Videoclip: Le Novità

Una raccolta dei principali videoclip in uscita, selezionata da Blogfoolk

New Video from Afrika Mamas: Things Are Happening!


Afrika Mamas are proud to release their new video 'Lapha KwaZulu' filmed outside Durban in South Africa by Quintin Lee White. ‘Lapha KwaZulu’ translates as ‘things are happening’ and is a song about communal living and daily life on a traditional homestead in rural KwaZulu-Natal. People from rural areas of KZN are less fortunate than most. Some of them still don’t have electricity or proper toilets, which is why this song says: abanye debase bayitholimpucuko think sisadla ngoludala – ‘people who live in the suburbs have everything, and we are still struggling’. ‘Lapha KwaZulu’ is taken from the new Afrika Mamas album ‘Iphupho’ (The Dream  Song).  The album takes its name from the group leader Ntombi Lushaba's dream to take Afrika Mamas' music to the world, with the legendary Ladysmith Black Mambazo as her inspiration. Finally, her dreams came true when they recorded this album in the Durban studios owned by one of the sons of Joseph Shabalala, the lead singer of Ladysmith Black Mambazo.
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TARTAGLIA ANEURO
È ONLINE IL VIDEO DEL BRANO “O’ LION” 
estratto dal nuovo album “Oltre” (iCompany)

Da oggi, giovedì 1 febbraio, è online il videoclip del brano “O’ LION” della visionaria band TARTAGLIA ANEURO. Diretto da Francesco Rocco, il video è disponibile al seguente link: https://youtu.be/zjHWCYbDuVA. Raccontano i Tartaglia Aneuro a proposito della nascita di questo brano: «L'uomo è l’unico animale capace di andare contro natura...questo è il concetto dal quale siamo partiti per scrivere questa canzone che cerca di riflettere con la dovuta ironia su che cosa succederebbe se l’animale avesse lo stile di vita dell'uomo. Pigro? Ubriaco? Depresso? Tutte cose che succedono anche all'animale ma solo quando è in gabbia, libero invece esprime al massimo il suo potenziale, come natura vuole». “O’ Lion” è tratto da “Oltre”, l’ultimo disco prodotto da iCompany con il sostegno del progetto “Sillumina - Copia privata per i giovani, per la cultura - Bando Nuove Opere” promosso da SIAE e Mibact. L’album contiene 11 brani nei quali spiccano le collaborazioni con Daniele Sepe, O’ Zulù e Ciccio Merolla. Il titolo “Oltre”, vuole rimandare ai punti cardinali di una bussola che guarda verso l'oltre, verso quello che si nasconde dietro la monotonia della quotidianità, dietro la finzione dei media, dietro le insicurezze indotte. Quell’"Oltre" che sta vicino alla verità, troppo spesso sotterrata dalla superficialità che fa da padrona nella nostra civiltà. Un disco che si propone attraverso sonorità etniche, ritmi moderni, parole taglienti, ironia, melodie e sorrisi, di portare l'ascoltatore a contatto diretto con la sua voce interiore per ritrovare la sua magia naturale che non può che essere "Oltre" la superficie. Tracklist:
”Oltre”, “O’ Lion”, “Zucasang feat. Daniele Sepe”, “Leggi Armate feat. O’ Zulù”, “Fratm”, “Crateri”, “La Fenice”, “Respira cummè”, “Intro della Sibilla”, “A voce de Stregoni”, “Vero”. Napoletano, o meglio, flegreo d'origine, ma poliglotta nell'anima, il progetto Tartaglia Aneuro nasce nel 2012 dall'incontenibile bisogno espressivo di Andrea Tartaglia che riunisce attorno a sé il chitarrista e compositore Paolo Cotrone, il bassista Mattia Cusano, il percussionista Salvio La Rocca, e dopo una lunga gavetta in formazione “unplugged”, si aggiunge in pianta stabile il batterista Federico Palomba, con cui inizia il lavoro di arrangiamento e rifinitura del materiale cantautorale di Tartaglia.  Andrea Tartaglia ha già all’attivo una nomination al Premio Tenco per il pezzo Le Range Fellon. “Oltre” è il secondo disco della band che segue “Per Errore”, album d’esordio del progetto Tartaglia Aneuro.


