Videoclip: Le Novità

Una raccolta dei principali videoclip in uscita, selezionata da Blogfoolk

“SCURA MAJE” 
primo singolo e video del nuovo disco di Maria Mazzotta 
L'ALBUM SI INTITOLERA' “AMOREAMARO” E USCIRA' A GENNAIO 2020 
Anteprima live il 12 dicembre al teatro Koreja di Lecce 

Esce oggi “Scura maje”, il primo singolo del nuovo album di Maria Mazzotta, una tra le voci più importanti del panorama folk italiano e della world music internazionale; il disco si intitolerà "Amoreamaro" (Agualoca Records) e vedrà la luce all'inizio del 2020. Il primo brano estratto esce accompagnato da un video live in studio realizzato da Giuseppe Pezzulla presso la "Corrado Productions" di Supersano (Lecce).  Diventato famoso grazie a Nino Rota che lo utilizzò nel film "D'amore e d'anarchia", “Scura maje” è un brano tradizionale abruzzese conosciuto anche come “Il canto della vedova”. All'interno del prossimo disco dell'artista pugliese, un'intensa e appassionata riflessione sui vari volti dell'amore, rappresenterà la parte più drammatica di questo sentimento: il dolore pietrificante della perdita. Attraverso dieci brani, di cui due inediti, il nuovo album della Mazzotta attraverserà senza timore tutte le emozioni che l'amore può suscitare, trovando nel canto, come tradizione popolare vuole, la catarsi, la consolazione, la forza e la “cura”.  “Amoreamaro” sarà presentato live, in anteprima, giovedì 12 dicembre al Teatro Koreja di Lecce. Sul palco, con Maria Mazzotta, il fisarmonicista Bruno Galeone Nel foyer del Teatro ci saranno alcuni volontari di Save The Children, organizzazione umanitaria che Maria Mazzotta vuole sostenere attraverso campagne di raccolta fondi. Maria Mazzotta è una tra le voci più importanti del panorama folk italiano e della world music internazionale. Nella sua carriera ha collaborato con nomi del calibro di Bobby McFerrin, Ibrahim Maalouf, Rita Marcotulli, Ballake Sissoko, Piers Faccini, Justin Adams e Juldeh Camara, Mannarino, Hysni (Niko) Zela e Fanfara Tirana, Eva Quartet, Klapa Otok, Bojken Lako, Raiz, Roy Paci, Roberto Ottaviano, Raffaele Casarano, Bijan Chemirani e Mario Arcari. Dal 2000 al 2015 ha fatto parte del Canzoniere Grecanico Salentino, band con la quale ha inciso sei album e partecipato ai più importanti festival di world music. Nel suo percorso di approfondimento delle varie tecniche vocali ha incontrato Sayeeduddin Dagar, tra i più noti cantanti Dhrupad Indiani, e Bobby McFerrin che l’ha scelta per duettare nell’edizione 2008 del “Bari in Jazz”. Volgendo lo sguardo ad est, si appassiona alla musica balcanica e a soli 21 anni inizia una ricerca musicale con musicisti di diverse nazionalità (greci, albanesi, macedoni, croati, rumeni, bulgari e tzigani che incontra nei suoi numerosi concerti). Da qui nasce il sodalizio col violoncellista albanese Redi Hasa in una simbiosi musical-culturale da cui scaturisce il duo “Hasa-Mazzotta”. Nel 2006 fa parte dell’Orchestra Notte della Taranta diretta dal Maestro Concertatore Ambrogio Sparagna. Dal 2011 al 2014 è voce solista della stessa con la direzione del Maestro Ludovico Einaudi, del Maestro Goran Bregovic e del Maestro Giovanni Sollima. Dal 2013 collabora, in qualità di cantante, con la compagnia di danza di Miguel Angel Berna realizzando gli spettacoli “Mediterraneo”, “La jota e la taranta”, “Cardia”, “Dos Tierras”, ed esibendosi in diversi teatri nel mondo tra i quali Teatro Olimpico di Roma, Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro del Canal di Madrid, Suzanne Dellal di Tel Aviv. Nel 2015 partecipa come cantante nella nuova pellicola di Carlos Saura “La jota”. Ha cantato in festival e rassegne in tutto il mondo, come: Womad (Australia, Nuova Zelanda, Uk), GlobalFest (New York), South by Southwest (Texas), Small World Music Festival (Canada), Rainforest (Malesia), TarabTanger (Marocco), Soglie (Arabia Saudita), Womex (Grecia), Babel Med Music (Francia), Les Suds a Arles (Francia), Sete Sois Sete Luas (Portogallo e Spagna), Karneval der Kulturen (Germania), At-tension (Germania), Festival Mito (Milano). 

