PeM! Parole e Musica in Monferrato, Monferrato, dal 24 agosto al 20 settembre 2018

Come nelle intenzioni degli organizzatori, quella che si è appena conclusa è stata davvero una edizione de luxe della rassegna “PeM! Parole e Musica in Monferrato”. Con la conduzione del Direttore Artistico Enrico Deregibus, questa rassegna, nata da una bella e originale intuizione di Riccardo Massola tredici anni fa, ha rilanciato aumentando gli appuntamenti, diversificandone la tipologia, cambiando i luoghi degli incontri ogni sera, con un seguito di pubblico che si è via via ingrossato. Dieci appuntamenti diluiti nell’arco di un mese (dal 24 agosto al 20 settembre) tra le colline del Monferrato, patrimonio Unesco, nei comuni di San Salvatore, Valenza e Lu, con l’intento di scoprire qualcosa di più di molti musicisti affermati, e contemporaneamente riscoprire la bellezza di angoli del Monferrato che gli stessi piemontesi a volte dimenticano. Molto attenta la scelta degli artisti, che tra nomi di punta della musica di oggi (Ex-Otago, Frankie Hi Nrg Mc, Diodato, Ghemon) e artisti che hanno fatto la storia della musica italiana (Armando Corsi, Guido Guglielminetti, Nada) ha saputo accontentare pubblici differenti per età e interessi. 
Quello che ha accomunato tutti gli incontri però è stata la voglia di raccontarsi di tutti artisti invitati, molto spesso con intelligenza e ironia, stimolati dalle domande di Enrico Deregibus, facendo diventare queste serate interessanti e divertenti anche per chi non particolarmente interessato all’artista ospite della serata. Abilissimo in questa capacità di narrazione è stato Frankie Hi Nrg Mc, che ha raccontato la sua vicenda artistica con moltissimi aneddoti interessanti e molto spesso divertenti, come il ricordo dei suoi primi due concerti in provincia di Alessandria negli anni ’90. Un artista che ha dimostrato capacità, intelligenza e competenza non comune, e che ha condito il racconto esibendosi in tre brani (le tre hit "Fight da faida", "Pedala" e "Quelli che benpensano"), dimostrando di essere a tutti gli effetti, ancora oggi, uno dei re del rap italiano. Dal mondo del rap arriva anche Ghemon, invitato per presentare la sua autobiografia, in cui ha messo a nudo tutti i lati del suo percorso artistico e umano, i successi come i periodi bui, conquistando l’attenzione anche di quella parte del pubblico che sottostima il genere. 
Intelligente e colto (laureato in giurisprudenza con una tesi sul diritto d’autore nell’era digitale), ha raccontato una storia, la sua, che ha molto da insegnare anche a chi con il rap non ha niente a che fare. Due i musicisti invitati, due artisti che hanno collaborato con alcuni dei più grandi interpreti e cantautori. Prima Armando Corsi, il chitarrista che col suo suono unico e personale ha accompagnato Ivano Fossati, Paco de Lucia, Samuele Bersani e Bruno Lauzi e poi il bassista, autore e produttore Guido Guglielminetti, da trent’anni braccio destro di De Gregori, le cui collaborazioni vanno da Umberto Tozzi a Lucio Battisti, da Loredana Bertè a Nilla Pizzi, una vera miniera di racconti e aneddoti sul mondo della musica italiana, che ha deliziato i presenti con tre brani live, accompagnato dal violoncello di Chiara di Benedetto: una versione molto bella di "Pastore di Nuvole" (scritta per Luigi Grechi), che ha introdotto ironizzando sulla figura del bravo cantautore, “Quando e Qui”, brano registrato da Francesco De Gregori, e infine la splendida "Un’emozione da poco" (scritta per Anna Oxa), con ospite alla voce Elisabetta Gagliardi. La chiusura della rassegna è stata davvero col botto.
In un Parco della Torre di San Salvatore strapieno, Nada ha rapito e conquistato il pubblico con i racconti della sua vita, molto spesso ripresi direttamente dai suoi libri. La famiglia, il rapporto conflittuale con la madre, il mondo della discografia e gli incontri importanti, tra tutti, quello fondamentale con Piero Ciampi. Ma soprattutto ha conquistato tutti con la sua voce emozionante e la sua carica, proponendo quattro brani accompagnata dalla chitarra acustica di Andrea Mucciarelli ("Ma che freddo fa", "Guardami negli occhi", "Senza un perché", "Ballata triste") e chiudendo con una versione “a cappella” da brividi di "All’aria aperta". Un’artista pura, che non dimentica il suo passato, ma immersa pienamente e consapevolmente nel presente, e proiettata nel futuro, che ha chiuso nel migliore dei modi l’edizione 2018 della Rassegna.


Giorgio Zito
Foto di Giorgio Zito
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