Concerti World e Trad

I concerti della scena world, e trad ...

Art&Lab Lu Mbroia 
presenta


Martedì 21  Agosto 2018 – Ore 20:30
Redi Hasa
Live solo
Redi Hasa: violoncello
Questa sera ospite dell’Associazione Art&Lab Lu Mbroia, il violoncellista albanese Redi Hasa. Redi è un musicista di livello internazionale. Preziose le sue collaborazioni con artisti del calibro di Ludovico Einaudi, Robert Plant (Led Zeppelin), ecc. Da diversi anni porta in giro per il mondo il suo progetto in duo con la cantante salentina Maria Mazzotta. Questa sera, Redi, ci condurrà per mano in un viaggio nel suo variegato e composto universo musicale e ci farà ascoltare brani tratti dai suoi lavori discografici. Evento realizzato grazie al sostegno della Cantina Duca Carlo Guarini di Scorrano (LE).

Mercoledì 22  Agosto 2018 – Ore 20:30
Vince Abbracciante ed Eleonora Pascarelli 
in:
Omaggio a Mercedes Sosa
Omaggio all’indimenticabile Mercedes Sosa, simbolo della tradizione argentina ed emblema della lotta per la libertà. Vince Abbracciante alla fisarmonica ed Eleonora Pascarelli alla voce,  reinterpretano i brani con cui la cantora popular ha diffuso il folklore argentino nel mondo, tra cui Todo Cambia, Gracias a la vida, ecc.  Evento realizzato grazie al sostegno della Cantina Duca Carlo Guarini di Scorrano (LE).

Giovedì 23  Agosto 2018 – Ore 20:30
Salmetti/Tangolo 
in collaborazione con LUDWIG - officina di linguaggi contemporanei
presentano:
Romeo e Giulietta - L’amore fa schifo ma la morte di più
Spettacolo teatrale con Beppe Salmetti e Simone Tangolo
L’amore fa schifo, ma la morte di più. Molto di più. Almeno da vivo puoi morire d’amore. Sul palco si racconta com’è diventato Romeo oggi e come risponde al suo amore Giulietta, ma soprattutto grazie all’ausilio della musica si canta di tanti altri personaggi lasciati in disparte, e sofferenti. In scena troviamo due attori, due amici, due persone innamorate, due amanti, che soffrono della condizione disumana dell’amore non corrisposto e degli sbalzi d’umore che l’amore causa. Che cercano di venirne a capo. Che cercano di capire cosa succeda al loro corpo, alle loro menti, alla loro percezione del mondo quando l’amore arriva. Che si attaccano a quel che possono per uscirne vivi, anche alla letteratura. “Dal riso al piango” in una frazione di secondo come dice uno dei personaggi. Dal caldo al freddo. Dalla quiete all’ansia. Dal me al te. Dall’io al noi. Che poi questi due, non sono solo due! A volte diventano tantissimi! La storia di Romeo e Giulietta, il loro amore, non investe solo loro. Intorno ai due amanti si muovono ridono piangono e soffrono tanti altri personaggi a loro volta sconvolti dall’amore. Romeo e Giulietta li conoscono tutti, ma perché non parlare del Povero Paride? Di certo non meno vittima dell’amore di Giulietta. Evento realizzato grazie al sostegno della Cantina Duca Carlo Guarini di Scorrano (LE).

Venerdì 24  Agosto 2018 – Ore 20:30
Trio Alemanno -  Nigro - De Lorenzi 
Suoni dal Mediterraneo 

Venti che soffiano dal deserto, e onde viandanti di un suggestivo viaggio nella marea che trascina con se profumi d'oriente, sonorità jazzy e un pizzico di gypsy che fanno parte del nostro sud. Questi sono gli elementi che caratterizzano i suoni di questo progetto di musica originale Mediterranea raccontata da Antonio Alemanno al contrabbasso, oud e charango; Rocco Nigro, alla fisarmonica e Vito De Lorenzi ai suoi innesti di percussioni. Evento realizzato grazie al sostegno della Cantina Duca Carlo Guarini di Scorrano (LE). Antonio Alemanno, oud, charango e contrabbasso; Rocco Nigro, fisarmonica; Vito de Lorenzi, percussioni; 

Domenica 26  Agosto 2018 – Ore 20:30
Ghetonìa
Il gruppo musicale “Ghetonia” (1992-2015), ha come principale animatore Roberto Licci (voce e chitarra acustica), che già dal lontano 1972 si interessava di canto e musica popolare di Terra d’Otranto e della Grecìa Salentina. Si tratta di uno dei principali gruppi che si è dedicato in maniera specifica allo studio della canzone grika, ricreandola e arricchendola, contribuendo così a dare visibilità a questa lingua attraverso la musica. Il gruppo, che ha prodotto e pubblicato una ricca discografia, non si è limitato ad interpretare i canti della tradizione, ma ne ha composti di nuovi, utilizzando poesie popolari in griko e testi poetici colti, soprattutto di Vito Domenico Palumbo. Il Gruppo Ghetonìa ha partecipato a numerosissime manifestazioni : in Italia, Iraq, Cuba, Isole di Cabo Verde, Francia, Madeira, Spagna, Romania, Germania, Stati Uniti, Inghilterra, Svizzera, Portogallo e soprattutto Grecia con più di 150 concerti, conquistando sempre apprezzamenti e un notevole successo.  Evento realizzato grazie al sostegno della Cantina Duca Carlo Guarini di Scorrano (LE).

Giovedì  30  Agosto 2018 – Ore 20:30
Dario Muci
Sulu
Una presa di posizione forte e senza compromessi che unisce ricerca sul campo ed impegno sociale, dando vita ad un repertorio tradizionale ed originale, che apre uno “spaccato” sulla condizione dei contadini e operai, vittime oggi come ieri di grandi disparità sociali. Un repertorio rabbioso, a tratti ironico e dolce, che narra gli scenari sociali e politici in cui versa il nostro paese, in particolare il Sud, intrecciato a momenti storici significativi che hanno caratterizzato la vita di milioni di Italiani. 
[…] la Resistenza, L’eccidio di Parabita, la tragedia di San Donaci e Le occupazioni delle terre, l’Emigrazione, il Sud di ieri che somiglia al sud di oggi, immobile, inesorabilmente sempre uguale […] Cantante e musicista Salentino, affianca alla sua attività concertistica anche una appassionata e profonda ricerca sulle tradizioni orali. Discepolo del barbiere-musicista Luigi Stifani di Nardò “medico delle tarantate”, ha esordito nel mondo della musica popolare nel ‘97 col gruppo Dakkamè. Nel 2000 inizia la sua collaborazione con Officina Zoè e successivamente con Salentorkestra. Con la sua ricerca sulla tradizione, porta alla luce il repertorio polifonico delle “sorelle Gaballo” e un documentario su “Antonio Calsolaro” e la musica delle sale da barba (barberìa) nel Capo di Leuca. Ha preso parte alla realizzazione di diverse colonne sonore sia per film che per documentario. Al suo primo disco “Mandatari” (Anima Mundi 2007) seguono “Centueuna” – Salentorkestra (Anima Mundi 2008), “Canti polivocali del Salento Nardò/Arneo” – Sorelle Gaballo (Kurumuny 2009), “Sulu” (Anima Mundi/ Kurumuny 2011). Nel 2013, con Lupo Editore ha pubblicato “Rutulì – Barberia e canti del Salento”. Nell’aprile del 2016 ha pubbblicato per AnimaMundi il secondo volume dedicato alla musica delle sale da barba con un documentario allegato sul maestro Antonio Calsolaro, ultimo depositario nel Salento dell’antico repertorio di ballabili della Barberia.  Evento realizzato grazie al sostegno della Cantina Duca Carlo Guarini di Scorrano (LE).

