Milagro Acustico - Sicilia Araba (Cultural Bridge, 2013)

“Dopo 1000 anni, se Dio vuole, i versi dei poeti arabi di Sicilia risuonano ancora. Ibn Hamdis, Abd Allah Sadus, Ibn al Qatta, Abu al Quasim abd al Rahman, le vostre poesie ci raccontano le sofferenze dell’amore perduto, l’angoscia per la propria terra invasa dai Rum. Normanni, svevi, spagnoli, francesi e altri hanno occupato la Sicilia, distrutto le moschee, asciugato i pozzi, ma non sono riusciti a cancellare le poesie. Tutti, sono venuti con la pioggia e con il vento sono andati. Bob Salmieri ha musicato le poesie, Marwan Samer le ha cantate e i Milagro Acustico le suonano per non dimenticare. Che la pace sia con voi”. A partire dall’incipit, in arabo, del brano d’apertura, “Assalamu Alaikum”, si dipana questo racconto che è poesia, memoria di un retaggio glorioso sottratto all’oblio. “Sicilia Araba” è il nuovo concept album dei Milagro Acustico, che hanno aggiunto Medina Sound al loro nome e hanno fondato anche la propria etichetta discografica, la Cultural Bridge (www.culturalbridgelabel.com). Attivo dal 1995, l’ensemble guidato da Bob Salmieri (sax soprano, clarinetto, ney, baglama, tambur, percussioni) torna ad indagare l’imponente fioritura letteraria dei due secoli e mezzo (827-1091) di dominazione araba della Sicilia, l’isola giardino. Accanto al fondatore, troviamo gli storici componenti Andrea Pullone (chitarra classica, oud), Maurizio Perrone (contrabbasso), Maurizio Catania (percussioni, batteria) e il nuovo arrivato, l’iracheno-tunisino Marwan Samer, che oltre alle corde del suo oud porta una vocalità robusta, che ne fanno il valore aggiunto di questa nuova produzione discografica. Al quintetto si aggregano validissimi collaboratori: Maurizio Tiberi, voce in “Wadaan”, Carlo Cossu e Agnese Stelli al violino, Raffaele Mallozzi alla ribecca, Pachi Adikari Kalipada alla tabla, Spedino Moffa alla zampogna. È una celebrazione dell’antico crogiuolo culturale, che Salmieri e compagni officiano vestendo le liriche, cantate e recitate, con fitte ed equilibrate trame acustico-elettroniche, imperniate sui modi della musica araba e mediorientale; è musica evocativa e fascinosa, dai tratti a volte sontuosi, con inflessioni jazz, qualche cliché world ed efficacissimi spunti solisti di liuti e fiati. I versi (i testi sono scaricabili da www.milagroacustico.net) descrivono l’isola con occhio di ammirazione e di nostalgia assieme: “Ricordo la Sicilia, disperato dolore si rinnova per te nella memoria. Giovinezza, rivedo le felici follie perdute e gli splendidi amici. Oh Paradiso da cui fui cacciato!”, così Ibn Hamdis, esiliato dopo la caduta della dominazione araba; le sue parole sono musicate in “Dhakartu Siqilliyata”. La successiva “Balarm” evoca la Palermo islamica, che per il geografo Edrisi era “la più eccelsa metropoli del mondo”. È poi è la volta dello strumentale “Wadaam” (Addio) costruito su corde, ney, elettronica, percussioni e vocalizzi. Si fa strada sinuoso il violino in “Yalla Harrek”, in cui si canta: “Su, fa girare il calice / riempilo di rubini e bevi con noi/ dalla mattina alla sera. / Bevi al suono della lira bicorne / e dei canti di Ma ‘bad./ Non si vive davvero / se non che nel beato suolo di Sicilia, / un principato che s’innalza sopra quello dei Cesari. / Palazzi reali, davanti ai quali/ si ferma il viaggiatore. / Ammira questo luogo, che/ Allah l’ha colmato d’abbondanza”. Segue uno scritto di Ibn Jubair, che elogia la tolleranza di “Trapani”, dove chiese cristiane e moschee sorgevano l’una accanto all’altra. Dopo l’intreccio di corde del secondo strumentale, “Nostalgia”, si celebrano le glorie di “Favara”, città “dai due mari, tutto ciò che si desidera, si trova in te” e di “Noto”, altra perla di Siqilliya, “Allah protegga una casa in Noto e nubi cariche di pioggia la bagnino / La vedo con gli occhi del ricordo e a lei invio le lacrime che verso /Mi struggo di nostalgia per la casa, gli amici e la virtù delle donne / Chi partendo, ha lasciato il cuore in quella terra con tutto se stesso desidera tornare, terra mia!”, sempre nelle parole di Ibn Hamdis. Ancora un disco importante per Bob Salmieri & Milagro Acustico sulla via della conoscenza e del riconoscimento di un’eredità culturale; narrazione di un tempo passato che può aiutarci in epoca d’inquietudine come quella odierna. 


Ciro De Rosa