Francesco Cataldo – Spaces (Alfa Music, 2013)

“La parola Spaces oltre ad essere titolo di un brano a cui sono particolarmente legato, simboleggia da sempre la mia ricerca musicale. Spazi diventano dei luoghi immaginari che ogni brano rievoca all’autore ed all’ascoltatore; ma soprattutto “spazio” diventa sinonimo di “respiro” musicale”, così Francesco Cataldo presenta il suo nuovo album “Spaces”, disco che segue a cinque anni di distanza l’apprezzato “Lanuvio”. Registrato presso i Sear Sound Studios di Manhattan, New York, questo nuovo album vede il chitarrista e compositore siciliano affiancato da un eccellente gruppo di musicisti composto da David Binney (sax alto), Salvatore Bonafede (piano), Scott Colley (contrabasso), Clarence Penn (batteria), a cui si è aggiunto Erik Friedlander (violoncello). Sin dal primo brano si ha la netta sensazione di essere di fronte ad un gruppo coeso e compatto, la cui ricerca sonora è attenta tanto alla melodia quanto all’improvvisazione, partendo da un interplay perfetto, fatto di meccanismi oliati nei quali i vari strumenti dialogano e si scambiano fraseggi in modo impeccabile. Temi ed improvvisazioni aprono così spazi sonori immaginifici, in cui anche i silenzi assumono un valore determinante, dando vita a quel “cerchio sonoro” evocato dallo stesso Cataldo nelle note di copertina. Un cerchio sonoro, in cui ogni strumentista diventa cuore pulsante della melodia. L’ascolto ci conduce attraverso le sonorità mediterranee della splendida “Algerian Waltz” in cui brilla il dialogo tra il sax di Binney e la chitarra di Cataldo, al gradevole groove di “Siracusa” in cui spicca tutto il talento ritmico di Penn alla batteria e Colley al contrabbasso, fino a toccare la pura poesia della personalissima “Vito” in cui i racconti del nonno paterno vengono evocati dalla potenza lirica del violoncello di Erik Fiedlander. Di ottima fattura sono anche “Ortigia” ed “Tourist in Town”, nelle quali si ha modo di scoprire più da vicino l’originale gioco sonoro innescato dalla chitarra di Francesco Cataldo. “Spaces” è dunque un disco dalla incredibile ricchezza musicale, un universo sonoro in cui l’ascoltatore si perderà piacevolmente, restando incantato dalle eccellente strutture musicali e dalle pregevoli linee melodiche. 



Salvatore Esposito