Concerti Jazz

I concerti della scena jazz e classica...

IL MUSEO NAZIONALE FERROVIARIO DI PIETRARSA
(Napoli - Portici)
ospita 2 concerti esclusivi
23 giugno: Avion Travel - Privé Tour
24 giugno: Luigi Cinque Hypertext O’rchestra e Patrizio Fariselli AREA open project
#MUSICA #IMMAGINI #PAROLE #RITMO #VIAGGIO #CINEMA

Due grandi appuntamenti live si terranno a giugno nella splendida cornice del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, luogo che racconta la nascita della prima strada ferrata in Italia.

23 giugno
Avion Travel
Privé Tour
Gli Avion Travel 2018: Peppe Servillo - voce; Mario Tronco - tastiere; Duilio Galioto - piano e tastiere; Peppe D’Argenzio - sax; Ferruccio Spinetti - contrabbasso; Mimì Ciaramella - batteria
Gli Avion Travel tornano dal vivo per presentare il loro nuovo album intitolato Privé, uscito lo scorso 18 maggio, il primo di inediti dopo 15 anni; un disco fedele allo spirito di produzione indipendente e alle atmosfere della trilogia composta da “Bellosguardo”, “Opplà”, “Finalmente Fiori” e realizzato dopo aver ricostruito lo staff operativo dei loro inizi, con Mario Tronco nel ruolo di produttore artistico e supervisore, oltre che di arrangiatore e musicista. Gli Avion Travel si sono ricongiunti in formazione originale per quello che è stato il Retour nel 2014, poi protrattosi fino agli inizi del 2017; tre anni in cui la band è stata protagonista di più di 100 concerti, riscoprendo l’intesa e l’affiatamento, ma soprattutto ritrovando un pubblico sempre affezionato e in attesa di nuova musica. Nell’estate del 2017 dopo la scomparsa di Fausto Mesolella e un periodo di esitazioni e riflessioni, l'attività è ripresa in quintetto con la new entry di Duilio Galioto alle tastiere.

24 giugno
Luigi Cinque Hypertext O’rchestra e Patrizio Fariselli AREA open project
I concerti si avvalgono di un’installazione filmica con immagini e sequenze del treno nella storia del cinema, un evento speciale per un luogo straordinario.

Ore 21.00
Luigi Cinque HYPERTEXT O’RCHESTRA
Luigi Cinque – sax, clarino, live electronics, voce; Badara Seck – voce;  Carles Denia – voce;  Badara Seck – voce;  Antonello Salis – tastiere e fisarmonica;  Riccardo Fassi  – pianoforte e tastiere.
Ospite: Petra Magoni (voce di Musica Nuda)
Luigi Cinque Hypertext O’rchestra è un’ensemble a formazione variabile con grandi solisti internazionali capace nel medesimo concerto di passare dalla musica classica europea a quella tradizionale etnica, al jazz, al rock, alle nuove espressioni tecnoacustiche, al teatro, alla danza, alla parola poetica, al cunto mediterraneo. In occasione del TrenoProgetto di Portici l’ensemble presenta in formazione Carles Denia, prestigioso cantante jazz-flamenco spagnolo con incursioni nel rock, il senegalese Badara Seck, una delle più interessanti voci griot oggi in Europa, oltre a Luigi Cinque ai fiati, voce e live electronics, il celebre tastierista e fisarmonicista Antonello Salis  oltre a Riccardo Fassi, insignito quest’anno dalla critica quale migliore tastierista jazz nazionale. Negli anni l’Hypertext O’rchestra ha realizzato grandi eventi e concerti significativi sia dal punto di vista musicale che politico, nel ruolo di ambasciatore internazionale di pace e solidarietà al Teatro Bolshoi di Mosca, ai concerti di Santo Stefano per la pace a Roma, Nairobi e Sana’a nello  Yemen, dove ha inaugurato con l’Orchestra Nazionale Yemenita l’anno della Cultura Araba 2008, oltre a tour in Pakistan con il gruppo qawwali di Fateh Ali Kan e i Fuzon, in Armenia con Jivan Gasparyan, a Tokyo, a Tripoli per il concerto di riconciliazione dopo la guerra del 2011, a Rio de Janeiro nel 2013, a Bogotà e Medellin e Caracas per Festival mondiale della poesia, Berlino.

