Videoclip: Le Novità

Una raccolta dei principali videoclip in uscita, selezionata da Blogfoolk

SU YOUTUBE IL VIDEOCLIP DEL BRANO "PI 'MA 'STA DONNI" DE LA CANTIGA DE LA SERENA
Il brano, una tarantella del Gargano composta da Andrea Sacco, fa parte del disco "La Fortuna", prodotto da Dodicilune, del trio composto da Fabrizio Piepoli, Giorgia Santoro e Adolfo La Volpe. Il videoclip, girato nelle campagne salentine, è firmato da Giuseppe Pezzulla con la fotografia di Guglielmo Bianchi.

È online su YouTube il videoclip, firmato dal regista Giuseppe Pezzulla con la fotografia di Guglielmo Bianchi, di "Pi ‘mà ‘sta donni" de La Cantiga de la Serena. Il brano, una tarantella del Gargano composta da Andrea Sacco, fa parte del disco "La Fortuna" del trio composto da Fabrizio Piepoli (voce, santur, chitarra, shruti box, percussioni), Giorgia Santoro (flauto, flauto basso, bansuri, xiao, tin whistle, scacciapensieri, cimbali) e Adolfo La Volpe (oud, cetra corsa, chitarra portoghese, bouzouki irlandese, saz, laud, armonium indiano, glockenspiel). Prodotto da Dodicilune nella collana Fonosfere, il disco è distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store on line da Believe Digital. La Fortuna è una raccolta di canti della tradizione popolare pugliese dal Salento al Gargano (ninnananne, tarantelle, pizziche) accostati ad antiche cantighe e romanze sefardite (espressione della cultura degli ebrei spagnoli) e splendide melodie delle tradizioni provenzale, arabo-andalusa e irlandese, antichi canti di gioia, di preghiera e d’amore. Un viaggio millenario nella musica del Mediterraneo, vero e proprio ponte culturale tra Oriente ed Occidente, tra i ritmi ipnotici ed incantatori della tarantella del sud Italia, le ammalianti melodie ebraiche, i tempi dispari della musica mediorientale e balcanica. Musiche che celebrano semplicemente la vita quotidiana. Un esempio importante di come diverse culture e religioni possano convivere pacificamente e sopravvivere nei secoli attraverso l’esperienza musicale, ed al tempo stesso la testimonianza di un'epoca in cui le tradizioni culturali appartenenti a popoli differenti si mescolavano ed arricchivano a vicenda in maniera naturale.

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BISCA è tornato!
BISCA - NERO
(SoundFly 2019)

BISCA torna sulla scena con il suo nuovo lavoro discografico la cui uscita, prevista per il 25 ottobre 2019 su etichetta SoundFly, è anticipata dal singolo “Nero” che verrà pubblicato il 17 maggio, esclusivamente sui Digital Stores e videoclip, come anteprima del disco. “Nero il colore nero, nero il colore del fascio. Nero come il buco nero. Nero il lavoro nero. Nero come il pallido chiama l’altro. Nero come il futuro in un giorno di pioggia ...” Così esordisce il brano apripista. Il che già spiega abbastanza bene cosa ci si debba aspettare. E poi c’è quel - “Io odio il capitale e le sue puttane macho armate fino ai denti, cariati, marci che lo zucchero abbonda sul sorriso degli stolti. Io odio e Amo odiare. Io Odio e Amo odiare ...” contenuti in un altro brano del disco. Che dire ...

