EAE – Meditation In Motions/Clessidra – Carta Malabarica/Dino-Dino (Manza Nera Label, 2016)

Manza Nera è un collettivo di musicisti nato in Toscana tra le provincie di Lucca, Pisa e le montagne della Garfagnana con l’obiettivo di esplorare i suoni avant-garde del nuovo millennio spaziando dall’elettronica al postrock, dallo stoner al noise fino a toccare la sperimentazione e il jazz, il tutto senza porsi alcuni limite alla ricerca, ma puntando unicamente a far emergere la qualità e la passione. Nell’arco di pochi anni questo collettivo è diventato anche una piccola ma attivissima etichetta indipendente con all’attivo numerose produzioni con la peculiarità di proporre le sue produzioni in digitale sia su supporti particolari come le musicassette, oltre ovviamente ai cd. Abbiamo avuto modo di soffermarci su tre recenti produzioni, e la sensazione è quella di essere di fronte a concept discografici assolutamente interessanti e meritevoli di ascolto ed attenzione. La nostra attenzione è stata subito catturata dall’ascolto di “Meditation In Motion” dell’EAE ovvero Electro Acoustic Ensemble, formazione nata dall’incontro tra il contrabbassista Fred Casadei (basso, ukulele, percussioni) con Bruno Romani (sax alto, flauto e voci), Daniele Onori (chitarra e rumori) e Francesco “Giuzzì” Manfrè (violoncello) i quali dopo una jam estemporanea dal vivo hanno dato vita ad un comune percorso di esplorazioni sonore.
Registrato nell’aprile 2016 al Rec Studio e composto da diciotto brani originali che si dipanano tra scrittura ed improvvisazione, il disco mescola le evocazioni mediterranee dello stile di Casadei con l’approccio jazz di Romani, il tutto impreziosito dal lavoro di cesellatura sonora del violoncello di Manfrè e la chitarra di Onori a fendere le linee melodice. A brillare durante l’ascolto sono il superbo solo di sax “Saxophone at mirror”, le sperimentazioni sonore tra dissonanze e rumorismi di “Meditation Numer Five” e gli spaccati introspettivi di “Ligeti” e le increspature di “Meditation number Eighteen”. Da presupposti concettuali differenti ma non di non minor suggestione è “Carta Malabarica” dei Clessidra, quartetto composto da Massimiliano Mori (chitarre, clarinetti), Simone Nieri (batterie, tastiere), Edoardo Petrotto (bassi, percussioni) e Andrea Pecchia (chitarre, bassi, tastiere, manipolazioni varie). Si tratta di un disco che nasce dall’idea di mescolare ambient music, elettronica, world music e post rock per dare vita ad un viaggio sonoro in luoghi reali ma avvolti da un alone leggendario che si dipana da una misteriosa Baghdad evocata in “Baghdad Battery” alle suggestioni di Gobleki Tepe in Armenia (“Bobekli Tape”) fino a toccare la magia della “Tunguska” per approdare in Africa prima con “Giza” e poi con la travolgente “Kinshasa” che chiude il disco. 
Il terzo ed ultimo album di casa Manza Nera che presentiamo è “Dino” frutto delle improvvisazioni ludico sonore del duo composto da Andrea Leone (chitarre) e Andrea Pecchia (percussioni). Ad ispirare le sette composizioni contenute nel disco (disponibile in streaming su Soundcloud) è il piccolo dinosauro di nome Dino, nato dalle mani di un bambino che ha un martellino piccolo con cui batte sulla testa di tutti. Fuori di metafora, siamo di fronte ad un album che spazia dai rumorismi di “Nevalsalù” alla finta forma canzone di “Dringain Daun” passando per il rock orecchiabile di “Pitù”, i divertissement elettronici di “Ginnano” e i ritmi ossessivi di “Assai” per giungere alle evocazioni quasi mistiche di “Obagaborroh” e la lucida follia brasilera di “Rio De Viarejio”. Insomma questi tre album rappresentano una sintesi efficace dell’universo musicale esplorato dal collettivo Manza Nera, che consigliamo vivamente di scoprire. 



Salvatore Esposito
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