Venerdì 31  Agosto 2018 – Ore 20:30
DOI LAMPI
Donatello Pisanello e Lamberto Probo (da Officina Zoè)
I due padri di OFFICINA ZOE' a Lu Mbroia. Fondatori di uno dei gruppi storici e maggiormente rappresentativi della scena folk salentina, Lamberto e Donatello, propongono un live AVANT-FOLK tra etno, avanguardia e sperimentazione di radice salentina. Organetti e percussioni salentine tra tradizione e innovazione, rivisitazioni e improvvisazioni, ieri e oggi, in un mix di folk, jazz, avanguardia e sperimentazione. Donatello Pisanello: Organetto Diatonico Lamberto Probo: Tamburello, Tamborra e percussioni salentine. Evento realizzato grazie al sostegno della Cantina Duca Carlo Guarini di Scorrano (LE).

Art&Lab Lu Mbroia, Via Marcello, Corigliano D’Otranto. Contributo associativo: Ingresso 5 Euro per lo spettacolo, 10 Euro per live e cena. Info: lumbroia@massimodonno.it, 3381200398, 3383651843
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InCanto 2018
Rassegna del canto di tradizione orale e di nuova espressività XXIIª edizione: Incanto tutto l’anno


SABATO 25 AGOSTO 2018 ORE 21:15
CONCERTO "AMORE & ANARCHIA. TRADIZIONE E RI(e)VOLUZIONE".
con 
COROSEDICIDAGOSTO e BUBE E I SUOI MAZZACANI.
Ingresso 5 euro
Il 25 agosto 2018 torna “InCanto 2018” con Amore e Anarchia, uno spettacolo del Coro Sedicidagosto e di Bube & i Mazzacani della Soffitta. Roccatederighi, un paese della Maremma grossetana; una tradizione di canti che si tramanda ormai da 120 anni. Canti anarchici e di protesta ma anche amori perduti, storie di ergastolani e di esiliati. Un coro tradizionale e un gruppo rock per parlare al nostro tempo. Amore e anarchia. TRADIZIONE E RI(E)VOLUZIONE è un progetto musicale inciso su doppio cd che vede su un lato la TRADIZIONE del Coro Sedicidagosto e sull’altro lato la RI(E)VOLUZIONE di Bube e i suoi Mazzacani della Soffitta. “Qui a Roccatederighi la tradizione del canto si tramanda ormai da 120 anni. Grazie a un gruppo di bisnonni idealisti e attivisti, pronti ad incamminarsi verso Siena quando venivano a conoscenza di raduni e comizi, arrivavano in paese le riviste, le idee e i canti”

OTTOBRE 2018 presentazione del numero 28 della rivista IL DE MARTINO
dedicato alla figura di Emilio Lussu con la pubblicazione di una sua intervista inedita
rilasciata a Gianni Bosio.

LUOGO Tutte le iniziative si svolgeranno presso la sede dell’Istituto Ernesto de Martino, nella Villa San Lorenzo al Prato, in via Scardassieri, 47 a Sesto Fiorentino (FI). Da Firenze:  bus 28 dalla stazione di Santa Maria Novella, fermata Ariosto 5; in treno: tutti i treni in direzione Prato-Pistoia-Lucca-Viareggio.

Istituto Ernesto de Martino, Villa San Lorenzo al Prato – via Scardassieri, 47 Sesto Fiorentino (Fi)
Tel. 0554211901 – fax 0554211940  www.iedm.it - iedm@iedm.it

RACHELE ANDRIOLI E ROCCO NIGRO
NEW ALBUM "MALETIEMPU"
(Dodicilune - IRD Distribution / Believe Digital)

Rachele Andrioli (poignant voice and furious tambourines) and Rocco Nigro (virtuoso and subtle chromatic accordion), two Italian musicians originating from Salento, located in the southern Puglia region, just released their third album « Maletiempu » on Pugliese label Dodicilune. The twelve tracks of this new opus illustrate the various musical axes of the duet: the anchorage in the popular music of Salento, the opening to musical traditions from other geographical spheres, and the creation of original compositions. The album has been recorded with the complicity of Giuseppe Spedicato (acoustic bass), Vito De Lorenzi (daf, tabla, tambourine), Massimo Donno (vocal, acoustic guitar), Massimiliano De Marco (vocal), Valerio Daniele (electric guitar).

upcoming concerts:
22 August in Groix (F), Festival du Film Insulaire
29 September in Savigny-le-Temple (F), Espace Prévert - Scène du Monde
5 October in Plauen (D), Malzhaus
8 November in Valencia (E), Museu Valencià D'Etnologia
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RADIODERVISH
Il Sangre e il Sal Concerti di Presentazione

Esce il 29 giugno in digitale e dal 6 luglio disponibile negli store, “IL SANGRE E IL SAL”, il nuovo disco dei RADIODERVISH (Cosmasola / distr. Believe Digital).Il Sangre e il Sal è Il nuovo album dei Radiodervish, il titolo viene da un modo di dire in lingua Sabir, l’antica lingua spontanea dei porti del mediterraneo, per indicare una condizione che è contemporaneamente di appartenenza, il sangue che ci lega ad una famiglia, e di sradicamento, il sale che il viaggio lascia addosso.Le canzoni sono ispirate ad un cammino mediterraneo per produrre una rapsodia di suoni e parole non tanto alla ricerca delle grandi civiltà quanto per raccogliere frammenti di un’enciclopedia pratica di conoscenze esteriori ed interiori frutto dello sforzo di chi affronta le quotidiane difficoltà dell’esistenza, siano esse dovute dalle condizioni naturali o siano esse provenienti dalla barbarie della guerra.

CONCERTI DI PRESENTAZIONE
25 agosto Pescara – Porto turistico - Estatica h. 21.00
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DI MACABRE’ LA DANZA 
SPETTACOLO MULTIMEDIALE A CURA DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE GAI SABER
Testo originale a cura di Chiara Bosonetto; Regia di Francesco “Cece” De Maria
Musiche originali: Gai Saber; Realizzazioni video: Elena Giordanengo ed Alex Rapa
Costumi: Laura Vitali, Rosetta e Marilena Bersezio, Sofia Tomatis, Polina Brysova
Luci ed Audio: Corrado Ribero

VENERDI 31 AGOSTO 
CENA MEDIEVALE PRESSO LA TRATTORIA DELLA POSTA A PRADEBONI
DOMENICA 2 SETTEMBRE
LUNEDI 3 SETTEMBRE 
PEVERAGNO, CORTILE AMBROSINO ORE 21,30


