Paolo Bonfanti - Takin' a Break (Club de Musique)

Dopo una parentesi in cui si era dedicato alla scrittura in italiano con l’Ep Io Non Sono Io e l’apprezzato disco Canzoni di Schiena del 2009, Paolo Bonfanti, torna a scrivere in inglese con Takin’ A Break, disco nato quasi in parallelo con il progetto rhytm & blues e soul Purple House inciso con David James. Questo nuovo album presenta dieci brani di grande spessore nei quali, emerge chiaramente come la scrittura del chitarrista ligure abbia acquisito una maturità tale da confrontarsi ad armi pari con la musica d’oltreoceano. Piace la sua capacità di superare il blues in quanto tale, per allargare il suo raggio d’azione a tutta la varietà della american music, unita ad una particolare cura per la scrittura, mai come ora così profonda anche dal punto di vista dei testi. In questo senso colpisce il songwriting di brani come Shoot ‘Em All Down con le sue liriche cinematografiche, o la forza di Isolation Row o ancora dalle riflessioni intimistiche contenute in brani come Hands e Nowhere Fast. Dal punto di vista sonoro ciò che colpisce è la scelta di spaziare dal gospel di Dark And Lonesome Night, in cui brilla l’intreccio tra la chitarra elettrica e il violino di Fabio Biale, al folk rock di brani come I Got Mind impreziositi dall’accordion di Roberto Bongianino, fino a toccar e lo splendido country di Late Again. Le trame blues restano comunque evidenti, come nel boogie sudista Between Me And You o nel travolgente finale strumentale di Meteorology. Takin’ A Break è, dunque il disco che meglio rappresenta Paolo Bonfanti, coniugando la sua superba tecnica chitarristica con una scrittura originale, profonda e mai banale. 



Intervista con Paolo Bonfanti 
Il recente Takin’ A Break è l’occasione per intervistare il chitarrista ligure, con il quale abbiamo parlato della genesi del disco, delle ispirazioni e dei suoi progetti futuri. 

Sono passati quasi dieci anni da On The Outside e Takin' A Break segna il tuo ritorno al cantautorato in inglese che ha caratterizzato la tua carriera sin dagli inzi. Come vivi questo ritorno alle origini? 
In realtà i brani di Takin' A Break erano nati insieme a quelli di "Canzoni di Schiena" tanto che l'idea originale era di fare un solo cd con una parte in italiano e una in inglese. Poi si è deciso per la soluzione di due cd distinti. Nessun problema per il passaggio dall'italiano all'inglese e viceversa. Il problema semmai è quello di cercare sempre di scrivere testi all'altezza! Spero di esserci riuscito anche questa volta. 

In questi anni sono usciti il progetto Gambles, lo splendido disco di cover The Chosen Few, un ep in italiano e Canzoni di Schiena del 2009, senza contare gli Slowfeet... 
Si, diciamo che l'impegno è sempre...su tutti i fronti! Con Slow Feet è davvero una grande esperienza. Peccato che, visti gli impegni di tutti, non riusciamo a suonare tanto quanto vorremmo. 

Come è nata l'idea di tornare a comporre in inglese quando tutto sembrava farci intendere che avessi imboccato la via dell'italiano o meglio del genovese? 
Il fatto che abbia inciso un'altro disco in inglese non significa un abbandono dell'italiano ne tantomeno del dialetto, appena avrò sottomano qualcosa che mi convince musicalmente e a livello di testi uscirà sicuramente. L'avventura "italiana" non è certo finita. 

Puoi parlarci della tua collaborazione con David James, con cui hai inciso lo splendido Purple House? 
Il discorso del cd Purple House è leggermente diverso: io e David James, d'accordo col mio manager Umberto Tonello, avevamo pensato ad un disco "a quattro mani" per trovare un po' di date anche fuori Italia. Purtroppo mentre il progetto si stava sviluppando Umberto è mancato. Io e David abbiamo deciso di far uscire lo stesso il cd e dedicarlo ad Umberto. Abbiamo fatto un breve tour ad inizio giugno per presentarlo al pubblico e devo dire che la risposta è stata ottima. Con David siamo ovviamente sempre in contatto e penso che anche nel 2012 faremo un po' di date insieme. 

Tra i brani più interessanti c'è senza dubbio Shoot 'Em All Down. Cosa ha ispirato questo brano? 
Shoot 'Em All Down è ispirato dal docu-movie di Michael Moore "Bowling for Columbine", in cui si parte dalla famosa strage compiuta da un giovane studente armato di mitra in quella scuola dell' Ohio per criticare il massiccio uso e il facile accesso alle armi che si ha negli Stati Uniti. In questa canzone ho fatto un lavoro alla Warren Zevon. Ho provato a mettermi nella testa di un giovane emarginato in qualche remota periferia di qualche remoto paese negli USA e immaginare l'odio che sale contro i compagni, contro la società, contro le altre razze fino a decidere di imbracciare un fucile ( che negli Stati Uniti si può comprare anche in un supermercato!) e ...sparare a tutti! 

Nel disco non mancano momenti più introspettivi come nel caso del gospel di Dark and Lonesome Night o del folk di I Got A Mind.. 
E' vero. "Dark" è molto nello stile di certi brani dell' ultimo Levon Helm anche se poi c'è una chitarra elettrica molto presente che lo fa un po' deviare dal punto di partenza. I Got A mind è qualcosa, se vogliamo, di "texano", dalle parti di Joe Ely o Butch Hancock per capirci. 

In generale come sono nati i brani di Takin a Break e qual è stato il tuo approccio in fase di arrangiamento? 
Per questo cd, come per Canzoni di Schiena, è stato molto importante in questo senso il lavoro di Giorgio Ravera in fase di produzione. Mi ha dato molte idee che hanno dato spesso sviluppi tanto imprevisti quanto graditi ai vari brani 

Ci puoi parlare del tuo processo creativo? Come nascono i tuoi brani? Quali sono i tuoi riferimenti a livello di cantautorato? 
Dei miei brani la prima cosa che nasce, quasi sempre, è la musica. Poi aggiungo il testo dopo, così ho già un'idea della metrica e ovviamente dell'argomento di cui si parla nel testo stesso; per quello che riguarda i riferimenti,  se vogliamo andare al "bersaglio grosso", Bob Dylan su tutti e poi Neil Young e moltissimo a livello di testi, Warren Zevon sono in miei "eroi" di sempre. 

Ciò che mi è piaciuto del disco è senza dubbio la caratteristica dei vari brani di essere molto fluidamente adattabili al live, come si inseriranno nell'ambito delle tue scalette? 
Come succede sempre, tutti i brani prima di essere inclusi su cd sono suonati spesso dal vivo; in questo modo li collaudiamo e vediamo se tutto gira per il verso giusto; in questa maniera siamo sicuri che dal vivo non avremo brutte sorprese. Inoltre, avendo "macinato" per bene i brani, possiamo ogni tanto avventurarci in qualche momento "jam" all'interno degli stessi durante i concerti. 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Porterai in tour questo nuovo disco? 
Il cd è già da tempo parte principale nei nostri spettacoli dal vivo che, nonostante il periodo non facile, sono sempre abbastanza numerosi. Sono impegnato ultimamente anche a livello di workshops/seminari perchè è uscito un mio manuale di chitarra bottleneck/slide per fingerpicking.net/Carisch...ma questa è un'altra storia!