Sancto Ianne, Piazza Castello, Benevento, 6 Gennaio 2015

Il risultato certo è che i Sancto Ianne hanno suonato a piazza Castello la sera dell'Epifania. Doveva essere, in realtà, il concerto della notte di Capodanno ma le proibitive condizioni meteo del 31 dicembre (leggi neve e temperature sottozero) hanno indotto a spostare la data di qualche giorno, confidando nella risalita del termometro. La formazione sannita negli ultimi mesi aveva vissuto un rinnovamento con l'uscita del bassista Max Amoriello, l'ingresso di Antonio Romano alle chitarre e di Pier Luigi Bartolo Gallo al basso e contrabbasso. Per il resto l'ensemble sannita è invariato: Gianni Principe, voce e front man del gruppo, Raffaele Tiseo al violino, Alfonso Coviello alle percussioni, Sergio Napolitano alla fisarmonica e percussioni e Ciro Maria Schettino ai plettri, ciaramella, tin whistle ecc. Il live della sera della Befana è risultato, come sempre le performance dei Sancto Ianne, incisivo e brillante. 
Il pubblico, accorso numeroso nonostante l'ambiente esterno gelido, si è lasciato coinvolgere dalla band che non ha lesinato energie, non tardando a riscaldarsi con le danze. Brani vecchi e nuovi eseguiti con passione: “Scapulà”, “Rabatana” e la visionaria “’A banda d’o Matese” (dedicata allo scomparso Emanuele Vicerè) accanto a “’A zucculara” (il fantasma che secondo la credenza popolare abiterebbe nei pressi del Teatro Romano di Benevento) e Trase dall'ultimo CD, uscito nel 2013. Alla serata hanno partecipato anche alcuni musicisti che non provengono dal mondo del folk ma da quello più urbano del rap e dell’hip hop: innanzitutto il giovanissimo rapper Shark Emcee, autore di “Orgoglio sannita”, che negli ultimi anni ha partecipato spesso ai live dei Sancto Ianne ed ha inciso con loro il brano “Guardame sienteme”. 
A seguire il percussionista napoletano Ciccio Merolla che è entrato sui ritmi della “Tammurriata all’Avvocata” e di “Un futuro a Sud (Omar)”, brano dedicato ai protagonisti dell’immigrazione, e insieme a Massimo D'Ambra ha coinvolto tutti i musicisti sul palco in una trascinante jam-session dagli accenti dub sulle note ed i ritmi del suo brano “Cash”. Il concerto si è concluso in modo esplosivo sulle note del “diabolico” “Le bolle della Malvizza”. Energie a gogò per la famiglia Sancto Ianne che ama sempre accogliere nuovi elementi e fondere i generi musicali senza mai tradire il suo nucleo musicale folk. Nuovi sentieri, nuovi compagni di strada, l’importante è andare avanti e non fermarsi. Mai. 


Carla Visca 
foto di Giuseppe Porcaro