Dub & Reggae In Italy: Baye Fall, Mama Marjas & Miss Mykela, Papa Ricky, Pipistrani

Baye Fall – Immigration (11/8 Records) 
La Undiciottavi Records è una delle realtà più interessanti della scena musicale Salentina, e questo non solo per la presenza geniale del suo animatore culturale ovvero Cesare Dell’Anna, ma anche per la capacità di produrre cultura come poche realtà in Italia. La loro ricerca è da sempre volta ad esplorare la musica, oltrepassando ogni tipo di confine, e puntando piuttosto alla valorizzazione degli incroci sonori, linguistici e culturale. Una delle loro più recenti produzioni è il primo album di Idrissa Sarr, megli noto come Baye Fall, artista senegalese, già fondatore del gruppo First Black Guestu, e con alle spalle collaborazioni prestigiose con Positive Black Soul, Da Brains, Kings Possi, e altri ancora. Giunto in Italia da clandestino e fortunatamente scampato ai Centri di Prima Accoglienza, sin da subito ha ripreso a fare musica con un gruppo spontaneo di connazionali con i quali si esibiva ovunque, e nel giro di pochi anni è entrato nell’orbita della 11/8 Records, partecipando ai lavori di Zina e Mentaly Doof. Immigration, questo il titolo del disco, mette in fila tredici brani che al di là del valore artistico rappresentano un esempio di “forma altra” di accoglienza, infatti dietro l’abile regia di Dell’Anna, che ha curato questo progetto, si muove un organico di ben dodici musicisti con background musicali differenti, che qui si ritrovano a condividere un progetto comune senza limiti di classificazione. Durante l’ascolto brilla il particolare sound che mescola l’afrobeat di Fela Kuti con i ritmi irregolari della tradizione balkan, fino a toccare il dub, il regge, il rap e la sperimentazione elettronica. Si tratta, dunque, di un disco senza frontiere come nella migliore tradizione di 11/8 Records, nel quale convivono anime e lingue differenti, si spazia infatti dal wolof del Senegal al francese, all’inglese fino a toccare anche l’italiano. Nel loro insieme i tredici brani compongono una sorta di lettera aperta agli immigrati che hanno abbandonato l’Africa per seguire il sogno dell’Europa nell’illusione di riscattare la propria condizione. In questo senso è importante quanto dice lo stesso Baye Fall nella presentazione:”Questo disco è molto importante per me. Il mio vuole essere un messaggio forte contro il razzismo. “Immigration” intende sottolineare la condizione di vittima del continente africano nei confronti del sistema economico occidentale. Qui raccolgo tutte le speranze e la voce unanime dei miei fratelli africani: Africa we want you to go. Vogliamo che tu vada avanti”. L’artista senegalese si fa portavoce di un messaggio di liberazione dalla schiavitù (Bamba), dall’illegalità (Daw), dalle rinunce per mandare i soldi alla famiglia lontana (Don’t Smoke Cigarettes) e inseguendo il sogno di tornare a casa (Africa). Non mancano anche brani dedicati al lungo viaggio verso la libertà rappresentata dall’Europa (Kibaar), alla musica (Music Is My Life) e al sorriso della solidarietà (Hello). Il vertice del disco è però la splendida Fire, in cui i suoni africani si mescolano con il rap di Jam P dei Mentaly Doof. Immigration è insomma uno splendido disco che non mancherà di entusiasmare tanto gli appassionati di reggae e dub, quanto anche coloro che apprezzano la world music. 



Mama Marjas & Miss Mykela – We Ladies (Love University Records/Self) 
Mama Marjas e Miss Mykela sono due giovani ed attivissime cantanti della scena reggae e dub pugliese, con alle spalle una ormai consolidata esperienza sia dal punto di vista discografico che da quello live. Cresciute insieme nella crew Love University Family, ma seguendo percorsi differenti con Mama Marjas che si è fatta conoscere con due ottimi dischi ovvero B-Ladies e 90, Miss Mykela diventata una vera promessa della scena dub salentina, oggi le ritroviamo in coppia in nuovo album dal titolo, We Ladies. Registrato tra Taranto, Kingstone, Londra e Ramsgate, il disco raccoglie tredici brani, prodotti da Adrian Sherwood e Don Ciccio e cantanti in inglese, italiano e dialetto tarantino e leccese. L’ascolto è assolutamente coinvolgente con le sonorità tipiche del roots reggae che si intrecciano con il dub e la soul music in una miscela solare ed accattivante, in cui brilla tanto la voce calda e avvolgente di Mama Marjas quanto quella sottile ma allo stesso tempo graffiante di Miss Mykela. A caratterizzare i vari brani è non solo il loro peculiare approccio al reggae, ma anche le tematiche trattate che spaziano dalla condizione della donna di We Ladies alla crisi globale di Tilt fino a toccare la denuncia sociale di Io Vorrei e In My Country e l’amore. A risaltare in modo particolare sono però i due brani dub prodotti da Adrian Sherwood, che chiudono il disco, ovvero Ancora Dub e University Dub, che rappresentano senza dubbio i due momenti cardine del disco. A completare il tutto c’è anche un bel dvd, “We Ladie – Appunti di Viaggio”, un docu-film nel quale sono contenute le immagini della realizzazione del disco, che ha portato le due giovani artiste pugliesi dalla loro terra d’origine fino a Londra. 