ore 22.00
IN TRENO
Le due formazioni si uniranno in un brano originale in cui elaboreranno idealmente le tematiche del viaggio in treno utilizzando materiali audiovisivi e documenti tratti dalla mitica performance del 1978 di John Cage per “treno preparato”.

ore 22.30
Patrizio Fariselli AREA OPEN PROJECT 
in concerto
Patrizio Fariselli - pianoforte e tastiere, Marco Micheli - basso elettrico, Walter Paoli – batteria, Claudia Tellini - voce
Una formazione brillante, dalle sonorità suggestive e inusuali, in cui l’eredità degli Area si misura con la vena compositiva di Patrizio Fariselli, leader e direttore artistico del gruppo. Area Open Project significa esplorazione di nuovi linguaggi e riscoperta ed elaborazione del repertorio storico di un gruppo che è tutt’ora un importante punto di riferimento per le nuove generazioni di musicisti. Pietre miliari come “Luglio, Agosto, Settembre (nero)”, “Cometa Rossa” o “L’elefante Bianco” si affiancano a materiali di nuova composizione, in un concerto di grande energia e originalità. Gli Area sono un gruppo musicale italiano attivo dal 1972. Hanno creato un'originale fusione di differenti generi musicali, dal rock progressivo più aperto alle influenze del free jazz alla musica elettronica, dalla musica etnica alla sperimentazione, con costanti riferimenti all'impegno politico. Dopo la scomparsa di Demetrio Stratos la band è rimasta attiva, pur con diversi cambi e si presenta  con una formazione attuale, comprendente il fondatore Patrizio Fariselli, denominata Area Open Project. 

Il prezzo del singolo biglietto è di 10 euro + diritti di prevendita.
Acquistando l'abbonamento per entrambe le serate il prezzo è di 15 euro + diritti di prevendita.

Info e biglietteria: tel. 081 472003 – www.museopietrarsa.it
Prevendite online: www.go2.it
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Nell’ambito di Officine Jazz – Rassegna di musiche creative

Simone Alessandrini
in concerto
presenta “Storytellers”
Venerdì 22 giugno 2018, ore 18.00, Officine Zero, Roma