“ Da diversi e antichi scritti ai quali sembra che si debba dar credito, è accertato che sotto il papato del romano Pontefice Callisto II e il regno dell'Imperatore Enrico IV nell'anno 1120, questi luoghi stavano, come è costume, sotto il dominio di alcuni nobili e cioè Peveragno, Villasco, Beinette , Forfice, Chiusa Pesio, Margarita, Morozzo , Boves, Demonte, Fontanelle........Mentre erano oppressi da quegli stessi nobili con una pesante tirannia, già i sudditi erano accresciuti di numero tanto che alcuni avevano uomini dediti al pubblico interesse e audaci specialmente perché odiavano gli stupri.......Ecco che , convocati due da ciascuno dei luoghi sopra richiamati, si radunarono nella cappella dove adesso si trova la chiesa di Santa Maria del Bosco: dopo una lunga relazione sulle loro disgrazie.......finalmente convennero in questa decisione che, abbandonati gli stessi loro signori, acquistassero la libertà” (Codice Corvo,  a cura di Elena Giuliano e Stefano Robaldo; Primalpe 2016 Pag.11). Di Macabrè la Danza è uno spettacolo multimediale liberamente ispirato ai moti contadini che si svolsero nei paesi vicino a Cuneo nell’anno 1120, citati nel codice Corvo come movimento di ribellione popolare che diede origine alla città di Cuneo; il manoscritto cinquecentesco, opera dei cuneesi Messere Sebastiano Corvo e del figlio Francesco, riferisce infatti nelle sue prime pagine che i futuri fondatori della città di Cuneo si ribellarono in particolare all’odiosa pratica dello “ius primae noctis” dei loro signori, distruggendo i castelli e i domicilii degli odiati tiranni. Nel timore del ritorno dei nobili proprietari delle terre, i ribelli decisero quindi di fuggire da Boves, Beinette, Chiusa Pesio, Peveragno, Caraglio e da tutti i luoghi della sedizione, fondando una nuova città in un luogo scosceso, più sicuro e ben difendibile dopo la costruzione di solide mura. E’ la leggenda della nascita del nostro capoluogo, della città triangolare cinta di mura e fondata da fuggiaschi popolani orgogliosi e mai sottomessi, provenienti da quei piccoli paesi che ne furono l’anima e la splendida origine. Una storia di ribellione contro i soprusi dei potenti, in cui la morte giustiziera alla fine guiderà verso il proprio destino finale i ricchi e i signori in una solenne danza macabra, lasciando al popolo l’opportunità del futuro e della rinascita. La casa editrice Primalpe e gli autori della “traduzione” in italiano moderno del manoscritto noto come “Codice Corvo” della fine del  '500, ci hanno fatto ricordare  non solo le vicende storiche che portarono alla nascita di Cuneo, ma anche il fatto che attraverso quegli eventi sia iniziata la presa di coscienza della dignità del mondo contadino e  della civiltà montanara che è una delle componenti del difficile percorso verso la scoperta e l'affermazione dei diritti dell'uomo, dei diritti dei lavoratori, dei diritti delle donne , valori sempre attuali e , purtroppo, tutt'altro che realizzati anche nella società attuale. In questa epoca di nuove povertà e conflittualità, in cui sembrano  ritornare alcuni aspetti deteriori del Medioevo , le storie raccontate nel Codice Corvo ci sono sembrate un punto di partenza per ritrovare un percorso di dignità e di solidarietà fra chi vive situazioni di subalternità, di sfruttamento e di oppressione, per ricordare che la Storia non è fatta solo dagli uomini di potere laico o ecclesiastico che sia, ma anche dai “sudditi”, quando prendono coscienza dei propri diritti. I contadini dei paesi delle valli del cuneese , oppressi dalla prepotenza dei loro signori diedero inizio alle rivolte che portarono alla nascita del libero comune di Cuneo. Non fu una rivoluzione, non fu la realizzazione del Regno di Dio in terra, di un'utopica società perfetta, ma l'inizio di un percorso , lento e faticoso, verso una società più giusta, libera e democratica. L’associazione culturale Gai Saber, che, attraverso gli strumenti del teatro sociale, da anni opera nella realizzazione di eventi multimediali legati al patrimonio culturale, popolare ed artistico del basso Piemonte, propone oggi il suo nuovo lavoro liberamente ispirato alla storia riportata all’inizio del Codice Corvo. Come ormai di consueto, lo spettacolo utilizza ancora i differenti linguaggi artistici della recitazione. della musica suonata dal vivo, della danza e delle videoproiezioni, ispirate al patrimonio artistico e paesaggistico locale, ed avvalendosi della collaborazione di associazioni locali peveragnesi con il contributo delle istituzioni e delle fondazioni presenti sul territorio.

LA CENA MEDIEVALE
PRADEBONI TRATTORIA DELLA POSTA
VENERDI 31 AGOSTO 2018 ORE 19,30 
PRENOTAZIONI ENTRO IL 27-08-18 PRESSO TRATTORIA DELLA POSTA - info@laposta-pradeboni.it - www.laposta-pradeboni.it - tel 0171.383551
COSTO EURO 30

Nel Medioevo i cibi si portavano alla bocca con le mani (solo per i liquidi si usava il cucchiaio) e anche per questo si prestava molta attenzione a pulire ripetutamente le mani durante il pasto, utilizzando una bacinella d'acqua; per asciugarle si usava la tovaglia. L'abitudine a mangiare con le mani continuò per lungo tempo a essere preferita. Il contatto fisico col cibo, non "mediato" da uno strumento metallico, era parte integrante del gusto di mangiare.  Sul "corretto" uso delle mani si concentrano i primi manuali di "buone maniere", che appaiono in Europa nel XIII secolo. Destinati all'aristocrazia di corte, essi insistono sulla necessità di impiegare tre sole dita per afferrare il cibo, non tutte e cinque «come sogliano fare i villani».
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LA MACINA
VENERDI 14 SETTEMBRE H 21.00
SALA PETRASSI, AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
​​Viale Pietro De Coubertin 30
Biglietto unico 15 euro

NON ALTRO CHE IL CANTO MEZZO SECOLO DE LA MACINA UNO DEI PIU’ GRANDI ENSEMBLE DI MUSICA POPOLARE IN ITALIA CON LA PARTECIPAZIONE E L’AMICIZIA DI ROSSANA CASALE, LUCILLA GALEAZZI, GIOVANNA MARINI,SARA MODIGLIANI. 

AD ANTICIPARE IL CONCERTO ANCHE LA MOSTRA DI 50 ANNI DI ARTE NEL COLLAGE DI GASTONE PIETRUCCI, LEADER E FONDATORE DE LA MACINA
(foyer Sala Petrassi dall’11 al 16 settembre 2018)

Una delle più longeve ed importanti formazioni di musica popolare in Italia, festeggia i suoi 50 anni di attività con un evento straordinario ed imprevedibile, dove il canto si mescola alla terra, la musica all’arte, le radici alle ali. A festeggiare La Macina saliranno sul palco della prestigiosa Sala Petrassi alcuni grandi amici ed artisti che in molteplici momenti di questa lunga storia hanno condiviso istanti di vita e di arte con l'ensemble fondato e guidato fin dall’inizio con lucida e visionaria follia da Gastone Pietrucci: aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque di canto. O come altri amano definirlo: il Pasolini del canto popolare italiano. Ricercatore e filosofo, interprete ed autore. Un’artista che nella sua lunga carriera ha lavorato per oltre 50 anni raccogliendo e catalogando le antiche voci, i canti e i racconti de le Marche tutte. Tracciando così una mappa della memoria ove colloca i reperti. Per poi indagarne il senso profondo, l’anima e trasferirla nel canto, ovvero il veicolo linguistico specifico attraverso il quale quell’anima si esprime e vive la storia. Nel concerto in Sala Petrassi questi 50 anni rivivranno nell’arco di una serata, incrociando emozioni e racconti, storie e canzoni, memorie e scoperte. A ricomporre ancora una volta lo straordinario patrimonio musicale e culturale che La Macina conserva e rilancia verso il futuro.

LA MOSTRA DI COLLAGES (CORRIDORIO DEL FOYER DELLA SALA PETRASSI)
Ad anticipare questa grande ed unica serata, la mostra antologica dei collages di Gastone Pietrucci, leader e fondatore de La Macina. Arte sublime o esercizio di stile? Sono le parole perdute che ricerca, così simili alle immagini perdute, quelle dei suoi collages; un labirinto dentro un altro labirinto, alle spalle del cantante, dell’aedo e del cantautore o cantore stesso. Riprende le parole tramite le cose e le loro immagini riflesse e speculari e gli riconferisce, in un certo senso, un nuovo nome sotto forma di allegorie, metafore, anagrammi, enigmi, arcani, tarocchi strani. Figure di collages che si agganciano come ad un sovrasignificato superiore, sovrannaturale, ma anche sottostante, soccombente, perturbante, perdurante. Infatti sono oltre 50 anni che Gastone fa collages, più o meno come le canzoni. In mostra ne vedremo una piccola selezione, in prevalenza dedicati alla storia dell’arte rivista dal suo sguardo visionario, tenero, malinconico, ardente e passionale.

