Artisti Vari – The Ultimate Guide To English Folk (ARC Music, 2016)

"Aesthetic music in a drug-free culture" è lo slogan della ARC-Music, etichetta tedesca di fondazione, ma ri-locata in Inghilterra nel 1998, che quest'anno compie i quarant'anni di attività. La label vanta un importante catalogo di seicento titoli (dove quasi tutte le aree dei diversi continenti sono coperte) e un best-seller, il disco “Voices of Southern Africa” dell'ensemble vocale Insingizi, che, nel 2004 ha venduto oltre 250.000 copie. Questo bel doppio CD, compilato personalmente da sua maestà Jon Boden, ex frontman dei Bellowhead, ormai avviato ad una luminosissima carriera solistica, comprende trentacinque brani per quasi due ore e mezzo di musica, in una scaletta che comprende una gamma di proposte che vanno dalle prime registrazioni sul campo sui cilindri di cera effettuate ai primi del novecento, al primo folk-revival degli anni '60, alle declinazioni rock dei decenni successivi, alla musica strumentale, fino ai nomi venuti fuori negli ultimi anni sulla scia dell'enorme successo, appunto, dei Bellowhead, i cui membri sono in buona parte rappresentati nell'incisione nelle formazioni in cui militano o hanno militato. L'apparato critico che compone il libretto, di ben 28 pagine, si occupa, in maniera sintetica ma precisa, di tutti gli esecutori che compongono la prestigiosa line-up dei due dischi. Piace molto l'idea che generi, periodi stili e interpreti vengano giustapposti senza un apparente filo logico, a Eliza Carty segue la Copper Family, (oltre quarant'anni di distanza fra le due incisioni), ai Bellowhead i Watersons e così via. Gli artisti della Topic (Martin Carthy, June Tabor, Martin Simpson, Ann Briggs, Nic Jones, Pete Bellamy etc.) costituiscono una larga parte di quelli presenti nei due dischi ma non mancano, fra le proposte più giovani (come l'ottimo Sam Lee e Seth Lakeman) musicisti che hanno scelto di affidarsi a delle major. Anche la musica strumentale è ben rappresentata, con il mago del melodeon e della concertina John Kirkpatrick, da solo e con il supergruppo Brass Monkey, con i mitici Blowzabella, e con le leve più recenti, come Dr. Faustus, Demon Barbers e i Leveret, trio di recente formazione in cui militano l'organettista Andy Cutting e il violinista Sam Sweeney. Fa un grande piacere ritrovare la Oyster Band, con una bellissima versione di “Bold Riley”, e un estratto da quel capolavoro che era “No More to the Dance” delle Silly Sisters, ovvero June Tabor e Maddy Prior, qui presente anche con gli Steeleye Span in una versione riarrangiata del classico “The Weaver and the Factory Maid”. Fra gli altri, segnaliamo le Unthanks, la sorpresa James Findlay con una splendida esecuzione del classico “The Cuckoo”, i sempre gustosi Nancy Kerr e Mike Fagan e una meravigliosa versione di “Ramble Away” cantata magnificamente da Roger Wilson, ex vocalist della House Band. A chiudere l'opera la registrazione del cantante tradizionale Joseph Taylor, effettuata dall'etnologo Percy Grainger nel 1906. Nonostante il titolo un po' sbruffone di “Guida Definitiva al Folk Inglese”, il lavoro è convincente in tutte le sue caratteristiche, dalla scelta degli artisti, alle note introduttive, anch'esse compilate da Jon Boden, alle note su ogni singolo brano. Vero, mancano band fondamentali come Fairport e Pentangle nelle loro diramazioni solistiche, ma l'ascolto scorre gradevolmente e non ci sono brani deboli. Particolarmente consigliato a chi voglia cimentarsi da neofita nell'ascolto del folk inglese e a chi, conoscendo solo i nomi storici, voglia tenersi aggiornato. 


Gianluca Dessì
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