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QUARTET FOLK
L'Amuri

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Ti guardo bene
Online il nuovo videoclip della Piccola Orchestra di Tor Pignattara
La rivoluzione silenziosa, fatta di normalità della formazione multietnica romana

È online Ti guardo bene, il nuovo videoclip della Piccola Orchestra di Tor Pignattara, la formazione multietnica romana composta da ragazzi italiani, stranieri e di seconda generazione.  Un brano reggae, incisivo e con un beat molto coinvolgente composto dai giovani musicisti dell’Orchestra, che spinge un passo in avanti la ricerca musicale e compositiva del gruppo e affronta con toni leggeri dei temi complessi.  La Piccola Orchestra di Tor Pignattara, nata nell’ambito di un progetto sociale curato artisticamente da Pino Pecorelli, è tra gli esponenti di quella nuova scena di artisti italiana di origine straniera che sta portando una ventata di novità nel nostro Paese. Nel corso degli anni ha acquisito sempre maggiore autorevolezza musicale realizzando diversi singoli, esibendosi su prestigiosi palchi (il concerto a Circo Massimo per il Capodanno di Roma per citarne uno) e collaborando con artisti del calibro di Mika (ospiti della trasmissione Casa Mika in onda su Rai 2), Danno dei Colle der fomento, Mama Marjas, Francesco di Bella, Pinomarino e molti altri. Ti guardo bene è il primo dei nuovi brani registrati dalla Piccola Orchestra di Tor Pignattara frutto del lavoro dei mesi scorsi che ha prodotto molta musica che presto diventerà un disco. “Dal 2012 lavoriamo sull’idea che il confronto in musica tra giovani con genitori italiani e giovani con radici lontane sia il miglior antidoto contro quanti alimentano la paura del diverso e girano le spalle al corso naturale della storia – il commento di Pino Pecorelli. E allora mettere in musica una storia di amore tra ragazze e ragazzi appena maggiorenni, senza sottolinearne le differenze sociali e etniche, mi sembra il modo migliore per raccontare una generazione per cui è naturale che chi nasce in Italia è italiano, quando sembra ancora lontano il giorno in cui la politica lo considererà necessario e vitale.  Una rivoluzione silenziosa, fatta di normalità, su un beat allegro, energico e coinvolgente come ogni singolo componente della Piccola Orchestra sa essere”. Il videoclip, per la regia di Flavio Artusi, è ambientato in una festa e vede il protagonista sdoppiarsi: da una parte al centro della festa, come in un sogno, impegnato in un flirt con la ragazza di cui è innamorato e dall’altra fuori dalla festa, escluso, pieno di rabbia e bloccato. Ti guardo bene è prodotto Ipe Ipe music, il testo è di Simone Ndiaye e Maurizio Lipoli, la musica di Simone Ndiaye e Pino Pecorelli. La Piccola Orchestra di Tor Pignattara, nata da un’idea di Domenico Coduto, è un’orchestra multietnica, moderna e potente, formata da giovani musicisti tra i 17 e i 20 anni, nata nel 2012 da un’esperienza unica nel suo genere: mettere insieme ragazze e ragazzi con radici in diversi paesi del mondo (seconde generazioni, richiedenti asilo, figli di coppie miste, ecc) con l’unico obiettivo di fare musica e di cercare un proprio sound. Una fucina permanente per dare un suono a questa città e ad una realtà in continuo mutamento, figlia del meticciato e dell’incontro tra culture: un sound urbano e contemporaneo che si muove fra il ritmo dell’hip hop, gli accenti del drum’n'bass, il flusso del reggae, l’energia del funk e la leggerezza del pop e che in pochi anni di vita si è imposta all’attenzione della stampa nazionale, è stata in grado di collaborare con artisti nazionali e internazionali, interessare strutture istituzionali (dal Mibac al Miur) e sociali (tra cui FAO, UNHCR, Save the Children, Intersos) per il suo valore musicale e la capacità di parlare alla società. La Piccola Orchestra di Tor Pignattara inoltre si è aggiudicata il Premio MIgrARti Spettacolo 2017 assegnato dal Ministero dei Beni Culturali, il Premio Simpatia (che da decenni premia a Roma “la parte migliore della società”) consegnato in Campidoglio a maggio 2014, il premio Cultura Contro le Mafie al MEI (quale “presidio della legalità”) ed è stata protagonista della campagna del World Food Day nel 2017.