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Per sempre e ancora: il singolo e il videoclip delle Mujeres Creando
In attesa dell’uscita de Le stelle sono rare

19 gennaio: le Mujeres Creando escono su Youtube con il videoclip del singolo Per sempre e ancora con il quale anticipano l’uscita, in programma per il prossimo venerdì 26 gennaio, del nuovo album Le stelle sono rare. Il brano rappresenta uno dei momenti più significativi e divertenti all’interno del viaggio che Le stelle sono rare propone. Il discorso amoroso si esprime qui nella dimensione ironica dell’attesa, di un tempo evanescente, quasi infinito che precede un goffo tentativo di conquista. La regia e il montaggio di Mario Pistolese e Tato Strino traspone in un video originale il curioso gioco tra immobilità e dinamica, calando le stesse musiciste nei panni di volti antichi di quadri in stile quasi fiammingo: all’interno di antiche cornici, si assiste al passaggio dalla staticità della posa all’animazione, dove i movimenti raccontano lo svolgersi lento dell’incontro. Man mano che sentimenti si palesano, il gioco surreale prende vita al ritmo incalzante della musica. Si apre con una carrellata sui volti delle musiciste della band che con un gioco di colori e forme (realizzate dall’artista Francesca Strino) appaiono come dipinte nei quadri, immobili e fortemente caratterizzate nei colori e nello stile. Claudia Postiglione (chitarre) con una rosa tra i capelli e immersa in un intenso rosso scarlatto; Giordana Curati (fisarmonica) con treccine e cappello giallo, un po’ malconcio stile gipsy; Marisa Cataldo (batteria) che nei chiaroscuri del nero e del verde si mostra nell’acconciatura arabesca di un turbante; Igea Montemurro (violino) con il capo avvolto in un foulard su uno sfondo illuminato dalla luce rosa e crema. Al centro Assia Fiorillo (voce) coperta da un velo dorato come una madonna di un’edicola votiva e con lo sguardo maledetto che osserva anche ad occhi chiusi. Mentre, fuori scena, l’alter ego di Assia canta con il volto che si riempie di colori diversi, multiformi e caotici, nella scena i quadri prendono vita lentamente e meccanicamente con movimenti che esprimono la fatica di un corteggiamento faticoso e dall’esito incerto. A chiusura del video, sarà il nero a prendere il sopravvento cancellando definitivamente volti, sentimenti e tutti i buoni propositi. Infine, dopo la chiusura e a mo’ di titoli di coda, appaiono in video sulla stessa scena, dentro le stesse cornici, i realizzatori del video made in Apogeo Records: Mario Pistolese (regia), Tato Strino (regia e montaggio) e Andrea De Rosa (produzione).

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CESARE DELL’ANNA E OPA CHINA PRESENTANO IL SINGOLO  “CHINATAL”