LA MACINA IN POCHE RIGHE
Una cinquantennale attività, la pubblicazione di ben sedici LP e del volume Cultura Popolare Marchigiana, sicuramente la più ampia ed organica raccolta di canti e tradizioni popolari che vantino le Marche, fanno del Gruppo di Ricerca e Canto Popolare La Macina l'unico autorevole portavoce di quello che è il ricchissimo patrimonio della tradizione e della cultura orale marchigiana. Cos'è il gruppo La Macina? Un collettivo d'indagine etnomusicologica che tiene al proprio rigore sia nel senso della ricerca che in quello dell'esecuzione. Chi assisterà ai loro concerti, capirà da se il discorso de La Macina: per quel che dicono cantando, per come lo cantano, per l'espressività estrema del Gruppo, che è riuscito ad attingere linfa dalle più profonde radici della nostra terra, facendo proprie le modalità e i riti della civiltà contadina, che sicuramente divulgano con esemplare rispetto ed amore. La Macina, tra l'altro, è riuscita a far nascere nel 1988, il Centro Tradizioni Popolari, operando non solo come struttura di conservazione, ma soprattutto come agente di promozione e studio della musica e delle tradizioni popolari

LA FORMAZIONE DE LA MACINA:
Gastone Pietrucci – voce; Adriano Taborro – chitarra, mandolino, violino e voce; Marco Giglio – chitarra, voce, percussioni; Roberto Picchio – fisarmonica
Riccardo Andrenacci – batteria
Giorgio Cellinese – coordinamento

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ROBERTO TOMBESI
GiroInGiro ...con nonchalance

...chi? io, i miei strumenti musicali e due strani personaggi: una ruota, incastrata inutilmente su uno sgabello, per scegliere, facendola girare, cosa cantare-fare-raccontare; e una porta, che non si sa se serva per entrare o per uscire, per accogliere o meno amici. E ancora: due marionette che ci faranno compagnia e ci aiuteranno a sorridere, qualche ospite occasionale e tutti voi a girare la ruota, ascoltando e vedendo quello che per caso potrà accadere, cantando e suonando; ...perché? per ri-girare, se possibile, questo benedetto mondo, stando assieme, raccontandoci storie, ascoltando le memorie che – con i canti – vengono da lontano, senza voler prevedere dove possono andare, rincorrendo, assieme, il GiroInGiro, la vita; ...dove? ovunque si possa stare bene assieme: in una casa di qualcuno, in una scuola, in un piccolo teatro e – perché no! – in un grande teatro (se venite in molti), in un ristorante o trattoria (solo se si mangia bene) o in un qualsiasi spazio di tutti e per tutti.


Per ROBERTO (Tombesi) da ROBERTO (Masiero) 
C’è una sorta di scena delle origini, prima di qualsiasi tempo che si riesca ad immaginare, una scena che nessuno di noi ha mai vissuto, ma che ricordiamo, anche se terribilmente lontana, come fosse ora. Una scena che non manca mai di tornare: alcuni uomini e donne, vecchi e bambini, attorno al fuoco all’imbrunire e qualcuno distribuisce del cibo. È un capo. Si mangia assieme, ma in quel momento non può mancare chi racconta storie, spesso cantando per renderle più vive e forse anche più vere. Si sta così assieme diventando comunità. Si sopravvive alla vita. Roberto Tombesi è un cantastorie che va di GiroInGiro, da una comunità all’altra. Non è un attore che “fa la parte”, che prova “la parte” che evoca altri luoghi, figure eventi o che si mette in maschera; Roberto usa la musica, il canto, le parole e il racconto per tornare ogni volta a quella scena originaria, a quel focolare che ci tiene tutti assieme. E così coglie, con noi, la vita tutta che ci gira attorno; la cattura con le canzoni che parlano inevitabilmente dei nostri sogni, sofferenze, passioni, amori, desideri. E così parole e musica scavano nella nostra memoria, quella più intima, segreta, come quella che ci tiene tutti assieme. E - si sa- la memoria emerge quando vuole lei, quasi per caso, spesso con nonchalance: guardare con un sorriso il mondo aiuta. Ecco allora che Roberto prova a ri-prendere la vita che gira attorno a noi, che ci accompagna. Fa in modo che ognuno di noi possa far girare la ruota per vedere, ascoltare, sentirsi parte di una canzone che verrà, regalando al caso, al GiroInGiro, una occasione inaspettata: ci può aiutare a scoprire delle opportunità, le relazioni che non sappiamo prevedere ma possiamo accogliere, capire, ricordare quando si canta assieme. Diamo al caso ciò che è del caso per imparare ad essere liberi. Lo ha ben capito il mondo dell’arte contemporanea. Lo aveva ben capito in particolare Duchamp con la sua ruota di bicicletta, qui rimessa in scena da Roberto. Duchamp prende una fondamentale invenzione dell’uomo, appunto la ruota, e la rende inutile: avvitata ad uno sgabello non serve proprio a nulla. E così la fa diventare opera d’arte: uno sberleffo alle cose utili. Ma questo sberleffo possiamo restituirlo a Duchamp, proprio per essergli amici: ora la ruota può di nuovo servire, non per correre per strada o per trasportare cose, ma per sceg.liere, facendola girare, una canzone da cantare. Un gioco al caso nel GiroInGiro. Uno spettacolo quindi da fare assieme. E uno spettacolo è una vita che non è una vita, un evento che entra ed esce dalla vera vita come la porta, ancora di Duchamp, che non si sa se giri per farci entrare o per farci uscire. E questa volta non è solo Duchamp in scena, ma un ulteriore nostro vecchio amico, Magritte, che non perde l’occasione per scrivere con ironia sulla porta: “Questa non è una porta”. Proprio così: una porta può anche essere una “non porta” così come una canzone può essere, anche se per poco tempo, la pienezza della nostra stessa vita: ci fa entrare e uscire nel grande labirinto dei sentimenti. Roberto è mio amico, una amicizia che viene da lontano: dal mio ruolo di relatore alla sua laurea in Architettura allo IUAV di Venezia, quando abbiamo imparato in due, girando (già da allora nel GiroInGiro) attorno a figure come John Ruskin e William Morris, per capire assieme storia, memoria, decoro, il piacere del lavoro sulle cose... la vita. Venite, ad ascoltare canzoni, musiche e racconti, a girare la ruota, ad entrare o uscire da una porta che non è una porta, a incontrare ospiti che non sappiamo se hanno tanto e poco da dirci, ma che saranno con noi in un tempo-non-tempo in una vita-non-vita che è uno spettacolo. Ricominciamo dalla scena originaria, attorno al fuoco, raccontando, meglio, cantando storie, con nonchalance, visto che è impossibile non fare di tutto per continuare a stare assieme.
Roberto Masiero

21 Agosto 2018 ore 21.00
Civitella Alfedena (AQ)Teatro
07 Settembre 2018 ore 21.00 
Padova, Bastione Alicorno
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La canzone d’autore in lingua d’Abruzzo
Lara Molino, fa partire il suo tour estivo da Milano

Domenica, 15 luglio, la cantautrice abruzzese Lara Molino riprenderà i suoi concerti. Inizierà dal nord Italia, da Milano dove incontrerà i suoi fans lombardi e proseguirà poi verso sud, toccando diverse città dell’Abruzzo, del Molise e della Puglia. Grazie al suo ultimo album dal titolo “Fòrte e gendìle”, pubblicato nel 2017, prodotto dal violinista Michele Gazich, edito da FonoBisanzio e distribuito da IRD, che ha riscosso un notevole successo, Molino, cantautrice appassionata e intensa, della scena folk-world, presenterà al suo pubblico i brani del suo disco e nuove canzoni appena composte. In questo tour sceglie anche di reinterpretare alcune canzoni popolari, antichi canti del lavoro in vernacolo abruzzese. Da diversi anni infatti, non si dedica solo alla composizione, fa ricerca, studia, si riappropria del suo dialetto, delle storie e dei personaggi del suo Abruzzo. Nelle sue date estive sarà accompagnata da due musicisti: Giuseppe Di Falco (fisarmonica) ed Eugenio Timpani al violino.  La voce e le canzoni di Lara Molino vogliono aprirsi al mondo, al confronto con gli altri popoli. Le sue sono “nuove canzoni” per “nuovi ascoltatori”. E’ solo conoscendo la propria identità che ci si può confrontare serenamente con gli altri popoli, le altre culture.

