Videoclip: Le Novità

Una raccolta dei principali videoclip in uscita, selezionata da Blogfoolk

Balaklava Blues Release Provocative New Machina Video
Amassing More Than 70,000 Views In The First Week!

Following their buzz building six week residency at London's VAULT Festival earlier this year, Balaklava Blues has released a new video clip for the song Machina, in advance of their upcoming UK and European tour. Composed and conceived of by the group's core duo Mark and Marichka Marczyk, the song mixes a Soviet era playground rhyme with a dark Ukrainian folk ballad creating an evocative backdrop for the clip's unsettling exploration of power, both personal and political. "It's basically about troubled relationships and power dynamics," says Mark, "Something we're all consumed by these days. It's more about asking questions than offering answers. What is power and who holds it?". Since meeting in Kiev in 2014 during the Maidan Square protests (where they ultimately fell in love), the Marczyk's have been busy creating cross-disciplinary art that is deeply informed by their shared personal experiences and strong connections with their homeland - in particular the Donbas region in the east, where the conflict with Russia continues to this day. Their debut album Fly was released on Six Degrees Records earlier this year, prompting Songlines Magazine to proclaim it was "one of the most innovative and emotionally powerful projects on the European music scene today!" The band will perform at the Kilkenny Arts, Greenbelt and Byline festivals later this month, and they are also heading to Ukraine to play a series of shows, while also engaging with local communities and youth through a series workshops and other off stage activities. Mark and Marichka are also the co-creators of the award winning 'guerrilla folk opera' Counting Sheep, which features original music by Balaklava Blues. The play was a breakout success from the 2016's Fringe Festival in Edinburgh and headlined at the 2019 Vault Festival. The Guardian described the show as "an evocation of human solidarity," that was "gorgeously sung and passionately played" and the New York Times declared the production both "handsome and ambitious."  http://countingsheeprevolution.com/theplay. The dynamic duo also lead the self-described party-punk-brass-band Lemon Bucket Orkestra, who have been touring widely including delivering an explosive set at the WOMAD festival in Charlton Park this past weekend. https://www.lemonbucket.com/

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IN ATTESA DELL'USCITA DEL DISCO "MONDO!", PRODOTTO DA FINISTERRE CON IL SOSTEGNO DI PUGLIA SOUNDS RECORD, 
ARRIVA "SIAMO UGUALI", PRIMO SINGOLO PER L'ORCHESTRA SENZA CONFINI "LA RÉPÉTITION" DIRETTA DA CLAUDIO PRIMA E GIOVANNI MARTELLA.

Su Youtube è disponibile il video di "Siamo Uguali" dell'orchestra senza confini La Répétition. Il singolo anticipa l'uscita, prevista in autunno, del cd d'esordio "Mondo!", prodotto da Finisterre con il sostegno di Puglia Sounds Record 2019. Il progetto, diretto da Claudio Prima e Giovanni Martella, nasce nel marzo del 2017, con l'obiettivo di far incontrare la musica tradizionale del West Africa e il sound del nuovo Salento, crocevia di popoli, e unisce musicisti italiani e africani nella creazione di un repertorio inedito. L'Orchestra sarà in concerto il 7 agosto (ore 22:30) in Piazza Vanini a Torre Pali e il 22 agosto (a mezzanotte) a Porta Nuova ad Alessano, in provincia di Lecce. Il progetto prende forma durante delle session aperte tenutesi alle Manifatture Knos di Lecce e successivamente in alcuni workshop con esponenti internazionali della musica WestAfricana. I musicisti hanno incontrato Meissa Ndiaye (Senegal), Somieh Murigu (Kenya) e Mike E. Eghe (Nigeria) con i quali hanno esplorato i canoni della musica tradizionale dei rispettivi paesi di provenienza. I tre sono tuttora membri stabili dell’orchestra. A settembre del 2018 La Répétition incontra i maestri Ousmane Coulibaly e Petìt “Solo” Diabaté, due artisti del Burkina Faso riconosciuti a livello internazionale, per esplorare il sound della musica Burkinabé. Nel Gennaio 2019, l’orchestra incontra per un nuovo approfondimento Oumar Kone, fuoriclasse maliano del Djembé. Il risultato di questo processo è un’orchestra multietnica che fonde sonorità westafricane, mediterranee e salentine in un linguaggio moderno e originale, costituito da una potente sezione ritmica di djembe, ngoma, dundun, il cuore pulsante del progetto, che insieme a balafon e kamalé ngonì conserva il contatto con la tradizione africana, da un’ampia sezione fiati, chitarra elettrica e basso e da oud, violino e organetto che tracciano un ponte ideale con Mediterraneo e Salento. Le quattro voci dell’orchestra sono Claudio Prima, leader di BandAdriatica e autore di numerosi progetti musicali ‘di confine’, Mike Eghe, carismatico interprete nigeriano, Rachele Andrioli, talento ormai affermato sul panorama della world music internazionale e la giovane Claudia Giannotta, protagonista anch’essa insieme a Giovanni Martella delle ricerche musicali in Burkina Faso, che sono state il preludio di questo progetto. Nel 2018 per l’esibizione durante Sud Est Indipendente, festival firmato da Coolclub, la Répétition accoglie nella formazione due ragazzi non udenti dell’associazione Poiésis, cercando insieme a loro di superare il confine della disabilità sperimentando una nuova forma di integrazione musicale. Il progetto infatti, veicola valori di inclusione e intercultura centrali in questo periodo storico, grazie alla musica, che abbatte di fatto, ogni confine.

