Antonello Anzani e Antonella De Pascale, My Name Is Ernesto – No Guru, No Method, No Teacher, Editrice Zona, pp.184, Euro 18,00

Storica voce di Rai Stereonotte, giornalista, musicista e produttore, Ernesto De Pascale è stata una delle firme più importanti ed autorevoli della scena musicale italiana, non solo per la sua sorprendente capacità di saper cogliere e valorizzare talenti, ma anche per i tanti progetti realizzati nel corso della sua carriera, tra cui spicca “Il Popolo Del Blues”, programma radiofonico realizzato per Controradio e Popolare Network, e diventata in seguito una testata giornalistica, un’associazione culturale e un’etichetta discografica. La sua prematura scomparsa nel 2011 ha lasciato un grande vuoto non solo tra quanti collaboravano a stretto contatto con lui, ma anche tra coloro che lo seguivano in tutte le sue attività artistiche e giornalistiche. Passati i giorni del ricordo, la commozione per la sua scomparsa, di Ernesto si è finito troppo presto di parlare, quasi fosse una pratica archiviata. Invece al contrario la sua opera è continuata, grazie a Michele Manzotti e Giulia Nuti che hanno proseguito il suo lavoro con “Il Popolo Del Blues”, ma anche grazie alla sorella Antonella, la quale pian piano, ogni giorno da quel tragico 13 febbraio, ha portato avanti l’idea di realizzare un libro in suo ricordo. E’ nato così “My Name Is Ernesto – No Guru, No Method, No Teacher”, curato dal musicista e scrittore Antonello Anzani, il quale servendosi di un fortunato artificio letterario ha dato vita ad una sorta di romanzo a più voci in cui il protagonista Matteo L., appassionato ascoltatore di Ernesto De Pascale e dei suoi programmi radio, giunge a Firenze per un concerto di Tom Waits con il desiderio di incontrarlo. Purtroppo per una serie di coincidenze il suo desiderio non verrà esaudito, ma in compenso incontra tutti gli amici di Ernesto, che un mattoncino alla volta, ricordo dopo ricordo, aneddoto dopo aneddoto, lo portano con mano a scoprire nel profondo il ritratto privato del suo eroe radiofonico. Se il personaggio di “My Name Is Ernesto” è di pura invenzione letteraria, le persone che incontra, sono autentiche, reali, raccolte dall’autore durante incontri personali, o dalle trasmissioni radio di Ernesto. Coprotagonisti del romanzo sono, appunto, Stereo Notte e Controradio, che fanno da sfondo con il fascino che le circonda, ai ricordi di Enzo Gentile, Massimo Altomare, Dario Lombardo, Gegè Telesforo, Ernesto Bassignano, Silvano Martini, Renzo Arbore, Franco Godi, Bobby Soul, e Pierluigi Tabasso, ma anche dei suoi più stretti collaboratori come Giulia Nuti e Michele Manzotti, che negli ultimi anni hanno condiviso con lui tante esperienze, viaggi e musica. Scopriamo così i primi concerti a Viareggio in cui un Ernesto De Pascale giovanissimo si avventurava, il nascere e il crescere del fermento culturale e musicale a Firenze tra gli anni Ottanta e Novanta, le prime esperienze in Radio, la sua passione per Londra e gli States, ma soprattutto l’epopea di Stereo Notte, e la sua febbrile attività di musicista e produttore. Ogni pagina trasmette viva l’atmosfera di quei giorni gloriosi della radio italiana, ma soprattutto conserva integra e fortissima la passione ed il rigore con cui Ernesto De Pascale approcciava la musica. In parallelo emerge anche il suo carattere spigoloso e a volte scomodo, ma ciò che colpirà il lettore è scoprire quanto eclettico e geniale fosse il giornalista toscano, sempre pronto a perseguire un’idea o un progetto nuovo, o a proporre ai colleghi l’ultimo cantautore della scena londinese. Plaudiamo, in fine, al fatto che uno dei Festival Italiani più cari ad Ernesto il Porretta Soul ospiterà la presentazione in anteprima del volume, e siamo certi che tutti coloro che seguivano Ernesto alla radio, si appassioneranno alla lettura di questo splendido libro. 


Salvatore Esposito