Antiche Ferrovie Calabro-Lucane – Álaca (Alfa Music/Egea)

Il progetto Antiche Ferrovie Calabro-Lucane nasce nel 2009 da un'idea del musicista e ricercatore calabrese, Ettore Castagna, “U Prohessora”, e rappresenta una ulteriore evoluzione del suo personalissimo percorso attraverso le radici della musica tradizionale calabrese, cominciato nel 1979 con i Re Niliu e proseguito successivamente con i Nistanimera. Al suo fianco troviamo un gruppo di eccellenti strumentisti composto da due calabresi ovvero Domenico “Micu da Giojusa” Corapi la cui voce e la chitarra uniscono presente e passato in modo superbo, e “Pìappi U Pulici” Giuseppe Ranieri, erede di una dinastia di leggendari suonatori a chiave delle Serre catanzaresi, che si destreggia tra zampogna e ciaramella, e un lucano Gianpiero Nitti, organettista originario di Matera ma da tempo di base a Milano. Accomunati dal fatto di vivere lontano dalle loro terre di origine, questi quattro musicisti hanno deciso di intraprendere insieme una sorta di viaggio nella memoria musicale di quell'area attraversata dalle littorine delle ferrovie regionali Calabro-Lucane, il tutto partendo proprio dalle esperienze di Castagna, il cui amore per i suoni e gli strumenti della tradizione ha rappresentato una guida sicura e un punto di riferimento determinate. E’ nato così Álaca disco che percorrendo idealmente idealmente i lenti binari tra boschi, fiumare e timpe, apre uno spaccato sulla memoria della tradizione contadina in cui risiede un repertorio di canti poco noto come quello delle montagne del centro della Calabria nell'area compresa dallo Zomero alle Serre fino a toccare la Sila. Prodotto da Ettore Castagna con la supervisione di Fabrizio Salvatore, il disco è stato registrato tra il maggio e il dicembre del 2010 e presenta tredici brani tradizionali di cui alcuni rielaborati ed altri nati sulla base di testi popolari musicati per l’occasione. Ad aprire il disco è Musca, una storiella popolare riproposta con un suggestivo recitar cantando, segue poi Fanfarra con la ciaramella di Giuseppe Ranieri che ci rimanda alle bande di paese che accompagnano ancora oggi la processione del Santo Patrono e che introduce alla splendida filastrocca E Lu Tre, Lu Tre, Lu Setti. Si prosegue con la struggente Palumba, il tradizionale Alla Bagnarota e la travolgente La Serrisa, che rimanda a certe strutture tipiche della musica salentina sia per la struttura ritmica e del testo, ma il vertice del disco arriva con Strofette, in cui Castagna duetta con Salvatore Megna già membro storico dei Re Niliu, il quale è ancora protagonista nella successiva Tantu Luntanu. Altro momento di grande suggestione è Quarte Aumentate, un brano nato intorno in riva al mare sulle rocce delle coste calabrese, ed essenzialmente volto a valorizzare la preziosa potenza musicale della lira, che per essere suonata deve stare appoggiata al ginocchio. L’ultima parte del disco riprende più da vicino la tematica del viaggio prima con la title track, poi con quel gioiellino che è Ballo Della Cremagliera dove a farla da padrone è l’organetto di Gianpiero Nitti ed in fine con Sùani a Ballu ppe Menzìatti Suli in cui brilla tutto il talento di Giuseppe Ranieri alla zampogna. Un discorso a parte lo merita Na Vuce Comunista, in cui brilla l’ottimo cantato di Ettore Castagna che contribuisce in modo determinante a valorizzare il testo in cui la figura di Gesù Cristo è riletta come quella di un povero, di un emarginato. Álaca è dunque un disco prezioso che riapre lo scrigno della tradizione popolare calabrese facendoci scoprire attraverso storielle, racconti, strofette e canti, un altro pezzetto di quel mondo contadino italiano di cui ormai la modernità sta cancellando la memoria. Un opera meritoria dunque che ha il sapore antico ma allo stesso tempo vibra di grande modernità per l’ottima scelta degli arrangiamenti e per la brillante qualità della registrazione. Da non perdere.


Salvatore Esposito