Date:
23 agosto Ortona
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MIRKO CASADEI E L'ORCHESTRA CASADEI
Missione: predicare il liscio del futuro contaminandolo con reggae, ska e taranta
CONTINUA IL TOUR ESTIVO IN TUTTA ITALIA

Continua il tour estivo di MIRKO CASADEI con l’Orchestra Casadei, che quest’anno festeggia ben 90 anni di storia! Venerdì 10 agosto il musicista romagnolo sarà in concerto a PONZA (LT), in occasione della Festa Patronale di Santa Maria Assunta (frazione Le Forna), per regalare al pubblico un spettacolo trasversale che intreccia suoni e sapori di generi musicali pop-folk di svariate provenienze (liscio, reggae, ska e taranta). Durante lo spettacolo saranno proiettate immagini e videoclip che ripercorrono la storia e la tradizione del liscio. Sul palco Mirko Casadei è accompagnato da giovani musicisti: la voce graffiante di Simona Rae, la voce e la chitarra di Stefano Giugliarelli, la fisarmonica mediterranea di Manuel Petti, Marco Lazzarini al sax e clarinetto in do, la simpatia contagiosa del brasiliano Gil Da Silva tromba voce e percussioni, la grande esperienza del direttore musicale Giuseppe Zanca basso e tromba e tutta la carica di Enrico Montanaro alla batteria. Queste le prossime date confermate in costante aggiornamento sul sito www.casadei.it:

Giovedì 16 Agosto – SANT’ANGELO DEI LOMBARDI (AV)
Sabato 18 Agosto - CARPACCO (UD)
Domenica 19 Agosto - GAMBARA (BS)
Martedì 21 Agosto - FOCE DI AMELIA (TR)
Venerdì 24 Agosto - MARIANA MANTOVANA (MN)
Sabato 25 Agosto - MARCIANO DELLA CHIANA fraz. CESA (AR)
Domenica 26 Agosto - MASIANO (PT)
Martedì 28 Agosto - BARANELLO (CB)
Giovedì 30 Agosto - VILLA PITIGNANO (PG)
Venerdì 31 Agosto - SALUZZO (CN)
Sabato 1 Settembre - PASSO DI TREIA (MC)
Domenica 2 Settembre - LATIANO (BR)
Lunedì 3 Settembre - REPUBBLICA SAN MARINO RSM show teatrale con Ivano Marescotti
Domenica 9 Settembre - FIUMICINO SUL RUBICONE (FC)
Domenica 16 settembre – RIUSSI (RA)

MIRKO CASADEI musicista romagnolo, figlio de “Il re del liscio” Raoul Casadei, guida oggi l’Orchestra Italiana da ballo più famosa al mondo. Il suo progetto è portare avanti la tradizione dell’Orchestra Casadei, fondata nel 1928 dal M° Secondo Casadei (autore di “Romagna Mia”), di dare continua linfa alla musica popolare d’autore firmata Casadei, che appartiene a tutti gli italiani, con grande attenzione al ricambio generazionale. Con il suo pop-folk, Mirko Casadei ha portato una ventata di novità per il popolo del ballo, proponendo nuovi sound e contaminazioni musicali. “Doccia Fredda” è il suo primo singolo, che dà il titolo anche al disco uscito nel 2003, tradotta e incisa da Kid Creole and the Coconuts. Nel 2008 esce il secondo album di inediti “Do you remambo?”, contenente anche cover a “prova di ballo” (da Vasco Rossi a ritmo di salsa a James Brown a tempo di cha cha cha) e un brano cantato in spagnolo col gitano Gipsy Mario Reyes. Numerosi i tour all’estero: Australia, America, Canada, Brasile, Argentina, Europa, Tunisia, Bulgaria, Kazakhistan, poi Londra, Parigi alla “Fete de la music”, Cuba a la “Casa del l’Amistad”. Nel 2009 e 2010 per due intere edizioni, Mirko è protagonista dello show televisivo italiano Maurizio Costanzo Show, con una “Ricreazione Casadei”. Nel 2011 Mirko Casadei con la sua Orchestra Italiana, diventa Orchestra Ufficiale della FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva), suonando dal vivo ai Campionati Internazionali di ballo. Alcuni suoi brani vengono scelti per le competizioni e Mirko esce con 2 cd dove arrangia e reinterpreta 20 successi internazionali da ballo “FIDS – LIVE FROM RIMINI ballroom & latin” vol1 e vol2. Nel 2013 Joe Bastianich lo chiama per il suo programma “On the Road” in onda su Sky Arte.  Nel 2017 viene pubblicato il documentario, realizzato dal regista Giorgio Verdelli per Rai Due, “UNICI - la dinastia Casadei” (2017), fra gli intervistati spiccano i nomi di Paolo Fresu, Samuele Bersani, Eugenio Bennato. Durante lo stesso anno, Mirko Casadei ha realizzato l’album “Sono Romagnolo”, che contiene 12 canzoni della tradizione romagnola riarrangiate in maniera ritmica e divertente in versione party, ska reggae. Dall’album nasce anche il progetto AD CHI SIT E FIOL? (tu di chi sei figlio?) con le scuole materne ed elementari dell’Emilia Romagna, che si pone come obiettivo quello di raccontare ai bambini la storia della Dinastia Casadei parlando dei valori contenuti nelle canzoni di questa storia lunga 90 anni (1928-2018): amore, famiglia, amicizia, accoglienza, le radici e l’amore per la terra terra, le tradizioni e il dialetto.  Quest’anno l’Orchestra Casadei festeggia 90 anni di storia: dal 1928 una musica popolare portatrice sana di allegria e positività, che si tramanda da almeno 5 generazioni.

www.casadei.it
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LA STELLA INTERNAZIONALE DEL DESERT BLUES TORNA IN ITALIA CON IL NUOVO INTENSO DISCO DERAN
BOMBINO
IN TOUR

30 agosto – Adriatico Mediterrano - Ancona
12 ottobre – Sabir Festival - Palermo
18 ottobre - Torino
26 ottobre – Musica dei Popoli - Firenze

