Mueller, Roedelius - Imagori II (Grönland Records, 2018)

Quello tra Christoph H. Müller (Gotan Project) e Hans Joachim Roedelius (Cluster, Harmonia, Aquarello, Qluster) è un incontro artistico inaugurato nel 2015 con l’album “Imagori”, pubblicato dall’etichetta tedesca Grönland Records. Oggi, a tre anni di distanza, arriva “Imagori II” il nuovo esperimento di simbiosi sonora firmato da due musicisti che condividono un bagaglio di esperienze ricco e diversificato. Come suggerisce il titolo, questo progetto continua effettivamente da dove il discorso si era interrotto qualche anno fa, aggiungendo però nuovi colori alla caleidoscopica palette del duo. Suoni acustici (pianoforte) ed elettronici (sintetizzatori), si fondono mirabilmente a propulsive e affascinanti trame percussive in cui trova spazio anche la voce. Se nel precedente album, l’unico intervento vocale era riservato nientemeno che a Brian Eno (vedi “About Tape”) qui, la voce guadagna più spazio. Miss Kenichi a.k.a Katrin Hahner, è ospite al canto nell’esotica “Fractured Being”, una vera e propria canzone, mentre in altri due brani ritroviamo a sorpresa le figlie di Achim e Christoph. Rosa Roedlius ci conduce con le sue parole nella graduale evoluzione di “Ich Du Wir”, mentre la figlia di Müller accompagna “La Vie En Bleu” in lingua francese. In “Imagori II”, la sinergia tra Roedelius e Müller raggiunge la perfezione, tanto nei brani più melodici, splendide “Heavenly Peace” e“Lonely Game”, quanto negli esperimenti più “astratti” (“Foghorn” o “Himmlischer Frieden”) che rispettivamente aprono e chiudono il disco. Il piano e i sintetizzatori di Roedelius e Müller, sono immersi in un mondo sonoro armonico, di grande suggestione, in cui nessun elemento è fuori posto, dove gioia, speranza e malinconia si trasformano in musica, una musica senza tempo. Ascoltando “Imagori II”, sembra impossibile che siano passati così tanti anni da “Sowiesoso” o “Lustwandel”, solo per citare i primi due album che scorrono nella mia memoria, infatti, la magia di quel suono così unico c’è ancora oggi, e seppur costantemente rinnovata, continua a sorprenderci, emozionarci e affascinarci. Se capite di cosa sto parlando e provate la mia stessa sensazione leggendo queste parole, non lasciatevi sfuggire il disco, riuscirà a emozionarvi, ne sono certo. 


Marco Calloni
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