George Benson, Pomigliano Jazz Festival, Anfiteatro Romano, Avella (Av), 10 Luglio 2014

Programma intenso e pregevolissimo quello della XIX Edizione del Pomigliano Jazz Festival, kermesse tra le più importanti della scena musicale campana, che come ogni anno si dipana tra suggestive location, dal Parco delle Acque di Pomigliano D’Arco, passando per le Basiliche Paleocristiane di Cimitile (Na), al cratere del Vesuvio, dove si terrà il concerto conclusivo di Richard Galliano e Marco Zurzolo. Cornice per l’evento di apertura è stato il suggestivo Anfiteatro Romano di Avella (Av), che ha ospitato il concerto di George Benson, il quale tenendo fede al nome e al mood del tour “Performing His Greatest Hits Live”, ha dato vita ad una eccellente perfomance di due ore, in cui ha ripercorso in lungo ed in largo la sua lunga carriera, fino a toccare il suo ultimo album “Inspiration”, dedicato alla sua grande fonte di ispirazione Nat King Cole. Accompagnato da un gruppo di eccellenti strumentisti composto da Michael O’Neill (chitarra), Thom Hall e David Garfield (tastiere), Khari Parker (batteria), e Stanley Banks (basso), Liliana de los Reyes (percussioni), il cantante e chitarrista settantunenne di Pittsburgh, sin dalle primissime battute della sua esibizione, è apparso in forma smagliante con i suoi immancabili ancheggiamenti che hanno accompagnato i brani più movimentati in stile Mowtown, la sua voce profonda ed intensa che ha impreziosito i classici del repertorio pop, e la scintillante Ibanez GB10 protagonista delle tante incursioni nel jazz. Proprio questi ultimi sono stati l’occasione per apprezzare il talento e la tecnica della band al fianco di Benson, con cui hanno dato vita ad un sorprendente interplay, fatto tanto di suggestivi fraseggi melodici, quanto di interessanti spaccati improvvisativi. 
Complice anche un pubblico partecipe ed entusiasta, Benson, non ha lesinato alcuni tra i suoi classici più apprezzato come “In Your Eyes”, “Love X Love”, e “Turn Your Love Around”, affiancate da canzoni di Nat King Cole come “Mona Lisa”, “Route 66” e “Too Young”, fino a quel “Are You Ready For This?” che ha anticipato “Give Me The Night”, accompagnata da una vera e propria ovazione del pubblico. Finale in grande stile con i bis culminati in una spumeggiante “On Broadway”, e conclusi da un magnifico assolo di batteria, che ha suggellato una serata di grande musica. A settantuno anni Benson a buon diritto può essere considerato uno dei padri nobili della fusion, con buona pace di quanti lo hanno spesso derubricato ad artista pop. Nel suo DNA musicale c’è, infatti, la grande esperienza maturata al fianco di Miles Davis, Herbie Hancock, e Jimmy Smith, ma soprattutto la capacità di far dialogare jazz, funk, blues, e pop in maniera sublime, e il concerto al Pomigliano Jazz ne è stata la piena conferma. 


Salvatore Esposito