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‘MPASTA 
il brano di Ciccio Merolla che celebra il "casatiello"

 Da sabato 20 aprile sulle piattaforme social, è disponibile  il videoclip di ‘Mpasta (regia di Luciano Filangieri), il brano di Ciccio Merolla che celebra il “casatiello”, il lievitato tipico della cucina partenopea che la tradizione vuole sia preparato il giorno del venerdì santo, per essere poi gustato durante il pic-nic di pasquetta e che, grazie al forte simbolismo rappresentato dai suoi ingredienti, come ad esempio l’uovo ben visibile sulla superficie, rappresenta la rinascita e che non puo’ mancare a Pasqua sulle tavole dei napoletani. L’augurio in musica del percussautore e cantante Ciccio Merolla non poteva essere che all’insegna della napoletanità infatti, da buon partenopeo, ha voluto raccontare con la sua immancabile ironia, un rito che si perpetua nelle cucine all’ombra del Vesuvio, ovvero la preparazione del casatiello, che inizia dall’impasto, proprio  da qui, come un mantra gioioso e giocoso, prende vita il brano il cui titolo è appunto ‘Mpasta ( dalla lingua napoletana: impasta). L'assaggio del casatiello rappresenta un momento di convivialità e condivisione, di cui, i diversi ingredienti dell'impasto, sono metafora della ricchezza culturale che avviene attraverso l'incontro di  popoli e di culture diverse.  Il brano, il cui testo scritto da Ciccio Merolla, è un adattamento in lingua napoletana, di “Mustt Mustt” di Nusrat Fateh Ali Khan, cantante e musicista pakistano, scomparso nel 1997, che detiene il record mondiale per il maggior numero di dischi pubblicato da un artista Qawwali, la musica religiosa tipica del sufismo del subcontinente indiano. "Mustt Mustt” è un brano contenuto nell’omonimo album pubblicato dall’etichetta discografica di Peter Gabriel “Real World Record” e portato alla ribalta nella famosa cover dei Massive Attack. Nusrat Fateh Ali Khan – racconta Ciccio Merolla – è un artista  che, tanti anni fa, mi ha fatto ascoltare Enzo Gragnaniello, la cui musica mi ha letteralmente folgorato, anche per l’’uso della tabla, strumento che studio e a cui sono particolarmente affezionato. Il pezzo in questione ha fatto il giro del mondo con tante cover, personalmente mi sono concesso una libertà maggiore, di mettere un testo originale napoletano, scherzoso, ma senza snaturare poi in realtà il messaggio musicale. Da buon napoletano, ho voluto celebrare il dono più divino dell’uomo: la vita stessa, e valori in cui credo fortemente come la condivisione e la ricchezza che avviene tra l'incontro di popoli diversi e l’ho fatto raccontando, attraverso una gestualità semplice, quella di preparare il cibo, che poi nasconde una delle azioni più nobili dell’essere umano: prendersi cura del prossimo. 

