Videoclip: Le Novità

Una raccolta dei principali videoclip in uscita, selezionata da Blogfoolk

BandAdriatica online il videoclip L'idea

La BandAdriatica in coproduzione con Ientu Film pubblica il primo videoclip estratto dall'album Odissea. Il video scritto e diretto da Enrico Conte e con la collaborazione di InsynchLAB è finalmente disponibile su Youtube. L'idea è il primo singolo estratto dal nuovo album ODISSEA già fra i migliori 30 album della Tranglobal World Music Chart e nella top 200 della World Music Chart Europe.In questo lavoro, prodotto dalla Finisterre di Roma, la band esplora più a fondo le sonorità di ispirazione nordafricana, che ha iniziato a frequentare nel lavoro discografico precedente (Babilonia, 2015). L'ispirazione nata dalla frequentazione degli artisti nordafricani incontrati in viaggio, si è arricchita di una ricerca approfondita e di ascolti mirati e ha portato all'accostamento del suono della sezione fiati e dell'organetto, che evocano il sud Italia, alle ritmiche gnawa e una chitarra elettrica di ispirazione 'sahariana'. I testi originali raccontano il viaggio, affiancando mito e attualità per raccontare le storie dei migranti (come nei brani Odissea e Migrante), in forma ironica (L'idea) o poetica (Stella della notte). L'Odissea di Ulisse viene traposta nella figura del migrante, che solca i mari per ritrovare se stesso o per poter migliorare la propria condizione di vita. Da sempre il Mediterraneo è il mare dei ritorni e le assonanze attorno alle quali orbita la poetica della BandAdriatica lo dimostrano a pieno: suoni provenienti da paesi apparentemente lontani, si mescolano e svelano la propria origine comune, la musica viaggia contemporaneamente in avanti, sospinta dalla sperimentazione e a ritroso nel tempo, alla ricerca della propria identità. Il cd è sostenuto dal Bando Puglia Sounds Record

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TORNARE: SU YOUTUBE IL VIDEOCLIP DEL PRIMO SINGOLO DEL CD 
"DI ZAMPOGNE, PARTENZE E POESIA", ESORDIO DEL POLISTRUMENTISTA GIULIO BIANCO
  