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IN TUTTI I DIGITAL STORE “LA TERRA SBATTE” IL NUOVO SINGOLO (E VIDEO) DI 
AGNESE VALLE con LA PICCOLA ORCHESTRA DI TOR PIGNATTARA
I proventi andranno alla “Angeli di Amatrice Onlus”. In primavera l'uscita del terzo album, si chiamerà RISTRUTTURAZIONI 


Una canzone sulla sulla paura e sull’umanità contemporanea, sulle sue atrocità, il suo spavento, la sua capacità violenta, ma anche sulla rivolta della Natura. “LA TERRA SBATTE” (distribuito da Nufaco) è il nuovo singolo della cantautrice e clarinettista romana Agnese Valle, che anticipa l'uscita del suo terzo album dal titolo “RISTRUTTURAZIONI”, che vedrà le stampe nella primavera del 2020. Il brano, si avvale della collaborazione della Piccola Orchestra di Tor Pignattara composta di ragazzi e ragazze, immigrati di seconda generazione, e diretta da Pino Pecorelli. Scritta dopo un concerto nell'Area Tenda Mensa di un'Amatrice devastata dal terremoto, “La terra sbatte” si compone di “scatti” di contemporaneità: così, nel testo, le immagini di chi ha dovuto abbandonare la propria abitazioni tremante, nel cuore della notte, si fondono con quelle devastanti degli spari nel Teatro Bataclan di Parigi e dei festeggiamenti interrotti in piazza a Nizza. Il tema, come anticipato, è la paura in tutte le sue declinazioni: quella verso qualcuno di identificabile e verso qualcosa di imprevedibile. E al centro di tutto c'è l'uomo; un uomo vittima di qualcosa di più grande o vittima di se stesso. “La terra sbatte” esce accompagnato da un video firmato da Giulia Valle, che si è occupata anche delle riprese e del montaggio, e dà il via alla campagna di crowdfunding per il nuovo album. Agnese Valle, un diploma in clarinetto al Conservatorio di Santa Cecilia, tre dischi all'attivo come cantautrice e tanti riconoscimenti nel campo della canzone d'autore- come il premio della critica al premio Bianca d'Aponte e numerose nomination alla Targa Tenco - ha deciso di devolvere i proventi del singolo, oltre ad una parte dei compensi della campagna di crowdfunding per il suo nuovo album, alla "ANGELI di Amatrice Onlus", che si occupa del sostegno alle popolazioni colpite dal sisma. “In questo momento storico in cui siamo tutti un po' soli, anche nella nostra strada individuale emotiva di costruzione di un futuro – ha spiegato la cantautrice - credo ci sia bisogno di stringersi concretamente intorno a qualcosa, sentirsi parte di una comunità. Così, oggi, il mio “sentirmi parte” si concretizza così. Credo che ora, più che mai, l'artista non possa non occuparsi di ciò che accade nel mondo.”. “La terra sbatte” è disponibile su tutti gli store digitali. Per contribuire alla causa “Angeli di Amatrice Onlus” si può anche partecipare al crowdfunding per il nuovo disco di Agnese Valle.

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ALMAR’À, LA PRIMA ORCHESTRA DI DONNE ARABE E DEL MEDITERRANEO
PRESENTA IL NUOVO VIDEO
UNA POLIFONIA AL FEMMINILE CONTRO OGNI PREGIUDIZIO
TREDICI DONNE, NOVE PROVENIENZE GEOGRAFICHE DIVERSE, UN SOUND UNICO TRA OCCIDENTE E ORIENTE. “RIM ALMAR'À” È IL LORO PRIMO SINGOLO.

“È nell’armonia fra le diversità che il mondo si regge, si riproduce, sta in tensione, vive”
Tiziano Terzani

