Donpasta.selecter, un DJ salentino tra dischi e fornelli

Daniele De Michele, meglio noto com Donpasta.selecter è un eclettico dj salentino, che dopo aver messo da parte una brillante carriera come economista, si è dedicato al progetto Food Sound System, uno spettacolo multimediale nato dall'incontro tra musica e cucina, tra gastronomia e cultura, dando vita ad un esperienza sensoriale a 360°. Questo riuscito ed accattivante accostamento, è nato quasi per caso mentre si trovava a Parigi alla fine degli anni novanta, e dividendosi tra gli studi di economia e la sua attività di DJ, una sera si ritrovò "obbligato" a cucinare della pasta al Jungle Monmartre, un bar senegalese e così prese vita l'idea di unire musica e cibo, portando avanti una vera e propria opera di ricerca e recupero in parallelo tra musica e tradizione culinaria italiana. Successivamente il progetto Food Sound System si è evoluto diventando prima uno spettacolo e poi un libro di grande successo edito da Kowalsky, e a cui è seguito un giusto compendio con Wine Sound System in collaborazione con Candice di Slow Food, mentre l'ultima sua opera è Soulfood, recentissima raccolta di articoli scritti per Left tra il 2006 e il 2011. Lo abbiamo intervistato per parlare con lui del suo percorso artistico, della sua passione per la musica e la cucina e soprattuto del suo nuovo libro e dei progetti per il futuro. 

Come e quando nasce l'avventura di Don Pasta? 
E' nata per sbaglio. Facevo l'economista e di notte il DJ. Da salentino ho sempre amato il buon cibo e la cultura popolare attorno ad esso. Girando per le grandi città mi accorgevo che si mangiava male. Così ho iniziato a scrivere delle ricette di mia nonna abbinate ai miei musicisti preferiti. Da li è nato Food Sound System.

Come mai hai scelto proprio questo nome? 
Me lo diedero a Parigi. Cucinavo italiano mentre facevo il dj in un bar senegalese, il Jungle Montmartre. Mi chiamarono donpasta e me lo tenni. Suonava bene. 

Quali difficoltà hai incontrato a portare avanti questo progetto artistico? 
Diverse, essendo un progetto difficile da classificare. Ne' spettacolo di teatro, ne' concerto, ne' alta cucina, ma questo credo sia anche il suo punto forte. 

Dj, economista e appassionato di enogastronomia, come riesci a destreggiarti tra le tue passioni e la tua professione? 
L'economia sono stato obbligato a lasciarla, durante un dottorato a Toulouse, ma il tema dello sviluppo sostenibile in un territorio, su cui facevo la mia testi, è diventato parte integrante del mio lavoro artistico con il festival Soul Food, che facciamo, assieme a Terreni Fertili a Roma da quattro anni.  

Quanto ha pesato per la tua curiosità culturale il fatto di vivere all'estero? 
Interamente. Penso che la curiosità verso le diversità sia il solo vero strumento di conoscenza e di antirazzismo. 

Come è nata l'idea di abbinare la musica alle tue ricette? 
In modo molto naturale. Ascolto musica da quando avevo dodici anni e il legame tra le orecchiette e le rape e il rock era per me un fatto evidente. Anche se è un pò complicato spiegarlo! 

Ci puoi parlare del progetto Food Sound System, dal quale è stato tratto il libro omonimo? 
E' un spettacolo e un concept. Una canzone e un piatto, per parlare delle cose che mi stanno a cuore. La cucina popolare, il meticciato, l'ecologia. Tutto attraverso la metafora della cucina di tutte le nonne del mondo, e della musica che ascoltano i loro nipoti! 

Nel tuo libro Food Sound System emerge una visione molto bella che hai della cucina del Mediterraneo come luogo ideale di aggregazione sociale. Come si inserisce questa tua analisi nella società attuale?
Penso che sia un esempio bello di come si possa proporre un modello alternativo rispetto a quello imperante, in cui la globalizzazione è vista come omogeneizzazione dei gusti e delle culture e non come valorizzazione delle diversità. L'aver vissuto in una provincia, il Salento, in cui la il cibo è ancorato alla cultura popolare, mi ha aiutato a definire cosa sia per me una identità personale e collettiva.   