È disponibile su youtube il videoclip di Tornare, primo singolo estratto da “Di zampogne, partenze e poesia”, disco d'esordio del polistrumentista Giulio Bianco, prodotto dal Canzoniere Grecanico Salentino con il sostegno di Puglia Sounds Record 2018 - Regione Puglia - FSC 2014/2020 - Patto per la Puglia. Il video - realizzato da Milt_Studio (Ilenia tesoro e Martina Loiola) con la collaborazione di Davide Mellone - è stato girato in luoghi atipici del Salento in una giornata di pioggia intensa così da richiamare il cielo i colori dei paesi nordici. La storia è quella di un bambino che spazia con la mente e la fantasia per ritornare ad un momento di gioia e felicità che ha segnato per sempre la sua vita. Il cast è composto da Giuliano Labriola, Giovanni Maffeo e Gianmarco Caprioli. “Di zampogne, partenze e poesia” è un disco quasi completamente privo di parole, una colonna sonora in cui la zampogna, strumento dal dna “migrante”, fa da cicerone e conduce l’ascoltatore in un viaggio musicale pluritematico, dialogando con l’elettronica e l’orchestra. “Musica popolare non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco”, scriveva il compositore e direttore d'orchestra austriaco Gustav Mahler. Questo concetto è parte fondamentale del processo di scrittura, in cui vecchio e nuovo si legano indissolubilmente, creando un ibrido in cui il linguaggio della musica tradizionale è ancora evidente, ma le tematiche, la scrittura e la produzione musicale sono concepite e studiate per suonare contemporanee. Il cd contiene sei brani originali, scritti e arrangiati da Bianco: "Tornare", "Trainieri" con le voci registrate dei cantori Uccio Aloisi e Uccio Bandello, "Valzer dei giocattoli dimenticati", prodotto e arrangiato in collaborazione con Inude, "Cirano", "Tarantella di San Filippo", con un tema iniziale di un brano tradizionale siciliano e "Ronda". Nel disco Giulio Bianco (zampogna zoppa, zampogna a chiave, chitarra, elettronica) è affiancato da Mauro Durante (violino, tamburi a cornice), Rocco Nigro (fisarmonica), Emanuele Licci (bouzuky), Giancarlo Paglialunga e Alessia Tondo (tamburello), Massimiliano Morabito (organetto), Giuseppe Anglano (fisarmonica). “Di zampogne, partenze e poesia” è una raccolta di racconti musicali composti a partire da riflessioni dell’autore su tematiche attuali. La “voce narrante” è quella della zampogna, strumento antichissimo utilizzato in passato dai pastori durante i loro viaggi di “transumanza”, e dal suono naturalmente evocativo di miti e leggende da sempre legate alla civiltà rurale. È musica immaginifica, epica ed a tratti pastorale (nell’accezione Beethoveniana di “espressione di sentimento”), prodotto e sintesi del percorso musicale di Giulio Bianco, in cui la pizzica pizzica e la musica tradizionale salentina si fondono alla musica elettronica ed alla scrittura per orchestra. È un lavoro in cui si usa l’antico per raccontare il presente, come avviene d’altronde oggi con la musica di riproposta, frutto del percorso personale dell’autore di rivalutazione musicale e sociologica di uno strumento da sempre considerato povero e limitato, che in questo disco viene invece valorizzato ed esaltato, ora dialogando con l’elettronica, ora avvolto dagli archi dell’orchestra classica. Il disco è nato dall’esigenza forte di raccontare le esperienze vissute da Bianco nei suoi viaggi musicali e più in generale da una riflessione sulle mille sfaccettature del significato profondo e intrinsecamente soggettivo della parola partire (dal latino partire/partiri): una delle prime parole inventate dall’uomo, il cui significato originale era “dividere”. Tra le tematiche principali, stimolo di scrittura per l’autore, ci sono sicuramente tutte le forme  moderne di spostamento e viaggio: dalle migrazioni finalizzate alla ricerca di migliori opportunità sociali e professionali, a quelle costituite da masse di profughi che fuggono da zone di guerra, carestie, regimi persecutori, fino ad arrivare a delle “migrazioni temporanee”, come possono essere quelle di un musicista che ha la fortuna di partire, per poi ogni volta tornare. Oltre al tema delle partenze, un altro spunto creativo è sicuramente arrivato da una riflessione sulla funzione attuale della musica e su come questa abbia sostituito la poesia nella vita di tutti i giorni: se Cyrano fosse vissuto nel nostro presente, probabilmente invece di una poesia a Rossana avrebbe dedicato una canzone. Il disco nasce anche dall’esigenza di sperimentare nuove forme di approccio alla musica tradizionale salentina e da una riflessione su come la tecnologia ne abbia fortemente influenzato e cambiato il linguaggio. Il linguaggio tradizionale è da sempre legato a doppio filo agli strumenti che i musicisti avevano a disposizione in un determinato periodo storico in una determinata area, ed è naturale che questo si evolva e muti con l’arrivo di nuove tecnologie, i cambiamenti del tessuto sociale, la perdita di alcune funzioni. In particolare la ricerca di Bianco si è focalizzata sull’uso di loop e campioni elettronici nella costruzione di brani dal suono tradizionale, sul loro accostamento al linguaggio della zampogna e sulla loro utilità in una concezione di arrangiamento moderna in cui si lavora sulla suddivisione delle frequenze sonore. Giulio Bianco, fin da piccolo si dedica ad uno studio meticoloso e costante dei flauti dolci, dell’armonica a bocca e delle zampogne. Approfondisce la prassi esecutiva di questi strumenti, da un lato specializzandosi nel repertorio tradizionale salentino e nello specifico nell’esecuzione della pizzica pizzica, dall’altro confrontandosi con quelle tradizioni musicali che privilegiano il ruolo degli strumenti a fiato, focalizzandosi principalmente su quella irlandese. L’esigenza di ampliare le possibilità dello strumento lo porta, inoltre, a intraprendere lo studio della zampogna a chiave e della zampogna zoppa con bordone melodico, una recente evoluzione di questi strumenti che gli da l’opportunità di utilizzarli con una sensibilità moderna e personale in tutto l’ambito del repertorio tradizionale italiano e mediterraneo. La sua carriera da professionista inizia da giovanissimo, quando, a soli 15 anni, entra a far parte della band salentina Aioresis, da lì in poi il numero delle collaborazioni aumenta senza sosta, sia nel panorama della musica tradizionale che in quello del folk, del rock e della world music. Dal 2005 al 2013 collabora con l’Orchestra della Notte della Taranta come Fiato Solista, partecipando a tutti i tour internazionali dell’Orchestra ed in particolare alle edizioni dirette da Ambrogio Sparagna (2005, 2006), Mauro Pagani (dal 2007 al 2009), Ludovico Einaudi (2010, 2011) e Goran Bregovic (2012). Nel 2008 inizia a collaborare con il progetto “Mara la Fatia” di A. Castrignanò ed entra a far parte del Canzoniere Grecanico Salentino. Con quest’ultima formazione, che diventa presto il suo progetto principale incide “Focu d’Amore”, “Pizzica Indiavolata”, “Quaranta” e “Canzoniere”, album che hanno riscosso enorme successo di critica e pubblico, con recensioni sulle maggiori testate internazionali. Numerosissimi sono stati i teatri e i festival internazionali in cui si e’ esibito, da segnalare: BabelMed (Francia), Fira Mediterranea di Manresa (Spagna), Barbican Centre (Londra), Montreal Jazz Festival (Montreal – Canada),  Auditorium Parco della Musica (IT), Global Fest (New York), Womex (Salonicco), Womad official (London), Woman Australia, Woman New Zeland, SXSW (Austin – Texas), Sziget (Budapest – Ungheria), Cambridge Folk Festival, Celtic Connections (Glasgow – UK), Festival Musicas do Mundo – Sines, PT. In oltre dieci anni di musica ha condiviso il palcoscenico con numerosissimi artisti di livello internazionale, per citarne alcuni: Carlos Nunez, The Chiefteins, Mauro Pagani, Ludovico Einaudi, Piers Faccini, Francesco De Gregori, Ballake’ Sissoko, Lucio Dalla. Nel corso degli anni ha inciso numerosi dischi con Aioresis, La Notte della Taranta, Antonio Castrignanò, Ludovico Einaudi, Piers Faccini e Canzoniere Grecanico Salentino.


