Placido Cherchi, La Riscrittura Oltrepassante. Ernesto De Martino E Le Dialettiche Del “Ritorno”. Cinque Studi , Kurumuny 2013, pp.222, Euro 12,00

Allievo di Ernesto De Martino ed apprezzato antropologo della Scuola di Cagliari, Placido Cherchi nel corso della sua carriera ha realizzato importanti studi critici ed interpretativi sull’opera dello studioso napoletano, che si inseriscono in quel florilegio di opere seguite alla riscoperta de “La Fine Del Mondo”. La sua opera più recente “La Riscrittura Oltrepassante. Ernesto De Martino e Le “Dialettiche Del Ritorno” Cinque Studi”, riallacciandosi esplicitamente all’idea di “variazione” presente ne “Il Signore del Limite” (Liguori, Napoli 1994) rappresenta un ulteriore contributo all’approfondimento degli studi e del pensiero di Ernesto De Martino, ed in particolare getta nuova luce sul problema della “riscrittura oltrepassante”, ricostruendo dal punto di vista critico quel “ritorno” al “Mondo Magico” realizzato nelle sue ultime opere, ed in particolare con “La Fine Del Mondo”. In quest’opera l’antropologo napoletano, partendo da una riflessione autocritica, ritornava sul suo percorso di ricerca interrotto, rafforzando attraverso nuove argomentazioni le sue tesi. Se ne “Il Signore Del Limite” Cherchi aveva privilegiato la dimensione dell’ascolto, mantenendosi frontalmente all’esterno degli studi demartiniani, in questo nuovo libro va oltre, aprendoci le porte ad un ampia gamma di riflessioni. Emerge così una eccezionale lezione storico-antropologica che prendendo le mosse da un critica allo storicismo di Benedetto Croce, fa emergere in tutta la sua grandezza il pensiero di Ernesto De Martino, nel quale veniva evidenziato come il ritorno alla cultura popolare e contadina fosse alla base dell’umanesimo moderno, punto di partenza per un confronto etnografico alla base di una possibile unificazione culturale tra popoli ed etnie differenti, salvaguardando l’individualità, il passato e le tradizioni. Nel riprendere “Il Mondo Magico” e “Magia e Civiltà”, Cherchi mette in luce tutta la poliedricità del De Martino, ricercatore a tutto tondo nello studiare la magia nella cultura popolare salentina, o le pratiche magico-religiose di altre zone del sud Italia, ma anche nell’avvalersi degli studi sulla psichiatria o quelli gramsciani sul cattolicesimo popolare. Quel mondo fatto di pratiche magico-religiose, credenze e cultura popolare rappresentava l’esserci per i ceti poveri, un motivo di orgoglio e salvezza per superare l’oppressione dei padroni. Il moderno umanesimo di De Martino diventa di una straordinaria contemporaneità in un epoca in cui si afferma sempre con più forza il carattere interculturale e multietnico della nostra società. Di grande interesse sono, dunque, il primo e il terzo studio, basati essenzialmente su una lettura degli ultimi lavori del De Martino come una riscrittura delle opere degli esordi, mentre i restanti, seguono un percorso differente analizzando in modo critico temi come l’ethos del trascendimento, il rapporto con Freud e Jung e da ultimo riportano alla luce le tematiche di “Magia e Civiltà”. Completa il volume un interessante intervista all’autore a cura di Pietro Angelini, pubblicata in origina nel 1990 su “Lares”, che contribuisce in modo determinante anche a chiarificare alcune tematiche trattate nei vari studi. Sebbene “La Riscrittura Oltrepassante. Ernesto De Martino e Le “Dialettiche Del Ritorno” Cinque Studi” abbia un profilo essenzialmente accademico, quest’opera ci conferma come gli studi di Ernesto De Martino siano ancora una miniera tanto ricca quanto esauribile, in cui è possibile trovare spunti e tracce di ricerca ancora inesplorati. 

Salvatore Esposito