Una bella sintesi di almeno 40 anni di storia della musica africana, che scivola via nei virtuosismi chitarristici di uno dei migliori strumentisti del suo continente (Rockerilla). Un diario di bordo di un viaggio di ritorno sentito e melodicamente ispirato (Il Mucchio Selvaggio). Un disco al sound inconfondibile, al tempo stesso internazionale ed esotico, contemporaneo e world (Rolling Stone). Fermati un attimo, mettiti le cuffie e inizia a sognare. Questo è “Deran” l'ultimo, stupendo album di Bombino (Rockol). Un artista simbolo di un popolo e di un genere musicale. Un musicista capace di dare suono compiuto al deserto e di portarlo con successo in tutto il mondo diventando la prima vera star tuareg. Un virtuoso dello strumento, uno dei migliori chitarristi blues viventi a detta del New York Times, che vanta collaborazioni con i più grandi nomi della musica, da Keith Richards e Stevie Wonder a Robert Plant, Jovanotti e Dan Auerbach. Torna in Italia la stella del desert blues Bombino con il tour internazionale del nuovo album, il quarto, Deran, uscito il 18 maggio per Partisan Records (Ascoltalo qui). Dopo un'anteprima il 16 giugno al Biografilm di Bologna, la prima data italiana sarà il 20 giugno a Roma all'interno della venticinquesima edizione di Villa Ada – Roma incontra il mondo nella serata #Withrefugees, il live organizzato in occasione della Giornata Mondiale Del Rifugiato organizzata da Arci e UNHCR (Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati) con la collaborazione del Servizio Centrale dello Sprar. Un appuntamento importante e molto significativo, quello romano, per Bombino: ex rifugiato, costretto all'esilio a causa delle numerose ribellioni nella sua regione nativa, il chitarrista nigerino di etnia tuareg, il popolo nomade del nord Africa, mai come in questo ultimo disco vuole dimostrarsi vicino alla sua terra. Deran è infatti scritto e cantato interamente nella sua lingua madre, il Tamasheq, ed è anche il suo primo album registrato su suolo africano, a Casablanca, nello studio del re marocchino Mohammed VI. Un ritorno a casa che vuole promuovere un messaggio di speranza e augurio, proprio come dice il titolo stesso del disco che in italiano significa “Migliori auguri”, a un mondo che sta vivendo un periodo di grande dolore e tumulto. Deran è un album viscerale, forse il suo lavoro più diretto e coinvolgente, che mostra ancora una volta la grande capacità di Bombino di unire l'eredità orgogliosa e senza tempo dei nomadi del deserto con il rock di oggi, l'improvvisazione virtuosa e una contagiosa esuberanza sonora. Dieci tracce incise in dieci giorni, alcune originali e altre ispirate a canzoni della tradizione Tuareg; dieci inni alla ricchezza e alla bellezza della cultura del suo popolo, alla necessità di riconoscerne il valore anche nel mondo contemporaneo. Con la consueta maestria e maestosità alla chitarra e il suo suono elogiato da Pitchfork come autentico e ambizioso, Bombino crea un universo complesso ma semplice all'ascolto, dimostrando ancora una volta la sua abilità di lavoro su diversi generi. In Deran infatti si mescola folk e rock, passando per il blues e il funk e naturalmente il sottogenere “Tuareggae”, di cui il chitarrista è pioniere e precursore: un blues/rock tuareg solar, sporcato di reggae e bounce. Bombino oggi è un artista acclamato in tutto il mondo ma non ha mai reciso i legami con la sua terra madre, anzi, è riconosciuto anche dal popolo Tuareg come uno dei più abili e ricercati musicisti in circolazione. Ha collaborato con artisti del calibro di Stevie Wonder, Keith Richards, Robert Plant, Dave Longstreth, Dan Auerbach, Jovanotti e molti altri, ed è stato ospite dei più importanti festival internazionali, dal Bonnaroo, al Citadels, dal Coachella al Newport Folk Festival. Dopo le date bolognese al Biografilm del 16 giugno e romana a villa Ada il 20 giugno, il tour italiano prosegue il 31 luglio al festival Mundus di Carpi (MO), il 1 agosto al Castroreale Millazzo Jazz di Milazzo (ME), il 3 agosto al Dromos Festival di Mogoro (OR), il 30 agosto all'Adriatico Mediterraneo di Ancona, il 12 ottobre al Sabir Festival di Palermo e il 26 ottobre al Festival Musica dei Popoli di Firenze.
Nato e cresciuto in Niger, nella città di Agadez, Bombino (al secolo Oumara Moctar) fa parte della tribù tuareg, una popolazione nomade che discende dai Berberi del Nordafrica. Il popolo Tuareg ha combattuto spesso per la difesa dei suoi diritti contro il governo del Niger, costringendo più volte Bombino e la sua famiglia a fuggire. Durante uno di questi esili, alcuni parenti in visita dalle prime linee della ribellione lasciarono una chitarra e Bombino iniziò a capire come suonarla. In seguito studia con il chitarrista tuareg Haja Bebe che gli chiede di unirsi alla sua band: è in questo contesto che si guadagna il soprannome di Bombino – una lieve storpiatura della parola italiana “bambino”. Negli anni dell’adolescenza trascorsi tra Algeria e Libia, gli amici di Bombino gli fanno scoprire – tra gli altri – alcuni video di Jimi Hendrix e Mark Knopfler. Bombino inizia poi a lavorare regolarmente come musicista e come pastore nel deserto vicino a Tripoli, trascorrendo molte ore da solo curando gli animali ed esercitandosi alla chitarra. Alla fine, ritorna in Niger dove continua a suonare con alcune band locali. Mentre cresce la sua leggenda, la troupe di un documentario spagnolo lo aiuta a registrare il suo primo album, “Guitars from Agadez Vol. 2”, che nel suo paese diventa anche un successo radiofonico. Nel 2009 Bombino incontra il filmmaker Ron Wyman, che aveva ascoltato una cassetta dell’artista mentre viaggiava nell’area di Agadez. Wyman rimane incantato dalla musica di Bombino e trascorse un anno a cercarlo, trovandolo alla fine a Ouagadougou, nel Burkina Faso, dove si era rifugiato dopo che due membri della band erano stati uccisi in una rivolta. Wyman inserisce Bombino in un documentario che sta preparando sui Tuareg e produce “Agadez”, il suo album solista del 2011 che esordì al primo posto della World iTunes chart. Il 2013 è l’anno di “Nomad”, il suo secondo album, prodotto da Dan Ayerbach dei Black Keys. E’ il disco che dona a Bombino la fama internazionale, grazie anche al lungo tour mondiale che ottiene uno straordinario successo. Solo in Italia oltre 70 date, fino ad arrivare al grande bagno di folla della Notte della Taranta. Rolling Stone lo inserisce fra i migliori 50 album di quell’anno. Il 1° aprile 2016 esce “Azel”, terzo album in studio e altro grande successo dell'artista, e infine il 18 maggio 2018 il quarto, “Deran”.

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FATOUMATA DIAWARA
DAL 19 LUGLIO ARRIVA ANCHE IN ITALIA UNA DELLE PIÙ VITALI VOCI DELLA MUSICA AFRICANA CONTEMPORANEA

Da giovedì 19 luglio, dalla straordinaria cornice del Teatro Goldoni di Venezia, parte il tour di Fatoumata Diawara, la serie di appuntamenti live, targata Musicalista Produzioni, che porterà una delle figure più carismatiche della musica africana contemporanea sui palchi dei migliori teatri e festival di tutta Italia. La cantante e attrice maliana che ha collaborato con Damon Albarn, Herbie Hancock, Tony Allen e Flea porterà dal vivo tutto il suo repertorio e i brani del suo nuovo disco “Fenfo” (Wagram/Audioglobe), disponibile dal 25 maggio scorso, prodotto Matthieu Chedid e registrato tra Mali, Burkina Faso, Barcelona e Parigi. Statuaria, superba, elegante; dotata di un sorriso radioso e naturale, Fatoumata Diawara reinventa i ritmi veloci e le melodie blues della sua ancestrale tradizione Wassoulou attraverso una sensibilità istintivamente pop. C’è qualcosa di speciale nell’idea di una giovane donna che canta con la sua chitarra. Non solo Fatoumata Diawara si riappropria di questa immagine in maniera forte e personale, ma la colloca letteralmente in una nuova era, in un’altra cultura; conferendo una prospettiva decisamente africana al concetto di cantautrice. Ad accompagnare la cantautrice maliana durante il tour, ci saranno Yacouba Kone, alla chitarra, Arecio Smith, alle tastiere, Sekou Bah, al basso, e Jean Baptiste Gbadoe, alla batteria. Ecco le prime date del tour:
1 dicembre – Il Volo del Jazz – Sacile (Pn);