Info 
328 2776765 - giuliobn@gmail.com
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I Musicanti di Gregorio Caimi Feat. Milagro Acustico: "Terra Madre" il video

Tornano i Musicanti di Gregorio Caimi con una nuova versione di “Terra Madre” (contenuta originariamente nell’album “Genti”, uscito  nel 2014) col featuring dei MIlagro Acustico e con nuove parole: al testo è stata aggiunta una parte in arabo scritta da Yassine Hamzaoui, a dare ancora maggior risalto al significato del brano, profondamente e drammaticamente attuale. “Terra Madre” esce per Cultural Bridge Indie Label e si può ascoltare a questo link: spotify. Il brano è ispirato al film di Emanuele Crialese “Terraferma”, ed è stato anche oggetto di studio del libro di Roberto Sottile “Dialetto e Canzone”. “Chiedere ai Milagro Acustico di collaborare a questa nuova versione è stato naturale, perché entrambe le band ricercano nuovi linguaggi sonori nella contaminazione degli elementi” dichiara Gregorio Caimi. Per l’occasione la band siciliana ha realizzato anche un video, diretto da Giacomo Bonagiuso che vede protagoniste le attrici Martina Calandra e Raysi Santana oltre ai Musicanti di Gregorio Caimi e i Milagro Acustico ed è stato girato tra gli splendidi paesaggi del Teatro Andromeda di Santo Stefano di Quisquina, la Riserva naturale dello Stagnone  e Capo San Teodoro di Marsala. Il video vuole rappresentare “L’etica profonda del soccorso, dell’aiuto al prossimo di qualunque colore” afferma Bonagiuso ed è visibile a questo link: Terra Madre Youtube.

