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Kurumuny
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RICCI I TUOI CAPELLI - ARIE E CANTI POPOLARI DI CANNOLE
ILLUSTRATORI: Lucio Montinaro
CURATORE: Luigi Chiriatti
COLLANA:  Voci Suoni Ritmi della Tradizione
ARGOMENTO: Ricerca etnomusicologica, Tradizione, Canto popolare
Esiste un altro Salento, diverso da quello da cartolina. È il Salento più autentico e vero, quello della quotidianità, fatto di storie, di gente, di paesi arsi dal sole che vivono all’ombra delle chiese e delle masserie in pietra leccese. Dopo aver apprezzato la forma, la curiosità richiede, necessita che venga svelata anche la sostanza, l’anima, il cuore di questa terra. Lontane o solo lambite dai circuiti turistici sopravvivono, infatti, tante piccole realtà piene di fascino dove la memoria dell’antico resiste al lento scorrere del tempo e all’incessante galoppare della modernità. Incorniciati da teorie di ulivi che procedono senza soluzioni di continuità, i paesi del Salento nascondono e custodiscono piccoli grandi tesori, e tocca alla curiosità del turista o del ricercatore scoprirne la bellezza più profonda, quella che riannoda i fili del tempo. Uno di questi è senza dubbio Cannole, piccolo paese situato nella zona centro-orientale del Salento, noto ai più per la famosa sagra della Municeddha (lumaca), oltre che per lo splendido parco Torcito, che conserva una meravigliosa masseria fortificata del XVII secolo. Qualche altro, tra i cinefili, ricorderà certamente che la sua vecchia stazione fu una delle tappe dello splendido road movie ferroviario Italian Sud Est della Fluid Video Crew di Davide Barletti, ma in pochi rammentano che nel 1480, questa area accolse gli otrantini sopravvissuti al sanguinario sacco della loro città ad opera di Gedik Ahmed Pashà e soprattutto che fino agli inizi del XIX secolo questo paesino era uno dei decatría choría, ovvero i tredici paesi della Terra d’Otranto che conservavano la lingua e le tradizioni greche, oggi meglio noti come Grecìa salentina. E lo spirito musicale qui è ancora vivo, infatti questa piccola cittadina custodisce anche un altro piccolo grande patrimonio culturale rappresentato da Rosaria Campa, Vincenza Agrosì, Assuntina Tomasi, Gina Luperto, Eva Serra, Rosalba De Lorenzis, e Ada Nocita, sette donne fra i cinquanta e settanta anni, che quasi per caso si sono ritrovate a cantare insieme e da quel momento non hanno smesso di condividere questa comune passione. Nel corso degli ultimi anni la loro attività, fatta di piccole esibizioni, per lo più private, ha suscitato l’interesse di diversi musicisti e ricercatori salentini che si sono avvicendati per studiare e approfondire il loro repertorio, ma sono state poi loro a cercare Luigi Chiriatti, spinte dal desiderio di lasciare una traccia dei loro canti. Le donne di Cannole hanno cominciato a cantare insieme in diverse e svariate circostanze: quando andavano insieme sul pullman che le portava alle terme, in giro nelle scampagnate con gli amici. Cantare per loro significa incontrarsi, cucinare, mangiare, dialogare, spettegolare in un tempo che non è caratterizzato dal ricordo del passato, ma che è il presente, il loro modo di esserci e di vivere oggi la loro presenza. Il canto come categoria espressiva del bello che non serve, come in passato, a esorcizzare la morte, la durezza della vita e il destino di una non umanità, ma che rappresenta se stesse in relazione alla loro comunità. Canto come gioia, socializzazione, un modo di ironizzare su altri e su se stesse, alternativa ai luoghi comuni della televisione e della globalizzazione. Per loro cantare è stare insieme, giocare, ricavarsi uno spazio libero dalle trame tradizionali dei rapporti ufficiali sottomessi a regole di facciata, un luogo e un tempo della contemporaneità che sfugge a qualsiasi tipologia della ricerca e della documentazione classica. Per loro cantare è fare partecipi gli altri del loro benessere psicofisico: la loro memoria non è spezzata. Il loro repertorio è come un grande magazzino, un “granaio della memoria” senza categorie, dove i canti hanno uguale importanza e diventano belli ed emozionanti quando decidono di eseguirli siano essi di origine propriamente salentina o di altra derivazione. Le donne di Cannole quando cantano ci regalano emozioni che ci coinvolgono e ci fanno gioire del presente del loro incontro. La maggior parte del loro repertorio è rappresentato dai canti diffusi in tutta la Penisola: canti narrativi e romanze delle opere liriche diffuse dalle bande locali. Questo elemento conferma, ancora una volta, come la poesia popolare e la sua musica, che toccano corde del sentire comune, sono conosciute ovunque, appartengono a tutti e suscitano uguali sentimenti anche se il “modo” di esecuzione assume caratteristiche diverse e le fanno appartenere al luogo e al tempo in cui vengono eseguiti. Al centro dell’indagine che ha dato vita a questa pubblicazione è la voce che è corporeità, spessore, timbro, calore comunicativo, ma che significa anche riannodare i fili della memoria, narrare, testimoniare. Non è un dato casuale, considerata la preponderanza che la voce, vista nel suo profilo performativo, ha assunto nell’odierna analisi demo-etno-antropologica. E il Salento è terra di voci e di canti, benché lo si associ più spesso al battito del tamburello e alla danza. I canti a sole voci di questa raccolta possiedono una marcata valenza emozionale. Sono storie conosciute o meno, nel segno delle sfaccettature dell’amore, della fatica del lavoro, delle relazioni sociali, della quotidianità, dell’emigrazione, della lontananza. Canto giocoso e nudo, senza orpelli e senza palchi e riflettori, un cantare distante dai codici spettacolari. La proposta delle cantatrici di Cannole è il segno di quanto l’analisi della pluralità sonora salentina non possa darsi del tutto completata e riveli ancora tesori, al di là del mare, sole, mieru (vino) e pizzica, giustamente celebrati, ma più spesso spacciati e consumati con superficialità. Il volume è corredato da due Cd che contengono un’antologia di brani scelti, per un totale di 42 tracce. Nel repertorio delle donne di Cannole sono confluite arie, romanze e canti narrativi provenienti da tutta Italia: probabilmente ciò è dovuto al fatto che in questo gruppo ci sono donne che hanno vissuto all’estero per venticinque, trent’anni e che certamente hanno avuto rapporti con connazionali provenienti da altre zone della nostra penisola. Anche i canti salentini del loro repertorio provengono da zone diverse come il Capo o le aree di Martano e altre zone del Salento. Alcune di queste donne infatti non sono native di Cannole: una proviene da Martano, un’altra da Poggiardo, un’altra ancora è originaria di Galatina, trasferitesi poi a Cannole per ragioni di lavoro o piuttosto perché hanno sposato qualcuno del posto. Probabilmente da bambine hanno ascoltato i canti del loro luogo di origine e poi li hanno conservati come antichi ricordi di famiglia. Il Cd “Ricci i tuoi capelli, arie e canti popolari di Cannole” è promosso con il sostegno di PUGLIA SOUNDS - PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV” ed è patrocinato dalla Povinicia di Lecce, dall’Istituto Diego Carpitella e dal Comune di Cannole.

ISBN 978-88-95161-74-7 PUBBLICATO IL: 28-05-2012 cm. 13x13 84 PAGINE, € 15,00 
NOTE: CON SCRITTI DI LUIGI CHIRIATTI, CIRO DE ROSA, SALVATORE ESPOSITO, RAFFAELE CRISTIAN PALANO, ADRIANA BENEDETTA PETRACHI. 





CORIMONDO LA STRINA SUONI E CANTI DI CORIGLIANO D'OTRANTO
ILLUSTRATORI: Lucio Montinaro
CURATORI: Michele Costa , Luigi Chiriatti
COLLANA: Voci Suoni Ritmi della Tradizione
Riallacciare e ricostruire i fili di una memoria spezzata e umiliata anche solo limitatamente ai canti, racconti, biografie: un compito arduo e difficile da portare a termine. I protagonisti e i depositari di questa memoria erano restii al ricordo. La sola idea del ricordare modalità di vita, usi, costumi richiedeva un notevole sforzo di pazienza sia da parte loro che dei ricercatori. Andare in giro per i paesi a “ricercare e cercare” coloro che ricordavano, i grandi ‘alberi’ di cultura e di canto, richiedeva pazienza, calma e amore profondo per la conoscenza della memoria orale e delle storie delle nostre comunità. In questo contesto Corigliano d’Otranto non costituiva sicuramente un’eccezione. Questo contributo, che ci riporta al periodo aureo dell’indagine sul campo e della documentazione dei repertori tradizionali, è anche un lavoro che rende omaggio alle persone vive, agli ultimi epigoni di una civiltà linguistica, ai custodi delle modalità performative, delle tecniche strumentali e vocali, della memoria sonora (e non solo) della comunità di appartenenza. Persone che normalmente non assurgono a protagonisti della ricerca etnomusicologica, relegati spesso nel ruolo di informatori o in quello ancora più angusto di depositari delle “sacre tavole” della tradizione. Il CD contiene un’antologia di 19 canti di cui 10 descrittivi, 4 balli, 3 canti di questua, 1 narrativo e 6 recitati raccolti in un’unica traccia. Il Cd “Corimondo – La Strina, suoni e canti di Corigliano d’Otranto” è promosso con il sostegno di PUGLIA SOUNDS - PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV” ed è patrocinato dalla Povinicia di Lecce e dall’Istituto Diego Carpitella.

ISBN 978-88-95161-72-3 PUBBLICATO IL: 28-04-2012 cm. 13x13 64 PAGINE, € 15,00 
NOTE: ALLEGATO CD MUSICALE; CON INTERVENTI DI LUIGI CHIRIATTI, SERGIO TORSELLO, MICHELE COSTA E DANIELE DURANTE. 


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MASSIMO PRIVIERO & MICHELE GAZICH - FOLKROCK CD+LIBRO (Vololibero Edizioni)
Da Dylan a Young, da Browne a Van Morrison, da Cash a Springsteen. La grande voce di Massimo Priviero e l'intensa poesia del violino di Michele Gazich rivisitano i grandi classici Folkrock. Un meraviglioso viaggio acustico che rilegge, rivisita e reinventa canzoni immortali. Un atto d'amore musicale e poetico. E Massimo e Michele ne sono meravigliosamente consapevoli. Priviero e Gazich affrontano questo impegnativo progetto con un approccio originale e sorprendente. A completare e ad arricchire la tessitura del suono: il basso di Fabrizio Carletto con il pianoforte e le tastiere di Onofrio Laviola. Un progetto composto di due parti integrate tra loro: un CD ed un libro. Un magico viaggio dentro un pugno di meravigliose canzoni. Brani densi di poesia, frammenti di vita e di esistenze, ma anche racconto di conflitti e di rivendicazioni che hanno segnato un’epoca. Dopo queste canzoni, nulla, nella musica ma anche nella vita d’intere generazioni, è stato più come prima. Un percorso di conoscenza e di riscoperta analogica. Per scoprire insieme che, semplicemente, queste canzoni sono vere e proprie opere d’arte. L’arte che scavalca il tempo per colpirti al cuore oggi e domani con la stessa intensità. Canzoni scolpite nella memoria e nella storia della musica popolare che qui rivivono con intensità e passione. Il libro che integra ed arricchisce questo progetto è il giusto complemento per assaporare con la massima consapevolezza queste perle della storia della musica. Ci prende per mano e ci illumina la strada che i due interpreti e autori hanno intrapreso. Parole, racconti e storie che narrano di un amore infinito verso la musica e che scavano nelle “vite” di ogni singola canzone. Il volume che accompagna il CD è composto di due parti: la prima è un viaggio autobiografico nel tempo scritto da Massimo, la seconda è un’analisi traccia per traccia firmata da Michele in cui sono date coordinate storiche e sentimentali relative ad ogni brano. Un progetto da ascoltare e da leggere tutto d’un fiato, nato da grande amore e rispetto verso la musica migliore, di cui siamo figli.


