Petrameridie – La Luna (Produzioni Tarantula)

Nato da un idea del chitarrista Daniele Vigna, e attualmente legato a quella piccola ma attivissima fucina creativa che è l’Associazione Tarantula, il progetto Petrameridie, raccoglie alcuni dei più apprezzati musicisti della scena salentina ovvero: Nico Berardi (flauti, charango e zampogna); Vito De Lorenzi (tabla e tamburi a cornice); Pierre dei Lazzaretti (violoncello); Bruno Galeone (fisarmonica), Gigi Marra (voce), Patrizia Zacheo (danza), a cui si uniscono le splendide voci di Maria Vittoria Antonazzo della quale si apprezza l’originale timbrica, e Pietro Balsamo, cantore e instancabile ricercatore della tradizione del canto e della danza della Bassa Murgia e dell'Alto Salento. Se a prima vista il loro lavoro di ricerca e recupero dei brani tradizionali, sembra ricalcare quello di tanti gruppi che sono impegnati attualmente nella musica di riproposta, ascoltandoli attentamente si percepisce chiaramente come al centro della loro cifra stilistica ci sia una linea progettuale ben delineata, che vede confrontarsi esperienze musicali differenti, sul comune linguaggio della loro terra. L’attenta e rigorosa base di ricerche sulle sonorità tradizionali, la cura per le armonie vocali e le timbriche, sono così la base di un lavoro molto solido tanto per gli arrangiamenti quanto per il repertorio. Dopo un periodo di intensa attività dal vivo, recentemente il gruppo salentino ha dato alle stampe La Luna, disco che segna il loro debutto discografico. Prodotto da Valerio Daniele, il disco raccoglie nove brani di ottima fattura che spaziano dal canto di lavoro “Sola Sola”, meglio nota come “Ferma Zitella”, cantata magistralmente dalla Antonazzo, all’ottima rilettura de “La Ruvina” fino a toccare la poesia de “La Luna” e il canto delle carceri “Eternità” in cui brilla la voce di Gigi Marra. Non mancano due ottime pizziche ovvero “Pizzica Pizzica di San Michele e “Pizzica Pizzica della Calandre” dove si apprezza l’ottimo intreccio sonoro tra le percussioni e i vari strumenti. Sul finale arrivano poi la dolcissima ninna nanna “La Naca” in cui protagonista è la chitarra di Daniele Vigna, la trasciante “Cupa Cupa” e lo strumentale “Tarastenìa”, che sintetizza molto bene tutto lo spirito del disco, mettendo in evidenza un sorprendente interplay tra la chitarra di Vigna e le percussioni di Vito De Lorenzi, su cui lentamente si inseriscono tutti gli strumenti dando vita ad un finale davvero nel quale brillano i fiati di Nico Berardi. “La Luna” è dunque un disco di spessore, che mette ben in evidenza come i Pietrameridie non lascino nulla al caso, puntando dritto verso la valorizzazione tanto delle proprie individualità e dei propri talenti, quanto alla conservazione della matrice tradizionale, su cui sperimentano senza però intaccarne la natura profonda.  



Salvatore Esposito