è anch’egli uno sperimentatore che vanta collaborazioni con Charles Gayle, Uri Caine e Tim Sparks. Nel 2016 la coppia ha vinto il Premio Speciale “Czesław Niemen” al festival concorso “Nowa Tradjcya”, riconoscimento che insieme al crowdfunding ha consentito loro la scorsa primavera di pubblicare “Oj borom, borom…”, disco imperniato sulla lunga frequentazione da parte di Maniucha di tre anziane del villaggio ucraino di Kurchytsya (Hanna, Helena e Lonia), situato nella regione della Polessia, che dalla Polonia orientale si estende entro i confini di Ucraina, Bielorussia e Russia e da cui ha raccolto numerosi canti e storie locali. Tuttavia, l’album non privilegia l’estetica del ricalco dello stile canoro contadino né si vuole proporre come lavoro etnografico, piuttosto nei sedici brani i due musicisti hanno approntato un’interpretazione minimalista, per sola voce e contrabbasso, che mette al centro conversazione continua e paritaria tra voce e strumento e una marcata sensibilità improvvisativa. Bikont è una cantante notevole andata direttamente alle fonti per apprendere i modi esecutivi e gli abbellimenti vocali, ma anche capace – ha spiegato Maria Baliszewska, eminente etnomusicologa della Radio Nazionale Polacca nella motivazione del riconoscimento al Festival Nuova Tradizione che si tiene a Varsavia in primavera – «di penetrare in profondità il significato dei canti, e ciò è molto raro». Dice la cantante nelle note di presentazione dell’album: «Il mio obiettivo è creare l’impressione che tutte queste storie sono parte della stessa mitologia». Il repertorio si compone di canti di corteggiamento giovanili e racconti di età matura, separazioni e morti, nostalgia, canti rituali e canti nuziali, come a voler ripercorre il ciclo annuale della vita del mondo contadino. “Oj boror, borom…” è pubblicato in un bel packaging cartonato, corredato da illustrazioni di Jędrek Owsiński, il quale durante i concerti con il suo gruppo di artisti si produce in una performance che ripropone dal vivo le immagini contenute nel booklet. Info su www.facebook.com/ManiuchaKsawery


Ciro De Rosa
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