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FRANCESCO DI VICINO FEAT. GIANNI LAMAGNA - NATALE

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'GNANZOU: IL VIDEOCLIP DEI PUPI DI SURFARO
CHE OMAGGIA LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI NEI 70 ANNI DELLA SUA RICORRENZA

Uscirà il 10 dicembre 2018, in occasione del 70° anniversario della firma a Parigi della Dichiarazione universale dei diritti umani, il videoclip di 'Gnanzou, brano che tratta il tanto delicato tema dell’immigrazione e delle stragi nelle acque del Mediterraneo, brano con cui i Pupi di Surfaro si sono aggiudicati il Premio "Voci per la Libertà - Una canzone per Amnesty", concorso che prevede l'assegnazione del Premio proprio al brano che meglio sa interpretare e diffondere i principi della Dichiarazione universale dei diritti umani. « ‘Gnanzou è il verso della “Cialoma”, il canto tradizionale che accompagnava la pesca del tonno rosso in Sicilia - raccontano i Pupi di Surfaro. La mattanza. Quando centinaia di grossi tonni venivano trascinati nella camera della morte e venivano letteralmente massacrati in un mare siciliano che si tingeva di rosso del sangue di questi poveri pesci. A questa particolare e surreale suggestione ci siamo ispirati per dedicare questo nostro brano alle vittime del mar mediterraneo. Sono le vittime della guerra, le vittime della fame, della miseria, dell’arroganza e dell'indifferenza. ‘Gnanzou è un’invocazione, una preghiera affinché libertà, uguaglianza, dignità e fratellanza, principi affermati nella Dichiarazione Universale dei diritti umani, non restino più, in nessun caso, valori da affermare solo sulla carta. » La band sarà in concerto a Roma il 13 dicembre 2018 alle ore 21 al Teatro Studio Borgna dell'Auditorium Parco della Musica di Viale Pietro de Coubertin 30. Il costo del biglietto d'ingresso è di €. 15. 
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“SOLO COSE PIU’ BUONE”
ON LINE IL SINGOLO CHE ANTICIPA L’USCITA DEL NUOVO DISCO DI EMANUELE BELLONI
E’ on line “Solo cose più buone”, singolo che annuncia l’uscita del nuovo disco di Emanuele Belloni, Tutto Sbagliato, prevista per il 23 novembre per Squilibri Editore. Un album con un’attenzione particolare al mondo della detenzione e delle storie che in questo microcosmo si raccontano. Un viaggio in musica e un viaggio che la musica ha guidato dentro il carcere romano di Rebibbia e che ha visto la collaborazione di un gruppo di detenuti nella scrittura di questo primo singolo, “Solo cose più buone”.  "L’odore della minestra è disgustoso. Lo porto tutti i giorni tra i reparti e tutti i giorni i reparti lo rifiutano. Preferiscono cucinare con quello che comprano. E allora li rivedo tutti: Socrate, Galileo, Silvio Pellico, Enzo Tortora e sì, vedo solo cose più buone", racconta Emanuele Belloni di questo brano. La detenzione non è la colpa, neppure la pena ma una fase di riflessione che ciascun carcerato affronta come un ‘romantico eroe’. E proprio come un eroe romantico, compare all’improvviso la voce rappata di Mauro Armuzzi, detenuto presso il carcere di Rebibbia, che racconta le sue cose più buone: “Senza troppe storie vedo solo cose buone di chi non vive e non sa tremare, di chi è curioso e prova a lottare, di chi non ha paura di sbagliare e vola alto con un soffio d’amore”. La matita di Matthew Watkins, graphic designer di Manchester trapiantato in Canada, riprende ed anima i personaggi e le loro paure in questo videoclip verticale (ideale per una visione su cellulare), come a tagliare come in una fessura il punto di vista rubato di quello che accade in una cella, tra complicità e sfottò, tra momenti di solitudine e di paura.

