L’Orage – La Bella Estate (Grand-Mère)

Interessante band, da qualcuno definita di “rock delle montagne”, ma che in realtà mescola i suoni della loro terra, la Valle D’Aosta, con il miglior cantautorato italiano, L’Orage nasce nel 2006 da un idea di Alberto Visconti (voce, chitarra) e del polistrumentista Rémy Boniface (violino, organetto, ghironda, voce), a cui ben presto si sono aggiunti Vincent Boniface (organetto, sax, clarinetto, cornamusa, flauto, organo, rhodes, voce), Stefano Trieste (basso), Florian Bua (batteria), Memo Crestani (chitarre) e Ricky Murray (percussioni). Nel 2010 arriva anche il loro primo disco “Come Una Festa”, che raccoglie dodici brani originali tra cui spicca “Queste Ferite Sono Verdi”, su testo di Dario Voltolini ma anche altre piccole perle come l’iniziale “Povero diavolo” e “Mi mandi in aria”. A due anni di distanza li ritroviamo con “La Bella Estate”, disco che giunge a coronamento di periodo di grazia fatto di numerosi concerti e condite dalla vittoria del concorso Radar di Demo su Radio 1 Rai. Non ci sorprende anche che sia stato proprio questo secondo lavoro a lanciarli prima tra i finalisti di Musicultura e poi alla vittoria finale facendo incetta di premi, in quanto traspare chiaramente come il loro percorso artistico sia stato all’insegna della piena maturazione. Ascoltando brani come la title track che apre il disco, si ha la chiara sensazione di essere di fronte ad una canzone d’autore dai tratti folk nel quale pari peso hanno le suggestioni musicali e quelle poetiche. Se la solarità del titolo rimanda alle atmosfere di festa che in qualche modo si riflettono nel loro sound, dal punto di vista dei testi, la loro ispirazione affonda le proprie radici nella poesia francese come nella letteratura italiana contemporanea da Pavese a Calvino, il tutto con l’aggiunta di una buona dose di originalità. L’ascolto così rivela brani di pregevole fattura cantautorale come “Rose e Rasoi”, “Ronnie”, spaccati folk-rock come nel caso di “Titoli di Coda” e “E Te Ne Andrai” e un delizioso strumentale dai tratti blues, ovvero “Laridé de la Princesse”. Completano il disco un paio di reinterpretazioni azzeccate come nel caso di “Bang Bang” di Sonny & Cher con ospite alla voce la brava e bellissima attrice Jasmine Trinca e l’omaggio a Serge Gainsbourg con “Sous le soleil, Exactement”. Insomma “La Bella Estate” non vi deluderà, tanto se amate il folk-rock made in Italy, quanto se invece preferite la canzone d’autore. 


Salvatore Esposito