Mideando String Quintet – Seguendo Le Nuvole (Autoprodotto, 2013)

Nato ormai diciotto anni fa e con alle spalle quattro dischi, il Mideando String Quintet è una delle realtà più apprezzate dell’acoustic music italiana, non solo per la ormai consolidata esperienza maturata dal vivo, ma anche per la loro raffinata proposta musicale, che li vede utilizzare solo ed esclusivamente acustici, uniti ad una particolare cura per le armonie vocali. A distanza di sei anni da “Tutte Le Direzioni” li ritroviamo con “Seguendo Le Nuvole”, disco che raccoglie quattordici brani tra cui nove inediti e cinque cover, in linea insomma con la ben nota formula già utilizzata nei precedenti album. A caratterizzare i brani è senza dubbio la voce solista di Riccardo Targhetta, mentre del tessuto musicale si fanno carico Fabiano Guidi Colombi (chitarra e voce), Alessandro Chiarelli (violino e cori), Stefano Santangelo (mandolino mandola e cori), mentre le strutture ritmiche vengono scandite dal basso di Mirko Zanzarin. Se ad un primo ascolto a spiccare in modo particolare sono certamente le belle riletture di “Roxanne” di Sting, e “Like A Rolling Stone” di Bob Dylan, andando più a fondo ed apprezzando con più attenzione le singole tracce si scoprono diversi brani di grande intensità come la poetica “Il Richiamo del Mare”, o la toccante “Eluana”, o ancora ballata west coast “Secret Place”, ma non è tutto perché a sorprenderci arrivano anche le due riletture dal repertorio di Battisti e Mogol ovvero “Nessun Dolore” e “Si Viaggiare”, nonché una trascinante “Un Giudice” di Fabrizio De Andrè. Sorprendenti intuizioni melodiche, armonie vocali a cinque voci e influenze che spaziano dal jazz al folk, fanno di questo disco un piccolo compendio di Acoustic World Music e non è un caso che qua e là nelle tessiture acustiche del Mideando String Quartet si inseriscano altri strumentisti come Giko Pavan (contrabbasso e violoncello), Jacopo Jacopetti (sax), Matteo Mignolli (flauto traverso) e Paolo Vidaich (percussioni) quasi a presagire una futura struttura da collettivo aperto, che contribuirebbe a dare ulteriore spessore ed originalità alla loro proposta musicale. 

Salvatore Esposito