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Capone & BungtBangt Il nuovo singolo dal titolo "WhiteBalck". 
L'urgenza emotiva ed artistica di Maurizio Capone lo riporta agli onori della cronaca con un nuovo brano dal testo diretto, semplice ed ironico; un inno alla riflessione e un invito a non perdere la memoria... una memoria dolorosamente recente. Maurizio Capone il 9 Maggio riceverà il "Premio Felicia e Peppino Impastato", con lui il Sindaco di Riace Mimmo Lucano. Riaccendere la memoria per illuminare il presente, questo è lo spunto creativo che ha dato vita a WhiteBlack il nuovo brano e video di Capone & BungtBangt. "Dedicato ai nostri nonni, forse per alcuni bis-nonni, che emigrarono dall'Italia negli anni in cui la fame li spinse a cercare fortuna oltreoceano.  "Il titolo della canzone è preso da uno dei tanti nomignoli utilizzati per offenderli, chiamandoli “bianchi neri” venivano associati agli ex schiavi africani. Uno spunto per riflettere sull’assurdo atteggiamento di chiusura e disprezzo verso gli odierni migranti e su come, in modo inspiegabile, cambiano le valutazioni e la percezione dei problemi quando riguardano gli altri" dichiara Maurizio Capone. In stile old school rap il brano è stato prodotto in collaborazione con D-Ross (Luché, Fabri Fibra, Marracash, Gué Pequeno, Franco Ricciardi).  La maggior parte dei suoni sono generati da oggetti che si trovavano all’interno dello studio durante le registrazioni. La porta dello studio stesso diventa rullante, il bracciolo della poltrona, le bottigliette del caffè da asporto riciclate e naturalmente la strumentazione tipica della band come la scopa elettrica, lo scatolophon, la buatteria, solo per citarne alcuni.  Un sound che si fonde con la voce di Capone che scrive un testo in italiano, napoletano ed inglese carico di ironia e sarcasmo. Capone & BungtBangt leggono le moderne contraddizioni e colgono come sempre l’occasione per suggerire con la loro musica un modo di pensare aperto e senza discriminazioni con un linguaggio attuale ed una strumentazione innovativa.


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LU CUNIGGHIU: NUOVO SINGOLO E VIDEOCLIP PER RACHELE ANDRIOLI E ROCCO NIGRO

È disponibile su youtube il videoclip, diretto da Gianni De Blasi, del brano Lu cunigghiu di Rachele Andrioli e Rocco Nigro. Si tratta del nuovo singolo dell'album Maletiempu, terzo disco del duo (dopo Maldimè e Malìe) prodotto da Eraldo Martucci e dall'etichetta pugliese Dodicilune di Gabriele Rampino e Maurizio Bizzochetti per la collana editoriale Fonosfere (distribuito da Ird e Believe Digital), che ha vinto il Premio Folk Eiserner Eversteiner, nell'ambito del festival FolkHerbst a Plauen in Germania. "Il video è l’incubo della persona gelosa", sottolinea il regista. "La musica e il testo mi hanno portato a concepire una sorta di danza erotica in cui la gelosia viene sublimata dagli incubi di chi canta. Il coniglio (animale pauroso per antonomasia) è la prefigurazione di questa forma di paranoia onirica, che come spesso mi capita, trasporto in una dimensione grottesca e ironica". In Maletiempu l'affiatato duo continua a far rivivere con sensibilità moderna i canti della tradizione del Sud Italia, non trascurando però di fornire il proprio personale e originale apporto. Il disco comprende, infatti, tre inediti ("Maletiempu", "Occhi", "Zumpettana"), sei brani provenienti da varie tradizioni regionali ("Nunna Nanna", "Tanti Suspiri", "Janni Dell'Uorto", "Lu Cunigghiu", "Tempesta", "Ninna Nanna"), "Cosa Sono le nuvole" di Pierpaolo Pasolini e Domenico Modugno e "L'attesa" del cantautore salentino Massimo Donno, tra gli ospiti del disco con Giuseppe Spedicato (basso acustico), Vito De Lorenzi (duff, tabla, daire), Massimiliano De Marco (voce) e Valerio Daniele (chitarra elettrica). “In questa nostra quotidianità si osserva il ruolo cruciale dell’emigrazione. Si apprende attingendo al passato, per poterlo proiettare verso un futuro incerto", sottolinea nelle note di copertina Eraldo Martucci. "Traspare ancora il naturale istinto di conservazione delle proprie tradizioni. Ci si sposta verso un altro territorio, ma si conservano le sfumature ed il sapore del proprio luogo d’origine. Tutto questo ci conduce verso la più semplice delle consapevolezze: anche lontani dalla propria terra, ci si circonda ancora di ciò che ricorda o richiama la propria casa. E proprio l’arte, in questo caso quella dei suoni, appare come ciò che ha sempre costituito un linguaggio universale: la voce, gli strumenti musicali e le note viaggiano da secoli. È un viaggio non solo verticale, con la trasmissione del proprio patrimonio da una generazione all’altra, ma che investe anche un’insolita mobilità orizzontale, nello spazio, da un paese all’altro", prosegue Martucci. "Ed è quello che accade soprattutto nei canti popolari, in cui la distanza di secoli e luoghi viene annullata come per incanto, ritrovando ancora una volta nuova e fresca vita grazie alla voce di Rachele Andrioli ed alla fisarmonica di Rocco Nigro. Tutte le tracce presenti in questa produzione risentono dell’esperienza che il duo ha vissuto in questi anni fuori dal territorio, confrontandosi con le realtà locali incontrate nel percorso. Una sorta di “emigrazione” che ha loro consentito di portarsi il proprio habitat, e di implementarlo però dall’incontro con le altre culture. Una casa musicale mobile, dunque, ricca ovviamente della musica popolare meridionale e salentina in particolare”.