Tredici donne, nove provenienze geografiche diverse, un sound unico. È ALMAR’À, la prima orchestra di donne arabe e del Mediterraneo in Italia. Una parola che significa “donna con dignità” e un progetto che nasce dall’esigenza di sensibilizzare su un presente che superi gli stereotipi legati al mondo arabo. Musiciste di ogni età, professioniste e non, cantanti tradizionali e moderne; suoni che partono dalla musica araba, attraversano quella classica ed entrano nei territori del jazz; strumenti orientali e occidentali insieme. Tutto in ALMAR’À è un inno alla bellezza della diversità. Un arcobaleno musicale nato dall’integrazione sociale, una delicata polifonia femminile che diventa meraviglia culturale. “Rim Almar'à” è il video del loro primo singolo (https://bit.ly/2DIgIOz). L’arrangiamento è firmato da Ziad Trabelsi, Mario Tronco, Pino Pecorelli, Leandro Piccioni, accompagnato dal video realizzato da Francesco Cabras, grazie al contributo della Fondazione Cultura e Arte. Il titolo vuol dire “Giovane donna”, ed è la promessa d’amore a un uomo che sta partendo, forse per sempre. Un pezzo che appartiene alla tradizione araba tunisina e ne mantiene la lingua, ma che viene rielaborato sia nel testo che negli arrangiamenti fino ad acquistare un sound unico, che unisce la forza della linea melodica araba all’armonizzazione occidentale. Superando confini geografici e frontiere musicali, nel singolo il violino classico di Dania Alkabir Alhasani (Siria), già membro dell’Orchestra Nazionale Siriana e della Syrian Philharmonic Orchestra si accosta al kanun della giovane Dima Dawood, nata a Damasco e ora di base a Berlino; il contrabbasso jazz di Derya Davulcu (Turchia) suona con la darbouka di Sana Ben Hamza (Tunisia); il violoncello di Eszter Nagypal (Ungheria) - musicista di grande esperienza per anni al lavoro con Ennio Morricone e Nicola Piovani - accompagna il flauto nay di Valentina Bellanova (Italia), uno strumento della tradizione araba suonato da un’italiana, al momento trapiantata in Germania e docente al Conservatorio di Musica Turca di Berlino (BTMK) e alla Global Music Academy di Berlino. Il piano è nelle sapienti mani di Sade Mangiaracina (Italia/Tunisia), tra i “dieci protagonisti del jazz italiano del futuro” per la nota rivista statunitense GQ, e un fan d’eccezione come Paolo Fresu, che ha prodotto il suo ultimo disco; le percussioni appartengono all’energia di Vera Petra (Italia); il flauto traverso è di Silvia La Rocca (Eritrea/Etiopia), studi al Conservatorio di Musica Santa Cecilia e una carriera decennale in ambito concertistico. Nel coro, l’esperienza di Kavinya Monthe Ndumbu (Kenya) e Yasemin Sannino (Turchia) - voce de “Le Fate Ignoranti” di Ferzan Özpetek e collaborazioni con i maggiori compositori di colonne sonore italiane ed estere - si fonde con la passione di Hana Hachana (Tunisia), 24 anni e una professione di estetista; e Nadia Emam (Italia/Egitto), cresciuta in Toscana ma decisa a non abbandonare le proprie origini. Provenienze diverse, spesso accomunate da una nazionalità italiana, una seconda generazione che guarda al futuro con la voglia di ritrovare le proprie tradizioni. Un’occasione per fotografare l’Italia che esiste ma che rimane ancora nascosta nelle singole esperienze, carente di un racconto collettivo e complesso. Nel video non si vedono mai i volti delle tredici musiciste, ma silhouette stilizzate inondate di volta in volta di cascate, fiori, tempeste di sabbia e paesaggi fluidi. Una scelta che vuole esaltare i diversi profili e allo stesso tempo evidenziare le comuni simmetrie delle artiste. Perché ALMAR’À è sì un insieme eterogeneo, ma soprattutto un coeso progetto artistico. L’orchestra nasce nel 2017 tra Firenze e Roma grazie alla collaborazione tra Fondazione Fabbrica Europa e il Centro socio-culturale tunisino “Dar Tounsi”, e con il coordinamento artistico di Ziad Trabelsi dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Ha avuto il supporto del MiBACT attraverso MigrArti e il sostegno della Fondazione Pianoterra. Francesco Cabras, regista del video “Rim Almar'à”, ha realizzato - da solo o in co-regia con Alberto Molinari - videoclip per Vasco Brondi, Sergio Cammariere, Nada, Caparezza, Max Gazzè e molti altri.


“Rim Almar'à” - Traduzione di Luce Lacquaniti

O gazzella del deserto, il mio amore oggi è partito
O triste vita mia, io per lui ho scordato il sonno
A te che cominci il cammino, ti guido e mando un segnale.  Attento, ti fanno del male, la mia è gente gelosa
A te che guidi il calesse, ti mando un'indicazione
che ti faccia adottare prudenza, che ti mostri la via più sicura. A te che guidi il calesse, segui dritto la tua strada
Ti aspetto che torni da sposo, tutto il tempo che resterai via.
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Reality: online il videoclip del brano di Alessio Bonomo