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SU YOUTUBE IL VIDEOCLIP DEL BRANO "PI 'MA 'STA DONNI" DE LA CANTIGA DE LA SERENA
Il brano, una tarantella del Gargano composta da Andrea Sacco, fa parte del disco "La Fortuna", prodotto da Dodicilune, del trio composto da Fabrizio Piepoli, Giorgia Santoro e Adolfo La Volpe. Il videoclip, girato nelle campagne salentine, è firmato da Giuseppe Pezzulla con la fotografia di Guglielmo Bianchi.

È online su YouTube il videoclip, firmato dal regista Giuseppe Pezzulla con la fotografia di Guglielmo Bianchi, di "Pi ‘mà ‘sta donni" de La Cantiga de la Serena. Il brano, una tarantella del Gargano composta da Andrea Sacco, fa parte del disco "La Fortuna" del trio composto da Fabrizio Piepoli (voce, santur, chitarra, shruti box, percussioni), Giorgia Santoro (flauto, flauto basso, bansuri, xiao, tin whistle, scacciapensieri, cimbali) e Adolfo La Volpe (oud, cetra corsa, chitarra portoghese, bouzouki irlandese, saz, laud, armonium indiano, glockenspiel). Prodotto da Dodicilune nella collana Fonosfere, il disco è distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store on line da Believe Digital. La Fortuna è una raccolta di canti della tradizione popolare pugliese dal Salento al Gargano (ninnananne, tarantelle, pizziche) accostati ad antiche cantighe e romanze sefardite (espressione della cultura degli ebrei spagnoli) e splendide melodie delle tradizioni provenzale, arabo-andalusa e irlandese, antichi canti di gioia, di preghiera e d’amore. Un viaggio millenario nella musica del Mediterraneo, vero e proprio ponte culturale tra Oriente ed Occidente, tra i ritmi ipnotici ed incantatori della tarantella del sud Italia, le ammalianti melodie ebraiche, i tempi dispari della musica mediorientale e balcanica. Musiche che celebrano semplicemente la vita quotidiana. Un esempio importante di come diverse culture e religioni possano convivere pacificamente e sopravvivere nei secoli attraverso l’esperienza musicale, ed al tempo stesso la testimonianza di un'epoca in cui le tradizioni culturali appartenenti a popoli differenti si mescolavano ed arricchivano a vicenda in maniera naturale.


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ANTONIO PIGNATIELLO
"SEMBRA QUASI DOMENICA"

Oggi 4 Ottobre esce il nuovo videoclip del cantautore Antonio Pignatiello “Sembra Quasi Domenica” con la regia di Valerio Nicolosi. Il singolo anticipa il disco “Se ci credi” in uscita entro la fine del 2019 prodotto da Taketo Gohara. Con "Sembra quasi domenica" emerge l'esigenza dell'artista di raccontare l'omologazione di una società che sembra aver ormai smarrito la propria personalità, figlia di un consumismo e di un capitalismo dilagante tra l'indifferenza generale ed un buonismo apparente che non lascia segno. “Sembra Quasi Domenica” parla della pochezza di valori con cui ci siamo abituati a convivere per sfociare poi in una vita nevrotica e piena di sentimenti vuoti ed apparenti. Il vuoto di idee e di valori che sembra ormai inarrestabile potrà esser ancora colmato dalla bellezza e dalla musica ed è proprio questo l'intento di “Sembra quasi Domenica” e del nuovo lavoro di Antonio Pignatiello. Un dolce ricordo che riaffiora e non si toglie più dalla mente. «Con Sembra quasi domenica ho sentito l'esigenza di raccontare una società liquida e omologata, figlia di un capitalismo e neoliberismo imperanti, tra l'indifferenza generale e un buonismo che pacifica gli animi, ma solo in apparenza. La violenza verbale si riversa sui social, rimbalza sulle tv, e si trasforma in odio per il diverso, per poi sfociare inevitabilmente in spiacevoli fatti di cronaca nera. Nel frattempo, i politici, che dovrebbero tutelare i più deboli e che credono di avere la verità in bocca e tutte le risposte giuste, non hanno più nessuno disposto ad ascoltarli. Il risultato è un grande vuoto di idee e di valori. E questa nostra società appiattita e globalizzata si fa molto simile alla faccia più crudele di quell'America senza diritti; ma qui, del grande “sogno americano”, non c'è neppure l'ombra». Valerio Nicolosi commenta così il videoclip di “Sembra quasi domenica”: «Conosco Antonio Pignatiello da molti anni, sia umanamente che professionalmente. Quando mi ha proposto di collaborare ho accettato subito, quasi a scatola chiusa. Quando poi ho sentito il brano ho riconosciuto subito le tematiche che ho in comune con Antonio. La solitudine delle persone in una società individualista, dove anche il sogno americano è svanito dietro ai muri della vergogna con il Messico. Dove migrare è equiparato ad un reato e il ricordo dei nostri nonni e bisnonni che arrivavano ad Ellis Island è, appunto, solo un lontano ricordo. In un mondo in cui guerra e cambiamento climatico costringono le persone a scappare invece di invertire la rotta si costruiscono muri, barriere, si chiudono le frontiere. Per questo abbiamo scelto le montagne e gli altipiani come ambientazione per raccontare quella solitudine e al tempo stesso per ricordare che la natura è molto più grande di noi».