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PAPA RICKY - VILLA BARCA (ELIANTO/SELF)
Venerdì 18 maggio esce Villa Barca, nuovo lavoro discografico di Papa Ricky, un pioniere del raggamuffin salentino, prodotto insieme a Frank Nemola e Treble Lu Professore, pubblicato da Elianto, distribuito da Self e promosso con il sostegno di Puglia Sounds – P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV. Villa Barca è un viaggio sonoro tra i temi più attuali della società italiana che spazia dal classico reggae “roots” al dub, dallo stile dance hall al rockstaeady con il quale Papa Ricky abbraccia il pubblico degli ultimi vent'anni di carriera. Villa Barca è un lavoro dove i suoni sono trattati come se fossero colori e sapori del Salento, miscelati con quelli delle culture altre del mondo, insieme ad artisti pugliesi, protagonisti nei rispettivi ambiti musicali e che danno un contributo essenziale alla realizzazione dell’album (Dema e Kusci degli Steela, Fratelli Gioia di Saska Chewa, Don Ciccio, Frank Nemola, Treble Lu Professore, Miss Mykela, Insintesi, Adriano Sicuro, Lu Marra, Ventreianca, Antonio Maniglio). Il cd è stato preceduto dal singolo Libero che può essere considerato una sorta di manifesto del Papa Ricky pensiero, un invito a "lasciar andare", a vivere il qui ed ora, a non perdersi nel rammarico di aver perso qualche occasione, a ritrovarsi nelle scelte che si fanno per sentirsi liberi, nonostante tutto, di sognare e realizzare. Papa Ricky, al secolo Riccardo Povero, è senza dubbio uno dei personaggi musicali che ha maggiormente rappresentato lo sviluppo e il successo del reggae salentino. L’immagine della Puglia è stata fortemente valorizzata dai progetti artistici nati negli anni ‘90, sull’onda delle produzioni musicali realizzate da artisti come Papa Ricky e Sud Sound System. Sono stati tra i primi ad utilizzare il dialetto salentino in un genere musicale di matrice internazionale, facendo conoscere il Salento e la Puglia in ogni parte d‘Italia e d'Europa. Papa Ricky ha raggiunto il successo con brani storici come Lu sole mio e Comu t'a cumbenato e contribuendo, negli anni '90 a Bologna, alla realizzazione del centro sociale Isola nel Kantiere, da cui nacque la crew Isola Posse all Stars. La sua carriera artistica si è sviluppata principalmente da solista, con il primo successo del 1992 “Lu Sole Mio”, pubblicato con la Century Vox. L’anno successivo nel 1993 partecipa alla colonna sonora del film Sud di Gabriele Salvatores. Dal 1994 si dedica alla carriera da solista pubblicando l’album Lu Papa Ricky. Dopo diverse partecipazioni musicali e audiovisive come per la compilation Parole Italiane, le produzioni insieme a Sangue Misto e la realizzazione del documentario Lu Papa Ricky, realizzato da Renato De Maria, si dedica alla creazione di un lavoro musicale dal titolo “13 semplici ricette”, dove si trova jungle, trip hop e musica ambient, partendo dai suoni reggae che caratterizzano da sempre il suo percorso. Villa Barca è il suo ritorno dopo alcuni anni di silenzio discografico, durante i quali ha proseguito nella sua attività live.


 
 
 
 
 
 
 



TOBIA LAMARE & THE SELLERS - ARE YOU READY FOR THE FREAKS? (LOBELLO RECORDS/GOODFELLAS)
Mercoledì 30 maggio esce Are You ready for the freaks? secondo lavoro discografico della band salentina Tobia Lamare & The Sellers, pubblicato da Lobello Records, distribuito da Goodfellas e promosso con il sostegno di Puglia Sounds – P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV. Il concerto di presentazione si terrà sabato 2 giugno alle 17.00 al Lido Buena Ventura sulla San Cataldo/San Foca. Il nuovo album di Tobia Lamare & the Sellers, anticipato dal singolo Burning soul, definisce uno scenario indie folk intrigante, fatto di arrivi e partenze, incontri e amicizie. Undici tracce che stridono con la claustrofobia della musica di oggi e sono lontane dalle mode. Il disco nasce, come il precedente The Party, in una masseria immersa nella campagna salentina, e si sente. È un album fatto di grandi spazi, di pomeriggi assolati e di serate trascorse intorno a un camino. Le ambientazioni più country della prima prova lasciano però spazio a un immaginario che attinge al passato punk/rock di Tobia Lamare (al secolo Stefano Todisco) e si spinge dalla campagna fino al mare incontrando la cultura surf e la sua musica (in particolare Donavon Frankenreiter). Il disco omaggia le radici del blues (She’s all rigth) per poi perdersi in fughe più lisergiche (Yellow), ha un retrogusto anni ’80 rivisto in chiave acustica, si ispira alla delicatezza beatlesiana (Lisa), alla sensibilità melodica del miglior James Taylor (Drive me back). Il gospel di Are you ready for the freaks? sembra una via di mezzo tra Give peace a chance di John Lennon e la sigla del telefilm Jefferson. Come per il precedente anche questo album si chiude con una marcetta elettropop (Step Beat) a metà strada tra Robert Smith e i Violent Femme. Tobia Lamare (chitarra e voce) è affiancato da Antonio Candido (armonica), Andrea Rizzo (batteria), Gianluca Martina e Marco Santoro Verri (basso), Marco Ancona dei Fonokit (chitarre e grandpiano), Gianluca De Rubertis de Il Genio (grandpiano e wurlitzer). Ospiti in alcuni brani il chitarrista/cantante norvegese Martin Hagfors, Ronan Turner e Keith della band irlandese RedKid, il folk singer italo-australiano Pete Ross e Suzy Sapphire e I Mostri. “I due artisti che mi hanno influenzato principalmente all’inizio di questa avventura sono stati Bob Dylan e Beck”, sottolinea Tobia Lamare. “Quando abbiamo iniziato le registrazioni si pensava a qualcosa che fosse vicino a Carole King o a James Taylor. La scoperta, sotto consiglio dell’amico Dante Fontana, di musicisti psych-folk come Jim Sullivan o Sixto Rodriguez ha aiutato a “riverberare” il tutto. Probabilmente si tratta di influenze che non sono “udibili” al 100% ma che hanno aiutato ad avere una visione diversa del disco”. Il concept della copertina è di Giacomo Bruno e Andrea Di Tondo, con foto di Giacomo Rosato (Polvere Gialla) per la post produzione di Gabriele Spedicato, nella quale un surfista attende un’onda sul bordo di una piscina vuota. “Il surf è uno stile di vita, una passione che si intreccia con la natura. Essere surfisti in Salento significa amare veramente questa dimensione, aspettare le onde che non arrivano, cercarle anche quando non ci sono”, sottolinea Tobia. “Il mare, il sole e il vento questa volta hanno aiutato nell’ispirazione un’artista non tradizionale come sono considerato da alcuni. Chi entra in acqua ad aspettare l’onda perfetta può sentire l’influenza che il mare ha dato a questo disco”.

MAMA MARJAS & MISS MYKELA - WE LADIES
Da oggi, lunedì 4 giugno, è in vendita nei negozi tradizionali e digitali “WE LADIES” (Love University Records/Self), album tutto al femminile delle due Ladies del reggae italiano MAMA MARJAS & MISS MYKELA, che per la prima volta realizzano insieme un progetto discografico (dopo anni di collaborazioni nella crew “Love University Family), promosso con il sostegno di Puglia Sounds. L’album, anticipato  in radio dal singolo “Ancora”  e promosso con il sostegno di Puglia Sounds, contiene 13 brani in inglese e in italiano (e alcuni accenni di dialetto tarantino e leccese), caratterizzati da sonorità potenti tipiche del roots reggae e della soul music e racconta il punto di vista di due giovani artiste del Sud Italia nel proprio contesto personale e musicale, affrontando trasversalmente tematiche sociali universali (come la condizione femminile nel mondo), ed esistenziali (come i tormenti amorosi e il senso della vita), fino ad arrivare a riflessioni sull’etica del reggae. Il disco è accompagnato dal DVD “WE LADIES - Appunti di Viaggio”, docu-film che mostra la quotidianità delle due giovani artiste pugliesi durante la realizzazione dell’album, che le ha portate dalla loro regione d’origine fino a Londra, all'On U Sound Studio del produttore e beatmaker inglese Adrian Sherwood (famoso per i remix di Depeche Mode, Primal Scream, Sinéad O'Connor), che ha collaborato alla produzione artistica insieme a Francesco “Don Ciccio” Grassi. “WE LADIES” è prodotto da Don Ciccio per Love University Records con il supporto progettuale di Bass Culture e ha vinto il bando della Regione Puglia Principi Attivi 2010 – Giovani idee per una Puglia migliore. Nell’album sono inseriti i due dub “Ancora Dub” e “Dub University” realizzati da Adrian Sherwood. MAMA MARJAS & MISS MYKELA saranno in concerto il 13 luglio a Bari, sul palco dell’Acqua in Testa Music Festival 2012, per la prima assoluta, prodotta in Puglia con il sostegno di Puglia Sounds,  del loro “WE LADIES LIVE SHOW ”. Le due artiste si esibiranno accompagnate da una backing band d’eccezione: le Sista Women in Reggae, celebre formazione reggae anglo-giamaicana formata da sole donne. Questa la tracklist di “WE LADIES”: “We Ladies” (Mama Marjas & Miss Mykela), “Reggae Music On A Mission” (Mama Marjas & Miss Mykela), “Ancora” (Mama Marjas & Miss Mykela), “Imparerò” (Miss Mykela), “Tilt” (Mama Marjas), “Io Vorrei” (Miss Mykela), “Love University” (Mama Marjas & Miss Mykela), “Camminerò” (Mama Marjas), “Resist” (Miss Mykela), “Atteelio” (Mama Marjas & Miss Mykela), “In My Country” (Mama Marjas), “Love University Dub Version” (A. Sherwood), “Ancora Dub  Version” (A. Sherwood). Maria Germinario (classe 1986), in arte MAMA MARJAS, è l’artista femminile più riconosciuta ed apprezzata della scena del reggae e della black music italiana, grazie al successo dei suoi primi due album, “B-Lady” e “90” (entrambi prodotti da Love University Records). Michela Giannini, in arte MISS MYKELA, è una cantante salentina dalla voce poliedrica che esplora diversi stili, dalla Jungle al Brum & Bass, dall’Elettronica al Dub Step, dal Reggae più classico alle nuove tendenze della Dancehall giamaicana.
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Le novità di EGEA






Le Novità di MATERIALI SONORI

Martinicca Boison - Le Canzoni del Trimarano!
Attenzione, attenzione: annunciamo il nuovo album di Martinicca Boison! Che se la cantano a bordo di un’imbarcazione chiamata “Fondazione Trimarano”. Da questo luogo privilegiato osservano la realtà con curiosità, ironia e romanticismo. Ogni canzone è un’occasione per raccontare storie vissute, inventate o solamente spiate dalla barca. E' un disco ricco di suoni e di stili musicali in cui Martinicca Boison si divertono, come loro solito, a giocare con i differenti generi e con le citazioni delle canzoni che gli passano per la testa. Si passa con nonchalance dalla musica andina all’elettro-pop di inizio anni 80, dal progressive-popolare fino allo swing dei musical di Broadway... Con la partecipazione di Enrico Maria Papes, Quebegue, Global Kan Kan, Francesca Breschi. su iTunes: sorpresa... è questione di ore... in esclusiva anteprima!su thebigcatalogue.it: i primi giorni di maggio. nei negozi di dischi più eroici: metà maggio, ma anche verso il 20.


THE REAL TUESDAY WELD, Songs For The Last Werewolf . Cd Crammed Discs . Cram 178 – 876623006299
Ispirato al racconto di Glen Duncan, è la più recente di Stephen Coates, artista, compositore, produttore in attività dal 1999. Come un cabaret, un opera teatrale, un film. Fra gypsy jazz, electro-swing, minimalismo elettronico, rock. File under indie/folk/alternative





MAIA VIDAL, God Is My Bike . Cd Crammed Discs . Cram 180 – 876623006305
Tra New York, Parigi e Barcellona. Un gioco di canzoni fra violino, fisarmonica, chitarra, percussioni. Maida propone un “pop da camera” elettroacustico e intimista. Di gran classe. Special guest: Marc Ribot. File under indie/folk/alternative.