E’ online il videoclip di ‘Reality’, il nuovo singolo estratto dal disco di Alessio Bonomo ‘La musica non esiste’ (Esordisco, 2018), prodotto da Fausto Mesolella ed entrato nella cinquina delle Targhe Tenco 2018 nella categoria ‘Miglior album in assoluto’. Il brano è in rotazione radiofonica da venerdì 13 dicembre.  «Credo davvero che viviamo, sempre di più, in una realtà alterata, quasi impossibile oramai da decifrare con la logica – dice Bonomo raccontando il brano; dove, forse, solo l'empatia tra le persone può rappresentare una via fuga e di salvezza. La canzone, credo, racconti di questo. L'ho scritta di getto, mentre le registrazioni del disco 'La musica non esiste' erano in corso. Poi, altrettanto di getto, Fausto Mesolella, dopo averla ascoltata, l'ha suonata e arrangiata. Mi piace pensare possa trasmettere, a chi la ascolterà, la semplicità e l'urgenza con la quale è nata».  Il videoclip racconta un mondo visto attraverso videocamere di sorveglianza; dove tutto è controllato e manipolato all'occorrenza, dove tutti, senza accorgersene, fanno quello che pochi stanno decidendo; ma dove, tuttavia, resta l'imprevedibilità dell'animo umano, capace, in momenti di slancio, di sovvertire le regole del 'reality' nel quale sembrerebbe condannato a vivere e di liberarsene. Il video, infatti, termina con due omini animati che decidono di scappare dalla società che li circonda compiendo un gesto estremo: si lanciano dalla cima di un grattacielo. L’'immagine si ferma su loro due sospesi nell'aria, senza rivelare se precipiteranno o spiccheranno il volo. «Mi sembra – conclude Bonomo - una buona metafora della condizione sociale che la canzone descrive». Alessio Bonomo sarà in concerto a Roma venerdì 20 dicembre con uno speciale live 'Guitar Trio Version'. Con lui infatti, saliranno sul palco de L’Asino che Vola (Via Antonio Coppi 12d) due chitarristi straordinari: Antonio Ragosta e Matteo D'Incà.

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‘A cosa justa il nuovo singolo de La Maschera
‘A cosa justa, il nuovo singolo de La Maschera, è disponibile in tutti i digital store e in rotazione radiofonica da martedì 3 dicembre. 

A due anni dall’uscita di ParcoSofia, album che ha fatto conoscere la band napoletana in tutta Italia e non solo grazie ai tour e ai concerti in Corea del Sud, in Canada, Francia Portogallo e Ungheria, La Maschera torna con un nuovo singolo in cui si parla d’amore. “Quell’amore che può essere un vicolo senza uscita in cui perdersi diventa un piacere… in alcuni casi un’esperienza in bilico tra la meraviglia e la disperazione, una forza rivoluzionaria in grado di smuovere il mondo – racconta Roberto Colella, frontman de La Maschera. ‘A cosa justa è l’ipocrisia con cui spesso ci mostriamo forti, quasi spavaldi, immuni al dolore; ed è al tempo stesso dimostrazione silenziosa di quanto amare valga sempre la pena… Ho firmato il brano con Alessio Sollo: amico, autore e poeta in grado di dipingere sensazioni che incredibilmente sentiamo entrambi, affinità che mi ha permesso di riuscire in un’impresa per me unica.”  Nel videoclip, le immagini della band che suona si alternano a quelle di un balletto, in un chiaroscuro che lascia pensare all’onirico, e alla perdita della persona amata. Regista del videoclip, nonché protagonista dello stesso, è Riccardo Ciccarelli, presente nel primo videoclip de La Maschera, Pullecenella, in cui impersonava lo ‘scugnizzo’. Un richiamo alle origini, per ricordare da dove si è partiti, con lo sguardo aperto sul futuro. ‘A cosa justa anticipa il terzo album della band atteso per l’autunno del 2020.  Giovedì 19 dicembre, alle ore 21, La Maschera sarà in concerto alla Casa della Musica – Federico I c/o Palapartenope di via Barbagallo a Fuorigrotta con un grande live per festeggiare insieme a Napoli i nuovi brani e questo anno ricco di soddisfazioni.

Ascolta il brano su Believe

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CAPONE & BUNGTBANGT
E' on line il nuovo video del gruppo eco music partenopeo.
L'inedito brano dal titolo "Le mani nel sole" esce a sostegno delle iniziative di Fridays For Future Napoli.

