InChanto - Le Stanze di Ambra (Radici Music Records/distr. EGEA)

Gli InChanto nascono nella prima metà degli anni novanta dall’idea di alcuni musicisti toscani appassionati di musica antica e sonorità tradizionali, di elaborare un repertorio di brani inediti ispirati alla Toscana, terra di incontro e confronto tra culture diverse, ma anche depositaria di una sua unicità. Da questa idea è scaturita l’esigenza di non porre in essere una ricerca di tipo strettamente filologico e quindi correlata alla matrice della riproposta, ma piuttosto il desiderio di dare vita ad una forma di canzone d’autore che fosse radicata sia nel folk nordeuropeo sia esso bretone, occitano o celtico, sia nella cultura letteraria del Rinascimento. Nel corso dei quindici anni di attività, il gruppo si è concentrato anche sulla sperimentazione di nuove soluzioni compositive e timbriche, con l’utilizzo di strumenti tipici della tradizione e in questo senso è stato fondamentale l’apporto dei vari strumentisti del gruppo ovvero Cesare Guasconi (ghironda, dulcimer, geyerleyer, harmonium), Giampiero Allegro (flauti dolci, clarinetti, tin whistle), Franco Barbucci (violino), Marco Del Bigo (cetera, chitarra-liuto, arpa, bodhràn) ma anche di Michela Scarpini che con la sua splendida voce ha compiuto in parallelo un percorso di grande crescita e studio. Il risultato di queste ricerche condotte tanto in ambito musicale quanto in quello letterario, con frequenti collaborazioni con l’Archivio di Stato di Siena, ha dato vita ad un’alchimia di suoni e suggestioni che si sposa alla perfezione con il loro approccio world, evocando atmosfere che sembrano sospese nel tempo, tra passato e presente, antico e moderno, colto e popolare. Il loro nuovo disco, Le Stanze di Ambra, giunge dopo il successo di Città Sottili, che si è guadagnato l’apprezzamento di autorevoli magazine storici del settore, e senza dubbio rappresenta un punto di svolta per il loro percorso artistico. Nato inizialmente come uno spettacolo teatro, con la collaborazione dell’attrice Pamela Villoresi, l’album raccoglie undici brani che compongono un vero e proprio concept album che si sviluppa intorno alla leggenda popolare di Ambra e Ombrone, , descritta anche da Lorenzo il Magnifico nel suo poemetto Ambra, ed ispirata dal fiume Maremma. La storia si sviluppa, dunque, intorno al contrastato amore tra il giovane Ombrone e la ninfa Ambra, che per sfuggirgli implora la dea Diana di liberarla dal suo corteggiatore e in tutta risposta viene trasformata in un isoletta rocciosa. Distrutto dall’abbandono e dalla punizione della dea, Ombrone, cerca in tutti i modi di accudire Ambra, che ormai diventata un isola e vistasi circondata da così tanto amore, si pente per aver rifiutato il suo spasimante. Diventato ormai vecchio Ombrone, ascolta i saggi consigli di un vecchio cipresso, il quale gli dice che è meglio piangere, soffrire e cantare per l’agognato amore piuttosto che non avere nulla in cui sperare. I brani seguono così lo spirito rinascimentale di questa leggenda che sembra rimandare ad una perduta Arcadia dove mito e realtà si confondono diventando un paradigma del rapporto tra uomo, natura, amore e morte. Nel contempo il fiume o meglio l’acqua rimandano all’idea del Fiume Oceano che racchiude ed avvolge le terre emerse incarnando anche l’inizio della vita al di là del qual, oltre le Colonne D’Ercole, c’è solo l’infinito. Durante l’ascolto si apprezza una grande ricchezza di suoni e suggestioni, e questo non solo grazie alla grande cura posta in fase di produzione ma anche alla partecipazioni di ospiti di prestigio come l’ex Modena City Ramblers, Massimo Giuntini alla cornamusa irlandese, Ettore Bonafè alle tabla e darbouka, Franco Fabbrini al contrabbasso e Michele Sanchini al violoncello. Guidati dalla voce recitante di Paola Lombardi, si attraversano momenti di grande intensità poetica con brani come Notturno D’Acqua, Riflesso D’Ambra, La Porta del Sogno, Metamorfosi e La Stanza D’Ambra, che rappresentano i vertici di questo splendido disco, sia per la qualità della liriche sia per la grande cura posta nella ricerca degli arrangiamenti. Le Stanze D’Ambra segna la piena maturità artistica per gli InChanto, essendo il disco che meglio incarna la loro idea di coniugare ricerca attraverso le radici della musica antica e sperimentazione sonora. 



Salvatore Esposito