LA CHERGA, Revolve . Cd Asphalt Tango . CD-ATR 2711 – 4057179559225
Secondo album per La Cherga. Un mix di dub, trombe e sax balkani, jazz, drum ‘n’ bass ed eletronica. Dalla Bosnia con la straordinaria voce del leader Adisa Zvekic verso la Jamaica, ritmi British dub, fiati macedoni. Dalle radici al futuro.


Le Novità di FolkClub-EthnoSuoni

ANDREA CAPEZZUOLI E COMPAGNIA - LEANDRA 
Continua il viaggio di Andrea Capezzuoli e Compagnia, cominciato sei anni fa. In questo nuovo disco il gruppo ritorna verso casa e allo stesso tempo esplora nuove direzioni. Pur non dimenticando la danza, questo è un lavoro dedicato più alla musica d’ascolto, alle canzoni, alle storie, alle leggende della propria terra. Il risultato è la somma delle esperienze, delle ricerche, delle emozioni di quattro musicisti ormai legati da un percorso comune.
IL GRUPPO
Fondato da Andrea Capezzuoli, organettista, compositore e arrangiatore attivo sulla scena milanese da più di quindici anni, coadiuvato dal sax di Luca Rampinini, dalla chitarra di Mattia Ghion e dal violino di Marco Ghezzo, è un progetto di musica folk che fonde suoni legati alla tradizione italiana con atmosfere provenienti da luoghi lontani e improvvisazioni jazz. Il risultato è un cocktail esplosivo, festoso, conviviale che esplora nuovi mondi senza perdere il legame con le proprie radici nord-italiane: organetti, violino, sax, pianoforte, chitarra e voci accompagnati dal battere forsennato dei piedi, percussione che dona un tocco unico al sound del gruppo. Un concerto in cui il ritmo frizzante e l’emozione incalzante catturano e coinvolgono sia la tensione ludica dei ballerini che l’orecchio attento dei cultori della musica. Fra le note dei quattro musicisti si sbrigliano storie, racconti, leggende e miti tanto familiari quanto universali. Un viaggio ricco di energia e complicità, caratterizzato dalla gioia tipica della festa e dal piacere della buona musica. Un tuffo nella musica folk italiana, grazie all’esperienza e al talento dei quattro musicisti e alla calorosa e spassosa sinergia che ormai li anima e li ispira da anni. Dal 2006, infatti Andrea Capezzuoli e Compagnia ha calcato le scene di festival italiani ed esteri (Germania, Belgio, Francia, Svizzera) con unanime consenso di critica e pubblico; ha inciso, prima di questo, due CD “Suonato coi piedi (2007)” e “Tutto per Amore (2009)” (entrambi raccomandati dalla rivista francese TRADMAG). In occasioni di stage di danza e concerti “a ballo”, inoltre, sono integrati nel gruppo due “caller”, Ivano Capelli e Nicola Brighenti, i maestri di cerimonia che indicano le figure delle danze.

Le Novità di Dodicilune

GIANNI CELLAMARE & TARANTO 4tet - ’U POPOLE MIJE (FONOSFERE by DODICILUNE)
È in distribuzione ‘U Popole mije nuovo lavoro discografico, tra avanguardia e tradizione, di Gianni Cellamare & Taranto 4tet, pubblicato da Fonosfere by Dodicilune. Prendete canzoni originali in lingua tarantina, mescolate con jazz mediterraneo dalle tinte funky e acide suonato da musicisti di Taranto, conditele con la tribalità di una voce intensa, intima, dolente e affabulatoria su testi provocanti e profondi: ecco la ricetta del progetto ’U Popole mije. Dare voce ad una città ad un popolo metafora del sud del mondo che non è solo diossina, dissesto e disperazione ma è soprattutto arte, cultura, passione e rinascita. Gianni Cellamare è riuscito a coagulare intorno al suo nuovo progetto figure artistiche di peso ognuna con la sua individualità e la sua anima, ispirate sempre e a loro agio nel microcosmo libero e provocatorio emozionante e liberatorio delle sue canzoni, dotate per l’occasione degli arrangiamenti di Ettore Carucci (piano) che compone il quartetto insieme a Francesco Lomagistro (batteria), Roberto Andrisani (basso elettrico), Enzo Granella (cori, chitarra classica), affiancati nelle registrazioni da Mimmo Gori (cori, percussioni), Stefania Cornetta e Marta Cellamare (cori). Conclude il lavoro discografico, Enzo Del Re tra gli ultimi cantastorie pugliesi e italiani che ha interpretato e registrato in esclusiva per questo progetto, rientrando in studio dopo quindici anni e per l'ultima volta prima di morire (6 giugno 2011), due dei suoi brani storici simbolo della canzone politica Lavorare con lentezza e Tengo ‘na voglia e fa niente. Gianni Cellamare è un compositore melodista ed autore tarantino che coltiva da anni la passione per la musica d’autore in un free-style tipicamente mediterraneo, alternando la lingua italiana alla lingua tarantina. Finalista a Milano con i Maranjapoint nel 1995 nel terzo Yamaha Music Quest, finalista nel 1997 del Premio Demetrio Stratos a Tolentino (Mc) con Les Avares, ha all’attivo tre cd prodotti dall'Associazione Culturale La Tarantola e numerosi concerti in tutta Italia ed Europa. Medico chirurgo, Cellamare ha all’attivo anche tre libri di poesia ed è presidente dell’Associazione Culturale Latarantola. 

JAZZCOM feat. FLAVIO BOLTRO - DUMMY AND HUMAN (DODICILUNE)
Dopo il lusinghiero risultato ottenuto nel 2006 con l’esordio discografico Stultifera navis e dopo aver preso parte nello stesso anno al “Mallets, brushes and more”, il tour del vibrafonista statunitense Mike Mainieri (fondatore e leader degli Steps Ahead), il gruppo Jazzcom torna a incidere un nuovo album. Dummy and Human, con la partecipazione del trombettista Flavio Boltro, è prodotto dall’etichetta salentina Dodicilune e distribuito da IRD. Progetto del pianista torinese Corrado Abbate, Jazzcom attinge in modo trasversale alle diverse fonti della musica contemporanea di matrice jazzistica, puntando sulla qualità e originalità del materiale tematico, sulla versatilità dei solisti e sull’efficacia comunicativa degli arrangiamenti. Alla guida di un ensemble di eccellenti musicisti, il leader firma un album di jazz attuale, acustico, saldamente radicato nella tradizione hard-bop e modale, ma proiettato in avanti e sensibile alle suggestioni provenienti da ambiti musicali diversi. Il repertorio è costituito in gran parte da composizioni originali di Abbate, con contributi degli altri musicisti, e rivisitazioni di temi classici o popolari (un tema di musica spagnola del primo Novecento - Guajira - e la nota canzone popolare siciliana - Vitti 'na crozza). Le svariate esperienze musicali maturate dai singoli componenti, tutti jazzisti di lungo corso,  affiorano con naturalezza nella ricca espressività di questa affiatata formazione piemontese. Le solide radici hard-bop si manifestano senza compromessi nei due brani fast (I Love Art e Step Back), impreziositi dagli interventi solistici di Boltro. Negli altri brani si passa con disinvoltura dall'esplorazione modale dal sapore jazz-rock di Aeolian Canon al latin-jazz di Dummy and Human; dalle atmosfere fusion di That's My Job e Don't Ask Me Why (con Boltro che gioca sapientemente con il delay), alle suggestioni tyneriane di Players and Games. Un jazz italiano di qualità, eclettico, raffinato, accessibile.

GIANNI INSALATA 4tet - WORK IN PROGRESS (DODICILUNE)
Dopo la pubblicazione nel 2006 di “Almeno tu…” per l’etichetta Philology, Gianni Insalata torna con un nuovo quartetto e un nuovo album dal titolo Work in Progress, prodotto dall’etichetta Dodicilune e distribuito da IRD. Insieme al batterista foggiano, tre eccezionali musicisti: Antonio Tosques alla chitarra, Danilo Gallo al basso e Marco Paccasoni al vibrafono. Il doloroso distacco da una persona cara, una perdita amara che apre una riflessione sulla vita, sulla bellezza che rimane nascosta e che aspetta di farsi trovare. Sono gli occhi di un amore, l’arrivo di un figlio, le emozioni che scuotono dal torpore della sofferenza a dare un senso nuovo alle cose, a trasformarsi in musica. Gianni Insalata parte da qui, da qualcosa di profondamente privato come la scomparsa della madre, la elabora e ne fa il soggetto di un album dal sound moderno, melodico e originale, contraddistinto dal binomio chitarra-vibrafono e dal suo intenso drumming. Dieci brani inediti, di cui cinque a firma di Insalata, nei quali il dialogo musicale si svolge attorno ai temi del cuore, alle prove che la vita impone, ma anche ai suoi regali che permettono di superarle. È questo il senso del titolo del disco e la sintesi del pensiero del batterista pugliese: «La vita, come la musica, è un continuo divenire, un incessante work in progress. Non si è mai arrivati. La vita e la musica viaggiano a stretto contatto, e allora non ci può fermare. Mettersi continuamente in gioco è il solo modo che ci è dato per cambiare e migliorare». Così, per quel viaggio parallelo, accade che la vita influenzi la musica, e che la musica migliori la vita. La sofferenza iniziale del brano Lucia, allora, si trasforma traccia dopo traccia, prendendo dapprima i toni dolci della malinconia, poi quelli aperti e ariosi di Work in Progress, per sfociare infine nella levità del nuovo giorno di Alborada. Un lavoro compiuto e maturo, in cui Insalata sa ritagliarsi buoni spazi improvvisativi dove mettere in mostra tutta la sua inventiva e il suo ottimo tocco, ma dove, soprattutto, emerge l’intesa e l’affiatamento del quartetto, in cui ciascuno degli ottimi musicisti (tutti solisti di rango, dalle sfavillanti carriere da leader) apporta qualcosa, mettendola a disposizione del gruppo.

UMBERTO DE MARCHI - DOMINO (DODICILUNE)

Domino è il nuovo lavoro discografico del pianista torinese Umberto De Marchi, pubblicato dall’etichetta Dodicilune e distribuito da IRD. A quasi quattro anni di distanza da Pachuco, pubblicato online su youtube, De Marchi torna al piano solo con otto brani totalmente basati sull’improvvisazione, senza alcuna parte scritta, strutturati come libere espressioni sonore. È il caso, l’ispirazione non mediata, il solo spunto da cui prende vita la produzione estemporanea del pianista torinese, il solo strumento per esprimere e raccontare. “Domino” è il risultato di due anni di riflessione attorno alla musica avvenuta in contesti paralleli rispetto a quelli concertistici. Oltre a lavorare come pianista, De Marchi è, infatti, tecnico musicista presso centri per soggetti diversamente abili e in questi contesti ha potuto sperimentare un modo diverso di fare musica. «Suonare di fronte a un pubblico - dice De Marchi - significa utilizzare un linguaggio che risponde a determinate caratteristiche di estetica e di gusto;           il proprio modo di fare musica, diventa allora oggetto di un preciso giudizio culturale su ciò che bello e ciò che non lo è. Suonare per e con i ragazzi dei centri disabili significa invece ricercare quel tipo di musica che aiuta a far star bene qualcuno, lontano da giudizi estetici di forma o tecnica. Lavorare in questi contesti è per me una situazione privilegiata in cui poter sperimentare nella più totale libertà ogni possibilità creativa del fare musica, attraverso suoni e rumori, attraverso silenzi ed emozioni che si esprimono con linguaggi musicali altri, non convenzionali e per questo liberi». In questa visione, il linguaggio musicale diventa pura espressione sonora, senza vincoli di forma, tecnica o linguaggio, si crea e si modifica attraverso un fluire casuale di suoni, rumori, sensazioni, voci e strumenti. Umberto De Marchi, 32 anni, torinese, pianista e compositore. Affianca all’attività concertistica quella di docente e di tecnico musicista presso i laboratori creativi per soggetti diversamente abili, all’interno dei quali ha potuto riflettere sulla ricerca delle infinite possibilità offerte dal linguaggio musicale improvvisato applicate al benessere psicofisico della persona. Questa esperienza musicale e umana è il background da cui muove e trae spunto la sua musica. Ha pubblicato per l’etichetta discografica Dodicilune il disco Domino (2012), di libere improvvisazioni pianistiche. Dodicilune è attiva fin dal 1996 e riconosciuta dal Jazzit Award tra le prime etichette discografiche italiane. Dispone attualmente di un nutrito catalogo di oltre 120 produzioni di artisti italiani e stranieri, ed è distribuita in Italia e all'estero da IRD presso 300 punti vendita tra negozi di dischi, Feltrinelli, Fnac, Ricordi, Messaggerie, Melbookstore. I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online (Amazon, Ibs, LaFeltrinelli, Jazzos) o scaricati in formato liquido su 56 tra le maggiori piattaforme del mondo  (iTunes, Napster, Fnacmusic, Virginmega, Deezer, eMusic, RossoAlice, LastFm, Amazon, etc). www.dodiciluneshop.it