Viene pubblicato oggi su Youtube e tutti i digital store (da Sciarap/FullHeads) "Le Mani nel Sole" il brano inedito del gruppo Capone&BungtBangt. Il nuovo singolo è presentato in esclusiva live questa sera all'interno del web format VivaRaiplay condotto da Fiorello. In occasione del quarto sciopero globale per il clima promosso da Friday For Future Napoli il 29 novembre scorso la band ha metaforicamente abbracciato i giovani attivisti per l'ambiente. Come da consuetudine il collettivo di musicisti, che ricicla l'immondizia per produrre i proprio strumenti, ha supportato e promosso una lotta comune che ha come obiettivo la tutela dell'ambiente e contrastare le azioni inquinanti delle multinazionali del petrolio. Così la eco music band ha sostenuto il Global Strike di Napoli diventandone testimonial tanto da produrre appositamente una canzone che, trasmessa dal sound system, ha fatto da colonna sonora della manifestazione degli strikers partenopei. "Il brano nasce - dichiara Maurizio Capone - in modo molto spontaneo. La traccia era già registrata ma mancava il ritornello. Nel mentre è arrivata la proposta del collettivo Fridays di partecipare al global strike e magicamente le parole del ritornello sono arrivate. Le abbiamo fatte ascoltare agli attivisti e subito si è messo in moto un meccanismo virtuoso che ha portato ad una collaborazione intensa e fruttuosa. Il regista del videoclip, Ivano Leone, è un'attivista napoletano e si è proposto di registrare il video durante la manifestazione, mentre la colmata di cemento che ancora oggi soffoca Bagnoli è il teatro dove abbiamo girato altre scene che completano un lavoro straordinario, ricco di significato, realizzato in pochi giorni".


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ALFIO ANTICO
Esce oggi
PANCALI CUCINA 
IL NUOVO VIDEO E SINGOLO DEL MAESTRO DEL TAMBURO CHE ANTICIPA L’USCITA DEL NUOVO DISCO A MARZO
Alfio Antico non è soltanto l'ultimo aedo di una cultura popolare. Alfio Antico è la cultura popolare. È la "radica" di una cultura ancestrale, le cui origini si perdono nel tempo.
Giuseppe Attardi

Da oggi, mercoledì 27 novembre, è disponibile su YouTube, in digital download e sulle migliori piattaforme streaming “Pancali Cucina” (Al-Kemi/AlaBianca), il nuovo video e singolo del maestro italiano del tamburo Alfio Antico, che anticipa l’uscita del nuovo disco a marzo con la produzione artistica di Cesare Basile in collaborazione con Gino Robair e Mattia Antico. Il video è stato prodotto dall’etichetta Ala Bianca e realizzato da Melgart con la regia di Giuseppe Lanno, la fotografia di Simone Tacconelli e la performance di Francesca Pizzo. Il brano è costruito su una filastrocca breve e incalzante che si sviluppa su un tappeto ritmico sanguigno, popolare ed elettronico insieme, imperniato sullo strumento principe di Alfio Antico: il suo tamburo. Il cantilenare della filastrocca si protrae finché “Pancali Cucina” non si apre in un ritornello liberatorio dove un coro risponde alla voce urlata di Alfio Antico.. Sona tamburu sona,/  li morti vannu a travagghiari,/Sona tamburu sona,/ li vecchi tornanu picciriddi Alfio Antico ha vissuto fino all'età di 18 anni facendo il pastore fra le montagne dell'entroterra siracusano e respirando, in una vita non certo priva di durezze, le favole, le storie, i miti della cultura contadina. I suoni delle 600 campane del suo gregge; la nonna che con il proprio magico tamburello scacciava - lui bambino - i mostri della solitudine e della paura; le prime esperienze musicali nelle strade delle grandi città fino all'incontro con i più famosi musicisti e uomini di teatro della grande tradizione italiana fanno di Alfio Antico un artista che ha raggiunto la piena maturità. Il maestro del tamburo italiano ha oltre settanta tamburi, tutti fabbricati da sé e meravigliosamente intarsiati con immagini di divinità agresti, segni antichi che racchiudono una saggezza eterna. Attraverso il ritmo ed il canto, Alfio Antico scolpisce le mille figure del tempo. "Io sono il tamburo", sussurra in perfetta simbiosi col suo strumento, volendo significare una mistica unità fra la viva pelle della sua mano e quella morta e antica che, fissata ad un setaccio da grano, torna a nuova vita cantandoci storie d'amore e poesia. Alfio Antico ha vissuto fino all'età di 18 anni facendo il pastore fra le montagne dell'entroterra siracusano e respirando, in una vita non certo priva di durezze, le favole, le storie, i miti della cultura contadina. Nel campo musicale Alfio Antico ha intrapreso moltissime collaborazioni, tra cui quelle con Musicanova, Edoardo Bennato, Vincenzo Spampinato, Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, Carmen Consoli, Vinicio Capossela, Peppe Barra, Renzo Arbore, Roy Paci, I Lautari, Gianni Perilli, Piero Ricci e la Nuova Compagnia di Canto Popolare. Nel 2006 Alfio Antico inizia a collaborare con l’etichetta discografica indipendente Due Parole - Narciso Records di Carmen Consoli. Vari sono i progetti intrapresi durante questi anni. Alfio Antico ha infatti suonato il suo tamburo in numerosi progetti discografici quali “Il ballo di San Vito” (1996) di Vinicio Capossela, “Anima Antica” (2004) de I Lautari e “Elettra” (2009) di Carmen Consoli. Nel 2007 è tra i protagonisti del progetto “Musica Antica del nuovo Millennio” che fa tappa a Roma, Milano e Catania, insieme a Carmen Consoli, I Lautari e Rita Botto. L’anno successivo, il 2008, è colmo di importanti esperienze live: prima fra tutte “L’omaggio a Rosa Balistreri”, grande evento di chiusura dell’Etnafest organizzato da Carmen Consoli con la partecipazione di dodici donne della musica italiana (tra cui Vanoni, Turci, Rei, Giorgia, Nada); sul finire dell’anno Alfio Antico porta in scena lo spettacolo “Semu suli semu tuttu” che ha riscosso un grande successo sia in Sicilia che nella data romana presso l’Auditorium Parco della Musica. Il 2009 si apre con la partecipazione di Alfio Antico al X Festival della Canzone Siciliana, in onda su Antenna Sicilia, con il brano “Tutti li cosi vannu a lu pinninu” e prosegue con la presenza sul palco alla data catanese del Solo Show di Vinicio Capossela in cui Alfio Antico interpreta “Il ballo di San Vito”. A novembre nella Cattedrale di Aosta si celebra con un concerto il nono centenario della morte di Anselmo d’Aosta: Alfio Antico è presente con i suoi ritmi pastorali per una suite di cinquanta minuti insieme ai violoncelli di Giovanni Sollima e Monika Leskovar. Il primo maggio Alfio Antico partecipa al Concertone di Piazza San Giovanni a Roma con il calabrese Peppe Voltarelli, Puccio Castrogiovanni de I Lautari e Ramon della Bandabardò. Durante la stagione invernale del 2010 entra in studio di registrazione per incidere le tracce di “Guten Morgen”, il nuovo album uscito per la Narciso Records il 29 Marzo 2011. L’album è stato finalista per la Targa Tenco 2011, per la sezione dialettale. Nel 2012 riceve il Premio Ignazio Buttita. Nel 2013 partecipa come ospite speciale al concerto della "Notte della taranta" insieme all'orchestra diretta da Giovanni Sollima; nello stesso periodo riceve il premio alla carriera al Premio nazionale per la musica tradizionale della città di Loano. Nel 2016 intraprende un nuovo progetto musicale sperimentale denominato semplicemente “Antico” prodotto artisticamente da Lorenzo Urciullo (in arte Colapesce) e da Mario Conte.