Venerdì 22 giugno 2018 ore 18.00, Simone Alessandrini in concerto per presentare l’album “Storytellers”, nell’ambito della rassegna musicale Officine Jazz – LIVEinOFFICINE, organizzata da OZ – Officine Zero. Sul palco, insieme al sassofonista romano, Antonello Sorrentino, tromba, Riccardo Gola, basso elettrico ed effetti, Riccardo Gambatesa, batteria e Federico Pascucci, sax tenore. Album d’esordio del giovane sassofonista e compositore Simone Alessandrini, “Storytellers” si compone di sette brani originali e fortemente evocativi che creano un’architettura complessa; un album decisamente ispirato, in cui le singole tracce sono tessere di un più ampio mosaico narrativo. Classe 1983, cresciuto ascoltando Zappa e il jazz di Coleman, Simone Alessandrini si rivela narratore eccezionale in un album netto e visionario, rievocando, tra mito e leggenda, personaggi popolari sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. Sono cresciuto musicalmente con la passione per i concept album – dichiara l’autore – e vorrei che questo fosse il primo di una lunga serie, affrontando di volta in volta tematiche diverse. Sette brani per tessere un’unica trama che si snoda tra comico e tragico, le cui sonorità di ampio respiro sono alla base di una narrazione che vuole recuperare un pezzo della nostra memoria e salvarla dall’oblio. Le composizioni di “Storytellers” hanno una forte impronta melodica e il gruppo presenta un sound molto compatto e ben definito, vista l’assenza di uno strumento armonico. Questa carenza diventa il punto di forza, grazie anche alla presenza dei tre strumenti a fiato che dialogano, scambiandosi la melodia, attraverso linee contrappuntistiche. Inoltre, l’elettronica e l’utilizzo del basso elettrico richiamano il mondo del rock progressive, allineandosi a quell’idea in cui convivono sonorità moderne, e a tratti acide, con il lirismo di estrazione popolare. Non ho pensato – prosegue Simone Alessandrini – di fare una colonna sonora delle storie che andavo a raccontare, ma piuttosto il contrario, cercando di “vestire” il vissuto con un mio modo di intendere la musica. Con i loro nomi degni della fantasia di uno sceneggiatore, ma frutto dell’inventiva popolare, Sor Vince’, il signor Adriano e Cetto La Mitraglia diventano alcuni dei protagonisti delle tracce di “Storytellers”, come anche Olga e Nazario, due innamorati capaci di ritrovarsi dopo anni di distanza, Il gobbo del Quarticciolo, con i suoi eroici atti di sabotaggio contro i tedeschi sulla via Casilina, passando, infine, per i personaggi de L’imbroglio del cordoglio, paradossale vicenda di una veglia funebre inscenata per occultare il furto di un maiale. La musica di Alessandrini dona, così, tridimensionalità a personaggi comuni ma, a loro modo, straordinari che hanno affrontato la guerra e ne sono usciti a testa alta, con coraggio e dignità. In “Storytellers” - uscito per l’etichetta Parco della Musica Records, con la partecipazione di Dan Kinzelman al sax tenore in tre brani - la musica è il pretesto per far rivivere dei personaggi con i quali il musicista è entrato in contatto in modo del tutto casuale: attraverso racconti quasi leggendari tramandati a San Felice Circeo, dove Alessandrini è cresciuto e Roma, dove è nato. OZ- Officine Zero è un progetto di rigenerazione urbana sorto sulle ex-RSI officine per la manutenzione e la riparazione dei treni notte. Un centro polifunzionale e di innovazione sociale, che accoglie all'interno di un sistema di economia collaborativa, lavoratori indipendenti, piccole cooperative, associazioni, artigiani e lavoratori dell'intelletto.
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ZU
+ Orchestra Elettroacustica Officina Arti Soniche - OEOAS
in concerto
27 Giugno 2018
per la Rassegna DiRotta su NaDir
SCUGNIZZO LIBERATO, Salita Pontecorvo 6 - NAPOLI
ingresso euro 5,00

