Gastone Pietrucci e La Macina – Da Tuto E’ Corpo D’Amore a El Vive D’Omo, Bootleg Live (Autoproduzione)

L’arte dovrebbe essere per tutti e a disposizione di tutti, dico dovrebbe perché spesso non accade così. In questo senso è significativo quanto è accaduto a Gastone Pietrucci e La Macina, i quali per lungo tempo sono stati impegnati nella rielaborazione in musica delle poesie del poeta anconetano Franco Scataglini, e giunti finalmente ad un passo dalla pubblicazione di un doppio album a lui dedicato, si sono visti negare l’autorizzazione all’utilizzo da parte dei suoi eredi. Non voglio entrare nel merito della questione, già oggetto di un ampio dibattito pubblico, ma per deformazione professionale (extra giornalistica) mi piace sottolineare come questo sia uno dei casi in cui di fronte alla fredda vittoria della legge, avrei preferito che quest’ultima cedesse il passo per una volta al cuore, alle emozioni. Quelle emozioni che gli eredi dell’indimenticato Scataglini hanno preferito relegare alle sole pagine dei libri, senza consentire alle sue poesie di liberarsi dalla carta e spiccare il volo verso una nuova dimensione. Non tocca a me e nemmeno, forse, a Gastone Pietrucci, dare un giudizio su questa scelta, ma è triste vedere negata alle poesie di Scataglini questa seconda giovinezza. Sebbene non conosca personalmente Gastone, ho avuto modo di confrontarmi con lui in diverse occasioni e ho capito una sola grande cosa, lui è un uomo dal cuore e dalla passione infinita. L’avergli negato la possibilità di utilizzare i testi del poeta anconetano è stata per lui una grande delusione, perché non solo ha significato gettare alle ortiche oltre otto anni di lavoro, ma soprattutto perché così l’arte, la sua arte è stata sconfitta. Nonostante tutto però una traccia di quel lavoro è restata, e sebbene non sia mai stata messa in commercio Gastone è riuscito a cristallizzarla in un doppio disco dal vivo “Da Tuto E’ Corpo D’Amore a El Vive D’Omo, Bootleg Live”, stampato in cento copia come demo preparatorio per quello che avrebbe dovuto essere poi il successivo lavoro in studio. Di recente ho avuto modo di risentire Gastone Pietrucci, il quale mi ha chiesto se mai avessi avuto una copia di quel disco “negato”. Sebbene conoscessi molto bene la vicenda, perché da lui stesso raccontatami in una lunga intervista, non avevo mai avuto modo di ascoltare quei brani, e così qualche giorno fa mi sono ritrovato tra le mani il plico contenente questo doppio disco. L’ascolto approfondito mi ha, così, consentito di scoprire un lavoro pregevole, forse l’opera più intensa dal punto di vista poetico mai realizzata dal gruppo marchigiano, un disco vitale, intenso, nel quale la musica e le parole vivono una nuova vita in una osmosi continua di suggestioni ed emozioni. Le musiche composte da La Macina aderiscono perfettamente alle liriche di Scataglini, esaltando la melodia intrinseca e la cadenza ritmica di ogni verso, e ciò ci consente di scoprire la sua poesia in una dimensione nuova, nella quale scopriamo come l’uso del dialetto marchigiano intrecci arcaismi e modernismi, stendendo un ponte tra presente, passato e futuro. Ad impreziosire il tutto c’è la voce antica di Gastone Pietrucci, che in un baleno lega musica tradizionale e canzone d’autore. I due dischi sono così un lungo dialogo tra la poesia di Scataglini e la musica de La Macina, nel quale ritroviamo atmosfere popolari mescolate a spaccati colti, melismi arcaici che si contamino di suoni moderni. In questo senso vale la pena citare la potenza lirica dell’ormai celebre “Tuto è corpo d'amore”, o l’ironia de “La Via Della Gabella” la cui musica è ispirata a All The World Is Green di Tom Waits, o ancora alla superbe ballate narrative come “Quindici Giugno” e “Carta Laniena”. Se dal punto di vista prettamente musicale a spiccare in modo particolare è l’apertura in chiave world di “Carcere Demolito”, da quello letterario ci piace sottolineare la bellezza di “Necessità Del Nasce” in cui brilla la voce di Marino Severini dei Gang, e le altrettanto belle "La Madre Che Mi Tolse" e "Su La Rena". Alla fine è però molto triste sapere che l’ascolto de “Da Tuto E’ Corpo D’Amore a El Vive D’Omo, Bootleg Live” resterà ristretto a pochi, è strano a dirsi ma questo è un grande crimine commesso dalla giustizia e dalla legge.


Salvatore Esposito