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BELLOMONDO di Erica Boschiero
un canto in omaggio alla Terra 
con la collaborazione di oltre 300 ragazzi e a sostegno del Friday For Future

“Bellomondo sei casa nostra e noi avremo cura di te”: così cantano in coro centinaia di bambini della provincia di Udine dopo aver passato in rassegna, con il linguaggio figurato e colorito dei “piccoli”, le tante ferite che i “grandi” hanno inferto a questa nostra martoriata terra. Un canto, dunque, semplice e diretto che si leva come un omaggio al nostro pianeta malato, in perfetta sintonia con i processi avviati in tutto il mondo da Greta Thunberg, a partire dalla radicalità di un grido d’allarme che gli adulti fanno fatica ad accogliere: e non a caso la canzone e il video che l’accompagna hanno avuto l’apprezzamento del gruppo nazionale dei Fridays For Future.  “Penso che la musica sia il linguaggio universale per eccellenza” - ha dichiarato entusiasta Federica Gasbarro, tra le più note attiviste del movimento, al fianco di Greta lo scorso 21 settembre al Youth Summit di New York - “Gli alberi, i fiori, gli animali comunicano attraverso essa, basta solo ascoltare ed essere sensibili. Forse i bambini e noi ragazzi abbiamo una sensibilità spiccata ed è per questo che abbiamo udito prima degli altri il grido di aiuto della nostra casa. Cerchiamo di portare sempre nel cuore il nostro “bellomondo” perché solo così, nelle azioni quotidiane, saremo il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Sono orgogliosa di tutti i ragazzi che hanno messo impegno, gioia e amore nel comporre una canzone così bella! Non posso che dir loro grazie, insieme andremo lontano!”. Un esito in qualche modo inscritto nella stessa genesi del progetto avviato assieme ai bambini di sei scuole, tra primarie e secondarie di primo grado, con oltre 300 ragazzi che hanno realizzato il testo della canzone durante un laboratorio promosso dalla Rete SBILF che raggruppa numerose scuole dell'Alto Friuli in progetti di cittadinanza attiva finanziati dalla Regione. I ragazzi hanno visto filmati e fotografie, ascoltato testimonianze, visionato documenti ufficiali e, coordinati da Erica Boschiero, hanno così composto il testo delle strofe e del ritornello della canzone. Tutt’altro che casuale il coinvolgimento della cantautrice veneta che, apprezzata come una delle voci più originali della nuova scena musicale, si caratterizza per opere e spettacoli che trasfigurano nel linguaggio universale della musica temi e istanze di una comunità ideale caratterizzata da un profondo amore per la natura, da Alberi a Spaesati, con il sociologo Stefano Allievi, fino a Domani è bello, con l’educatore Michele Dotti e la regia di Jacopo Fo. Per gli arrangiamenti di “Bellomondo” Erica si è avvalsa della collaborazione di Sergio Marchesini, già autore della colonna sonora dei film di Andrea Segre, e al suo fianco anche nel cd-book edito da Squilibri “E tornerem a baita”, incentrato sulle Dolomiti. Il video, realizzato da Dario Scaramuzza con il contributo di Ecofuturo, restituisce con forza e vivacità le tematiche affrontate nella canzone, dando una raffigurazione efficace alle ferite inferte alla terra come anche alle speranze  che sorreggono le nuove generazioni attorno a un suo riscatto, percepito sempre più come urgente ed improrogabile. Bellomondo è ora su tutti gli store digitali e il video su YouTube.

