King Ayisoba – Pure Confusion (Mais Um Discos, 2026)

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Nato nel 1974 a Bolgatanga, zona rurale del Ghana settentrionale, King Ayisoba discende dlla tribù di cacciatori Fra Fra (nella tradizione culturale agricola della sua famiglia, le sue canzoni sono spesso intervallate da "baaaah" e altre imitazioni di versi di animali). È un virtuoso del kologo, lo strumento che è diventato “una parte integrante del corpo”: non passa un solo giorno senza che lui lo suoni. Ayisoba ha raggiunto la fama nazionale vent’anni fa con il suo album di debutto “Modern Ghanaians”, cogliendo di sorpresa il Ghana dove il singolo “I Want To See You My Father” si è diffuso a macchia d'olio in tutto il paese, facendogli vincere tre Ghana Music Awards nel 2007. L’olandese Arnold de Boer/Zea (The Ex) si trovava in Ghana in quel periodo e, sentendo la canzone ovunque, ha rintracciato Ayisoba, dando inizio a una collaborazione (con lo pseudonimo di Zea) che dura ormai da quasi vent'anni. Da allora, De Boer ha pubblicato diversi album con Ayisoba, sono stati più volte in tour in Europa e sono entrati in contatto con la Glitterbeat per gli album “1000 Can Die” (2017) e “Work Hard” (2023) che, insieme ai tour internazionali, hanno contribuito a costruire la reputazione internazionale di Ayisoba come una delle voci musicali africane più distintive. “Pure Confusion” dà voce e consistenza sonora alle ansie, alle contraddizioni e ai cambiamenti sociali del Ghana. Nel brano che apre l’album, “Property”, racconta, grida come la terra sia diventato un problema che riguarda tutti: “Se non costruisci sulla tua terra te la portano via. C’è molta corruzione in Ghana, molta confusione. Vendono la terra a due, tre, quattro persone e poi tutti litigano”. I riff dell’armonica a bocca bluesy di Alan Glenn, ripresi da Alex White al sax tenore, veicolano la sofferenza profonda e graffiante associata a questa confusione-corruzione. In altri brani, Ayisoba esplora temi quali la salute e gli stigmi sociali. L’affilata "Bemba" mette in guardia chi è tentato di nascondere la malattia per vergogna o
per paura della “sfortuna”: “Le persone nascondono la loro malattia e la malattia le uccide”. “Tewigiloge” riflette sulle differenze culturali e sull'apertura mentale legata al poter visitare altri luoghi: “Viaggieremo per tutto il mondo e vedremo molte cose che potrebbero non piacerci o che potremmo non capire... i tuoi occhi vedranno, ma non parlare: devi essere aperto di mente”. La spiritualità è uno degli elementi che permea l'album. Il nonno di Ayisoba era un rispettato guaritore e per King Ayisoba rimane la sua guida: “Gli spiriti dei nonni sono quelli con cui puoi entrare in contatto”, spiega a proposito del canto dedicato agli antenati “Nkaase”, introdotto e accompagnato dalla pulsante ritmica del kologo punteggiata dai toni gravi del basso elettrico di Doug Wimbish. Anche gli oltre sei minuti di "Leeda-Mampanga” (Non è la mia forza) sono trainati principalmente dal kologo cui da profondità il synth di Mark Bandola, ad incorniciare una dichiarazione urlata di umiltà e gratitudine: “Devi essere umile, anche se hai talento. È Dio a darti potere”. Il buonumore musicale torna col conclusivo “No Tradition, No Africa” che ospita il canto di Rocky Dawuni, specialista nell’intersecare accenti reggae, afrobeat e highlife. L’album nasce dall’incontro fra Ayisoba e il produttore Adrian Sherwood che si conoscono dal 2017, complice una registrazione per BBC Radio 3 Late Junction a Maida Vale nel 2017, organizzata da Arnold de Boer. Nel 2024 Ayisoba è stato ospite nello studio di Sherwood a Ramsgate, nel Kent orientale: lì ha registrato i brani poi confluiti in “Pure Confusion”: "Tutte le canzoni erano già nella mia testa. L’album è stato registrato interamente dal vivo, in un solo pomeriggio. Adrian suona solo dal vivo, e
questo mi piace. E lavora sodo, non dorme mai. Mi sono svegliato di notte e lui stava ancora lavorando”
ha raccontato Ayisoba. Sherwood ha sottolieanto che come produttore abbia “lasciato che le cose scorressero per creare la giusta atmosfera”, procedendo poi a programmare e processare alcune tracce, “usando tecniche dub dal vivo al mixer e aggiungendo alcuni tocchi raffinati. Abbiamo invitato alcuni amici a partecipare. Ayuune Sule suona le percussioni; Doug Wimbish (Sugar Hill Gang) è arrivato dagli USA per suonare il basso in un paio di tracce; Ivan Hussey (Celloman) ha suonato basso, tastiere e violoncello – strumento che non è molto presente nelle registrazioni africane, quindi abbiamo pensato che sarebbe stato davvero bello provarlo. Alex White (Fat White Family/Primal Scream) era intervenuto nel mio album (“The Collapse of Everything”) e qui ha aggiunto il sax ad alcune tracce; ho chiamato appositamente Alan Glenn (Little Axe; Nine Below Zero; Yardbirds) per aggiungere un po’ di armonica a bocca; poi ci sono Mark Bandola con il suo Juno e Matt Smith al synth”. Di King Ayisoba racconta quanto sia “straordinario, unico nel suo genere. Ha uno strumento fatto a mano: sembra di ascoltare tre voci di persone diverse. È una ventata d'aria fresca, è pieno d’amore per la musica che vuole condividere con tutti. Alcuni brani li abbiamo mantenuti molto fedeli all'originale, mentre con altri abbiamo sperimentato, aggiungendo piccoli tocchi dub psichedelici per farti viaggiare un po’. La produzione aggiuntiva che abbiamo realizzato agli On-U Studios ha dato al disco una brillantezza particolare, mantenendolo al contempo vibrante, live e spontaneo. Sono davvero orgoglioso di questo album”. ayisoba.bandcamp.com/album/pure-confusion 




Alessio Surian

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