Sonata Islands - Meets Mahler (Zone di Musica, 2013)

Sonata Islands è un ensemble cameristico, composto da sei musicisti trentini, Emilio Galante (flauto), Giovanni Falzone (tromba), Achille Succi (clarinetto e sax alto), Simone Zanchini (fisarmonica), Stefano Senni (contrabbasso), Francesco Cusa (batteria), accomunati dalla passione per il jazz e la musica contemporanea, e con alle spalle un solido percorso artistico, fatto di una intensa attività live e diversi album. Dopo il fortunato tributo al movimento Rock In Opposition, li ritroviamo oggi alle prese con il nuovo progetto “Meets Mahler”, una sorprendente “parafrasi jazz” del “Das Lied Von Der Erde”, opera per voci soliste e orchestra tra le più personali di Gustav Mahler (1860-1911), composta nel 1908 nella residenza estiva di Dobbiaco, ed in cui il compositore tedesco volle racchiudere il suo congedo alla musica e alla letteratura, dando vita ad un canto all’eternità e alla giovinezza inconsumabile. Come spiega il gruppo nelle note di presentazione al disco: "Gustav Mahler è un compositore contaminato e impuro per eccellenza. La sua composizione si nutre di musica popolare, il suo essere musicista è quello del compositore e dell’esecutore insieme: se fosse nato 40 anni fa sarebbe senza dubbio stato un jazzista.” Guidato dai testi dello scrittore e musicologo Giuseppe Calliari, che dal vivo affianca l’ensemble nelle vesti di attore, l’ascoltatore viene condotto attraverso i sei movimenti del Lied, che nella riscrittura di Sonata Islands brillano nel loro intreccio tra musica colta, jazz, rock ed avanguardia, evocando le poesie che furono di Hans Bethge, ispirate ad un antico ciclo poetico cinese, figure che via via prendono congedo da chi “si incammina verso i monti”, per fare ritorno “alla terra natale”. A spiccare in modo particolare è il fascino e la potenza lirica dell’iniziale “Das Trinklied”, la travolgente “Non Mahler”, ma soprattutto il “Commiato” finale in cui a Sonata Island si unisce la voce di Tommaso Leonardi, che recita i versi di Calliari. “Meets Mahler” è, insomma, un disco affascinante, denso di poesia, che non mancherà di entusiasmare tanto gli appassionati di musica jazz, quando i cultori della musica classica. 


Salvatore Esposito