SILVIA ANGLANI E GABRIELE RAMPINO FIRMANO LE DUE NUOVE PRODUZIONI DELL’ETICHETTA DODICILUNE

Giovedì 31 maggio escono "Complice" della cantante ostunese e "Sotto il Celio Azzurro" raccolta delle colonne sonore dei corti di Edoardo Winspeare realizzate dal compositore e musicista leccese, distribuiti da Ird e promossi da Puglia Sounds

Complice è l’esordio discografico della cantante ostunese Silvia Anglani affiancata dal grande sassofonista statunitense Michael Rosen. Talento cristallino, capace di attraversare le strade del pop, del jazz, del soul, Silvia Anglani ha una voce trasparente, incisiva e profonda, con un timbro caldo che riesce ad arricchire di pathos e originalità qualsiasi repertorio. Con la direzione artistica, la musica e i testi di Gabriele Rampino il progetto rappresenta il felice incontro di esperienze differenti intrecciate sul terreno della qualità artistica e tecnica. La voce di grande personalità di Silvia Anglani, graffiante e sensuale, "niente affatto postmoderna, vagamente retrò", le consente di interpretare con padronanza e intensità un repertorio vario, che si muove nei territori musicali più diversi. Echi di tango, ballad, melodie antiche, soul jazz e ritmiche cutting edge, torch songs, musica raffinata ma di alta fruibilità, con un occhio al soundesign e alle ultime tendenze dell'elettronica. Un songbook di preziosi inediti con una chicca, "Conversazione", un brano di Mina del 1967 in una nuova smagliante versione.
Proprio Il compositore e musicista Gabriele Rampino, direttore artistico e animatore insieme a Maurizio Bizzochetti della Dodicilune, firma “Sotto il Celio Azzurro” che raccoglie le colonne sonore tratte da recenti corti del regista Edoardo Winspeare. Dopo il grande successo di Galantuomini e della sua colonna sonora, il compositore salentino riunisce, infatti, in un’antologia il lavoro sin qui svolto con il regista di Depressa - Sotto il celio azzurro (2009), Filia Solis (2009), Il primo Anniversario (2008), Galantuomini (2008), La festa che prende fuoco (2008), Akra Leuchè (2006), La piazza è chiusa (2007). Hanno partecipato al progetto con Gabriele Rampino (pianoforte, sassofoni, clarinetti, tastiere, bandoneon, percussioni, programmazione), Maurizio Bizzochetti (chitarre, basso), Serena Spedicato (voce), Andrea Sabatino (flicorno) e Pietro Rampino (flauto). "Tutta la musica di Gabriele Rampino è come la colonna sonora di un’intera regione”, sottolinea Winspeare. “È colta perché, pur ispirandosi al passato contaminato della nostra terra, non si adagia in facili e abusate ritmiche mediterranee; è raffinata perché aderente a una ricerca di complessità drammaturgica; è generosa perché non rinuncia alla melodia e fa vedere immagini emozionanti a quelli  che l’ascoltano, anche ai meno colti;  è infine inquietante, nel senso che non è consolatoria, come se s’interrogasse su di un destino foriero di chissà quali avventure dell’anima". Dodicilune è attiva dal 1996 e riconosciuta dal Jazzit Award tra le prime tre etichette discografiche italiane (dati 2010 e 2011). Dispone attualmente di un catalogo di oltre 120 produzioni di artisti italiani e stranieri, ed è distribuita in Italia e all'estero da IRD presso 300 punti vendita tra negozi di dischi, Feltrinelli, Fnac, Ricordi, Messaggerie, Melbookstore. I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online (Amazon, Ibs, LaFeltrinelli, Jazzos) o scaricati in formato liquido su 56 tra le maggiori piattaforme del mondo  (iTunes, Napster, Fnacmusic, Virginmega, Deezer, eMusic, RossoAlice, LastFm, Amazon, etc). Info su www.dodiciluneshop.it




Novità Aprile 2012



Le Altre Novità



LIBERA VERAMENTE VOL. 3
La terza compilation dei singoli promossi in radio da L’AltopArlAnte
In download gratuito dal sito di XL http://videodrome-xl.blogautore.repubblica.it/2012/04/27/libera-veramente-vol-3/ 

Dopo il premio ricevuto al Supersound di Faenza come iniziativa promozionale dell’anno, per aver coniugato la radio con il web e la carta stampata, arriva "Libera Veramente Vol.3" che propone gli ultimi brani promossi nelle radio da L'AltopArlAnte, l'agenzia di comunicazione che negli ultimi anni ha creato quanti più spazi possibili nell'etere per la musica indie. In scaletta diversi duetti con protagonisti internazionali come Bob Geldolf con Enzo Avitabile e Juliette Lewis con i Quintorigo, il soffio magico del clarinetto di Lucio Dalla con Spacca il silenzio! e quello di Roy Paci nella tromba coi Lou Dalfin , poi Pino Scotto con i Club Dogo, Fabrizio Consoli con Simona Bencini e Zibba coi Tiromancino. In scaletta “mostri” del cantautorato come Giulio Casale e Claudio Rocchi, il pop più avanguardista d’Italia come quello dei Sikitikis, di Dellera e di Nicolò Carnesi, il rap dissacrante di Missa, il funk del “padrino” Bobby Soul e dei lanciatissimi Thomas, la robot-music degli Ottodix, le atmosfere di Dola J Chaplin, il rock dei sorprendenti MaDeDoPo, de Le Braghe corte e della indimenticata voce dei Prozac + Eva, e la band del momento: i Nobraino! La cover è della disegnatrice Laura Comolli e il video teaser del regista Davide Pompeo. Qui il video teaser http://www.youtube.com/watch?v=iyzypMdqVtY

01. Giulio Casale – Fine
02. Quintorigo  & Juliette Lewis – How Does It Feel?
03. Pino Scotto & Club Dogo - Pino … occhio
04. Spacca il silenzio! & Lucio Dalla – Da questo muro
05. Sikitikis – Le belle cose
06. Zibba & Tiromancino – Una parte di te
07. Nobraino – Bademeister
08. Enzo Avitabile & Bob Geldolf  - Suonn’ a pastell’
09. Eva – Cadono nuvole
10. Bobby Soul – Un’asSouluzione
11. Fabrizio Consoli & Simona Bencini – Giro di carte
12. Management del Dolore Post Operatorio – Auff!!
13. Missa – Maria è mia
14. Dellera – Le parole
15. Thomas – Sunshine
16. Dola J Chaplin - Wath I Care
17. Nicolò Carnesi - Il colpo
18. Lou Dalfin & Roy Paci – Rota d’amont
19. Claudio Rocchi - Eccoti qui
20. Le Braghe Corte – Voices
21. Ottodix – La guerra dei mondi

L’AltopArlAnte è un’agenzia che si occupa di comunicazione musicale, promuovendo dischi, tour, etichette e concerti. E’ relativamente giovane e nasce nel 2003 come ufficio stampa per live club e festival, imponendosi come una realtà unica nel suo genere e raggruppando sotto un’ unica egida comunicativa tutti i migliori live club d’Italia. A questo ramo della comunicazione se ne affianca ben presto un altro; così L’AltopArlAnte diventa la prima agenzia italiana ad occuparsi della promozione radiofonica per dischi e artisti indipendenti creando un indotto ed un circuito completamente nuovo per lo sviluppo della musica indipendente. Circuito che negli ultimi tempi sta diventando, soprattutto a livello di ascolti, una sorta di terzo polo fra il servizio pubblico e i grandi network, e quindi molto ambito, tanto da permettere a L’AltopArlAnte di promuovere programmi musicali della tv, film per il cinema (e non solo attraverso le colonne sonore) e programmi televisivi (X-Factor) e varie altre iniziative sempre attraverso l’etere.
www.laltoparlante.it


LA PRIMA COMPILATION CON VENTI NUOVI BRANI DI BAND INDIPENDENTI ED EMERGENTI DA NON PERDERE

Dopo il successo delle compilation legate all’Emilia-Romagna, alla Romagna, alla Puglia e a Napoli, con l’ultima compilation on-line “Onde Sonore Napoletane”, in attesa di uscire nei prossimi giorni con una compilation on-line di band fiorentine in collaborazione con La Scena Muta, esce la prima compilation on line del MEI nella collana Mei Scouting, cioe’ una collana di compilation atte a scoprire le nuove band indipendenti ed emergenti di qualita’del panorama italiano. La compilation, che si intitola’ “MEId in Italy – Volume Uno” contiene 20 brani di artisti emergenti del momento particolarmente meritevoli di attenzione e degni di nota selezionati tra coloro –e sono tantissimi-  che ci hanno inviato i loro brani. La collana proseguira’ mensilmente e ogni trenta giorni il Mei lavorera’, come e’ nella sua attivita’, per scovare nuovi artisti e portarli al centro dell’attenzione degli operatori del settore e del mondo delle tv, radio e del web per fare crescere e sviluppare la nuova scena musicale italiana. Ecco i primi magnifici 20 in ordine rigorosamente alfabetico con tantissimi brani da scoprire di Barresi Project, Bidiel, Broken Cords, Cassandra Raffaele, Cinema Noir, Death Disco, Elettrofanti, Eva, Following Friday, Le Maschere di Clara, Le Rivoltelle, Nuju, Phonic Culture Club, Psicantria,Tamurita, The Bankrobber, Thegiornalisti, The Van Houtens, Vintage Violence e Violassenzio che vi invitiamo ad andare ad ascoltare subito e a segnalare e a programmare. Una compilation di 20 brani da non perdere assolutamente che fotografa una delle realta’ emergenti migliori della nuova scena indie italiana che viene  inviata ad oltre 125 mila contatti dei quali almeno 10 mila operatori professionali, 5 mila giornalisti, 1500 promoter e organizzatori di festival e live per circoli e club, 1000 produttori discografici, 600 radio e web radio, 400 tv e web tv, 400 agenzie di booking, 200 associazioni di categoria e musicisti e appassionati. Si ringrazia per la collaborazione Teorema, Otr, Friends of Music, Indie Sounds Better, NoStress NetLabel, Track 1 Music, My Own Poison Music, Alka Record Label, Materiali Musicali, Cristiani Music, MK Records, Maninalto!,  Face Like A Frog Records e tutti coloro che ci hanno fatto pervenire tantissime segnalazioni. Parte MEId in Italy per chi vuole scoprire la nuova musica indipendente ed emergente italiana ogni mese! Tutti coloro che vogliono inviarci i loro brani per la prossima compilation possono farlo scrivendo una mail a: mei@materialimusicali.it privilegiando brani originali e inediti in anteprima.