Il groove balkan-jazz e il sound prog si fondono con le melodie orientali e le scale pentatoniche. La continua voglia di sperimentare, osare ed arricchirsi, questa volta ha spinto verso Oriente la band guidata dall’istrionico Cesare Dell’Anna. “Opa China” rappresenta un altro capitolo, una nuova scommessa della band Opa Cupa, musicisti che da sempre si nutrono di condivisioni, esperimenti e dinamicità. La formazione guidata dal trombettista e produttore discografico pugliese si presenta al pubblico in questa nuova veste con la pubblicazione di“Chinatal”, primo singolo disponibile da martedì 2 gennaio 2018 sul canale youtube del trombettista. Cesare Dell’Anna e gli Opa Cupa hanno da sempre utilizzato la musica e la propria arte come strumento a disposizione degli eventi storici contemporanei. Negli anni della caduta dei regimi comunisti, anni in cui gli albanesi sbarcavano in migliaia sulle coste pugliesi generando timore e venendo denigrati dai molti, l’Albania Hotel spalancava le porte e accoglieva tutti senza riserve. Questa ospitalità fu riservata anche ai fratelli africani nel periodo, purtroppo ancora troppo attuale, delle tragedie nel Mar Mediterraneo, mentre l’Occidente non accettava e non accetta ancora oggi l’immigrazione dopo aver letteralmente “mangiato” e “stuprato” il continente nero. Anche la Cina è al centro di un dibattito che abbraccia politica, cultura, economia e sociologia sotto gli occhi “disattenti” della maggior parte di noi. La musica non può distogliere lo sguardo dalla realtà e ha il dovere di tendere la mano verso culture diverse dalle nostre, in particolare verso quelle che ormai sono subentrate nel nostro tessuto sociale. E’ sufficiente guardarsi intorno per comprendere l’importanza sociologica ed economica di questo “fenomeno” che vede ormai tantissimi ragazzi e uomini di seconda generazione a confronto con la normale quotidianità e con le sfide del mercato in continuo cambiamento. Cesare Dell’Anna avverte fortemente il bisogno di confrontarsi con questa cultura e in quanto musicista e musicologo studia fino in fondo la Cina e la cultura cinese. Nel profondo, non da turista. Ciò che più attrae è la possibilità di mangiare e vivere con loro, raccontarsi e discutere, confrontarsi sull’attualità e sulla storia. In particolare il trombettista pone l’attenzione sui cinesi che vivono stabilmente in Italia, in Puglia, per comprendere al meglio come loro stanno vivendo questo periodo storico, nella ricerca di punti di incontro, aggregazione e scambio con questa antichissima cultura. Come per i Balcani e per l’Africa, anche questo percorso merita attenzione, ore di lavoro e di studio e sicuramente sarà un bel seme che genererà nuove amicizie, nuovi incontri, nuove ricerche, discussioni e interessanti produzioni discografiche. Hanno partecipato alla realizzazione del primo singolo 2018 prodotto dalla 11-8 Records Mauro Tre (farfisa), Stefano Valenzano (basso), Rocco Nigro (fisarmonica), Antonio De Marianis (batteria), Andrea Doremi (tuba), Paride Marco (tuba), Gino Semeraro (chitarra elettrica), Luigi Grande (synth) e Fabrizio Giannone (ingegnere del suono). Il concept design della grafica è stato invece realizzato da Marcello Moscara. “Opa China” rappresenta un nuovo capitolo in un percorso coerente e attento, frutto di uno spirito di osservazione critico della storia contemporanea. Correva l’anno 2001 quando Cesare Dell’Anna pubblicò “Tax Free”, album che in copertina raffigura il “suicidio dell’hamburger” con il ketchup che forma una sagoma umana, come a rappresentare un delitto; così come nel 2004 il celebro “baffo” venne rovesciato sulla copertina di “Zina” e diede vita alla collaborazione con Emergency o ancora quando nel 2005 gli Opa Cupa portarono in processione la “Madonna delle Bombe”. Questi espedienti grafici e simbolici vennero catalogati da molti come blasfemi, ma tanti altri ne colsero il significato provocatorio e la forte volontà di affermare a voce alta la totale contrarietà alla guerra. Quella speciale Madonna infatti doveva difendere i bambini dalle bombe giocattolo, e certo non si aspettava di assistere, a distanza di quasi 15 anni, agli attuali deliri di onnipotenza di Trump e altri esponenti politici internazionali. Gli Opa Cupa mischiano da sempre la potenza degli ottoni e delle bande da giro del Sud Italia con la conoscenza della musica jazz e classica, il tutto sorretto da un  forte e acido groove in un mix speciale che rappresenta il sound e la storia personale di Cesare Dell’Anna. “Opa China” è in primis una scommessa, un vero e proprio periodo di studio, svolto in particolare sulle scale pentatoniche, che costringe ad una forzatura mentale e al confronto con una cultura diversa dalla propria. In questo Cesare Dell’Anna è stato precursore, basti pensare al grande lavoro svolto negli anni ’90 per la diffusione dei tempi dispari e dei ritmi irregolari che ora in tanti suonano e tutti ballano. E’ lo stesso trombettista che riconosce tanta importanza al confronto con le altre culture, ricavandone una essenziale fonte di ispirazione; basti pensare ai motivi che portarono un grande della storia come Giacomo Puccini a scrivere l’opera “Turandot”.  La musica è un veicolo essenziale per la diffusione di un messaggio e attraverso essa non ci si schifano gli odori altrui, si accettano i colori differenti,  e ci si innamora anche della musica che viene da lontano. Con “Opa China” Cesare Dell’Anna propone ancora una volta un melting-pot supportato da “audio-suggestioni” per unire lo stile e il gusto Opa Cupa, il groove dei Balcani e i riff africani con la cultura cinese, le scale pentatoniche, le meravigliose voci e alle melodie struggenti che vengono dall’Oriente.