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L’INNO VIRALE DELLE “SARDINE” DI TUTTA ITALIA E’ TARGATO GIOVANNI BLOCK
“El Pueblo Unido” del cantautore napoletano spopola sul web

Il cantautore napoletano Giovanni Block non è nuovo alle intuizioni in anticipo sull’attualità. Dopo aver pubblicato in rete la sua versione de “El Pueblo Unido”, a sostegno delle discusse e rivoluzionarie “sardine”, diventa virale con tanto di complimenti da parte degli Intillimani, autori del brano. Giovanni Block ha riarrangiato la canzone, armonizzando per quattro voci e ottenendo oltre millecinquecento “like” e quasi mille condivisioni dalle principali pagine delle “sardine” italiane. Un successo inaspettato quanto significativo ed emozionante che torna a confermare la capacità empatica del talento napoletano.

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SU YOUTUBE IL VIDEOCLIP DI MORUS DA MUSIC FROM THE TREES, ALBUM DI DEBUTTO DI "PLANTS DUB", PROGETTO CHE UNISCE IL SUONO DELLE PIANTE E LA MUSICA ELETTRONICA
Il disco del trio salentino, che trasforma gli impulsi elettrici delle piante in suoni, successivamente arrangiati in studio, è prodotto dalle etichette salentine CGS e Pregnant Void, con il sostegno di Puglia Sounds Record 2019.

È disponibile su youtube il videoclip, diretto da Alessandro Micella, di Morus, brano nel quale le melodie vegetali della pianta si sovrappongono a ritmi dub appositamente composti, inserito in "Music from the trees" album di debutto del trio salentino Plants Dub, prodotto dalle etichette salentine CGS e Pregnant Void, con il sostegno di Puglia Sounds Record 2019 (Regione Puglia - FSC 2014/2020 - Patto per la Puglia - Investiamo nel vostro Futuro). Fondato da Francesco Andriani De Vito aka Dubin, dalla storica dell’arte Maria Teresa Santoro e dal produttore dub Andrea Presicce aka NoFinger Nails, Plants Dub ha come peculiarità l’assunto che le piante sono esseri viventi identici all’essere umano. I cinque brani inediti del disco connettono i ritmi ipnotici del dub con le teorie della bioacustica creando uno scambio musicale uomo-pianta in piena regola. Plants Dub ribalta la visione antropocentrica per materializzare, attraverso il suono, le melodie prodotte da specie vegetali e renderle contemporanee alle sonorità ipnotiche del dub. Plants Dub è anche una riflessione sul paesaggio sonoro e un archivio digitale in progress che può esprimersi attraverso la produzione di brani musicali, ricerche teoriche, progetti installativi, perfomance. Plants Dub parte da un dato di fatto: le piante emettono vibrazioni. Queste frequenze, dovute alla circolazione di liquidi e acqua raccolta dalle radici, non sono percepibili dall’orecchio umano: viaggiano nello spettro infrasonoro. Utilizzando un sintetizzatore, Plants Dub capta questo ritmo naturale per trasformarlo in potenziale espressivo. Crea di fatto una comunicazione inter-specie che si gioca tra basi elettroniche e partiture naturali, tra effetti hardware e tempi linfatici. Plants Dub collabora per le sue ricerche con il Dipartimento di Scienze Biologiche e Ambientali dell’Università del Salento. La produzione musicale ha seguito un doppio registro: nei brani Acanthus mollis e Morus le melodie vegetali si sovrappongono a ritmi dub appositamente composti, in Laurus nobilis, Olea europaea e Quercus ithaburensis, le melodie degli alberi sono tradotte in suoni ambient. Music from the trees è il risultato di una ricerca durata due anni che ha avuto come campo d’indagine lo studio della vita delle piante in un’accezione filosofica, scientifica e fondamentalmente poetica. La lezione è stata quella di filosofi del passato e contemporanei, di paesaggisti pensatori, botanici e biologi.