Dopo 7 anni dall'ultimo concerto in formazione originale i romani ZU tornano a suonare dal vivo per un mini tour che culminerà il 27 Giugno a Napoli.  Con solo cinque tappe, 22 giugno a Venezia, 23 a Torino, 24 a Forlì e il 25 a Roma, il trio noise romano composto da Jacopo Battaglia alla batteria, Luca T Mai al sax baritono e Massimo Pupillo al basso elettrico, torna a far parlare di se per la clamorosa reunion in occasione della ri-edizione in vinile dell’album "How to raise an Ox", uscito solo in CD nel 2005 per la label Atavistic ed oggi ripubblicato in formato LP  dalla Trost Record. L’occasione è un appuntamento unico inserito nella rassegna "DiRotta su NaDir" nato dalla collaborazione tra il NaDir Collective e L'Asilo Filangieri. Lo ZU Original line-up tour vede come special guest Mats Gustafsson, sassofonista svedese molto noto negli ambienti avant e free-jazz. Gli ZU concluderanno col trio originale questo epico mini tour con un evento speciale napoletano suonando dopo l'esibizione dell’OEAS, ovvero l'Orchestra Elettroacustica Officina Arti Soniche, che vanta una formazione allargata con più di 50 interpreti.  L'OEOAS (orchestra dell'officina arti soniche) nasce all'interno della classe di musica elettronica del Conservatorio di Napoli, ma in breve tempo musicisti provenienti da altre classi del conservatorio e anche dall'esterno di questa istituzione l'hanno trasformata in una sorta di “struttura aperta”, multi-identitaria. Il cuore pulsante di quest'orchestra è la "conduzione OEOAS". Tale pratica ha due fondamentali propositi: stimolare la creatività musicale estemporanea collettiva e incentivare, nella figura del direttore d'orchestra, l'arte della "maieutica". L’orchestra conta membri in tuta Italia, ha base a Napoli e può già vantare direzioni a cura di Elio Martusciello, Carl Hubsch e Alvin Curran, con quest’ultimo ci fu un epica partecipazione di 110 musicisti su una partitura grafica e segnali scritti da Curran per l’occasione.Il 27 maggio la direzione sarà affidata a Sergio Naddei, che utilizzerà luci e proiezioni per dare le indicazioni. I musicisti coinvolti saranno 50, che distribuiti lungo tutto il palazzo dello Scugnizzo Liberato daranno vita ad una spazializzazione sonora che di certo sorprenderà il pubblico per una performance che oscillerà tra suono e azione teatrale. Zu. Nati nel 1997 ad Ostia ( Roma ) Attivi dal 1999 su disco e dal vivo. Circa 18 album e più di 2000 concerti in tutto il mondo: Europa, Stati Uniti, Canada, Messico, America del Sud, e perfino Africa. Uno dei pochi nomi italiani ad aver varcarto i confini nazionali e ad aver suonato nei principali festival mondiali in ambiti diversissimi fra loro, dal metal, alla musica contemporanea, all' avanguardia e al jazz. La fortuna e la croce degli Zu è sempre stata quella di aver da subito cercato una propria voce personale e di non aver mai fatto parte di alcuna scena o genere musicale. In un mondo in cui tutto va catalogato ed etichettato questa è stato un approccio eretico, che però ha fatto sì che venissero chiamati in tutto il mondo. Anche nel loro sviluppo personale come band sono passati per molte fasi diverse, dalle architetture iniziali molto spigolose ad una fase molto metal ed industrial com Carboniferous, e dopo il 2011 con il distacco temporaneo del batterista originale, Jacopo Battaglia, a cercare nuove vie e nuove alleanze. Fino ad uscite come The Left Hand Path con Eugene Robinson alla voce, e Jhator , per l' etichetta inglese House Of Mythology, un opera di sapore quasi classico,con 11 musicisti provenientii da ogni parte del mondo. Per il 2018 si attende il nuovo album chiamato "Mirror Emperor" che uscirà sempre per House Of Mythology, a nome Zu93, e che suggella un lavoro lungo 7 anni di collaborazione con il fondatore dei Current 93, David Tibet. Nel corso degli anni gli Zu hanno mantenuto un approccio radicalmente aperto e curioso, collaborando su disco e dal vivo con musicisti di enorme calibro e spessore, come Mike Patton, con cui hanno fondato lo Zu/Patton Quartet, a King Buzzo dei Melvins, FM Einheit degli Einsturzende Neubauten, Stephen O'Malley dei Sunn o))), fino a mostri sacri del freejazz come Mats Gustafsson, Ken Vandermark e Peter Brotzmann, musicisti di elettronica sperimentale come Nobukazu Takemura e rapper come Dalek. Oltre ai 18 album hanno pubblicato un numero francamente incalcolabile di ep, singoli , apparizioni su compilation e collaborazioni. Loro brani sono stati eseguiti da ensemble di musica contemporanea. Hanno collaborato con il regista teatrale Romeo Castellucci per uno spettacolo della Societas Raffaelo Sanzio. Ma forse la più grande sorpresa di tutta la loro storia, è stata quella di ritrovarsi un giorno a Vienna, nella casa di Gyorgy Ligeti, uno dei più grandi compositori della musica del 900, e scoprire che possedeva ed ascoltava una copia del loro album Igneo.

