Concerti World e Trad

I concerti della scena world, e trad ...

CLUB55
Roma

PROGRAMMAZIONE OTTOBRE 2018

sabato 27 ottobre ore 21.00
KABOOM 
concerto musica balfolk
Per una sera sarete voi a decidere la nostra scaletta! Per presentare le registrazioni di alcuni dei nostri pezzi, che verranno successivamente messi online, potrete votare i vostri pezzi preferiti e noi li eseguiremo per voi! Cristina Calzetta: organetto, voce, arrangiamenti; Germana Paolella: organetto, voce, arrangiamenti; Daniele Casali: chitarra; Carlotta Taschini: violino e voce

Ingresso con tessera € 2,00 + € 5,00 sottoscrizione consigliata.
Prenotazione consigliata 3489364507-3497158406
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RACHELE ANDRIOLI E ROCCO NIGRO
NEW ALBUM "MALETIEMPU"
(Dodicilune - IRD Distribution / Believe Digital)

Rachele Andrioli (poignant voice and furious tambourines) and Rocco Nigro (virtuoso and subtle chromatic accordion), two Italian musicians originating from Salento, located in the southern Puglia region, just released their third album « Maletiempu » on Pugliese label Dodicilune. The twelve tracks of this new opus illustrate the various musical axes of the duet: the anchorage in the popular music of Salento, the opening to musical traditions from other geographical spheres, and the creation of original compositions. The album has been recorded with the complicity of Giuseppe Spedicato (acoustic bass), Vito De Lorenzi (daf, tabla, tambourine), Massimo Donno (vocal, acoustic guitar), Massimiliano De Marco (vocal), Valerio Daniele (electric guitar).

8 November in Valencia (E), Museu Valencià D'Etnologia
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THE MAGIC DOOR
in concerto al The Sanctuary di Roma
venerdì 19 ottobre, ore 23.00
ingresso libero

L’album d’esordio di Giada Colagrande, Arthuan Rebis e Vincenzo Zitello

Venerdì 19 ottobre al The Sanctuary di Roma, il trio The Magic Door, formato da Giada Colagrande (regista, attrice, cantautrice), Arthuan Rebis (compositore, cantautore e polistrumentista) e Vincenzo Zitello (maggiore arpista italiano, compositore e polistrumentista) presenta per la prima volta l’omonimo album d’esordio, uscito il 16 ottobre in Italia. Pur essendo ascrivibile al folk esoterico, sia per le sue scelte stilistiche che per il concept generale, The Magic Door trae ispirazione anche da sonorità folk britanniche, celtiche, mediterranee e orientali, tracciando una poetica peculiare al di là delle connotazioni, nella quale si collocano le 9 tracce, tutte originali, che compongono l’album. “The Magic Door – dichiarano Giada Colagrande e Arthuan Rebis - è un progetto che attinge a un immaginario mitologico, da tradizioni sapienziali senza tempo. La sua attualità risiede nel mistero imperituro che la Porta Alchemica incarna”.  Il disco è, infatti, il risultato del loro personale viaggio attraverso l’archetipo stesso della “Porta Magica” e l’inesauribile immaginario evocato dalle sue epigrafi, dai suoi simboli e dai pianeti cui si riferiscono, conciliando tradizioni sciamaniche, miti arcaici e mondi onirici. Unico cimelio alchemico in Italia, edificato dal marchese Massimiliano Palombara nella sua residenza, villa Palombara, centro vitale della Roma ermetica del Seicento, la leggenda della Porta Magica trae origine da un particolare aneddoto. Un pellegrino, identificabile con l'alchimista Francesco Giuseppe Borri, dimorò per una notte nei giardini della villa alla ricerca di una misteriosa erba capace di produrre l'oro. Il mattino seguente fu visto scomparire per sempre attraverso la porta, ma lasciò dietro di sé alcune pagliuzze d'oro, frutto di una riuscita trasmutazione alchemica, e una misteriosa carta con simboli magici e sette epigrafi che dovevano contenere il segreto della pietra filosofale. Il marchese Palombara fece quindi incidere sulla porta il contenuto del manoscritto con i simboli e le sette epigrafi, certo che un giorno sarebbero stati decifrati. Una leggenda, quella della Porta Magica, che si riverbera nelle 9 tracce dell’album. Il disco si apre con una Intro nella quale Arthuan Rebis, interpretando il marchese Palombara, narra dell'incontro con il pellegrino e della sua sparizione attraverso la porta. I ritornelli dei 7 brani centrali coincidono con le 7 epigrafi della porta (tradotte in inglese dal latino). A ciascuna epigrafe corrisponde un pianeta, su cui si sviluppa il testo di ogni canzone: Saturnine Night, Jupiter's Dew, Water of Mars, Venus the Bride, Mercury Unveiled, Sun in a Flame, V.I.T.R.I.O.L. Nell’ultimo brano (Epilogue), Vincenzo Zitello, interpretando il pellegrino, canta le sette epigrafi nella lingua originale, il latino, dalla dimensione oltre la porta. The Magic Door è un omaggio a uno dei più affascinanti e misteriosi cimeli alchemici esistenti, le cui storie e leggende prendono vita attraverso le composizioni originali di Giada e Arthuan, che ne incarnano l’eterno enigma. Il disco vanta infine la collaborazione di Glen Velez, percussionista d’eccezione considerato il maggiore virtuoso e conoscitore di tamburi a cornice.
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RIPARTE  LA STAGIONE DELLE MOSTRE INTERNAZIONALI
 AL CENTRUM SETE SÓIS SETE LUAS