 
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Luigi Mengoli, De-Composizione, Poema elettronico in morte del migrante



….Ecco il senso del lavoro di Luigi Mengoli: vedere il suono senza le immagini. Un suono discontinuo, spezzato da un montaggio che sparge lame e cluster con un’attenzione impressionante ai vuoti, quasi più decisivi dei pieni. Vuoti in cui crescono a scatti escrescenze soniche, merzbild di oggetti trovati…. C’è il sibilare della macchina e c’è un coro post-umano: tratto dopo tratto, si completa un paesaggio metallico di fronte a un oceano di rancoroso silenzio…. 
(Luca Bandirali)

…le inquietanti voci di grida umane e il rumore dell'acqua, allude al fatto che in questo nostro mondo con la stessa superficialità e noncuranza con cui gettiamo dal finestrino d’un’auto in corsa un tappino ci rapportiamo ai nostri simili, che, messisi su un barcone, si appellano alla nostra ospitalità  attraversano il Mediterraneo, ma lì trovano la morte, condannati dall'indifferenza di orecchie divenute indisponibili all'ascolto.
Quegli oggetti di scarto diventano una metafora eccezionale del nostro mondo, distratto, incurante delle conseguenze delle nostre azioni, che appiattisce anche ciò che all'inizio sembrava luccicante oggetto di consumo chiamato ad appagare i nostri desideri, consegnandolo all'inutilità da cui deriva. 
… il gesto di Mengoli coglie l'oggetto nel suo involontario perdurare. Raccoglie i risultati della nostra distrazione e li ripropone alla nostra attenzione ricorrendo ad una composizione esteticamente sollecitante. Li assume a metafore di tutti gli "scarti"  di cui siamo capaci. Noi scartiamo non solo le lattine di Coca-Cola, i tappi delle bottiglie di birra, scartiamo pure gli esseri umani, quelli presenti fra noi e quelli che chiedono di partecipare, a torto o a ragione, al nostro mondo e che lasciamo inghiottire dai flutti. L'essere scarto si trasferisce dalle cose alle persone. 
E Luigi Mengoli, con la sua operazione visiva e sonora, riesce a renderlo con una pregnanza inusitata. Ci fotografa nel momento dell’agile scarto che tentiamo per eludere le responsabilità con l’indifferenza.
(Salvatore Colazzo)
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LUCA MADONIA
FEATURING ENRICO RUGGERI
"ALLORA FALLO"
DA OGGI IN RADIO E IN TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI E SU YOUTUBE CON IL VIDEO FIRMATO THEREGISTI
PRIMO SINGOLO ESTRATTO DAL NUOVO ALBUM "LA PIRAMIDE" IN USCITA A NOVEMBRE (VICEVERSA RECORDS)

“Cercare di vivere la vita seguendo i propri sogni, non è un lusso, è una scelta! Quotidiana e caparbia dedizione a un progetto che ci riporta a noi stessi, a ciò che ci rende felici e riempie le nostre vite. Non siamo eterni e il tempo stringe.” Luca Madonia. Minimalista nell’espressione di una verità limpida e universale, Luca riesce a rendere immediato un concetto con il quale uomini e filosofi si confrontano da sempre: la felicità e la libertà di Essere. “Allora fallo” è un invito che si vuole forte della propria semplicità, diretto, efficace e semplicemente umano. Il brano si articola inseguendo e intrecciando melodia e ritornello, l’ironia del testo si presta a una ritmica tagliente e a un’orchestrazione che riserva non poche sorprese, grazie all’ormai consolidata collaborazione con il maestro Denis Marino che firma la produzione artistica del brano e del disco. Il gioco di voci tra Luca ed Enrico diverte e intriga ed è palpabile il piacere che la musica regala ancora a questi due grandi artisti. Il concetto di “mettersi in gioco” espresso dal brano da vita nel VIDEO, firmato THEREGISTI (Adriano Spadaro e Samir Kharrat), a una storia divertente, distopica e paradossale che vede protagonista un simpatico uomo-gallo che stanco della solita routine lavorativa prende in mano la sua vita e decide di realizzare il proprio sogno nel cassetto. La sua perseveranza lo porterà a grandi successi ed esilaranti risultati. Il singolo anticipa il nuovo album “La Piramide” (in uscita a novembre per Viceversa Records) che contiene dieci brani, 9 inediti più una nuova versione minimale di "Quello che non so di te" con la voce di Franco Battiato,  con tanti amici che Luca ha voluto intorno a sé e che portano i nomi, oltre Ruggeri e Battiato, di Morgan, Carmen Consoli, Mauro Ermanno Giovanardi, Patrizia Laquidara, Giada Colagrande, il figlio Brando, Mario Venuti. 


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She is free
Secondo singolo del nuovo progetto discografico di
THE NIRO featuring GARY LUCAS
«The complete Jeff Buckley & Gary Lucas songbook»
(Esordisco/Believe)

‘She is free’, il nuovo singolo estratto dal progetto discografico di The Niro feat. Gary Lucas, è disponibile in tutti i digital store e in rotazione radiofonica da venerdì 27 settembre. She is free anticipa l’album «The Complete Jeff Buckley and Gary Lucas Songbook», che vede per la prima volta insieme tutte le canzoni scritte da Jeff Buckley e Gary Lucas inclusi cinque titoli finora non presenti in nessun album, in uscita il 4 ottobre per l’etichetta Esordisco.  “Un uomo accetta suo malgrado che la sua compagna, senza di lui, sia più bella”, racconta The Niro di questo brano. She is free dovrebbe essere l’inno dell’emancipazione femminile, ed è bellissimo che sia stato scritto da un uomo speciale come Jeff Buckley, dalla sensibilità così femminile. Lasciare spazio nelle relazioni, lasciarli liberi di essere e di sognare credo sia l’approdo più alto di una relazione sentimentale. A volte le paure inchiodano le relazioni al controllo e l’amore presto diventa possesso. Almeno in questo caso “She is free”. Lei è libera. Come dovremmo essere tutti, uomini compresi”.  Il videoclip, che riunisce girato e animazione, inizia con una ragazza a casa, visibilmente scossa. Lei apre l’anta dell’armadio e tra i suoi ricordi trova una maschera da “supereroe”. I ricordi diventano vividi, appare lei quando era bambina e indossava un buffo travestimento che la rendeva forte e fiera. Lʼimmaginazione fin da allora la aiutava a far fronte alle difficoltà ed è ancora oggi quella stessa forza che le permette di “volare”, e di essere libera.