Ci parli del tuo spettacolo Cook & Roll e del festival Soul Food? 
Cook & Roll è la versione francese dello spettacolo Food Sound System. Io cucino, racconto le mie storie, accompagnato da dei musicisti come Paolo Fresu, Daniele Di Nonaventura, Raffaele Casarano, Marco Bardoscia e dalle immagini di Ziblab sulla cucina di mia nonna. Soul Food è invece il festival sul cibo, l'arte e la sostenibilità ambientale che facciamo a Roma con Terreni Fertili cui hanno partecipato negli anni: Riondino, Celestini, Covatta, Baliani, Mannarino, etc.  

Come sei riuscito a creare questo canale di comunicazione con il pubblico, riuscendo a trasmettergli l'amore per i sapori tradizionali? 
Attarverso il profumo del soffritto in sala. E' universale, povero e democratico!! 

Come vedi questa moda della cultura enogastronomica che spopola sulle nostre tv spesso con programmi ad essa dedicati? 
Interessante. Permette di riappropiarsi di una cultura che per anni era stata interamente cancellata dal culto dei piatti preparati e congelati e acquistati nei supermercati. Poi sta ad ognuno approfondire e farne una passione.  

Recentemente hai dato vita all'apprezzato spettacolo United Food Of Salento, dedicato alla tua terra, qual'è un abbinamento perfetto tra un piatto salentino e la pizzica? 
Era un atto dovuto, una dedica speciale ad Uccio Aloisi e a tutti cantori del Salento come Pino Zimba. Da noi, da sempre, attorno ad un tavolo, si mangia, si beve, si canta e si raccontano le storie di ognuno. Questo era il senso. 

Passando a parlare del vino, recentemente hai dato alle stampe Wine Sound System, puoi parlarci di questo tuo nuovo libro? 
E' l'altra faccia della medaglia. A tavola non c'è cibo senza vino. E visto che a me piace berlo, ma ne capisco poco ho chiesto a un mio caro amico, Eugenio Mailler, Candide, di Slow Food, di aiutarmi a raccontare storie belle, quelle di vignaioli coerenti, ecologisti ed anarchici. Io ci ho messo la musica! 

Quale "mieru" abbineresti ad un brano tradizionale salentino? 
La malvasia. Vino di feste e grandi occasioni.  

Quanto sarebbe importante riscoprire realmente le radici tradizionali della cucina insieme a quelle della musica? 
Penso che sia fondamentale per avere la comsapevolezza dell'identità dio un luogo di fronte alla vuotezza dell'omologazione dei gusti.  

Una ricetta, con il classico abbinamento musicale, per i nostri lettori di Blogfoolk... 
Parmigiana di melanzane della nonna e Coltrane. Il mio primo amore. 

Dopo Wine Sound System hai altri progetti in cantiere? 
Il manifesto per la cucina militante. Ci sto lavorando. 



Donpasta - Food Sound System (Kowalsky) 
Food Sound System è innanzitutto il principale e più famoso spettacolo multimediale di Donpasta, che nella duplice veste di chef e DJ, si diverte ad abbinare musica e cucina, mescolandolo tutto con suggestive immagini e racconti. La sua versione libraria, ovviamente può ricreare solo idealmente quel magico incontro che dal vivo esalta tutti i cinque sensi, ma è senza dubbio un libro accattivante che, per chi non ha mai avuto modo di vedere le sue performance, rappresenta una vera e propria rivelazione. La scrittura fluida e piena di suggestione di Donpasta, permette al lettore di toccare subito con mano il cuore e l'anima di questo progetto, dove ogni parola, ogni suono, ogni gusto ed ogni immagine, ha una sua collocazione precisa. Nulla avviene per caso, e soprattutto nessun abbinamento è frutto di una scelta non meditata. Il DJ salentino, attraverso le sue ricette, racconta qualche episodio della sua vita, ci parla della sua passione per la musica, e soprattutto non lesina profonde e meditate riflessioni sulla cultura del fast food selvaggio, degli OGM, e soprattutto su quanti credono che globalizzazione significhi solo ed esclusivamente progresso e comunicazione, e non piuttosto un ritorno a concepire la cultura come un luogo ideale aperto di incontro tra tradizioni diverse. Da cittadino europeo, nel vero e più profondo senso del termine, Donpasta, si fa portatore di un messaggio culturale nuovo, profondo che punta alla riscoperta dell'integrità culturale e soprattutto ad allontanare lo spettro della più selvaggia massificazione dei sapori. E a questo discorso è funzionale anche la scelta di unire John Coltrane alla parmiggiana di melanzane, perchè quel sapore intenso ma allo stesso tempo vellutato del sugo che si incontra con le polpettine, è qualcosa di così intenso che solo quella tromba può ricreare. E' dunque un matrimonio felice, un matrimonio di sapori che punta non solo alla ricoperta di suoni indimenticabili ma anche quella di gusti genuini troppo spesso dimenticati. 