Ad aprire la nuova programmazione di mostre internazionali del Centrum Sete Sóis Sete Luas di Pontedera sarà sabato 20 ottobre il giovane artista sloveno Vasko Vidmar. La serata sarà musicata da ben due band, i The Love Carpet dalla Slovenia e dal duo pontederese dei The Brothers in Law. A condire il tutto una degustazione di prodotti locali offerta da Eat Valdera. Arriva dall’Istria slovena l’artista che inaugura sabato, 20 ottobre, la nuova stagione espositiva del Centrum Sete Sóis Sete Luas. Si tratta del giovane artista Vasko Vidmar, che al Centrum Sete Sóis Sete Luas di Pontedera presenta alcune opere figurative, create dal 2016 a oggi e nei giorni che precedono l’inaugurazione realizzerà laboratori e incontri con le scuole e con il pubblico. Ad accogliere il pubblico, già dalle 20h30, ci sarà una tavola imbandita di prodotti a km 0 offerti da Eat Valdera bottega di prodotti agroalimentari gestita direttamente dai piccoli produttori locali. Alle 21h30 sarà proprio Vasko Vidmar ad accompagnare il pubblico in una visita guidata della sua mostra “Ideogrammi II”. Vasko vive a Pirano, cittadina circondata dal mare, dove risulta difficile non essere creativi. Sin da giovanissima età dedica le sue giornate alla pittura e a vari “scarabocchi”, come ama definirli; per lui la creatività rappresenta la fonte principale della libertà di vita e di espressione.  Le sue creazioni, a prima vista, sembrano semplici tessiture, ma da vicino si possono riconoscere diversi disegni, elementi e forme che derivano dal subconscio dell'artista. Lo sfondo di ogni opera è una base di colore accuratamente selezionata in relazione allo stato d'animo dell'artista; possiamo quindi dire che le opere sono di carattere personale, anche se non rappresentano immagini chiare del mondo reale. Dopo l’inaugurazione della mostra e la visita guidata, alle 22h00, a salire sul palco del Centrum Sete Sóis Sete Luas saranno due band. La prima, 'The Love Carpet’,  arriva direttamente da Pirano ed è un duo di chitarristi che propone musica balcanica, la seconda è tutta locale. Saranno infatti i The Brothers in Law a chiudere la serata con la loro musica. I The Brothers in Law, vincitori del Premio Rivelazione Sete Sóis Sete Luas 2018, hanno esordito all’inizio dell’estate 2010, con Matteo Quiriconi alla chitarra acustica ed elettrica e la voce intensa di Paola Bivona, in una rivisitazione acustica di un ricco repertorio di brani che spaziano dalla musica leggera italiana, al blues, al folk, al rock, alle ballads e agli oldies. La band dà vita ad un’atmosfera sonora ‘unplugged’, sottofondo di ascolto, ma anche musica da cantare all’insegna del divertimento. A seguire la trasferta dell’artista Vasko Vidmar, molto noto in Slovenia, un bus di 50 conterranei che approfitteranno di questo viaggio per visitare il nostro territorio assistiti dall’Ufficio Turistico della Valdera. La mostra sarà visitabile gratuitamente dal 20 ottobre al 2 dicembre.
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Per la prima volta in Italia le musiche e le danze rituali del Malawi 
Il 23 ottobre, in occasione della rassegna Musica e rito, la Fondazione Giorgio Cini ospiterà dieci tra musicisti e danzatori esperti nei rituali Gule Wankulu e Chinamwali rispettivamente legati al culto dei defunti e all’iniziazione delle ragazze