Papa Ricky – Villa Barca (Elianto/Self) 
Pioniere del reggamuffin salentino, Papa Ricky torna con Villa Barca, un nuovo disco che giunge a quattro anni di distanza da Ite Tie del 2008. Autoprodotto in collaborazione con Frank Nemola e Treble Lu Professore, il disco raccoglie undici brani, che compongono un viaggio sonoro attraverso la società italiana con i suoi problemi di sempre e quelli nuovi rappresentati dalla crisi. Gli ingredienti ovviamente sono quelli di sempre ovvero un mix esplosivo di reggae roots, dub, rockstaedy e un pizzico di dance hall, il tutto caratterizzato dall’utilizzo del dialetto salentino, un vero marchio di fabbrica da sempre. Rispetto al passato però questo nuovo album, vede Papa Ricky utilizzare i suoni come fossero colori e sapori del Salento e in questo senso importanti sono state anche le tante collaborazioni che hanno caratterizzato le session, a cui hanno partecipato, artisti come: Dema e Kusci degli Steela, Fratelli Gioia di Saska Chewa, Don Ciccio, Frank Nemola, Treble Lu Professore, Miss Mykela, Insintesi, Adriano Sicuro, Lu Marra, Ventreianca, Antonio Maniglio. Ad aprire il disco è Libero, il primo singolo estratto dal disco, che rappresenta una sorta di manifesto del Papa Ricky pensiero, un invito a "lasciar andare", a vivere il qui ed ora, a non perdersi nel rammarico di aver perso qualche occasione, a ritrovarsi nelle scelte che si fanno per sentirsi liberi, nonostante tutto, di sognare e realizzare. Durante l’ascolto brillano così brani come Cosa Fare, Lady Queen con la complicità di Lu Marra, ma soprattutto C’è Chi Cambia in cui troviamo Treble e la talentuosa Miss Mykela. Insomma Villa Barca ci riconsegna un Papa Ricky in forma scintillante, ancora una volta pronto a sorprenderci con i suoi testi taglienti e la sua capacità di avvicinare con la musica il Salento e la Giamaica. 



Pipistrani – I Colori Della Musica (Latlantide) 
Attivi a fasi alterne sin dai primi anni novanta, i Pipistrani sono una storica band reggae varesina guidata da Riccardo Pellegrini, storica voce del gruppo e conduttore radiofonico, e composti da Luca Volontè (sax), Pippo Mortillaro (chitarra), Francesco Rossi (tastiere), Agù Marson (basso), Nico Roccamo (batteria) e Stefania Crosta (coro). I loro nuovo album I Colori Della Musica raccoglie nove brani caratterizzati da atmosfere spensierate, accesi colori musicali e ovviamente ritmi in levare. Si parte dalla programmatica Giamaica, qui cantata come una sorta di state of mind, per toccare prima il rep da spiaggia con Mi Sale! in cui brilla una bella citazione al Tullio De Piscopo di Stop Bajon, e poi la divertente Molto Pigro di Lorenzo Bertocchini. Si prosegue con la title track, che è un inno alla libertà di espressione, l’invito a non bere prima di mettersi alla guida con La Guida Della Tua Vita e la riflessiva Muoviti, dedicata ai cinquantenni che non sanno rinunciare ai piaceri dalla vita. Sul finale arrivano poi Esci Questa Sera, il rap Rifiutile e la bonus track El Chupa Chupa un divertissment latin-dance che suggella un disco divertente e solare, perfetto da colonna sonora sulle spiagge estive.




Salvatore Esposito