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Eusebio Martinelli Gipsy OrkeStar presenta “Ja Kuzzy”
il video animato in 2D del singolo tratto dall’ultimo album “Danze”

JA KUZZY è l’esplosione di una struttura blues dalla quale fuoriescono personaggi fantastici che vanno da una monaca maniaca, uno scoiattolo assassino a un bagarino campione di uncinetto. JA KUZZY è il loro grido di battaglia! JA KUZZY è il loro energico invito a ballare! JA KUZZY è libera fantasia!


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PALOMMA ’E MARE, ON LINE IL NUOVO VIDEO DE LA MASCHERA

E’ on line su youtube “Palomma ’e mare”, il nuovo singolo e video de La Maschera, secondo estratto da ParcoSofia, ultimo lavoro della band campana uscito lo scorso 10 novembre per l’etichetta Full Heads: https://youtu.be/ubI0bVDScuc. Palomma ‘e mare è un’ode alla libertà. Tratto da una storia vera, il brano racconta del ‘piccione’ e del ‘nonno’, servo e padrone. Il piccione, intrappolato in volo dalla lenza di una canna da pesca viene catturato e tenuto in gabbia. Il bottino però, non è di gradimento della ‘nonna’, la quale decide di sbarazzarsene lasciandolo libero. Il piccione, tra stupore e spavento, resta immobile per un giorno, in compagnia del narratore. Il testo va a sottolineare quanto spesso ci si auto-imponga un limite alla felicità, alla libertà, alla rivoluzione. “Palomma ‘e mare è una storia che racconto spesso, successa 11 anni fa – dice Roberto Colella, frontman e voce del gruppo. I protagonisti siamo realmente io, i miei nonni e il piccione che, nonostante venga liberato, non vola via, anzi, decide di restare con noi per 24 ore. Colta la metafora della vicenda, per caso ci scrissi una canzone di libertà e rivoluzione, dagli occhi dell’ultimo dei volatili”.  Il videoclip, realizzato con la regia di Tato Strino & Yulan Morra, è ambientato a Castelvoltuno e vuole mostrare le due facce della realtà che ci circonda. Mentre un uomo, apparentemente losco e disperato, si aggira per le vie di una città sconfitta con fare minaccioso, Roberto Colella canta Palomma ‘e mare sullo sfondo di una bellissima ‘cartolina’ napoletana. Si alternano e si intrecciano così la bellezza, che però a volte è solo apparenza, e la realtà, che deve essere conosciuta anche se brutta e ostile, per riuscire poi a distruggerla e renderla migliore.

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ON LINE "RARECA" SECONDO SINGOLO DI SHAONE CON LE IMMAGINI DEL FILM “NEL NOME DEL PADRE” DI GABRIELE GARGIULO

“Prun’ acever’/ ‘n’ammaturan’/ da’ chiant’ caren’ staccannes’ da’ rareca/ pare che/ chi nu’ riseca nu’ roseca / sott’ e pier’ votten’ museca e muse /
vir’ l’uso c’ pass’/ cu’ ‘sta terra c’attrass’/ ‘na voce luntan’ c’ lass’/
e tutt’ chell’ c’ tu ive cullass”.

“Prugne acerbe, non maturano, dalla pianta cadono staccandosi dalla radice,
sembra che, chi non rischia non ottiene, mettono sotto i piedi la musica e le muse, vedi la tradizione che passa, con questa terra che si trascura,
una voce lontana che lasci andare via e tutto quello che eri collassa”.

“Il brano Rareca, parla delle nuove generazioni, di come le stesse hanno dimenticato il proprio passato, le proprie tradizioni, la propria cultura. Distratti da sollecitazioni visive simili a miraggi, a illusorie chimere, i giovani hanno dimenticato la voce genitoriale, il suono di una melodia antica che li ha cresciuti”. Con queste parole Shaone, nome d’arte di Paolo Romano, racconta “Rareca” secondo singolo estratto da “Over”, il nuovo album del rapper in uscita a Dicembre con l’etichetta Mrfew. Nel videoclip Shaone è affiancato dal producer Dj Simi, i due M.C. rappano sulle immagini del film “Nel nome del padre”, primo lungometraggio di Gabriele Gargiulo che ha firmato anche la regia del video. Il film di prossima uscita è stato  girato tra Giugliano e il litorale Domizio. È una storia di riscatto che affronta la tematica dei minori a rischio troppo spesso attirati dai soldi facili e dalla mitologia camorristica. Il film ha già ottenuto il riconoscimento del Patrocinio Morale del Comune di Napoli e di altri comuni dell’hinterland napoletano ed è stato inoltre protagonista recente del Coffi Cortoglobo Film Festival di Angri (SA).