Il nuovo appuntamento della rassegna Musica e rito, a cura dell’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia, sarà dedicato ai rituali Gule Wankulu e Chinamwali del Malawi. Si comincerà lunedì 22 ottobre alle 17.30 all’Auditorium Santa Margherita con una conferenza a cura di Giorgio Adamo, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, e Moya Malamusi, musicista originario del Malawi e ricercatore all’Università di Vienna, sui culti connessi a questi rituali. Seguirà martedì 23 ottobre alle 18:30 sull’Isola di San Giorgio Maggiore uno spettacolo dove, per la prima volta in Italia, dieci musicisti e danzatori, cinque donne e cinque uomini provenienti da Mbanda, villaggio nel distretto di Blantyre, rappresenteranno due rituali legati rispettivamente al culto dei defunti e all’iniziazione delle ragazze, tuttora praticati nella loro comunità.  Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti (per informazioni: musica.comparata@cini.it, tel. 041 2710357).   Il ciclo per tradizione è organizzato in due momenti distinti. L’incontro colloquiale con i curatori dell’evento, Giorgio Adamo e Moya Malamusi, e i musicisti di lunedì 22 ottobre sarà introdotto da Giovanni De Zorzi, docente di etnomusicologia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e tratterà gli aspetti rituali e musicali di alcune cerimonie legate a tradizioni molto vive in diverse zone del Malawi: il culto dei defunti (Gule Wankulu) e l’iniziazione delle ragazze (Chinamwali).  Entrambi i riti saranno rappresentati quindi martedì 23 ottobre alla Fondazione Giorgio Cini in uno spettacolo unico nel suo genere e aperto al pubblico. Nel Gule Wankulu i danzatori indosseranno una maschera muovendosi al ritmo dei tamburi e al canto e battito delle mani delle donne, mettendo in mostra il proprio repertorio di virtuosismi atletici, saltando, scalciando e correndo. Nel Chinamwali assumono grande importanza l’abbigliamento, gli ornamenti indossati e le decorazioni sul corpo della ragazza. Le danze di questo secondo rituale, basate essenzialmente su determinati movimenti del bacino, saranno anch’esse accompagnate dal canto e dal battito delle mani delle donne e dal suono dei tamburi. Questo rituale è ancora praticato in numerosi villaggi come preparazione alla vita adulta e al matrimonio. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.


Programma:

Conferenza
22 ottobre | ore 17.30
Auditorium Santa Margherita 
Ingresso libero fino esaurimento posti
A cura di Giorgio Adamo e Moya Malamusi
Con la partecipazione dei musicisti e danzatori del Malawi
Introduce Giovanni De Zorzi (Università Ca’ Foscari Venezia)

Rappresentazione 
23 ottobre | ore 18.30 
Fondazione Giorgio Cini – Sala degli Arazzi
Ingresso libero fino esaurimento posti

Per maggiori informazioni:
Fondazione Giorgio Cini Onlus. Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati
tel. +39 041 2710357  fax +39 041 2710221 
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“Zanardi: pane, alfabeto e socialismo”
Certosa di Bologna 18 ottobre 2018 ore 21:00
nell’ambito delle Iniziative indette da AICS Bologna, Associazione Youkali, Case Zanardi e Radio Città Fujiko, in collaborazione con il Comitato regionale Aics Emilia Romagna, in occasione dell’anniversario della morte del grande sindaco di Bologna e padre costituente occorsa il 18 ottobre 1954