Official link
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FABRIZIO BOSSO
in tour negli Stati Uniti
Chicago, Greensboro, Washington, New York
13-20 giugno 2018

Il 13 giugno 2018 parte il serrato tour americano di Fabrizio Bosso con il suo quartetto, da Chicago a New York, passando per Greensboro e Washington, dove suonerà per tre date. Da poco rientrato dal tour in Cina patrocinato da Umbria Jazz, il quartetto di Bosso sarà in concerto per sei date negli Stati Uniti in cui presenterà il progetto “State of the Art”. Il 13 giugno prima data al Jazz Showcase di Chicago, il 15 giugno al Van Dyke Performance Space di Greensboro nel North Carolina, i cui proventi andranno a favore della ricostruzione della scuola locale distrutta dal recente tornado, il 17 giugno al DC Jazz Festival di Washington, poi, sempre a Washington, il 18 giugno all’Auditorium dell’Ambasciata d’Italia e il 19 giugno alla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia. Il tour americano si chiuderà con il concerto del 20 giugno all’Auditorium dell’Istituto Italiano di Cultura di New York. Il pianista Julian Oliver Mazzariello, il contrabbassista Jacopo Ferrazza e il batterista Nicola Angelucci, sono musicisti che ormai da anni condividono il palco con Fabrizio Bosso; un’esperienza artistica sublimata dagli ultimi due dischi, “State of the Art”, doppio album live uscito ad aprile 2017 e registrato dal vivo durante i concerti del quartetto a Roma, Tokyo e Verona, e “Merry Christmas Baby”, uscito a dicembre 2017. “State of the Art” rappresenta un’istantanea fedele di una fase tra le più felici nella carriera del trombettista che ha voluto fissare alcuni momenti memorabili e che ora ripropone, per viverli con rinnovata energia e rivestirli con nuovi colori e sempre nuove idee. Uno Stato dell’Arte, quello di Bosso e del suo quartetto, che si esprime in un dialogo autentico, forte e pieno di espressività. Nel repertorio, oltre agli standard e all’improvvisazione, regina indiscussa di questa formazione, emerge anche la peculiare cifra compositiva di Bosso che, sempre riconoscibile, si esprime in brani originali come Rumba For Kampei, Mapa, Black Spirit, Dizzy’s Blues o Minor Mood. Il lungo tour di “State of the Art”, iniziato nel 2016, ha toccato, oltre l’Italia, la Polonia, la Spagna, la Repubblica Ceca, la Corea, il Giappone e la Cina. Formazione: Fabrizio Bosso, tromba; Julian Oliver Mazzariello, pianoforte; Jacopo Ferrazza, contrabbasso; Nicola Angelucci, batteria.

Tour
13/6 Jazz Showcase Club, Chicago
15/6 Van Dyke Performance Space, Greensboro 
17/6 DC Jazz Festival, Washington
18/6 Auditorium Ambasciata d’Italia, Washington
19/6 Residenza Ambasciatore d’Italia, Washington
20/6 Istituto Italiano di Cultura, New York

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Leonardo Radicchi: con Arcadia Trio il mio jazz politico
In attesa dell'uscita discografica del prossimo autunno, il sassofonista Leonardo Radicchi è in tour con il nuovo progetto Arcadia Trio: nella formazione, il bassista Ferdinando Romano e il batterista e percussionista Giovanni Paolo Liguri.Un progetto che coinvolge l'ascoltare in riflessioni esistenziali su tematiche sociali attuali, seguendo un percorso che Radicchi ha iniziato con l'album del 2013 “Riot” e che lo ha condotto a lavorare con Emergency in Sierra Leone e Afghanistan.