The Bankrobber - Rob The Wave
Esce oggi “Rob The Wave” il nuovo EP dei The Bankrobber, anticipato in radio dal singolo “Lullaby” (cover The Cure) dal 7 maggio, disponile “solo” in formato fisico, un ritorno al “non digitale”, un ritorno alle origini, rafforzato la doppia tiratura limitata in vinile ed in cd, composta da 5 coloratissime differenti copertine... da non perdere! La New Wave, il Punk la voglia di strappare di rompere con le convenzioni, The bankrobber fissano su antico supporto vinilico e su più recente cd, quattro brani che nonostante la giovane età del gruppo, sono da tempo nel loro repertorio live e dna musicale. Correnti musicali di un rapido esuberante Rinascimento, che sfrutta gli istinti creativi, (ragazzi provenienti dalle scuole d’Arte, laddove il Punk era stato più un fenomeno di strada). Un omaggio al tutto è possibile, un boom di spregiudicatezza, che si fa sentire nel campo della grafica e dell’immagine. Quattro Cover, dal songwriting di Elvis Costello con “Alison” squisitezza melodica assoluta, al Punk minimale degli Wire con “Ex lion tamer”. I Cure, con la surreale e spiritata “Lullaby”.E per finire un omaggio ad Andy Partridge/XTC,con la lenta e inesorabile “Making plans for nigel”. I  Bankrobber, hanno rapinato l’armadio della soffitta svuotandolo del suo prezioso contenuto, e fatto proprie queste quattro delizie.



IL MEI PER IL "SIC" : UNA CANZONE PER MARCO SIMONCELLI
Primula Records la distribuisce su i-Tunes dal 30 aprile, i proventi andranno alla Fondazione Simoncelli

CORRENDO NEL CIELO, UNA CANZONE PER IL “SIC”
Il cantautore Francesco Bejor ha scritto una ballata rock dedicata al pilota scomparso

“Correndo nel cielo”: questo il titolo della canzone scritta dal cantautore Francesco Bejor per onorare la memoria del pilota Marco “Sic” Simoncelli e di altri due noti centauri, anch’essi tragicamente scomparsi: i giapponesi Kato e Tomizawa. La canzone, sia nella versione italiana che in quella inglese (“Running In The Sky”), sarà distribuita, a partire da lunedì 30 aprile, su i-Tunes e su tutti i portali che commercializzano la musica, per iniziativa dell’etichetta discografica Primula Records, di proprietà di Giorgio Macellari, musicista e giornalista vogherese. I proventi derivanti dalle royalties andranno alla Fondazione Simoncelli, che senza riserve ha approvato e sostenuto tale progetto.

Trenincorsa - Abracadàbra” (Latlantide)
Il nuovo album dei Trenincorsa “Abracadàbra” definisce in modo chiaro e deciso il genere musicale del gruppo, un “folk-rock” che spesso sfocia in sonorità quasi “pop” ed evidenzia un maggiore ricorso al dialetto rispetto ai precedenti lavori. Ogni canzone è un piccolo libro, o potrebbe diventarlo, perché si raccontano storie di persone, a volte tristi, a volte comiche, romanzate o assolutamente reali. Alcuni pezzi racchiudono più personaggi, come il singolo “Primavera” o l’autobiografica “Sés omen” (con l’originale partecipazione di Martino Iacchetti), altri invece in cui i protagonisti vivono una vita parallela, una propria irrealtà tragicomica (“Abracadabra” e “Il cinema Magnolia”). Dove si effettua il percorso inverso è in “Agua mala”, il brano è infatti liberamente tratto dal secolare romanzo di Hemingway “Il vecchio e il mare”. Sempre con il mare come sfondo ne “L’uomo del faro”, in cui emergono in modo evidente alcune novità a livello di suoni, cosa che “salta alle orecchie” anche nel brano “La grande occasione”. Formidabile la partecipazione del gruppo calabrese Koralira nell’ispiratissima “El gir del vent”. Una ballad dolce e immancabile è “Mi e ti”, in cui spicca la particolare attenzione data ai cori, altro pezzo che musicalmente non poteva mancare, proprio perché tipico della band, è “L’ultimo Samurai”, simpatico ma intenso racconto di un giornalista-fotoreporter “…dalla Brianza alla fin del mund”. Ultima, ma non meno importante, è la canzone più profonda, innovativa per il gruppo e soprattutto toccante: “L’altra part del mür”, storia vera di un uomo anziano, “parcheggiato” in un ospizio di periferia, che pur ancorato alla sua rituale quotidianità, non vuol placare la sua ambizione a spiccare un volo che lo porti altrove. Tutto questo in un’emozionante versione pianoforte e voce. L’anteprima dell’album è il singolo “Primavera” (Latlantide – 2012), una ventata di profumi, riscosse e rivincite che soffiano in primavera, portando energie positive.
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ZIBBA E ALMALIBRE – Nancy (feat. Roy Paci)
è il singolo estratto da
COME IL SUONO DEI PASSI SULLA NEVE, il quarto disco del cantautore ligure

Ancora un “mucchietto” di canzoni di gran classe. Poesia per le vene e suoni buoni per ogni parte del corpo. Roy Paci regala a questo singolo dal levare inconsueto un vestito da cerimonia, giusto a sottolineare la solennità del pensiero che di vita ce n'è una, e non sempre a tutti basta per capire se va bene così. E’ uscito il nuovo disco del cantautore Ligure, accompagnato come sempre dagli Almalibre. Con i primi due album Zibba partecipa al Primo Maggio di Roma, e a diverse trasmissioni musicali in tv. Premio Bindi e Artista che non C'era 2011, Zibba passa dal palco del Premio Tenco al salotto di Parla Con Me con il suo ultimo lavoro "Una cura per il freddo" che lo ha portato a duettare nel 2011 con Bunna (Africa Unite) e Tiromancino, e in giro per i palchi di tutta Italia per un tour ininterrotto di due anni. Nel maggio 2012 esce il nuovo disco "Come Il Suono Dei Passi Sulla Neve" (Volume!/Warner/Venus), undici canzoni, undici modi per raccontare un mondo, quello di Zibba, che parla dritto al cuore della gente. Un disco cinematografico nelle immagini che racconta e nelle suggestioni che portano a sentirsi sempre dentro la scena di un film. "Come il suono di passi sulla neve" è il disco di un artista che non strizza l'occhio alle mode e ai modi, che non si perde nelle barriere generazionali; che racconta la gioia di vivere che nasce dalla passione e dall'esigenza di portare al pubblico un messaggio semplice e trasparente. Un concept album sull'Amore in tutte le sue forme, capace di trasportare l'ascoltatore dall'asfalto ruvido delle strade del jazz fino alle terrazze in riva al mare dove i sognatori hanno casa e cuore, con un pizzico di elettronica e un po' di levare, colorato tappeto di un modo di fare canzone degno dei grandi nomi della storia della canzone italiana. Registrato in un forno per mattoni a Moie (An) il disco è un passo di maturità artistica e consapevolezza per Zibba e la sua rinnovata band di sei elementi. Al disco partecipano diversi ospiti quali Roy Paci, Eugenio Finardi, Vittorio De Scalzi e Carlot-ta, oltre alle partecipazioni straordinarie di Adolfo Margiotta, Enzo Paci, Gianluca Fubelli, Alberto Onofrietti e Silvia Giulia Mendola che danno voce ad intermezzi che fanno da collante poetico alle canzoni. La grande forza di questo cantautore e della sua band sta nei concerti: un viaggio intimo, in un mondo fatto di parole calde. Vita di tutti i giorni, sesso, amicizia. Vene pulp e bukowskiane accostate a messaggi diritti alla pancia e all’anima. Finestre sull’umanità e sulle sue infinite sfaccettature. Una calda coperta sdraiata sull’ascoltatore.             
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K-CONJOG - SET YOUR SPIRIT FREAK!" (ABANDONBUILDING/AUDIOGLOBE)
Dopo “Il Nuovo è al passo coi tempi” edito da Snowdonia Dischi e “Le Storie che invento non le so Raccontare” uscito per l'inglese Dirty Demos, K-Conjog arriva al secondo LP “Set Your Spirit Freak!” per l’americana Abandon Building Records. Il disco, contrariamente alle produzioni precedenti, mette in luce le capacità compositive dell'autore che gioca continuamente con la classicità delle sonorità orchestrali passando senza troppi problemi a quelle della più moderna folktronica. SYSF! è un viaggio suggestivo attraverso paesaggi sonori accompagnati da dolci melodie di piano ed orchestra, guidati da pesanti beat glitch. Il giovane compositore miscela a suo uso la migliore lezione del minimimalismo e la riadatta a suo piacimento, avvicinandosi ad intenzioni di grandi maestri come Yann Tiersen, John Adams, Wim Mertens. K-Conjog è Fabrizio Somma, un polistrumentista e produttore di musica elettronica. K-Conjog ha collaborato inoltre con Valerio Berruti partecipando all’installazione ”E più non dimandare”, presentata al Tina.B Festival Internazionale di Arte contemporanea di Praga, e ha musicato una sua personale “Una sola moltitudine”, con il pezzo Mono No Aware, anche colonna sonora per la prima App IPad mai realizzata per un artista contemporaneo.
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SORELLA TOSCANA
“una Spoon River Italiana dei nostri anni”
10 canzoni e 100 ritratti in versi per raccontare i nostri anni con gli occhi di un paese.
(del cantautore  NICOLA COSTANTI con il poeta MARCO BROGI, prefazione di GIANNI MURA)
il Cd +libro è in vendita su internet e in libreria