Il culmine della commemorazione a Francesco Zanardi si terrà alla Certosa di Bologna la sera del 18 ottobre alle 21:00 con una replica straordinaria dello spettacolo itinerante “Zanardi: pane, alfabeto e socialismo” di Associazione Youkali con la consulenza scientifica del Museo Civico del Risorgimento, scritto e interpretato dall’attrice Simona Sagone con l’accompagnamento di Salvatore Panu alla fisarmonica, spettacolo già ospite della stagione estiva 2017 della Certosa di Bologna, applaudito anche dai pronipoti di Zanardi, Stefano e Guido Zanardi. Lo spettacolo verrà introdotto tematicamente da Serafino D’Onofrio presidente di AICS Bologna. La drammaturgia prevede 5 stazioni durante le quali sono personaggi femminili a raccontare l’ex sindaco bolognese. La narrazione del coinvolgimento del giovane Zanardi nelle lotte contadine del mantovano, terre dalle quali proveniva, è affidato ad una contadina di Poggio Rusco. La personificazione di Bologna, indicata dalle cronache di primo novecento come "bella addormentata sopra un cumulo di letame" è la protagonista della seconda scena, rappresentata mentre viene svegliata dalla squilla socialista il giorno delle elezioni comunali del 28 giugno 1914 che porteranno Zanardi a Palazzo D’Accursio. La moglie di Zanardi, Angiolina, porta nella terza scena il pubblico nel clima che regnava a Bologna nel 1920, nei giorni terribili della Strage di Palazzo d' Accursio, durante la quale i fascisti spararono tra la folla e nella sala del Consiglio all' insediamento della giunta di Ennio Gnudi, successore di Zanardi. E’ una bidella della prima scuola all’aperto del Regno, le Ferdinando Fortuzzi, a ricordare la visita di Vittorio Emanuele III ai tre padiglioni scolastici dei Giardini Margherita a cui seguì la passeggiata al Forno del Pane che valse alla giunta socialista i complimenti del sovrano.  La narrazione della bidella rievocherà poi il passaggio dalla monarchia alla Repubblica ricordando anche l’elezione del Sindaco Dozza che volle accanto Zanardi sul balcone di Palazzo D’Accursio il 24 marzo del ’46, mentre il popolo nella piazza inneggiava ad una fusione delle forze di sinistra. Tocca infine ad una cantante lirica rievocare l’entusiasmante discorso di Zanardi al Teatro Comunale di Bologna il 14 aprile 1919, in occasione della prima delle 4 rappresentazioni gratuite di teatro popolare da lui volute, a sottolineare l’impegno di questo straordinario uomo politico a favore dell’elevazione spirituale del popolo attraverso l’arte. Lo spettacolo, in data unica, a prenotazione obbligatoria al 333477419 o utilizzando la mail info@youkali.it, inizierà alle ore 21:00 con ritrovo  alle ore 20.30 presso l'ingresso principale in via della Certosa 18 (cortile chiesa) e avrà luogo anche in caso di maltempo.
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LA STELLA INTERNAZIONALE DEL DESERT BLUES TORNA IN ITALIA CON IL NUOVO INTENSO DISCO DERAN
BOMBINO
IN TOUR

