Artisti Vari – Noises (Cortizona, 2019)

Dopo oltre quarant’anni, questa rarissima compilation pubblicata per la prima volta nel 1977 ritorna in vinile... La nuova ristampa, curata dalla belga Cortizona, riproduce fedelmente la copertina originale di Walter Verdin includendo anche le note di Michael Moers, le liriche originali di Aman e il disegno di Ariel Kalma. Sin dai lontani anni settanta, il Belgio fu una nazione creativa, ricca di interessanti proposte artistico/musicali. Tra le molte formazioni della ricca scena, c’erano per esempio Cos, Honeymoon Killers o Placebo, ma anche Marc Hollander e Aksak Maboul, autori dell’indimenticabile “Onze Danses Pour Combattre La Migraine”, un mirabile esempio di sintesi tra i generi più disparati. In quel periodo particolarmente fecondo questi gruppi (e il Belgio in generale), si ritagliarono una nicchia significativa nell’evoluzione della miglior musica sperimentale europea. Tra singolari contaminazioni e inedite ricerche sonore “Noises” rimane una bella testimonianza dei tempi passati... Nel 1977, mentre si trovava a Bruxelles presso lo storico locale Les Lundis d’Hortense", il pianista Marc Moulin ( Placebo, Cos, Aksak Maboul) incontrò un giovane e curioso musicista di nome Michel Moers. Particolarmente incuriosito dalla sua voce, lo invitò nel piccolo studio dell’amico Dan Lacksman per lavorare alle canzoni “Ma Mère Etait Propre” , "Musaque Etniq" e "Il Est Huit Heures". Dopo alcune settimane passate tra sessioni e registrazioni, il trio decise di fondare i Telex, un pionieristico gruppo di musica elettronica e di inserire le “miniature sonore” di Michel in una nuova raccolta che sarebbe presto uscita per la piccolissima Kamikaze, concludendo di fatto la sua brevissima esistenza. Oltre ai brani di Moers, nella compilation furono inserite altre composizioni di Eric e Ilona Chale (Aksak Maboul, Cos, Univers Zero), Daniel Plasschaert, Robert Altaber, Marc Moulin e Ariel Kalma. All’ascolto,“Noises” è ancora oggi un disco particolare e insolito in cui brani vocali dominati da deliziose armonie come “Passé Dedans/Hymne” o “Tue-Toi Dans Le Vent”, convivono liberamente con le danze folk di“Musaque Etnik” o i field-recordings di “La Guerre”. Mentre il lato a presenta soprattutto pezzi di breve durata, girando il vinile troviamo due lunghe composizioni firmate rispettivamente da Ariel Kalma e Marc Moulin. L’ipnotica “Aman” parte da una poesia di Thibet Marpa per trasformarsi in una lunga “escursione” strumentale in bilico tra minimalismo Rileyano e musica cosmica guidata da organo e sassofono. La conclusiva “Mes Chers Compatriotes” utilizza invece la tecnica del tape-phase con un risultato molto vicino agli esperimenti di Steve Reich. (“It’s Gonna Rain” e “Come Out” su tutti). In definitiva, considerando la sua breve durata “Noises” è comunque un’antologia completa ed eclettica, che rappresenta molto bene quel singolare periodo. C’è sperimentazione, divertimento e soprattutto, tanta voglia di immaginare suoni diversi e lontani dalla consuetudine. 


Marco Calloni

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