Donpasta con la complicità di Candice - Wine Sound System (Kowalsky) 
L'altra faccia della medaglia del progetto Food Sound System, è Wine Sound System, libro nato dall'urgenza di esplorare l'universo del vivo, partendo dalla riuscita formula della commistione con la musica. Ad aiutare Donpasta in questo suo viaggio troviamo Eugenio Mailler meglio noto come Candide, che forte dell'esperienza maturata con Slow Food lo ha accompagnato in giro tra vigneti alla ricerca di storie di vignaioli appassionati. Impreziosito dalla prefazione di Paolo Fresu, il libro vede Donpasta alle prese con un viaggio affascinante, che si sviluppa attraverso un dialogo continuo con Cadide, nel quale si scopre la melodia del vino, il respiro dei contadini, il ritmo del percuotere nel pigiare. Così si incontrano affabulatori, degustatori, contadini, uomini con grande senso della cultura, ma soprattutto le leggende che nascondono i vini e il loro gusto e il loro sapore. Wine Sound System aggiunge, dunque, un'altro elemento all'intreccio di sapori e culture di Food Sound System, svelandoci una sorta di itinerario enogastronomico in musica nel quale si incontrano Nina Simone, Obama, lo Champagne e Rosa Parks, ma anche Tom Waits, il vino da tavola e Parigi, e come non restare incantati dalla fusione di Amy Winehouse e lo Chablis o ancora quella tra le zuppe invernali, il Chianti e PJ Harevey, ognuna di queste è una sorta di jam-session tra vino, cucina e musica che da vita ad un travolgente interplay travolgente tra sapori, suggestioni musicali e poesia. 


Donpasta - Soulfood, Cronache di Cibo e Musica, Left, 2011, pp.139, 12 euro con Left; 7 euro senza 
Soulfood è il più recente libro di Donpasta, e raccoglie gli articoli scritti nell'arco di cinque anni, tra il 2006 e il 2001 per il settimanale Left. La formula è quella collaudata dei precedenti due libri, del quale in un certo senso rappresenta il giusto completamento. Introdotto da una bella prefazione del cantautore romano Alessandro Mannarino, da lungo tempo amico di Donpasta, ogni capitolo segue uno svolgimento lineare e allo stesso tempo eclettico, infatti traendo spunto dalla cucina, dalle ricette e dal cibo, racconta storie appassionanti nelle quali si ritrova il gusto per il bello del mendo, delle piccole resistenze, le rivolte, la fantasia umana, e quasi fosse una raccolta di pensieri in libertà, nel complesso assume i tratti di un diario di ricette scritte per le persone a cui si vuole bene, un ricettario per cene tra amici comprensivo di argomenti di discussione sorseggiando un buon vino. Emergono così racconti, storie, film, ma soprattutto dischi, incazzature, addii, nascite il tutto senza mai perdere il piacere di gustare il cibo dell'anima. Durante la lettura si spazia dall'accostamento tra Vinicio Capossela e il risotto allo zenzero alla storia di Miriam Makeba e gli gnocchi alla sorrentina, passando attraverso Van Morrison e le velutate ma anche Sant'Anna di Stazzema, Burial e la ribollita. Soulfood rappresenta allo stesso tempo la sintesi e il giusto complemento per Food Sound System e Wine Sound System, essendo entrambi indirizzati verso la riscoperta del cibo per l'anima. 

Salvatore Esposito