info e prevendite su www.ticketone.it; www.mailticket.it e www.boxol.it  

Fatoumata Diawara era una ragazza energica e testarda quando all’età di dodici anni rifiuta di andare a scuola. I suoi genitori decidono di mandarla a vivere da una zia a Bamako per disciplinarla un po’ (storia di cui canta in Sowa). Quella zia lavora nel mondo dello spettacolo e, attraverso di lei, nel 2002 il direttore della compagnia teatrale francese Royale de Luxe, rimane colpito da Fatou e le offre una parte nella sua nuova produzione. Una donna non sposata è considerata come un minore nella società maliana, così è necessario chiedere il permesso della sua famiglia. Che però rifiuta. Dopo un lungo esame di coscienza Fatou decide infine di scappare e in modo rocambolesco riesce a salire su un aereo per Parigi, sfuggendo all’inseguimento della polizia che era stata avvertita del ‘sequestro’ della ragazza. Con Royal de Luxe Fatou si esibisce in tutto il mondo, dal Vietnam al Messico e in tutta Europa. Durante le prove e i momenti di tranquillità si ritrova spesso a cantare dietro le quinte per il proprio divertimento. Il direttore si accorge presto di questo suo altro talento e in un attimo le dà anche ruoli da voce solista negli spettacoli della compagnia. Incoraggiata dalla risposta del pubblico, inizia a cantare nei caffè e club parigini durante le pause della tournèe. Qui incontra Cheikh Tidiane Seck il celebre musicista e produttore maliano che la invita a viaggiare con lui di nuovo in Mali, per lavorare come corista su due progetti; “Seya”, album della stella del Mali Oumou Sangare nominato ai Grammy e “Red Earth” progetto sul Mali della cantante jazz americana Dee Dee Bridgewater (vincitore di un Grammy Award). Quando gli album vengono pubblicati Fatou è già tour in tutto il mondo come cantante e ballerina di entrambi i progetti. È in quel momento che prende la decisione di dedicarsi a tempo pieno alla sua passione, la musica. Lavora alacremente per completare un numero di canzoni sufficienti per un album, canzoni tutte rigorosamente scritte e arrangiate da lei. Grazie ad Oumou Sangare si aprono le porte per un contratto discografico con la World Circuit e la registrazione del suo album di debutto. Durante le registrazioni trova anche il tempo per collaborare con il progetto “Africa Express” di Damon Albarn e contribuire con la sua voce agli album di Cheikh Lô, AfroCubism, il progetto “Imagine” di Herbie Hancock e il clamoroso ritorno dell’Orchestra Poly-Rythmo de Cotonou. Dopo l’uscita dell’acclamato disco di debutto “Fatou” (19 settembre 2011) Fatoumata Diawara gira a lungo con la sua band e con Damon Albarn, Tony Allen e Flea come parte del progetto “Rocket Juice & The Moon”. Più recentemente, l’abbiamo apprezzata dal vivo al fianco del celebre pianista cubano Roberto Fonseca (con cui realizza anche uno splendido disco dal vivo, “At Home”) e soprattutto nella sua ultima apparizione in veste d’attrice, quel “Timbuktu” del regista Abderrahmane Sissako, che ha riportato al centro dell’attenzione internazionale il carisma e la determinazione di un’artista unica nel suo genere.

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IFRIQIYYA ELECTRIQUE
Adorcist & Post-Industrial Ritual
Spirits, Possession & Trance. Djerid desert, Sahara, Tunisia

18 August - ARIANO FOLK FESTIVAL (Ariano Irpino, Italy)
22 August - NOTTE DELLA TARANTA (Cutrofiano, Italy)
14 September - PLAI FESTIVAL (Timisoara, Romania)
16 September - ANCIENNE BELGIQUE (Brussels, Belgium)
21 September - CROSS CULTURE FESTIVAL (Warsaw, Poland)
22 September - BAM CULTURA VIVA FESTIVAL (Barcelona, Spain)
13 October - URBÄNG FESTIVAL (Köln, Germany)
02 November - FESTIVAL NEVERS À VIF (Nevers, France)
08 November - L'AMALGAME (Yverdon-les-Bains, Switzerland)
09 November - FESTIVAL MUSICA DEI POPOLI (Firenze, Italy)
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DJ CLICK
Concerti

Sa/Sa 25/08 @ Embrun - Secret night (Dj set)
Lu/Mo 10/09 @ Olot - Fiesta Major de Olot (Dj set) (SP)
Sa/Sa 15/09 @ Plobannalec Lesconil - L'Aurore Estivale (Click Here) ...
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SuRealistas
La formazione italo-argentina vola in Europa col bando Sillumina della SIAE


In Italia dal 2005, dove hanno scoperto profonde radici di appartenenza, i SuRealistas vivono da sempre come una grande famiglia musicale. Originariamente composti dai tre fratelli argentini Jeremìas, Joaquin e Agustìn Cornejo, nel tempo hanno integrato l'organico con musicisti provenienti dalla Toscana e dal Meridione d'Italia naturalizzandosi nel nostro Paese e fino a raggiungere un organico stabile di otto elementi. Il loro è un repertorio completamente originale. Scrivono e cantano in spagnolo e sono fortemente legati ad una tradizione latinoamericana in cui mescolano ritmi caraibici e intimità da cantautore, spirito porteño e sonorità brasiliane. La spregiudicatezza della giovane età, la grande capacità compositiva e di arrangiamento e il talento strumentale fuori dal normale fa sì che nei loro concerti si crei un'alchimia unica in cui l'ironia e l'esuberanza raggiungono il massimo nell'interazione con il pubblico, come sta nuovamente accadendo anche nella prima parte della loro tournée europea. Dieci date tra Francia, Svizzera, Belgio, Olanda e Germania con il prossimo appuntamento previsto il 30 giugno al Copacobana Festival di Sint-Amandsberg in Belgio. Un tour che si svolge sotto l'egida del bando Sillumina della SIAE. Si termina il 13 ottobre ad Halle-Saale in Germania. I SuRealistas sono: Jeremías Cornejo: voce, chitarra, ukulele; Francesco Messina: voce, percussioni; Agustín Cornejo: voce, chitarra; Mauro La Mancusa: tromba; Joaquín Cornejo: sax alto, pianoforte; Gianni Valenti: sax tenore; Matteo Bonti: contrabbasso; Pietro Borsò: percussioni.

8 Settembre De Nacht Van de Kaap Festival, Rotterdam (Olanda)
5 Ottobre Café Culture Le Gueulard, Nilvange (Francia)
12 Ottobre MieV - Musikerinitiative e.V, Geislingen an der Steige (Germania)
13 Ottobre Peissnitzhaus, Halle - Saale (Germania) 

Il tour Europeo è organizzato da Musicastrada
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presenta

BRANKO GALOIĆ (Croatia/France)
"A Poet and a Dreamer, mixing Irony and Melancholy, Brass and Gypsyjazz"
BRANKO GALOIĆ & SKAKAVAĆ ORKESTAR 
25-08-18 Saalfelden (AT), Jazzfestival Saalfelden TBC
21/26-08-17 Lucerne (CH), Lucerne Festival In den Strassen TBC

AMIRA MEDUNJANIN (Bosnia-Herzegovina)
"Bosnian Billie Holiday"
21-09-18 Berlin (DE), Passionskirche
23-09-18 München (DE), Allerheiligen Hofkirche
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TRIBALISTAS
Quindici anni dopo il successo mondiale delle hit “Velha Infância” e “Já Sei Namorar”
contenute nel primo album “TRIBALISTAS”

IL TRIO BRASILIANO composto da MARISA MONTE, CARLINHOS BROWN e ARNALDO ANTUNES PER LA PRIMA VOLTA IN TOUR IN TUTTO IL MONDO A NOVEMBRE IN ITALIA