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BAUSTELLE
L'amore e la violenza vol. 2

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‘O ‘MBRELLO, IL NUOVO VIDEO DI ALESSIO BONOMO

Dopo la toccante Lettera d’amore  arriva ’O ‘mbrello, secondo singolo estratto da La musica non esiste, il nuovo lavoro del cantautore Alessio Bonomo uscito venerdì 26 gennaio per l’etichetta Esordisco. 12 tracce intense e coinvolgenti composte da Alessio, ma sviluppate e cresciute grazie anche alla fondamentale presenza di Fausto Mesolella che di questo disco, oltre ad averci suonato, ha curato arrangiamenti e produzione artistica. La voce di Fausto Mesolella compare all’improvviso nel secondo ritornello e spiazza l’ascoltatore, offrendo sonorità inaspettate e sorprendenti. Unica canzone in napoletano contenuta nel disco, ’O ‘mbrello è la “riflessione amara di uomo che prova a fare un bilancio della propria vita; ma da napoletano lo fa con ironia e, quindi, in qualche modo 'si salva’”, racconta Alessio Bonomo. Il videoclip, realizzato con la regia di Tato Strino & Yulan Morra, è stato interamente girato nel centro storico di Napoli e nei dintorni sul mare (Pozzuoli, Bagnoli, Mare Chiaro) e vuole essere un omaggio a Fausto Mesolella, molto amico di Alessio e co-protagonista insieme a Bonomo, del disco La musica non esiste. Nelle scene finali infatti, appare una moka, oggetto che Mesolella era solito fotografare e pubblicare sui social accompagnandola con la frase “Io vado avanti”. Un invito quindi, e una speranza, che nasce dalla “consapevolezza che la musica sopravvive agli autori e che le cose create con Fausto continueranno ad esserci e, forse, ad emozionare qualcuno, a prescindere da noi” – dice Bonomo.

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IL 25 GENNAIO E’ USCITO “ARRIVEDERCI ALLORA” IL NUOVO SINGOLO E VIDEO DI MALDESTRO
  
Il 25 gennaio è uscito il video di “Arrivederci allora” il quarto singolo estratto da “I Muri di Berlino”, il disco con cui Maldestro si è imposto all’attenzione nazionale, uscito subito dopo la sua partecipazione all’edizione 2017 del Festival di  Sanremo, dove ha vinto diversi riconoscimenti tra i quali il prestigioso Premio della Critica Mia Martini con il brano “Canzone per Federica”. Il video è stato realizzato con il contributo della Lucana Film Commission che ha conferito a Maldestro il premio “Soundies Award” per il miglior video nella sezione nuove proposte del Festival di Sanremo 2017. Maldestro tornerà in studio ad Aprile 2018 per registrare il suo terzo disco. Ma prima un ultimo pugno di date, a marzo e aprile, un tour acustico che attraverserà l’Italia con il quale ha deciso di regalare ai propri fan una serie di concerti dove si esibirà da solo con la sua chitarra per recuperare quella dimensione intimistica del live più vicina ai suoi esordi. Uno spettacolo dove a farla da protagonista sarà la sua toccante poetica, in un rapporto più diretto col proprio pubblico; un concerto in cui proporrà le sue canzoni già note, totalmente riarrangiate, oltre ad alcuni brani inediti. Dice Maldestro: “Entro in studio per il terzo album ad aprile. Finalmente. Allora ero lì che pensavo, nei miei giorni di relax, dopo un tour con la band meraviglioso. Ero lì che mettevo a posto due cose qui e là, e mi sono detto: passerà un bel po’ di tempo prima di riabbracciare il mio pubblico. Questo non mi piace, per niente.  Allora ho deciso di mettere su un piccolo tour, da sud a nord, ritornare nelle città e stringervi, farlo forte. Questa volta però, lo voglio fare da solo, chitarra e voce, in posti piccoli, avervi alla distanza di una mano, per guardarsi diversamente. Ho voglia di regalarvi le mie canzoni nude, così, come nascono.”

