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per paura della “sfortuna”: “Le persone nascondono la loro malattia e la malattia le uccide”. “Tewigiloge” riflette sulle differenze culturali e sull'apertura mentale legata al poter visitare altri luoghi: “Viaggieremo per tutto il mondo e vedremo molte cose che potrebbero non piacerci o che potremmo non capire... i tuoi occhi vedranno, ma non parlare: devi essere aperto di mente”.
La spiritualità è uno degli elementi che permea l'album. Il nonno di Ayisoba era un rispettato guaritore e per King Ayisoba rimane la sua guida: “Gli spiriti dei nonni sono quelli con cui puoi entrare in contatto”, spiega a proposito del canto dedicato agli antenati “Nkaase”, introdotto e accompagnato dalla pulsante ritmica del kologo punteggiata dai toni gravi del basso elettrico di Doug Wimbish. Anche gli oltre sei minuti di "Leeda-Mampanga” (Non è la mia forza) sono trainati principalmente dal kologo cui da profondità il synth di Mark Bandola, ad incorniciare una dichiarazione urlata di umiltà e gratitudine: “Devi essere umile, anche se hai talento. È Dio a darti potere”. Il buonumore musicale torna col conclusivo “No Tradition, No Africa” che ospita il canto di Rocky Dawuni, specialista nell’intersecare accenti reggae, afrobeat e highlife.
L’album nasce dall’incontro fra Ayisoba e il produttore Adrian Sherwood che si conoscono dal 2017, complice una registrazione per BBC Radio 3 Late Junction a Maida Vale nel 2017, organizzata da Arnold de Boer. Nel 2024 Ayisoba è stato ospite nello studio di Sherwood a Ramsgate, nel Kent orientale: lì ha registrato i brani poi confluiti in “Pure Confusion”: "Tutte le canzoni erano già nella mia testa. L’album è stato registrato interamente dal vivo, in un solo pomeriggio. Adrian suona solo dal vivo, e
questo mi piace. E lavora sodo, non dorme mai. Mi sono svegliato di notte e lui stava ancora lavorando” ha raccontato Ayisoba.
Sherwood ha sottolieanto che come produttore abbia “lasciato che le cose scorressero per creare la giusta atmosfera”, procedendo poi a programmare e processare alcune tracce, “usando tecniche dub dal vivo al mixer e aggiungendo alcuni tocchi raffinati. Abbiamo invitato alcuni amici a partecipare. Ayuune Sule suona le percussioni; Doug Wimbish (Sugar Hill Gang) è arrivato dagli USA per suonare il basso in un paio di tracce; Ivan Hussey (Celloman) ha suonato basso, tastiere e violoncello – strumento che non è molto presente nelle registrazioni africane, quindi abbiamo pensato che sarebbe stato davvero bello provarlo. Alex White (Fat White Family/Primal Scream) era intervenuto nel mio album (“The Collapse of Everything”) e qui ha aggiunto il sax ad alcune tracce; ho chiamato appositamente Alan Glenn (Little Axe; Nine Below Zero; Yardbirds) per aggiungere un po’ di armonica a bocca; poi ci sono Mark Bandola con il suo Juno e Matt Smith al synth”.
Di King Ayisoba racconta quanto sia “straordinario, unico nel suo genere. Ha uno strumento fatto a mano: sembra di ascoltare tre voci di persone diverse. È una ventata d'aria fresca, è pieno d’amore per la musica che vuole condividere con tutti. Alcuni brani li abbiamo mantenuti molto fedeli all'originale, mentre con altri abbiamo sperimentato, aggiungendo piccoli tocchi dub psichedelici per farti viaggiare un po’. La produzione aggiuntiva che abbiamo realizzato agli On-U Studios ha dato al disco una brillantezza particolare, mantenendolo al contempo vibrante, live e spontaneo. Sono davvero orgoglioso di questo album”.
ayisoba.bandcamp.com/album/pure-confusion
Alessio Surian
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Africa


