Alessandro Benvenuti – R-Irrequieto.02 (Welcome Records/Materiali Sonori, 2013)

Il legame forte tra Alessandro Benvenuti e la musica ha radici lontane nel tempo, e per ripercorrerle è necessario andare ai suoi esordi con i Giancattivi, e spostarsi un po’ più in là verso il suo film del 1982 “Ad Ovest Di Paperino” del quale curò anche colonna sonora. Nonostante i tanti anni dedicati esclusivamente al cinema e al teatro, questo amore non è mai sopito, ma anzi è tornato prepotente negli ultimi anni, quando complice l’incontro con Arlo Bigazzi e la Banda Improvvisa, sono nati alcuni spettacoli come “Storia di un Impiegato” di Fabrizio De Andrè, e “Recital Irrequieto” nel quale hanno debuttato alcuni sui brani da tempo nel cassetto. Da lì il passo verso il suo primo disco è stato breve, e così nel 2009 è nata l’idea di realizzare una trilogia di dischi, aperta dall’apprezzato “Capodiavolo.01” e che oggi prosegue con “R-Irrequieto 02”. Inciso in uno studio immerso nella campagna valdarnese tra il novembre del 2012 e l’aprile del 2013, il disco raccoglie otto ballate dalle atmosfere acustiche, in cui Alessandro Benvenuti ci racconta della sua visione dell’amore, quello verso la propria moglie, le proprie figlie, la propria terra, un amore che funge da baluardo con il vuoto pneumatico creato dalla crisi e dall’infelice società in cui viviamo. Ne è nato un disco di resistenza energica a difesa della vita e di quanto c’è di bello in essa, fatto di temi profondi, in cui i frammenti di un discorso amoroso intenso e lucido, compongono un diario personale sospeso tra riflessione ed introspezione. Accompagnato da un eccellente gruppo di strumentisti composto da: Antonio Superpippo Gabellini (chitarre, sitar, bouzouki, ukulele), Vittorio Catalano (fiati), Azzurra Fragale (elettronica, basso), e Carlo Catalano (percussioni), Alessandro Benvenuti ci regala un pugno di brani ispirati ed intensi come la dolce “Marta” in cui compare ai controcanti la figlia Teresa, o la riflessiva “Il Viaggio”, ma anche spaccati di vita familiare come nel caso de “La Normalità” in cui parla del rapporto con la moglie, o di “Capodiavolo” in cui protagonisti sono i suoi genitori. Questa atmosfera intima e confessionale sembra interrompersi solo in un caso, quando nella gucciniana “Canto Di Fate”, l’attore e regista di Pelago sfoggia un testo sarcastico e pungente contro i suoi conterranei toscani. “R-Irrequieto.02” è dunque un disco di puro cantautorato artigianale, nel quale emerge tutta l’originalità e la freschezza del songwriting di Alessandro Benvenuti, intessuto tra teatro e canzone d’autore, tra rock e atmosfere acustiche, ma soprattutto ricco di umanità e passione, come non si sentiva da tempo. 



Salvatore Esposito