Claudio Deoricibus with Andrea Braido – Cuarenta (Videoradio/Rai Trade)

Appassionatosi sin da piccolo alla chitarra ed in particolare al flamenco di Paco de Lucia, Claudio Deoricibus, vanta un percorso di formazione di tutto rispetto, speso tra la natia Sardegna con il maestro Roberto Corrias, e la Spagna dove ha avuto modo di perfezionarsi presso le scuole di Manuel Lopez Romero a Cadice, e quelle di Siviglia e Sanlucar de Barrameda. All’attivo il chitarrista sardo ha anche una intensa produzione discografica cominciata nel 1992, e che con “Cuarenta” il suo nuovo album trova il suo vertice, non solo perché si tratta di un disco che celebra i suoi quarant’anni di carriera, parallelamente al quarantesimo anniversario di quella “Entre dos Aguas”, che tanto lustro diede a Paco de Lucia, ma soprattutto perché siamo di fronte ad un disco di pregevolissima fattura, complice anche la partecipazione di Andrea Braido e alla sapiente produzione di Beppe Aleo, che ha avuto l’intuizione di farli incontrare in studio. Ne è nato un disco dal sound caldo, elegante, raffinato, accompagnato da un dettagliato libretto, che funge da perfetta guida all’ascolto segnalando su quale canale poter ascoltare con più attenzione ora la chitarra di Deoricibus ora quella di Braido. Ad aprire il disco è il sentito omaggio proprio a Paco de Lucia con una bella rilettura di “Don Paco” in cui si apprezza il superbo interplay tra la chitarra flamenca di Deoricibus e quella classica di Braido. Quasi fosse un viaggio tra i paesaggi, i colori e i suoni della Spagna si prosegue con la trascinante “Plaza De Sol” ma è con “Sevilla” interpretata in solitario che si tocca uno dei vertici del disco, in quanto si apprezza non solo la tecnica del chitarrista sardo ma anche la passione con la quale approccia il flamenco. Non mancano contaminazioni sonore che si aprono verso atmosfere world con l’ingresso in scena di altri strumenti come il sax che brilla in “Cuerdas y Nada Mas” o le percussioni di “Tango del Mar”, o ancora le influenze arabeggianti di “La Luz De Aljsha” in cui Deoricibus imbraccia il mandolino. Di grande impatto poi sono “Ventanas Rumberas” e “Improvisando” in cui si fa più incisiva l’improvvisazione, e che mettono molto bene in evidenza la creatività e l’eclettismo di Deoricibus. Finale travolgente con il trittico composto da “Khamsin”, “Fadela” e “Tangos De Los Colores”, che sembrano rinsaldare quel legame antico che unisce Sardegna e Spagna, un legame profondo, che senza dubbio emerge dal dna musicale di Deoricibus. “Cuarenta” è dunque un disco di grande interesse, che non mira solo ed esclusivamente alla riproposta di un genere musicale, ma sposta il confine più avanti, verso una ricerca sonora aperta ad altri suoni e ad altre suggestioni come quelle mediterranee. 


Salvatore Esposito