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L’ODORE DELLE PICCOLE COSE
il primo singolo  (e video) di 
MIRIAM FORESTI
Anticipa l’album IL GIARDINO SEGRETO in uscita il 5 dicembre “I ricordi indelebili di quel terremoto de L’Aquila del 2009, l’attimo esatto in cui in cui capisci che tutto è cambiato per sempre”

Quando all’improvviso tutto cambia ci si accorge di quanto quel “tutto” fosse fondamentale. Ogni piccola cosa: gesti, volti, routine, persino l’odore. L’ODORE DELLE PICCOLE COSE è il primo singolo di MIRIAM FORESTI, cantautrice romana di nascita ma abruzzese d’adozione, scritto ripensando a quel  terremoto de L’Aquila che uccise oltre 300 persone. “Due settimane dopo – racconta la Foresti -  sono tornata a casa per raccogliere le mie cose: nella fretta di uscire durante la scossa avevo preso con me solo giacca, occhiali da vista e cellulare. Era rimasto tutto come quella notte, non c’era più una cosa al suo posto, ma la cosa che mi colpì più di tutte fu l’odore. La propria casa normalmente ha un odore neutro per te che la abiti. Ecco, quel giorno avvertii qualcosa di diverso, un odore mai sentito prima che mi fece capire che tutto era cambiato per sempre”. L’ODORE DELLE PICCOLE COSE, anticipa l’uscita de “Il Giardino Segreto”,  il primo album da cantautrice di Miriam Foresti che esce per l’etichetta Isola Tobia Label. Dieci brani originali dei quali ha scritto musica e testi, curandone anche gli arrangiamenti che coniugano l’amore per il folk, il blues ed il jazz con il pop. Registrato presso la Casa del Jazz di Roma è in uscita per l’etichetta Isola Tobia Label il 5 dicembre prossimo e vede la partecipazione di oltre quindici musicisti e un special guest, Javier Girotto e il suo sax soprano. Il brano esce accompagnato da un video che vede la firma di Emanuele Torre, regista di grande sensibilità, che ha portato la sua telecamera tra le “piccole” cose dell’artista: una casa, l’odore di una torta appena sfornata, un bimbo (Francesco) e un altro in arrivo (Cecilia è nata il 10 novembre scorso).

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FRANCESCO DE GREGORI e MIMMO PALADINO
OGGI ESCE “ANEMA E CORE”
UNA CANZONE E UNA XILOGRAFIA NUMERATE E FIRMATE
È online il video del brano girato nei REAL WORLD STUDIOS a Bath

