Rainbow Chasers – Chimes At Midnight (Talking Elephant, 2014)

Quartetto acustico nato dal genio creativo del “Gov’nor Of Folk” Ashley Hutchings, anima del folk-rock britannico già membro di Fairport Convention, nonché fondatore prima degli Steeleye Span e poi di Albion Band, i Rainbow Chasers, oltre al celebre bassista inglese vendono protagonisti Jo Hemilton (voce, viola, chitarra acustica, tastiere), Ruth Angell (voce, violino, chitarra acustica), Mark Hutchinson (voce, chitarre acustica ed elettrica, mandolino, e tastiere), Joe Topping (voce, chitarra acustica, armonica, mandolino e mandoloncello. Particolare caratteristica della loro cifra stilistica è l’approccio prettamente cantautorale unito ad una particolare cura per le sonorità folk-rock, declinate in arrangiamenti prettamente acustici in cui ampio spazio è lasciato agli archi in cui protagoniste assolute sono le talentuose Jo Hamilton e la giovane Ruth Angell, eccellente violinista uscita dalla scuola di Joe Broughton e già nella line-up di Albion Band. Dopo aver debuttato con “Some Colours Fly” nel 2005, seguito a breve distanza da “Fortune Never Sleeps” dell’anno successivo, i Rainbow Chasers non sono esplosi mai veramente, non solo perché i vari componenti del gruppo come recita il sito sono spesso impegnati in altri progetti artistici, ma anche il loro suono sofisticato e difficile da etichettare non gli ha mai permesso di avere quella visibilità di pubblico, che avrebbero meritato, e questo nonostante l’apprezzamento della critica e i diversi concerti in giro per l’Europa. Nonostante ciò Ashley Hutchings non ha mai rinunciato a riaccendere i riflettori sui Rainbow Chasers, tanto riunendoli di tanto in tanto dal vivo, tanto dando alle stampe l’antologia omonima nel 2010. A gettare nuova luce su questa band è stato pubblicato di recente “Chimes At Midnight”, raccolta con inediti che raccoglie una selezione di quindici brani incisi nell’arco di dieci anni dal 2004 al 2014, dei quali solo due le irrinunciabili “Looking For A Change” e “Fortune Never Sleeps” erano presenti già nella compilazione del 2010. Riscopriamo così perle un po’ dimenticate dai due dischi in studio pubblicati ovvero lo strumentale “Gypsy Jigg” in cui brilla il violino della Angell, “First Europeans”, e l’epica “Those Broad Shoulders” in cui spicca la voce di Jo Hamilton. Sebbene questa raccolta pecchi per la mancanza di credits dettagliati, sul versante dei brani inediti non si può non citare la splendida “Weather”, otto minuti di puro folk-rock con Ashley Hutchings in gran spolvero e le due voce della Hamilton e della Angell a duettare in modo superbo, la melodia antica di “Well-Dressing Song”, la suggestiva ballata “The Outside World” la cui linea melodica è impreziosita dal mandolino, ma soprattutto la ninna nanna “One-Eyed Owl”, caratterizzata da un arrangiamento quasi cameristico con gli archi ad avvolgere le voci. Completa il disco la riscrittura del blues “Big Muddy” di Pete Seeger cantata da Ashley Hutchings, con l’armonica di Topping in prima linea e Ali McMillan ospite al djembe. “Chimes At Midnight” è insomma un’occasione preziosa per approfondire la vicenda artistica dei Rainbow Chasers, che come tutte le creature artistiche di Ashley Hutchings meritano grande attenzione, in quanto il Gov’nor difficilmente sbaglia un colpo. 


Salvatore Esposito