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FOJA
meets Shaun Ferguson
in "ENSEMBLE (TUTT'E DUJE)"

Un nuovo ponte culturale parte da Napoli e a costruirlo è ancora una volta la band capitanata da Dario Sansone. Dopo le collaborazioni con la francese Pauline Croze, con gli spagnoli La Pegatina e con gli statunitensi Black Noyze i Foja ritornano a collaborare con l'artista canadese Shaun Ferguson con il quale si erano esibiti dal vivo in occasione di un secret concert il 14 febbraio scorso, giorno di San Valentino. Infatti il raffinato singer-songwriter e virtuoso del violoncello, suonato come una chitarra-basso; durante il suo soggiorno napoletano ha registrato con i Foja un nuovo brano.  La canzone dal titolo "Ensemble (Tutt 'e Duje)" da oggi è disponibile su tutti i digital-store mentre sul canale Youtube della band è possibile ascoltare e vedere il video-singolo registrato durante le recording-sessions del brano avvenute nello storico studio Auditorium900 (Phonotype records) di Napoli. La regia del videoclip è di Tato Strino e Yulan Morra. "Ensemble (Tutt 'e Duje)" è la colonna sonora che porterà i Foja e Shaun Ferguson in giro per l'Italia e successivamente in un lungo tour canadese tra ottobre e novembre. "Il continuo incontro con culture e linguaggi diversi resta in cima alla nostra ricerca artistica - dichiara Dario Sansone -. Dopo aver girato l'Europa  in lungo e largo, ed esserci affacciati negli States, è il momento di attraversare per un intero mese il Canada, un paese che si sta dimostrando attento alla cultura musicale e in prima linea per quel che riguarda lo scambio artistico. La registrazione di Ensemble (Tutt'e duje) con il cantautore Shaun Ferguson è stata un'esperienza naturale ed intensa per noi, realizzata senza sovraincisioni, in presa diretta rispettando l'incontro tra i nostri due mondi musicali, portando alla luce un altro tassello del nostro progetto di contaminazione musicale che parte dalle nostre radici napoletane. Fare ricerca e tessere la rete di collaborazioni internazionali, puntando a fondere la cultura napoletana con quella di altri popoli con in comune la forza della passione; è l'obiettivo artistico del combo partenopeo che è sempre più convinto che attraverso lo scambio è possibile trovare nuovi stimoli; come attuare un processo di internazionalizzazione dell'attuale sound prodotto a Napoli, città sempre più esplosiva e crocevia di razze e tradizioni." Ascolta il brano su Spotify 

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BISCA è tornato!
BISCA - NERO
(SoundFly 2019)

BISCA torna sulla scena con il suo nuovo lavoro discografico la cui uscita, prevista per il 25 ottobre 2019 su etichetta SoundFly, è anticipata dal singolo “Nero” che verrà pubblicato il 17 maggio, esclusivamente sui Digital Stores e videoclip, come anteprima del disco. “Nero il colore nero, nero il colore del fascio. Nero come il buco nero. Nero il lavoro nero. Nero come il pallido chiama l’altro. Nero come il futuro in un giorno di pioggia ...” Così esordisce il brano apripista. Il che già spiega abbastanza bene cosa ci si debba aspettare. E poi c’è quel - “Io odio il capitale e le sue puttane macho armate fino ai denti, cariati, marci che lo zucchero abbonda sul sorriso degli stolti. Io odio e Amo odiare. Io Odio e Amo odiare ...” contenuti in un altro brano del disco. Che dire ...

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QUARTET FOLK
L'Amuri

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Ti guardo bene
Online il nuovo videoclip della Piccola Orchestra di Tor Pignattara
La rivoluzione silenziosa, fatta di normalità della formazione multietnica romana

