Van Morrison, Piazza della Loggia, Brescia, 6 Giugno 2015

Sabato sei giugno 2015 sarà una data che in molti ricorderanno, non solo coloro che tristemente penseranno alla sonora sconfitta della Juventus contro il Barcelona per la finale di Champions League, ma soprattutto quanti hanno avuto la fortuna di assistere al concerto di Van Morrison nella splendida cornice di Piazza della Loggia a Brescia. Sebbene questo luogo evochi alla nostra memoria uno dei momenti più tragici degl’anni di Piombo con l’attentato del 1974 in cui morirono otto persone e centodue rimasero ferite, per una sera è ad avvolgerlo è stato semplicemente la magia del concerto del cantautore irlandese. Il concerto si apre alle ventuno in punto, con il sole che timidamente comincia a lasciare spazio alla sera, e la band guidata dal polistrumentista Paul Moran, e composta da Dave Keary alla chitarra, Paul Moore al basso, Bobby Ruggiero alla batteria e la talentuosa Dana Masters ai cori, che prende posto sul palco attaccando le prime note dello strumentale “Celtic Swing”. 
Dopo poche battute, entra in scena anche Van Morrison con il suo completo gessato e l’immancabile cappello di feltro, e così prende il via un vero e proprio viaggio sonoro attraverso le radici della musica americana, dal jazz al blues fino a toccare il rhythm and blues. Dopo l’overture iniziale, quasi senza pause segue “Close Enough For Jazz” è una sorta di lascia passare che ci conduce idealmente in un fumoso club americano, con Van Morrison che sfoggia un cantato impeccabile, e dirige magistralmente i suoi musicisti dettando i tempi di assoli e spaccati strumentali in cui immancabili arrivano anche i suoi interventi al sax. Si prosegue con le eccellenti versioni di “By His Grace”, “Days Like This” e una versione quasi blues dell’intensa riflessione filosofica sulla vita “Precious Time”. Non manca un incursione nel passato dei Them con il torrido medley blues composto da “Baby Please Don’t Go”, “Parchman Farm” e “Don’t Start Crying Now”, ma il primo vertice della serata arriva con la splendida versione di “Moondace”, salutata immancabilmente dagli applausi del pubblico. 
Proseguendo tra classici e brani più oscuri del suo repertorio, spiccano la bella resa di “Brown Eyed Girl”, l’intensissima “Carrying A Torch” cantata in duetto con Dana Masters, e l’omaggio all’indimenticato B.B. King con “Rock Me Babe” proposta in medley con “Early In The Morning”. La nuova versione di “Real Real Gone” apre poi la strada alle altrettanto pregevoli “Little Village” e “Magic Time”, ma il vero gioiello della serata arriva con “Here Come The Night” di Bert Berns e quel gioiello che è “I Can’t Stop Loving You” proposta in una versione che ricorda da vicino quella di Ray Charles. Il finale è poi da brividi con “Whenever God Shines His Light” e “In The Garden” con il suo trascinante ritornello “No Guru, No Method, No Teacher” cantato in coro da tutto il pubblico. Il torrido blues “Help Me” di Sonny Boy Williamson e “Gloria” suggellano un concerto memorabile in cui Van Morrison ha sfoggiato il meglio del suo repertorio rileggendolo con gusto, eleganza e quell’intensità che ha caratterizzato da sempre il suo percorso artistico. 


Salvatore Esposito