18 ottobre - Torino
26 ottobre – Musica dei Popoli - Firenze

Una bella sintesi di almeno 40 anni di storia della musica africana, che scivola via nei virtuosismi chitarristici di uno dei migliori strumentisti del suo continente (Rockerilla). Un diario di bordo di un viaggio di ritorno sentito e melodicamente ispirato (Il Mucchio Selvaggio). Un disco al sound inconfondibile, al tempo stesso internazionale ed esotico, contemporaneo e world (Rolling Stone). Fermati un attimo, mettiti le cuffie e inizia a sognare. Questo è “Deran” l'ultimo, stupendo album di Bombino (Rockol). Un artista simbolo di un popolo e di un genere musicale. Un musicista capace di dare suono compiuto al deserto e di portarlo con successo in tutto il mondo diventando la prima vera star tuareg. Un virtuoso dello strumento, uno dei migliori chitarristi blues viventi a detta del New York Times, che vanta collaborazioni con i più grandi nomi della musica, da Keith Richards e Stevie Wonder a Robert Plant, Jovanotti e Dan Auerbach. Torna in Italia la stella del desert blues Bombino con il tour internazionale del nuovo album, il quarto, Deran, uscito il 18 maggio per Partisan Records (Ascoltalo qui). Dopo un'anteprima il 16 giugno al Biografilm di Bologna, la prima data italiana sarà il 20 giugno a Roma all'interno della venticinquesima edizione di Villa Ada – Roma incontra il mondo nella serata #Withrefugees, il live organizzato in occasione della Giornata Mondiale Del Rifugiato organizzata da Arci e UNHCR (Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati) con la collaborazione del Servizio Centrale dello Sprar. Un appuntamento importante e molto significativo, quello romano, per Bombino: ex rifugiato, costretto all'esilio a causa delle numerose ribellioni nella sua regione nativa, il chitarrista nigerino di etnia tuareg, il popolo nomade del nord Africa, mai come in questo ultimo disco vuole dimostrarsi vicino alla sua terra. Deran è infatti scritto e cantato interamente nella sua lingua madre, il Tamasheq, ed è anche il suo primo album registrato su suolo africano, a Casablanca, nello studio del re marocchino Mohammed VI. Un ritorno a casa che vuole promuovere un messaggio di speranza e augurio, proprio come dice il titolo stesso del disco che in italiano significa “Migliori auguri”, a un mondo che sta vivendo un periodo di grande dolore e tumulto. Deran è un album viscerale, forse il suo lavoro più diretto e coinvolgente, che mostra ancora una volta la grande capacità di Bombino di unire l'eredità orgogliosa e senza tempo dei nomadi del deserto con il rock di oggi, l'improvvisazione virtuosa e una contagiosa esuberanza sonora. Dieci tracce incise in dieci giorni, alcune originali e altre ispirate a canzoni della tradizione Tuareg; dieci inni alla ricchezza e alla bellezza della cultura del suo popolo, alla necessità di riconoscerne il valore anche nel mondo contemporaneo. Con la consueta maestria e maestosità alla chitarra e il suo suono elogiato da Pitchfork come autentico e ambizioso, Bombino crea un universo complesso ma semplice all'ascolto, dimostrando ancora una volta la sua abilità di lavoro su diversi generi. In Deran infatti si mescola folk e rock, passando per il blues e il funk e naturalmente il sottogenere “Tuareggae”, di cui il chitarrista è pioniere e precursore: un blues/rock tuareg solar, sporcato di reggae e bounce. Bombino oggi è un artista acclamato in tutto il mondo ma non ha mai reciso i legami con la sua terra madre, anzi, è riconosciuto anche dal popolo Tuareg come uno dei più abili e ricercati musicisti in circolazione. Ha collaborato con artisti del calibro di Stevie Wonder, Keith Richards, Robert Plant, Dave Longstreth, Dan Auerbach, Jovanotti e molti altri, ed è stato ospite dei più importanti festival internazionali, dal Bonnaroo, al Citadels, dal Coachella al Newport Folk Festival. Dopo le date bolognese al Biografilm del 16 giugno e romana a villa Ada il 20 giugno, il tour italiano prosegue il 31 luglio al festival Mundus di Carpi (MO), il 1 agosto al Castroreale Millazzo Jazz di Milazzo (ME), il 3 agosto al Dromos Festival di Mogoro (OR), il 30 agosto all'Adriatico Mediterraneo di Ancona, il 12 ottobre al Sabir Festival di Palermo e il 26 ottobre al Festival Musica dei Popoli di Firenze.
Nato e cresciuto in Niger, nella città di Agadez, Bombino (al secolo Oumara Moctar) fa parte della tribù tuareg, una popolazione nomade che discende dai Berberi del Nordafrica. Il popolo Tuareg ha combattuto spesso per la difesa dei suoi diritti contro il governo del Niger, costringendo più volte Bombino e la sua famiglia a fuggire. Durante uno di questi esili, alcuni parenti in visita dalle prime linee della ribellione lasciarono una chitarra e Bombino iniziò a capire come suonarla. In seguito studia con il chitarrista tuareg Haja Bebe che gli chiede di unirsi alla sua band: è in questo contesto che si guadagna il soprannome di Bombino – una lieve storpiatura della parola italiana “bambino”. Negli anni dell’adolescenza trascorsi tra Algeria e Libia, gli amici di Bombino gli fanno scoprire – tra gli altri – alcuni video di Jimi Hendrix e Mark Knopfler. Bombino inizia poi a lavorare regolarmente come musicista e come pastore nel deserto vicino a Tripoli, trascorrendo molte ore da solo curando gli animali ed esercitandosi alla chitarra. Alla fine, ritorna in Niger dove continua a suonare con alcune band locali. Mentre cresce la sua leggenda, la troupe di un documentario spagnolo lo aiuta a registrare il suo primo album, “Guitars from Agadez Vol. 2”, che nel suo paese diventa anche un successo radiofonico. Nel 2009 Bombino incontra il filmmaker Ron Wyman, che aveva ascoltato una cassetta dell’artista mentre viaggiava nell’area di Agadez. Wyman rimane incantato dalla musica di Bombino e trascorse un anno a cercarlo, trovandolo alla fine a Ouagadougou, nel Burkina Faso, dove si era rifugiato dopo che due membri della band erano stati uccisi in una rivolta. Wyman inserisce Bombino in un documentario che sta preparando sui Tuareg e produce “Agadez”, il suo album solista del 2011 che esordì al primo posto della World iTunes chart. Il 2013 è l’anno di “Nomad”, il suo secondo album, prodotto da Dan Ayerbach dei Black Keys. E’ il disco che dona a Bombino la fama internazionale, grazie anche al lungo tour mondiale che ottiene uno straordinario successo. Solo in Italia oltre 70 date, fino ad arrivare al grande bagno di folla della Notte della Taranta. Rolling Stone lo inserisce fra i migliori 50 album di quell’anno. Il 1° aprile 2016 esce “Azel”, terzo album in studio e altro grande successo dell'artista, e infine il 18 maggio 2018 il quarto, “Deran”.