8 NOVEMBRE – Teatro degli Arcimboldi – MILANO
11 NOVEMBRE – Sala Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musica) – ROMA

presentano il loro nuovo progetto discografico “Tribalistas” 
PREVENDITE DISPONIBILI SU TICKETONE A PARTIRE DA DOMANI

Quindici anni dopo il successo internazionale del primo album omonimo, che ha venduto oltre 3 milioni di copie, il trio brasiliano acclamato in tutto il mondo TRIBALISTAS intraprende per la prima volta un tour che toccherà America e Europa per presentare il nuovo progetto discografico. A novembre arriveranno anche in Italia con due date live. Giovedì 8 novembre MILANO – Teatro degli Arcimboldi (Viale dell'Innovazione, 20). Domenica 11 novembre ROMA – Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica – (Viale Pietro de Coubertin 30). Il trio, composto da Marisa Monte, Carlinhos Brown e Arnaldo Antunes, darà vita ad uno spettacolo unico e coinvolgente che, oltre a i brani del nuovo album “Tribalistas” (Universal Music), inciso a Rio de Janeiro nell’agosto del 2017, includerà le hit nazionali e internazionali, come "Passe em Casa", "Velha Infância" e "Já Sei Namorar". I Tribalistas saranno accompagnati sul palco dai musicisti Dadi Carvalho (basso, chitarra elettrica, mandolino e tastiera), Pedro Baby (chitarre acustiche ed elettriche), Pretinho da Serrinha (cavaquinho) e Marcelo Costa (batteria). Le date italiane fanno parte del tour europeo che partirà il 21 ottobre dal Portogallo per poi raggiungere Spagna, Germania, Svizzera, Inghilterra, Francia e si concluderà in Italia. I concerti italiani sono prodotti e organizzati da Intersuoni Srl, divisione Booking & Management Unit BMU. I biglietti del concerto di Milano saranno disponibili in prevendita, dalle ore 10.00, su Ticketone a partire da domani, giovedì 26 luglio; mentre i biglietti del concerto di Roma saranno disponibili in prevendita dalle ore 11.00, sempre di domani, su Ticketone e in vendita sul sito www.auditorium.com, al botteghino dell’Auditorium Parco della Musica (orario continuato 11:00 – 20:00), chiamando al call center 892982 (numero a pagamento), e recandosi ai punti vendita Ticketone. Il nuovo progetto, come il precedente, è un album home-made in quanto prodotto dagli stessi Tribalistas, insieme a Leonardo Netto, e registrato con un piccolo gruppo di musicisti, amici e colleghi, e dalla stessa squadra tecnica che ha lavorato al primo album.  Il disco, composto da 10 brani, è stato reso pubblico attraverso una diretta sui canali social degli artisti visualizzata da oltre 5,62 milioni di fan in 52 paesi contemporaneamente. Durante la diretta i Tribalistas hanno presentato quattro canzoni: "Diáspora", "Um Só", "Fora da Memória" e "Aliança". L’album è stato anticipato in radio dal singolo “Diáspora”, scritta interamente dagli stessi Tribalistas e prodotta da Marisa Monte. Il brano affronta il tema tristemente attuale della migrazione e degli spostamenti di popoli e civiltà, a causa di crisi e conflitti.

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NAMAZ by BAUL MEETS SAZ
EUROPEAN SUMMER TOUR

  18.08 Baul Meets Saz • Concert d'été au café le Parc (Liège, BE)
  20.08 Festival d'Art de Huy (Huy, BE)
  25.08 Hide & Seek Festival // World Music in Unexpected Brussels (Brussels, BE)
  01.09 Arscene (Hansbeke, BE)
  02.09 Basilique Notre-Dame D'avioth (Avioth, FR)
  07.09 Stockholm (SE)
  23.09 Handelsbeurs Concertzaal (Gent, BE)
  28.09 Eglise de Meysse (with SMAC 07, FR)

Emre Gültekin (saz & vocals), Malabika Brahma (vocals) & Sanjay Khyapa (dubki)
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Mehmet Polat & Embracing Colours

Ud player-composer Mehmet Polat brings together outstanding jazz musicians to form a brand new constellation of ud, drums, upright bass and accordion. After years of international touring with his ensembles inspired by the rich musical traditions of The Middle East, Africa, India, Europe and the Balkans, Polat is seeking out new jazzier ground for his modal jazz forms compositions. As always, Polat likes to leave plenty of room for improvisations in his pieces, resulting in an adventurous sound and a rich audience experience. Line-up: Mehmet Polat (Turkey) Ud & Compositions; Joan Terol Amigo (Catalonia) Drums; Hendrik Müller (Germany) Upright Bass; Oleg Fateev (Moldova) Accordion.

August 8  Mehmet Polat Trio CCAS tour in France
Campeole “Domaine de Fierbois”, Capbreton

August 10  Mehmet Polat Trio CCAS tour in France 
Campeole Ondres plage, Ondres

August 11  Mehmet Polat Trio CCAS tour in France
Campeole, Saint Pee Sur Nivelle

August 12  Mehmet Polat Trio CCAS tour in France 
VVF Villages “Omordia”, Sare

August 13  Mehmet Polat Trio CCAS tour in France 
Campeole “Abaya”, Hendaye

September 5  Wereldmuziek in de wijk - Featuring Alper Kekeç
De Meevaart, Amsterdam

September 9  at 11am  Solo concert 'Ageless garden' for children 
Teatro Munganga, Amsterdam

September 9  at 2pm  Mehmet Polat Trio 
Nationaal Monumenten Dag, Dordrecht - location tba.

September 15  Concert 'Ageless garden' Mehmet Polat, ud and Alper Kekeç, percussions 
Teatro Munganga, Amsterdam

September 16  Improvisation concert with Dragonfly, for Ecstatic dance.
Barbeton, Utrecht

September 21  'Turkish music essentials' Mehmet Polat (ud), Çiğdem Okuyucu (vocals) and Alper Kekeç (percussions)
Mixtree, Amsterdam

September 23  at 4pm  Concert 'Ageless garden' Mehmet Polat (ud) and Alper Kekeç (percussions) 
Grote Kerk, Vreeland

October 09  Mehmet Polat Trio 
Philharmonie, Haarlem

October 3  Wereldmuziek in de wijk - Featuring Lenneke van Staalen (violin) & Heiko Dijker (tabla)
De Meevaart, Amsterdam

October 14  at 2pm  Concert 'Ageless garden' Mehmet Polat (ud) and Alper Kekeç (percussions) 
Fermerie, Deventer

October 14  at 8.30pm  Concert 'Ageless garden' Mehmet Polat (ud) and Alper Kekeç (percussions) 
De Centrale, Gent, Belgium

September 20  Improvisation concert with Dragonfly, for Ecstatic dance. 
Theater de Veste, Alkmaar

October 24-28  Attending WOMEX
Las Palmas, Gran Canaria

November 2  Ud Festival  Mehmet Polat & Embracing Colours
Grounds, Rotterdam

November 3  Concert with Amsterdam Turkish Folk Music Choir
Korenfestival, Haarlem

November 9  Mehmet Polat & Embracing Colours
De Nieuwe Kerk, Den Haag

November 14  Wereldmuziek in de wijk - Featuring Babak Amiri (guitar & vocals), Heather Leslie (cello) and Bam Commijs (piano)
De Meevaart, Amsterdam

November 28  Ziel/Rouh | ICK & Amsterdams Andalusisch Orkest
Stadsschouwburg, Nijmegen

November 29  Ziel/Rouh | ICK & Amsterdams Andalusisch Orkest
Theater Speelhuis, Helmond

November 30  Mehmet Polat & Embracing Colours at Club Nine, Tivoli Vredenburg, Utrecht