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Balaklava Blues Release Provocative New Machina Video
Amassing More Than 70,000 Views In The First Week!

Following their buzz building six week residency at London's VAULT Festival earlier this year, Balaklava Blues has released a new video clip for the song Machina, in advance of their upcoming UK and European tour. Composed and conceived of by the group's core duo Mark and Marichka Marczyk, the song mixes a Soviet era playground rhyme with a dark Ukrainian folk ballad creating an evocative backdrop for the clip's unsettling exploration of power, both personal and political. "It's basically about troubled relationships and power dynamics," says Mark, "Something we're all consumed by these days. It's more about asking questions than offering answers. What is power and who holds it?". Since meeting in Kiev in 2014 during the Maidan Square protests (where they ultimately fell in love), the Marczyk's have been busy creating cross-disciplinary art that is deeply informed by their shared personal experiences and strong connections with their homeland - in particular the Donbas region in the east, where the conflict with Russia continues to this day. Their debut album Fly was released on Six Degrees Records earlier this year, prompting Songlines Magazine to proclaim it was "one of the most innovative and emotionally powerful projects on the European music scene today!" The band will perform at the Kilkenny Arts, Greenbelt and Byline festivals later this month, and they are also heading to Ukraine to play a series of shows, while also engaging with local communities and youth through a series workshops and other off stage activities. Mark and Marichka are also the co-creators of the award winning 'guerrilla folk opera' Counting Sheep, which features original music by Balaklava Blues. The play was a breakout success from the 2016's Fringe Festival in Edinburgh and headlined at the 2019 Vault Festival. The Guardian described the show as "an evocation of human solidarity," that was "gorgeously sung and passionately played" and the New York Times declared the production both "handsome and ambitious."  http://countingsheeprevolution.com/theplay. The dynamic duo also lead the self-described party-punk-brass-band Lemon Bucket Orkestra, who have been touring widely including delivering an explosive set at the WOMAD festival in Charlton Park this past weekend. https://www.lemonbucket.com/

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She is free
Secondo singolo del nuovo progetto discografico di
THE NIRO featuring GARY LUCAS
«The complete Jeff Buckley & Gary Lucas songbook»
(Esordisco/Believe)

‘She is free’, il nuovo singolo estratto dal progetto discografico di The Niro feat. Gary Lucas, è disponibile in tutti i digital store e in rotazione radiofonica da venerdì 27 settembre. She is free anticipa l’album «The Complete Jeff Buckley and Gary Lucas Songbook», che vede per la prima volta insieme tutte le canzoni scritte da Jeff Buckley e Gary Lucas inclusi cinque titoli finora non presenti in nessun album, in uscita il 4 ottobre per l’etichetta Esordisco.  “Un uomo accetta suo malgrado che la sua compagna, senza di lui, sia più bella”, racconta The Niro di questo brano. She is free dovrebbe essere l’inno dell’emancipazione femminile, ed è bellissimo che sia stato scritto da un uomo speciale come Jeff Buckley, dalla sensibilità così femminile. Lasciare spazio nelle relazioni, lasciarli liberi di essere e di sognare credo sia l’approdo più alto di una relazione sentimentale. A volte le paure inchiodano le relazioni al controllo e l’amore presto diventa possesso. Almeno in questo caso “She is free”. Lei è libera. Come dovremmo essere tutti, uomini compresi”.  Il videoclip, che riunisce girato e animazione, inizia con una ragazza a casa, visibilmente scossa. Lei apre l’anta dell’armadio e tra i suoi ricordi trova una maschera da “supereroe”. I ricordi diventano vividi, appare lei quando era bambina e indossava un buffo travestimento che la rendeva forte e fiera. Lʼimmaginazione fin da allora la aiutava a far fronte alle difficoltà ed è ancora oggi quella stessa forza che le permette di “volare”, e di essere libera.


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