È in vendita in libreria e su internet (www.sorellatoscana.it) il Cd+libro SORELLA TOSCANA (Protagon Editori-PDE/Feltrinelli),  del cantautore NICOLA COSTANTI e del poeta MARCO BROGI, un’opera unica nel suo genere con 10 canzoni e 100 ritratti in versi che raccontano gli occhi con cui Buonconvento, un paesino della Toscana, guarda il mondo. Tra canzoni e poesie il particolare diventa universale e il paesino diventa il mondo, con i suoi vizi e virtù, le sue luci e le sue ombre. Una sorta di “Antologia di Spoon River dei nostri anni”, come l’ha definita il giornalista e scrittore Gianni Mura, che ha curato la prefazione dell’opera. La copertina è stata realizzata da Max Cavezzali, uno dei più grandi disegnatori italiani (Comix, Lupo Alberto, Ciao 2001, La Repubblica). Ognuno degli abitanti di Buonconvento (dal negoziante al benzinaio, dalla ragazza madre alla badante, dal calciatore che ce l’ha fatta a quello rimasto nelle serie dilettantistiche, dal disertore al bugiardo per vocazione),  parla in prima persona, dice la sua sulla vita, su un amore andato bene o male, su una speranza che si è concretizzata o è rimasta tale. “Si tratta per lo più di persone ancora in vita. - afferma NICOLA COSTANTI - Epitaffi di viventi, che nell’insieme ci danno un’enciclopedia di stati d’animo, storie, punti di vista. Nei miei album c’è sempre una canzone che parla di sogni. Anche in Sorella Toscana c’è “Quando non penso sogno”, nella quale duetto con Leonardo Pieraccioni. Il sogno è una necessità dell’uomo, è la fase progettuale senza la quale non nasce niente. E poco importa se non vanno in porto, già sognare è una ricchezza.  Parlo soprattutto dei sogni ad occhi aperti”. “L’idea di ritrarre in versi gli abitanti del mio paese è nata un paio di anni fa. – racconta MARCO BROGI - Si tratta per lo più di persone che conosco e quindi non ho avuto difficoltà a fermarle su un foglio. Le incontro tutti i giorni al bar, per strada, in pizzeria. Le loro storie le avevo già dentro da tempo. Si sono scritte da sole. Si tratta di confessioni senza il prete, ognuna di queste persone racconta senza ipocrisie la sua vita, le sue paure, i suoi desideri, la sua visione delle cose. Ne è uscita una galleria di dolori, emozioni, rimpianti, desideri, che alla fine ha stupito anche me”. Il Cd +libro SORELLA TOSCANA ospita al suo interno duetti in musica tra il cantautore NICOLA COSTANTI e personaggi dello spettacolo tra cui Leonardo Pieraccioni, Alessandro Benvenuti, Athina Cenci, Carlo Monni, Renzo Ulivieri, Daniela Morozzi, Andrea Agresti (Le Iene), Cristiano Militello (Striscia la notizia) e Andrea Muzzi. NICOLA COSTANTI nasce a Montalcino di Siena. Si diploma in pianoforte e, giovanissimo fa parte del gruppo rock-progressive "Air Speed" con il quale svolge attività di concerti in tutta Italia. Un suo brano, “Far Away screams” viene selezionato da una label inglese ed inserito in una compilation che vede tra gli altri la presenza di Antony Phillips (ex Genesis). L’esperienza live in molti paesi stranieri, Argentina e, Messico, Giordana, Tailandia e Malesia, Kenia e Marocco, lo porta a contatto con la musica di altri popoli arricchendo e contaminando il suo bagaglio musicale. Nel 1998 viene invitato a partecipare alla Rassegna della Canzone d'Autore del Club Tenco a San Remo, dove gli viene conferito il Premio IMAIE quale miglior esordiente. La borsa di studio conseguita gli consente di realizzare il suo primo singolo con 4 brani che esce nel 1999. L’anno successivo, 2000, porta in giro per l’Italia uno spettacolo: “Ladri di stelle”. Insieme a lui sul palco l’attore Alessandro Haber, come voce recitante. Nell’ottobre 2003, nuovamente invitato al Club Tenco, ottiene un altro importantissimo riconoscimento: il premio S.I.A.E. / CLUB TENCO quale miglior autore emergente. Nel 2004 esce la vera opera prima della sua carriera artistica. È un album con 10 brani dal titolo “Robin Hood si è sposato (e vende la foresta)”, scritto, arrangiato e prodotto da se stesso. Nell’ottobre 2010 esce un cd singolo dal titolo simpatico e sportivo “Che ha fatto l’Inter”. Il singolo annuncia l’imminente uscita del nuovo album, realizzato grazie anche all’amico -poeta e giornalista- de “La Nazione”, Marco Brogi, dal titolo SORELLA TOSCANA. MARCO BROGI, senese, laureato in Lettere moderne, è soprattutto autore di testi di canzoni. Giornalista di professione, ha pubblicato tre raccolte di versi: “Poesie scritte in treno”, “Il Paese Incantato” e “Sorella Toscana”. Attualmente sta lavorando al cd della “Iena” Andrea Agresti.
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ALBERTO LAURENTI e i RUMBA DE MAR - AL CROCEVIA DELLA MUSICA (AUDACIA RECORDS)
È disponibile su iTunes e i principali digital store “AL CROCEVIA DELLA MUSICA” (Audacia Records), nuovo album del cantautore romano ALBERTO LAURENTI e della band gitana RUMBA DE MAR. “AL CROCEVIA DELLA MUSICA” è composto da dieci tracce, nelle quali il ritmo della rumba si fonde con suoni mediterranei e balcanici. L’uso del liuto arabo, delle chitarre portoghesi e flamenche, del duduk e dei flauti arabi rendono quest’album un vero viaggio attraverso le melodie del sud del mondo. “Questo disco è un vero e proprio percorso ad occhi chiusi – dichiara ALBERTO LAURENTI - tra melodie, ritmiche ed orchestrazioni,  dove abbiamo utilizzato strumenti antichi e moderni provenienti da tutto il mondo. Un viaggio dove si intrecciano rumbe arabe, gitane e cubane, per ricollocare l'amore proprio al centro di tutto”. Questa la tracklist di “AL CROCEVIA DELLA MUSICA”: “Al crocevia della musica”, “Alisei”, “Arriva il giorno”, “Hacia el Sur”, “Pasion”, “Asilah”, “Maónda”, “Se rinascerò”, “Jai sharanam”, “L’amore è fragile”. ALBERTO LAURENTI, apprezzato autore (ha scritto per Tiromancino, Renato Zero, Franco Califano e molti altri), è l’ideatore del progetto musicale RUMBA DE MAR, gruppo arabo gitano con influenze maghrebine e balcaniche. Il gruppo ha partecipato a diversi eventi mondani e convention internazionali. Alcuni dei loro brani sono  presenti nelle compilation “Hitmania”, “Hitmania Champions” e “Hit Mania Estate” nelle edizioni dal 2002 al 2012
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GANG - "LE RADICI E LE ALI - Live" (Latlantide/EDEL) Cd+Dvd
"Non c’era modo migliore per festeggiare i 20 anni di “Le Radici e Le Ali”. Non c’era migliore compagnia per farlo se non quella che era presente in p.zza Mazzini a Filottrano, (periferia dell’Impero) la sera del 16 settembre del 2011. Finalmente quelle canzoni si sono fatte di nuovo Canto e condivisione, Appartenenza. Sono riuscite a ristabilire un senso comune, sono state utili per riaffermare e rivitalizzare la memoria della strada fatta e soprattutto per muovere i primi passi ancora una volta verso l’orizzonte di sempre, quello della Libertà. Si è costruito in una sera quel Ponte fra Le Radici e Le Ali che è indispensabile sempre quando una comunità, un popolo, una civiltà riprende a Camminare." (Marino Severini). Uscirà a fine maggio 2012 la registrazione del concerto che si è tenuto a Filottrano, paese natale di Marino e Sandro Severini, con il quale i Filottrano City Rockers hanno voluto festeggiare il ventennale dell'album omonimo (il primo in lingua italiana dei Gang) che aprì la trilogia portata avanti con i successivi "Storie d'Italia" e "Una volta per sempre". Allegato al cd ci sarà anche un DVD contenente alcuni spezzoni della serata e un intervento di Marino Severini relativo all'album "Le Radici e Le Ali". Il costo del CD+DVD è di 15 euro (spese di spedizione incluse) e le prime 1000 copie (prenotabili già da ora all'indirizzo papare@alice.it) saranno in confezione Digipack (confezione cartonata).
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Federico Casagrande - “The Ancient Battle of the Invisible (maggio 2012 – CamJazz)
Ambientato visivamente nelle immagini di una battaglia epica, The Ancient Battle of the Invisible è il nuovo album di Federico Casagrande, acclamato chitarrista residente da molti anni a Parigi, punto di riferimento del jazz contemporaneo sulla scena internazionale. Ideato come il seguito naturale del suo precedente disco (Spirito of the Monuntains), questo nuovo progetto viene rappresentato come un quadro, una metafora della battaglia interna che l’uomo deve affrontare da sempre: quella tra l’amore e l’odio, tra i desideri, i pensieri e le passioni. È’ in questa splendida cornice che Federico Casagrande da sfogo a tutta la sua fantasia creativa, portando l’ascoltatore ad immergersi in quel mondo invisibile, talvolta pacifico come la brezza al tramonto, talvolta inquieto come nel mezzo di una battaglia, fatto di pensieri e sensazioni che divengono così reali. Uomini che corrono alla conquista, che combattono o che si aiutano, che mostrano il loro orgoglio e le loro paure, la loro forza e le loro debolezze, la loro saggezza e la loro follia; tutto ciò circondato dalla bellezza austera della natura. Tutte queste forze invisibili – racconta Federico - conducono le nostre azioni e le nostre vite; e a causa della loro natura contrastante, la maggior parte delle volte, ci allontanano dall’Uno.  Anche questa musica scaturisce da queste energie. Grazie a una sapiente architettura armonica e a un raffinato suono melodico, la chitarra di Federico Casagrande (una Fender Telecaster preparata in arrowhead, fireplace e standard) sorprende nuovamente e lo suggella tra i primissimi posti nel panorama jazzistico europeo. In questa “antica battaglia dell’invisibile”, Federico è affiancato dal vibrafonista Jeff Davis, dal contrabbassista Simone Tailleu e dal batterista Gautier Garrigue. Tra le numerose collaborazioni internazionali, Casagrande è co-leader dei The Drops, band indie-jazz parigina che vanta concerti in Portogallo, Cina, Francia, Italia, Ukraina, Macedonia, Bulgaria, Germania, Belgio, Taiwan.
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MISSIVA - NIENTE ADDOSSO (ORQUESTRA)
Niente addosso è il titolo del nuovo lavoro discografico della rock band pugliese Missiva, prodotto da Amerigo Verardi e uscito per Orquestra. I Missiva sono cresciuti portando in giro per lo stivale una lunghissima serie di live fatti di sudore, testi intensi ed incisivi ed una buona dose di sana rabbia rock da decibel all’estremo. Diversi sono i riconoscimenti maturati promuovendo il loro primo disco “Sospeso” (Produzioni Rock Italiane, 2008), tra cui spiccano la vittoria ai contest Orquestra 5, Monterotaro rock festival, e diversi sono anche i palchi importanti divisi con Rezophonic, Ray Wilson (ex Stiltskin e Genesis), Modena City Ramblers. Nel 2011 i cinque iniziano a collaborare con uno degli artisti più influenti delle scena indipendente italiana, Amerigo Verardi. Da questo sodalizio nel 2012 nasce “Niente addosso”, un disco maturo, dal forte impatto sonoro ed emozionale che conferma e dà nuovo slancio ad un progetto che, da sempre, fa dell’intensità la sua arma principale. Estremisti e assetati di autenticità i Missiva, con questo secondo album, non smentiscono il percorso fatto. In un mondo di verità relative cercano la loro verità per non diventare Bugia, si distaccano da tutto ciò che può “ucciderli”, sono disposti al Digiuno pur di nutrirsi solo di ciò che può fargli respirare quell’oltre che appartiene all’uomo in quanto tale. Suoni dissonanti e metallici scandiscono un sound agguerrito che si fa carico di testi elaborati nel contenuto ed estremamente curati nella forma. Si scagliano contro ogni convenzione e convinzione preconfezionata, sono stanchi delle “troppe frasi da recitare e silenzi da ubbidire”, tolgono la maschera dell’ovvietà, e con Niente addosso sentono d’esser nudi, ma liberi. Parlano di una comunicazione che spesso si inceppa, del potere delle parole, “la lingua parte in un istante, le basta un attimo e sa uccidere” come si ascolta nel brano In faccia; potere che se non soppesato porta “a giorni di voragini”, incomunicabilità che “è solo notte da attraversare”. Ripetuta più volte, la frase “Se per una volta ti guardassi in faccia/ se per una volta io mi guardassi” è emblema di ciò che è per i Missiva l’altro: qualcuno in grado di definirci, nella convinzione che esisto in relazione ad esso. Urlano con rabbia, ma arrabbiati con nessuno, il loro credo, mixandolo con un sound sporco di sonorità seattleiane ed elettroniche. Carichi delle proprie ragioni e saldi nei propri valori, i Missiva ricercano nella vita come nella musica, perché  “se è vero che sono vivo se è vero che sono vero”, non posso vivere senza dar voce a quella scintilla di eterno che è in me.
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FABRIZIO BOSSO - VAMOS (SCHEMA RECORDS)
Uscirà il 22 maggio in Italia Vamos (Schema Records), il secondo capitolo dei Latin Mood, formazione che Fabrizio Bosso co-dirige assieme a Javier Girotto. Forti di decine di concerti in tutta Italia, compresi tre sold out consecutivi all’ultima edizione di Umbria Jazz Winter, i Latin Mood pubblicano un disco con ritmiche e sonorità tipicamente sudamericane. Oltre a brani originali di Bosso, Girotto e Mangalavite e classici come Algo Contigo di Chico Novarro, Vamos contiene anche Taste of Honey di Herb Alpert, la nota sigla di Tutto il calcio minuto per minuto. Struggenti gli assoli dei due fiati, ma incredibile l’energia e il divertimento che permea l’intero lavoro e ancor di più il trascinante set dal vivo in cui il combo sarà impegnato nei prossimi mesi. Fabrizio Bosso si conferma nuovamente musicista poliedrico e punto di riferimento della musica jazz. Reduce dal successo live e discografico di Enchantment, l’omaggio a Nino Rota inciso con la London Symphony Orchestra. 
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“ 'Nda nu litte d'amore", il nuovo album dei Tarantula Garganica in vendita dal primo giugno

È uscito il nuovo disco dei Tarantula Garganica “ 'Nda nu litte d'amore". Brani elaborati dal gruppo folk di Monte Sant'Angelo, ispirati alla tradizione popolare. Nell’album la preziosa partecipazione di Antonio Piccininno ed un brano di Matteo Salvatore. Per il gruppo garganico anche una tournèe internazionale tra Parigi, Berlino, Londra e Marchin (Belgio)