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FATOUMATA DIAWARA
DAL 19 LUGLIO ARRIVA ANCHE IN ITALIA UNA DELLE PIÙ VITALI VOCI DELLA MUSICA AFRICANA CONTEMPORANEA

Da giovedì 19 luglio, dalla straordinaria cornice del Teatro Goldoni di Venezia, parte il tour di Fatoumata Diawara, la serie di appuntamenti live, targata Musicalista Produzioni, che porterà una delle figure più carismatiche della musica africana contemporanea sui palchi dei migliori teatri e festival di tutta Italia. La cantante e attrice maliana che ha collaborato con Damon Albarn, Herbie Hancock, Tony Allen e Flea porterà dal vivo tutto il suo repertorio e i brani del suo nuovo disco “Fenfo” (Wagram/Audioglobe), disponibile dal 25 maggio scorso, prodotto Matthieu Chedid e registrato tra Mali, Burkina Faso, Barcelona e Parigi. Statuaria, superba, elegante; dotata di un sorriso radioso e naturale, Fatoumata Diawara reinventa i ritmi veloci e le melodie blues della sua ancestrale tradizione Wassoulou attraverso una sensibilità istintivamente pop. C’è qualcosa di speciale nell’idea di una giovane donna che canta con la sua chitarra. Non solo Fatoumata Diawara si riappropria di questa immagine in maniera forte e personale, ma la colloca letteralmente in una nuova era, in un’altra cultura; conferendo una prospettiva decisamente africana al concetto di cantautrice. Ad accompagnare la cantautrice maliana durante il tour, ci saranno Yacouba Kone, alla chitarra, Arecio Smith, alle tastiere, Sekou Bah, al basso, e Jean Baptiste Gbadoe, alla batteria. Ecco le prime date del tour:
1 dicembre – Il Volo del Jazz – Sacile (Pn);

