Morning Tea – Nobody Gets A Reprieve (Sherpa Records 2014)

Strano mestiere quello del musicista, ed il sottoscritto che lo è da venticinque anni e con partita IVA, lo può confermare. La musica, come ogni altro lavoro, impone l’esercizio quotidiano, diversamente si perde la mano, e poi bisogna esercitarsi sempre, quando arriva la chiamata giusta, e anche quando non ti interessa minimamente. E’ necessario confrontarsi con il legno, con uno strano rumore che fa la manopola del Precision quando la giri, con le canzoni. Ci si sente un po’ condannati nello scrivere su fogli volanti idee per le canzoni, o a registrare degli appunti vocali sul telefonino mentre si è in fila alle poste. E, come se non bastasse, i dischi non li vuole più nessuno. Mentre io e Robby attraversiamo la pianura come una nave senza capitano mi chiedo cos ci spinga a suonare in giro le nostre canzoni. Allo stesso modo mi chiedo come ci siamo ritrovati lo scorso 21 febbraio a suonare alla Cooperativa Portalupi di Vigevano. Il perché è in quel patto siglato silenziosamente sopra la nostra pelle che consiste nel cercare di fare tutto il possibile per dare continuità alla nostra visione di musica, di bellezza, ed alla nostra ricerca. Per fare ciò è necessario accettare le sfide. La Cooperativa Portalupi è un bel posto dove suonare, e non solo perché l’ambiente è particolarmente accogliente con i suoi tappeti, e il suo pubblico rilassato a godersi la musica, ma anche perché a guidare il tutto c’è gente in grado di gestire una performance. Ad aprire il nostro concerto è un bravo chitarrista e autore che mi lascia il suo disco. Lui si chiama Mattia Frenna, ma ha scelto come moniker un più intrigante Morning Tea. Personalmente faccio musica perché nei musicisti ho trovato i miei supereroi. Loro sono capaci di farmi scrollare di dosso le centinaio di chilometri, l’accidia e la tristezza con due accordi di chitarra. Mattia ha alle spalle studi accademici di chitarra, ed è senza dubbio più preparato di me. Si sente chiaramente che padroneggia il fingerpicking in modo eccellente, ma ciò che colpisce sono le sue canzoni, storie di vita sincera, scritte con i piedi ben piantati nei territori della canzone d’autore, mescolando folk e minimalismo. Il suo approccio al songwriting fa in modo che le canzoni arrivino dirette a chi le ascolta. Se solo la nostra vita fosse meno veloce, meno affannosa, le canzoni di Mattia si troverebbero senz’altro il loro spazio per crescere nella memoria, per diventare necessarie. Solo che noi siamo chiamati tutti i giorni a ribadire che ci siamo nell’agorà virtuale inventata da un nerd americano che ci ha assunto senza pagarci e noi tutti i giorni ci affanniamo a riprendere il lavoro nel cubicolo che Mark ci ha preparato. “Nobody Gets A Reprieve”, questo il titolo del disco, è stato inciso praticamente in solitaria da Mattia Frenna, co il solo contributo di Tomas Tai al pianoforte, e presenta una diversi brani pregevoli come “A Place Like Home“ in cui brilla l’ottimo arpeggio, l’intensa “It’s Too Late”, ma soprattutto quel gioiello che è l’onirica di “If There Was A Start This Could Be The End”. Insomma tra una pausa e l’altra di Facebook dedicata un ascolto a questo disco, non ve ne pentirete.


Antonio "Rigo" Righetti