È online Ti guardo bene, il nuovo videoclip della Piccola Orchestra di Tor Pignattara, la formazione multietnica romana composta da ragazzi italiani, stranieri e di seconda generazione.  Un brano reggae, incisivo e con un beat molto coinvolgente composto dai giovani musicisti dell’Orchestra, che spinge un passo in avanti la ricerca musicale e compositiva del gruppo e affronta con toni leggeri dei temi complessi.  La Piccola Orchestra di Tor Pignattara, nata nell’ambito di un progetto sociale curato artisticamente da Pino Pecorelli, è tra gli esponenti di quella nuova scena di artisti italiana di origine straniera che sta portando una ventata di novità nel nostro Paese. Nel corso degli anni ha acquisito sempre maggiore autorevolezza musicale realizzando diversi singoli, esibendosi su prestigiosi palchi (il concerto a Circo Massimo per il Capodanno di Roma per citarne uno) e collaborando con artisti del calibro di Mika (ospiti della trasmissione Casa Mika in onda su Rai 2), Danno dei Colle der fomento, Mama Marjas, Francesco di Bella, Pinomarino e molti altri. Ti guardo bene è il primo dei nuovi brani registrati dalla Piccola Orchestra di Tor Pignattara frutto del lavoro dei mesi scorsi che ha prodotto molta musica che presto diventerà un disco. “Dal 2012 lavoriamo sull’idea che il confronto in musica tra giovani con genitori italiani e giovani con radici lontane sia il miglior antidoto contro quanti alimentano la paura del diverso e girano le spalle al corso naturale della storia – il commento di Pino Pecorelli. E allora mettere in musica una storia di amore tra ragazze e ragazzi appena maggiorenni, senza sottolinearne le differenze sociali e etniche, mi sembra il modo migliore per raccontare una generazione per cui è naturale che chi nasce in Italia è italiano, quando sembra ancora lontano il giorno in cui la politica lo considererà necessario e vitale.  Una rivoluzione silenziosa, fatta di normalità, su un beat allegro, energico e coinvolgente come ogni singolo componente della Piccola Orchestra sa essere”. Il videoclip, per la regia di Flavio Artusi, è ambientato in una festa e vede il protagonista sdoppiarsi: da una parte al centro della festa, come in un sogno, impegnato in un flirt con la ragazza di cui è innamorato e dall’altra fuori dalla festa, escluso, pieno di rabbia e bloccato. Ti guardo bene è prodotto Ipe Ipe music, il testo è di Simone Ndiaye e Maurizio Lipoli, la musica di Simone Ndiaye e Pino Pecorelli. La Piccola Orchestra di Tor Pignattara, nata da un’idea di Domenico Coduto, è un’orchestra multietnica, moderna e potente, formata da giovani musicisti tra i 17 e i 20 anni, nata nel 2012 da un’esperienza unica nel suo genere: mettere insieme ragazze e ragazzi con radici in diversi paesi del mondo (seconde generazioni, richiedenti asilo, figli di coppie miste, ecc) con l’unico obiettivo di fare musica e di cercare un proprio sound. Una fucina permanente per dare un suono a questa città e ad una realtà in continuo mutamento, figlia del meticciato e dell’incontro tra culture: un sound urbano e contemporaneo che si muove fra il ritmo dell’hip hop, gli accenti del drum’n'bass, il flusso del reggae, l’energia del funk e la leggerezza del pop e che in pochi anni di vita si è imposta all’attenzione della stampa nazionale, è stata in grado di collaborare con artisti nazionali e internazionali, interessare strutture istituzionali (dal Mibac al Miur) e sociali (tra cui FAO, UNHCR, Save the Children, Intersos) per il suo valore musicale e la capacità di parlare alla società. La Piccola Orchestra di Tor Pignattara inoltre si è aggiudicata il Premio MIgrARti Spettacolo 2017 assegnato dal Ministero dei Beni Culturali, il Premio Simpatia (che da decenni premia a Roma “la parte migliore della società”) consegnato in Campidoglio a maggio 2014, il premio Cultura Contro le Mafie al MEI (quale “presidio della legalità”) ed è stata protagonista della campagna del World Food Day nel 2017.

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‘MPASTA 
il brano di Ciccio Merolla che celebra il "casatiello"

 Da sabato 20 aprile sulle piattaforme social, è disponibile  il videoclip di ‘Mpasta (regia di Luciano Filangieri), il brano di Ciccio Merolla che celebra il “casatiello”, il lievitato tipico della cucina partenopea che la tradizione vuole sia preparato il giorno del venerdì santo, per essere poi gustato durante il pic-nic di pasquetta e che, grazie al forte simbolismo rappresentato dai suoi ingredienti, come ad esempio l’uovo ben visibile sulla superficie, rappresenta la rinascita e che non puo’ mancare a Pasqua sulle tavole dei napoletani. L’augurio in musica del percussautore e cantante Ciccio Merolla non poteva essere che all’insegna della napoletanità infatti, da buon partenopeo, ha voluto raccontare con la sua immancabile ironia, un rito che si perpetua nelle cucine all’ombra del Vesuvio, ovvero la preparazione del casatiello, che inizia dall’impasto, proprio  da qui, come un mantra gioioso e giocoso, prende vita il brano il cui titolo è appunto ‘Mpasta ( dalla lingua napoletana: impasta). L'assaggio del casatiello rappresenta un momento di convivialità e condivisione, di cui, i diversi ingredienti dell'impasto, sono metafora della ricchezza culturale che avviene attraverso l'incontro di  popoli e di culture diverse.  Il brano, il cui testo scritto da Ciccio Merolla, è un adattamento in lingua napoletana, di “Mustt Mustt” di Nusrat Fateh Ali Khan, cantante e musicista pakistano, scomparso nel 1997, che detiene il record mondiale per il maggior numero di dischi pubblicato da un artista Qawwali, la musica religiosa tipica del sufismo del subcontinente indiano. "Mustt Mustt” è un brano contenuto nell’omonimo album pubblicato dall’etichetta discografica di Peter Gabriel “Real World Record” e portato alla ribalta nella famosa cover dei Massive Attack. Nusrat Fateh Ali Khan – racconta Ciccio Merolla – è un artista  che, tanti anni fa, mi ha fatto ascoltare Enzo Gragnaniello, la cui musica mi ha letteralmente folgorato, anche per l’’uso della tabla, strumento che studio e a cui sono particolarmente affezionato. Il pezzo in questione ha fatto il giro del mondo con tante cover, personalmente mi sono concesso una libertà maggiore, di mettere un testo originale napoletano, scherzoso, ma senza snaturare poi in realtà il messaggio musicale. Da buon napoletano, ho voluto celebrare il dono più divino dell’uomo: la vita stessa, e valori in cui credo fortemente come la condivisione e la ricchezza che avviene tra l'incontro di popoli diversi e l’ho fatto raccontando, attraverso una gestualità semplice, quella di preparare il cibo, che poi nasconde una delle azioni più nobili dell’essere umano: prendersi cura del prossimo. 