info e prevendite su www.ticketone.it; www.mailticket.it e www.boxol.it  

Fatoumata Diawara era una ragazza energica e testarda quando all’età di dodici anni rifiuta di andare a scuola. I suoi genitori decidono di mandarla a vivere da una zia a Bamako per disciplinarla un po’ (storia di cui canta in Sowa). Quella zia lavora nel mondo dello spettacolo e, attraverso di lei, nel 2002 il direttore della compagnia teatrale francese Royale de Luxe, rimane colpito da Fatou e le offre una parte nella sua nuova produzione. Una donna non sposata è considerata come un minore nella società maliana, così è necessario chiedere il permesso della sua famiglia. Che però rifiuta. Dopo un lungo esame di coscienza Fatou decide infine di scappare e in modo rocambolesco riesce a salire su un aereo per Parigi, sfuggendo all’inseguimento della polizia che era stata avvertita del ‘sequestro’ della ragazza. Con Royal de Luxe Fatou si esibisce in tutto il mondo, dal Vietnam al Messico e in tutta Europa. Durante le prove e i momenti di tranquillità si ritrova spesso a cantare dietro le quinte per il proprio divertimento. Il direttore si accorge presto di questo suo altro talento e in un attimo le dà anche ruoli da voce solista negli spettacoli della compagnia. Incoraggiata dalla risposta del pubblico, inizia a cantare nei caffè e club parigini durante le pause della tournèe. Qui incontra Cheikh Tidiane Seck il celebre musicista e produttore maliano che la invita a viaggiare con lui di nuovo in Mali, per lavorare come corista su due progetti; “Seya”, album della stella del Mali Oumou Sangare nominato ai Grammy e “Red Earth” progetto sul Mali della cantante jazz americana Dee Dee Bridgewater (vincitore di un Grammy Award). Quando gli album vengono pubblicati Fatou è già tour in tutto il mondo come cantante e ballerina di entrambi i progetti. È in quel momento che prende la decisione di dedicarsi a tempo pieno alla sua passione, la musica. Lavora alacremente per completare un numero di canzoni sufficienti per un album, canzoni tutte rigorosamente scritte e arrangiate da lei. Grazie ad Oumou Sangare si aprono le porte per un contratto discografico con la World Circuit e la registrazione del suo album di debutto. Durante le registrazioni trova anche il tempo per collaborare con il progetto “Africa Express” di Damon Albarn e contribuire con la sua voce agli album di Cheikh Lô, AfroCubism, il progetto “Imagine” di Herbie Hancock e il clamoroso ritorno dell’Orchestra Poly-Rythmo de Cotonou. Dopo l’uscita dell’acclamato disco di debutto “Fatou” (19 settembre 2011) Fatoumata Diawara gira a lungo con la sua band e con Damon Albarn, Tony Allen e Flea come parte del progetto “Rocket Juice & The Moon”. Più recentemente, l’abbiamo apprezzata dal vivo al fianco del celebre pianista cubano Roberto Fonseca (con cui realizza anche uno splendido disco dal vivo, “At Home”) e soprattutto nella sua ultima apparizione in veste d’attrice, quel “Timbuktu” del regista Abderrahmane Sissako, che ha riportato al centro dell’attenzione internazionale il carisma e la determinazione di un’artista unica nel suo genere.

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IFRIQIYYA ELECTRIQUE
Adorcist & Post-Industrial Ritual
Spirits, Possession & Trance. Djerid desert, Sahara, Tunisia
Summer & Autumn Tour goes on

02 November - FESTIVAL NEVERS À VIF (Nevers, France)
08 November - L'AMALGAME (Yverdon-les-Bains, Switzerland)
09 November - FESTIVAL MUSICA DEI POPOLI (Firenze, Italy)
24 November - EXPLORE THE NORTH (Leeuwarden, The Netherlands)
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TRIBALISTAS
Quindici anni dopo il successo mondiale delle hit “Velha Infância” e “Já Sei Namorar”
contenute nel primo album “TRIBALISTAS”

IL TRIO BRASILIANO composto da MARISA MONTE, CARLINHOS BROWN e ARNALDO ANTUNES PER LA PRIMA VOLTA IN TOUR IN TUTTO IL MONDO A NOVEMBRE IN ITALIA

8 NOVEMBRE – Teatro degli Arcimboldi – MILANO
11 NOVEMBRE – Sala Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musica) – ROMA

presentano il loro nuovo progetto discografico “Tribalistas” 
PREVENDITE DISPONIBILI SU TICKETONE A PARTIRE DA DOMANI

