Giorgia Barosso - Stories Yet To Tell (Raffinerie Musicali, 2013)

Apprezzata compositrice, pianista e cantante jazz, con alle spalle venticinque anni di attività, dieci album e una lunga lista di collaborazioni a livello nazionale ed internazionale, Giorgia Barosso, vanta esperienze musicali differenziate che l’hanno portata nel corso della sua carriera a spaziare dal jazz alla new age, dal gospel, passando per la musica strumentale e la composizione di colonne sonore, e da ultimo anche la sua attività di conduttrice radiofonica della trasmissione “All One Jazz” per la Web Radio Vertigo One. Il suo nuovo album “Stories Yet To Tell”, l’undicesimo in carriera, nasce dalla collaborazione con il pianista Mario Zara, e raccoglie dieci brani tra composizioni autografe e riletture di standard jazz, incisi con la partecipazione di alcuni dei principali strumentisti jazz italiani, tra cui spicca Fabrizio Bosso alla tromba, Riccardo Bianchi alle chitarre, Mario Zara al pianoforte, Marco Antonio Ricci al contrabbasso e Michele Salgarello alla batteria. L’ascolto ci segnala sin da subito come il suo approccio vocale sia ben lontano da ogni forzatura, e da quel terribile ed innaturale approccio accademico che affligge tante sue colleghe, ma piuttosto si muova agilmente e con naturalezza attraverso ogni brano, siano esse le sue composizioni o le belle ed originali riletture che ci offre in scaletta. Dal punto di vista degli arrangiamenti, il lavoro di Mario Zara si è indirizzato verso una particolare cura dell’interplay tra piano e chitarra, esaltando l’eleganza delle linee melodiche, e questo ha rappresentato un valore aggiunto nell’economia generale dell’album. Ad aprire il disco è “Love For Sale” in una originale rilettura a metà strada tra gospel e funky, seguono le atmosfere quasi noir della title-track, mentre a riportare il sole ci pensano le accattivanti ritmiche caraibiche della successiva “Time After Time”. La voce della Barosso si fa poi più graffiante nel sensuale blues “Come Rain or Come Shine”, ma è con l’autobiografica “Crystal Glow”, che si tocca il vertice del disco, con il pregevole interplay tra piano e tromba. Pregevoli sono poi “Shadows of Sound” e “Oh Lady Be Good” di George ed Ira Gershwin, in cui è ancora protagonista Fabrizio Bosso alla Tromba. Sul finale arrivano poi “I” scritta da Mario Zara, e le altrettanto fascinose “But Not For Me” e “9 Songs”, che sugellano un disco intenso, elegante e dall’ascolto accattivante, che non mancherà di entusiasmare quanti vi dedicheranno attenzione. 


Salvatore Esposito