Skip & Die – Cosmic Serpents (Crammed Disc/Materiali Sonori, 2015)

Nato in Sud Africa dalla collaborazione tra la cantante e visual artist di origine creola Catarina Aimée Dahms meglio nota come Cata Pirata (voce) ed il produttore olandese Crypto Jori (tastiere e FX) al secolo Jori Collignon, il progetto Skip & Die si inserisce sulla scia del successo dei Die Antwoord, e proprio con i due mc freak Ninja e Yo Landi Vi$$er condivide molte influenze musicali. La differenza sostanziale consiste nel fatto che la band sudafricana-olandese attinge non solo all’hip hop ma ha ampliato via via il proprio raggio d’azione verso la world music, il rock, e le produzioni dubstep, e questo grazie anche all’apporto Gino Bombrini alle percussioni e Daniel Rose alla chitarra e altri strumenti a corde. Inserando i suoni e i ritmi pan-tropicali nel linguaggio undeground i cui addentellati rimandano a Grimes, Skrillex, M.I.A e Santigold, ed alle più ispirate produzioni di Diplo e della MAD Decent, gli Skip & Die si sono segnalati come una delle formazioni più interessanti ed originali del panorama europeo, come dimostra anche il successo del lungo tour seguito al loro disco di esordio “Riots In The Jungle”. A tre anni di distanza dal loro sorprendente disco di esordio, frutto di un viaggio in Sud Africa da Soweto a Johannesburg, da Città del Capo a Guguletu, Cata Pirata e Crypto Jori tornano in pista con “Cosmic Serpents”, il loro secondo album nel quale hanno raccolto tredici brani, scritti e registrati in giro per il mondo tra Brasile, Egitto, Argentina, Colombia, Isola della Riunione, Sud Africa, Portogallo ed Olanda. A differenza, però, del precedente che raccontava il desiderio di riscatto del continente africano sperimentando con le sue sonorità, questo nuovo lavoro gioca sull’idea di un esistenza trascendente che possa svilupparsi attraverso il DNA visto come un serpete cosmico, e riflettendo sugli interrogativi dell’esistenza umana, conduce l’ascoltatore in un viaggio sonico dal paradiso all’apocalisse ed oltre. Il risultato è un disco che, nel definire modo ancora più netto l’originale approccio stilistico del gruppo, reinventa il concerto di world music, attingendo da una ampia varietà di generi musicali dalla digital cumbia alla maloya creola, dalla rasterinha brasiliana all’electro chaabi fino a toccare il dub e la psichedelia. Guidati dalla versatile voce di Cata Pirata che canta con disinvoltura in inglese, afrikaans, xhosa zulu, spagnolo e portoghese, gli Skip & Die in questa nuova avventura hanno coinvolto anche una serie di ospiti speciali da tutto il mondo tra cui i Lindigo, band dell’Isola della Riunione, il producer egiziano Islam Chipsy, il Dj brasiliano Gorki dei Bonde do Role e lo straordinario artista argentino Chancha Via Circuito. Aperto dalle allucinazioni tropicali di “Isla Psicotrópica”, il disco spazia dalla sinuosa melodia della title-track al travolgente ritmo afro-latin di “Maloya Magic” per giungere ai ritmi in levare di “Perpetual War” e al dub di “Space Girls”, ma è con le sperimentazioni di “Mami Wata” e la visionaria “Nine Dimension” che tocca il suo vertice tanto dal punto di vista sonoro quanto da quello compositivo. La seconda parte del disco regala diverse soprese come nel caso di “Mañana” in cui spicca la partecipazione di Chancha Via Circuito e “Shunshine Rebellino Gang” in cui fanno capolino le sonorità nordafricane di Islam Chipsy. La torrida “Burning Bridges” e il crescendo pop di “Youth With A Skull” chiudono un disco eccellente che non mancherà di catturare l’ascoltatore sin dalle prime note. 


Salvatore Esposito