Quindici anni dopo il successo internazionale del primo album omonimo, che ha venduto oltre 3 milioni di copie, il trio brasiliano acclamato in tutto il mondo TRIBALISTAS intraprende per la prima volta un tour che toccherà America e Europa per presentare il nuovo progetto discografico. A novembre arriveranno anche in Italia con due date live. Giovedì 8 novembre MILANO – Teatro degli Arcimboldi (Viale dell'Innovazione, 20). Domenica 11 novembre ROMA – Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica – (Viale Pietro de Coubertin 30). Il trio, composto da Marisa Monte, Carlinhos Brown e Arnaldo Antunes, darà vita ad uno spettacolo unico e coinvolgente che, oltre a i brani del nuovo album “Tribalistas” (Universal Music), inciso a Rio de Janeiro nell’agosto del 2017, includerà le hit nazionali e internazionali, come "Passe em Casa", "Velha Infância" e "Já Sei Namorar". I Tribalistas saranno accompagnati sul palco dai musicisti Dadi Carvalho (basso, chitarra elettrica, mandolino e tastiera), Pedro Baby (chitarre acustiche ed elettriche), Pretinho da Serrinha (cavaquinho) e Marcelo Costa (batteria). Le date italiane fanno parte del tour europeo che partirà il 21 ottobre dal Portogallo per poi raggiungere Spagna, Germania, Svizzera, Inghilterra, Francia e si concluderà in Italia. I concerti italiani sono prodotti e organizzati da Intersuoni Srl, divisione Booking & Management Unit BMU. I biglietti del concerto di Milano saranno disponibili in prevendita, dalle ore 10.00, su Ticketone a partire da domani, giovedì 26 luglio; mentre i biglietti del concerto di Roma saranno disponibili in prevendita dalle ore 11.00, sempre di domani, su Ticketone e in vendita sul sito www.auditorium.com, al botteghino dell’Auditorium Parco della Musica (orario continuato 11:00 – 20:00), chiamando al call center 892982 (numero a pagamento), e recandosi ai punti vendita Ticketone. Il nuovo progetto, come il precedente, è un album home-made in quanto prodotto dagli stessi Tribalistas, insieme a Leonardo Netto, e registrato con un piccolo gruppo di musicisti, amici e colleghi, e dalla stessa squadra tecnica che ha lavorato al primo album.  Il disco, composto da 10 brani, è stato reso pubblico attraverso una diretta sui canali social degli artisti visualizzata da oltre 5,62 milioni di fan in 52 paesi contemporaneamente. Durante la diretta i Tribalistas hanno presentato quattro canzoni: "Diáspora", "Um Só", "Fora da Memória" e "Aliança". L’album è stato anticipato in radio dal singolo “Diáspora”, scritta interamente dagli stessi Tribalistas e prodotta da Marisa Monte. Il brano affronta il tema tristemente attuale della migrazione e degli spostamenti di popoli e civiltà, a causa di crisi e conflitti.

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Mehmet Polat & Embracing Colours

Ud player-composer Mehmet Polat brings together outstanding jazz musicians to form a brand new constellation of ud, drums, upright bass and accordion. After years of international touring with his ensembles inspired by the rich musical traditions of The Middle East, Africa, India, Europe and the Balkans, Polat is seeking out new jazzier ground for his modal jazz forms compositions. As always, Polat likes to leave plenty of room for improvisations in his pieces, resulting in an adventurous sound and a rich audience experience. Line-up: Mehmet Polat (Turkey) Ud & Compositions; Joan Terol Amigo (Catalonia) Drums; Hendrik Müller (Germany) Upright Bass; Oleg Fateev (Moldova) Accordion.

September 20  Improvisation concert with Dragonfly, for Ecstatic dance. 
Theater de Veste, Alkmaar

October 24-28  Attending WOMEX
Las Palmas, Gran Canaria

November 2  Ud Festival  Mehmet Polat & Embracing Colours
Grounds, Rotterdam

November 3  Concert with Amsterdam Turkish Folk Music Choir
Korenfestival, Haarlem

November 9  Mehmet Polat & Embracing Colours
De Nieuwe Kerk, Den Haag

November 14  Wereldmuziek in de wijk - Featuring Babak Amiri (guitar & vocals), Heather Leslie (cello) and Bam Commijs (piano)
De Meevaart, Amsterdam

November 28  Ziel/Rouh | ICK & Amsterdams Andalusisch Orkest
Stadsschouwburg, Nijmegen

November 29  Ziel/Rouh | ICK & Amsterdams Andalusisch Orkest
Theater Speelhuis, Helmond

November 30  Mehmet Polat & Embracing Colours at Club Nine, Tivoli Vredenburg, Utrecht