Domenico Di Virgilio – “Perciò Torniamo A Salutarvi Ancora. Il Buongiorno Nell’Area Frentana e Nelle Province Di Pescara e Teramo”, Ricerche&Redazioni 2012, Libro + DVD, Euro 20,00

Questo volume si aggiunge ad un panorama editoriale che in questi ultimi decenni ha fortemente accresciuto la bibliografia sulle forme della tradizione popolare in Abruzzo. Ecco un nuovo titolo dello studioso Domenico Di Virgilio, da leggere e da vedere. Il lavoro esamina la storia di una forma rituale di canto con accompagnamento musicale eseguita in concomitanza di periodi dell’anno ed occasioni festive particolarmente significativi sul piano religioso e simbolico, come il Natale, l’Anno Nuovo, l’Epifania, la festività di Sant’Antonio Abate, la Settimana Santa. Se in origine il buongiorno come espressione di “saluto cantato di buon augurio” è da mettere in relazione con la ritualità associata ai cicli agricoli, attualmente, in una società profondamente mutata sul piano economico e culturale, piuttosto rappresentano procedure polisemiche che affiancano alla significazione religiosa, sovrappostasi alle più antiche azioni rituali, elaborazioni con cui una comunità locale o una parte di essa si racconta, costruisce un senso di unicità, di appartenenza, che trova forza per l’appunto in gesti e in pratiche collettive. Il lavoro proposto da Di Virgilio si è avvalso degli strumenti dell’osservazione partecipante, l’analisi sul campo di questa tradizione che ancora persiste nelle località di Torino di Sangro ed Archi, nel chietino, e di Pianella, nel pescarese, è messa in relazione con altre forme rituali un tempo praticate a Gessopalena, ancora nel chietino, o a Cerqueto di Fano Adriatico, nel teramano. Lo studio di questa vivace tradizione focalizza l’improvvisazione in versi, il ruolo della religione cattolica e l’innesto della tradizione bandistica come fattori cruciali per scandagliare le trasformazioni nella pratica musicale, il suo “cambio di ottica” (p. 9) che si afferma nel momento in cui il tempo della festa è regolato dalle gerarchia ecclesiastica e dalla liturgia cattolica, e la mediazione tra colto e popolare operata dalla produzione bandistica modifica la natura musicale del buongiorno. Ulteriore elemento di analisi è il raffronto con le pratiche augurali delle comunità alloglotte (arbëreshë e croate) presenti in Abruzzo e Molise e già oggetto di studio dell’antropologia e dell’etnomusicologia (Cirese e Carpitella in primis). In quella che si può definire la seconda sezione del volume, Di Virgilio passa in rassegna i luoghi del buongiorno, soffermandosi su testi dei canti, articolazione degli ensemble musicali, produzione in versi, riletture odierne della tradizione. Ciò che traspare dallo studio è la vitalità culturale (si scrivono nuovi testi per la festa) e musicale (i suoni e le melodie circolano, come circolano le persone) di questi piccoli centri abruzzesi. Scrive ancora Di Virgilio: “Ciò che ascoltiamo è in un certo qual modo la conferma di un diffuso sentire nel mondo apparentemente periferico dei piccoli centri, dove continua a vivere una cultura orale che, attraverso la sua consapevolezza, riesce spesso a mediare col mondo globale meglio di quanto si pensi”. Il volume è corredato da trascrizioni musicali ed immagini del rituale. Al volume si accompagna un DVD con documenti visivi e sonori, raccolti in località diverse della regione. Pur nella loro autonomia narrativa, i video si possono considerare complementari al testo cartaceo. Il principale contributo è dedicato a Torino di Sangro, dove la manifestazione del saluto cantato appare più articolata nelle sue forme. Gli altri tre documenti video testimoniano le tradizioni di Gessopalena, Archi e Pianella. 

Ciro De Rosa