Da oggi, venerdì 26 ottobre, è disponibile in esclusiva sui siti IBS.it e LAFELTRINELLI.it, “ANEMA E CORE”, un’opera che unisce due grandi personaggi dell’arte e della cultura italiana, MIMMO PALADINO e FRANCESCO DE GREGORI che hanno deciso per la prima volta di lavorare insieme. Il risultato è una xilografia originale di Mimmo Paladino unita ad un vinile 10” con due versioni (acustica ed orchestrale) di una delle più belle canzoni napoletane di tutti i tempi, “Anema e core”, reinterpretata per l’occasione da Francesco De Gregori e da sua moglie Chicca e registrata a Bath nei Real World Studios di Peter Gabriel. La xilografia, presentata in una teca di plexiglas, è stata realizzata nella storica stamperia dei Fratelli Bulla a Roma in una tiratura di soli 99 esemplari numerati e firmati da Mimmo Paladino e da Francesco e Chicca De Gregori. Sempre da oggi è online il video del brano, girato da Daniele Barraco, nei Real World Studios di Peter Gabriel a Bath. Immagini che raccontano la registrazione di “Anema e Core”, cantata da Francesco e Chicca De Gregori, accompagnati da Paolo Giovenchi alla chitarra. Il video è visibile al seguente link: https://youtu.be/rz0-2XbLjAg. La versione acustica del brano “Anema e Core” è disponibile anche in digitale e su tutte le piattaforme streaming. ANEMA E CORE è l’incontro fra due artisti curiosi e disposti alla sperimentazione, al gioco e alla sfida, dove le immagini di Paladino (in copertina l’enigma di due volti affiancati, a comunicare il mistero e la meraviglia di un’unione) si incontrano con le voci di Chicca e Francesco che giocano per la prima volta con la musicalità della lingua napoletana e raccontano in una canzone senza tempo il respiro e la passione dell’amore. «Ci piace definire questa opera una “edizione d'arte” perché la parola “arte” in qualche modo riguarda tutti e due – afferma Francesco De Gregori – Mi raccontava una volta Mimmo di quando in tempi ormai abbastanza lontani dipingeva ascoltando alla radio la musica dei cantautori e li considerava dei compagni di viaggio. Forse nasce anche da questo la motivazione o meglio la necessità di questo incontro dove si mescolano vernice, musica e parole». «La musica per un pittore ha la forma dell'acqua - sottolinea Mimmo Paladino - fluida e mutevole, eterea e geometrica. Con Francesco abbiamo giocato all'antico e molto serio gioco dell'arte: pagine variopinte, colle e torchi, alchimie di appunti poetici e voci cantanti forse di una notte a Capri».

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IL VIDEO DI “A SU TRAMONTU” ANTICIPA L’ALBUM “CANCIONERO”
Il nuovo disco di Ester Formosa e Elva Lutza  in distribuzione dal 25 ottobre

Un brano molto privato, “erotico” al femminile, che descrive l’amore prima del sonno. E' A SU TRAMONTU, firmato da Nico Casu che anticipa l’uscita dell’album "Cancionero", il nuovo disco di Ester Formosa & Elva Lutza (Tronos digital/Felmay),  prevista per il 25 ottobre. Canzone in lingua sarda logudorese dalle atmosfere delicate, una “nuoresa”, modulo tradizionale del cosiddetto “canto a chitarra”, con una chiara citazione del Notturno di Chopin Ad arricchire il tutto un ospite prezioso come Riccardo Tesi con il suo organetto. Il singolo esce accompagnato da un video dalle atmosfere molto suggestive, girato tra Sassari antica e Osilo, davanti alla chiesa di Nostra Signora di Bonaria, la chiesa campestre più alta della Sardegna. Risale al 1700 ed  è posizionata sulla vetta più elevata del monte Tuffudesu, a quota 800 metri, da cui domina il golfo dell'Asinara e gran parte della provincia di Sassari. Firmato dai registi Antonio Maciocco e Giovanni Loriga, il clip – benché girato prevalentemente in esterna - rende ancor più intime e delicate le intenzioni del brano. “’A su tramontu’ – è scritto nelle note di regia - colpisce fin dal primo ascolto, per la musica raffinata e per il testo poetico e incisivo. Nel realizzare il video abbiamo cercato di rispettare accompagnare la canzone sia da un punto di vista formale che narrativo, utilizzando movimenti di macchina avvolgenti ed eleganti, scegliendo locations suggestive (la chiesa di Bonaria a Osilo è la chiesa campestre più alta in Sardegna, con i suoi 800 metri sul livello del mare), e mettendo in scena un amore giovane che dinanzi ad uno splendido tramonto cerca di fermare e custodire un momento di felicità”. Antonio Maciocco è regista di numerosi cortometraggi e documentari. Il suo ultimo lavoro ACHENTANNOS ha vinto il premio Kentzeboghes, è finalista al Los Angeles CineFest, ed è stato selezionato in diversi festival cinematografici in Italia, Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Taiwan. Giovanni Loriga è regista teatrale e cinematografico,  formatosi alla New York Film Academy.  Docente in numerosi corsi di Cinema per le scuole, ha realizzato numerosi clip, cortometraggi e documentari a carattere scientifico e divulgativo.