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Capone & BungtBangt Il nuovo singolo dal titolo "WhiteBalck". 
L'urgenza emotiva ed artistica di Maurizio Capone lo riporta agli onori della cronaca con un nuovo brano dal testo diretto, semplice ed ironico; un inno alla riflessione e un invito a non perdere la memoria... una memoria dolorosamente recente. Maurizio Capone il 9 Maggio riceverà il "Premio Felicia e Peppino Impastato", con lui il Sindaco di Riace Mimmo Lucano. Riaccendere la memoria per illuminare il presente, questo è lo spunto creativo che ha dato vita a WhiteBlack il nuovo brano e video di Capone & BungtBangt. "Dedicato ai nostri nonni, forse per alcuni bis-nonni, che emigrarono dall'Italia negli anni in cui la fame li spinse a cercare fortuna oltreoceano.  "Il titolo della canzone è preso da uno dei tanti nomignoli utilizzati per offenderli, chiamandoli “bianchi neri” venivano associati agli ex schiavi africani. Uno spunto per riflettere sull’assurdo atteggiamento di chiusura e disprezzo verso gli odierni migranti e su come, in modo inspiegabile, cambiano le valutazioni e la percezione dei problemi quando riguardano gli altri" dichiara Maurizio Capone. In stile old school rap il brano è stato prodotto in collaborazione con D-Ross (Luché, Fabri Fibra, Marracash, Gué Pequeno, Franco Ricciardi).  La maggior parte dei suoni sono generati da oggetti che si trovavano all’interno dello studio durante le registrazioni. La porta dello studio stesso diventa rullante, il bracciolo della poltrona, le bottigliette del caffè da asporto riciclate e naturalmente la strumentazione tipica della band come la scopa elettrica, lo scatolophon, la buatteria, solo per citarne alcuni.  Un sound che si fonde con la voce di Capone che scrive un testo in italiano, napoletano ed inglese carico di ironia e sarcasmo. Capone & BungtBangt leggono le moderne contraddizioni e colgono come sempre l’occasione per suggerire con la loro musica un modo di pensare aperto e senza discriminazioni con un linguaggio attuale ed una strumentazione innovativa.


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LU CUNIGGHIU: NUOVO SINGOLO E VIDEOCLIP PER RACHELE ANDRIOLI E ROCCO NIGRO

È disponibile su youtube il videoclip, diretto da Gianni De Blasi, del brano Lu cunigghiu di Rachele Andrioli e Rocco Nigro. Si tratta del nuovo singolo dell'album Maletiempu, terzo disco del duo (dopo Maldimè e Malìe) prodotto da Eraldo Martucci e dall'etichetta pugliese Dodicilune di Gabriele Rampino e Maurizio Bizzochetti per la collana editoriale Fonosfere (distribuito da Ird e Believe Digital), che ha vinto il Premio Folk Eiserner Eversteiner, nell'ambito del festival FolkHerbst a Plauen in Germania. "Il video è l’incubo della persona gelosa", sottolinea il regista. "La musica e il testo mi hanno portato a concepire una sorta di danza erotica in cui la gelosia viene sublimata dagli incubi di chi canta. Il coniglio (animale pauroso per antonomasia) è la prefigurazione di questa forma di paranoia onirica, che come spesso mi capita, trasporto in una dimensione grottesca e ironica". In Maletiempu l'affiatato duo continua a far rivivere con sensibilità moderna i canti della tradizione del Sud Italia, non trascurando però di fornire il proprio personale e originale apporto. Il disco comprende, infatti, tre inediti ("Maletiempu", "Occhi", "Zumpettana"), sei brani provenienti da varie tradizioni regionali ("Nunna Nanna", "Tanti Suspiri", "Janni Dell'Uorto", "Lu Cunigghiu", "Tempesta", "Ninna Nanna"), "Cosa Sono le nuvole" di Pierpaolo Pasolini e Domenico Modugno e "L'attesa" del cantautore salentino Massimo Donno, tra gli ospiti del disco con Giuseppe Spedicato (basso acustico), Vito De Lorenzi (duff, tabla, daire), Massimiliano De Marco (voce) e Valerio Daniele (chitarra elettrica). “In questa nostra quotidianità si osserva il ruolo cruciale dell’emigrazione. Si apprende attingendo al passato, per poterlo proiettare verso un futuro incerto", sottolinea nelle note di copertina Eraldo Martucci. "Traspare ancora il naturale istinto di conservazione delle proprie tradizioni. Ci si sposta verso un altro territorio, ma si conservano le sfumature ed il sapore del proprio luogo d’origine. Tutto questo ci conduce verso la più semplice delle consapevolezze: anche lontani dalla propria terra, ci si circonda ancora di ciò che ricorda o richiama la propria casa. E proprio l’arte, in questo caso quella dei suoni, appare come ciò che ha sempre costituito un linguaggio universale: la voce, gli strumenti musicali e le note viaggiano da secoli. È un viaggio non solo verticale, con la trasmissione del proprio patrimonio da una generazione all’altra, ma che investe anche un’insolita mobilità orizzontale, nello spazio, da un paese all’altro", prosegue Martucci. "Ed è quello che accade soprattutto nei canti popolari, in cui la distanza di secoli e luoghi viene annullata come per incanto, ritrovando ancora una volta nuova e fresca vita grazie alla voce di Rachele Andrioli ed alla fisarmonica di Rocco Nigro. Tutte le tracce presenti in questa produzione risentono dell’esperienza che il duo ha vissuto in questi anni fuori dal territorio, confrontandosi con le realtà locali incontrate nel percorso. Una sorta di “emigrazione” che ha loro consentito di portarsi il proprio habitat, e di implementarlo però dall’incontro con le altre culture. Una casa musicale mobile, dunque, ricca ovviamente della musica popolare meridionale e salentina in particolare”.