L'amore è il fulcro intorno al quale il lavoro discografico si sviluppa, con brani tradizionali di Monte Sant'Angelo, Carpino, San Marco il Lamis, Pietramontecorvino ed un brano del celebre cantastorie di Apricena, Matteo Salvatore. Un disco che conferma il profondo legame dei Tarantula al territorio garganico, cantato e omaggiato nella loro musica,  ma che allo stesso tempo si arricchisce con la presenza di brani che si rifanno alla tradizione della musica Dauna e che sancisce l'integrazione tra due territori diversi e complementari della Capitanata, il Gargano e i Monti Dauni. I dieci brani di “Nda nu litte d'amore" (Tulì tulì tulì; Tutte è duje; La ninne; Vola palomma vola; Rose e viole; Sciambulo; Sotte Fan Francische; Tuppe tuppe; Tarantella di Monte con armonica; Rodianella di Carpino) ripercorrono le tradizioni di questi due territori dando vita ad un interessante progetto culturale. Il nuovo lavoro dei Tarantula Garganica è infatti,  prodotto da Peppe Totaro Studio Uno e coprodotto dalle associazioni Terravecchia in Folk di Pietramontecorvino e Museca di Monte Sant’Angelo. Per la prima volta il gruppo garganico, pone, infatti, l'attenzione sugli "sciambule", canti d'altalena tipici della tradizione di Pietramontecorvino e dei Monti Dauni, in cui i Tarantula Garganica fanno vivere e vibrare le parole e i versi contenuti nel libro “Sciàmbule, canto e poesia nella tradizione popolare di Pietramontecorvino”, un volume realizzato con la collaborazione di Terravecchia in Folk che ha prodotto anche un documentario su “Il canto Libero dell’Altalena”. In “ 'Nda nu litte d'amore" la magia della musica popolare rivive nel ritmo della chitarra battente e delle castagnole, ricordando le antiche melodie d'amore del passato, impreziosito dalla partecipazione di significativi esponenti della musica tradizionale garganica tra cui il maestro Antonio Piccininno. Un lavoro maturo, vibrante, appassionato, fatto di ricerca, di studio, e di un background musicale e culturale capace di rappresentare la musica popolare del Gargano nel mondo. I Tarantula hanno all'attivo numerosi lavori discografici: “SOPE A NA MUNTAGNE” (2004) ,“QUELLE STRETTE VIE DEL SUD” (2005), “CHI NON CAPISCE L'AMORE ABBASTANZA” (2006), “ALL’USE ANTICHE”  (2008), “ ‘NFANNE ‘NFANNE” (2009) ed un Libro-Cd, datato gennaio 2010, in ricordo di Michele Totaro “ Ciucquette”.

Il cd “Nda nu litte d'amore” sarà disponibile in diversi punti vendita:
a MONTE SANT'ANGELO, Associazione Museca via Lata 8 – Edicola “Lo scarabocchio”, presso il Castello.
a MATTINATA - Coppadicuoco Cafè.
a FOGGIA - Murales  via Arpi 43.
A PIETRA MONTECORVINO - Associazione Terravecchia in folk.
Nei prossimi giorni l’album sarà disponibile anche su iTunes e altri portali.

Il cd vedrà anche presentazioni internazionali a Parigi, Londra,  Berlino e Marchin (Belgio). In Italia sarà inoltre presentato a Sissa (Parma), Gozzano (Novara), Perugia, Pietramontecorvino.
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Miss O debutta con l'album "Infection"


che può farti precipitare nei buchi neri delle più potenti energie plutoniche, così come può innalzarti alle profondità celesti e divine. Ogni canzone si ispira a una particolare costellazione astrologica ed è stata mixata in giorni precisi, calcolati da Odette. Se apri il tuo cuore, Miss O lo riempirà di speranza, amore ed energia cosmica. Oggi 9 maggio 2012 esce il primo album di Miss O, duo italo-belga composto da Odette Di Maio (ex Soon) e Jan De Block, pubblicato dalla neonata etichetta belga Addictive Noise Records e distribuito worldwide da Total Wipes Music Group. Tra i collaboratori Luc van Lieshout dei TuxedoMoon. In "Infection" sentimenti puri ed elementi magici si mescolano in uno stile musicale e una sonorità unici che parlano della ricerca del giusto equilibrio emotivo. Odette Di Maio e Jan De Block si incontrano nel 2004 in uno studio di registrazione in Belgio e, apparentemente per caso, si scambiano solo gli indirizzi email. Solo a distanza di anni le loro strade tornano ad incrociarsi, e finalmente nasce il desiderio di creare un progetto comune. Attraverso un lungo processo e vari esperimenti scoprono una miscela magica tra la voce di Odette e i suoni di Jan, e dopo un po' di lavoro, come un piccolo seme che ha bisogno di acqua e cure, nasce Miss O! La distanza fisica tra Italia e Belgio non è un fattore limitante. Internet consente a Odette e Jan di condividere idee, canzoni e suoni e di scoprire cose nuove. Tutte le registrazioni vocali definitive sono state realizzate nell'intimità del Green Velvet Studio, un luogo segreto celato nei dintorni di Opwijk, in Belgio. Miss O ha deciso di realizzare in autonomia le registrazioni, i mix, la produzione, i servizi fotografici e i video. Odette and Jan hanno lavorato con alcuni professionisti: un designer in Usa e uno in Italia, diversi fotografi e un grande trombettista... Un virtuoso “baratto culturale” nel quale loro mettono a dsposizione la propria musica per supportare gli altri artisti con i loro progetti. Si tratta di donare e non di prendere: più dai più ricevi!
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L'autorevole musicista vesuviano torna con il secondo cd della 'trilogia bianca'. Un progetto di incontri e invenzioni, tra arcaismo e futuro, antichi frammenti vocali e itinerari spirituali
Inni e antichi canti: Oriente e Occidente nel nuovo lavoro di Girolamo De Simone

Konsequenz
è lieta di presentare:
INNI E ANTICHI CANTI
...'l'attualissima e arcaica nostalgia di Girolamo De Simone'...

Konsequenz/Hanagoori Music 2012
12 brani, 30 minuti

“Rievocherò gli arcani dei tempi antichi”. È il Salmo 77, uno dei frammenti ai quali Girolamo De Simone si accosta per la sua nuova esperienza musicale Inni e antichi canti. Mai come questa volta la religiosità e la storia di antichi percorsi spirituali muovono il compositore vesuviano, sempre attento alle connessioni e agli scambi tra culture diverse: "La musica riesce come e più di altre discipline artistiche a trovare l’identico e il diverso tra culture - dichiara De Simone - determinando grazie alla sua naturale ‘astrattezza’ i territori condivisibili e quelli che ci mostrano l’altro nella sua differenza. Riconoscerla è parte del gioco: ne scaturisce meraviglia, sorpresa, ammirazione. Alla fine, tutte le cose sono in costante evoluzione, e chi si occupa di conoscenza lo sa benissimo". Nato a Napoli nel 1964, Girolamo De Simone vive e lavora alla periferia della metropoli partenopea, alle pendici delMonte Somma, a ridosso del Vesuvio. Musicista e agitatore culturale, è considerato tra i principali esponenti dellamusica di frontiera. Il nuovo lavoro Inni e antichi canti nasce da un itinerario di ricerca legato alla riscoperta del passato, alla "trasferenza" e alla rielaborazione personale filtrata attraverso illuminazioni e coincidenze. È il secondo tassello di una trilogia inaugurata due anni fa con Ai piedi del monte: "I tre cd della “trilogia bianca” insieme costituiscono un progetto per contenuti, metodo, struttura... Ma ogni singolo cd è anche da solo ‘progetto’, perché parto da un’idea (solitamente una ricerca) capace di trascinarmi e appassionarmi, e la perseguo anche per anni...". Girolamo rielabora al pianoforte e alla spinetta (con accordatura siriana) antichissimi frammenti vocali orientali e occidentali, dalle antifone del Gregoriano simplex ad antichi canti siriani di ispirazione gnostica, cogliendo consonanze, affinità e confluenze tra diverse aree geografiche, da Gerusalemme a Benevento passando per il suoVesuvio. "Il filo conduttore è il viaggio. La musica gregoriana occidentale trova in quella orientale una delle sue matrici. Successivamente, essa si è radicata e innervata anche altrove, in cerimonie soprattutto popolari. Nella storia del Cristianesimo la parola ‘Siria’ è frequentissima, solo che noi abbiamo dimenticato questa e moltissime altre cose. Soprattutto, abbiamo smarrito quale sia il vero significato della parola ‘ricerca’. Credo invece che l’ultimo dei cenobiti o dei monaci avesse ben chiaro, davanti agli occhi e in ciò che realmente accadeva, cosa volesse dire viaggiare e trasformarsi".
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Tra musiche e culture diverse il debutto della formazione romana: dal grande rock anni '70 alla world music, dalla psichedelia al rock-jazz, un lavoro di contaminazione tra Europa, Nord Africa e Medioriente
Il Viaggio: il disco d'esordio degli Arabeski Rock

Virtual Studio
è lieto di presentare:

IL VIAGGIO
...il debutto degli Arabeski Rock...
virtual Studio 2012
9 brani, 46.30 minuti

Un grande progetto multiculturale, ancor prima che una rock band. Un punto di incontro tra tradizioni musicali occidentali e orientali, africane e italiane, mosso dallo spirito itinerante del viaggio, della crescita e della scoperta. Il viaggio, disco d'esordio degli Arabeski Rock, nasce da pulsioni musicali ma si apre subito al contatto con "l'altro da sè", comunicando un'esperienza di convivenza pacifica e formativa. La formazione romana guidata dal chitarrista Tiziano Novelli, pur avendo una recente costituzione ha mostrato subito una propensione alla collaborazione con musicisti stranieri, trovando in questo contatto una spinta decisiva per la composizione e il concerto. "Il progetto Arabeski Rock - dichiara Novelli - nasce dalle suggestioni offerte dal film Lawrence d'Arabia e dalla meravigliosa musica scritta dal grande Maurice Jarre. Da qui il desiderio di realizzare una musica con sonorità e melodie “arabeggianti” che si conciliasse con la mia innata matrice rock.  Con l'aiuto del bassista Claudio Gimmi abbiamo ricercato gli elementi giusti per creare un gruppo con spiccatecaratterizzazioni etniche da un lato, e dall'altro comprendesse musicisti dal linguaggio efficace e moderno. Arabeski Rock è il risultato di una miscela di estrazioni culturali ed esperienze professionali diversificate". Con Novelli e Gimmi completano la band il giovane batterista Gabriele Morcavallo e il percussionista egiziano Ashrad Saif, che offrono un elemento ritmico-percussivo ipnotico e vorticoso. L'ethno rock degli Arabeski si caratterizza per la vastità del linguaggio e l'ampiezza delle connessioni: i nove brani strumentali sprigionano ricordi di rock progressive e psichedelico, con riferimenti alla grande tradizione anni '60/'70(Pink Floyd, Jimi Hendrix, Traffic, Frank Zappa etc.), al jazz-rock ma anche al blues desertico caro a Tinariwen, Terakaft e Tamikrest. Un rock transnazionale e multiculturale di cui gli Arabeski rock vanno fieri: "Collaborare con tutte queste ‘anime’ è uno scambio che arricchisce molto dal punto di vista musicale ma soprattutto umano. Il confronto è a volte anche difficile: non sempre è semplice accettare la ‘diversità’, ma lo sforzo porta a una grande soddisfazione proprio mentre suoniamo assieme, tutti con le proprie differenze ma uniti in unico obiettivo: la musica".
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Napoli e Romania, la musica partenopea e l'etnia rom si incontrano in uno splendido debutto: l'ensemble fonde musiche tradizionali campane, rom e sinti, in un manifesto di convivenza pacifica e inediti intrecci musicali
Vacanze Romanes: il disco d'esordio degli 'o Rom!