L’ALBUM
Far convivere naturalmente canzone popolare e d’autore, Catalogna e Latino America, antiche melodie degli ebrei sefarditi e nuove composizioni in sardo attraverso un sapiente lavoro di scomposizione ritmica e ri-armonizzazione. Succede in “Cancionero” (Tronos digital/Felmay), il nuovo album di Ester Formosa e Elva Lutza (Nico Casu e Gianluca Dessì). La prima è cantante e attrice catalana di grande fama in patria (figlia di Felìu Formosa, forse il più grande intellettuale vivente di lingua catalana), ma da qualche tempo di nazionalità italiana; i secondi, un duo sassarese di fiati e corde molto noto in ambiente “world” per il suo saper fondere la classica con il folk e il jazz.
Dopo parecchie decine di concerti insieme, Ester e Elva Lutza sigillano il loro sodalizio professionale con questo album che non risparmia sorprese.

ESTER FORMOSA e ELVA LUTZA
Questo album segna il ritorno degli Elva Lutza (Nico Casu e Gianluca Dessì), questa volta in compagnia di una delle grandi interpreti della canzone catalana: la cantante e attrice Ester Formosa. Sulla scena da trent’anni, Ester vanta una discografia di sette titoli, alcuni con il grande chitarrista Toti Soler e altri con i testi di Jordi Guardans e del padre Felìu Formosa, probabilmente il più grande letterato di lingua catalana vivente. Gli Elva Lutza sono una delle realtà più interessanti della musica in Sardegna: vincitori del premio Andrea Parodi nel 2011, hanno già pubblicato due dischi di buon successo di critica e pubblico; la loro musica è un inusuale mix di tradizione, improvvisazione di stampo jazz e canzone d’autore. Il trio si è esibito in importanti festival in Italia, Francia, Inghilterra (per la rassegna “Listen to the World” a Londra), Spagna (a Barcellona, al Festival “Tradicionarius”) e, naturalmente, in Sardegna. 

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Dummeneca (Domingo), il nuovo singolo in catalano dei Foja

Dopo "A qui tu appartiens", appena uscito per il mercato francese in collaborazione con la cantautrice parigina Pauline Croze, i Foja continuano la fusione artistica con progetti fortemente legati alle proprie radici che utilizzano un sound moderno per realizzare, attraverso lo scambio culturale, la versione internazionale dell'ultimo album "'O treno che va". Il prossimo singolo "Dummeneca (Domingo)" uscirà il 4 novembre. La canzone è un omaggio ai ricordi, all'infanzia e alla domenica come giorno di festa, le liriche si stendono sul ritmo mid-tempo dal sapore sudamericano. In occasione di un concerto de La Pegatina in Italia, all'Ariano Folk Festival, il frontman dei Foja ha conosciuto Adrià Salas, e colpito dall'energia e dal sound della band catalana ha sottoposto la canzone per la collaborazione.  Con l'intervento di Adrià Salas e di Romain Renard "Dummeneca" diventa "Dummeneca (Domingo)", accompagnata per l'uscita, da un videoclip per la regia di Tato Strino e Yulan Morra: una storia di amore adolescenziale, raccontata tra Napoli e Barcellona, due città diverse ma simili, città di mare, ricche di contaminazioni, unite da sfumature linguistiche e architettoniche.


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