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GIUSEPPE "SPEDINO" MOFFA
Oltre Il Ponte

Il personale arrangiamento di Giuseppe "Spedino" Moffa di "Oltre il ponte" una canzone del 1958 con il testo di Italo Calvino e la musica di Sergio Liberovici.

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IL NUOVO SINGOLO DEL GRAN BAL DUB
CHE ANTICIPA IL NUOVO ALBUM BENVENGUTS A BòRD IN USCITA L’8 MARZO PER SELF
DA GIOVEDì 21 FEBBRAIO SU YOUTUBE
  
Nato da un’idea di Sergio Berardo (Lou Dalfin), e Madaski (Africa Unite), il Gran Bal Dub coniuga la musica tradizionale occitana con l’elettronica e il dub. “Al Festin”, da giovedì 21 febbraio su Youtube, è il primo singolo e clip estratto dal nuovo disco Benvenguts a Bòrd (Benvenuti a bordo) del Gran Bal Dub in uscita venerdì 8 marzo per Self. Valli occitane, terra di confine nel profondo nordovest. Uno straniero dall’aspetto luciferino si arrampica per combe impervie, attraversando pietraie e boschi di larice. Non ha un cavallo, ma una moto nera. Carico di polvere e stanchezza raggiunge un villaggio perduto, una sorta di pueblo trogloditico. Il suo arrivo sconvolge la piccola comunità che lo abita, governata con rude fermezza dallo sceriffo locale, un bizzarro tutore dell’ordine, suonatore di ghironda circondato da una corte di scagnozzi, bari, ubriaconi e hurdy gurdy girl. Tra i due lo scontro è inevitabile e si concluderà col doveroso duello a colpi di arbeba (schiacciapensieri occitano) e dub. Lo spettro di Sergio Leone si aggira per la Val Maira, estremo occidentale d’Italia ed estremo oriente d’Occitania, a raccontarci che i punti cardinali sono una convenzione e che siamo sempre l’est di qualche ovest e il sud di qualche nord. E che persino il più sulfureo dei meteci non sa resistere al fascino ipnotico della danza popolare e al suo potere di abbattere le frontiere. La clip di “Al Festin”, del regista Alex Caroppi, è girata all’interno del caratteristico borgo Balma di Boves, situato a 652 metri di altezza sul Monte Bracco, costruito sotto un’enorme sporgenza rocciosa. Il suo aspetto caratteristico, con le case in pietra ed i tetti piatti, ricorda quello dei “pueblos navajos” indiani del Nord America. Un luogo straordinario dove tutto sembra essersi fermato al tempo in cui l’uomo viveva in perfetta armonia con la natura. Un microcosmo agricolo autonomo perfettamente conservato e ispirato alla più ferrea economicità della spazio. Oggi questo villaggio alpino-contadino è stato trasformato in ecomuseo e fa parte del grande patrimonio artistico-culturale della nostra terra. www.granbaldub.com

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L’ORAGE
DA OGGI ONLINE IL NUOVO SINGOLO E VIDEO DI CANTO D’ADDIO

Da oggi, venerdì 29 marzo, è online il nuovo singolo e video “Canto D’Addio”, ispirato alla vicenda di Giordano Bruno, che porta L'Orage su sonorità molto più folk rispetto ai loro lavori precedenti. 