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GIUSEPPE "SPEDINO" MOFFA
Oltre Il Ponte

Il personale arrangiamento di Giuseppe "Spedino" Moffa di "Oltre il ponte" una canzone del 1958 con il testo di Italo Calvino e la musica di Sergio Liberovici.

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IL NUOVO SINGOLO DEL GRAN BAL DUB
CHE ANTICIPA IL NUOVO ALBUM BENVENGUTS A BòRD IN USCITA L’8 MARZO PER SELF
DA GIOVEDì 21 FEBBRAIO SU YOUTUBE
  
Nato da un’idea di Sergio Berardo (Lou Dalfin), e Madaski (Africa Unite), il Gran Bal Dub coniuga la musica tradizionale occitana con l’elettronica e il dub. “Al Festin”, da giovedì 21 febbraio su Youtube, è il primo singolo e clip estratto dal nuovo disco Benvenguts a Bòrd (Benvenuti a bordo) del Gran Bal Dub in uscita venerdì 8 marzo per Self. Valli occitane, terra di confine nel profondo nordovest. Uno straniero dall’aspetto luciferino si arrampica per combe impervie, attraversando pietraie e boschi di larice. Non ha un cavallo, ma una moto nera. Carico di polvere e stanchezza raggiunge un villaggio perduto, una sorta di pueblo trogloditico. Il suo arrivo sconvolge la piccola comunità che lo abita, governata con rude fermezza dallo sceriffo locale, un bizzarro tutore dell’ordine, suonatore di ghironda circondato da una corte di scagnozzi, bari, ubriaconi e hurdy gurdy girl. Tra i due lo scontro è inevitabile e si concluderà col doveroso duello a colpi di arbeba (schiacciapensieri occitano) e dub. Lo spettro di Sergio Leone si aggira per la Val Maira, estremo occidentale d’Italia ed estremo oriente d’Occitania, a raccontarci che i punti cardinali sono una convenzione e che siamo sempre l’est di qualche ovest e il sud di qualche nord. E che persino il più sulfureo dei meteci non sa resistere al fascino ipnotico della danza popolare e al suo potere di abbattere le frontiere. La clip di “Al Festin”, del regista Alex Caroppi, è girata all’interno del caratteristico borgo Balma di Boves, situato a 652 metri di altezza sul Monte Bracco, costruito sotto un’enorme sporgenza rocciosa. Il suo aspetto caratteristico, con le case in pietra ed i tetti piatti, ricorda quello dei “pueblos navajos” indiani del Nord America. Un luogo straordinario dove tutto sembra essersi fermato al tempo in cui l’uomo viveva in perfetta armonia con la natura. Un microcosmo agricolo autonomo perfettamente conservato e ispirato alla più ferrea economicità della spazio. Oggi questo villaggio alpino-contadino è stato trasformato in ecomuseo e fa parte del grande patrimonio artistico-culturale della nostra terra. www.granbaldub.com

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L’ORAGE
DA OGGI ONLINE IL NUOVO SINGOLO E VIDEO DI CANTO D’ADDIO

Da oggi, venerdì 29 marzo, è online il nuovo singolo e video “Canto D’Addio”, ispirato alla vicenda di Giordano Bruno, che porta L'Orage su sonorità molto più folk rispetto ai loro lavori precedenti. 