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THE ZEN CIRCUS 
ESCE OGGI "CATENE", IL NUOVO VIDEO E SINGOLO, PRIMO ESTRATTO DA "IL FUOCO IN UNA STANZA" IN USCITA IL 2 MARZO. ANNUNCIATE ANCHE LE PRIME DATE DEL TOUR.

Esce oggi, giovedì 25 gennaio, “CATENE”, il nuovo video e singolo firmato THE ZEN CIRCUS, primo estratto da “IL FUOCO IN UNA STANZA”, il disco di inediti in uscita il 2 marzo per Woodworm Label/La Tempesta. “CATENE” arriva dopo il successo dell’ultimo disco, “La Terza Guerra Mondiale” e 66 date in tutta Italia in 10 mesi, per oltre 98.000 presenze. Prendendo come spunto il testo del brano, il video parla in maniera delicata e non convenzionale della morte e dei legami affettivi: l’anziana donna protagonista intraprende un metaforico “viaggio premorte” in compagnia di un insolito Caronte, che la condurrà all’ultimo saluto ai propri cari e verso il suo ultimo show.


“CATENE” (regia di Zavvo Nicolosi; CATENE è un video di Ground’s Oranges): 
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Ennio Rega pubblica il videoclip  del secondo singolo “Terra sporca” dall’omonimo album

Dal 10 gennaio in rete e presto anche sui migliori canali TV italiani musicali, il videoclip del secondo singolo dell’album “Terra sporca” di Ennio Rega, che prende il titolo dall’omonimo album  recentemente pubblicato. Lo storyteller Ennio Rega,  sia nel testo della canzone che nelle immagini del clip,   racconta la stupidità del potere inteso non solo  in senso stretto politico ma anche genericamente come posizione di superiorità sugli altri. Viene rappresentato l’autore che sogna, tra un bicchiere di vino e la tastiera del pianoforte,  uno spaventapasseri di due metri e mezzo, insozzato di paglia e stracci,  sorta di imperatore romano ridotto ad un fagotto senza vita, costruito a pezzi da 2 personaggi che sembrano usciti da Frankenstein Junior: il professore e il suo obbediente servitore Igor, che cercano di dare dignità ad un mostro: corpo enorme maschile ma con un volto di donna, corona da regina, nel tentativo di umanizzarlo facendo trasparire dalle sue espressioni, paura e dolcezza. Tra i nostri eroi anche un mago e un bambino come usciti da un fumetto anni ’60, sempre vivi nell’immaginario dell’autore che sogna, che seguono ignari in processione l’imperatore trasportato da una setta segreta, incappucciati che incarnano corruzione e complotti, ma anche caste e associazioni al di fuori delle quali, gli isolati, quindi più deboli, soccombono. Nato da una coproduzione tra Scaramuccia Music e Forward Music distribuito da Edel Italy. Registrato alla Forward Studios di Grottaferrata da: Ennio Rega, pianoforte e voce e cori; Lutte Berg, chitarra elettrica; Pietro Iodice, batteria; Marco Siniscalco, basso elettrico; Paolo Innarella, flauto. Il videoclip ha visto la partecipazione attiva di gran parte del popolo di Corchiano (VT). 


ENNIO REGA
Premio Tenco 1993 presenta il primo album “Due passi nell’anima del sorcio”, ha sempre costante l’alta tensione poetica di testi e musica nella sua opera intrisa di denuncia sociale.  Premio Lunezia e Premio Carosone per “Concerie”, suo secondo album a cui seguono “Scritture ad aria” e “Lo scatto  tattile”. “Terra sporca” segue ad “Arrivederci Italia”, album che oltre al grande consenso di critica e pubblico è valso al cantautore due importanti premi nazionali,  il Premio Lunezia 2012  e il  Premio Brassens 2013.  Nel giugno 2017 pubblica “Terra sporca” accolto dall’ unanime consenso di critica,  anticipato dal primo singolo “Sgacio” e relativo videoclip.
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