22, 22, 24 GIUGNO | JAZZIT FEST (MONTEGROSSO, ANDRIA)
8 LUGLIO | CHIANTI IN JAZZ 

“La musica ha il dovere di contribuire, anche se in minima parte, alla massa critica che ci permette ogni giorno di essere umani. Il mondo è un posto complesso, ci serve una musica in grado di raccontarlo. Riteniamo che il jazz sia la musica che meglio di ogni altra possa aiutarci a rappresentare, sublimare e comprendere la complessità dell’età contemporanea.” Arcadia Trio è il nuovo progetto guidato da Leonardo Radicchi, talentuoso musicista di origine umbra, musicalmente eclettico, uno dei più attivi e apprezzati a livello nazionale. Dal suo Diploma al Berklee College of Music di Boston, di cui è stato Student Ambassador con la sua band Creative Music Front, Leonardo si è evoluto in una ricerca musicale parallela alla crescita della sua consapevolezza come individuo nella società civile. Le sue scelte musicali e le sue attività in ambito sociale hanno contribuito a conferire un significato politico alle sue composizioni. Là dove per politica non si intende uno schieramento partitico quanto piuttosto una maturata consapevolezza dell’ingiustizia sociale e delle contraddizioni da cui essa derivano: “La musica ha il dovere di contribuire, anche se in minima parte, alla massa critica che ci permette ogni giorno di essere umani. Il mondo è un posto complesso, ci serve una musica in grado di raccontarlo.” Leonardo Radicchi lo ha dimostrato con l'album del 2013 intitolato - non a caso - “Riot” e attraverso esperienze fortemente volute con Emergency: il progetto Ebola (in Sierra Leone) e il progetto War Surgery (Afghanistan), a cui è seguita l’attività in un centro per richiedenti asilo della Toscana. Esperienze che cambiano il modo di vedere la vita, che rafforzano il sentimento di riscossa e operatività. Storie raccontate nel libro “In fuga”, pubblicato nel 2016 da Rupe Mutevole (collana Letteratura di Confine) e attualmente in ristampa. I brani dell'Arcadia Trio “narrano” storie dense di tematiche attuali e di riflessioni esistenziali: “Questo progetto rappresenta un manifesto: il jazz è un elemento culturale che può fare la differenza nel sociale. Le composizioni originali sono plasmate su fatti, persone e idee che lasciano il segno nel nostro mondo.” Necessary Illusions è un omaggio alla visione dell'intellettuale e filosofo statunitense Noam Chomsky; Pointless Evolution: “un topo non costruirebbe mai una trappola per topi”; Blues for Yvan Sagnet: unmigrante africano che ha fatto sua una battaglia che gli italiani hanno abbandonato; Child Song, bambini che devono essere adulti e altri che possono non diventarlo mai; Don’t call it Justice, una legge non fa giustizia se rende illegale un essere umano. In attesa dell'uscita discografica del prossimo autunno, Arcadia Trio è attualmente in tour nei club italiani. Le prossime date: 28 febbraio Jazz Club Firenze special guest Cristiano Arcelli, 5 marzo L'Altro Spazio (Bologna); il 25 aprile nella rassegna Cacio n’ Jazz (Siena); 22-23-24 giugno Jazzit Fest; l’8 luglio al festival Chianti in Jazz. Nella formazione, oltre al leader sassofonista Leonardo Radicchi, il bassista Ferdinando Romano e il batterista e percussionista Giovanni Paolo Liguri. Ospiti del trio si alterneranno diversi musicisti della scena jazz italiana come il sassofonista Cristiano Arcelli e il polistrumentista Marco Colonna, musicisti che hanno dimostrato interesse nell’approccio e nei temi del trio. Che impatto può avere una musica non di massa sulle grandi dinamiche del nostro tempo? La stessa dei saggi, della poesia, della letteratura, dell’arte in generale. Questo è ciò che muove l'Arcadia Trio.
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I Frankie's Jazz Trio alla Festa della Musica di Roma 2018

In occasione della Festa della Musica di Roma 2018, il prossimo 21 giugno dalle ore 20:30 alle 22:30 presso la Biblioteca Ennio Flaiano (via Monte Ruggero, 39) la band Franckie’s Jazz Trio sarà tra i professionisti che parteciperanno a far giungere la musica ovunque. L’edizione di quest’anno infatti vuol coinvolgere con la musica tante più aree della città e cantare tutti insieme, in ogni angolo di Roma. Francesco di Giovanni detto Frankie -arrangiatore, compositore e musicista- insieme a Giampiero Merluzzi al basso e ad Alberto Proietti Gaffi alla batteria, suoneranno e canteranno alcuni pezzi del loro ultimo lavoro discografico RockinJazz. L’album presentato lo scorso aprile 2018, attraversa i grandi capolavori del rock, ma anche di certo pop anni ’60 e ’70. Di quella musica che ha costruito il grande immaginario collettivo e che viene riassorbita e riletta grazie ai raffinati e potenti strumenti che regala il jazz, ma anche ad una solida cultura chitarristica jazz.