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 "Tre tzigani", il nuovo singolo dei Kërkim
I Kërkim con “Tre Tzigani” regalano una anticipazione del nuovo lavoro discografico in preparazione, album che vedrà la luce nel corso del 2019 e che conterrà tante novità dal punto di vista artistico e stilistico. Il videoclip del nuovo singolo “Tre tzigani” sarà disponibile su YouTube da martedì 15 gennaio alle h14:00 ed è stato realizzato presso il Centro studi musicali Bazù di Giuggianello (Le) con le riprese di Mattia Soranzo e Mattia Epifani e il montaggio di Gabriella Cosmo. I Kërkim nascono nel 2012 come progetto di ricerca musicale con l’obiettivo di creare ponti con le terre del bacino del Mediterraneo attraverso lo studio delle sonorità e delle melodie tipiche di questi Paesi, per poi tornare nello Stivale portando nelle composizioni frequenze, ritmi e colori riletti e riarrangiati. Nel primo album omonimo la band concentra la propria attenzione sulle musiche e tradizioni dell’Albania, terra che gli da il nome nel suo significato di ricerca e osservazione, ma anche della Turchia e Grecia, in un movimento continuo e in un appassionato studio reso possibile dal dialogo, essenza della worldmusic. Nel nuovo album in lavorazione la band si spinge verso nuove Terre muovendosi sulle sponde del Mediterraneo per raggiungere il Maghreb, la Medio Oriente e la Romania. Proprio da questo Paese viene il brano “Tre tzigani”, una ballata cantata e interpretata da Morris Pellizzari nell’originale riarrangiamento realizzato in pieno stile Kërkim da Vincenzo Grasso e Bruno Galeone sul groove realizzato dalle percussioni di Manuela Salinaro e dal contrabbasso di Antonio Alemanno. Con “Tre tzigani" i Kërkim esaltano l’idea del cammino con l’intento di restituire dignità al termine “gitano” nella sua accezione originale e positiva. I “Tre tzigani” sono viaggiatori che si spostano di terra in terra sempre capaci di cantare l’amore e l’allegria, mai distratti da ciò che di negativo può accedere durante il viaggio e la vita, le sue storture e imperfezioni. La condivisione tra culture diverse, perché al termine di ogni giornata compare inevitabilmente la luna, serena, come ogni notte. In un periodo storico caratterizzato dalla divisione piuttosto che dall’inclusione, il desiderio dei Kërkim è un elogio all’apertura dei “porti” della mente, imparare il profondo significato delle parole “ascolto” e “condivisione”. Con l’obiettivo di creare ponti sonori, la band entra in contatto con queste terre generando un confronto, il dialogo, la ricerca di un linguaggio comune. La band intreccia le esperienze e le provenienze musicali di ogni singolo componente, tracciando una strada comune nel viaggio che dalle coste salentine attraversa le terre del Mediterraneo e non solo, rendendo invisibile ogni confine. Kërkim è lo sguardo che si rivolge a queste Terre a noi molto vicine, band composto da 4 musicisti ognuno con un ruolo determinante: Morris Pellizzari (voce e chitarra), Vincenzo Grasso (penna e clarinetto), Manuela Salinaro (percussioni), Bruno Galeone (fisarmonica). Dopo i 50 concerti realizzati negli ultimi 2 anni, il viaggio dei Kërkim continua! Una tournée che li ha visti esibirsi in importanti festival e rassegne (Pisa Folk Festival, Festival Fare Mediterraneo a S.M. di Leuca, Festival Experimenta a Polignano a Mare, La Notte dei Ricercatori a Cosenza, ecc) in lungo e in largo tra le Regioni dello Stivale, e tra le capitali europee facendo tappa in Francia, Germania, Bulgaria, Uk, Repubblica Ceca.

