Jacarè - La Fuga di Majorana (Alfa Music)

Il progetto Jacaré nasce nel 2003 dall’incontro tra la giovane cantante Cristina Renzetti ed il chitarrista Rocco Casino Papia, e dopo alcuni anni di intensa attività concertistica in duo, nel 2007 hanno pubblicato per IRMA Records il loro disco di debutto, Il Primo Passo – canzoni anfibie tra jazz e musiche del mondo, nel quale mescolavano la loro passione per la musica brasiliana con influenze jazz e cantautorali e che li ha condotti in tour anche in Brasile in compagnia del cantautore Chico César. Del 2011 è il loro secondo album, La Fuga di Majorana, nel quale hanno convogliato tutta l'esperienza maturata in Brasile, nel quale rispetto al passato la canzone d'autore sembra sposarsi in modo ancor più armonico con le suggestioni e le sonorità tipiche del Sud America. In questo senso importanti sono stati alcuni nuovi innesti nella formazione che ora vede Cristina Renzetti (voce) e Rocco Casino Papia (chitarre, voce, cajòn, whistel, tamburello) affiancati da alcuni importanti musicisti come Timothy Trevor-Briscoe (sax alto, clarinetto, voci), Davide Garattoni (basso, voci), Giancarlo Bianchetti (chitarre, triangolo, voci) e Francesco Petreni (batteria, voci), con l'aggiunta per l'occasione di alcuni ospiti come Stefano De Bonis (piano, voci), Cristina Zavalloni (voce), Gabriele Mirabassi (clarinetto), il Quartetto Mirus, Cristiano Buffolino (djambè) e Mamadou Diagne (sabar). Quasi fosse un concept album, il disco raccoglie dieci brani che si sviluppano intorno alla misteriosa storia della scoparsa del fisico Ettore Majorana, avvenuta nel marzo del 1938, che per il gruppo diventa paradigma del desiderio di stravolgere la propria vita, lasciando tutto e fuggendo via verso un nuovo paese e una nuova identità. A fare da sfondo alla storia è una sorta di viaggio musicale che partono dal salterello dell'appennino per allargarsi alle sonorità sudamericane in un crescendo appassionato di suggestioni arrivano a toccare la bossa nova brasiliana e il tango argentino. Durante l'ascolto brillano gli elegantissimi arrangiamenti che spaziano da eleganti trame sonore date dall'intreccio tra chitarre e fiati, fino a momenti più sperimentali dove a farla da padrone sono le percussioni, così come di eccellente livello sono i testi, sempre profondi e mai banali. I dieci brani in scaletta compongono così una sorta di viaggio a tappe nel quale si spazia dal cantautorato di Un Ballo Ancora e Tommà all'ironia spensierata della travolgente Il Pascolo Ermentico, una denuncia contro il conformismo espressa attraverso un brillante ed eclettico arrangimanrot rimitico. Eccellenti poi sono le due suite strumentiali La Fuga di Majorana e Ben Svegliati nel quale maggiormente si apprezza la compattezza sonora del gruppo che sfoggia un interplay di grande livello con la chitarra di Casino Papia sempre in evidenza nei dialoghi ora con i fiati di Trevor-Briscoe ora con clarinetto di Gabriele Mirabassi. Tra i brani migliori va segnalata Eu Vou che con le sue sonorità mediterranee ci rimanda a certe atmosfere tipiche di Garbarek, ma sopratutto la conclusiva Io sono un fior (si, vabbé, però) dove un testo molto ironico si accompagna ad una eccellente prova vocale della Renzetti che in duetto con Cristina Zavalloni interpretano la parte di due ardenti sciantose da caffè chantant tra atmosfere burlesque e divagazioni nel bel canto. La Fuga di Majorana è, dunque, un eccellente disco nel quale una scrittura di altissimo profilo cantautorale si sposa con un approccio musicale di grande pregio come dimostra sia la cura degli arrangiamenti che delle parti strumentali in cui è lasciato ampio spazio alla libertà e all'inventiva dei musicisti. 



Salvatore Esposito