Jack White - Blunderbuss (Xl Records)

Il Signor Jack White, che Jack non si chiama nè tantomeno White, viene da Detroit. E’ un alchimista degli anni zero capace di creare riff virali con la chitarra e visuali coi video. Fa del rock con gusto americano chitarristico e i suoni dei dischi ove c’è lui son quanto di meglio si può trovare sul mercato. Ha aperto una sua etichetta che si chiama Third Man Records che promuove l’uso degli ormai sconosciuti dischi in vinile a un pubblico si spera di giovani. La voce di Jack è tendenzialmente stridula e si stende su cellule apparentemente lo-fi con grandi e belle idee che si muovono tra arrangiamenti overdrive e apparente , ma solo apparente semplicità. Due consigli che mi sento di darvi disinteressatamente. Il primo, non parlate bene di Jack White con un musicista puro, potrebbe offendersi, perchè il nostro non ha una tecnica shredded sulla chitarra e si “limita” a suonare e creare riffettoni psyco minimal che funzionano e divertono e per un musicista che ha studiato ore e ore di scale e solfeggio non c’è niente di più frustrante che dover ammettere la genialità di un musicista quando sente che non ha studiato. Perchè Jack la chitarra non l’ha “studiata”, l’ha suonata, l’ha sbattuta per terra, l’ha accordata in accordatura aperta, l’ha infilata dentro amplificatori improbabili e si è creato un suo mondo sonoro. Il secondo consiglio è di acquistare Blunderbluss, che credo significhi spingarda ( avete presente la colubrina di Paperon dè Paperoni? Eccola!). In Blunderbluss si trovano momenti deliziosamente acustici alternati a babilonia elettronica. Jack canta come un morigerato Robert Plant miscelato ad un David Bowie giovane. Qualcuno dice che è il Johnny Depp del r’n’r’, io non lo so, so che questo disco brilla per immediatezza e so che Jack è uno vero. Non è poco, proprio non è poco se considerate i magri tempi che stiamo vivendo e poi la cover di I’m Shakin’ è una delizia rockabilly che rimanda ai Blasters!!! 



Antonio "Rigo"Righetti