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Er Principetto, il singolo di Giorgio Caputo

Er Principetto, il nuovo brano di Giorgio Caputo è disponibile in tutti i digital store e in rotazione radiofonica da venerdì 26 aprile.  «Er Principetto è un brano che ho scritto quest'estate, ispirandomi appunto al Piccolo Principe, racconta Giorgio Caputo. Mi piaceva molto l'idea di contaminare il linguaggio poetico e aulico dell'originale con il dialetto romanesco, restituiva una verità e una carnalità ai concetti espressi nel libro, che un po' mi mancava nella lettura di quelle pagine. L'operazione, in letteratura, era stata fatta con successo traducendo il testo in tutti, o quasi, i dialetti della nostra penisola. Una canzone mancava ». «Il brano lo abbiamo suonato in giro quest'estate con l'Orchestraccia, incontrando subito il favore del nostro pubblico, poi qualche mese dopo ho avuto l'idea del video. E' molto semplice: è la storia di un uomo che ritrova il proprio bambino interiore. Poi i vari elementi, Parigi, Roma, la lingua francese nel finale e la rosa di carta, sono tutti elementi molto personali, che hanno un significato importante nella mia vita. Il fatto poi che il video si apra con le immagini di Notre Dame de Paris, fa un po’ impressione; ma ovviamente, quando abbiamo girato, non potevamo immaginare quello che sarebbe successo».

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“La Giostra” Online il nuovo singolo estratto dal disco di Adel Tirant, ‘Adele e i suoi eroi’

La Giostra è il nuovo singolo estratto dall'album d’esordio di Adel Tirant “Adele e i suoi eroi”, in uscita il 5 aprile 2019 per SOTER (distribuzione Self), con la produzione del cantautore Giovanni Block.  «La Giostra forse è il mio brano preferito del disco – racconta Adel. E’ una di quelle canzoni che ti vengono di getto, come sussurrate da un altrove. Naturalmente è una canzone d’amore, un amore così grande che ti fa girare vorticosamente come quando sali sulle giostre e quando scendi sei stordito».  Il videoclip nasce dalla collaborazione di Adel con la regista e performer Isabella Noseda, conosciuta nell’ambiente dell’intrattenimento romano. «Ho sempre apprezzato e amato la sua cifra estetica - continua Adel - e le ho dato carta bianca su tutto, perché sapevo che avrei amato il risultato. Isabella ha ricreato un immaginario quasi rituale, anzi mi ha proprio confessato che le sue creazioni finiscono per avere un significato profondo, come i riti, per chi le interpreta e infatti, se guardate bene, a un certo punto vengono tagliati dei fili rossi che partono dal mio vestito, dalle due bambine bellissime che sono parti di me: è forse arrivato il tempo di tagliare i cordoni ombelicali? Ecco ringrazio Isabella per aver celebrato questo rito in cui fili rossi vengono spezzati, fiori sparsi, ferite e proiettili e strani esseri a metà tra uomini e animali sono mie prede di cui in realtà sono preda io, ma sentimentalmente». In finale del videoclip si celebra l’uccisione del cervo sacro, oggetto dell’adorazione ed essere sublime, amore ideale, interpretato dall’attore Federico Le Pera, legato con i nodi del bondage di Red Lili, Beatrice Gigliuto. Anche ne La Giostra, torna l’attore feticcio di Adel Tirant, Andrea Leuz, già presente nel videoclip del primo singolo “Un homme qui me plait comme toi”, e che qui rappresenta l’alter ego maschile di Adel e, junghianamente parlando, il suo animus. «Questo non per spiegare tutto, anzi – conclude Adel. Spero che chi veda il video venga solo beato dalla bellezza  e dal sogno».


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