Terre in Moto Recording
è lieta di presentare:

VACANZE ROMANES
...il debutto degli 'o Rom...
Terre in Moto 2012
11 brani, 38 minuti

Tre musicisti napoletani. Tre musicisti rumeni di etnia rom. Un incontro all'insegna dello scambio musicale e umano, della reciproca conoscenza di melodie, armonie e ritmi diversi. Questa la filosofia dell'ensemble 'o Rom, il primo e più longevo esperimento di fusione e sintesi tra musiche tradizionali dell'Italia Meridionale e musiche balcaniche di area rom e sinti. Un progetto nato a Napoli tra vicoli e piazze, tra concerti improvvisati in strada e battaglie civili, con l'obiettivo di divulgare con passione e vivacità l'incontro tra culture diverse, apparentemente inconciliabili. Nati nel 2008, subito apprezzati dal vivo per letrascinanti performance, gli 'o Rom mostrano il loro "sincretismo" a partire dal nome: “o rom” in lingua romanes (o romanì) significa l’uomo “zingaro”, in napoletano la “o” con l’aggiunta di un apostrofo diventa un articolo, per cui ‘o rom si traduce "lo zingaro". Dopo quattro anni di incessante attività live, gli 'o Rom pubblicano con Terre in Moto Vacanze Romanes, prodotto da Carmine D'Aniello e Carlo Licenziato. "Abbiamo parafrasato il titolo del film Vacanze romane - dichiara D'Aniello - dove romanesindica la lingua parlata da rom e sinti, e abbiamo affrontato in modo sarcastico il tema degli stereotipi e dei luoghi comuni legati ai rom... Alcuni di essi vivono nei campi da oltre 20 anni non per scelta o perché amanti della vita da campeggio ma nellasperanza di avere un’abitazione e una vita dignitose". Il cd è dedicato a Adnan Hozic, considerato "il promotore della musica Balcanica in Italia ancor prima di Bregovic negli anni ’90, da lui il gruppo trae ispirazione e raccoglie la sua esperienza. Quello che la parte napoletana del gruppo sa della musica balcanica e zingara lo deve a lui". Carmine D'Aniello (voce, bouzuki, tamburi a cornice), Carmine Guarracino (chitarre), Ilie Pipica (violino), Ion Tiţa e Doru Zamfir (fisarmonica), Ilie Zbanghiu (contrabbasso) e Amedeo Della Rocca (percussioni) sono un concreto esempio diconvivenza, simbolo della fusione di diverse esperienze personali e professionali tra Romania e Italia, tra strada e studi. Vacanze Romanes è concepito come un vero e proprio live in studio, senza soluzioni di continuità tra un brano e l'altro, per restituire all'ascoltatore la freschezza e la visceralità delle inconfondibili performance dei sei. Un'avventura tra Campania, Est europeo e Mediterraneo: 11 pezzi vorticosi e raffinati, con reminiscenze swing, gipsy e manouche. Venerdì 8 giugno gli 'o Rom presenteranno in anteprima nazionale Vacanze Romanes alla FNAC di Napoli: un appuntamento imperdibile con numerose sorprese, patrocinato dall'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli. Il disco è in vendita anche nei principali stores digitali.
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LASSOCIAZIONE - A-STRAPIOMBO (Upr/Edel)
È disponibile nei negozi tradizionali, su iTunes e gli altri digital store “A STRAPIOMBO” (Upr/Edel), il nuovo disco della band rock folk emiliana LASSOCIAZIONE, che comprende 10 brani  cantati nel dialetto del crinale appenninico reggiano e in italiano. LASSOCIAZIONE è una band rock folk, miscela di suoni acustici ed elettrici, dove le corde delle chitarre e del basso si rincorrono con quelle del violino e del banjo, sorrette dai ricami ritmici e potenti della batteria: Marco Mattia Cilloni è voce e chitarra, Giorgio Riccardo Galassi è voce e armonica, Gigi Cavalli Cocchi (Ligabue, CSI, Clan Destino) è batteria, Francesco Ottani è voce e chitarra, Filippo Chieli (Modena City Rambles, Cristina Donà) è violino e viola, Enzo Frassi è basso elettrico, Massimo Guidetti (Ustmamò, Billy Cobham) è tromba e flicorno, Marcello Ghirri è banjo, Gianfranco Fornaciari (Ligabue, Clan Destino, Marlene Kuntz, The Gang) è tastiere. «Cantiamo in italiano, cantiamo in dialetto e in chissà quante altre lingue potremo cantare – spiega la band –  perché la parola è un suono. Abbiamo registrato “A-Strapiombo” nell’antica Pieve di San Vitale (Carpineti – Reggio Emilia) in un ottobre caldo come da più d’un secolo non succedeva. Nessun collegamento con il mondo esterno per otto giorni, e un buon periodo carico di entusiasmo speso nell’affinare le idee prima di arrivarci. Questo disco racconta semplicemente i nostri giorni, a strapiombo, a mezzo busto, fuori alle intemperie del mondo». Questa la tracklist di “A-STRAPIOMBO”: “Santa Maria”, “Valentino” , “Vorrei Cantare la Vita”, “Me I Sun C’Me Sun”, “Zichin”, “Vustida”, “Fuochi nella Notte (di San Giovanni)”, In Cimbali”, “Via di Bandita”, “Al Cielo An’ Ghimporta”. Per altre informazioni e le date del “Tour A-Strapiombo 2012” consultare il sito internet www.lassociazione.com. 
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Il 29 maggio 2012 esce Vento Meticcio, il nuovo album dei Qbeta
Dopo il lancio di Trasparente Nudità feat Roy Paci e il singolo Etnia, con ottimi riscontri di critica e radio, il 29 maggio 2012 esce ufficialmente il nuovo album dei Qbeta: Vento Meticcio. Consacrazione di un gruppo che negli ultimi 15 anni ha rappresentato il meglio della scena indipendente italiana, Vento Meticcio porta con sé l’anima colorata dei Qbeta, l’aria di mediterraneo, con sonorità ricche, ritmi gioiosi e collaborazioni d’eccezione tra cui Roy Paci, Mario Venuti, Paolo Belli, Jaka, Max Busa, Mario Incudine, Lello Analfino e tanti altri. L’album - che arriva dopo il grande successo di Faccio Festa, interpretato insieme a Paolo Belli, presentato live sul palco del Primo Maggio 2011 e diventato poi sigla del 94° Giro d’Italia - porta a compimento un percorso che vede impegnato da anni Peppe Cubeta nel racconto del mondo che lo circonda, nella ricerca di colori (di Salvo Cubeta la copertina dell’album) e delle sfumature che rendono universale la musica e l’immagine. Da qui il Vento Meticcio. "Il vento, quando passa” spiega Peppe Cubeta “porta il colore delle nostre emozioni: è questa la frase che racchiude il senso del nuovo lavoro. Un Vento Meticcio impregnato di contrasti. Rotonde e spigolose armonie che abbracciano parole cantate e pensieri rubati. Allegrie vissute da un vento frenetico a volte pacato. La gioia di andare per poi ritornare”. I Qbeta nascono dall’incontro di musicisti provenienti da ambienti musicali diversi, ma uniti da un comune denominatore: la Sicilia. Il risultato, confermato dal soffio di questo nuovo Vento Meticcio, è uno stile etnico d’autore, che raccoglie le atmosfere e le diversità culturali dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo. Un percorso che si materializza in uno stile caldo e passionale, nutrito di jazz, funk, rock, patchanka, reggae e tracce latino-americane. Il percorso artistico dei Qbeta ha visto la band impegnata sia sul territorio nazionale che all’estero. Oltre alle numerose esibizioni live, il gruppo vanta la partecipazione a trasmissioni radiofoniche e televisive quali Viva Radio2 di Fiorello, Mezzanotte di Radio 2 e il Maurizio Costanzo Show. Cinque gli album: Qbeta (1993), Arrivaru cuntraventu (1997), Arrakké (2000), Indigeno (2004), Viaggio oltre Oceano (documentario, 2006), Ognittanto (2008). Nel 2011 arriva il grande successo con il singolo “Faccio Festa”, trasmesso da oltre 70 emittenti, stazionando al 1° posto della Indie Music Like per oltre 4 mesi ed entrando nella top 50 italiana di EarOne.
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MARI con il suo "Gentle Beauty" ci racconta la bellezza del mondo trasportandoci in una realtà fiabesca. 
Mari, pseudonimo di Marina Conti, è una cantautrice romana trapiantata a Londra, con una lunga carriera alle spalle che vanta collaborazioni illustri con molti artisti e compositori: l'incontro decisivo è quello con Mozez ( Osmond Wright ex front-man della band downtempo Zero7)  insieme al quale Mari scrive il suo album d'esordio "Gentle Beauty" in uscita il 28 Maggio per la Numen Records, etichetta dello stesso artista anglo-giamaicano. "Gentle Beauty" è un album nel quale Mari racconta, come attraverso una lente d'ingrandimento, il mondo che la circonda e la bellezza che ne fa parte e che ispira la sua scrittura. Come una cantastorie d'altri tempi Mari ci trasporta in una realtà fiabesca, dall'iniziale  "Gentle Beauty", la title track,  in cui Mari racconta la gentile bellezza del mondo con la sua voce eterea e una straordinaria sensibilità a "Free" dove il viaggio nel regno incantato di Mari prosegue sotto la pioggia facendo perdere l'ascoltatore tra le strade di Roma.C'è  la notte più scura  di "Silence", gli oceani sconfinati e il nuovo giorno di  "Mountains", le stelle cadenti di "Secret" e i giochi del Fato in "Time". Come una moderna Biancaneve, Mari ci prende per mano in "All fall down" in cui  ogni sortilegio verrà spezzato dall'amore fino all'eterna lotta tra bene e male di "Grow". E poi c'è "Giorgia" una delle tracce più toccanti dell'album in cui, ancora una volta, è il blu, in tutti i suoi significati, a ricoprire con la patina del tempo sentimenti e ricordi ancora vividi, resi ancora più struggenti dall'uso dell'italiano, sua lingua madre. E infine arriva la malinconia di "Blue is my favourite colour", scritta con Vincenzo Incenzo (autore anche per Renato Zero, PFM, Lucio Dalla, Patty Pravo e molti altri), e "Angels and Demons" a chiudere la narrazione. Mari accompagna l'ascoltatore in questo viaggio tramite la dolcezza della sua voce eterea che riesce a creare uno stile unico, un mix tra musica chillout, downtempo e trip-hop, ma anche il pop elettronico che trascina l'ascoltatore in una dimensione rarefatta di grande impatto sonoro. "La melodia che dà origine al processo creativo è un dono che viene da altrove, da quel posto senza tempo che contiene tutte le note del mondo e che , quando sei più fortunato, ti apre uno spiraglio e sceglie te regalandoti una canzone. Non c’è mai nulla di ragionato o di pianificato nel mio modo di scrivere. Le mie canzoni parlano di me, del mio mondo interiore e delle emozioni che nascono dalle cose più semplici che mi circondano.."
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Attraversando Saturno - Il nuovo singolo di Giuseppe Cucè
Voce importante e destrezza scenica sono quelle del veterano, che unite ad un'inscalfibile sensibilità ed un impegno inalterato fanno di Giuseppe Cuce' un artista completo e un vero professionista, che niente ha da invidiare ai più quotati colleghi. E finalmente il suo ultimo lavoro, a fronte di una dura gavetta,impegnata anche a sostenere con la propria musica iniziative di solidarietà, sembra affermarsi con questa consapevolezza, e proiettare il suo autore oltre la schiera degli eterni emergenti. "Attraversando Saturno" è un brano intenso, ricco di atmosfere romantiche, eleganti e audaci allo stesso tempo. L'approccio e lo stile sono quelli di un cavaliere moderno, intento alla riconquista valorosa del proprio io.. e del tempo che ci è concesso. Corteggiamento e ritrovata armonia si avvicendano, esaltati da melodie lusinghiere e orchestrazioni cinematografiche, ricordando in alcune sfumature echi di Morricone. Tutto nel nuovo lavoro raggiunge i massimi livelli, dalla produzione in studio all'immagine rinnovata. Giuseppe non si è mai risparmiato prima ma stavolta ha investito tutto se stesso per riuscire a ripensarsi e proporre, con nuovi mezzi e più convinzione, il messaggio di sempre: la sua musica, un pop d'autore, ricco di arrangiamenti pop/jazz, votati all'incisività; così come i suoi testi, sempre gentili e anche se velati di una certa malinconia, capaci di grande forza espressiva. S.M.
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