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 "Tre tzigani", il nuovo singolo dei Kërkim
I Kërkim con “Tre Tzigani” regalano una anticipazione del nuovo lavoro discografico in preparazione, album che vedrà la luce nel corso del 2019 e che conterrà tante novità dal punto di vista artistico e stilistico. Il videoclip del nuovo singolo “Tre tzigani” sarà disponibile su YouTube da martedì 15 gennaio alle h14:00 ed è stato realizzato presso il Centro studi musicali Bazù di Giuggianello (Le) con le riprese di Mattia Soranzo e Mattia Epifani e il montaggio di Gabriella Cosmo. I Kërkim nascono nel 2012 come progetto di ricerca musicale con l’obiettivo di creare ponti con le terre del bacino del Mediterraneo attraverso lo studio delle sonorità e delle melodie tipiche di questi Paesi, per poi tornare nello Stivale portando nelle composizioni frequenze, ritmi e colori riletti e riarrangiati. Nel primo album omonimo la band concentra la propria attenzione sulle musiche e tradizioni dell’Albania, terra che gli da il nome nel suo significato di ricerca e osservazione, ma anche della Turchia e Grecia, in un movimento continuo e in un appassionato studio reso possibile dal dialogo, essenza della worldmusic. Nel nuovo album in lavorazione la band si spinge verso nuove Terre muovendosi sulle sponde del Mediterraneo per raggiungere il Maghreb, la Medio Oriente e la Romania. Proprio da questo Paese viene il brano “Tre tzigani”, una ballata cantata e interpretata da Morris Pellizzari nell’originale riarrangiamento realizzato in pieno stile Kërkim da Vincenzo Grasso e Bruno Galeone sul groove realizzato dalle percussioni di Manuela Salinaro e dal contrabbasso di Antonio Alemanno. Con “Tre tzigani" i Kërkim esaltano l’idea del cammino con l’intento di restituire dignità al termine “gitano” nella sua accezione originale e positiva. I “Tre tzigani” sono viaggiatori che si spostano di terra in terra sempre capaci di cantare l’amore e l’allegria, mai distratti da ciò che di negativo può accedere durante il viaggio e la vita, le sue storture e imperfezioni. La condivisione tra culture diverse, perché al termine di ogni giornata compare inevitabilmente la luna, serena, come ogni notte. In un periodo storico caratterizzato dalla divisione piuttosto che dall’inclusione, il desiderio dei Kërkim è un elogio all’apertura dei “porti” della mente, imparare il profondo significato delle parole “ascolto” e “condivisione”. Con l’obiettivo di creare ponti sonori, la band entra in contatto con queste terre generando un confronto, il dialogo, la ricerca di un linguaggio comune. La band intreccia le esperienze e le provenienze musicali di ogni singolo componente, tracciando una strada comune nel viaggio che dalle coste salentine attraversa le terre del Mediterraneo e non solo, rendendo invisibile ogni confine. Kërkim è lo sguardo che si rivolge a queste Terre a noi molto vicine, band composto da 4 musicisti ognuno con un ruolo determinante: Morris Pellizzari (voce e chitarra), Vincenzo Grasso (penna e clarinetto), Manuela Salinaro (percussioni), Bruno Galeone (fisarmonica). Dopo i 50 concerti realizzati negli ultimi 2 anni, il viaggio dei Kërkim continua! Una tournée che li ha visti esibirsi in importanti festival e rassegne (Pisa Folk Festival, Festival Fare Mediterraneo a S.M. di Leuca, Festival Experimenta a Polignano a Mare, La Notte dei Ricercatori a Cosenza, ecc) in lungo e in largo tra le Regioni dello Stivale, e tra le capitali europee facendo tappa in Francia, Germania, Bulgaria, Uk, Repubblica Ceca.

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Er Principetto, il singolo di Giorgio Caputo

Er Principetto, il nuovo brano di Giorgio Caputo è disponibile in tutti i digital store e in rotazione radiofonica da venerdì 26 aprile.  «Er Principetto è un brano che ho scritto quest'estate, ispirandomi appunto al Piccolo Principe, racconta Giorgio Caputo. Mi piaceva molto l'idea di contaminare il linguaggio poetico e aulico dell'originale con il dialetto romanesco, restituiva una verità e una carnalità ai concetti espressi nel libro, che un po' mi mancava nella lettura di quelle pagine. L'operazione, in letteratura, era stata fatta con successo traducendo il testo in tutti, o quasi, i dialetti della nostra penisola. Una canzone mancava ». «Il brano lo abbiamo suonato in giro quest'estate con l'Orchestraccia, incontrando subito il favore del nostro pubblico, poi qualche mese dopo ho avuto l'idea del video. E' molto semplice: è la storia di un uomo che ritrova il proprio bambino interiore. Poi i vari elementi, Parigi, Roma, la lingua francese nel finale e la rosa di carta, sono tutti elementi molto personali, che hanno un significato importante nella mia vita. Il fatto poi che il video si apra con le immagini di Notre Dame de Paris, fa un po’ impressione; ma ovviamente, quando abbiamo girato, non potevamo immaginare quello che sarebbe successo».

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“La Giostra” Online il nuovo singolo estratto dal disco di Adel Tirant, ‘Adele e i suoi eroi’

La Giostra è il nuovo singolo estratto dall'album d’esordio di Adel Tirant “Adele e i suoi eroi”, in uscita il 5 aprile 2019 per SOTER (distribuzione Self), con la produzione del cantautore Giovanni Block.  «La Giostra forse è il mio brano preferito del disco – racconta Adel. E’ una di quelle canzoni che ti vengono di getto, come sussurrate da un altrove. Naturalmente è una canzone d’amore, un amore così grande che ti fa girare vorticosamente come quando sali sulle giostre e quando scendi sei stordito».  Il videoclip nasce dalla collaborazione di Adel con la regista e performer Isabella Noseda, conosciuta nell’ambiente dell’intrattenimento romano. «Ho sempre apprezzato e amato la sua cifra estetica - continua Adel - e le ho dato carta bianca su tutto, perché sapevo che avrei amato il risultato. Isabella ha ricreato un immaginario quasi rituale, anzi mi ha proprio confessato che le sue creazioni finiscono per avere un significato profondo, come i riti, per chi le interpreta e infatti, se guardate bene, a un certo punto vengono tagliati dei fili rossi che partono dal mio vestito, dalle due bambine bellissime che sono parti di me: è forse arrivato il tempo di tagliare i cordoni ombelicali? Ecco ringrazio Isabella per aver celebrato questo rito in cui fili rossi vengono spezzati, fiori sparsi, ferite e proiettili e strani esseri a metà tra uomini e animali sono mie prede di cui in realtà sono preda io, ma sentimentalmente». In finale del videoclip si celebra l’uccisione del cervo sacro, oggetto dell’adorazione ed essere sublime, amore ideale, interpretato dall’attore Federico Le Pera, legato con i nodi del bondage di Red Lili, Beatrice Gigliuto. Anche ne La Giostra, torna l’attore feticcio di Adel Tirant, Andrea Leuz, già presente nel videoclip del primo singolo “Un homme qui me plait comme toi”, e che qui rappresenta l’alter ego maschile di Adel e, junghianamente parlando, il suo animus. «Questo non per spiegare tutto, anzi – conclude Adel. Spero che chi veda il video venga solo beato dalla bellezza  e dal sogno».


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